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Sicurstrada , Notizie brevi 30/09/2011

Il record di Taranto, 321 indagati. E le frodi fanno salire il costo delle assicurazioni
Se la nonna impenna la moto e cade
La grande truffa dei falsi incidenti

I raggiri: auto con 20 scontri in pochi mesi e Smart con 3 passeggeri

TARANTO - «Strano...» annusò aria di truffa il liquidatore di un'assicurazione. «Incredibile...» commentò l'agente della polizia stradale davanti alla descrizione di un tamponamento. «Questa è bella...» risero alla Guardia di finanza leggendo il rapporto di un sinistro auto-moto.

In effetti non era male: una signora di 85 anni in sella a una moto Suzuki 1000 e alle prese con una bella impennata «ha perso il controllo del mezzo» ed è finita «contro l'autoveicolo che la precedeva». Constatazione amichevole. Superfluo dire che l'incidente non è mai avvenuto: l'intestataria della Suzuki aveva davvero 85 anni ma naturalmente era a casa sua, ignara di tutto. E che dire di quella pratica con tre feriti da liquidare? Roba da pochi giorni di prognosi ciascuno, il solito colpo di frusta e il mal di tutto senza ferite apparenti. Fino alla descrizione dei sintomi tutto regolare, la parte sul veicolo un po' meno: quei tre erano su una Smart che, come tutti sanno, è famosa per essere una biposto.

Ma le vere sorprese sono arrivate con l'incrocio dei dati e dei nomi. E con i controlli sui referti medici. C'erano timbri di «sala gessi» senza il nome di un medico, c'erano moduli di pronto soccorso rubati. C'erano persone, sempre quelle, che un giorno erano vittime di un qualche schianto (mai grave), un altro erano testimoni di un tamponamento, un altro ancora erano alla guida dell'auto che investiva qualcuno. E c'era una Lancia Y che meriterebbe la palma della sfortuna per la sua «abnorme sinistrosità», come la definisce la polizia stradale di Taranto: più di venti incidenti in due anni. Carte fasulle che più fasulle non si può, raggiri che fanno crescere il costo delle assicurazioni, «velocipedi» (biciclette) coinvolti in incidenti e smontati completamente per rendere impossibile la ricostruzione della dinamica al perito assicuratore, famiglie intere a reddito zero andate avanti per anni a suon di scontri in questo o quell'angolo della città. Ce n'è una (mammut, babbut e figli) che in un anno ha messo nero su bianco 12 schianti (e altrettanti risarcimenti), tutti con la stessa macchina e sempre con tutti quanti a bordo.

«Sa qual è la verità?» si spinge a dire l'assessore provinciale al bilancio Giampiero Mancarelli. «È che tutto questo è diventato una specie di ammortizzatore sociale. È assurdo, lo so. Ma è così. I truffatori delle assicurazioni oggi equivalgono ai contrabbandieri di sigarette di ieri. Anche quelli mantenevano famiglie intere con un reato che non creava allarme sociale...». Lo dice a ragion veduta, l'assessore. Perché si sta occupando lui della prossima apertura, a Taranto, di uno sportello antifrode voluto proprio per dichiarare guerra agli imbroglioni del parafango e del colpo di frusta. E sono davvero tanti, a giudicare dalle inchieste di questi ultimi mesi.

È da giorni che sono in corso le notifiche di fine indagine per 194 inquisiti (pm Salvatore Cosentino) accusati di aver tirato a campare per anni truffando le compagnie di assicurazione. Fra loro anche avvocati, medici e operatori del settore assicurativo. Chiuse di recente anche altre due inchieste sullo stesso argomento: una del sostituto Mariano Buccoliero, 48 indagati, e l'altra della dottoressa Filomena Di Tursi, 79 inquisiti. Totale 321. I reati vanno dall'associazione a delinquere alla truffa, dalla falsità in scrittura privata al danneggiamento fraudolento di beni assicurati. E c'è chi giura che i conti siano tutt'altro che chiusi, nuove indagini potrebbero peggiorare lo scenario.

«Vede qui?» suggerisce l'avvocato Carlo Petrone mostrando una statistica dell'Ania (Associazione nazionale delle imprese assicuratrici). «Possiamo non preoccuparci davanti a un elenco del genere?». Petrone sarà il consulente legale delle assicurazioni («gratis, ci tengo a dirlo») dello sportello antifrode e tanto per cominciare ha recuperato i dati-base dei «sinistri con danni fisici a livello provinciale». Scioccanti «per ogni pugliese onesto». Perché se è vero che Crotone è in testa all'elenco è anche vero che al secondo posto c'è Brindisi, al terzo Taranto, al quarto Foggia, al quinto Bari e al sesto Lecce. Una classifica inquietante per la Puglia: sono sue cinque su sei province ad alto tasso di incidenti con feriti. E la stima più pessimistica dice che la percentuale delle frodi può arrivare al 20% dei «sinistri con danni alle persone».

Come uscirne? «Con una black list dei clienti assicurati» è convinto l'avvocato Petrone. Un software terrà conto delle persone già indagate e di chiunque sarà vittima di un incidente. Così prima di liquidare un cliente basterà un controllo al computer per capire se per caso, com'è successo, non ne abbia già fatti altri dieci-quindici-venti nell'ultimo anno. Forse così torneranno a Taranto le decine di compagnie assicurative che, per eccesso di incidenti, hanno preferito abbandonare il campo e aprire sedi altrove. E forse nessuno più al telefono consiglierà: «Graffiati, fai tutto quello che ti ho detto, eh... strappati... dai... fatti avere una ventina di giorni, dall'ospedale».


Giusi Fasano
da Corriere.it

 

 


 

Venerdì, 30 Settembre 2011
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