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Notizie brevi 31/12/2012

Pedaggi, il Tesoro sospende parte degli aumenti
L'adeguamento al casello dal primo gennaio scende (ma solo temporaneamente ) da +3,91 a +2,9%

Foto da ilsole24.it


Il ministero per l'Economia blocca l'aumento dei pedaggi chiesto da alcune concessionarie autostradali. La decisione sarebbe stata assunta nella giornata di sabato, quando i due ministri (Infrastrutture ed Economia) competenti a varare gli adeguamenti tariffari attraverso decreti interministeriali, dovevano firmare i provvedimenti che sbloccano invece le tariffe di tutte le altre concessionarie. Se questa decisione, come probabile, verrà confermata l'aumento medio al casello che scatterà a partire dalla mezzanotte del 31 dicembre scenderebbe, ma solo temporaneamente, dal +3,91% al + 2,9 per cento.

Domattina i due ministri Corrado Passera e Vittorio Grilli sono chiamati a firmare i decreti; se tutto verrà confermato, il ministro delle Infrastrutture – che ha accettato obtorto collo le prescrizioni dell'Economia - siglerà un provvedimento che tecnicamente si definisce "in difformità" con quanto indicato dai suoi uffici.
Come abbiamo detto non si tratta di uno stop definitivo degli aumenti, ma una sospensione chiesta per consentire nel frattempo la revisione quinquennale dei piani finanziari previsti da alcune convenzioni..

Nel caso di Autostrade per l'Italia, che vede ritoccare al ribasso gli aumenti chiesti per la sua concessione principale, invece il problema sarebbe nel fatto che non verrebbe riconosciuto l'adeguamento relativo al parametro K della formula tariffaria, che remunera i costi e gli investimenti effettivamente realizzati, e si chiede tempo per fare verifiche. Una volta completata la revisione dei piani e rivisti costi e investimenti di Aspi, la sospensione dell'aumento si interromperebbe, scatterebbe il recupero del mancato incasso con effetto retroattivo dal primo gennaio 2013. Se questo scenario verrà realizzato per l'utente sarà un vero rebus capire quanto andrà veramente a pagare in più quando si metterà in viaggio. Le concessionarie, è inutile dirlo, sono già sul piede di guerra e si preparano a ricorsi al Tar e ad azioni legali.

Ma vediamo quali sono le tratte autostradali oggetto dello stop. I provvedimenti più drastici sembrano interessare le principali concessionarie del gruppo Gavio, che vedono azzerare gli aumenti. Entrambi di tratti della A4 sono interessati: il troncone Torino-Milano vede passare l'incremento richiesto da +10,83 per cento a zero; il troncone Torino-Piacenza da +9,92% a 0. C'è poi la Sat, autostrada Tirrenica, al cui capitale il gruppo Gavio partecipa assieme ad Atlantia e Caltagirone: l'aumento da +3,81% richiesto si azzera. Nel mirino anche la concessione principale di Autostrade per l'Italia, che vede leggermente erodere l'aumento richiesto da +3,54% a +3,47 per cento. E ancora: un azzeramento è previsto che per la Brescia-Padova, che aveva richiesto un adeguamento del 4,44 per cento. Un ritocco è richiesto anche alla Milano-Serravalle che passa da +2,23 a +1,16 per cento.

 

da ilsole24ore.com

Lunedì, 31 Dicembre 2012
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