Giovedì 06 Agosto 2020
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Rassegna stampa alcol e guida del 28 dicembre 2004

RASSEGNA STAMPA "ALCOL E GUIDA"

Note a cura di Alessandro Sbarbada
Servitore-insegnante in un Club degli Alcolisti in trattamento a Mantova.


da "Asaps. it"
Melegnano, ubriaco in Porsche travolge tre ragazze all’uscita della messa. Muore 17enne, mentre un’amica rischia l’amputazione delle gambe. Indagano i Carabinieri.
L’incosciente (a dir poco) conducente è tornato a casa. Le ragazze no!

(ASAPS) MELEGNANO – È la tragedia che scuote Melegnano, nella notte di Natale. Qui tre ragazze sono state investite dalla Porsche di un imprenditore milanese di 32 anni, che ubriaco fradicio ha imboccato la strada del centro cittadino a velocità folle, sbandando e finendo sul marciapiede, dove stavano camminando tre ragazzine appena uscite dalla messa. Una giovane di 17 anni è morta sul colpo, mentre una sua amica di 16 ha riportato fratture pluriframmentarie esposte alle gambe, che ora rischiano l’amputazione. La terza ragazzina, 16 anni, è stata scaraventata lontano, ma si è miracolosamente rialzata senza un graffio. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri di San Donato, che avrebbero stimato – secondo le prime indiscrezioni – la velocità dell’incosciente conducente, in 100 chilometri orari, in un tratto urbano dove vige il limite di 40. Affrontando quella curva nel centro del paese, il 32enne ha perso il controllo della potente fuoriserie, che si è schiantata su alcune macchine parcheggiate e poi, insieme a quelle, è finita sul terzetto di adolescenti, falciandole. L’automobilista è stato denunciato per omicidio colposo, lesioni gravissime e guida in stato di ebbrezza, ma è tornato a casa. Le sue vittime, no. (ASAPS).

da "IL MESSAGGERO"
«Tra marito e moglie liti ogni giorno»
Cerveteri: per i vicini quella di Daniela Serra è «una morte annunciata»


di GIANNI PALMIERI
Per i vicini sentirli litigare non era una novità. Quindi non si sono sorpresi più di tanto per quelle urla che a notte fonda provenivano dall’appartamento al primo piano di via Madonna dei Canneti, alla periferia di Cerveteri. Una scena consueta che spesso aveva costretto gli abitanti della strada a chiamare i carabinieri per poter dormire. Invece questa volta l’ennesima discussione si era trasformata in tragedia. Sul pavimento della camera da letto, in un lago di sangue, Daniela Serra, 37 anni, uccisa con una coltellata al cuore vibratale dal marito, Massimiliano Marino, coetaneo. Un futile motivo, o forse le incomprensioni sfociate ancora una volta in violenza, alla base delo gesto che ha portato l’uomo in carcere con l’accusa di omicidio volontario.
«Una morte annunciata», «Sapevamo che prima o poi sarebbe finita così». Sono le frasi più ricorrenti che sussurrano alcuni inquilini che non sembrano sorpresi dalla cruenta vicenda. E una vita difficile era quella di Daniela Serra e Massimiliano Marino, entrambi senza un lavoro stabile, assistiti spesso dai servizi sociali del comune di Cerveteri. Una quotidianità di gravi difficoltà economiche, costellata di litigate furibonde, di botte, di scenate isteriche che spesso erano state sedate a stento dall’arrivo dei carabinieri. Per Daniela Serra c’era un motivo in più per essere arrabbiata con la vita. I suoi 2 figli piccoli, frutto di una precedente relazione, le erano stati tolti e affidati al padre dal tribunale. Così lei aveva deciso di rifarsi una vita, sposando però un uomo dal passato difficile e con varie pendenze con la giustizia. In questo clima familiare così turbolento, un mese e mezzo fa era accaduta una sorta di drammatica prova generale della tragedia. Nel corso dell’ennesima litigata per banali motivi, era stata la donna a ferire al braccio il marito, colpendolo con il coltello del pane mentre lui cercava di picchiarla. Massimiliano Marino si era rifiutato di sporgere denuncia, ma i carabinieri avevano indagato d’ufficio Daniela Serra per lesioni.
La notte di Santo Stefano la scena si è ripetuta, ma con un epilogo fatale. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due si sono iniziati ad azzuffare attorno all’una di notte, sotto l’effetto probabilmente di abbondanti bevute di vino. Insulti, schiaffi, poi Massimiliano Marino ha afferrato un coltello da cucina, ferendo mortalmente la moglie con un unico colpo al seno sinistro. Resosi conto della scelleratezza commessa ha nascosto il pugnale in un bollitore per il latte, cercando di cancellare le tracce dell’omicidio. Ha chiamato i carabinieri, raccontando una sconnessa storia di un incidente domestico, ma è caduto più volte in contraddizione. Quando gli inquirenti hanno trovato il coltello ancora sporco di sangue, i suoi nervi hanno ceduto ed alla fine ha confessato.
Per tutta la mattinata di ieri l’appartamento di via Madonna dei Canneti è stato setacciato dai carabinieri dei Reparti investigativi speciali che hanno completamente ricostruito la scena del delitto.
da "L’ADIGE"
Francesco non ha potuto donare gli organi
Il grande rammarico del padre Adelino
Oggi alle 15 il funerale alla Pieve di Avio
Di DAVIDE PIVETTI
«Improvvisamente» Francesco Leonardi «è mancato all´affetto dei suoi cari». Così si legge nel necrologio che da ieri campeggia sui muri di Avio e della Vallagarina. Così improvvisamente che nonostante la volontà del padre non è stato neppure possibile donare i suoi organi. Francesco è arrivato ormai privo di vita al Santa Chiara e le procedure sanitarie in questi casi non lasciano scampo.
Cosa può esserci di più imprevisto ed improvviso del perdere un figlio di diciassette anni sulla strada. Un figlio che era anche un nipote, un fratello, che era l´amico di tanti ragazzi della sua età che già da venerdì ne piangono l´assenza, ne coccolano il ricordo.
Francesco Leonardi stava tornando a casa dopo una giornata di lavoro. Ad un età nella quale ancora si potrebbe pensare a divertirsi, ad impiegare in mille modi il proprio tempo libero (magari con due delle sue grandi passioni, la motocicletta e lo snowboard), lui aveva già scelto la fatica quotidiana del lavoro, nell´officina meccanica della «Trasporti Martinelli» di Ala. Da lì stava tornando l´altro pomeriggio, nel giorno che precede il Natale, per trascorrere la vigilia con la sua famiglia.
L´incidente in cui ha perso la vita il diciassettenne di Avio ha scosso tutta la bassa Vallagarina, già provata da altri recenti lutti, già piegata dai troppi incidenti stradali che sembrano ridisegnarne i confini: ora sulla Destra Adige, ora sulla statale del Brennero. Due strade attorno alle quali ruota una valle intera, due strade che non perdonano le distrazioni, che non ti concedo l´agio di percorrerle a cuor leggero o senza l´adeguata lucidità.
Quest´ultimo aspetto, purtroppo, fa parte della cronaca. Nell´incidente della vigilia di Natale anche l´alcol ha avuto una parte. Entrambi i conducenti delle auto coinvolte nel sinistro di Pilcante sono infatti risultati positivi ai controlli alcolemici effettuati al pronto soccorso dopo il loro ricovero. Uno dei due avrebbe avuto un tasso alcolico addirittura di sei volte superiore a quello consentito dalla legge per mettersi alla guida. L´altro di tre volte.
Il fato ha voluto che a pagare con la vita fosse l´unico che volendo avrebbe anche potuto concedersi un bicchiere di troppo, visto che Francesco aveva 17 anni e certo non avrebbe dovuto guidare.
Responsabilità ed esatta dinamica dell´incidente ora sono al vaglio della procura di Rovereto, che sulla base dei rilievi e delle testimonianze raccolte dai carabinieri ha aperto un´inchiesta per omicidio colposo. Ovvio che non sarà certo un´inchiesta a restituire alla famiglia il sorriso di Francesco. Ovvio che comunque vada chi era con lui si porterà dietro per sempre l´angosciante ricordo di quanto accaduto la vigilia di Natale.
Il funerale di Francesco Leonardi si svolgerà oggi, alle 15, presso la chiesa della Pieve di Avio. Attorno al suo feretro si riuniranno per l´ultimo abbraccio il padre Adelino, la mamma Graziella, la sorella Ilaria, i nonni Remo, Luigia e Speranza, la bisnonna Norina, tutti i familiari e gli amici che gli hanno voluto bene in questi diciassette anni.
Sandro Menolli, 30 anni, e Mauro Zanoni, 28, gli altri due aviensi coinvolti nell´incidente, sono ancora ricoverati al Santa Maria del Carmine. Le condizioni del primo, che era alla guida dell´«Astra», lavorava con Francesco alla «Martinelli» e gioca nell´«Avio Calcio», sono stazionarie e quindi ancora gravi. Non sarebbe comunque in pericolo di vita. Il secondo, anche lui nel campo del´autotrazione, era alla guida della «Punto» e dovrà fare i conti con due vertebre incrinate
 da "IL GAZZETTINO (Vicenza)"
Violenza sessuale, arrestato
Volpago del Montello - Arrestato nella propria abitazione proprio il giorno di Natale. E’ successo a Volpago del Montello quando i carabinieri si presentati per mettere le manette ai polsi ad un quarantottenne del paese che lo scorso 7 ottobre aveva patteggiato di fronte al giudice delle udienze preliminari due anni e quattro mesi per violenza sessuale continuata e lesioni nei confronti della figlia ventottenne. La triste vicenda nata e consumatasi tra le pareti domestiche sarebbe iniziata secondo quanto ricostruito dall’accusa nel lontano 1994, quando la ragazza aveva da poco compiuto i diciotto anni. In diverse occasioni il padre avrebbe palpeggiato la figlia, in altre avrebbe abusato di lei. Per tanti lunghissimi anni la ragazza avrebbe taciuto sulle particolari attenzioni che le avrebbe rivolto il padre, che da quanto emerso dalle indagini capillari dell’accusa avrebbe aviuto problemi con l’alcol e forse per questo motivo era sempre molto irascibile e violento.
Ma nell’ultimo episodio verificatosi nel marzo scorso, la ragazza, ora di 28 anni, ha trovato il coraggio di denunciare il congiunto dopo essersi consultata con una sorella. Lo scorso 7 ottobre era stato scritto il capitolo conclusivo di questa disarmante vicenda con il patteggiamento dell’uomo davanti al giudice delle udienze preliminari. Pesanti le accuse: violenza sessuale continuata e lesioni. Nonostante la condanna l’uomo però era rimasto nel nucleo familiare, anche se con le necessarie precauzioni, per cercare di ricostruire un rapporto deteriorato, ma non del tutto compromesso, grazie anche al lavoro capillare della donna del quarantottenne che in tutto questo periodo è rimasta molto vicina al marito. A Natale però la decisione di arrestare l’uomo proprio nella sua abitazione in un giorno di festa che tutta la famiglia attendeva con trepidazione.Ora l’uomo si trova nelle carceri di Santa Bona a Treviso dove dovrà scontare la pena di due anni e quattro mesi di reclusione
da "NORMANNO" (Messina)
UBRIACO PESTA LA FIDANZATA
Accompagnato alla Guardia medica, un diciottenne siracusano ha aggredito anche i sanitari.
Vincenzo Agostino Ninone, diciottenne siracusano residente a Castell’Umberto, è stato arrestato dai Carabinieri della Compagnia di S. Agata per lesioni personali, danneggiamento aggravato, violenza privata e minacce.
Il giovane, in stato di ubriachezza, dopo aver percosso la fidanzata, accusato un malore è stato accompagnato alla Guardia medica.
Durante la visita ambulatoriale ha aggredito i medici distruggendo infissi e arredi e costringendo i medici a barricarsi all’interno del presidio sanitario fino all’arrivo dei Carabinieri.
Il giovane è stato posto agli arresti domiciliari.
Da quantificare i danni prodotti dal Ninone nella struttura sanitaria.
La ragazza è stata giudicata guaribile in 15 giorni, mentre il medico di guardia in 6 giorni
da "LA REPUBBLICA.IT"
Ubriachi, violentano un’amica a turno: arrestati.
Ospitavano in casa da qualche settimana una ragazza di 19 anni. Ma ieri sera, rientrando a casa ubriachi, hanno sfondato la porta della camera dove la ragazza dormiva, poi l’hanno aggredita e violentata a turno minacciando di buttarla dal quarto piano se lei avesse tentato di reagire. Dopodiché sono andati a dormire: erano ancora a letto, stamattina, quando sono stati sorpresi e arrestati dai carabinieri.
E’ successo a Villalba di Guidonia, a pochi chilometri da Roma. Gli aggressori sono due 27enni rumeni. La vittima è una loro connazionale, che dopo lo stupro è riuscita a fuggire, e con l’aiuto di alcuni amici ha raggiunto il pronto soccorso di Tivoli: qui sono stati i medici a dare l’allarme.
da "IL PICCOLO DI TRIESTE"
Il responsabile degli Interni di Zagabria ribadisce i buoni effetti del rigido divieto
ZERO ALCOL, META’ INCIDENTI

ZAGABRIA Ormai non c’è più speranza. La disposizione "no alcol" (0,0 per mille), prevista dal nuovo Codice della Strada entrato in vigore il 20 agosto scorso, non cambia. Lo ha fatto capire a chiare lettere Marijan Mlinaric, ministro degli Interni. "L’introduzione del divieto di consumare alcol prima di mettersi alla guida sta dando ottimi risultati" ha spiegato. "Dall’attuazione del nuovo Codice, il numero dei morti sulle strade croate è drasticamente calato, mentre quello degli incidenti è stato dimezzato". In tal modo il ministro Mlinaric ha negato le parole del premier Sanader, il quale qualche settimana fa aveva dichiarato che la disposizione "no alcol" sarebbe stata riesaminata nel caso in cui si fosse verificato un continuo calo degli incidenti stradali con conseguenze tragiche. Gli esperti affermano che questi effetti non sono esclusivamente da mettere in correlazione con le nuove rigide disposizioni. Un importante ruolo è stato svolto anche dai nuovi chilometri di autostrade messi a disposizione dei conducenti negli ultimi mesi che si sono trovati a guidare in condizioni più favorevoli. "L’effetto positivo non durerà a lungo - ha dichiarato Ivan Dadic dell’Istituto per il traffico di Zagabria -. Sono convinto che l’anno prossimo il numero dei morti sulle strade croate ritornerà ai livelli degli anni passati. In questo senso vorrei ribadire che nessuno al mondo è riuscito a migliorare in modo perenne la situazione attuando multe salatissime". Secondo le previsioni nel corso di quest’anno hanno perso la vita in incidenti stradali 600 persone. Si tratta di un importante calo visto che nel 2003 si era superata quota 700. Comunque balza all’occhio il dato secondo il quale nelle tre più grandi regioni croate (Zagabria, Dalmazia e Quarnero), il numero dei morti è cresciuto rispetto all’anno passato. Nonostante le dichiarazioni del ministro Mlinaric, nelle aule parlamentari già da qualche settimana si rincorrono le voci sulle possibili modifiche del nuovo Codice della Strada. La più importante novità dovrebbe essere l’obbligo di rispettare le disposizioni dello 0,00 per mille solo per i neopatentati (fino a 25 anni d’età) e per i conducenti che hanno superato i 65 anni. Ma la polstrada non combatte solo sul fronte dell’alcol: saranno intensificati i controlli riguardo all’uso degli stupefacenti. Le questure croate stanno infatti dotandosi di nuove, sofisticatissime apparecchiature, che renderanno più sicuri i controlli contro la droga

b.s

da "ASAPS.IT"
SVIZZERA, INCHIESTA DE IL CENTAURO: AL VIA LA RIFORMA DEL CODICE DELLA STRADA: PATENTI REVOCATE CON MAGGIORE SEVERITÀ E LIMITI ALCOLEMICI IN LINEA CON L’EUROPA. TOLLERANZA ZERO ANCHE PER LO STATO DI SPOSSATEZZA.
L’alcolimetro tascabile il regalo più gettonato di Natale.
di Lorenzo Borselli.
(ASAPS) LUGANO – La Svizzera si allinea al resto dell’Unione, ma solo per quanto riguarda la soglia del limite alcolemico. Il resto del codice, infatti, era già una spanna più severo rispetto alla gran parte dei paesi confinanti e di quelli afferenti all’area cosiddetta mitteleuropea, con la novità che a partire dal primo gennaio 2005, la revoca della patente scatterà già 4 km/ h prima rispetto a quanto avviene attualmente.
In pratica gli agenti della forza pubblica dovranno ritirare la patente per la successiva sospensione per un periodo da uno a tre mesi, oltre ovviamente alla pesante sanzione amministrativa, se i limiti saranno superati di 21 km/h nei centri urbani, di 26 km/h fuori dai centri urbani, e di 31 km/h se la violazione avverrà sulle autostrade.
La sospensione sarà invece superiore a tre mesi, per un periodo che sarà deciso caso per caso, se nei centri urbani il limite sarà superato di 25 km/h, se fuori dei centri urbani sarà superato di 30 km/h e se sulle autostrade la violazione supererà i 35 km/h.
Una stangata, che abbassa di altri 4 chilometri orari quella già poca tolleranza prevista dal legislatore elvetico per lasciare il permesso di guida nelle tasche dei trasgressori, già alle prese con l’atteso, e condiviso, abbassamento del limite alcolemico dai vecchi 0,8 per mille, a lungo vigenti nel sud europa, al più europeo 0,5 g/l.
Anche questa stretta, però, non è rimasta sola e a paragone con questa iniziativa legislativa, i giri di vite italiani sono ben poca cosa. Come abbiamo già più volte ripetuto sulle pagine di questo sito e su quelle tradizionali de Il Centauro, chi sgarrerà andrà incontro a sanzioni che definire severe è poca cosa. Ma quello che deve indurre a riflessione non è tanto l’iniziativa, peraltro attesa del governo elvetico, quanto la condivisione da parte dei cittadini che è seguita all’irrigidimento della legge e della filosofia che ne è all’origine, che guarda oltre il mero aspetto di diritto e che punirà anche gli stati di spossatezza. Infatti in Svizzera sono proliferati, negli ultimi mesi, i servizi di contrasto della velocità, con l’impiego massiccio di telelaser e postazioni fisse per l’accertamento delle violazioni, soprattutto all’interno dei cantieri in autostrada, per prevenire gli infortuni ai danni degli addetti alla manutenzione, ma anche nei centri abitati, che nel codice della strada elvetico sono detti semplicemente “località”. L’incremento di tali servizi, la massiccia presenza delle polizie armate di strumenti elettronici, non ha visto la rivolta delle associazioni di consumatori o di utenti né la ribellione di giudici ammazzacodice: la gente, invece di brontolare o di cercare escamotage per evitare sanzioni, decurtazioni e sospensioni, ha fatto ricorso massiccio ai precursori, acquistandone di propri e scegliendo di mettersi alla guida a ciucca finita o semplicemente tenendo l’etilometro portatile vicino al bicchiere, soffiandoci dentro di tanto in tanto e capire quando smettere. Anche perché il rinnovato codice consentirà alla polizia di far soffiare nell’etilometro chiunque, senza che sussistano particolari motivi o indizi: in sostanza, i controllati faranno vedere la patente, la carta di circolazione e la propria… sobrietà. È insomma caccia agli untori della sicurezza, siano questi conducenti dal piede pesante o dal gomito alzato. Così, mentre in Italia e in gran parte d’Europa i venditori di telefoni cellulari fanno affari d’oro, in Svizzera il regalo di natale più gettonato, andato a ruba sugli scaffali di supermercati, distributori di benzina ed anche negli autogrill, dove l’alcol resta purtroppo in vendita, è stato proprio l’alcolimetro tascabile.
Il caso dell’Italia è esemplare: nel nostro paese, infatti, negli esercizi commerciali autostradali dalle 22 in poi la somministrazione di alcol non avviene al banco, ma restano in vendita – negli scaffali dei supermarket aperti h24 – bottiglie di alcolici e superalcolici, alla portata di conducenti che disertano il caffè per sorseggiare invece birra, vino e magari anche scotch o whisky: ma di palloncini fai-da-te o di etilometri, neanche traccia, oppure sono molto rari. “L’interesse per gli etilometri tascabili – ha detto Renato Gazzola del Touring Club svizzero alla stampa elvetica – è fortissimo, tanto che gli automobilisti ci chiedono continuamente dove poterli acquistare ed oggi l’alcolimetro portatile è uno dei regali di natale più gettonato”.
Ma il TC va oltre, e non fa dell’iniziativa legislativa così restrittiva un semplice businnes commerciale. Per quanto efficaci, infatti, i piccoli strumenti portatili non possono garantire la precisione degli strumenti in uso alla polizia – molto simili a quelli in uso alla nostra specialità – decisamente troppo costosi per essere acquistati per uso individuale e tecnologicamente avanzati. “La soluzione migliore – suggerisce Gazzola – resta il non-bere”, opzione radicale ma decisamente più salutare, considerando anche il danno che l’assunzione di alcolici provoca nell’organismo.
In ogni caso la corsa agli alcol tester è cominciata da un poco più di un anno, ma quando nello scorso novembre è stata resa nota la data dell’entrata in vigore della riforma del codice stradale, i negozi specializzati hanno registrato un vero e proprio boom, con l’impennata delle vendite, cresciute del 23% nel giro di poche settimane.
La nuova legge sull’alcol al volante ha come primo scopo quello di diminuire gli incidenti causati allo stato di ebbrezza, che in Svizzera provoca – e sono dati inconfutabili – il 20% delle vittime, il 13% degli scontri con lesioni e il 9% di tutti gli incidenti rilevati dalla polizia: le intenzioni del legislatore sono di veder scendere così la mortalità dal 10 al 15%, in un paese che ha livelli di mortalità decisamente inferiori rispetto al resto dei confinanti. Si pensi che la Svizzera conta, in media, “solo” 500 vittime all’anno, e un quinto di queste perde la vita per ragioni legate all’alcol, dato questo che trova riscontro anche sulla conta delle sospensioni delle patenti, che nel solo canton Ticino costituiscono una cospicua fetta dei provvedimenti totali: su 3mila sanzioni accessorie applicate, ben 700 sono state adottate a seguito di accertati stati di ebbrezza.
Le autorità ticinesi, su questo fronte, hanno messo una robusta palizzata, visto che dei 7.366 sinistri stradali, 447 hanno avuto come causa scatenante l’abuso di alcolici di una delle parti. Ma la polizia stradale Ticinese, modificherà la propria azione di controllo? La severità resterà la stessa, come dicono i vertici della specialità, e non ci saranno iniziative straordinarie. Semmai cambierà la modalità operativa del controllo, che a partire dal gennaio 2005 non avrà più come condizione basilare la presenza di una sintomatologia o di un comportamento scorretto durante la guida. La conseguenza possibile – secondo il vice capo della polizia stradale Silvano Stern –sarà quella di registrare un probabile aumento dei cosiddetti “stati di ebrietà”, che costeranno davvero cari ai trasgressori, secondo un’inedita suddivisione per fasce: chi farà infatti segnare valori alcolemici superiori allo 0,5 ma inferiori allo 0,79 per mille sarà considerato in semplice stato di ebbrezza, che diventerà “elevato tasso di ebrietà” al superamento della soglia dello 0,8.
Nel primo caso, come abbiamo già spiegato in altri precedenti articoli, il trasgressore rischierà l’arresto ed una salatissima multa, ma in caso di recidiva la patente sarà revocata da uno a tre mesi. Nel caso invece l’ebbro sia alla prima violazione, nei suoi confronti sarà spiccato un ammonimento disciplinare quando ritirerà la patente dalle autorità. Oltre lo 0,8 per mille, invece, la sanzione amministrativa diventa delitto contro la sicurezza dei trasporti, e il trasgressore rischierà la prigione, una multa e l’iscrizione nel casellario giudiziale, con la sospensione della patente per almeno tre mesi.
La recidiva costa cara: se in 5 anni il conducente ebbro era già stato denunciato per lo stesso motivo, la patente di guida resterà nei cassetti prefettizi per almeno 2 mesi, mentre se nell’arco di 10 anni dovessero intercorrere tre accertate violazioni, allora la patente viene revocata con una misura di sicurezza, con l’allontanamento dal volante per almeno 2 anni. Discorso a parte per la droga, su cui la legge è ancora più dura: il conducente che ne facesse uso, rischia alla prima violazione 3 mesi di sospensione della licenza di condurre e il deferimento all’Autorità Giudiziaria, per reato grave alle norme di circolazione Tolleranza Zero, dunque, con una norma che definire chiara è davvero riduttivo: chi, a causa del consumo di sostanze stupefacenti o medicinali non disporrà di quelle capacità psico-fisiche necessario alla guida, sarà considerato dalla legge inabile e non potrà mettersi al volante. La sola presenza nel sangue di canapa, cocaina, eroina, morfina o droghe sintetiche (come l’ecstasy) costituirà la prova certa e inconfutabile di quell’inabilità e chi dovesse essere sorpreso al volante in tali condizioni la pagherà cara. Alle stesse sanzioni, amministrative e penali, dovrà soggiacere anche chi attenterà alla sicurezza della circolazione guidando sotto l’effetto di medicinali o in stato di spossatezza. E per i furbi, nessuna pietà, come dimostra la tradizionale schiettezza svizzera utilizzata dalla Polizia Ticinese per illustrare le novità del codice. “Non si può rifiutare o eludere un controllo rimanendo impuniti – si legge in una brochure diffusa dal comando di Bellinzona – e dal primo gennaio 2005 se si incappa in un controllo di polizia è bene aderire alle richieste di accertamento sullo stato d’idoneità alla guida e quindi non rifiutare o tentare di eludere l’analisi dell’alito, delle urine o del sangue. Se si incorre in un incidente non conviene darsi alla fuga sperando di sottrarsi a tali controlli. Nella migliore delle ipotesi la sanzione è perlomeno di pari severità a quella del reato di cui si è ostacolato l’accertamento. Spesso la sanzione in cui si incorre è addirittura più severa. Dal primo gennaio 2005 la misura di revoca della licenza in caso di opposizione, sottrazione o elusione degli accertamenti si aggrava notevolmente passando da un mese alla durata minima di tre mesi, in assenza di precedenti. La misura è parificata a quella prevista per la guida in stato di ebrietà qualificata e per la guida sotto l’influsso di stupefacenti, medicinali o in stato di spossatezza. In virtù delle nuove misure amministrative del sistema a cascata, anche in caso di recidiva le conseguenze sono di analoga severità.
Scusate se è poco!
da "L’ARENA DI VERONA"
BARDOLINO. Il problema dell’alcolismo sempre più grave tra gli adolescenti
Lo «sballo» nel bicchiere la trappola del sabato sera.
Bardolino. Sala consiliare gremita di gente all’incontro dibattito «Dalla scuola? al lavoro. Parliamo di alcol». L’appuntamento, promosso dall’associazione «Club degli alcolisti in Trattamento Baldo Garda» presieduta da Elena Tommasi con il patrocinio e collaborazione di uno stuolo di enti e associazioni, ha riproposto la necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica nel campo della prevenzione dell’alcolismo. «Nel Veneto il numero di alcolisti è superiore alle altre regioni italiani e la barriera che divide uomini e donne è sempre più sottile», ha dichiarato Emanuela Antolini, dirigente scolastica dell’istituto Falcone-Borsellino. «I giovani dai 15 ai 24 anni consumano bevande alcoliche ma soprattutto superalcoliche e forse non è un caso se, secondo una recente indagine statistica svolta dal Laboratorio politico bardolinese, il 62 per cento dei ragazzi del paese si ritrovano al bar».
«Solitamente si beve per dimenticare e i giorni a rischio sono quelli del fine settimana», ha sottolineato Alessandro Falconi, uno studente dell’istituto Carnacina che ha presentato lo studio didattico svolto dalla sua classe tra i giovani dai 14 ai 29 anni. «Non è vero che il luogo dove si consumano maggiormente alcolici è la discoteca, perchè costano troppo. È più facile bere nei pub e bar». Molti giovani, quando si trovano in gruppo, si lasciano andare per puro spirito d’emulazione, bevono perchè «tanto lo fanno tutti».
Contributi importanti al convegno sono stati forniti dalle professoresse Donatella Tarozzi, Lucia Rossi e da Emilio Cipriani, medico del lavoro dello Spisal dell’Ulss 22, responsabile del progetto «Prevenzione delle dipendenze negli ambienti di lavoro con particolare riguardo all’alcoldipendenza. Presenti anche il vicesindaco Adelino Avanzini, l’assessore Ermanno Azzolini, il sindaco di Lazise Renzo Franceschini e il presidente di Confcommercio Verona Fernando Morando. Moderatore, Gabriele Bezzan, direttore del distretto di Bussolengo.
Stefano Joppi
da "IL MESSAGGERO (Frosinone)
Resta per altri due anni il bottiglione da due litri
Il Consorzio di tutela denominazione Frascati Doc cerca di ricucire lo strappo generatosi tra le aziende e le cooperative sociali sul nuovo disciplinare di produzione. Le cantine sociali, infatti, si erano opposte alle nuove regole che impongono il divieto di commercializzare il vino in confezioni da due litri e l’obbligo del tappo in sughero. In una recente riunione il direttivo del Consorzio ha esaminato le richieste delle cantine sociali ed ha deciso di concedere una proroga di due anni prima di eliminare definitivamente la vecchia confezione da due litri, usata soprattutto in ristoranti del Canada e degli Stati Uniti, dove il vino viene conferito ancora in bicchieri singoli. Per quanto riguarda il tappo a vite, invece, non è stata concessa nessuna proroga.
da "IL MESSAGGERO (Frosinone)
Sora/Malmena i familiari e due agenti che tentavano di bloccarlo: arrestato.
Ha dapprima spaccato diversi oggetti della propria abitazione e maltrattato i componenti della sua famiglia, successivamente ha procurato lievi lesioni ai due poliziotti che sono intervenuti sul posto perché avvisati da alcuni vicini, messi in allarme dal trambusto e dalle urla. Con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, lesioni e resistenza alle forze dell’ordine, l’altra sera in manette è finito un manovale di Sora, Gabriele T., di cinquantadue anni. Secondo quanto riferito dai poliziotti del commissariato locale, coordinati dal vice questore Renato De Rosa, l’uomo, in apparente stato di ebbrezza, appena rientrato nella propria abitazione di Via Pontrinio ha inveito contro i suoi familiari proferendo minacce e intimidazioni, poi ha distrutto diversi oggetti tra mobili e soprammobili, compreso un tavolo. Sul posto si sono recati immediatamente gli agenti del commissariato, che hanno trovato l’abitazione teatro dell’accaduto completamente a soqquadro. Inizialmente gli agenti di Polizia hanno cercato, ma inutilmente, di far ragionare l’uomo e quindi di ristabilire la calma in casa. L’uomo, però, sempre secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, ha aggredito i due poliziotti i quali hanno dovuto far ricorso alle cure dei sanitari dell’ospedale Santissima Trinità di Sora. L’uomo è stato tratto in arresto. Entrambi gli agenti di polizia hanno riportato lievi contusioni. Per loro la prognosi è di tre giorni. La Polizia ha anche riferito che i familiari dell’uomo erano preoccupati, in quanto il Tomei nella propria abitazione custodisce regolarmente un fucile.
Ste. De Ang.
da "IL MESSAGGERO (Frosinone)"
L’assessore Iannarilli promette iniziative per rilanciare il marchio e scoprire i responsabili del raggiro
Vino “falso”: bufera in Regione
Chiesti interventi per chiarire la truffa sul Castelli Romani doc .
di LUIGI JOVINO
«Bisogna conoscere subito l’entità della truffa che ha coinvolto la denominazione del vino Castelli Romani Doc, quali sono le aziende coinvolte e quali iniziative la Regione intende intraprendere per tutelare migliaia di produttori e di addetti al settore». I consiglieri regionali d’opposizione con diverse interrogazioni stanno incalzando la giunta regionale dopo lo scandalo del vino falso scoperto dall’Ispettorato repressioni frode del ministero dell’Agricoltura. Almeno ventimila ettolitri prodotti con uve italiane e straniere sono stati venduti come Castelli Romani Doc.
Tonino D’Annibale, consigliere regionale dei Ds ha chiesto alle autorità regionale di svelare il nome delle aziende castellane «poco oneste che hanno lucrato sul buon nome del vino dei Castelli» e ha reclamato interventi immediati per il comparto. Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi, invece, ha parlato di occupazione politica delle cantine sociali e ha invitato Antonello Iannarilli, assessore regionale all’Agricoltura a riferire sulla truffa che «avrebbe proporzioni superiori a quelle denunciate».
«Ci sono indagini in corso - ha replicato l’assessore Iannarilli - e non abbiamo nessun potere di chiedere al magistrato notizie e nomi di persone implicate. I controlli non spettano alla Regione e sono esercitati con zelo da organismi superiori. Dopo il periodo natalizio studieremo con il Consorzio di tutela iniziative per rilanciare il marchio di un vino storico della regione». Riguardo alle accuse di occupazione politica delle cantine sociali che avrebbe portato ad anomalie nel mercato dei vini, l’assessore è stato categorico: «Io non ho fatto nessuna nomina - ha detto-. I rappresentanti dei partiti politici di opposizione facciano nomi e cognomi, astenendosi dalle accuse generiche che portano solo danni al settore». Intanto i produttori sono preoccupati che l’eccessivo clamore e le polemiche in corso possano portare ulteriori contraccolpi su un mercato già oggettivamente difficile.
«Chiediamo maggiore discrezione - ha affermato Annibale Gozzi, presidente della cantina "San Tommaso" di Lanuvio -. È giusto che si conosca tutto sulla truffa, ma è anche opportuno calibrare la parole per non danneggiare ulteriormente l’immagine dei nostri vini. E’ indispensabile, a questo punto, il lancio di un’apposita campagna che faccia comprendere ai consumatori la qualità raggiunta dalle produzioni». Il Consorzio di tutela della denominazione Castelli Romani Doc, intanto, ha chiesto al ministero dell’Agricoltura di accelerare le pratiche per il riconoscimento. «Quando avremo il diritto di esercitare i controlli - ha dichiarato Massimo Gargano, presidente del Consorzio - truffe del genere non saranno più possibili. L’esperienza del vino Frascati lo insegna: quando ci sono garanzie per i consumatori le gratificazioni arrivano immediatamente dal mercato». Infatti a tre mesi dell’entrata in vigore delle fascette attestanti i controlli sulle bottiglie di vino Frascati Doc si registrano per questa denominazione incoraggianti segnali di ripresa.
da "CORRIERE ROMAGNA"
Tre giornate di festa con il gomito alzato
CESENATICO - La tre giorni festiva, alla Vigilia a Santo Stefano, è stata monitorata con attenzione dalla compagnia carabinieri di Cesenatico con pattugliamenti straordinari necessari per gli spostamenti massicci di persone per le feste. Furti, alcol e droga sono stati alla base di una serie di denunce in stato di libertà. Il pomeriggio della vigilia è stato contrassegnato da tre persone sorprese a rubare al Romagna Center. Due rumene, una di 18 ed una di 34 anni, clandestine e quindi successivamente avviate all’espulsione, avevano portato via capi d’abbigliamento per 250 euro, ma sono incappate nell’antitaccheggio, ed identificate con esattezza prima della denuncia.Stessa sorte per una cittadina polacca, regolare sul territorio, che tra orologio, portafogli e borsetta aveva raggranellato valori per 150 euro. Anche per lei è scattata la denuncia da parte del negozio in cui aveva tentato il colpo (l’Oviesse). Sulle strade sono stati otto i denunciati per guida in stato d’ebbrezza. Un messinese di 38 anni alla guida di una Bmw aveva i valori 3 volte più alti del lecito lungo viale Carducci, stesso valore alterato per un albanese 21enne bloccato in via Vittorio Veneto, valori doppi della norma per un 19enne marocchino controllato su una Bmw in via Caboto, per un cesenate di 34 anni che in Mercedes era al volante su viale Roma e per una cesenate 30enne che guidava lungo via Cesenatico una Peugeot 206. Valori tripli rispetto al lecito sono stati riscontrati poi su un cesenaticense 29enne che guidava una Hunday in via Caboto e per un 21enne di Bertinoro pizzicato lungo via Cesenatico al volante di una Fiat. Chiude la trafila un aretino 38enne che a Capanni era al volante della sua Ford ed aveva valori quadrupli rispetto al massimo consentito. Sul fronte ei controlli antidroga sequestri e segnalazioni in qualità di consumatori sono stati eseguiti ad un leccese di 19 anni che era a piedi a Gatteo Mare (aveva 10 grammi di hashish) e di un albanese 20enne che in auto in via Gianbologna è stato controllato e trovato in possesso di due grammi di cocaina.
da "IL MESSAGGERO" (Ancona)
Droga-alcol, grave un ragazzo
Rischiata la tragedia dopo la discoteca in Vallesina .
Cocktail micidiale di ecstasy e altre sostanze. E’ così che un ragazzo di 19 anni ha rischiato la vita dopo una serata in discoteca. La notte di Natale si stava trasformando in tragedia. E’ stato l’allarme immediato e il pronto intervento dei soccorsi allertati dal 118 a salvare la vita di un ragazzo appena maggiorenne, L.B., crollato a terra all’esterno della discoteca Jamaè a Sant’Apollinare di Monteroberto. Notte Santa agitata non solo in Vallesina, ma anche nel resto della provincia. Oltre dieci gli interventi del 118 tra le 4 e le 5 del mattino del 25 dicembre
da "IL MESSAGGERO" (Ancona)
Oltre dieci interventi in solo un’ora nella notte del 25 In ansia per il diciannovenne ricoverato a Jesi: aveva assunto numerose pasticche di ecstasy e alcol
Natale di sballo, grave un ragazzo Mix di droghe e tragedia sfiorata.
i PIERFRANCESCO CURZI
MONTEROBERTO - Cocktail micidiale di ecstasy e altre sostanze, diciannovenne rischia la vita dopo la discoteca. La notte di Natale si stava trasformando in tragedia. E’ stato l’allarme immediato e il pronto intervento dei soccorsi allertati dal 118 a salvare la vita di un ragazzo appena maggiorenne, L.B., crollato a terra all’esterno della discoteca Jamaè a Sant’Apollinare di Monteroberto. Dalle testimonianze raccolte dalle forze dell’ordine e dai sanitari giunti sul posto, il giovane durante la lunga serata aveva assunto pillole di droga artificiali accompagnate dall’alcol.
Notte Santa agitata non solo in Vallesina, ma in quasi tutte le discoteche della provincia. Oltre una decina gli interventi del 118 sollecitati per altrettanti casi che hanno visto coinvolti giovanissimi che avevano abusato nel divertimento e che hanno passato l’alba e la mattinata in ospedale. Il comune denominatore è legato all’orario degli interventi, tutti avvenuti tra le 4 e le 5 del mattino, quando le energie sono venute meno e gli effetti delle sostanze assunte hanno fatto il resto. Oltre al caso dello Jamaè, il più eclatante per i rischi corsi dal diciannovenne, da segnalare il crollo fisico subìto da un sedicenne a causa del troppo alcol assunto. Il ragazzo aveva trascorso la serata nella discoteca Shalimar di Senigallia, ma pare che la baldoria fosse cominciata ben prima in altri locali della zona. Le ambulanze del 118 e delle varie Anpas locali sono intervenute anche al Pulvisia di Genga per la serata inaugurale, al Mamamia di Senigallia, al Lola e al Green Leaves di Porto Recanati ed altre ancora.
E’ stata la chiamata di un amico a innestare il soccorso di L.B. Il ragazzo si è sentito male all’improvviso nel parcheggio dello Jamaè e ha perso i sensi. Erano appena passate le 5. L’arrivo dell’equipaggio della Croce Verde di Cupramontana è stato immediato e questo ha permesso di limitare i danni. Il giovane paziente è stato intubato e massaggiato. Pochi minuti e sul posto è arrivata l’automedica del 118 di Jesi con il medico a bordo. Le condizioni del diciannovenne erano piuttosto serie tanto che l’intervento sul posto è durato più di mezzora. Una volta stabilizzato L.B. è stato caricato a bordo dell’ambulanza e trasportato al pronto soccorso di Jesi e da qui trasferito in reparto per una lunga serie di esami e di terapie.
Della vicenda sono stati interessati anche i carabinieri della zona che hanno subito avviato le indagini per capire come siano andate le cose. Proprio i militari hanno raccolto delle testimonianze tra i numerosi amici che avevano trascorso la serata con L.B. La conferma che il ragazzo avesse assunto pillole di ecstasy e altre sostanze è arrivata proprio dai sanitari che hanno effettuato l’intervento. Sembra, in particolare, che le pillole assunte dal diciannovenne fossero ben più di una.
IL MESSAGGERO (Ancona)
I CONSIGLI DELL’ESPERTO
«Mai da soli e attenti a quello che vi danno»
E se la temperatura si alza bagnare polsi e fronte
Ecstasy, un fenomeno che colpisce i più giovani, quelli tra i 14 e i 25 anni. «L’ecstasy - spiega Gigi Saccomani, educatore professionale - è una sostanza ricreativa che aumenta la percezione del proprio Io e fa crescere l’autostima. Caratteristiche necessarie nei giovanissimi per affrontare le situazioni della vita, specie nelle discoteche. Per questo “calarsi” una pasticca può far superare molti ostacoli di tipo emotivo, ma procurarne di tipo fisiologico davvero devastanti. Assumere pillole di ecstasy è pericoloso, mischiarle con altre droghe diventa devastante. Per non parlare dell’alcol che accelera i principi distruttivi. E’ altresì importante non assumere sostanze quando si è da soli. Ma la maggior fonte di prevenzione è quella di stare attenti al “pusher” che fornisce le pasticche. Sono molti quelli che spacciano pillole fasulle, ma soprattutto pasticche il cui principio attivo è più potente rispetto ad altre». L’effetto dell’ecstasy è quasi istantaneo e ha controindicazioni importanti: «Quasi tutte le droghe artificiali - prosegue Saccomani che di recente ha preso parte a un percorso formativo legato al mondo delle discoteche - hanno un effetto immediato che dura un paio di ore. Assumere più pasticche insieme può diventare letale. L’effetto svanisce all’improvviso, la lucidità viene meno. Un specie di black-out, per cui è sconsigliato mettersi alla guida. (*) Un indicatore può essere l’innalzamento della temperatura corporea. Quando ciò accade è bene bagnarsi i polsi e la fronte ed evitare di passare all’improvviso dal caldo al freddo».
P.Cu.
(*) Nota: è "sconsigliato"?!?!?! ...Sarebbe come dire: è "sconsigliato" uccidere!
Chi assume sostanze, sia che sia sotto effetto, sia che l’effetto sia appena svanito (black out) non deve TASSATIVAMENTE mettersi alla guida!
Qui non si tratta di consigliare, ma di proibire e reprimere, se vogliamo dare un messaggio chiaro.
Si tratta di salvare la pelle, propria e altrui.
IL MESSAGGERO (Ancona)
Cocaina e alcol in ascesa, l’allarme del Sert
Sono 360 i pazienti arrivati nell’ultimo anno. La maggioranza ha fra i 25 e i 35 anni
di LAURA MAROTTI
JESI - «La cosa che ci preoccupa di più è che si è diffuso un atteggiamento che porta, con molta leggerezza e incoscienza, all’abuso di sostanze stupefacenti e alcol. E’ un problema estremamente sottovalutato». Lanciano l’allarme Rossella Italiano e Anna Laura Pinna, psichiatra e psicoterapeuta, da anni impegnate al Sert dell’Asur zona 5. Dall’inizio dell’anno sono 360 i pazienti arrivati al Sert. Tra questi, 85 hanno meno di 25 anni e 203 sono fra i 25 e i 35 anni; 376 (di cui il 67% ha meno di 35 anni) sono invece coloro che hanno seguito un percorso a seguito del ritiro della patente poiché risultati positivi al test alcoolemico. Sono 92 gli under 35 che si sono rivolti autononamente al Sert sempre per problemi legati all’alcol. Preoccupa l’aumento dell’uso della cocaina: se nel 2000 una sola persona frequentava il Sert per la dipendenza a questa sostanza, quest’anno il numero dei pazienti è salito a 21. «C’è un atteggiamento diffuso per cui tutti ritengono di sapere tutto sul problema e ne parlano con faciloneria - afferma Rossella Italiano, responsabile del Sert - Servono invece meno ideologia e molta più onestà intellettuale. C’è un numero sempre in maggiore crescita di giovani e giovanissimi che fa uso di sostanze stupefacenti e di alcol, a scopo ricreativo, considerandolo un normale rito di gruppo, soprattutto nel fine settimana. L’uso di cannabis, ma anche di ecstasy e cocaina, è accettato da molti ragazzi e non viene considerato un problema. Anzi, i più ritengono che soltanto chi si buca sia, nel gergo giovanile, uno “sfigato” e hanno una forte presunzione del controllo». Aggiunge Anna Laura Pinna: «Bisognerebbe fare un ampio lavoro di prevenzione intelligente, magari anche in collaborazione con bar, enoteche, discoteche. Dietro a un cocainomane o a un eroinomane quasi sempre c’è un adolescente che ha iniziato magari per seguire il gruppo o per semplice curiosità e che poi non ha più smesso, cercando proprio in queste sostanze la stabilità, una sorta di baricentro psicologico».
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Malattie mentali è emergenza mondiale
ROMA - Ogni venti secondi c’è chi si toglie la vita: ogni anno al mondo sono da 900 ad un milione le persone tra cui tanti adolescenti e ragazzi che decidono da farla finita: un fenomeno inquietante e più grande di un maremoto. Ed accanto ai suicidi crescono la tendenza a «medicalizzare e farmacolizzare» malumori e contrattempi della vita, come evidenziano prescrizioni a dismisura per psicofarmaci, da somministrare in particolare ad adolescenti e bambini, nonché l’intossicazione acuta da alcool.
Sono queste le nuove emergenze sanitarie nel mondo di cui si fa portavoce Benedetto Saraceno, il direttore del ’Mental Health’ dell’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità.
«Le malattie mentali ci sono eccome - precisa subito Saraceno - Le stime sono di 150 milioni di persone affette da depressione maggiore e di 25 milioni quelle colpite da schizofrenia e psicosi. Patologie che non sono in aumento ma vengono, oggi, diagnosticate di più come la depressione che prima passava inosservata: a preoccupare ed allarmare sono altri fenomeni».
Intanto i suicidi: ogni anno da 900mila a un milione di persone si tolgono la vita. «Una ogni venti secondi - precisa Saraceno - Se 50 anni fa erano le donne a suicidarsi di più, oggi sono in costante aumento gli uomini ed in particolare i più giovani e ciò è inquietante: non siamo in presenza di un’epidemia però il fenomeno non va sottovalutato».
Perché un adolescente o ragazzo dovrebbe suicidarsi e cosa fare per contrastare questa escalation? «Alla base del suicidio ci sono impulsi violenti - osserva Saraceno - il giovane reagisce in modo impulsivo ad eventi della vita che lo riguardano: parlare e dialogare con adolescenti e ragazzi è fondamentale così come interessarsi della loro vita che è diversa da quella dell’adulto e richiede sempre un sostegno ed un appoggio». L’Oms propone poi la messa al bando dei mezzi più letali: pistole e armi da fuoco; detossificazione del gas e pesticidi. «Chi ricorre ad ansiolitici e tranquillanti - avverte Saraceno - ha molte più possibilità di salvarsi: diventa un tentato suicidio».
Sono i paesi dell’ex-Urss (tra i primi 10 al mondo) quelli a più alta incidenza di suicidi, mentre la Cina è il paese con il più alto numero di donne che si tolgono la vita. «Le zone rurali sono a più alto rischio diversamente da quel che si c
Mercoledì, 29 Dicembre 2004
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