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Notizie brevi 27/11/2012

Anziani alla guida, tre vittime al giorno

In Italia un milione e mezzo di automobilisti over 70 è a rischio per disturbi cognitivi, visivi o di altra natura

Allarme anziani al volante in Italia. Ma non perché abbiano un'età avanzata: sembra ci sia una notevole quota di ultra settantenni con qualche disturbo cognitivo, visivo o di altra natura che è più a rischio di incidenti stradali. Dei 3 milioni con la patente, infatti, la metà, ovvero 1,5 milioni, rischia di avere un incidente stradale con una probabilità del 16% maggiore rispetto agli adulti di età inferiore. A evidenziarlo è una ricerca presentata al Congresso della Società italiana di geriatria e gerontologia (Sigg) a Milano. Si tratta di dati da non sottovalutare, visto che ogni anno circa mille anziani muoiono al volante della loro auto, cioè almeno tre al giorno, di cui il 40% ha più di 75 anni.

Lo studio, condotto dalle università Milano-Bicocca e Roma-Tor Vergata su pazienti in riabilitazione presso la Casa di Cura Ancelle di Cremona, ha valutato le loro funzioni cognitive e stato funzionale. E' così emerso che il 50% degli over-70 ha deficit nelle funzioni esecutive e riflessi inadeguati, il 25% qualche deficit di attenzione che pregiudica una guida sicura, 1 su 6 qualche carenza visiva, e 1 su 10 consuma troppo alcol.

"Va detto - spiega Giuseppe Paolisso, presidente Sigg - che solo il 62% degli anziani intervistati guida nel traffico, e che 1 su 5 percorre in media meno di 40 chilometri a settimana. Nella maggioranza dei casi i guidatori settantenni prendono l'auto di rado e per fare tragitti brevi. Tuttavia andrebbero rivisti i criteri con cui si rinnovano
le patenti agli anziani".

Secondo gli esperti sarebbe opportuno valutare per il rinnovo della patente criteri più rigorosi di quelli attuali che prevedono solo un controllo di vista e udito. "Per guidare sicuri è importante essere certi che vista e udito siano a posto - continua Paolisso - ma soprattutto fare maggiore attenzione se si assumono farmaci che possono modificare in qualche modo percezioni e tempi di reazione. I dati più recenti indicano che forse tutto questo non basta, perchè anche i piccoli deficit cognitivi possono aumentare il rischio di incidenti". Un aspetto quest'ultimo poco considerato nelle visite per il rinnovo patente, dove non esiste alcun obbligo di valutazione dello stato cognitivo da parte di uno specialista, geriatra o neurologo, o che abbia fatto corsi specialistici presso istituzioni qualificate. "Sarebbe opportuno - conclude Paolisso - fare specifici test che possano dare un'idea del grado di reattività dell'anziano in presenza di stimoli cognitivi eseguiti da specialisti esperti in questo settore".

 

da repubblica.it/motori

 

 


 

Martedì, 27 Novembre 2012
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