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Notizie brevi 21/12/2012

Niente auto e neanche la patente
con la crisi gli italiani non guidano più

Si registra una diminuzione del 19% delle iscrizioni al Ministero dei Trasporti nel 2011 rispetto all'anno precedente, con una perdita di quasi 200mila patentati. Le cause sono molteplici: oltre al crollo delle vendite delle auto del 20 per cento sul 201, anche l'aumento del prezzo della benzina del 40 per cento

ROMA - "Vede, qui abbiamo due scrivanie, ma ora una è vuota: la segretaria non ce la possiamo più permettere; gli anni scorsi contavamo più di 200 iscritti, ora non arriviamo a cento; avevamo due auto per le lezioni di guida, ora lavoriamo con una sola; le sessioni di esame per la teoria erano quattro al mese, adesso è tanto se riusciamo a iscriverci a due". Così Ermanno Biasone, uno dei titolari dell'autoscuola "2mila", nel quartiere Trastevere di Roma, commenta la contrazione del lavoro nella sua attività. Se fino agli anni scorsi la conquista della patente era un passaggio obbligato e atteso con ansia allo scoccare dei 18 anni, ora sembra aver perso quella centralità.

Di mezzo c'è la crisi che erode in generale i consumi, ma a ben vedere le cause di un calo del 19 per cento nelle iscrizioni registrate dal Ministero dei trasporti per il 2011 rispetto all'anno precedente, con una perdita di quasi 200 mila patentati, sono collegate sia al crollo delle vendite delle auto del 20 per cento sul 2011, sia all'aumento del prezzo della benzina del 40 per cento negli ultimi due anni. Agli italiani di guidare l'automobile non importa più, o almeno non come in passato. Tendenza che continua anche per il 2012. Si aggiunga inoltre che il risparmio possibile con l'esame alla motorizzazione, un tempo significativo, è via via diminuito anche per l'introduzione di nuove regole, a partire dallo scorso maggio. Secondo il codice della strada, infatti, tutti i "patentandi" devono ora frequentare sei ore di guida certificate in un'autoscuola e presentare un ulteriore certificato medico dal costo di circa 50 euro. Inoltre da diversi anni è quasi impossibile sostenere la prova pratica alla motorizzazione per via di una procedura complicata, mentre si può ancora dare quella di teoria. Risultato? Da privatista si spendono circa 400 euro. Ecco perché il margine di risparmio possibile rispetto ai costi d'iscrizione tramite autoscuola si è assottigliato.

In Italia, comunque, la situazione varia molto a seconda della città di riferimento. Il quadro che l'indagine di Repubblica ha verificato è simile a una giungla: se messe a confronto le tariffe applicate dalle autoscuole e le possibilità che si hanno di essere promossi al primo colpo, saltano agli occhi sostanziali differenze. Analizzando i prezzi di otto città campione, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo e Sassari, emerge che per una patente B si va dai 500 euro richiesti a Napoli, ai 982 di Bologna, quasi il doppio, nonostante tra le due città intercorrono appena 500 chilometri. Il calcolo svolto tiene conto del costo dell'iscrizione all'autoscuola, degli esami di teoria e pratica, degli esami medici necessari e delle sei ore di guida obbligatorie. La raccolta di questo tipo di informazioni non è stata semplice a causa della reticenza delle autoscuole a comunicare i preventivi per telefono. A differenza dei preventivi per le assicurazioni delle auto che per legge devono essere forniti anche via internet, per le autoscuole questo obbligo non esiste. Il risultato finale è che un aspirante automobilista ha più difficoltà a farsi un'idea d'insieme delle tariffe sul mercato. A Napoli spetta dunque il primato di città più economica d'Italia, ma questo è anche dovuto al fatto che il certificato amnestico (un attestato in cui il medico di fiducia dichiara che non sussistono gravi  malattie che possano impedire al candidato di guidare un'auto), non sempre viene richiesto. Due autoscuole su tre, infatti, abbassano i costi, chiedendo solo un'autocertificazione e facendo così risparmiare circa 50 euro.

"L'autocertificazione al posto del certificato amnestico di per sé non rappresenta alcuna violazione di legge - spiega Maurizio Vitelli, direttore generale della motorizzazione civile - nelle nostre pratiche non arriva il certificato amnestico ma solo quello del medico che esegue le visite nella scuola guida: è lui che si assume la responsabilità di mettere al volante lo studente", afferma. Non c'è un'infrazione di norma, quindi. Di tutte le scuole raggiunte telefonicamente, comunque, solo a Napoli si segue questo percorso alternativo.

La città più a buon mercato per le patenti dopo Napoli è Sassari, dove i prezzi oscillano dai 510 ai 590 euro, se non fosse che Sassari è anche la seconda città, dopo Roma, per numero di bocciature nell'esame di teoria. Su cento prove, infatti, nel 2011 sono stati respinti ben 44 candidati, valore che si discosta di molto dalla media nazionale del 33 per cento. Vita dura anche per i fiorentini, che sono stati rimandati a sostenere l'esame di teoria nel 42 per cento dei casi, mentre a Sondrio, record nazionale per successi, su cento esami, solo 19 sono risultati non sufficienti. La città dei provetti guidatori è stata invece Foggia, dove solo l'1,48 per cento degli iscritti si è cimentato per una seconda volta nella prova di guida, mentre a Cagliari è stata superata di molto la media del 12 per cento: su 100 che hanno tentato, 35 gli sfortunati che si sono dovuti sottoporre ancora all'esame.

A cosa si devono delle differenze così profonde nelle bocciature? Alcune motorizzazioni sono più tenere di altre nel valutare? "Non credo che sia una questione di esaminatori, ma della formazione che si riceve nelle autoscuole  -  sostiene Vitelli  -  Se si verificano situazioni di dubbia correttezza, ricevo subito una lettera anonima di denuncia: è interesse delle stesse autoscuole che tutti i concorrenti si comportino bene, perché ne risentirebbero subito in termini di iscrizioni". Lo zoccolo duro delle persone che provano a prendere la patente, comunque, rimane quello dei ragazzi sotto i 21 anni che rappresentano il 62 per cento del totale. Di questi, il 43 per cento sono donne. Il calo delle iscrizioni riguarda quindi in particolare questa fascia, anche e soprattuto per la difficoltà delle famiglie a farsi carico dell'acquisto e manutenzione di una macchina aggiuntiva. Con la legge 120 del 2010, ai più nota come nuovo codice della strada "tolleranza zero", si è infatti stabilito che i patentati da meno di 12 mesi non potessero guidare un'auto di più di 55 klw per tonnellata, ovvero sopra una certa potenza, costringendo così molti genitori a comprare appositamente una seconda auto. Non è molto diversa la situazione delle patenti A, cioè per motorini o auto inferiori ai 50 di cilindrata, segno che anche una spesa minore è mal sopportata dalle famiglie. Il calo di iscrizioni in questo caso ha investito del 17 per cento delle richieste.

Non pochi costruttori di auto sperano di risollevare l'industria automobilistica dotando le vetture di accessori ipertecnologici. L'unica cosa, infatti, che sembra continui a venderein maniera significativa in Italia sono i device elettronici: Ipad, smartphone, e-reader. Nel 2011 la vendita di tablet, ad esempio, è salita del 152 per cento, superando il milione di unità. Staremo a vedere se un abitacolo "smart" riuscirà ad affascinare di nuovo i giovani riportandoli a desiderare l'auto prima di tutto il resto.

 


di Elis Viettone
da repubblica.it

 

Venerdì, 21 Dicembre 2012
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