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Rassegna stampa alcol e guida dell’11 agosto 2011

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

CON LA CRISI ECONOMICA ED I RISULTATI DI CERTI COMPORTAMENTI VERREBBE DA SUGGERIRE AI NOSTRI POLITICI DI AUMENTARE L’ACCISE SUGLI SPIRITI

TRE EPISODI, QUATTRO MORTI.

DENOMINATORE COMUNE: LE BEVANDE ALCOLICHE!

CORRIERE DELLA SERA

La lite dopo un’offesa Sgozzato con una bottiglia. Confessa 17enne.

Caserma assediata: datelo a noi

Giovedì 11 Agosto, 2011 SOVICO (Monza) — Un colpo solo. Il collo di bottiglia, spezzato e usato come un pugnale, taglia la pelle e arriva fino alla carotide. Poi le urla. Il sangue inarrestabile. E la fuga. Quella dell’assassino di Lorenzo Cenzato, 18 anni compiuti a febbraio, nato e cresciuto a Sovico, 8.100 abitanti, tasso d’immigrazione del 7%, nel cuore della Brianza. Lorenzo muore in meno di cinque minuti. Sono da poco passate le tre del pomeriggio.

La corsa del suo assassino, subito identificato dai carabinieri di Monza grazie alle testimonianze degli amici, termina prima di sera. Vagava in strada, aveva cercato di tornare a casa ma c’erano già le pattuglie. Diciassette anni, le sue iniziali sono L.T., è ecuadoriano e vive a Vedano al Lambro con il patrigno e la madre. Meno di cinque chilometri da Sovico.

Quando lo interrogano non riesce a spiegare cosa sia successo. Ha bevuto. La conferma arriva dall’alcoltest. Fuori dalla caserma di Biassono si radunano gli amici di Lorenzo: «Datelo a noi». Restano fino all’una di notte. Sono una ventina.

Chi abita a Sovico fatica a trovare una ragione per quanto accaduto. Per tutto il giorno è una «processione» davanti al luogo dell’omicidio: il centro del paese, giardini ben curati, grandi pini che fanno ombra, panchine, la biblioteca, il municipio, la parrocchia e un ponte di legno che collega i due lati del viale. In cima l’ex serra di una villa storica, restaurata e affidata dal Comune agli Alpini e al Cai. Lorenzo è morto proprio davanti all’ingresso.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, pochi minuti prima si era fermato in un negozio di alimentari assieme a un amico, figlio del titolare. Avevano preso un paio di bottiglie di birra. Poi, per strada, hanno incontrato un terzo amico e insieme sono andati all’ex serra, dove ad attenderli ce n’era un quarto. Con lui una faccia mai vista in zona. Amico di amici. L’assassino.

Si stappano le birre e forse qualcuno fuma uno spinello. Si parla di tutto e di niente. Anche di una ragazza. Una ragazza che, forse, interessava a Lorenzo. Poi la discussione si accende: «Non mi devi rispondere in questo modo». Gli insulti e una sassata. Il giovane ecuadoriano prende una bottiglia di birra, rompe il collo contro il gradino della scalinata e parte contro Lorenzo. Gli amici sconvolti danno l’allarme. Dal comando dei vigili, proprio di fronte, escono due agenti. Ma l’omicida è già scappato in motorino. Tra i primi a soccorrere Lorenzo Cenzato c’è il sindaco del paese Alfredo Colombo. È lui ad avvisare la famiglia: «Era amico di mio figlio, erano coetanei». L’interrogatorio dura fino a notte fonda. C’è il pm di Monza, Stefania Di Tullio, e quello della Procura dei minori di Milano, Michela Bordieri: «Mi ha spinto per primo. Ho solo reagito». Il 17enne poi crolla: «Si, l’ho ucciso io, ma non ricordo altro». In caserma c’è anche l’avvocato d’ufficio. Scatta il fermo per omicidio volontario.

Cesare Guizzi Riccardo Rosa


QUOTIDIANOWEB

Ubriachi alla guida.

Due morti nel potentino

11/08/2011 Due giovani sono morti in un incidente stradale avvenuto la notte scorsa, a Baragiano, e causato – secondo la prima ricostruzione dei Carabinieri – da un giovane di 22 anni, che era alla guida in stato di ebbrezza e che è stato denunciato per omicidio plurimo colposo.

I due, Luigi Mariano, di 21 anni, di Picerno e Giuseppe Grande (20), di Bella, erano a bordo di una «Fiat Punto» che si è scontrata con una «Fiat Brava», guidata dal giovane di 22 anni, che avrebbe invaso la corsia opposta.

Sul posto sono intervenuti anche i sanitari del 118, ma a nulla sono valsi i tentativi di rianimazione sui due giovani che erano a bordo della «Punto». Il giovane di 22 anni è stato invece trasportato all’ ospedale di Potenza, con lievi ferite, ed è stato sottoposto al test: i Carabinieri gli hanno riscontrato un tasso alcolemico due volte superiore rispetto al consentito e lo hanno denunciato per omicidio plurimo colposo e guida in stato di ebbrezza.


CORRIERE DELLA SERA

In sei sulla Ka contro un furgone, un morto

Giovedì 11 Agosto, 2011 ROMA Un filippino di 35 anni è morto martedì notte in un incidente stradale avvenuto in circonvallazione Clodia, vicino alla cittadella giudiziaria. Feriti cinque connazionali. Secondo la Municipale erano tutti ubriachi, quando la Ford Ka (nella foto) sulla quale si trovavano è finita contro un furgone in sosta.


CONSUMARE BEVANDE ALCOLICHE E’ SEMPRE E COMUNQUE UN RISCHIO!

ILFATTOQUOTIDIANO.IT

Bomb, una birra collettiva

per combattere le mafie

Lo scorso luglio il Collettivobirra ha presentato una nuova bevanda creata da un gruppo di venti appassionati ed esperti con un obiettivo: sostenere Libera, Associazione italiana contro le mafieNegli ultimi anni, la birra artigianale è diventata una grande passione anche per noi italiani. Il consumo della bevanda aumenta esponenzialmente così come il numero dei birrifici e micro-birrifici presenti con la loro offerta sul mercato. L’Homebrewing, ovvero l’arte di produrre birra tra le mura domestiche, conquista sempre più appassionati sperimentatori e nei menù dei ristoranti, dalle osterie agli stellati Michelin, compaiono intere pagine ad essa dedicate.

Sembra che il popolo produttore del vino più buono del mondo, secondo per alcuni solo alla Francia, si sia convertito a malti e luppoli. E’ azzardato ma rende l’idea.

Recentemente, uno di questi birrifici, Bad Attitude (a Stabio, in Ticino), si è fatto promotore di un collettivo virtuale, il Collettivobirra,formato da birrai, appassionati ed esperti. Il lavoro del Collettivo ha portato alla creazione di una nuova bevanda, unica nel suo genere, chiamata enfaticamente: Bomb. E’ unica perché realizzata dalla collaborazione sinergica di tutti i partecipanti in ogni dettaglio della produzione, dall’etichetta alla scelta dei luppoli fino all’organizzazione del lancio. Ed è unica perché fatta nascere con lo scopo di sostenere Libera: all’Associazione italiana contro le mafie, saranno infatti devoluti €0.50 per ogni bottiglia da 33cl e €18 per ogni fusto di Bomb.

Quando si tratta di bevande alcoliche è un dovere ricordare l’importanza del bere consapevole. Meglio ancora se questa consapevolezza diventa occasione per una riflessione sociale e per sostenere la lotta contro le mafie.


UN MESSAGGIO DI “SOBRIETA’” A VASCO ROSSI

CORRIERE DEL VENETO – VERONA

Droga, così Serpelloni le suona a Vasco

L’accusa: «Si permette di distruggere con una battuta anni di lavoro dei medici»

Giovedì 11 Agosto, 2011 VERONA — Più ci pensa e più si arrabbia. «Abbiamo frequentato delle pericolose abitudini ma siamo ritornati sani e salvi, e senza complicazioni». Secondo Giovanni Serpelloni, medico veronese a capo del Dipartimento antidroga della Presidenza del Consiglio, questo verso della nuova canzone di Vasco Rossi «I soliti» citato dallo stesso cantautore nell’intervista rilasciata l’altra sera al TG1, «è un chiaro ammiccare alla droga e come tale un pericoloso messaggio ai giovani fans».

Dottore che fa, se la prende con l’idolo delle folle?

«Dobbiamo definirlo un modello di vita? Bisogna che qualcuno dica le cose come stanno: noi medici ci preoccupiamo di tenere lontani i ragazzi da stupefacenti e alcol e lui, che è appunto il loro idolo, si permette di distruggere con una battuta anni di prevenzione. Serve prudenza su certi temi, anche se è un mito vivente Vasco stavolta ha toppato, non può farsi pubblicità giocando sulla pelle della gente».

Teme il fascino del poeta maledetto?

«E’ ora di smetterla di dare spazio agli eroi negativi che fanno gli agitatori delle folle, soprattutto delle nuove generazioni. E’ un atteggiamento intollerabile, in modo particolare da parte della tivù di Stato e io, pubblico ufficiale, ho il diritto di arrabbiarmi. La frase amplificata dall’intervista suona per un adolescente come un lasciapassare: se faccio come Vasco divento famoso. E infatti abbiamo visto in che condizioni è l’artista di Zocca (su Facebook scrive: «Assumo da tempo un cocktail di antidepressivi, psicofarmaci, ansiolitici, vitamine e altro studiato da un’équipe di medici, che mi mantiene in questo equilibrio accettabile», ndr). L’Italia è piena di musicisti e poeti capaci di assurgere a modelli educativi, ma purtroppo non riempiono gli stadi».

Quali potrebbero essere gli anti-eroi in positivo?

«Eric Clapton, per esempio. Ha ammesso di aver sbagliato ad assumere cocaina in una fase della sua vita che considera da dimenticare e ha aperto in America cliniche per la disintossicazione. Un modo di reagire intelligente per un artista di ben altro spessore. E poi penso a Ligabue (che Vasco definisce "un bicchiere di talento in un mare di presunzione", ndr), contrario agli stupefacenti, a Nek, che ha composto gratuitamente la colonna sonora del nostro spot per la campagna antidroga e ha ricevuto un premio europeo, e all’attore Raul Bova, anche lui testimonial con uno spezzone tratto dal film "Sbirri"».

Va però inquadrato il personaggio Vasco, famoso proprio per la «vita spericolata».

«Ma a una certa età bisogna mettere ragione, come dicevano i nostri nonni, non continuare a recitare la parte di Lucignolo. Se non vuole mettere la testa a posto per se stesso, il "kapitano" lo faccia per le migliaia di ragazzini che lo osannano. Alla fine scherzetti come il verso incriminato li valutiamo in termini di morti, feriti, vite distrutte e famiglie disperate».

Possibile che i nostri giovani, più svegli, informati e smaliziati della vecchia guardia, si facciano suggestionare a tal punto?

«Messaggi come quello lanciato da Vasco hanno sui fans lo stesso effetto delle dichiarazioni degli opinion leader sulla borsa: fanno andare i titoli su e giù. Scendendo nel dettaglio droga è vero che i consumatori sono diminuiti del 25% ma è altrettanto inoppugnabile il primato della cannabis, considerata dai giovani non pericolosa e in realtà porta d’accesso agli stupefacenti più pesanti. Non bisogna mai abbassare la guardia, perciò estemporanee "pubblicità occulte" sono pericolosissime».

Nel brano «Vado al massimo», con cui nel 1982 ha debuttato a Sanremo, il «Blasco» cita il giornalista Nantas Salvalaggio, che l’aveva stroncato su un giornale. Dottore, lei rischia di essere l’ospite d’onore al prossimo concerto.

«E’ più facile che convinca il cantante a venire con me a un concerto di Mozart. Ma sarei disponibile anche a un confronto televisivo: voglio capire che posizione ha sull’uso di droghe. So che per lui tutte queste polemiche fanno marketing, si trasformano in biglietti e dischi venduti, ma io devo tutelare la salute pubblica. Non vendere illusioni, nè fumo....».

Non le piace nessuna canzone di Vasco?

«Qualcuna sì, non lo demonizzo. Mi ricorda però il capitano Achab, protagonista di "Moby Dick": alla fine affonda insieme alla balena bianca che caccia, e con lui il suo equipaggio. Quasi quasi glielo scrivo a Vasco che mi sembra Achab».

Sarà contento, visto che sta cercando di non affogare nel «male di vivere»...

Michela Nicolussi Moro


ORDINANZE COMUNALI

CORRIERE DELL’UMBRIA

Notti senza alcol in zona Fontivegge.

Firmato ieri il provvedimento.

CRONACA11.08.2011indietro

IG0 BNBNPERUGIA - Con la firma del vice sindaco Arcudi (il sindaco è fuori Perugia) diventa oggi ufficiale l’ordinanza con la quale si vieta la vendita di bevande alcoliche dopo la mezzanotte e fino alle sei del mattino nell’ area di Fontivegge. L’ordinanza riguarda sia i titolari di pubblici esercizi che di circoli privati ed è valida per il periodo 11 agosto - 11 novembre (ad eccezione della notte tra il 15 ed il 16 agosto). Nell’ ordinanza si fa esplicito riferimento anche al divieto di vendere, cedere o consegnare a qualsiasi titolo bevande in contenitori di vetro o metallici, a partire dalle ore venti e fino alle cinque del giorno successivo. Le zone del divieto sono: via del Macello, via del Bellocchio, via Martiri dei Lagher, via Canali, parte di via Mario Angeloni (a scendere), l’inizio di via Settevalli, via Cortonese (dal numero 1 al numero 49), via della Ferrovia, via Simpatica, via Luisa Spagnoli, via Pievaiola (dal numero 1 al 65, pari compresi), Piazza Vittorio Veneto. Fatta salva l’applicazione delle sanzioni penali ed amministrative previste da leggi e regolamenti, la violazione comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria di 450 euro. L’ordinanza dà seguito alla riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica della scorsa settimana, in cui partecipanti, in particolare i rappresentanti delle forze dell’ordine, avevano condiviso la proposta del Sindaco, ora divenuta realtà


SENTENZA DELLA CASSAZIONE

ASAPS

Cassazione: anche in caso di incidente l’etilometro ha pieno valore probatorio

Rigettato il ricorso di un automobilista che aveva contestato l’esito dell’esame alcolemico effettuato dalla Polizia Stradale

Roma 11 agosto 2011 - Con la sentenza n 13745 la Suprema Corte di Cassazione ha stabilito che in caso di incidente stradale, l’etilometro ha pieno valore probatorio a prescindere dal luogo in cui viene effettuato l’accertamento. Il caso su cui si sono espressi i giudici del Palazzaccio riguarda un automobilista coinvolto in un sinistro stradale che aveva contestato la prova etilometrica perché effettuata a due ore di distanza dal fatto e non presso una struttura sanitaria. Prima il Tribunale di Piacenza e successivamente la Corte di appello di Bologna avevano condannato l’uomo per guida in stato d’ebbrezza ma la difesa dell’imputato non si era arresa e aveva deciso di proporre ricorso in Cassazione sulla base del l’art. 186, comma 5, del CdS che dispone che, nei casi in cui i conducenti siano coinvolti in un incidente l’accertamento del tasso alcolemico debba essere effettuato in una strutture sanitarie.

La Cassazione ha però specificato che questa è solo una modalità aggiuntiva e facoltativa per gli agenti accertatori. Secondo i giudici infatti, il regolamento non stabilisce una modalità tassativa ed esclusiva di accertamento dello stato di ebbrezza in tali situazioni, ma solo una facoltà attribuita alla Polizia Stradale. Inoltre la Cassazione ha considerato inammissibili le censure in merito al tempo trascorso tra l’incidente e l’alcoltest visto che, sia il Tribunale che la Corte d’Appello, con motivazione logica, hanno dichiarato inattendibile il fatto che l’imputato abbia ingerito alcol nel lasso di tempo intercorso tra l’incidente e la rilevazione. Per questi motivi i giudici hanno rigettato il ricorso confermando la condanna e addebitando all’automobilista ricorrente il pagamento delle spese processuali. (ASAPS)


UN DISPERATO ALLARME DAL SERVIZIO DI ALCOLOGIA DI PESCARA

IL CENTRO

Alcologia, 500 pazienti in cura al Servizio di Pescara, che rischia di chiudere

Ma la dirigente denuncia: manca il personale, vogliono chiuderci

9 agosto 2011

PESCARA. «Il servizio di Alcologia della Asl di Pescara è a rischio di smantellamento per carenza di personale. L’unico medico rimasto sono io». A parlare così è Splendora Rapini, in trincea da 15 anni. Esiste dal 1996 il servizio di Alcologia della Asl di Pescara e oggi assiste circa cinquecento pazienti con problemi di dipendenza dall’alcol sparsi tra la città e la provincia. E i numeri, spiega la dirigente Splendora Rapini, sono in crescita: «L’Abruzzo», spiega, «con Molise, Basilicata, Sardegna e Toscana è una delle regioni con valori sopra la media di abuso alcolico: tra il 2009 e il 2010 il binge drinking, cioè il bere per ubriacarsi, ha avuto un incremento dall’8,4 al 12,6 per cento». Pescara, con i suoi locali della movida, gioca un ruolo dominante nella classifica dell’abuso di alcol e i casi di giovani in cura non sono più isolati. Secondo il medico, «la scarsa sensibilità» delle istituzioni contro l’abuso di alcol nasce dal fatto che «l’alcol non è percepito come rischioso. Invece, l’alcol è democratico: investe la borghesia e il proletariato senza distinzioni e provoca un disagio a cascata che investe tutta la famiglia. In questo quadro generale», osserva Rapini, un passato dal 1978 fino al 1996 al Sert, «la Regione Abruzzo non sembra farsi carico di questa problematica né pare prospettarsi alcuna articolata programmazione politica volta a contrastare questo fenomeno». La dirigente elenca i problemi irrisolti di Alcologia e il primo è «la carenza di personale»: Rapini andrà in pensione nel 2012 e il medico Luciano Galante, un professionista impegnato con passione, è scomparso tre anni fa e, alla Asl, nessuno ha pensato di sostituirlo. «Inoltre», denuncia Rapini, «il servizio a Penne-Popoli è stato praticamente smantellato all’insaputa degli operatori». Il direttore generale della Asl Claudio D’Amario ha le idee chiare ma opposte a Rapini: «Due servizi di Alcologia per la Asl sono troppi e non hanno senso», spiega il manager, «quindi, Penne-Popoli chiuderà e l’assistenza sarà redistribuita nei distretti sanitari». Ma il «rischio grave», continua Rapini, «è l’accorpamento di Alcologia al Sert, il servizio che cura la tossicodipendenza. È sbagliato: Alcologia e Sert devono mantenere sedi differenziate». Secondo D’Amario, invece, la via dell’accorpamento è praticabile: «Per la visione moderna, la dipendenza dall’alcol è simile alla tossicodipendenza ma, forse, sotto il profilo culturale, non siamo ancora pronti a unire le due strutture». La decisione, quindi, non è presa, ma Rapini spiega: «Chi formula simili proposte», avverte, «è proprio sicuro che sia opportuno far rivolgere al Sert anche un giovane, magari nostro figlio, che vuole cambiare uno stile di vita nocivo alla salute legato all’alcol? E siamo sicuri che anche un professionista, un dipendente o una persona minimamente ambivalente rispetto al cambiamento si rivolgerà al Sert senza un aumento delle resistenze?».

Rapini denuncia anche che «non ci sono posti letto per il trattamento in fase acuta di pazienti affetti da patologie alcol-correlate. In Abruzzo non esiste neanche una struttura residenza di riabilitazione alcologica per i pazienti che, dopo la fase acuta, hanno bisogno di osservazione e cure prima dell’invio al trattamento ambulatoriale».(*)

(*)Nota: si potrebbero inviare ai Club Alcologici Territoriali e collaborare assieme.


Lettera inviata al giornale ADIGE da Franco Baldo

Che tristezza pensare che nel nostro bel Trentino, da tutti invidiato, arrivino altre macchine da gioco a far compagnia alle già cinquemila disseminate ovunque. Bel primato davvero se pensiamo che abbiamo il fior fiore della sanità pluripremiata che si ostina ancora a rimanere dentro gli ospedali ad aspettare che le patologie si formino così da essere debitamente combattute. Un assessorato spende per gioco e alcol, un altro mette a fatica delle pezze ( quando le mette e se le mette ) per far vedere che il benessere regna sovrano supportato da curiose graduatorie. Per fortuna ci sono i gruppi di auto mutuo aiuto e i club algologici territoriali assieme ad Alcolisti Anonimi perché altrimenti per i nostri politici saremmo già finiti da un pezzo. E le sponsorizzazioni per produrre vino e gioco non mancano. Un po’ meno per produrre salute e benessere in questi due campi di battaglia che mietono vittime a dismisura. E se diamo uno sguardo al giornale vediamo nella stessa pagina notizie che ci informano che si può bere trentino anche con meno di tre euro ricordandoci che la sera prima padre e figlia sedicenne si sono sbronzati assieme in discoteca. Vignaioli contenti ( e pure l’assessore ), famiglie distrutte dal “morbo” dell’alcol ( diecimila nel nostro paradiso trentino). Politici, dite qualcosa di sensato ma soprattutto fate qualcosa di sensato. Era meglio far pagare il ticket per le ricette piuttosto che ospitare macchine che ci rubano soldi e famiglie con grande soddisfazione di un governo centrale che ci ha solo insegnato ad odiare le tasse. Queste sono le tasse che distruggono la società intera. Magari non sarebbe male far pagare ai produttori e ai venditori un bel rialzo sul costo alla vendita degli alcolici ( anche il vino e la birra lo sono ). E il ricavato direttamente al ministero dell’economia come tassa qualunque. Se andasse alle associazioni che operano nel settore dell’auto mutuo aiuto o alla prevenzione creeremmo un altro cane che si morde la coda. Meglio di no.


INIZIATIVE DI SENSIBILIZZAZIONE ED INFORMAZIONE

PIAZZA GRANDE

Finanziato il progetto "Vitamina Gi"

Mercoledì 10 Agosto 2011

Il progetto denominato “Vitamina Gi – Giovani” è stato finanziato con 86.885,00 euro nell’ambito del bando “Azione Province Giovani”, promosso dal Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il progetto - classificatosi al nono posto tra 69 proposti e 31 finanziati - era stato presentato dal servizio “Politiche Giovanili” del settore Lavoro e Formazione della Provincia di Pescara, in partenariato con la Provincia di Chieti (Capofila), la Provincia di Teramo, la provincia di Isernia, il Liceo Classico e il Liceo Artistico di Chieti.

A darne notizia è l’assessore alle Politiche Giovanili Antonio Martorella, che spiega come “il progetto Vitamina Gi intende realizzare un intervento di sensibilizzazione, prevenzione e tutela della salute, finalizzato a promuovere nei giovani l’adozione di stili di vita sani attraverso il filo conduttore rappresentato dallo Sport”. Tale aspetto verrà visto e considerato da tre punti di vista differenti: “Sport e Salute”, “Sport e Fair Play”, ”Sport e Coesione Sociale”.

La Provincia di Pescara, insieme alle altre Province, nell’elaborare i contenuti del progetto, ha evidenziato la necessità di promuovere un intervento per il benessere dei giovani, condividendo un approccio partecipato, la scelta di un filo conduttore (lo sport) e l’attenzione nei confronti di strumenti di comunicazione adeguati a target di riferimento quali: studenti delle Scuole superiori (triennio), universo giovanile della Regione Abruzzo,della fascia di età (16 -30), dirigenti scolastici, famiglie, dirigenti sportivi. La pianificazione prevede anche una campagna di sensibilizzazione cross-mediale (web, tv,magazine) realizzata dai giovani attraverso l’attivazione di laboratori didattici che coinvolgeranno una scuola per ogni Provincia.

“Con questo progetto – conclude Martorella - cercheremo di contribuire al consolidamento di una corretta cultura della salute tra i giovani sui temi dell’alimentazione, benessere, legalità, lotta ai comportamenti di abuso (alcool, fumo,droghe) attraverso la maggiore informazione, sensibilizzazione e consapevolezza sui temi della salute, e sui benefìci connessi all’adozione di sani stili di vita. Sarà anche uno stimolo per incentivare forme di partecipazione tra Enti Pubblici Locali e cittadini nelle scelte che si ripercuotono sulla coesione sociale, per una migliore programmazione delle politiche rivolte in particolare ai giovani”.

Redazione


I SINDACI DELLA VALLE BREMBANA HANNO VOLUTO UN CODICE ETICO PER LE SAGRE

L’ECO DI BERGAMO

Alcol, sagre a «tasso ridotto»

Più etilometri e birra analcolica

10 agosto 2011 Cronaca

Alle sagre arrivano le prime applicazioni del codice etico voluto dai sindaci della Valle Brembana nell’assemblea di fine luglio e rivolto agli organizzatori delle feste paesane: per esempio la vendita di birra, drink e cocktail analcolici, la cura della comunicazione invitando a evitare di bere alcolici in caso di guida, presenza di etilometri e infopoint per la prevenzione.

Prime feste, quindi, a «tasso alcolico» un po’ più ridotto. Ad Ambria si è bevuto anche analcolico, lo si è fatto a Cusio e si farà a Clanezzo. Ma tra le centinaia di feste in valle sono poche quelle che hanno applicato più regole del vademecum.

In altre, tra cui Brembilla e Sedrina, è stato diffuso l’etilometro monouso. «Alcune norme di prevenzione sono state applicate – dice Anna Stancheri, referente del consorzio Solco Priula per il progetto "Pensa prima" della Comunità montana –. Resta difficile sapere dove e quali, ma siamo sulla buona strada».

C’è poi l’ordinanza, anche questa voluta dall’assemblea dei sindaci, per contrastare la diffusione di alcolici tra i minorenni.


LE BOTTIGLIE DI VETRO A BORDO POSSONO ESSERE PIU’ PERICOLOSE DI UNA LIMETTA DA UNGHIE

WINENEWS

SE LA CANTINA SI RIEMPE ALL’AEROPORTO: NEL 2010 I “DUTY FREE” HANNO VISTO CRESCERE (SUL 2009) DEL 3,7% LE VENDITE DI VINO, E DEL 13,5% QUELLE DEGLI ALCOLICI. LO DICE UNO STUDIO DELL’INTERNATIONAL WINE & SPIRIT RESEARCH

NEW YORK - 10 AGOSTO 2011, ORE 18:00

Estate, tempo di viaggi e aeroporti pieni. Un’occasione in più per comprare una bottiglia di vino, magari come ricordo del Paese o dei territori che si sono visitati. Occasione che, almeno nel 2010, hanno colto in tanti: Secondo uno studio dell’International Wine & Spirit Research, le vendite di vino e prodotti alcolici nei duty free degli aeroporti di tutto il mondo, sono aumentate, rispettivamente del 3,7% e del 13,5% sul 2009. Un volume di vendita che equivale 25,4 milioni di casse di questi prodotti, pari, complessivamente ad un +10,4% di incremento sul 2009.

I mercati americani, africani, orientali e asiatici, dove il duty free è ormai una sorta di vero e proprio negozio al dettaglio, mostrano una crescita a due cifre dei volumi di vendita, mentre l’Europa cresce del 5,9%. Una crescita inferiore imputata anche al fatto che i duty free dell’Unione Europea, secondo lo studio, rappresentano un concetto di vendita obsoleto, destinato ad attirare soprattutto il consumatore in attesa facoltoso e disposto ad acquistare un’offerta particolare e lussuosa. I prodotti più gettonati (oltre il 20% in più di crescita) sono i whisky americani, il cognac e la tequila.


CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI

TGCOM

Ragazzo ucciso, omicida era ubriaco

11.8.2011

Monza, 17enne positivo all’alcol test

00:27 - Il diciassettenne originario dell’Ecuador ritenuto responsabile dell’aggressione costata la vita a Lorenzo Cenzato, oggi in Brianza, è risultato positivo al test dell’alcol. Si apprende da fonti vicine agli ambienti investigativi. Il minorenne, che avrebbe ucciso Cenzato al termine di una lite avvenuta oggi pomeriggio a Sovico (Monza), è ancora nella caserma dei carabinieri di Biassono


IL RESTO DEL CARLINO

Notte di alcol e di schianti a Porto Sant’Elpidio

Tre incidenti stradali nelle vie cittadine

Porto Sant’Elpidio (Fermo), 10 agosto 2011 – Ieri tre incidenti hanno funestato la notte di Porto Sant’Elpidio. Uno in via Fratte, all’incrocio con via Curiel, dove F.C., 40enne residente a Sant’Elpidio a Mare, ha tamponato violentemente l’auto guidata da una 24enne del Maceratese, regolarmente ferma allo stop. Nel corso degli accertamenti di rito gli agenti della polizia stradale di Fermo hanno scoperto che l’uomo aveva un tasso alcolemico sei volte superiore al limite consentito.

All’alba il secondo sinistro. Un automobilista ubriaco (tre volte il limite consentito) ha danneggiato diverse vetture in sosta in via Venezia. In entrambi i casi ai conducenti, denunciati, è stata ritirata la patente.

E, siccome non c’è due senza tre, poco dopo un motorino si è schiantato contro un’auto. I due ragazzi coinvolti hanno riportato lesioni guaribili in 30 giorni. Ma, stavolta, niente sbronza.


LIBERONEWS

Patente ritirata

Firenze, 10 ago. - (Adnkronos) - Guidava lo scooter con un tasso alcolemico di oltre quattro volte superiore al limite massimo consentito: la Polizia Municipale gli ha ritirato la patente e sequestrato il mezzo. E’ successo ieri pomeriggio in viale Strozzi, a Firenze, quando una pattuglia in moto della Polizia Municipale ha notato un ciclomotore il cui andamento zigzagante faceva ritenere che il conducente fosse sotto l’effetto di sostanze alcoliche.

Dopo circa 100 metri lo scooter ha urtato il cordolo che separa le carreggiate del viale Strozzi all’altezza dell’intersezione con la via delle Ghiacciaie, finendo sull’aiuola spartitraffico. Sottoposto a pretest il conducente (che non ha riportato lesioni) e’ risultato positivo e, dopo controllo medico di personale sanitario intervenuto sul posto, e’ stato accompagnato al comando per essere sottoposto a prova etilometrica i cui esiti hanno avuto come riscontri 2.04 e 2.09 g/l, quattro volte sopra il limite massimo consentito, che e’ di 0.50 g/l.

Il conducente e’ stato denunciato per guida in stato di ebbrezza grave e gli e’ stata ritirata la patente. E’ stato inoltre sequestrato il ciclomotore, in quanto sprovvisto di copertura assicurativa e sottoposto a fermo amministrativo perche’ circolava privo di targa, smarrita, secondo il conducente.


IL TIRRENO

In moto positivo all’etilometro

MERCOLEDÌ, 10 AGOSTO 2011

PESCIA. Positivo all’etilometro in sella alla sua moto.

Nessuno lo avrebbe scoperto se non fosse rimasto coinvolto in un incidente stradale.

È capitato a un motociclista 40enne residente in provincia di Modena, denunciato dai carabinieri di Pescia dopo essere stato sottoposto all’etilometro che ha emesso un verdetto con un tasso alcolemico superiore al tetto massimo di 0,5 grammi per litro previsto dalla legge. Al centauro è stata ritirata la patente e sequestrato il mezzo.

Altra patente ritirata, sulla montagna pistoiese, a un 31enne di Pescia da parte dei carabinieri della Compagnia di San Marcello. Hanno contestato all’uomo di guidare la sua auto in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti.


IL TIRRENO

Botte al bar tra coppie

Rotte tazzine e bicchieri, poi la lite degenera soltanto i carabinieri riportano la calma

D.L.

MERCOLEDÌ, 10 AGOSTO 2011

Venerdì, 12 Agosto 2011
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