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Rassegna stampa alcol e guida del 29 luglio 2011

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

L’ARENA di Verona
L’Acat presenta il libro «La casta del vino»
Serata «analcolica» oggi, alle 20.30, in sala Torcolo. L’Acat Baldo Garda, cioè le sedi locali dell’Associazione dei club alcologici territoriali, organizza con l’amministrazione un incontro culturale e di sensibilizzazione sul tema dell’alcol presentando il libro «La casta del vino - 111 informazioni utili per non farsi imbottigliare» (Stampa Alternativa) di Enrico Baraldi e Alessandro Sbarbada. Il primo è un servitore insegnante nei Club da oltre vent’anni, che segue percorsi di recupero dalle dipendenze; Sbarbada è uno psichiatra e scrittore molto sensibile ai disagi individuali e familiari affrontati dall’Acat, che si occupa di persone con problemi legati ad alcol, droghe e psicofarmaci.
 Dopo il successo di «Vino e bufale», nel nuovo libro i due autori rincarano la dose e affondano il colpo, cercando di mostrare quanto cultura e interessi legati al consumo di bevande alcoliche vengano sottovalutati o in taluni casi incentivati da chi, invece, dovrebbe tutelare la salute. L’incontro, libero e gratuito, termina con buffet e cocktail, naturalmente… analcolici.
C.M.



NEWSLETTER CENTRO STUDI GRUPPO ABELE
Addressing the harmful use of alcohol
A guide to developing effective alcohol regulation
Questa guida dell’OMS fornisce consigli su come promuovere una normativa efficace in tema di alcol, adatta a ogni paese. Si tratta di consigli pratici basati sull’esperienza internazionale in merito alle implicazioni delle diverse opzioni normative e alle migliori pratiche per applicare e far rispettare la legge. I temi presi in esame sono: tassazione, prezzi, regolamentazione della vendita al pubblico, restrizioni per i minori, pubblicità e guida sotto l’effetto dell’alcol.
La Guida è scaricabile in formato pdf all’indirizzo:   www.wpro.who.int/publications/PUB_9789290615033.htm,


CUFRAD - NEWS DI ALCOLOGIA e problemi alcol-correlati
Fonte: affaritaliani.it 28 luglio 2011
Sensibilizzare i giovani al consumo di alcool:
Sensibilizzare i giovani al consumo di alcool: "Divertiti Responsabilmente"
Diageo e Carrefour presentano "Divertiti Responsabilmente", campagna sociale di informazione sul consumo responsabile di bevande alcoliche patrocinata dal Ministro della Gioventù e in collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi.
La capillare diffusione dei punti vendita Carrefour, che metterà a disposizione del progetto circa 60 ipermercati in tutto il Paese, unita alla conoscenza del settore degli alcolici di Diageo, permetterà di sensibilizzare circa 3 milioni di consumatori su tutto il territorio nazionale, diffondendo stili di consumo responsabili e consapevoli. (*)
Divertiti Responsabilmente" nasce su iniziativa di Diageo Italia come campagna di sensibilizzazione sul tema dell’alcol e la guida e nel corso degli ultimi 5 anni ha portato la buona prassi del "Guidatore Designato" in centinaia di locali notturni. Grazie a Carrefour, da quest’anno "Divertiti responsabilmente" amplierà la propria missione per diffondere la cultura del bere responsabile parlando a un pubblico più vasto e trasversale, composto anche da persone che non frequentano abitualmente i locali notturni e consumano bevande alcoliche a casa o in altre occasioni. "I giovani sono il nostro futuro - afferma il Professor Umberto Veronesi, fondatore dell’omonima Fondazione - una risorsa insostituibile del nostro paese, da sostenere, proteggere, aiutare nel lungo e complesso percorso di crescita." (Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)

(*) Nota: una delle poche certezze consolidate, nell’ambito del consumo di droghe, è che se una persona non inizia a usarle prima dei venti anni la probabilità che le usi successivamente si riduce quasi a zero. Qualsiasi intervento rivolto ai giovani con lo scopo di avvicinarli alle droghe è di fatto controproducente. È una regola che vale per tutte le droghe, alcolici compresi ovviamente.


IGN
Bollino blu a discoteche che condividono ’codice etico’ previsto da Regione
Genova, 29 luglio - (Adnkronos) - ’’L’obiettivo - ha detto l’assessore Rambaudi che ha avanzato la proposta - è quello di avviare una collaborazione con i gestori dei locali e aumentare l’informazione nelle scuole sui rischi per la sicurezza dovuti agli abusi da alcol, aumentando soprattutto nei più giovani la consapevolezza’’
Genova, 29 lug. - (Adnkronos) - Un bollino blu a tutte le discoteche liguri che condivideranno un codice etico previsto dalla Regione Liguria per tutelare i giovanissimi ed evitare la somministrazione di alcolici. Lo ha proposto oggi l’assessore regionale alle Politiche sociali e giovanili della Liguria, Lorena Rambaudi, nel corso della presentazione dell’iniziativa ’’Vota la Vita’’ promossa da Assoutenti Liguria, in collaborazione con il sindacato italiano locali da ballo (Silb), Confcommercio e il contributo dell’assessorato ai servizi sociali della Regione.
’’L’obiettivo - ha detto Rambaudi - e’ quello di avviare una collaborazione con i gestori delle discoteche e aumentare l’informazione nelle scuole sui rischi per la sicurezza dovuti agli abusi da alcol, aumentando soprattutto nei piu’ giovani la consapevolezza. Un’iniziativa legata anche al tema della guida sicura e al contrasto agli incidenti del sabato sera’’. Sono 40 le discoteche liguri che al momento hanno aderito all’iniziativa ’’Vota la vita’’, promuovendo sette biodrink destinati a entrare nelle discoteche liguri per essere apprezzati e votati in particolare dal pubblico giovanile. A tutti i giovani che consumeranno un biodrink verra’ data inoltre una compilation in omaggio oltre a numerosi premi che verranno sorteggiati il 18 novembre.
I sette biococktail sono stati elaborati dai giovani barman di altrettanti istituti alberghieri e centri professionali liguri che hanno partecipato alla selezione avvenuta nel corso dell’edizione 2010 del salone Orientamenti nel novembre dello scorso anno ad opera di una giuria internazionale composta da 50 studenti Erasmus provenienti da ogni parte di Europa. In ogni provincia si terranno serate biodrink tematiche promosse dal Silb: quella di Genova si svolgera’ il 14 agosto al Santa Beach di Santa Margherita Ligure, quella di Imperia si svolgera’ il 28 agosto al Kursaal Club di Arma di Taggia.
Il cd con la compilation offerto per ogni consumazione e’ stato realizzato dal dj Luis Rocca. Il progetto si inserisce all’interno di un piano di sensibilizzazione, educazione e formazione permanente sui problemi alcol correlati ai comportamenti, alle abitudini e agli stili di vita dei giovani. Da un lato vengono chiamati in causa i giovani allievi delle scuole alberghiere e dei corsi dei centri di formazione professionale per la preparazione di cocktail senza uso di alcol, dall’altro i ragazzi delle scuole medie superiori come sperimentatori e giudici delle nuove proposte.


LA REPUBBLICA
Patente e libretto? Scatta la violenza
Nuovo "Osservatorio Sbirri Pikkiati" dei primi 6 mesi del 2011: più di mille aggressioni. La denuncia dell’Asaps
(29 luglio 2011) Non si arresta la violenza ai danni delle forze dell’ordine: sono più di 1000 (1.050 per la precisione) gli episodi di violenza fisica compiuti a danno di appartenenti alle forze di polizia e di pubblici ufficiali durante i controlli sulle strade, analizzati dall’Osservatorio il Centauro - Asaps "Sbirri Pikkiati", nell’ambito del primo semestre del 2011. Come dire 6 al giorno e uno ogni 4 ore. Ma si tratta di dati per difetto visto che si riferiscono solo ai casi in cui sono stati necessari ricoveri in ospedali.
A scatenare l’aggressività dei conducenti o trasportati sottoposti a controllo? "L’incapacità - spiegano all’Asaps - di frenare i propri istinti aggressivi, un diffuso rancore nei confronti di chi si impegna per far rispettare i codici della legalità ma anche il non trascurabile ruolo dell’alcol che anche quest’anno gioca nel nostro Report un ruolo da protagonista. Nel corso dei primi 6 mesi dell’anno sono stati censiti 1.050 eventi, poco più dell’anno precedente quando ne registrammo 1.040 (+1%), segno che  la risposta violenta nei confronti delle divise non accenna a diminuire".
Gli episodi sono stati classificati in relazione alla forza di polizia oggetto di aggressione sulle strade: crescono quelli a danno della Polizia di Stato, 386 aggressioni 36,8% (+3,6%) rispetto al 2010), mentre diminuiscono di poco quelli a scapito dei Carabinieri (461 episodi, corrispondenti al 43,9%), Polizia Locale (99 episodi, il 9,4%) ed "Altro", intendendo con quest’ultima voce le divise che in generale non effettuano controllo del territorio, i Pubblici Ufficiali o gli incaricati di Pubblico Servizio, comprendendo anche conducenti di autobus (o ferrovieri), guardie private e sanitari (79 eventi corrispondenti al 7,5% dei casi violenti).
Il Report ha inoltre evidenziato la stretta, strettissima, relazione con l’uso di alcol e di armi proprie o improprie, rilevando che il 30,2% della violenza è legata alle ebbrezze: ben 317 aggressioni su 1.050. Un deciso incremento rispetto alla rilevazione del 2010, quando l’incidenza era del 26,7%, con 278 episodi su 1.040. Si conferma importante  tra le ebbrezze, la fattispecie legata all’uso di stupefacenti, 104 episodi sui 317, pari al 32,8% delle ebbrezze totali.
Il 23,3% degli attacchi (245) è stato invece sferrato mediante l’uso di un’arma propria o impropria, considerando tale ogni mezzo capace di amplificare la forza fisica, compresa la stessa vettura. Rimane stabile, rispetto al primo semestre 2010 l’incidenza della popolazione straniera residente in Italia: 393 eventi hanno avuto come protagonisti "i forestieri", il 37,4% contro il 38,4% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. Comunque una percentuale nettamente superiore alla popolazione straniera residente.
La maggior parte degli episodi in questo semestre è stata registrata al sud, con 430 eventi (41%), mentre nel nord e nel centro del Paese si sono osservati rispettivamente 361 e 259 episodi (34,4% e 24,7%).


IL GAZZETTINO (Treviso)
Lettere al giornale
Venerdì 29 Luglio 2011, 
Egregio Direttore, le scrivo in riferimento all’articolo sul "Mai tardi". Sono rimasta allibita, basita, sconcertata, dalle motivazioni di questa "iniziativa". Premi per il miglior bevitore di birre, premio per il miglior bevitore di alcolici e superalcolici, robe da non credere.
Certo, poi c’è chi ha dichiarato che è un concorso goliardico, che vogliono solo ravvivare Treviso, mi domando: chiederanno nome, cognome e foto dei partecipanti? Perchè dubito che si ricorderanno molto a fine serata.
Ogni anno ci sono campagne "no alcol" perchè causa della maggiorparte di morti per incidenti stradali, tra le vittime purtroppo anche persone che si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Con la speranza di non leggere più articoli del genere concludo con un pò di dati allarmanti diffusi dall’Istituto Superiore della Sanità: in Italia ogni anno l’alcol uccide circa 13.000 uomini e 7.000 donne di età superiore ai 15 anni; mettersi alla guida di un veicolo "sbronzi" provoca il 38% dei decessi maschili e il 18% di quelli femminili, per poi non parlare dei decessi dovuti a cirrosi epatiche; ultimo dato nel mondo ci sono 100.000 gruppi di alcolisti anonimi di cui 500 in Italia, solo nella regione Veneto 104, e 14 nella provincia di Treviso, sintomo che il consumo di alcol non è un "gioco" da farci un concorso.
Giulia Giovannini, 25 anni – Treviso


IL GAZZETTINO (Treviso)
AL "MAI TARDI"
Il titolare: «Una festa» ma la polizia lo convoca
Andrea Calenda: «Solo un premio ai fedelissimi» La Digos interviene e lo richiama all’ordine
Venerdì 29 Luglio 2011, 
TREVISO - «Era solo una festa di compleanno dell’attività, non era prevista nessuna gara alcolica: l’idea era quella di dare dei titoli ai clienti che per quattro anni ci hanno sostenuto. Avremmo dato l’Oscar dell’amaro al cliente che in questi anni ne aveva ordinati più di tutti, e così per vino, birra o altro. Ma nessuna bevuta forsennata».
      Un misto di indignazione e stupore quello che traspare dalle parole di Andrea Calenda, rappresentante legale che gestisce il bar «Mai tardi» di borgo Mazzini, finito nell’occhio del ciclone, coinvolto suo malgrado in una presunta gara a colpi di alcolici che avrebbe dovuto tenersi sabato prossimo nell’ambito della festa per celebrare i quattro anni di vita del locale (apertura è datata 2 agosto 2007). «Volevamo semplicemente fare un regalo al clienti, nulla a che vedere con quanto è stato scritto e detto -dice Calenda- ora siamo davvero indecisi se scegliere la via del festeggiamento, se limitare la festa o rinviarla per quello che è stato descritto». Ieri mattina il titolare è stato convocato in Questura, alla Digos, per avere dei chiarimenti sulla serata e su questa presunta istigazione all’ubriachezza. La polizia ha richiamato il bar al «rispetto delle regole» ma è chiaro che l’iniziativa aveva tutt’altro carattere. «Conosciamo bene il problema dell’alcool tra i giovani -ha riferito il titolare- noi siamo i primi ad allontanare i clienti se bevono troppo». La festa prevedeva la consegna di premi simbolici. «Si andava dal servizio di bicchieri, a una fetta di speck a qualsiasi altro tipo di prodotto inerente con il nostro ambiente -chiude Calenda- premi a chi è stato più fedele negli anni alla nostra attività, a coloro che sono stati qui questi quattro anni ad aiutarci e a spingere il locale in modo che potessimo durare. La città si sta svuotando e per noi era un onore organizzare questo evento».
Nicola Cendron


CORRIERE DELLA SERA
Arrestati tre stranieri
Mykonos, ucciso ragazzo del Lodigiano
Stefano Raimondi, 21 anni, è intervenuto per sedare una rissa, ma è stato colpito da una bottiglia in testa
Un turista italiano di 21 anni è morto nella notte tra giovedì e venerdì a Mykonos, nelle isole greche delle Cicladi, colpito alla testa da una bottigliata durante una rissa. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, Stefano Raimondi, di Ospedaletto Lodigiano, sarebbe intervenuto a far da paciere durante una rissa scoppiata in un locale, ma sarebbe stato colpito al capo con una bottiglia. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime. Trasportato in ospedale, Raimondi è morto all’alba. Tre persone sono state arrestate nel pomeriggio di venerdì. Tra questi anche un turista svizzero. Intanto la madre e la sorella di Stefano sono partite per Mykonos.
LA DINAMICA- Il giovane frequentava la facoltà di Economia all’Università Cattolica di Milano. È arrivato in Grecia lunedì con quattro amici. Secondo il racconto dei ragazzi al padre della vittima, giovedì sera, tutti insieme, hanno deciso di passare una serata in discoteca. Ballando sulla pista, i ragazzi si sono urtati con un gruppo di stranieri che secondo le prime testimonianze «erano molto ubriachi». In un attimo è scoppiata la rissa. Stefano è intervenuto per difendere un amico ed è stato colpito con una bottiglia di vodka. Caduto a terra, il giovane è apparso subito grave. In ospedale hanno tentato di salvarlo con un intervento chirurgico. Ma non c’è stato nulla da fare. Sull’episodio sta indagando la polizia greca per capire meglio la dinamica.
GLI ARRESTI- E proprio nel corso dell’indagine le forze dell’ordine hanno arrestato tre persone. Tutti stranieri. Tra questi ci sarebbe anche un turista svizzero che seconda un’altra versione si sarebbe avvicinato al tavolo in cui Raimondi era seduto con gli amici. Il ragazzo avrebbe afferrato una bottiglia e cominciato a bere senza chiedere il permesso. Per questo Stefano avrebbe reagito per poi essere colpito.
IL SINDACO- «Un ragazzo educato, tranquillo, lo vedevo spesso quando andavo nello spaccio alimentare dei genitori, non riusciamo a spiegarci una tale tragedia». Sono le prime parole di Eugenio Ferioli, il sindaco di Ospitaletto Lodigiano. «I suoi genitori erano in vacanza al mare, mi pare in Liguria, e so che la madre e la sorella di 24 anni sono subito partite per la Grecia - ha aggiunto - Il padre, che tra l’altro è un mio amico, è rimasto a casa con l’ultimogenito, un ragazzino che frequenta le elementari». Il primo cittadino ricorda: «Stava alla cassa era gentilissimo Mai una parola sopra le righe, del resto se fosse stato un tipo aggressivo la bottigliata in testa l’avrebbe data, non l’avrebbe presa».
Caterina Belloni


VARESENEWS
Si ubriaca e picchia con un bastone il "compagno di alloggio"
Varese, 29/07/2011 - È successo in viale Belforte, protagoniste due persone senza fisse dimora. Sono intervenuti gli agenti di polizia
Si è ubriacato e poi ha picchiato il compagno di “alloggio”. È successo ieri sera a Varese, viale Belforte. A dare l’allarme è stata lo stesso ferito, un 60enne residente in Varese, ma di fatto senza fissa dimora. L’uomo ha chiamato gli agenti della Polizia di verso le 19 dichiarando di essere stato aggredito da una persona che conosceva.
Gli agenti sono giunti sul posto e hanno verificate che il 60enne, V.P., aveva il volto coperto da ferite e perdeva molto sangue.
Dopo essere stato medicato dai sanitari del 118, l’uomo ha spiegato che era stato aggredito con una mazza di legno da A.P. cittadino etiope di 36 anni con precedenti di polizia, con cui spartiva lo stesso alloggio di fortuna.
Il personale della Squadra Volante su indicazione di V.P. ha rintracciato e fermato il 36enne che in evidente stato d’alterazione alcolica percorreva Viale Belforte. Nel frattempo hanno anche trovato il bastone in legno con cui era avvenuta l’aggressione sottoponedolo a sequestro.
Il 60enne è stato trasportato all’ospedale per le cure, e l’aggressore è stato deferito in stato di libertà per lesioni personali e uso di strumenti atti ad offendere.


IL TIRRENO
Alla guida in stato d’ebbrezza danneggia due auto in sosta 
PIOMBINO. Altre due denunce dei carabinieri nei confronti di automobilisti trovati alla guida in stato d’ebbrezza. Il caso più grave si è verificato ieri mattina intorno alle 7 in via Cavalleggeri, protagonista un piombinese di 47 anni.
 L’auto condotta dall’uomo ha sbandato e ha danneggiato due vetture in sosta. I rilievi condotti dai carabinieri hanno accertato che l’uomo aveva un tasso alcolemico di oltre 4 volte superiore al consentito. Per lui, dunque, denuncia, ritiro della patente, super multa e confisca dell’auto.
 L’altro episodio la notte scorsa in viale Unità d’Italia dove i carabinieri intercettavano, seguivano per un tratto e quindi fermavano un’auto che nel cuore della notte viaggiava a fari completamente spenti. Il conducente, un 43enne abitante in città, rifiutava di sottoporsi all’alcol test pur mostrando - spiegano i carabinieri della Compagnia piombinese - i chiari sintomi dell’ubriachezza: anche per lui denuncia, confisca del mezzo e le altre sanzioni previste.
 Infine i militari hanno denunciato per evasione un uomo di 64 anni di Campiglia che, sottoposto agli arresti domiciliari, è stato trovato da una pattuglia mentre era in giro per il paese.


CORRIERE DELLA SERA
A BORDO DI UN FIESTA
Guidava con un’iguana sulla spalla
Finisce fuori strada sulla tangenziale

L’incidente è avvenuto venerdì mattina verso le 7.40 all’altezza della stazione Tiburtina
ROMA 29 luglio 2011 - Guidava la sua auto tenendo un’iguana di un metro sulla spalla. Il 30enne è stato sorpreso dagli agenti della polizia municipale dopo che, per cause da accertare, era finito contro il guard rail sulla tangenziale Est di Roma. L’incidente è avvenuto venerdì mattina verso le 7.40 all’altezza della stazione Tiburtina. L’uomo, a bordo della sua auto, una Fiesta, ha prima sbandato ed è poi finito contro il guard-rail. Sul posto sono intervenuti gli agenti della municipale del Terzo gruppo. Il 30enne ha rifiutato di sottoporsi ai test sull’assunzione di alcol o droga. L’iguana, in attesa delle verifiche degli agenti sull’idoneità della documentazione, è stata affidata a un’amica.


CORRIERE DELLA SERA
LA STORIA
Ubriachi, si perdono per due giorni nelle catacombe di Parigi
La disavventura di tre ventenni dopo una macabra festa tra teschi e ossa mortuarie
MILANO - Volevano passare una notte all’insegna dell’alcol e della trasgressione, ma la loro avventura sotterranea si è trasformata in un lungo e angosciante incubo. Per 48 ore tre giovani parigini sono rimasti intrappolati nelle catacombe della capitale francese, e ci sono voluti ben 35 agenti della polizia per riportarli in salvo.
MACABRA FESTA - La singolare avventura è iniziata la notte di lunedì scorso. Un gruppo di cinque giovani francesi, tra cui una ragazza di 22 anni convinta di conoscere perfettamente i cunicoli sotterranei, si è intrufolato nelle catacombe della capitale, conosciute anche come l’Ossario comunale perché vi sono custodite le ossa di 6 milioni di cadaveri. Da anni ormai queste gallerie sotterranee, che si estendono per svariati chilometri nelle viscere di Parigi, sono una delle attrazioni turistiche della Ville Lumiére, ma è possibile visitare solo alcune zone e soprattutto è severamente proibito entrarci di notte. I divieti, però, non hanno fermato i ragazzi, che si sono ubriacati e hanno organizzato una macabra festa tra teschi e ossa mortuarie. Tuttavia qualcosa è andato storto e all’improvviso la comitiva si è dispersa nei lunghi cunicoli. Due dei cinque giovani sono riusciti a trovare facilmente la via d’uscita, ma gli altri ragazzi, rispettivamente di 22, 24 e 25 anni, si sono persi nel labirinto sotterraneo.
IL MESSAGGIO E LA MULTA - I tre ragazzi smarriti hanno girovagato inutilmente per gli stretti cunicoli per ore cercando la strada perduta. Naturalmente i telefonini non funzionavano e a un certo punto uno dei tre, preso dallo sconforto, ha scritto un messaggio disperato su un foglio e l’ha lasciato in una galleria: «Sono le 6 e mezza di mercoledì 27 luglio. Ci siamo persi. Ci dirigiamo verso sud». I due ragazzi che avevano partecipato alla festa sotterranea ed erano riusciti a tornare in città si sono presto accorti dell’assenza dei loro compagni d’avventura, ma hanno avvertito la polizia solo mercoledì mattina. Una squadra speciale di 35 agenti, divisi in sei gruppi, si è calata nelle viscere della capitale e ha iniziato la ricerca. Dopo alcune ore un agente ha trovato il messaggio disperato lasciato da uno dei ragazzi e alle tre del pomeriggio finalmente sono stati rintracciati i tre giovani. Esausti e senza forze si erano addormentati in una galleria. Dopo averli curati e rifocillati, gli agenti gli hanno presentato il conto: dovranno pagare una multa di 135 euro per essere entrati in zone delle catacombe parigine proibite al pubblico.
Francesco Tortora
CORRIERE DELLA SERA
A Camden graffiti sui muri, schiamazzi e musica a tutto volume I vicini hanno chiamato la polizia per disperdere la folla
Amy, assalto dei fan (ubriachi) alla casa di Camden
Intanto si cerca di ricostruire l’ultima notte della cantante
LONDRA - Da sabato scorso la sua casa al numero 30 di Camden Square è diventata meta di centinaia di fan, che hanno riempito il marciapiede di fiori, candele, fotografie e messaggi strazianti, in ricordo di Amy Winehouse. Peccato però che accanto a questi tributi di affetto per la cantante, morta in circostanze ancora tutte da verificare il 23 luglio scorso, siano comparse anche bottiglie di vino, casse di birra e sigarette, che, complice la musica a tutto volume, hanno trasformato la commossa veglia in una riunione di ubriachi, costringendo gli abitanti della zona a chiamare la polizia per porre fine ai continui schiamazzi e disperdere la folla.
I VICINI- Stando al racconto del Daily Mail, i muri delle abitazioni circostanti sarebbero stati coperti di graffiti per la Winehouse e alla fine gli agenti avrebbero arrestato un uomo che, a quanto pare, si rifiutava di lasciare la piazza. «Abbiamo tollerato questo chiasso per quattro notti di fila – ha scritto un vicino della 27enne cantante sul sito del giornale locale – ma dobbiamo lavorare e dobbiamo dormire e riuscire a farlo con questi ubriachi sotto casa è davvero difficile. E da quando si mostra rispetto per un’alcolizzata recentemente scomparsa con un party di ubriachi?». Il terrore degli abitanti della zona è che Camden Square diventi una sorta di nuova Abbey Road e venga così presa d’assalto dagli appassionati di musica di tutto il mondo. «Io abito a poche porte di distanza dalla casa di Amy – ha spiegato un altro vicino – e sebbene abbia trovato alcuni dei tributi a lei dedicati davvero commoventi, dormire sta diventando un incubo: la scorsa notte abbiamo dovuto chiudere tutte le finestre perché qualcuno ha pensato bene di sparare la musica della Winehouse al massimo dallo stereo della macchina». Ironia della sorte, il quartiere di Camden è una «controlled drinking zone», ovvero un’area dove il consumo di alcool è consentito esclusivamente nei parchi di Hampstead Heath, Regent’s Park e Primrose Hill e i trasgressori vengono multati con un’ammenda di 500 sterline.
IL DOLORE - E come i fan non si rassegnano alla perdita della loro musa dagli occhi bistrati e dalla voce di velluto, altrettanto non riesce a fare la sua famiglia, che continua a non credere ad una ricaduta di Amy nell’inferno dell’alcool e della droga. Non a caso, nell’elogio funebre papà Mitch ha rivelato che «il suo angelo aveva vinto la dipendenza dalla droga tre anni fa ed era sobrio da tre settimane», mentre la modella Aisleyne Horgan-Wallace ha smentito di aver contribuito al crollo dell’amica, come invece sostengono alcuni fan che l’hanno insultata all’arrivo al funerale e sul web, spiegando che non la vedeva da due mesi.
LE ULTIME ORE- Intanto la polizia sta cercando di ricostruire le ultime ore di vita della Winehouse e ogni ipotesi viene vagliata dagli investigatori, compresa l’indiscrezione del Daily Mirror, citando una non meglio identificata «fonte vicina alla cantante», sostiene che Amy si sarebbe incontrata con un uomo misterioso poche ore prima di morire. Una tesi in contrasto con la ricostruzione fatta dal padre, secondo il quale la figlia avrebbe suonato la batteria e cantato per l’intera serata di venerdì. Ecco perché a detta del tabloid la polizia avrebbe già interrogato la guardia del corpo della Winehouse, il suo medico e un amico intimo per chiarire i contorni della sua ultima notte. In realtà, però, solo gli esami tossicologici, i cui esiti non sono previsti prima di quattro settimane, potranno davvero fare luce sull’intera vicenda, mentre fra le tante speculazioni sulle cause della morte va segnalata anche quella del Daily Star, che citando le considerazioni del dottor Julian Spinks, suggerisce che la cantante sia stata uccisa dalla mancanza di alcool. In pratica, il suo corpo, privato improvvisamente della bottiglia, sarebbe come andato “in corto circuito”. «Sarebbe davvero grottesco – ha commentato un anonimo amico al tabloid - se, dopo anni in cui ha fatto festa come una pazza, Amy sia morta per aver finalmente deciso di darsi una ripulita».
Simona Marchetti


TGCOM
"Amy è stata uccisa dall’astinenza di alcol"
I genitori e gli amici stretti della cantante ne sono convinti
Ci vorranno ancora 4 settimane per i risultati tossicologici che potranno far chiarezza sulla morte di Amy Winehouse. Nel frattempo i genitori sono convinti che la figlia sia morta per avere smesso di bere. Amy - secondo quanto riporta il The Sun - non aveva ascoltato il consiglio dei medici di smettere in modo graduale e il suo fisico gracile non è stato in grado di sopportare l’astinenza imposta. Era insonne e in preda a crisi epilettiche.
Il medico aveva infatti consigliato alla Winehouse di ridurre poco alla volta, ma lei invece aveva smesso completamente di bere per tre settimane, fatta eccezione per tre sere prima della sua morte, quando aveva consumato grandi quantità di gin e Red Bull. Quando smettono di bere, i grandi bevitori soffrono di delirium tremens, una condizione che li può far finire in coma, in stato d’incoscienza o che può provocare pericolosi attacchi epilettici. Amici della star hanno, infatti, raccontato al Daily Mirror che la Winehouse negli ultimi tempi soffriva di una serie di problemi di salute. La notte non riusciva a prendere sonno e a volte veniva colta da crisi epilettiche e allucinazioni, con visioni di topi bianchi che le correvano tra i piedi e persone che uscivano dagli specchi. "Le allucinazioni la terrorizzavano. Il confine tra realtà e fantasia era sempre più confuso e lei questo stato lo trovava intollerabile", ha detto la fonte, aggiungendo: "Anche se non avrebbe più toccato alcol e droghe, sapeva che la sua salute era rovinata. Fisicamente era distrutta".
I genitori e gli amici stretti non sono gli unici a testimoniare che Amy non solo era indiscreta forma ma stava realmente cercando di uscire dall’oblio. Neil McCormick, un giornalista del Telegraph, è l’ultimo ad aver intervistato la cantante in occasione dell’ultimo duetto con Tony Bennett agli studi Abbey Road. Il giornalista a marzo ha detto di avere visto una Amy "sulla strada della migliore ripresa". Indossava un abito cortissimo, era bella, appariva molto più sana di quanto non l’aveva vista in precedenza, abbronzata, i grandi capelli scolpiti attorno al volto dai lineamenti forti", ha scritto McCormick.
Nel frattempo Mark Ronson, il produttore del disco successo di Amy Winehouse "Back to Black", ha dedicato all’amica scomparsa il suo concerto a Greenwich, in Inghilterra, la sua prima esibizione dopo la scomparsa della soul singer e ha cantato le hit composte insieme, "Rehab" e "Back to Black". "Amy Winehouse era un genio e ha prodotto musica migliore della mia", ha detto Ronson, incoraggiando il pubblico a cantare più forte e più a lungo possibile. 
Infine una brutta notizia per i fan. Il produttore della cantante Salaam Remi ha rivelato che le nuove canzoni su cui stava lavorando non sono completate e non possono essere pubblicate. Ma c’è da giurare che la casa discografica Universal farà di tutto per far uscire il disco.



 

Sabato, 30 Luglio 2011
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