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Rassegna stampa alcol e guida del 16 agosto 2011

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

Lettera aperta a Vasco Rossi

Dalla libertà alla responsabilità: ma davvero io sono padrone della mia vita?
Caro Vasco,
sono uno come tanti, che ti ascolta da 30 anni, si è emozionato e si emoziona con la tua Musica, che ti stima persona intelligente e straordinariamente sensibile, in grado di trasmettere energia da un palco come pochi sanno fare (per il mio gusto personale, in Italia solo la PFM, e so che l’accostamento non ti dispiace).
I tuoi testi, le tue prese di posizione, raffrontate alle mie esperienze di vita, mi hanno fatto molto riflettere.
Oggi mi farebbe piacere se tu dedicassi qualche minuto del tuo tempo alla lettura di questi miei pensieri, che non hanno pretesa di verità: è solo un punto di vista, che cerco di motivare, e metto a disposizione per un confronto, nel rispetto verso chi ha idee differenti.
Per oltre vent’anni della mia vita, mi sono arricchito, al servizio nei Club alcologici territoriali, dell’incontro e del percorso al fianco di famiglie che hanno vissuto pesanti sofferenti legate al bere vino, birra e altri alcolici.
In queste famiglie ho incontrato persone straordinarie, che mi sono amiche: molti, la gran parte, ce l’hanno fatta, e oggi stanno bene, ma ho anche vissuto molti funerali.
Ho continuato a frequentare queste ultime famiglie DOPO il funerale, anche da lì nasce questa mia riflessione odierna.
Lungi da me il giudicare chi si lascia invischiare dalle bevande alcoliche o dalle droghe illegali: ho il massimo rispetto per loro, che pagano e hanno duramente pagato in prima persona per le loro dolorose esperienze di vita: in molti di loro ho riconosciuto sensibilità fuori dal comune, ho incontrato talenti talora sprecati da esistenze troppo sofferenti.
Ho imparato, Vasco, che c’è ben poco fascino in un fegato spappolato e nello stile di vita che lo circonda: lì c’è solo sofferenza, sofferenza personale, familiare, sociale.
Vengo al punto.
Questione centrale di molte tue riflessioni su facebook è la tua appassionata difesa della libertà di ciascuno di fare le scelte che crede, quali che siano, laddove questo non danneggia il prossimo: ecco, io penso che nessun uomo sia un’isola, ogni mio comportamento ha ricadute nelle vite di altre persone.
Tu stai pagando ancora in sofferenza umana la morte del tuo amico Massimo Riva, e sono certo che come te stanno ancora soffrendo, dopo più di dieci anni, molte altre persone a lui care.

Massimo, come i tanti Massimo che ho incontrato io, NON ERA LIBERO di fare le scelte che voleva, per almeno due ragioni: la prima è che chi si trova invischiato dalle droghe, legali o illegali, perde la libertà di scegliere per davvero. La seconda è che ciascuno di noi ha delle responsabilità verso chi lo circonda.
Nel mio personale mondo di dubbi, una certezza ce l’ho: i miei Massimo, il tuo Massimo, oggi, sarebbero dispiaciuti nel sapere la sofferenza che hanno causato, e continuano a causare, a te come a molti loro cari, cui hanno voluto bene, sofferenza nel nome di questa che a me pare una FALSA libertà, di fare di noi stessi ciò che ci pare.
Dal momento che nasciamo, entriamo in relazione con altre persone, e questo fa sì che diveniamo, volenti o nolenti, responsabili anche nei confronti degli altri.
Io oggi so di non essere padrone della mia vita, ancora meno lo sono dal momento che mi sono assunto la responsabilità di essere genitore.

Questa responsabilità non la vivo come una catena che mi tiene legato, ma come la giusta, naturale contropartita dell’amore e dell’affetto che mi legano a chi mi circonda.
Questa visione delle cose mi porta a volere bene a me stesso, a rispettare il mio corpo e la mia vita, tenendomi alla larga dalle droghe, legali e illegali, e dai comportamenti rischiosi, e NON PER QUESTO GODENDOMI DI MENO l’esistenza, godimento in cui la Musica – compresa la tua - conserva un posto in prima fila.

Ecco perché io sono favorevole all’obbligo del casco in motorino, alle cinture di sicurezza sempre allacciate, alle pattuglie con gli etilometri per le strade, che mi tutelano, togliendo patenti a chi, mettendosi al volante in condizioni non idonee, mette a repentaglio la sicurezza propria e altrui.
Questo oggi è il mio modo di vedere la questione, che condivido qui, a disposizione di chi ha piacere di discuterlo.
Con affetto e riconoscenza per le grandi emozioni che ci continui a donare, ti saluto.
Alessandro Sbarbada


IL CENTRO
Lo sport per rilanciare i valori della vita
Lo sport per rilanciare tra i giovani i valori della vita e la cura della salute fisica e mentale.
CHIETI 14 agosto 2011 - La Provincia di Chieti è l’ente capofila del progetto «Vitamina G Giovani», iniziativa promossa dal dipartimento Gioventù della presidenza del consiglio dei ministri, e finanziato con 86mila 850 euro. Un progetto sociale classificatosi al nono posto su 69 promossi in tutt’Italia e che punta a promuovere tra i giovani l’adozione di stili di vita sani attraverso la pratica sportiva il filo conduttore dello sport. Partner dell’ iniziativa sono le Province di Pescara, Teramo e Isernia, così come l’Università d’ Annunzio e il Coni regionale.

Destinatari sono gli studenti del triennio delle scuole superiori, i dirigenti scolastici, le famiglie e i manager sportivi.ù§
Presto partirà una campagna di comunicazione attraverso magazine, web e tv. Fra gli obiettivi principali del progetto c è quello di contribuire al consolidamento di una corretta cultura della salute tra i giovani sui temi dell’alimentazione, della legalità, della lotta all’abuso di alcool, fumo e droga. «Questo progetto nasce dall’idea e dalla necessità di promuove un modo di comunicare le buone prassi per il benessere, la salute dei giovani e la vita più sana», sostiene l’assessore alle Politiche giovanili Silvio Tavoletta, «utilizzando strumenti di comunicazione fra i più semplici e più utilizzati dai giovani, come il programma Vitamina S, i palmari e, per quanto riguarda un pubblico più ampio, la televisione. Questo progetto non è tuttavia la fine di un percorso, ma l’inizio, perché cercheremo di rivitalizzare le politiche della nostra provincia in termini di turismo e valorizzazione del territorio. E lo faremo attraverso le esperienze portate dai giovani stessi nell’ambito di sport all’aperto come l’arrampicata, la canoa, l’uso della bicicletta e altro. Inoltre all’interno di Vitamina G» prosegue «ci saranno altri progetti fra i quali Le vie dello sport, che parlerà del territorio. Se ti dopi non vale che parlerà di educazione e informazione sull’antidoping e La vita è bella in collaborazione con la Fondazione Luca Romano per la lotta all’abuso di alcol fra i giovani. A settembre presenteremo il progetto con tutto il cronoprogramma e con i partner». La Provincia è partner anche di un altro progetto che vede capofila la Provincia di Teramo e che si chiama Green Leaders.


SICURAUTO
L’omicidio stradale e il "c’ero prima io"
Riccardo Celi
16 Agosto 2011 - L’introduzione del reato di omicidio stradale nel nostro ordinamento è un’esigenza ormai sostenuta da più parti. L’argomento, però, ritorna prepotentemente d’attualità in occasione del verificarsi dell’ennesima tragedia sulle strade frutto di comportamenti irresponsabili, per poi diradarsi, sulle pagine dei giornali e sui comunicati, quando l’onda emozionale provocata dall’evento luttuoso si affievolisce.

FINO ALLA PROSSIMA STRAGE - È stato e sarà così così anche per l’ultima strage, quella che ha visto la morte di quattro giovani francesi la cui auto è stata polverizzata dal Suv di un’automobilista ubriaco che procedeva contromano in autostrada e che ora è a piede libero perché gli inquirenti non hanno ritenuto necessario trattenerlo in carcere. Le pagine dei quotidiani e dei siti internet sono piene dei resoconti dell’incidente e dei risvolti collegati, ma si può star certi che tra qualche giorno la carta stampata (ma anche il web) mollerà la presa per occuparsi d’altro fino alla prossima strage. Tutto ciò, benché faccia parte della logica delle cose (le notizie, soprattutto quelle non positive, incalzano, e la stampa deve pur parlarne), può infastidire, ma può provocare qualche sensazione non gradevole anche il fatto che, quando l’argomento torna d’attualità, non manchino gli enti e le associazioni che, parlando di omicidio stradale, cercano in qualche modo di attribuirsi la paternità dell’iniziativa di prevederlo nel codice penale o di aver fatto "qualcosa" in questa direzione prima di altri. Insomma, una specie di "Ne avevo parlato già io" che francamente dà sui nervi. (*)
«GIÀ LO SCORSO APRILE...» - Non fa eccezione la Fondazione ANIA (ma non è certo l’unica...) il cui presidente, Sandro Salvati, in occasione delle dichiarazioni del ministro dell’Interno Roberto Maroni che, sull’onda dell’ultima strage, ha promesso che il nuovo reato ci sarà, ha affermato: «Già lo scorso aprile Fondazione ANIA aveva scelto di chiamare tecnici e politici a discutere della proposta di introdurre una fattispecie normativa che regoli il reato stradale, soprattutto quando si causano morti o feriti gravi. Ora non possiamo che esprimere soddisfazione e plauso all’annuncio del ministro Maroni che tale reato verrà presto introdotto nel codice penale. Come Fondazione ANIA siamo convinti da tempo che sia necessaria una battaglia d’insieme per contrastare questa tragedia e l’introduzione di un reato specifico sarebbe un passo avanti importante». Anche SicurAUTO è d’accordo con la "battaglia d’insieme" e non mancherà di informare i lettori sull’iter legislativo che porterà (si spera il più presto possibile) a istituire il reato di omicidio stradale. 

(*) Nota: è vero che a leggere i giornali di questi giorni si scopre che molti politici vogliono piantare la loro bandiera sulla nascente legge dell’omicidio stradale. Tuttavia, dopo anni di totale indifferenza, su proposte come questa e su molte altre ancora, un po’ di protagonismo si sopporta volentieri.


IL GIORNALE
Maroni: è necessario introdurre l’omicidio stradale
16/8/2011 - Nel codice penale ci vuole il reato di "omicidio stradale": e’ la proposta annunciata dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, e dal Guardasigilli, Nitto Palma, nel corso della conferenza stampa di Ferragosto al Viminale. Ricordiamo che oggi come oggi la guida in stato di ebrezza è un fattore che riduce il reato perchè "il poverino" non sapeva quello che faceva.
"E’ una vera necessita’" ha detto Palma " per consentire l’arresto di chi si macchia di questo particolare reato".
Il provvedimento, secondo Palma e Maroni, sara’ presentato rapidamente al Consiglio dei ministri. Maroni: "introdurre il reato di omicidio stradale diverso da quello colposo, per colpire quando si mettono al volante sotto effetto di alcool o stupefacenti".

I due ministri hanno ricordato l’incidente avvenuto sabato scorso sull’autostrada A26, nei pressi di Predosa (Alessandria), dove un albanese, guidando contromano, sotto l’effetto di alcool, aveva deciso di tornare a recuperare il cellulare dimenticato, ha ucciso quattro giovani francesi.
Maroni, nel corso della conferenza stampa, ha riassunto i dati sulla sicurezza stradale relativi al 2010. Sono stati 105.006 gli incidenti (-6,1% rispetto al 2009) e 2.259 quelli con esito mortale (-3,2% rispetto al 2009); sono diminuiti inoltre i morti e i feriti in incidenti rispetto al 2009 (rispettivamente -3,2%, -6,1%). Il maggiore controllo sul territorio, attraverso gli etilometri (+3,3%) e le pattuglie impiegate (+0,5%), ha portato a una riduzione del 3,7% delle infrazioni accertate e del 6.2% di quelle per eccesso di velocita’.


VIRGILIO NOTIZIE

Incidenti/ Lega: Omicidio stradale già visionato da governo

"Inammissibile dopo aver commesso una strage essere a casa"
Roma, 16 ago. (TMNews) - "Ancora una volta la Lega Nord risponde con i fatti alla politica del gossip e dei proclami. Non a caso la conferma arriva dal ministro Roberto Maroni, che porterà in consiglio dei ministri la proposta di legge, già visionata dal governo, che ho presentato a luglio con l’obiettivo di istituire il reato di omicidio stradale". E’ quanto ha dichiarato il deputato della Lega Nord, Davide Cavallotto.
"Se il Consiglio dei ministri approverà questa proposta mi impegnerò affinché raccolga in Parlamento il maggior consenso fra tutti i partiti di maggioranza e opposizione. Non e’ ammissibile, in un Paese civile, che ci si possa mettere alla guida ubriachi o sotto l’effetto di droghe e il giorno dopo aver commesso una strage essere a casa come se nulla fosse. Adesso - ha concluso Cavallotto - mi aspetto nei fatti l’appoggio bipartisan dei molti colleghi che a parole hanno sostenuto questa iniziativa. In questi casi è necessario mettere da parte i giochi di Palazzo per dare risposte concrete ai cittadini".


CORRIERE DELLA SERA
DOPO L’ANNUNCIO DI MARONI
Pirati alla guida e «omicidio stradale» l’84% favorevole al nuovo reato penale
Ania: gli italiani promuovono le proposte di legge per punire chi uccide guidando sotto effetto di alcol o droga
ROMA - Si accende il dibattito sulla proposta di introdurre nel Codice Penale il reato di «omicidio stradale», rilanciata a Ferragosto dal ministro dell’Interno Roberto Maroni. Mentre La Destra, Idv ed ora anche il Pd e la Lega Nord litigano sulla paternità dell’idea, un sondaggio dell’Ania (la Fondazione che riunisce le compagnie assicuratrici) rivela che l’84% degli italiani sarebbe favorevole all’introduzione del nuovo reato.
«Troppe persone continuano a pensare che guidare sia una cosa banale - sottolinea l’Ania -, che possono fare come gli pare. Invece guidare significa condurre un’arma a quattro ruote. Se guidi ubriaco non puoi pensare che l’incidente sia un fatto capitato per caso. Ne sei direttamente responsabile».
AUMENTANO LE VITTIME DI PIRATI - La questione era stata riportata d’attualità dalla pubblicazione, a inizio agosto, di drammatiche statistiche sul costo degli incidenti legati ai «pirati della strada». Ed è tornata sulle prima pagine dei giornali con la morte di 4 giovani turisti francesi uccisi sulla A26 da un imprenditore albanese che guidava ubriaco contromano.

Il costo in termini di vite umane dell’incoscienza e dell’irresponsabilità dei pirati della strada, nel 2011, ammonta finora a 71 vittime in 348 incidenti di questo genere (+44,7% rispetto al 2010), cui si sommano 418 feriti. Secondo il portale dell’Asaps (Associazione sostenitori amici della polizia stradale), mentre il numero complessivo degli incidenti stradali in Italia diminuisce, nel primo semestre 2011 i casi di pirateria stradale con vittime aumentano del +39%. Come dire più di 2 morti e 16 feriti a causa dei pirati ogni settimana. Più gravi e numerosi, nel complesso, i feriti: nel 2011 gli incidenti con lesioni significative sono stati 293 (nel 2010, erano 212). In testa alle regioni più pericolose a causa della pirateria stradale, sono Lombardia e Lazio.

COME 18 SISMI IN ABRUZZO - «Fanno molta impressione le stragi con più vittime - osserva Sandro Salvati, presidente della Fondazione Ania - ma ogni due ore sulle strade italiane muore una persona». E sfogliando i risultati di un recente sondaggio condotto in collaborazione con l’Ipso, aggiunge: «E’ come se ogni anno in Italia si verificassero 18 terremoti d’Abruzzo. Una tragedia nazionale che dobbiamo tutti avere ben presente». Già lo scorso aprile Fondazione Ania aveva chiamato tecnici e politici a discutere la proposta «di introdurre una fattispecie normativa che regoli il reato stradale, soprattutto quando si causano morti o feriti gravi».

CAMPAGNA DEI FAMILIARI DELLE VITTIME - Il 9 agosto, il leader de La Destra Francesco Storace ha rilanciato sul suo blog la proposta di legge per l’istituzione del reato di «Omicidio stradale». Il deputato della Lega Nord, Davide Cavallotto, ribatte di aver presentato a luglio la stessa proposta alla Camera. Stessa rivendicazione dall’Idv Antonio Borghesi, vice capogruppo alla Camera. Ma un’analoga proposta di legge di iniziativa popolare era stata già lanciata mesi fa da associazioni di familiari di vittime - come la «Lorenzo Guarnieri» e la «Gabriele Borgogni» -, appoggiate da Asaps, Comune di Firenze, polizia municipale e Aci di Firenze: sarebbero già state raccolte 25 mila firme (la normativa prevede sei mesi di tempo per raccogliere le 50 mila firme necessarie per presentare la proposta al Presidente di una delle due Camere del Parlamento).
Da Roma, il consigliere comunale del Pd e membro della commissione Sicurezza, Dario Nanni, fa sapere che numerosi politici capitolini hanno aderito e di aver «presentato a giugno una mozione che chiede al Consiglio comunale di aderire alla proposta di legge promossa dall’associazione Lorenzo Guarnieri e dal Comune di Firenze».
DROGA E ALCOL IN 8 CASI SU 10 - Nel frattempo Ania sottolinea come «8 incidenti su 10 sono dovuti a comportamenti umani sbagliati: distrazione, mancato rispetto delle regole, alcol e droga. Soprattutto alcol nei giovani». Nel 2010 gli incidenti stradali sono diminuiti del 6,1% rispetto all’anno precedente. Diminuite anche le vittime che sono state 2.458 (-3,2%) e i feriti (75.814, con una calo del 6,1%). Ma nel solo 2009 a causa di incidenti stradali ben 20mila persone sono rimaste paraplegiche. «Tutto questo deve farci riflettere - conclude Salvati - dobbiamo ricordarci che quando siamo al volante ci sono delle regole che vanno rispettate. Condotte di guida scorrette e sconsiderate causano alcuni tra i più gravi delitti stradali. È giusto che, in taluni casi, si configuri l’ipotesi di dolo eventuale, per la gravità sociale, umana ed etica degli incidenti».

Luca Zanini


SENZACOLONNE
Movida “killer“: preso il feritore diciassettenne
Martedì 16 Agosto 2011
BRINDISI – Tentato omicidio: quel ragazzo è in fin di vita e lui, 17 anni come la vittima, stava per procurarne la morte per una stupida lite scoppiata sulla spiaggia e non in un lido qualunque, ma a Rosa Marina, villaggio “vip” della costa di Ostuni. L’aggressore è stato denunciato a piede libero: se fosse stato qualche mese più vecchio nessuno gli avrebbe potuto evitare il trasferimento in carcere. E’ minorenne ma sulle sue spalle c’è una accusa gravissima: si tratta di un giovane della Città Bianca, figlio di un noto commerciante di scarpe. La polizia lo ha identificato a chiusura di un giro di accertamenti fuori e dentro il localino della spiaggia “Rodos”, gestita da brindisini. Altri quattro giovanissimi, tutti under 18, sono indagati in stato di libertà: per tutti procede la procura dei minorenni di Lecce. E’ per banali ragioni di campanilismo che, mercoledì scorso, si è iniziato a discutere in riva al mare, proprio all’interno di quel “paradiso terrestre” tutelato dalle sbarre e accessibile, in auto, solo ai residenti in possesso di una tessera magnetica. Il ferito, Francesco A, è di Bari come molti degli abitanti di Rosa Marina. F.T, colui il quale avrebbe impugnato un secchiello per lo champagne e lo avrebbe utilizzato per colpire in testa il malcapitato, è ostunese doc. (*) In comune, i due, hanno la giovane età: Francesco è ricoverato in gravissime condizioni al Perrino di Brindisi, i medici mantengono il massimo riserbo sulla prognosi, non potendo escludere che il ragazzino corra pericolo di vita. Gli altri giovani denunciati sono R. F, F. M., A. Z e G. S.
La polizia è intervenuta sul posto solo in un secondo momento. Nessuno ha osato comporre il 113, quella notte. La segnalazione è giunta presso gli uffici ostunesi dal posto fisso del noscocomio di Brindisi. In un primo momento, coloro che avevano chiamato i soccorsi, avevano parlato di un incidente stradale. Non ce n’erano stati, di gravi, quella notte. Non c’era traccia d’impatto in zona, a Rosa Marina e dintorni. Le lesioni alla testa erano però molto serie e subito si è compreso che doveva essere accaduto qualcosa di molto grave, all’ombra del cielo stellato, quando le nottate si trascorrono con il naso all’insù a cercare una scia gialla per esprimere, in silenzio, un desiderio. Niente di romantico al “Rodos”, la spiaggia che delle rosamarinesi è quella più frequentata da adolescenti. C’è un localino in riva al mare: di giorno il ghiacciolo, di sera un drink da sorseggiare sulla sabbia. Mercoledì scorso è sorta una discussione tra bulletti poco meno che diciottenni ed è finita male. Come se la rissa di Mykonos, i cocci di bottiglia di Monza, che hanno catalizzato i riflettori nei giorni scorsi, non fossero vicende terrene. Hanno occupato i titoli principali dei giornali, ma è accaduto ancora. A Ostuni, a Rosa Marina e sempre per motivi così futili da sforare il ridicolo. “Tu sei di Bari, sono meglio gli ostunesi”. E invece di scherzarci su, ci si prende a botte. Paroloni, poi le spinte. Gli schiaffi. I calci e i pugni. E infine un oggetto pesante che è stato lanciato in testa a un diciassettenne che è stramazzato al suolo, in una pozza di sangue. Gli investigatori, dapprima coordinati dal procuratore capo di Brindisi, Marco Dinapoli, che ha delegato le indagini al sostituto Antonio Costantini, si sono recati sul posto e hanno acquisito numerosi elementi. Già subito erano in possesso del nome del baby picchiatore che si attendeva, probabilmente, la visita a casa dei poliziotti. Non aveva proferito verbo, fino ad allora. Non si era presentato in commissariato. Ce lo hanno portato e lo hanno fatto crollare sotto il fuoco incrociato delle domande. Una raffica di interrogativi, le trappole e i tranelli in cui alla fine è inciampato, costretto a confessare tra le lacrime di aver impugnato quell’arnese di plastica dura e di averlo utilizzato per colpire l’avversario, che neppure conosceva. Lo aveva appreso che la vittima è in coma. Sapeva che è intubato e sospeso tra la vita e la morte. Ha osservato gli agenti compilare una marea di carte. Ha sentito con le sue orecchie l’ipotesi d’accusa formulata: “tentato omicidio”. Due parole abnormi per la sua età. Eppure lo riguardano. E’ così che rischia di finire, quando l’incoscienza prende il sopravvento sulla ragionevolezza. Non va sempre bene, non in tutti i casi si vive l’ebbrezza del rischio di cui farsi vanto con gli amici. Qualche volta il destino gioca brutti scherzi e così è stato mercoledì sera: il secchiello per il ghiaccio ha ridotto Francesco in fin di vita. All’ostunese non resta che maledire quella sera, la rissa e il raptus di follia: neppure maggiorenne, dovrà prendere confidenza con le aule dei tribunali.
(*) Nota: recentemente lo Champagne è stato il protagonista negativo di gravissimi episodi di cronaca: come la strage dei ragazzi francesi sull’autostrada e quest’ultimo. Ci hanno sempre raccontato che la movida non ha niente a che fare col vino di qualità e che sono “certi intrugli” a creare problemi. Sta a vedere che invece l’alcol contenuto nei vini di pregio è lo stesso di “certi intrugli”; e, soprattutto, produce gli stessi effetti. 
LA REPUBBLICA
Gommone contro motoscafo, muore donna il timoniere positivo al test dell’alcool
Tragica collisione a un miglio da Capo d’Orso. La giovane è deceduta prima di arrivare all’ospedale di Castiglione di Ravello. Erano usciti in mare per vedere i fuochi d’artificio
SALERNO - Finisce in tragedia la gita di Ferragosto al mare. S. P. una donna trentatreenne di Salerno è morta ieri in serata in seguito ad una collisione tra un motoscafo di 12 metri ed un gommone ad un miglio da Capo D’Orso. Tempestivo l’intervento della capitaneria di porto di Salerno giunta con una sua motovedetta. Dai primi controlli risulta che il 36 enne alla guida del gommone è positivo all’alcool test.
Per tentare di salvare la ragazza finita sotto il gommone dopo essere stata sbalzata fuori dal natante, un uomo della guardia costiera si è tuffato in mare ed è rimasto ferito. La giovane è deceduta prima di arrivare all’ospedale di Castiglione di Ravello.

E ora sono in corso le indagini per stabilire l’esatta dinamica del tragico impatto. Sul gommone c’erano due coppie di amici, inclusa la giovane vittima, mentre sul motoscafo c’era una famiglia di sette persone, tra cui quattro minorenni. Dopo l’impatto la ragazza avrebbe battuto la testa contro lo scafo di vetroresina del motoscafo. Entrambe le imbarcazioni erano uscite in mare a Ferragosto per vedere lo spettacolo serale dei fuochi pirotecnici

Gommone e motoscafo ora sono sotto sequestro


CORRIERE DI ROMAGNA
SAN MAURO MARE
Il branco spacca la faccia ad un albergatore 

Un gruppo di turisti ubriachi già al mattino danneggia barca e manda all’ospedale il proprietario

SAN MAURO MARE. Il branco di turisti ubriachi si scatena contro albergatore e gli spacca letteralmente la faccia. Capitano anche questi episodi incresciosi nella Riviera presa d’assalto a Ferragosto da ogni tipo di turisti. Quelli che si sono resi protagonisti del pestaggio dell’albergatore sono del genere che nessuno vorrebbe tra i piedi, ma che a Ferragosto arrivano con un’idea malsana di divertimento e sono pronti a fare danni.

E così è successo il patatrac. E’ successo sabato mattina. Il gruppo di una decina di ragazzi provenienti dalla Lombardia è appena “sbarcato” a San Mauro Mare, evidentemente con l’idea di comportarsi da ras del paese e senza mostrare nessun rispetto per cose e persone. Sono parecchio “su di giri” e l’idea di consumare superalcolici all’orario di colazione non li fa certo tranquillizzare. Rompono le scatole da varie parti, poi continuano in spiaggia. Qui prendono la via del mare e la loro attenzione è attirata da una barchetta attraccata in acqua a poca distanza da riva. E’ quella dell’albergatore di circa 45 anni, molto conosciuto in paese, che gestisce l’hotel di famiglia in primissima linea, a pochi passi dalla spiaggia. L’imprenditore si accorge subito che c’è qualcosa che non va nell’atteggiamento dei ragazzi e affronta il branco. Chiede di evitare di danneggiare la barca a vela e di togliersi da quella che è una sua proprietà, poi la discussione degenera e una parte dei ragazzi lombardi passa alle vie di fatto. Sono almeno in tre quelli che lo immobilizzano e lo riempiono di botte. Con pugni e calci, ma anche con i remi dell’imbarcazione al centro della contesa. L’albergatore è in netta minoranza e destinato a soccombere, ma in suo aiuto accorrono dei bagnini della zona, che anche loro a colpi di remi riescono a mettere in fuga gli scatenati “villeggianti”. L’imprenditore però è seriamente ferito e ha il volto devastato dalle botte prese. Viene portato al pronto soccorso dove gli vengono dati parecchi punti di sutura per curare le ferite.Adesso l’albergatore deve decidere se presentare denuncia per l’aggressione subita dal branco.
Iacopo Baiardi

 


QUOTIDIANO DEL NORD
Cesena, evaso dagli arresti domiciliari ed ubriaco al volante

 

Cesena - 16 agosto 2011 - Fermato, ieri sera, dagli Agenti della Sezione Speciale di Polizia Stradale del C.A.P.S. di Cesena, un uomo che, alla guida di un furgone, era stato notato aver effettuato ripetute manovre azzardate di sorpasso. Al controllo, i poliziotti hanno subito potuto accertare che il conducente, che in quel momento non aveva documenti d’identità al seguito, stava guidando in evidente stato di ebbrezza alcolica, in misura superiore ai limiti di legge, e pertanto tale da costituire reato, come anche confermato dagli accertamenti eseguiti con etilometro. Visto lo stato di agitazione del soggetto che, tra le altre cose, più volte ha minacciato di gettarsi sotto i veicoli in transito, è stato richiesto l’intervento in ausilio di una “Volante” del locale Commissariato di P.S., ove si è potuto poi accertare che l’uomo, sottoposto al regime degli arresti domiciliati da maggio scorso, si era abusivamente allontanato da casa senza alcuna autorizzazione. Singolare la giustificazione fornita ai poliziotti, che lo hanno arrestato, ovvero di essere uscito per rintracciare la fidanzata che non gli rispondeva al telefono, nonostante le sue insistenti chiamate. Al processo, celebrato in data odierna per direttissima, l’uomo è stato condannato a mesi dieci di reclusione, da scontare in carcere.


ANSA
Mangia cioccolatino al liquore, a processo per stato d’ebbrezza

La golosità costa cara: 64enne romana assolta dopo tre anni 

La golosita’, ma anche un modo per combattere il freddo, poteva costare cara ad una automobilista romana protagonista di una vicenda giudiziaria durata oltre tre anni. Giovanna T., 64 anni, alla mezzanotte del 6 dicembre del 2008, viene coinvolta in un lieve incidente stradale nella zona di via Trionfale. In attesa che arrivino i vigili urbani per i rilievi stradali la signora mangia alcuni cioccolatini al liquore di una nota marca. Una volta giunti sul luogo dell’incidente i vigili constatano che la donna ’’versava in stato di agitazione, recava alito vinoso, e presentava un tasso alcolemico superiore a 1,50 g/l’’. Tutta colpa di quel ’peccato di gola’. Nonostante il tentativo di chiarire il goloso equivoco Giovanna T. finisce sotto processo davanti al tribunale monocratico con l’accusa di aver violato il codice della strada per essersi posta al volante in stato di ebbrezza alcolica. Una bizzarra vicenda giudiziaria che si e’ pero’ conclusa con l’assoluzione ’perche’ il fatto non sussiste’ e l’immediata restituzione alla signora del veicolo, rimasto per ben tre anni sotto sequestro. L’imputata, difesa dagli avvocati Vincenzo Comi e Federica D’Angelo, nel corso del processo ha ricostruito quanto avvenuto quella notte. L’incidente con un autobus di linea, il tentativo di constatazione amichevole con il conducente (non riuscito in quanto l’uomo era in servizio e non poteva fermarsi) e l’intervento dei vigili sollecitato da lei stessa. Nell’attesa ’’infreddolita e impossibilitata a tenere acceso il motore della sua auto, essendosi fermati altri utenti della strada ad importunarla - come si legge nelle motivazioni della sentenza - la donna aveva consumato alcuni cioccolatini al liquore, attribuendo a tale assunzione il tasso alcolemico rilevato dalla municipale’’. Per il giudice, inoltre, lo stato di agitazione riscontrato dalla pattuglia dei vigili e’ da addebitarsi ’’all’insofferenza per la lunga attesa degli stessi nonche’ all’aggressione verbale subita da una vigilessa infastidita in ragione dell’ora tarda della chiamata per un sinistro senza danni alle persone’’. Per il tribunale, quindi, la condotta della golosa romana puo’ apparire ’’incongrua’’ ma di certo ’’non appare inverosimile’’. (*)
(*) Nota: è mooolto più verosimile che la signora abbia detto una bugia. Un cioccolatino tipo “Mon Chery” contiene 1,3 grammi di liquore a 40 gradi. Per fare una unità alcolica occorre quindi il liquore di 24 cioccolatini, per raggiungere una alcolemia superiore a 1,50g/litro di cioccolatini bisognerebbe mangiarne un centinaio. Se a digiuno, altrimenti di più.


LA REPUBBLICA

 

Ubriaco ferisce la barista che gli aveva negato l’alcol

Mercoledì, 17 Agosto 2011
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