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La Cassazione chiede pene più severe per gli automobilisti che guidano non rispettando le regole

(ASAPS) Eravamo preoccupati, e lo avevamo ampiamente dimostrato, quando si è parlato di ampia depenalizzazione dei reati minori, quando abbiamo provato a pensare, non senza paura, alla possibilità di farla franca trovandosi alla guida in stato di ebbrezza solo per il fatto (assurdo) di non aver causato incidenti.
Ma la Giustizia questa volta ha risposto (secondo noi) come doveva e lo ha fatto con una sentenza alla quale chi opera in favore della sicurezza stradale potrà senz’altro far riferimento.
La quarta sezione penale, infatti, ha convalidato la condanna a un immigrato uscito di strada con la sua auto mentre guidava in stato di ebbrezza. La pena di due mesi, unitamente alla sospensione della patente per un anno e la confisca dell’automobile, è stata ritenuta congrua dalla Suprema Corte anche se la difesa dell’immigrato, motivando il ricorso, sosteneva che non si era in presenza di incidente stradale in quanto non c’era stata collisione con altri utenti della strada.
Facile cadere nel tranello, ma la Cassazione ha convalidato la pena chiedendo una particolare rigidità nel valutare condotte di guida che possono mettere a rischio l’incolumità pubblica compresa quella del guidatore stesso.
Sembra la classica azione di contropiede di una squadra che è stata costretta sulla difensiva e che ha trovato lo spunto per uscire dall’area. La conclusione è tutta nella sentenza (la n° 6381) che recita "il concetto di incidente stradale richiamato ai fini dell'integrazione dell'aggravante, è ben più ampio di quelli d'investimento e di collisione tra autoveicoli, che vi sono, in ogni caso ricompresi: infatti, esso non implica necessariamente la produzione di danni a cose proprie o altrui o lo scontro con altri veicoli o comunque il coinvolgimento di terze persone con danni alle stesse, bensì qualunque situazione che esorbiti dalla normale marcia del veicolo in area aperta alla pubblica circolazione, con pericolo per l'incolumità altrui e dello stesso conducente”.
Questo fa pari con la proposta di vasta depenalizzazione dei reati minori della quale abbiamo parlato giorni fa e contro la quale ci siamo decisamente schierati. La Cassazione ha perfettamente capito, e non occorreva essere togati per farlo, che essere al comando di un veicolo e transitare sulle strade, rappresenta una assunzione di responsabilità grandissima a prescindere dagli occupanti dell’auto e del traffico incrociato. La macchina è un mezzo di trasporto che può diventare un’arma impropria se usata nelle condizioni fisiche non ottimali o non rispettando le regole che, dopo anni di studi, modifiche e battaglie, sono impresse in un Codice della Strada in continua evoluzione.
Secondo la Cassazione, quindi, le condotte di guida che mettono a rischio l'incolumità pubblica devono essere valutate con particolare e maggiore severità e, conseguentemente, sanzionate in modo più importante, con buona pace per una maggiore depenalizzazione e con i ringraziamenti da parte di tutti coloro che hanno come obiettivo una mobilità più serena e in sicurezza. (ASAPS)

 

 


 

Giovedì, 01 Marzo 2012
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