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Comunicati stampa 28/10/2011

Lamezia Terme
Otto anni di reclusione al conducente drogato che ha ammazzato 8 ciclisti. Sulla strada l’omicidio rimane un reato nano
E' ormai indilazionabile la nuova ipotesi di Omicidio stradale, continuiamo a raccogliere le firme

Foto Ansa.it

(ASAPS) - Un anno per ogni morto. Totale fa giusto otto anni di reclusione, cioè quelli della condanna inflitta dal Gup di Lamezia Terme a Chafik El Ketani, di 21 anni, il marocchino che il 5 dicembre scorso, a bordo della sua auto, a Lamezia Terme, investì un gruppo di ciclisti amatoriali uccidendone sette. Un ottavo morì dopo alcuni mesi. Il pm aveva chiesto la condanna a 10 anni anni per omicidio colposo plurimo pluriaggravato, tra l'altro, dalla guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.

L'ASAPS si associa alle parole di delusione e amarezza espresse dai familiari degli 8 sfortunati cicloturisti e alle perplessità espresse dagli avvocati di parte civile.

Vogliamo solo ricordare qui, senza neanche sforzarci di immaginare quali sarebbero state le pene se fosse stata da tempo approvata la legge sull'Omicidio stradale, che già oggi per un omicidio plurimo (e più plurimo di così è impossibile trovarne), aggravato dalla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, la pena prevista dall'art. 589 C.P. poteva arrivare fino a 15 anni. Ma lo sappiamo le pene massime, specie per gli omicidi della strada, sono e rimangono scritte sulla carta, per l’applicazione di riti abbreviati, patteggiamenti e attenuanti.

La sentenza di Lamezia Terme dimostra ancora una volta di più che gli omicidi della strada sono considerati reati nani. Dobbiamo aiutarli a salire allora sulle spalle di una nuova figura di omicidio. Per questo oggi siamo ancora più convinti dell'urgente necessita dell’approvazione della proposta di  legge popolare sull'Omicidio stradale, per la quale l'associazione Lorenzo Guarnieri col sostegno di ASAPS, e dell'associazione Lorenzo Borgogni,  sta  raccogliendo le firme. Firme che hanno già superato quota 45.000.

Per questa ipotesi di guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, la proposta di legge sull'Omicidio stradale avrebbe previsto una pena minima di 8 anni e massima di 18 e pene inasprite per il plurimo, con l'ergastolo della patente. Una previsione di sanzioni  sacrosante.  Ci auguriamo che la politica trovi il modo di farsene carico e in tempi brevi.

Intanto fra qualche anno quel conducente, con le leggi attuali,  potrà tornare a guidare tranquillamente sulle nostre strade, come se non fosse successo niente.

 

Forlì, lì 28 ottobre 2011

 

Giordano Biserni
Presidente Asaps

 

 

Venerdì, 28 Ottobre 2011
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