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Notizie brevi 30/01/2012

Roma
Travolto e ucciso da un’auto a pochi metri dal punto dove era morto il figlio in un incidente stradale

Foto Coraggio - archivio Asaps

(ASAPS) Il destino a volte svolge delle trame che sono assurde e, allo stesso tempo, crudeli.
Nella serata di venerdì 27 gennaio Giulio Bellini, un imprenditore di sessant’anni residente a Sant’Angelo Romano, ha perso la vita in un tratto di strada parallelo a quello dove pochi giorni prima aveva perso il figlio di 35 anni.
Luciano, questo è il nome del figlio, era andato ad urtare violentemente un camion-frigo che viaggiava sulla corsia opposta; lo scontro sembra essere stato determinato dall’apertura improvvisa del cofano della seicento del giovane che, di conseguenza, perdeva il controllo del mezzo.
Una disgrazia assoluta per il Bellini che assieme alla famiglia gestiva una pompa di benzina, una concessionaria e una villa per ricevimenti in località Piedimonte.
Lo avevano visto più volte aggirarsi sul luogo dell’incidente, quasi a cercare una ragione o un perché a quell’assurdo fatto e a quel lacerante dolore.
E proprio a pochi metri in linea d’aria l’altra sera l’imprenditore sessantenne aspettava l’arrivo di un amico quando una Citroen C1, condotta da un venticinquenne di Palombara, che viaggiava in direzione Roma, non ha potuto evitare l’impatto con il corpo del pedone.
Testimonianze di altri automobilisti che seguivano la macchina del giovane e raccolte dai Carabinieri giunti sul luogo, raccontano di un’auto che ha improvvisamente scartato come ad evitare un ostacolo e poi di aver poi visto cadere il corpo al ciglio della strada.
Il giovane investitore si è immediatamente fermato per prestare soccorso, sono stati chiamati i soccorsi ma ormai per il sessantenne non c’era più nulla da fare.
Immediato lo sconforto e la rabbia fra gli abitanti del luogo che, oltre al dolore per il destino crudele che si è accanito sulla famiglia distrutta in così poco tempo, hanno puntato il dito sulla mancanza di lampioni che rendono pericoloso il tratto di strada così scarsamente illuminato e recriminando il fatto di aver più volte fatto presente alle autorità competenti il problema.
Come spesso accade, però, è necessario il fatto eclatante per muovere l’attenzione, dimenticando che le strade devono avere lo stesso grado di sicurezza di una abitazione o di un luogo di lavoro perché, comunque, sopra di loro si svolge buona parte della nostra vita. (ASAPS)

 

 



 

Lunedì, 30 Gennaio 2012
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