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Notizie brevi 28/11/2012

Svizzera
Giovani neopatentati a rischio sicurezza
14° forum dell'upi sul tema dell'istruzione alla guida in Svizzera
Nella circolazione stradale, il gruppo principale di rischio è di gran lunga costituito dai giovani neopatentati. Si tratta soprattutto dei giovani uomini

Nella circolazione stradale, il gruppo principale di rischio è di gran lunga costituito dai giovani neopatentati. Si tratta soprattutto dei giovani uomini. In occasione del forum dell'upi di quest'anno si è discusso su come aumentare la sicurezza dei giovani automobilisti attraverso il miglioramento del sistema di formazione e ammissione.
Dalla valutazione dell'upi, Ufficio prevenzione infortuni, emerge un quadro chiaro: i conducenti di automobili di età compresa fra i 18 e i 24 anni sono in assoluto i più esposti al rischio d'incidente stradale. «Su 100 000 abitanti, il numero di persone di questa fascia d'età ferite gravemente o in modo mortale è tre volte superiore rispetto alla media della popolazione.» Questo è quanto dichiarato dalla direttrice dell'upi Brigitte Buhmann nel suo discorso di apertura del 14° forum a Berna, che quest'anno era incentrato sul tema dei «giovani neopatentati». Le cause principali per la maggiore esposizione al rischio sono la mancanza di esperienza nella circolazione stradale e la propensione al rischio.


Nella sua relazione, Divera Twisk dell'Institute for Road Safety Research (SWOV) in Olanda ha presentato e commentato i risultati di uno studio condotto dall'OCSE che ha analizzato l'incidentalità e i fattori di rischio nei conducenti principianti in Europa, illustrando anche possibili misure di prevenzione. Dallo studio emerge chiaramente che il rischio d'infortunio dei giovani conducenti è strettamente legato al livello di sicurezza generale dei singoli paesi, ovvero le nazioni «sicure» dispongono anche di neopatentati più «sicuri». Tuttavia, l'evoluzione della sinistrosità evidenzia altresì che in rapporto alle giovani donne, i giovani uomini traggono minor beneficio dal miglioramento della sicurezza stradale. Secondo Twisk, risulta pertanto inevitabile individuarne le ragioni. Recenti studi sullo sviluppo del cervello hanno inoltre dimostrato che i giovani non dispongono ancora della maturità fisiologica per gestire compiti così complessi come la guida di un'automobile. «L'aumento dell'età per prendere la patente comporta immediatamente una riduzione degli incidenti e delle vittime stradali», ha sottolineato Divera Twisk.


Per fronteggiare il problema del «rischio di sicurezza dei neopatentati» vengono ripetutamente avanzate nuove e vecchie proposte, quali sanzioni più severe, metodi didattici migliori, un numero più elevato di ore di guida o la promozione della guida accompagnata, abbinata a una riduzione dell'età per la patente. Ma come vengono valutate queste richieste? Durante la tavola rotonda Stefan Siegrist, sostituto direttore dell'upi ha discusso insieme a diverse personalità della politica, amministrazione e ricerca delle possibilità di ridurre il rischio d'incidente dei giovani neopatentati.
La scorsa settimana l'attualità dell'argomento trattato è stata evidenziata ulteriormente: l'Ufficio federale delle strade USTRA ha infatti presentato una ricerca dell'upi sull'efficacia della formazione in due fasi in Svizzera, in cui viene comprovata l'utilità di questo sistema ai fini della prevenzione degli infortuni, e nel contempo illustrata la necessità di ottimizzare nello specifico i corsi di perfezionamento.
Il rapporto upi sull'efficacia della formazione in due fasi (disponibile in tedesco con riassunto in italiano) può essere scaricato al seguente link: http://www.upi.ch/Italian/medien/Pagine/2012_11_27.aspx

 

Mercoledì, 28 Novembre 2012
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