Sabato 24 Ottobre 2020
area riservata
ASAPS.it su

Dati ISTAT Incidenti stradali 2010
-1,9% i sinistri, -3,5% i morti, -1,5% i feriti

Si contano ancora 579 incidenti con 11 morti e 829 feriti ogni giorno
Numeri positivi, ma meno esaltanti rispetto al 2009 Sorprende la non rilevazione anche nel 2010 del ruolo di alcol e droga

Foto Blaco - archivio Asaps

Onestamente dai dati definitivi degli incidenti stradali del 2010, resi noti dall’ISTAT, ci aspettavamo risultati migliori, sulla scia di quelli esaltanti del 2009 quando il calo dei morti sulle strade segnò la doppia cifra -10,1%.
Il totale di 211.404 incidenti fa segnare un modesto -1,9%, i morti sono stati 4.090, con una diminuzione del 3,5%, rispetto alle 4.237 vittime del 2009,  i feriti, 302.735 in totale, sono calati appena dell’1,5%. Si contano ancora 579 incidenti con 11 morti e 829 feriti ogni giorno.
Nel quadro d’insieme rimangono preoccupanti i dati dei pedoni con 614 vittime, in calo del 7,9%, ma aumentano i feriti del 5,1%, per un totale di 21.367 ingressi al pronto soccorso.
Continua ad essere sempre una spina nel fianco la sinistrosità delle due ruote con 1.146 lenzuoli bianchi stesi sulle strade (943 motociclisti e 203 ciclomotoristi), a cui si aggiungono 73.966 feriti (52.026 motociclisti e 21.940 ciclomotoristi).
Il calo degli incidenti nel decennio 2001-2010 si ferma al 42,4% e non raggiunge l’auspicato obiettivo  -50%, indicato dall’UE, collocandoci al 14° gradino, lontano dal podio raggiunto invece da Francia, Spagna e Lussemburgo, più le new entry delle tre repubbliche baltiche.
Rimane sempre al primo posto il numero di incidenti nelle strade urbane, anche se i sinistri calano del 2,2%, i morti del 7% e feriti del 2,1%.
Sulle statali, provinciali e comunali extraurbane il calo della sinistrosità si ferma  a un modesto 0,5%, i morti -2% e i feriti crescono dello 0,2%.
Sorprende l’incremento  del 7,4% della mortalità in autostrada, con 376 impatti fatali rispetto ai 350 del 2009 e dei feriti dello 0,6%, anche se gli incidenti calano dell’1%. Si dovrebbe capire se l’incremento riguarda in modo particolare i tratti non coperti da tutor.
L’analisi dei puntuali dati ISTAT-ACI soffre anche nel 2010 della mancanza di un elemento base: i dati della sinistrosità connessa all’abuso di alcol e droga alla guida.
Una situazione che si ripete per il secondo anno e che lascia molto perplessi in quanto proprio negli ultimo anni si sono attivate serie politiche di contrasto con nuove norme e l’incremento dei controlli con etilometri e narcotest. E’ quindi paradossale che non si possano verificare i risultati concreti e diretti.
Il fatto che la metodologia di raccolta dei dati non garantisce una valutazione reale del fenomeno, deve indurre ad una pronta correzione del sistema. L’ombra lunga dell’alcol e della droga esiste eccome. Lo certificano le percentuali di incidenti alcol-narco correlati rilevati negli osservatori dell’Asaps sulla pirateria stradale e sul contromano che danno positività nel  22  - 25% degli episodi.
Siamo convinti che per raggiungere con maggior profitto il secondo obiettivo UE, - 50% incidenti e vittime dal 2010 al 2020, sarà indispensabile un incremento di controlli degli agenti sulle strade, recuperando la presenza fisica delle divise.
Il potenziale dell’elettronica: autovelox, telelaser, T-red ecc., strumenti già largamente utilizzati ci sembra abbia raggiunto il limite di resa ai fini della sicurezza (per la cassa il discorso è però diverso). Ora serve anche una maggior utilizzazione del fattore umano, più puntuale nel contrasto alle violazioni che l’elettronica non sa e non può vedere: cinture, telefonini alla guida, alcol, tempi di guida, sovraccarichi.
L’altro intervento inderogabile è     quello della messa in sicurezza delle strade, dai guard rail all’asfalto e  del miglioramento della segnaletica orizzontale verticale.
Per raggiungere l’obiettivo è però indispensabile anche l’applicazione di sanzioni certe  per chi uccide mentre guida ubriaco o drogato. Per questo dobbiamo insistere per l’approvazione della nuova figura di Omicidio stradale.
E ora buttiamoci al lavoro per salire sul podio dei migliori entro il 2020.

 

Giordano Biserni
Presidente Asaps

Martedì, 03 Gennaio 2012
stampa
Condividi


Area Riservata


Attenzione!
Stai per cancellarti dalla newsletter. Vuoi proseguire?

Iscriviti alla Newsletter
SOCIAL NETWORK