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Editoriali 27/01/2012

E ora guardali bene, fissati bene nella mente questa foto, dovrebbero costringerti e tenerla sul cruscotto quando ti ridaranno un giorno la patente (perché te la ridaranno!)
La tragedia di Trapani dove un 21 enne a 120 km/h ha distrutto una famiglia

La famiglia Quinci al completo - foto da larepubblicapalermo.it

(ASAPS) Quella che vedete è la foto della ex famiglia Quinci, una famiglia stupenda lasciatecelo dire. Da sinistra Baldassarre Quinci, di 43 anni, maresciallo dell’Aeronautica militare, ricoverato all’ospedale Villa Sofia di Palermo in prognosi riservata.
Al suo fianco Vito di 10 anni, la mamma signora Livia Mangiaracina di 37 anni e l’altra figlia Martina di 12 anni, tutti morti nel terribile incidente di Campobello di Mazara che ha distrutto quella bella famiglia, con lo scontro fra la loro 600 con la BMW 320 B condotta dal 21enne Fabio Gulotta che è stato denunciato dai carabinieri per omicidio colposo plurimo, aggravato dallo stato di ebbrezza alcolica.
Un anno fa, Gulotta, che di mestiere fa il pastore, aveva avuto un altro incidente stradale, che aveva provocato alcuni feriti. La Polizia Municipale gli aveva sospeso la patente. L’incidente era avvenuto sempre a Campobello di Mazara. Anche quella volta Gulotta era rimasto illeso. Rischia invece di rimanere paralizzato Baldassare Quinci, l’unico sopravvissuto della sua famiglia.
Allora ditemi voi quale dovrebbe essere la pena in questo caso nel quale la vettura del 21enne sembra viaggiasse a 120 km/h in area urbana e il conducente è risultato positivo all’alcol test con un valore di 0,72 g/l.
Questa mattina ho avuto modo di parlarne (e discuterne) nella trasmissione Falcetti on the road, (ascolta la trasmissione) un altro ospite, Giudice di pace, sosteneva con convinzione che la pena deve servire anche per rieducare e non si può esagerare, conoscendo le condizioni delle nostre carceri.
Esagerare? Mi sono riservato di fornire al giudice l’elenco di 30 pirati della strada omicidi e positivi all’alcol o alla droga, sfidandolo a fornirmi l’elenco delle carceri dove fossero custoditi! Ho sentito un certo imbarazzo nel pur bravo giudice.
Sappiamo come andrà a finire. Condanna a qualche anno di galera con patteggiamento, nessun giorno da scontare e fra qualche manciata di mesi di nuovo alla guida con la patente. Magari con un’altra macchina di grande cilindrata.
Giudici almeno condannatelo a tenere obbligatoriamente la foto di quella famiglia sul cruscotto. Il giovane (e tanti conducenti omicidi come lui) deve guardarla, continuamente. Deve guardare quei due bambini e quella mamma che per la sua condotta dissennata non ci sono più, e quel maresciallo in divisa dell’Aeronautica che nel migliore dei casi avrà la vita che gli rimane distrutta!
Tu Fabio Gulotta sei ancora vivo. Almeno guardati obbligatoriamente quella foto!! Se hai coraggio... (ASAPS)


Giordano Biserni
Asaps

 

 

 




Venerdì, 27 Gennaio 2012
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