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Posta , Comunicati stampa 03/01/2012

Forlì
Rischio pedoni. L'ASAPS scende in campo con Antonella Prestia:
«Banche e assicurazioni per finanziare le zebre»

Foto Blaco - Archivio Asaps
A il Resto del Carlino
Dott.ssa Rita Bartolomei
via G. Regnoli, 88
47100 Forlì

     Sulla questione degli incidenti con investimento di pedoni nella nostra città se finora abbiamo taciuto per non sembrare quelli che sulla sicurezza stradale vogliono fare sempre i primi della classe, con l’inizio del 2012 crediamo sia arrivato il momento di prendere posizione. In fin dei conti l’ASAPS pur avendo un riconosciuto ruolo di protagonista nazionale su questo versante, non può non vedere quello che accade sotto l’uscio di casa. Per altro la nostra sede è proprio all’imbocco di viale Bologna, in via Consolare.
Per questo abbiamo deciso di dare un nostro più concreto contributo di analisi e proposta  in questa battaglia per la sicurezza,  affiancando il meritorio (ma molto isolato) impegno della signora Antonella Prestia, che ci potrà contattare.
Intanto vogliamo subito ricordare che quella stradale è una delle sicurezze meritevoli di elevata tutela come e più della tutela delle nostre case per l’allarmante aggressione predatoria dei furti in appartamento. Nelle  case si rubano i nostri beni. Sulla strada spesso si “ruba” la vita.
Ricordiamo che il nostro Paese paga un costo assurdo di vite sulle strade. In questa guerra la “fanteria” ha ampiamente la peggio. Ci verrebbe da dire che l’Italia è una Repubblica quasi fondata anche sull’investimento del pedone. Non a caso abbiamo di fatto un record europeo e non guardiamo in faccia a nessuno. Si pensi che persino la signora Clio moglie del nostro Presidente fu investita nel giugno del 2007 sulle  strisce nei pressi del Quirinale. 614 pedoni ammazzati sulle strade nel 2010 quasi due al giorno, altri 56 ogni giorno entrano in un pronto soccorso. Nel conteggio per altro non vengono calcolati dall’ISTAT i decessi che avvengono dopo i 30 giorni come il caso del nostro concittadino Bruno Asioli investito in via Corridoni ai primi di giugno e morto il 5 agosto 2011.
La nostra è una società che invecchia e il rischio pedoni è destinato a rimanere elevato proprio per la minor capacità reattiva degli anziani. Infatti il 60% delle vittime ha più di 65 anni.
Ecco che in una città come la nostra si deve intervenire, anzi ci si deve mobilitare. 7 i pedoni morti in provincia nel 2010, 5 nel 2011. Tantissimi i feriti.
     Le linee guida per un deciso contenimento di questa sinistrosità sono semplici: messa in sicurezza dei passaggi pedonali con efficace segnaletica orizzontale e verticale e illuminazione intelligente  delle strisce. Per questo abbiamo sostenuto il bel progetto del comune “zebre sicure”  molto voluto dal vicesindaco Biserna, ma che deve fare i conti con la copertura dei costi (copertura che si deve trovare più in fretta).
     Puntuale informazione sui rischi. Si deve spiegare agli automobilisti che alla banale velocità di 50 km/h servono circa 27 metri per fermarsi. Un investimento di un pedone a 30 km/h solo nel 10% dei casi è mortale, a 60 km/h l’80% dei pedoni perde la vita. Rammentiamo poi ai pedoni che è indispensabile rendersi visibili e non fare affidamento sulla prontezza degli automobilisti. Quando noi di sera vediamo una macchina arrivare a 5-600 metri di distanza dobbiamo ricordare che il conducente non vede noi (specie se piove) se non quando è a 50 -60 metri.
Servono poi controlli specifici e puntuali nelle strade a maggior rischio. Facile l’elenco: viale Bologna (fino a Villanova) , viale Roma (come dimenticare l’investimento della piccola Alice Valenti nel 2009?), via Ravegnana, i viali di circonvallazione,viale dell’Appennino, viale Risorgimento.
     L’autovelox, strumento preziosissimo per la sicurezza sulle strade, va utilizzato prevalentemente dove la “malattia” è conclamata e non dove è di fatto quasi sconosciuta.
     Allora partiamo nel 2012 con un nuovo impegno e slancio da parte di tutti. Ognuno faccia la sua parte.
     Noi oltre che affiancare nelle sue iniziative la signora Prestia (che non può rimanere sola) potremmo attivarci, per la nostra esperienza, in una campagna informativa nelle sedi pubbliche che verranno ritenute più appropriate.
     Proponiamo anche alla comunità di attivarsi per l’adozione e la messa in sicurezza  di alcuni passaggi pedonali a rischio. Per esempio perché non proporre alle banche (o alla sempre attenta Fondazione della Cassa dei Risparmi) e alle assicurazioni che hanno agenzie su itinerari di rischio, di finanziare la messa in sicurezza delle zebre della loro zona.
     Le banche si darebbero una visibilità nuova e moderna, come le assicurazioni, che per altro su una maggior sicurezza avrebbero un interesse diretto.
     Come ASAPS potremmo contribuire alla stampa di un opuscolo informativo per una sorta di porta a porta informativo e per la distribuzione magari anche col Carlino.
     Riproponiamo  infine un nostro vecchio slogan, poi utilizzato da molti: ricordiamoci che nasciamo tutti pedoni e – se ci va bene – torniamo ad essere tutti pedoni.

Forlì, 2 gennaio 2012

                                                                                                                Giordano Biserni
                                                                                                               Presidente ASAPS
 

Martedì, 03 Gennaio 2012
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