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Notizie brevi 12/03/2012

Sdraiati sulle strisce davanti Palazzo Chigi
"Ciao Alice. Fermiamo la strage di bikers"

Lacrime e rabbia alla protesta lanciata sui social network che ha radunato una cinquanta di ciclisti della capitale per chiedere più sicurezza sulle strade dopo la morte della 22enne in sella alla bici investita in via Salaria. Si sono stesi a terra con un drappo rosso al braccio, una maschera bianca con la scritta 'Rip', un lenzuolo con le impronte sporche di sangue e un mazzo di margherite

Flash mob per ricordare Alice Di Pietro, la giovane ciclista romana investita ieri mentre attraversava sulle strisce in via Salaria: un gesto simbolico forte per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'ennesima vittima della strada. I ciclisti della capitale, con un tam-tam sui social network, si sono dati appuntamento in via del Corso, di fronte a Palazzo Chigi, sdraiandosi sulle strisce zebrate insieme con le loro biciclette e bloccando il traffico per un minuto.

Occhi lucidi e poca voglia di parlare, i cinquanta bikers intervenuti alla manifestazione spontanea per chiedere più sicurezza sulle strade sono scossi e pensano che il destino tragico di Alice, falciata da una macchina passata col rosso, poteva essere il loro. Una battaglia per la mobilità sostenibile portata avanti su Twitter attraverso l'hashtag #salvaiciclisti, combattuta per far approvare in tempi brevi in Parlamento una legge a tutela dei ciclisti.
 

VIDEO
Flash mob dei ciclisti: ''Ciao Alice''
FOTO
Ciclisti sdraiati davanti Palazzo Chigi
flash mob per la morte di Alice

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Una protesta composta e silenziosa, fatta di simboli che sintetizzano meglio di mille discorsi la tragedia dei morti sulle strade: un drappo rosso al braccio, una maschera bianca con la scritta R. I. P sulla fronte, un lenzuolo bianco con impronte di mani sporche di sangue; e, ancora, un fascio di margherite portate da un ragazzo a bordo della sua due ruote, guance rigate di lacrime.


Attimi di tensione con le forze dell'ordine presenti sul posto, che in un primo momento volevano vietare il flash mob trattandosi di "manifestazione non autorizzata". Ma con la loro caparbietà, i ciclisti hanno rotto gli indugi e sono riusciti a sdraiarsi a terra per dare vita all''iniziativa-shock che si è svolta senza incidenti sotto gli uffici di Mario Monti per chiedere di fermare la strage. Presente anche la consigliera capitolina di Sel Gemma Azuni.

Anche sul web è montata la rabbia alla notizia dell'ennesimo ciclista vittima degli automobilisti. "Ora basta! non si può morire così!". "Spesso, mentre pedalo ho la sensazione di avere il mio teschio sulla spalla... ma usare la bici equivale a una roulette russa?". Il sito "Salviamo i ciclisti", che ha portato in Italia la campagna lanciata dal Times per la sicurezza dei biker (in un solo mese ha raccolto 11mila adesioni), ha ottenuto i primi risultati a sostegno della sicurezza nell'uso urbano della bicicletta:  61 tra deputati e senatori di ogni parte politica con l'esclusione della Lega hanno firmato il progetto di legge del senatore del Pd Francesco Ferrante.

Per simulare gli investimenti stradali e le vittime innocenti ci sono bici di tutte le fogge: pieghevoli e mountain bike, ibride e a scatto fisso. Ciclisti di tutte le età e di diverse "scuole di pensiero" presenti per manifestare solidarietà e chiedere attenzione: il professionista in pausa pranzo sulla city-bike che utilizza per andare a lavoro; la mamma con bici munita di seggiolino per i bambini e di cestino per la spesa; il giovane sulla bici da corsa con telaio leggero, con camere d'aria sotto alla sella perché, con le buche di Roma, non si sa mai.

Andando via col caschetto ben allacciato in testa, c'è chi mormora tra sé: "Quante altre vittime innocenti serviranno per introdurre il reato di omicidio stradale?". La carovana di ciclisti inforca le bici e si disperde nei vicoli del Centro, con il pensiero di Alice nella testa e un brivido che corre lungo la schiena.

 

 

di Manuel Massimo
da Repubblica.it

Lunedì, 12 Marzo 2012
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