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Constatazione amichevole, un rebus per un italiano su due. Ecco gli errori da evitare

Foto di repertorio dalla rete

Un italiano su due non sa compilare la constatazione amichevole. C’è chi si fa prendere dall’ansia e sbaglia. C’è chi chiama qualcuno più esperto e chi si affida alla polizia stradale. Insomma, dopo un incidente molti automobilisti vanno nel panico. Secondo un’indagine di Direct Line, infatti, il 50 per cento degli italiani dichiara di saper compilare correttamente la constatazione amichevole. È l’altro 50 per cento che è in seria difficoltà. Eppure il modulo Cai (Constatazione amichevole di incidente) è importantissimo.
Come spiega Direct Line in un comunicato stampa, la constatazione amichevole “è un vero e proprio documento di riconoscimento dell’accaduto che serve alle compagnie assicurative per determinare la dinamica dell’incidente e attribuirne la responsabilità. È importante ricordare che il modulo C.A.I., firmato dalle parti coinvolte, risulta vincolante e le dichiarazioni e i dati immessi non possono essere modificati a posteriori, neanche giustificando l’assenza di lucidità del momento. Il modello è infatti un documento di fondamentale importanza per chi è vittima di un incidente e sbagliare, omettere o inserire dati imprecisi, può compromettere la giusta determinazione dei fatti e la conseguente attribuzione di responsabilità con conseguente allungamento dei tempi”. Ma cosa succede dopo un incidente? Il 30 per cento degli automobilisti intervistati confessa di essere sì preparato sulla teoria, ma che in stato di shock o in preda all’ansia incontra serie difficoltà a ricordare tutti i passaggi per la compilazione del modulo e, quindi, sbaglia. “Inoltre”, spiega Direct Line, “lo stress e il panico portano il 7% a chiamare a casa in cerca di aiuto, mentre il 7% non trovandosi in accordo con la controparte sull’attribuzione del torto o della ragione opta per la soluzione più drastica e sceglie di chiamare la polizia stradale. C’è anche chi, sbagliando, si limita a prendere solo la targa dell’auto (6%)”.

 


Ma quali sono gli errori più frequenti? Ecco la top ten secondo Direct Line.



1. Indicare danni materiali ad altri veicoli anche quando non ci sono altre vetture coinvolte.


2. Indicare il nome dell’agenzia o del broker assicurativo al posto della compagnia assicurativa.


3. Omettere data e luogo dell’incidente.


4. Omettere o segnalare in modo errato i numeri di targa.


5. Omettere il numero e i dati della polizza.
6. Tralasciare dati importanti nel grafico, come il senso di marcia o la segnaletica orizzontale e verticale.


7. Le circostanze dell’incidente appaiono contraddittorie.


8. Inserire i feriti lievi nello spazio riservato alla segnalazione di feriti gravi.


9. Gli spazi per le osservazioni sono invertiti.


10. Non viene indicato il punto d’urto iniziale.

 


da stradafacendo.tgcom24.it

 

Giovedì, 20 Settembre 2012
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