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Notizie brevi 25/01/2012

Giustizia per le vittime della strada
I familiari delle tante persone morte sulla strada chiedono maggiore attenzione giuste pene

(ASAPS) E’ un grido forte, lacerante, quello delle tante persone che hanno visto la loro serena quotidianità incrinata e violentata dalla morte di un caro per incidente stradale.
I genitori e i parenti che sono stati svegliati da una telefonata rimasta impressa a caratteri indelebili nella mente, come magari l’immagine del volto triste di un poliziotto in divisa che suona alla porta ed inizia a parlare con voce incerta e sgomenta, hanno lanciato all’opinione pubblica una richiesta, semplice, doverosa: GIUSTIZIA.
Pure loro vittime della strada, perché chi sopravvive cessa di vivere e comincia a “sopravvivere” alla persona che li ha lasciati, oltre a lanciare l’allarme per una maggiore attenzione nei confronti di un problema ancora irrisolto o parzialmente considerato (più di 4.000 vittime all’anno, 300.000 feriti e 20.000 disabili gravi), chiedono allo Stato la certezza di una pena giusta per chi ha lasciato la vita sull’asfalto per l’irresponsabilità di chi vive la strada con la leggerezza di chi pensa solo a se stesso e al proprio benessere, senza considerare minimamente la possibilità di interagire con altre persone in maniera devastante.
Le morti dei fine settimana dove scorrono fiumi di alcool, le scorribande senza regole dettate dalla fretta del vivere, la guida forsennata come a voler conquistare un podio, spiegano la rabbia di queste persone che non si rassegnano, se rassegnazione può esserci alla morte di un figlio o un congiunto, e chiedono che almeno sia fatta giustizia.
E non è vendetta, non è la rancorosa ricerca di uno sfogo al dolore, è semplicemente, ancora una volta, solo “giustizia” per chi non c’è più e per chi è rimasto a limare il tempo nel ricordo e nel dolore.
E giustizia dovrebbe essere rappresentata, secondo chi lancia l’appello che anche noi dell’ASAPS appoggiamo con forza, dall’introduzione del reato di omicidio stradale che, oltre a coinvolgere penalmente chi si rende responsabile di questi devastanti atti di violenza, rappresenterebbe anche un sicuro deterrente per chi affronta con leggerezza la propria vita sulla strada.
 “I nostri congiunti sono stati ammazzati mentre stavano semplicemente vivendo” recita il comunicato dei familiari che hanno promosso l’iniziativa e a cornice delle giuste richieste per una maggiore attenzione da parte delle istituzioni, 50 fotografie di ragazze e ragazzi, coppie e signori con i capelli bianchi, tutti sorridenti.
Le persone a cui l’imperizia e l’imprudenza di qualcuno ha tolto il futuro, sorridevano alla vita perché dall’altra parte dell’obiettivo c’era un amico, un fratello, una moglie, un marito, un fidanzato o una fidanzata che ora non riescono a darsi pace e chiedono che almeno il ricordo di questi volti sia legato alla considerazione che qualcosa è stato fatto perché non accada ad altri.
Speriamo, anzi vogliamo, che l’appello dei parenti delle vittime di incidenti stradali non rimanga inascoltato, chiediamo anche noi un interesse maggiore da parte delle istituzioni preposte affinché ci sia giustizia per queste assurde morti che ogni giorno vanno ad aggiungere la foto di un bel volto sorridente ad un album che vorremmo dover mai più sfogliare. Se avete dubbi guardatele quelle fotografie! (ASAPS)

 

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Mercoledì, 25 Gennaio 2012
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