Sabato 24 Ottobre 2020
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Rassegna stampa alcol e guida del 24 agosto 2011

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

 

ASAPS

Omicidio stradale e il letto di Procuste
Le riflessioni di Stefano Guarnieri animatore dell’associazione Lorenzo Guarnieri, dopo le osservazioni di eminenti giuristi

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Negli ultimi giorni ho letto alcuni commenti di giuristi sulla  proposta di introduzione del reato di "Omicidio Stradale".  Le opinioni sono divergenti (grazie a Dio non la pensiamo tutti allo stesso modo). In alcuni casi l’osservazione che viene fatta è: "ma il reato già esiste: art.589 terzo comma del codice penale. Pena da 3 a 10 anni per chi guida drogato o ubriaco. Pena elevata a 15 anni nei casi più gravi" (aggiungo io non sono i casi più gravi ma quando ne fai fuori più di uno). In alcuni casi ho anche letto di un potenziale prefigurarsi di incostituzionalità: "trasformare la colpa (reato commesso ma non voluto) in dolo (reato che si è appositamente voluto commettere) è incostituzionale e viola i più elementari principi del diritto della tradizione giuridica occidentale".
Non sono un giurista ma un cittadino che pensa con la sua testa e che, sulla propria pelle, e ascoltando le storie di tante persone si è accorto che quella che abbiamo oggi in Italia, nel caso di morti sulle strade, giustizia non è.
La cosa sta così.  Bevo 2 bottiglie di vino, mi faccio tre canne e mi metto alla guida di un mezzo. In tali condizioni non posso che fare delle manovre con il mezzo molto pericolose (invado corsie, sorpassi azzardati, buco rossi, vado contromano o ..altro). Accade che uccido persone, principalmente ragazzi giovani, che non hanno colpa (se non di trovarsi lì in quel momento). Per il codice penale italiano entro in una casellina che è equivalente a quella del Furto Pluriaggravato (art 625 c.p.) punito dai 3 ai 10 anni (esempio di aggravanti "il fatto è commesso con destrezza", "il fatto è commesso all’interno di mezzi pubblici di trasporto"). In altri termini, per il nostro codice penale uccidere un ragazzo con almeno 60 anni di vita davanti dopo essersi "drogato e messo alla guida", vale quanto rubargli il portafoglio in un autobus. Qualcosina che non torna secondo me c’è.
Non possiamo cambiare, lediamo la nostra Costituzione è un altra obiezione. Non sono certo un costituzionalista e non posso prendere una posizione scientifica su questo. Posso solo osservare che, se fosse così lo abbiamo già fatto. Nel caso di infanticidio (art 578 c.p.) si identifica una fattispecie in cui la madre abbandona il feto dopo il parto e ne cagiona la morte. Lo ha fatto apposta ad uccidere ? E’ dolo o colpa? Un fenomeno aberrante e preoccupante quello dell’abbandono dei bimbi appena nati. Ho trovato dei dati in cui si diceva che nel 2000 sono stati 20 i casi di infanticidio. In Italia ogni anno abbiamo una stima di 1500 omicidi stradali. Forse la costituzione non si arrabbia se troviamo una casellina anche per quelli nel nostro codice penale!
C’è anche qualche giurista favorevole all’introduzione del nuovo reato. Carlo Federico Grosso, famoso docente di Diritto Penale a Torino si è così espresso a conclusione di un suo articolo su La Stampa recentemente: "Prevedere un delitto autonomo di omicidio stradale, punito con una pena non molto meno elevata di quella prevista per l’omicidio doloso, consentirebbe di superare la disputa dogmatica sulla natura dolosa o colposa del reato, consentendo in ogni caso l’inflizione di una pena adeguata alla oggettiva gravità e pericolosità sociale del fenomeno della guida in stato di ebbrezza o di alterazione psichica dovuta alla assunzione di sostanze stupefacenti". Grazie prof Grosso, dopo alcune bastonate giuridiche, una carezza a favore delle vittime fa piacere.
Tutto la storia dell’introduzione dell’ omicidio stradale mi ricorda la storia mitologica di Procuste. Procuste era un crudele proprietario di una piccola tenuta agricola vicino a Atene. Aveva una senso dell’ospitalità molto particolare: quando incontrava dei viandanti, offriva loro una cena generosa, invitandoli a trascorrere la notte su un letto alquanto speciale. Voleva che il letto fosse conforme alle misure del viandante. A un ospite troppo lungo tagliava le gambe con un ascia, mentre ad un ospite troppo basso veniva sottoposto a una vigorosa trazione per adattarlo al letto. La giustizia adesso sta facendo la stessa cosa, vuole che le vittime si adattino ad un letto, che nel nostro caso è troppo piccolo e, con la sega, rende le vittime "più corte" senza giustizia. Un po’ come un sarto che si gloria di fare un abito perfetto, ma lo fa alterando gli arti dei clienti. Credo che sia giunto il momento di cambiare tutto questo per il bene di tutti.
Stefano Guarnieri (Associazione Lorenzo Guarnieri)
p.s. Alla fine Procuste cadde nella sua stessa trappola. Uno dei viaggiatori fu Teseo (quello che uccise il minotauro). Dopo la cena Teseo riuscì a far sdraiare Procuste nel suo letto. Per renderlo conforme alla misura del letto, avendolo trovato troppo lungo, lo decapitò. Chissà come finirà la storia dell’ "Omicidio Stradale"!


ASAPS

L’appello de “La Nazione” a favore delle firme per l’Omicidio stradale
Tramite il suo direttore in persona, Mauro Tedeschini, “La Nazione” ha rilanciato con forza la proposta di legge sull’omicidio stradale che vede insieme all’associazione Lorenzo Guarnieri  anche Asaps tra i suoi promotori originari. Il  quotidiano fiorentino riporta  nella prima pagina di ieri, martedì 23 agosto, un appello diretto a deputati e senatori, affinché, al ritorno in emiciclo dopo le vacanze, aprano senza indugi il dibattito sul reato di omicidio stradale. Un pressing che continuerà giornalmente sulla prima pagina del quotidiano finché non verrà superata la soglia delle 50mila adesioni alla proposta di riforma lanciata, tra gli altri, proprio dal nostro portale. Per aderire basta accedere alla pagina www.omicidiostradale.it.

Ecco l’appello su La Nazione
FIRMIAMO PER L’OMICIDIO STRADALE
Poche storie: al rientro dalle ferie i nostri parlamentari ci devono dire se vogliono o no la legge sull’omicidio stradale, che punisca in modo adeguato chi uccide guidando ubriaco o drogato. Ma per mettere onorevoli e senatori con le spalle al muro, occorre che la proposta di legge, promossa dall’Associazione Lorenzo Guarnieri, da Asaps e Associazione Gabriele Borgogni di Firenze, arrivi a 50 mila firme. Ecco perché da oggi, e fino al raggiungimento dell’obiettivo, sulla prima pagina de La Nazione, pubblicheremo il numero delle adesioni raggiunte: il traguardo è vicino, ma serve uno sforzo da parte di tutti per arrivarci nel minor tempo possibile.
AGRIGENTO NOTIZIE

"Bere o guidare"  (*)
A Raffadali avviata campagna sensibilizzazione 
di Salvo Di Benedetto

 

 

Campagna alcol

24 Ago 2011 - Gli incidenti stradali sono un problema di salute pubblica molto importante, ma purtroppo, ancora assai trascurato. Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità sono la nona causa di morte nel mondo fra gli adulti, ma la prima fra i giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni e la seconda per quelli dai 20 ai 24 anni. Si stima, inoltre, che senza adeguate contromisure, entro il 2020, rappresenteranno la terza causa globale di morte e disabilità nel mondo.
In Italia, quasi la metà degli incidenti stradali, a causa dei quali muoiono 15 persone al giorno e oltre 5000 ogni anno, è causato dal consumo improprio di alcol. Partendo da queste semplici, ma terribili, considerazioni statistiche, l’amministrazione comunale di Raffadali, guidata dal sindaco Silvio Cuffaro, ha deciso di lanciare una campagna di sensibilizzazione sul problema. Su iniziativa dell’assessore alle politiche sociali, Giovanna Vinti, sono stati ideati dei manifesti murali che sono stati affissi in tutto il paese e mirano a suscitare l’attenzione, specie dei più giovani.
All’inizio degli spettacoli, previsti per l’Estate Raffadalese, vengono inoltre visualizzati dei video, volutamente scioccanti, proprio per tentare di colpire la sensibilità dei ragazzi. Lo scopo è quello di far capire che chi ha bevuto non deve mai mettersi alla guida o meglio ancora: chi sa che dovrà guidare, dopo la serata trascorsa con gli amici, non deve assolutamente bere. Convincere i giovani a non fare abuso di alcol è diventato quasi impossibile, si spera almeno di non farli diventare dei potenziali omicidi.

(*) Nota: vanno bene le campagne con lo slogan “o bevi o guidi”, ma l’assenza di una coerente norma del codice della strada le rende contraddittorie. Se si ritiene utile che non si debbano bere alcolici prima di guidare, il tasso di alcolemia consentito dev’essere zero. Provate a immaginare come sarebbe se si raccomandasse, educasse, consigliasse, suggerisse, di non transitare in auto in un’isola pedonale; senza però una normativa che lo preveda. Ci apparirebbero come tentativi poco efficaci. Le campagne educative su alcol e guida si trovano esattamente in questa condizione.


ASAPS

Massime di giurisprudenza
Sospensione della patente - Provvedimento prefettizio di sospensione fino all’esito della visita medica del conducente - Natura cautelare
(Cass. Civ., sez. II, 26 maggio 2010, n. 12898 )
In tema di sanzioni connesse alla guida in stato di ebbrezza, il provvedimento di sospensione della patente di guida che il Prefetto adotta nel caso di cui all’art. 186, comma nono, cod. strada, sino all’esito della visita medica del conducente prevista dal precedente comma, ha natura cautelare, essendo adottato sulla base del mero riscontro di un tasso alcolico superiore a quello prescritto, e, quale presupposto per la sua emissione, non è affatto richiesta l’esistenza dì un accertamento giudiziale definitivo; ne consegue che il ricorso proponibile dinanzi al giudice di pace in sede civile non può che riguardare la sussistenza o meno delle condizioni legittimanti l’applicazione della suddetta misura cautelare, e non anche la verifica dell’esistenza della condotta oggetto di accertamento in ambito penale.
CORRIERE DI NOVARA

Otto patenti ritirate e un veicolo sotto sequestro
E’ il bilancio di una serie di controlli sulle strade effettuati dai Carabinieri
TRECATE 24-08-2011 - Carabinieri della Compagnia di Novara impegnati, negli ultimi giorni, in una serie di controlli per contrastare l’abuso di alcool tra gli automobilisti. A essere poste sotto controllo le zone di Novara, Trecate, Galliate e Oleggio. Nell’occasione sono stati denunciati per guida in stato di ebbrezza un 26enne residente a Cassolnovo (g/l 1,18), un 34enne residente a Monza (g/l 1,49), un 35enne residente a Novara (g/l 1,05), un 31enne, residente a Novara (g/l 1,46) e un 20enne, residente a Cameri (g/l 2,00). Sono stati, invece, denunciati per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti tre persone, una 27enne residente a Novara, un 28enne sempre di Novara e un 19enne residente a Cerano. Otto, complessivamente, le patenti ritirate e un veicolo sottoposto a sequestro ai fini della confisca.
Monica Curino

LECCEPRIMA

Ritirate nove patenti, un ragazzo ubriaco alla guida
Controlli sulle strade. Giovane trovato alla guida con un tasso alcoolemico quasi cinque volte oltre il limite consentito. E sulle provinciali si intensificano i controlli da parte dei carabinieri
CUTROFIANO mercoledì 24 agosto 2011 – Dai concerti di musica alle serate in discoteca, passando per gli appuntamenti in piazza della Notte della Taranta, si intensificano i controlli da parte dei carabinieri della compagnia di Gallipoli, questa volta tra la cittadina ionica e Cutrofiano, per contrastare la guida in stato di ebbrezza e prevenire gli incidenti stradali.
E così, durante uno degli appuntamenti della Festa della Taranta, i militari, a seguito di perquisizioni personali, hanno segnalato alla Prefettura, per uso non terapeutico di sostanza stupefacente, 13 giovani, per lo più turisti provenienti da tutta Italia (Salerno, Palermo, Milano, Campobasso, Genova), di età compresa tra 20 anni e 35 anni. Sequestro in tutto 11 grammi di hashish e 12 grammi di marijuana.
Durante le ore notturne, sempre tra Gallipoli e Cutrofiano, i carabinieri hanno ritirato complessivamente 9 patenti per guida in stato di ebbrezza alcoolica (tra questi, turisti romani, torinesi, tarantini e baresi). Un ragazzo trovato alla guida con un tasso quasi 5 volte oltre il limite consentito 2,25 g/l., altri 5 giovani, invece oltre due volte il limite.
SALERNO NOTIZIE

Battipaglia: mamma ubriaca con i suoi due bimbi rischiano di essere investiti sulla litoranea, salvati
24/08/2011 - Questa notte, alle ore 1,30 circa, a Battipaglia, lungo la S.P. 175 litoranea i Carabinieri durante l’espletamento di un servizio di controllo del territorio, individuavano, riversa a terra sul ciglio della strada, un cittadina polacca di 32 anni, residente a Pontecagnano, coniugata, casalinga, con a fianco i due figli di due e quattro anni. I Carabinieri intervenuti, tempestivamente, bloccavano il traffico scongiurando il pericolo di investimento dei tre da parte delle auto in transito sull’arteria stradale poco illuminata e ad alta intensità di traffico, provvedendo poi a soccorrerli insieme a personale del 118 giunto sul posto. Trasportati presso l’ospedale di Battipaglia la donna, che versava in evidente stato di ebbrezza alcolica, veniva ricoverata in osservazione, mentre i due bambini, dopo essere stati rifocillati venivano affidati a Comunità di Assistenza di Battipaglia. Le prime indagini, hanno consentito di accertare che la donna, insieme ai due bambini, la sera precedente, aveva abbandonato l’abitazione presso la quale vive con il marito e padre dei due bambini, cosi vagando lungo le strade circostanti ed in grave stato di ubriachezza, sino all’intervento della pattuglia dell’Arma.La donna ed il proprio marito, un italiano di 40 anni, sono stati denunciati per violazione degli obblighi di assistenza famigliare.
IL GAZZETTINO

Ubriaco fradicio vuole ancora da bere e si mette al volante: bloccato grazie al barista (*)
Il fatto a Montecchio Maggiore, protagonista un 50enne a bordo di un Suv: tasso alcolemico 5 volte più alto del consentito
VICENZA. Mercoledì 24 Agosto 2011- Ubriaco fradicio è sceso dal suo Suv ed è entrato in un bar chiedendo da bere, al rifiuto del gestore, è uscito barcollando, e nonostante fosse caduto a terra è entrato in un secondo locale dove ha chiesto ancora alcol. Dopodiché si è messo alla guida del suo Suv, ma è stato bloccato dalla polizia.
È accaduto a Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza dove il senso civico del primo barista e degli avventori del locale che hanno allertato i vigili ha impedito che Z.G., 50enne residente nel Vicentino, potesse combinare qualche guaio guidando nello stato in cui era.
All’uomo è stato riscontrato un tasso alcolemico cinque volte superiore ai limiti di norma. Per questo è stato denunciato alla magistratura, per guida in stato d’ebrezza, e gli è stato sequestrato il Suv. È stato segnalato dai vigili anche il gestore del bar che, nonostante l’evidente ubriachezza del 50enne, gli aveva venduto una bevanda alcolica.
 
(*) Nota: esiste una contraddizione di fondo nella prevenzione della guida in stato di ebbrezza, a cui nessuna legge e nessun intervento educativo potrà mai porre rimedio: pretendere che una persona sotto effetto di alcolici sia ragionevole e non si metta alla guida.
ECODELMOLISE

Rimane coinvolto in incidente stradale in stato di ebbrezza, denunciato dai Carabinieri
Si era messo alla guida di un ciclomotore, nonostante fosse ebbro.
CAMPOMARINO - E molto probabilmente proprio a causa delle sue condizioni di alterazione psicofisica dovuta all’ebbrezza alcolica, rimaneva coinvolto in un incidente stradale.
Per questo motivo un bracciante agricolo 28enne, di origini rumene, è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Larino dai Carabinieri della Stazione di Campomarino, per guida in stato di ebbrezza alcolica.
All’esito dell’accertamento sul tasso di alcool nel sangue, infatti, il suo è risultato quasi quattro volte superiore a quello consentito dalla vigente normativa.
Immediato è scattato, oltre alla denuncia ed alla segnalazione al Prefetto di Campobasso, il sequestro del ciclomotore.
CORRIERE ADRIATICO

Arrivano i vigili
Ubriaco s’infuria e distrugge i mobili
Osimo, mercoledì, 24 agosto 2011 - Ha alzato un po’ troppo il gomito ed ha finito per distruggere mezza casa in via Casarolo a San Marco, preoccupando e non poco i residenti della zona.
Un sabato sera agitato quello appena trascorso per un 47enne di nazionalità italiana che è andato in escandescenza costringendo la povera moglie a chiamare la polizia municipale. Arrivati nell’appartamento i vigili urbani hanno cercato di calmare l’uomo e capire il perché della sua ira incontenibile. Lui, in preda ai fumi dell’alcool, ha spiegato che era stanco di avere tutti i vicini di casa contro e si è sfogato così, attirandone l’attenzione facendo baccano e spaccando tutto ciò che trovava davanti a sé in casa.
Gli agenti della Municipale, che erano già in servizio di pattugliamento notturno, l’hanno pian piano convinto a calmarsi e a farsi accompagnare al Pronto soccorso per le cure del caso. L’uomo è stato dimesso poco dopo e, tranquillizzato dalla moglie è tornato a casa dove ad attenderlo c’erano suppellettili rotti e armadi ancora da sistemare.
CORRIERE DELLA SERA – SALUTE

Dimostrato sui topi, ora si attende la sperimentazione sull’uomo
Il vino rosso «in pillola» allunga la vita agli obesi (*)
Farmaco che mima l’anti-ossidante resveratrolo previene i danni da eccesso di peso
MILANO - I ricercatori ci stanno provando e riprovando: come creare l’elisir di lunga vita? Questa volta sono partiti dal vino, o meglio, da un suo componente anti-ossidante, il resveratrolo, e ne hanno creato una copia sintetica in laboratorio: il farmaco si chiama SRT-1720 e, somministrato a topi obesi, li fa vivere almeno un 44 per cento in più rispetto ai coetanei che non prendono la medicina. Il motivo? La pillola riduce la quantità di grassi nel fegato e aumenta la sensibilità all’insulina, mettendo così al riparo dal diabete, spesso correlato all’obesità. «Per la prima volta, abbiamo dimostrato la possibilità di costruire nuove molecole, sicure ed efficaci, capaci di influenzare la longevità e di prevenire le malattie legate all’invecchiamento», ha commentato Rafael de Cabo, un gerontologo del National Institute of Aging americano, autore della ricerca pubblicata su una nuova rivista. 
PROTEINE BENEFICHE - Il resveratrolo, presente in piccolissime quantità nel vino rosso, è capace di stimolare un gruppo di proteine, presenti anche nell’uomo, chiamate sirtuine. Queste proteine hanno a che fare con molte attività dell’organismo fra cui il metabolismo, l’infiammazione, la formazione di tumori, la riparazione del Dna, la secrezione di insulina. Per ottenere, però, una stimolazione delle sirtuine, capace di influenzare la durata della vita, occorrono grandi quantità di resveratrolo, associate però a una dieta molto povera, come è stato dimostrato con precedenti studi, sempre sui topi.
LA COPIA CHIMICA - Ecco allora l’idea di creare la copia chimica in grado di agire a dosi più basse e senza eccessive restrizioni dietetiche: la SRT-1720 è una e fa parte di una famiglia di molecole, messe a punto da una piccola compagnia americana. La SRT-1720 era già stata sperimentata, in passato, con scarsi risultati, mentre il nuovo studio la rimette in pista, anche se rimane da dimostrare che agisce effettivamente attraverso la stimolazione delle sirtuine e qualche ricercatore avanza dei dubbi («Sarebbe stato più interessante», commenta Richard Miller, un esperto di invecchiamento dell’University of Michigan, «se avessero dimostrato questi effetti in topi normali e non obesi»). Ora si attendono le sperimentazioni sull’uomo, ma per questo, dicono dall’azienda, il candidato migliore è un’altra molecola, la SRT- 2104. Occorre ancora un po’ di tempo prima di capire se davvero potremmo avere il primo «modulatore dell’invecchiamento» della storia del farmaco.
Adriana Bazzi
 
(*) Nota di Alessandro Sbarbada: grazie a Luigi Ripamonti, responsabile della sezione dedicata alla Salute su corriere.it, per avere deciso, a seguito di una mia riflessione critica, di modificare il titolo dell’articolo "Il vino rosso «in pillola» allunga la vita agli obesi" in "Il «nuovo» resveratrolo allungherà la vita agli obesi?"
http://www.corriere.it/salute/11_agosto_19/vino-pillole-obesita-bazzi_988af14c-ca60-11e0-9ddb-a6b1d988da8e.shtml.
Qui di seguito il nuovo titolo, il resto dell’articolo è identico.
 
CORRIERE DELLA SERA – SALUTE
Dimostrato sui topi, ora si attende la sperimentazione sull’uomo
Il «nuovo» resveratrolo allungherà la vita agli obesi?
Farmaco che mima l’anti-ossidante per prevenire i danni da eccesso di peso
VIRGILIO NOTIZIE

Sondaggio: Ubriachi su Facebook in foto? Cyber-vergogna per 1 su 3
Sondaggio tra giovani britannici, imbarazzati da post online
Roma, 24 ago. (TMNews) - L’amico buontempone pubblica le foto di una serata "alcolica" in Rete? Per un ragazzo su tre scatta la "cyber-vergogna". A dirlo un sondaggio tra giovani di età compresa tra 18 e 24 anni realizzato da un’organizzazione britannica, Drinkaware, che si occupa di sensibilizzare sul tema dell’abuso di alcolici. Tra i motivi per cui le foto imbarazzanti "postate" su Facebook o Twitter mettono in ambasce i ragazzi, c’è sicuramente il senso del pudore per pose ridicole o gesti irripetibili, ma anche il fatto che il 60% degli intervistati condivide i profili sui social network con i colleghi di lavoro, il 49% li ha mantenuti aperti almeno ad un ex partner e il 47% ai genitori. "Il mondo digitale in cui viviamo ci insegna anche che le persone che hanno bevuto troppo possono subire ritorsioni online dal loro comportamento", commenta Chris Sorek, direttore dell’associazione che ha condotto le interviste.

 

 

 

 

 

Giovedì, 25 Agosto 2011
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