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Notizie brevi 11/06/2012

Il Garante della Privacy ritiene lecito filmare la Polizia ma pone dei limiti alla diffusione delle immagini
La questione era stata sollevata dall’ASAPS al Ministero dell’Interno a fine 2011

Foto di repertorio dalla rete

(ASAPS) Se non sono presenti veti imposti dalle autorità pubbliche, i funzionari pubblici, i pubblici ufficiali e le forse di Polizia possono essere ripresi e fotografati mentre sono impegnati nelle loro operazioni o in servizio durante manifestazioni pubbliche.
Le immagini, però, per essere diffuse devono superare il vaglio determinato dal rispetto dei limiti imposti dal codice della privacy per la protezione dei dati personali.
Questo è quanto risposto dall’Ufficio del Garante della Privacy alla domanda inoltrata dal Ministero dell’Interno, riguardo alla possibilità da parte di privati cittadini di filmare o fotografare operatori della stradale impegnati in controlli. La questione era stata posta, a fine 2011,  da un apposito quesito posto proprio dall’ASAPS al Ministero dell’Interno  su una serie di quesiti pervenuti da referenti del Corpo Forestale dello Stato e della Polizia Stradale.
Il Garante ha risposto al quesito informando che le immagini e i filmati rientrano nella definizione di dato personale, e sia la loro acquisizione che ogni forma di loro diffusione costituiscono un trattamento di dati ai quali si applica la disciplina del Codice privacy.
L’acquisizione di immagini e filmati di personale pubblico in servizio durante manifestazioni o cerimonie viene considerata possibile da parte del Garante ad esclusione dei casi previsti dall’Autorità ma l’utilizzazione delle stesse è condizionata dai limiti posti in essere dal Codice della Privacy, a seconda che si tratti di circolazione di dati tra un numero ristretto di persone, diffusione in rete o loro utilizzo a fini di giustizia.
Il Garante sottolinea, infine, che le persone riprese che ritengono lesi i propri diritti possono sempre far ricorso agli ordinari rimedi previsti dall'ordinamento sia in sede civile che penale.

Già, il codice della Privacy.
Quello a cui ogni persona, anche la più comune e con minori “interventi” proiettati al pubblico, fa riferimento quasi quotidianamente.
Il codice della Privacy è lo stesso che giustamente tutela ogni cittadino dai grandi occhi che la tecnologia ha sparso per il territorio e che permette di capire la posizione di una persona praticamente in diretta.
Il codice della Privacy, nel caso di riprese e fotografie di uomini in divisa impegnati in servizio, si spera sia lo stesso che tutela tutti gli altri lavoratori e che impedisce, ad esempio in banca, di puntare le telecamere di sicurezza sui singoli operatori che potrebbero sentirsi ossessionati dalla continua osservazione.

La ripresa degli operatori di polizia in servizio non può che essere la dimostrazione del duro lavoro di queste persone impegnate giorno, notte, lavorativo e festivo, a favore della comunità senza bisogno di pubblicità o spot. La privacy di questi uomini secondo noi è uguale a quella di tutti gli altri lavoratori e, quindi, lasciamoli lavorare in pace che di “grandi fratelli” ce ne sono già troppi in giro e non c’è necessità di scovarne altri. (ASAPS)

 

 


 

Lunedì, 11 Giugno 2012
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