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Pirateria , Notizie brevi 11/01/2013

Pirata della strada contromano in città
uccide un pensionato: omicidio volontario

Rischia 30 anni: per la prima volta arriva a processo un'accusa così grave per un incidente. «Auto rubata? Trovata sotto casa»

Goffredo Macolino e la scena dell'incidente (Candid Camera)

PADOVA - È la prima volta che accade. Una tragedia stradale verrà giudicata dalla Corte d’assise. Perchè c’è l’accusa di delitto volontario nell’uccisione di Goffredo Macolino, pensionato settantaseienne, che attraversava la strada sulle strisce pedonali il pomeriggio del 28 marzo scorso in via Tirana a Padova. L’imputazione del pubblico ministero Benedetto Roberti ha retto in udienza preliminare. Il giudice Cristina Cavaggion ha rinviato a giudizio sei imputati. Dovranno comparire il 21 febbraio davanti ai giudici della Corte d’assise. Rischiano fino a trent’anni di carcere.

Sono cinque romeni e una donna italiana. Oltre all’omicidio volontario, Roberti contesta la guida senza patente, la ricettazione, il favoreggiamento personale e procurato allarme.

Gli imputati sono Cristian Ioan, detto Mimì, ventiduenne, il "pirata" che causò la tragedia, uscendo in contromano da via Tirana ad alta velocità e poi scappò in Romania. È accusato di omicidio volontario, di ricettazione e di guida senza patente. È detenuto nel carcere di Vicenza e il suo difensore è l’avvocato Roberto Rigoni Stern. Valentin Marius Bacnasu, detto Vali, trentaseienne, detenuto nel carcere Due Palazzi, difeso dall’avvocato Davine Ganella. È accusato di ricettazione della Toyota, di guida senza patente e di aver aiutato Ioan, fratello della moglie, a fuggire in Romania. Ilie Obuf trentatreenne, detenuto nel carcere di Rovigo, difeso dall’avvocato Pietro Someda. Aiutò Ioan a fuggire in Romania, dandogli anche del denaro. Luisa Barone, trentaquattrenne, residente a Rivoli in provincia di Torino, la convivente italiana di Bacnasu, difesa dall’avvocato Remo De Nard. Si è messa in mezzo durante le indagini ed è accusata di favoreggiamento personale e di procurato allarme. Nicusor Lupu, detto il Ladro, quarantenne, accusato di favoreggiamento, assistito dall’avvocato Linda Pallua. La lista degli imputati si conclude con Gheorghe Plescan, detto Rosu, quarantaduenne, noto al pubblico ministero Roberti perchè il suo nome compariva nelle intercettazioni telefoniche di connazionali, autori di un delitto, difeso dall’avvocato Linda Pallua. È accusato della ricettazione della Toyota che poi ha venduto a Bacnasu.

Cristian Ioan ha ricostruito la tragedia con il pubblico ministero Roberti. Si è trovato in contromano in via Tirana perchè andava forte e non è riuscito a imboccare la traversa precedente. Sì, è entrato contromano in via Tirana ed è sbucato velocemente in via Vicenza. Quando sulle strisce pedonali stava attraversando la strada l’ex funzionario delle Poste in pensione. Ha travolto e ucciso Goffredo Macolino, ha cozzato contro le macchine che stavano transitando in quell’attimo ed è scappato a piedi. E la Toyota Rav rubata a San Giorgio in Bosco? Racconta che se l’è trovata sotto casa con le chiavi nel cruscotto. Insomma, una specie di regalo piovuto dal cielo. Ma non ha mai detto perchè si trovava dalle parti di via Vicenza su un’auto rubata e a folle velocità.

 
di Lino Lava
da gazzettino.it

 

Venerdì, 11 Gennaio 2013
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