Giovedì 07 Luglio 2022
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Rassegna stampa alcol e guida del 21 luglio 2011

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

WINENEWS

ALCOL & CONSUMO: È UNA QUESTIONE DI EDUCAZIONE
LA PREVENZIONE DALL’ABUSO NON PASSA PER UN “WARNING” NELLE ETICHETTE DEL VINO, MA PER L’EDUCAZIONE DEL CONSUMATORE (*)
Alcol e cancro: “perché non fare come per le sigarette e scrivere in bottiglia che quello che si sta bevendo può causare il cancro? ... se ci sarà una “class action” in Italia, dovrebbe essere proprio sull’alcol. Solo così forse cambierà qualcosa”, ha detto ieri Emanuele Scafato, direttore Osservatorio Alcol Istituto Superiore Sanità, una “proposta-provocazione” che in Italia può sembrare una boutade. Di sostanze tossiche ne assumiamo migliaia, ma la questione è in quale dose. Determinate sostanze o condizioni, poi, non sono cancerogene perché fanno venire il cancro, ma perché aumentano le probabilità di contrarlo. (**)
E allora l’alcol, e dunque il vino, può essere la causa di tutto? (***) O piuttosto l’onda di una moda, che vede nell’alcol il nemico pubblico numero 1? (****) Una “class action” sul vino perché è un prodotto che fa male è una semplice boutade, perché il bere moderato ci dimostra da oltre 2000 anni che non è così, come, peraltro, ci dimostra che consumato in dosi eccessive crea come minimo degli scompensi (*****). L’alcol non è un prodotto terapeutico, ma mettere nelle etichette del vino un “warning” non informa il consumatore, lo confonde. Lo fa piuttosto l’educazione, sinonimo di prevenzione. (******)

Focus - L’Istituto Superiore della Sanità dixit …
“… Alcol e cancro, binomio sottovalutato che sta assumendo proporzioni allarmanti. Perchè non fare come per le sigarette e scrivere in bottiglia che quello che si sta bevendo può causare il cancro? Proposta-provocazione che in Italia può sembrare una boutade ma in altri Paesi è già legge: l’Australia ha approvato l’obbligo di “warning” su bottiglie; in Gran Bretagna, è prevista la possibilità di farlo. Da noi? Il Parlamento Ue ha approvato la legge sull’etichettatura degli alimenti, che comprende tutto tranne … le bevande alcoliche. Questo la dice lunga. Parliamo di un giro d’affari di 12 miliardi. Se ci sarà una “class action” in Italia, dovrebbe essere proprio sull’alcol. Solo così forse cambierà qualcosa” (Emanuele Scafato, direttore Osservatorio Alcol Istituto Superiore Sanità)”.

(*) Nota: analizzerò in dettaglio con queste note le risposte di Winenews al comunicato dell’Istituto Superiore di Sanità.
(**) Nota: non c’è niente che “fa venire il cancro”, ci sono fattori più o meno importanti di rischio.
(***) Nota: l’alcol contenuto nel vino, nella birra e nelle altre bevande alcoliche, non è “la causa di tutto” (nulla lo è), ma è fattore di rischio estremamente significativo in moltissimi tipi di sofferenza umana: è la droga che comporta più danni alla società, è la seconda causa evitabile di cancro, è la prima causa di mortalità giovanile.
(****) Nota: “il vino gode di una protezione mediatica che non è paragonabile a nessun altro prodotto” (Milena Gabanelli - http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-a399d52c-90e6-4946-bf45-558a9870dbf6.html - guardatela questa trasmissione, in particolare gli ultimi sette minuti).
I produttori di vino non hanno proprio di che lamentarsi.
(*****) Nota: peccato che chi sostiene questa teoria (milioni di persone solo in Italia) generalmente definisce come “bere moderato” il proprio bere, e come “dosi eccessive” sempre quelle assunte da qualcun altro.
Anche per questo da oltre 2000 il bere produce sofferenza in così tante famiglie.
(******) Nota: fare informazione significa dire le cose come stanno alle persone, quindi anche scrivere sulle bottiglie delle bevande alcoliche che quel prodotto aumenta il rischio di contrarre il cancro.
Non si vede perché una tale pratica dovrebbe confondere il consumatore... o forse sì: la confusione nella testa del consumatore potrebbe nascere come conseguenza di tutte le bufale che la casta del vino da’ da bere da decenni ai cittadini su millantati effetti salutari del bere, oscurando l’informazione sui rischi.
Andate a vedere l’allora sottosegretario alle politiche agricole, con delega al vino, Teresio Delfino, nella trasmissione che vi ho segnalato nella quarta nota (la trovate posizionandovi su 1 ora 30 minuti e 30 secondi). E’ l’emblema delle politiche su vino e salute nel nostro paese.


ALTO ADIGE

Al pub alcol e premi a chi si ubriaca di più
L’evento promosso su facebook da un locale di piazza Erbe. Spagnolli manda i vigili
BOLZANO. Un invito esplicito ad ubriacarsi, con tanto di premio a chi risulterà col tasso alcolico più elevato nel sangue al termine della serata. Cocktail e birra a "prezzi speciali": da 2,50 e 5 euro. L’invito su internet arriva direttamente dai gestori del locale Downtown di piazza delle Erbe, uno dei pub più frequentati del Centro.
Durissimo il sindaco: «Stasera gli mando i vigili». Visto che la legge vieta esplicitamente la pubblicizzazione di eventi di questo tipo, la chiamata "al boccale" è arrivata tramite Facebook. Il social network, infatti, sfugge alle norme che proibiscono l’istigazione allo sballo. L’evento, previsto a partire dalle 21.30 e denominato sarcasticamente "Alcolizzati non anonimi night" (corretto nella tarda serata di ieri in "Salutisti non anonimi night", nel tentativo di metterci una pezza all’ultimo momento...), ha raggiunto in un lampo gli oltre duemila contatti del pub Downtown, e dopo pochi minuti già in molti avevano cliccato sul "parteciperò".
Come detto: prezzi speciali e grande premio finale per chi risulterà al test dell’etilometro con il più alto tasso di alcool nel sangue all’ora di chiusura. Nei primi post di commenti già si nota la presa che fanno questo genere di serate sulla gioventù bolzanina: si va da un timido «non potrei mai mancare», all’agguerrito «prima o poi mi dovrete pagare il trapianto».
Sottinteso di... fegato. A Bolzano esiste però un’ordinanza comunale che proibisce qualsiasi tipo di evento che incentivi il consumo di alcolici, frutto di anni di lotta all’alcolismo del Forum Prevenzione e di altre associazioni contrarie alla cultura del fare festa autodistruggendosi. «Non solo - aggiunge Peter Koler del Forum -: l’ordinanza si aggiunge ad una legge nazionale che proibisce ai gestori di versare da bere a chi è già visibilmente alterato». Il sindaco Spagnolli promette linea dura: «Stasera mando i vigili, se sgarrano fioccheranno le sanzioni».
I locali che organizzano questo genere di serate rischiano la chiusura per settimane - spiega Koler - «basta che trovino anche solo un ragazzo con tasso al 3,5%, cioè altissimo». Ma la questione va oltre l’aspetto puramente legale. «I gestori dovrebbero avere anche un codice etico, dovrebbero imporsi dei limiti anche andando contro i loro stessi interessi, invece prendono questo tema in barzelletta».
Paolo De Lutti, coordinatore delle attività riabilitative dell’associazione Hands, parla di rischio contagio sociale: «E’ la modalità di proposta commerciale basata sull’adescamento che comporta i pericoli maggiori, i ricercatori di mercato ottengono molti più risultati degli educatori, giocano con i termini, esibiscono la bravata come un vanto, e se ti distruggi ti danno anche la medaglia al valore, lo trovo aberrante e volgare». Il medico specialista lo identifica come un fatto culturale.
«I ragazzi vivono nell’assenza di un potere morale con cui confrontarsi, e che sappia trasmettere loro messaggi che non cadano nel vuoto, così sono più facilmente adescati dalla pubblicità». Si chiama Pinge Drinking, il neologismo made in Usa che descrive questo modo di bere. «Lo vendono come "figo" e moderno - prosegue De Lutti - e consiste nel mandare giù almeno sei drink in una serata». E in questo l’Alto Adige vana alcuni record. «Si iniziano a vedere patologie gravi legate all’alcolismo già a 25 anni: questo significa che si fa uso eccessivo e frequente da almeno dieci anni».

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La sicurezza stradale a Cominciamo Bene su Rai 3
Pubblichiamo il filmato della trasmissione, dove si è parlato di spot per la sicurezza, di alcol, di giovani e anziani alla guida della proposta di Omicidio stradale
(ASAPS), 21 luglio 2011 – Per chi non fosse riuscito a vederla, o chi volesse semplicemente riguardarla, pubblichiamo la puntata dedicata alla Sicurezza Stradale della trasmissione Cominciamo Bene del 20 luglio. Tra gli ospiti intervenuti anche il presidente dell’Asaps Giordano Biserni. Con lui il giornalista Vincenzo Borgomeo, responsabile della pagina motori di Repubblica, l’avvocato Nino Marazzita, Vittorio Verdone di Ania, Elisabetta Mancini del Servizio Polizia Stradale, Fabrizio Premuti di Adiconsum ed altri ospiti.
La trasmissione condotta da Arianna Ciampoli e Giovanni Anversa si è occupata di vari aspetti fra i quali: gli spot per la sicurezza, di alcol, di giovani e anziani alla guida della proposta di Omicidio stradale (ASAPS)

Per vedere la puntata clicca qui
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c0e30180-3765-4173-b73f-ced889366e99.html

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Castelnovo ne’ Monti (RE)
Fermano il conducente di un autoarticolato: ebbro all’inverosimile
Interviene in soccorso il titolare dell’azienda: ubriaco anche lui ..!
Il fatto ha davvero del tragicomico, se non fosse che fortunatamente l’intervento e la rete dei controlli messi in atto dalla Polizia Stradale di Castelnovo ne’ Monti (Reggio Emilia) ha forse scongiurato conseguenze ben più gravi. Durante i normali controlli che gli uomini della Polstrada svolgono a carico dei conducenti di mezzi pesanti, unitamente al personale della motorizzazione civile, è stato fermato a Castellarano il conducente di un autoarticolato che pareva viaggiasse in maniera un poco strana.
Il mezzo, risultante intestato a un’azienda modenese, era diretto verso Sassuolo e si trovava lungo la strada che collega la località Cerredolo con Castellarano. Al momento del controllo gli agenti hanno subito intuito che qualcosa non andava ed hanno sottoposto l’autista alla prova dell’etilometro che ha mostrato un risultato sbalorditivo: oltre 2 grammi a litro, vale a dire un tasso alcolemico superiore di 4 volte il consentito…!
Al conducente è stato così impedito di ripartire ed è stata avvisata l’azienda in cui lavora lo stesso di quanto accaduto. A rassicurare gli agenti è stato il titolare in persona della ditta di trasporti, che ha promesso di portarsi immediatamente sul posto per ritirare il mezzo ed accompagnare il dipendente a casa.
Così gli agenti hanno pazientemente aspettato, ma non hanno creduto ai loro occhi quando hanno visto scendere dall’auto anche il titolare dell’azienda, visibilmente ebbro e con gli occhi lucidi, che ha tranquillamente chiesto cosa fosse successo. Sottoposto anch’egli all’alcoltest, ha raggiunto un tasso alcolemico superiore a 3 volte il consentito e così è scattato il secondo ritiro della patente di guida.
A questo punto, agli angustiati agenti del distaccamento reggiano non è rimasto altro che avvisare nuovamente l’azienda, incrociare le dita e sperare che questa volta giungesse una persona sobria. Sul posto è giunta la moglie del titolare, visibilmente arrabbiata per l’accaduto, che ha recuperato il marito e l’autista e li ha riaccompagnati a casa.
Ora entrambi i conducenti dovranno rispondere del reato di guida in stato di ebbrezza, mentre la patente verrà loro sospesa dalla prefettura reggiana e decurtata di 10 punti. Una lezione che speriamo possano ricordare per un bel pezzo!

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Udine
A zig zag sulla A23, la Polizia Stradale ferma camionista ubriaco
L’uomo aveva un (incredibile) tasso alcolemico di 4,27 milligrammi per litro
(ASAPS), 21 luglio 2011 – Dopo un inseguimento la Polizia Stradale blocca un camionista che viaggiava a zig zag lungo la A23. Una volta fermato l’autotrasportatore, gli agenti hanno capito immediatamente la causa all’origine di quella andatura: l’uomo era ubriaco. Il camionista, un cittadino lituano alla guida di un tir, dopo essere stato sottoposto al controllo alcolemico è risultato con un tasso di 4,27 milligrammi per litro. Un valore esorbitante e viene da chiedersi come riuscisse a guidare visto che il valore riscontrato potrebbe essere da coma etilico.
Sicuramente in questo caso gli artificieri della Polizia Stradale sono riusciti a bonificare il tratto autostradale della A23 da una mina viaggiante, ma la notizia avrebbe bucato solo se quel conducente lituano avesse fatto un salto di corsia!! (ASAPS)

DOMANI.ARCOIRIS.TV

Ogni ragazzo ne beve un litro e due decilitri al mese. Falsari la offrono alla luce del sole a pochi centesimi di euro. I villaggi attorno alla capitale la fabbricano con timbri, bolli ed etichette di fantasia, ma la polizia non se ne accorge
Mosca, l’estate immersa nella vodka: vera, falsa o con metanolo purché sia tanta.
Hanno cominciato a odiare Gorbacev che non voleva la Russia ubriaca
Di Daniela Miotto
“Vodka lemon”: 4/10 di vodka, 6/10 di Schweppes Lemon o Lemon Soda, mezza fetta di limone, agitare e servire ghiacciato. Questa è la ricetta perfetta per un cocktail di mezza estate! In effetti la vodka è la cosa più democratica della moderna Russia: bevono tutti dall’operaio più modesto al poliziotto più corrotto fino all’oligarca più trendy. C’è sempre un motivo per un goccetto. Qui si beve vodka quando si è tristi, quando si è felici, per un compleanno, per accompagnare il pranzo di mezzogiorno e la cena della sera. I russi dicono che la vodka può essere buona o cattiva, può raschiare o essere liscia, può essere originale o “poddelka” (“tarocca”)… ma la vodka non è fatta per essere degustata! La vodka si ingerisce in un sol fiato solo per sentire la botta in testa.
È la bevanda nazionale.
D’altronde l’Italia è identificata con “pizza e mandolino” mentre la Russia ha il marchio “caviale e vodka”. Però attenzione l’Organizzazione Mondiale della Sanità dice che l’alcol è la causa di quasi il 4% di tutti i decessi nel mondo. L’abuso di alcol uccide più persone di AIDS, di tubercolosi e guerre. Un russo beve 1 litro e mezzo di alcol puro al mese. Il rapporto dice che bere porta a 60 diversi tipi di malattie e lesioni. Tra i più comuni – cirrosi del fegato, l’avvelenamento, l’epilessia, cancro, e poi incidenti stradali causati da conducenti ubriachi. Per sensibilizzare il popolo russo sono state create degli strani dissuasori : delle enormi gabbie a forma di bottiglia di Vodka, alte 12 metri e del peso complessivo di oltre 8 tonnellate, dove all’interno si possono vedere carcasse di automobili distrutte dopo incidenti provocati dall’alcol. Oggi la legge è severissima in merito alle percentuali presenti nel sangue degli automobilisti: il limite è ZERO. La sensazione però è che la misura non farà che moltiplicare e ingrossare le mazzette ai poliziotti della stradale.
Irina Denisova, studiosa presso la Nuova Scuola Economica di Mosca, sostiene che uno dei motivi dell’abuso alcolico sono i prezzi troppo bassi e le tasse troppo compiacenti che colpiscono il settore. I Paesi del Nord confinanti con la Russia con forte tradizione di superalcolici – Svezia, Finlandia, Norvegia – sono riusciti a ridurre notevolmente il consumo di alcol negli ultimi di anni, proprio aumentando i dazi e di conseguenza i prezzi al consumo.
Il vero punto debole dei tentativi di contrastare il grande vizio nazionale russo, è l’irrisorio prezzo minimo imposto per legge alla bottiglia di vodka: 89 rubli per mezzo litro, poco più di due euro. Aumentare il prezzo però non servirebbe molto perché la produzione di bevande alcoliche artigianali illegali potrebbe aumentare, già oggi circa il 51 per cento della produzione arriva dal mercato nero, fabbriche illegali che durante la notte producono enormi quantità di un liquore illegale chiamato samogon (che in russo significa chiaro di luna) e distillato nei villaggi, dove viene usato anche come seconda valuta. Nell’epoca sovietica si poteva sempre comprare una bottiglia di vodka nascosta sotto il cappotto di un tassista, ricordano i vecchi moscoviti. Per questa vodka a basso costo ( 30-35 rubli) si usa metanolo più economico ma micidiale. Proprio ieri leggevo un blog di una ragazza disperata che piangeva la propria coinquilina di 26 anni morta per una vodka avvelenata.
Questa vodka illegale è “spacciata” tramite un giro di contatti criminali che riesce a piazzarla tramite una rete legale di negozi a prezzi leggermente più bassi di quelli “standard”. I consumatori finali non sanno neanche che stanno acquistando e consumando superalcolici non registrati, con bolli falsificati, e quindi sono inconsapevoli di rifornire così di denaro l’economia sommersa e la criminalità organizzata. 40.000 persone all’anno muoiono inconsapevoli di ciò che hanno bevuto.
Nella città di Novomoskovsk (200 chilometri a sud di Mosca) «a 100 metri dai cancelli di una grande fabbrica, le donne vendono bicchieri di alcol industriale diluito che portano in taniche da 20 litri: 8 rubli (20 centesimi di euro) il bicchiere» ha raccontato alla radio Echo di Mosca. Nel passato perfino in ospedale come disinfettante non veniva più utilizzato l’alcol (che veniva regolarmente bevuto!) ma un liquido verdognolo chiamato zeljonka.
Il “potere” ha più volte lanciato campagne contro l’alcol facile: la prima dal compagno Andropov, proseguita dal traditore Gorbaciov ( è storicamente riconosciuto che la sua campagna proibizionista fu uno dei fattori che condusse alla sua rovina politica, almeno nel gradimento della popolazione) e oggi continua con il presidente Medvedev . Quest’ultimo, postosi il problema, propone di limitare il numero delle bottiglie vendibili a una sola persona sperando che il provvedimento dia qualche frutto. L’unica imposizione che finora si è sperimentata è il divieto di vendita a Mosca di alcolici dopo le 22. Ma è sufficiente che il negozio abbia il permesso di vendita 24 ore su 24 per aggirare la norma. A dire il vero la volontà non è proprio “ferrea” visto che nessuno dei 36 progetti depositati tempo fa sulla lotta all’alcolismo è stato approvato in seconda lettura dalla Duma, controllata dal partito di governo Russia Unita.
Alla sera lungo i boulevard centinaia di ragazzi sono seduti sull’erba a chiacchierare, musicisti di strada suonano nuove e vecchie canzoni e l’aria è spensierata e vacanziera ma la quantità di bottiglie e di lattine sulle panchine e tra l’erba è impressionante, tutti bevono birra – fa molto occidentale – o vodka, tutte le splendide ragazze che passeggiano in succinti vestitini e tacchi vertiginosi tengono in mano una lattina o una bottiglia! È uno spettacolo che ancora mi sorprende, bere per strada, bere seduti sulle panchine, bere in metropolitana… è veramente eccessivo e a volte fuoriluogo. Non voglio fare la bacchettona ma è una bevuta senza allegria, senza voler far festa, solo puro stordimento.
Quando la notte finisce le stradine dei parchi sono disseminati da migliaia di lattine accartocciate e da vetri sparsi ovunque a dimostrazione del fiume di alcol ingerito per “socializzare” per sentirsi alla moda per essere fighi. Mosca si addormenta cosi e si sveglia pronta per ripartire sicura del fatto che come dice un vecchio proverbio: “Non esiste vodka buona o cattiva, può essere solo poca o molta”.

ASAPS.IT

Cina
Pene più severe contro l’alcol alla guida, il governo cinese raccoglie i primi importanti risultati
Dopo l’entrata in vigore delle norme contro la guida in stato d’ebbrezza le forze di polizia di Pechino e Shangai hanno registrato l’81% di casi in meno rispetto al mese precedente
(ASAPS), 21 luglio 2011- La stretta promossa dal governo cinese per far fronte al crescente numero di incidenti mortali causati dall’alcol, starebbe dando i primi frutti.
L’esecutivo del paese della Grande Muraglia ha infatti approvato un pacchetto di leggi contro la guida in stato d’ebbrezza che prevede fino a 6 mesi di carcere e 5 anni di sospensione della patente, per gli automobilisti che vengono sorpresi al volante con un limite superiore agli 80 grammi per litro. In precedenza, per lo stesso reato erano previsti un massimo 15 giorni di carcere e 6 mesi di sospensione della licenza di guida.
Solo nel 2010 sono stati circa 526mila gli automobilisti sorpresi a viaggiare alticci, il 68% in più rispetto all’anno precedente e le statistiche confermano che l’alcol è responsabile del 50% dei sinistri mortali che si verificano in Cina.
Ad indurre l’esecutivo a questa decisione c’è anche l’aumento delle vendita di auto nel Paese che sono triplicate negli ultimi 5 anni (le previsioni parlano di 150 milioni di mezzi sulle strade cinesi entro il 2015).
Stando ai dati diffusi dal governo, l’adozione delle norme contro la guida in stato d’ebbrezza sta già dando importanti risultati. Nel mese di maggio, i posti di blocco della Polizia di Pechino e Shangai hanno registrato l’81% di casi in meno rispetto al mese precedente. mentre le società di noleggio prevedono che, per effetto della normativa, le richieste per il l’affitto di auto con conducente aumenteranno del 60%. (ASAPS)

IL GAZZETTINO (Padova)

Al volante ubriaco 7 volte più del consentito
(C. Arc.) Ubriaco e drogato finisce nel fossato con la sua auto. Denunciato dai carabinieri della Compagnia di Cittadella, N.B., 38 anni, residente a Loreggia. I fatti risalgono a domenica scorsa quando l’uomo, mentre percorreva alla guida di una Fiat Punto via Barison, a Tombolo, in direzione Onara - Abbazia Pisani si scontrava contromano con una Opel Corsa, finendo successivamente in un fossato. Immediato l’intervento dei mezzi del Suem e dei carabinieri. L’uomo fu portato in ospedale a Cittadella. Qualche escoriazione, non è mai stato in pericolo di vita. Ma ai carabinieri e al personale medico non sono passati inosservati gli evidenti sintomi da assunzione di alcol e droga. L’uomo non riusciva a parlare nè a stare in piedi. L’esame dell’alcoltest ha fatto registrare una percentuale di alcol nel sangue pari a 3.90 g/lt. E non è tutto. Dall’esame delle urine è emerso che l’automobilista aveva da poco assunto droga. Vista la gravità della situazione - ricordiamo che il limite di alcol consentito dal codice della strada è 0.50 g/lt - N.B. è stato denunciato per guida in stato d’ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti. Gli è stata ritirata la patente di guida e posta sotto sequestro la Fiat Punto.

AREZZO NOTIZIE

Ubriaco alla guida del bus: autista condannato, multato e patente sospesa
Sei mesi di reclusione, 2mila euro di ammenda e stop sulla patente per 180 giorni. E’ questo il verdetto comminato dal giudice Monica Nicito nei confronti dell’autista di autobus trovato positivo all’alcol test che nel 2008 causò un tamponamento a catena a Ruscello. L’uomo che era riuscito a scampare la condanna davanti al giudice di pace, in sede penale è stato ammonito. A scagionarlo, inizialmente, la testimonianza di una donna che ammise di avergli offerto “un goccetto” per calmarsi dopo lo choc dell’incidente. Ma adesso il giudice non ha creduto alle parole della testimone e l’ha condannato. Il suo livello alcolemico non era elevatissimo, ma era comunque superiore alla soglia consentita quel tanto che basta per sporcargli la fedina, alleggerirgli il portafogli e fargli dire addio per sei mesi alla patente.

LA SICILIA

Nicosia
È l’effetto della recente ordinanza del sindaco
Pedoni ubriachi sono stati multati
Nicosia. Multati perché palesemente ubriachi per le strade cittadine. E’ accaduto a tre giovani di paesi vicini a Nicosia e ad un cittadino romeno, che fermati mentre passeggiavano per strada a tarda sera, in evidente stato di ebbrezza sono stati contravvenzionati con un verbale da 103 euro, che in caso di mancato pagamento nei termini previsti dalla legge, diventano circa 250.
"Si tratta di una multa che viene comminata a quanti sono in condizioni di ubriachezza che devono rispondere a determinati parametri - spiega il dirigente del commissariato di Nicosia Daniele Manganaro - e che potremmo far rientrare in quella che viene definita ubriachezza molesta. Si tratta di un deterrente verso chi dopo avere abusato di alcol schiamazza, disturba o si rende protagonista di episodi disdicevoli al decoro". Quello appena concluso è stato un fine settimana che ha visto fittissimi controlli sulle strade e per le vie della città, con una patente ritirata per guida in stato di ebbrezza ed una ritirata per mancato uso del casco. "Ho voluto partecipare all’incontro previsto per venerdì pomeriggio tra il sindaco e gli esercenti - aggiunge Manganaro - perché come forza di polizia siamo chiamati a far osservare l’ordinanza sulla somministrazione di alcolici, sugli orari di chiusura dei locali e sulla diffusine musicale. Quindi voglio chiarire agli operatori che da parte degli agenti e di questo Commissariato si tratta di far rispettare una serie di norme, e voglio anche che siano ben chiare le sanzioni, spesso molto pesanti, previste dalla legge per chi contravviene".

Quindi tolleranza zero?
"Non è esatto parlare di tolleranza zero, ma di impegno a far rispettare le norme. Alcuni esercenti, ad esempio, mi hanno sottoposto l’esigenza di organizzare serate musicali che, per ovvi motivi, non possono concludersi a mezzanotte. Si tratta di casi che verranno valutati ed autorizzati nei limiti delle ragionevoli esigenze degli esercenti che svolgono questo lavoro, di quanti hanno giusto diritto a trascorrere una serata di svago e di quanti hanno altrettanto diritto al riposo notturno. Proprio a proposito dei comitati di cittadini che chiedono il rispetto della quiete, voglio ribadire che non sono ammissibili azioni personali. Invito i cittadini che ritengono ci sia una violazione degli orari previsti a telefonare in commissariato abbiamo una volante sempre disponibile che interverrà per accertare l’eventuale violazione".

Quindi ci saranno controlli costanti?
"Certamente e questi saranno intensificati nei festivi e prefestivi. Questo fine settimana abbiano avuto per 5 posti di controllo. Le nostre volanti hanno inoltre l’etilometro a bordo, quindi la valutazione del tasso alcolico di chi è alla guida avviene sul posto. Inoltre è stato avviato un monitoraggio costante delle persone in circolazione sia a Nicosia che nei Comuni di troina, Gagliano, Cerami, Sperlinga, dove non faremo mancare la presenza dei poliziotti. In questo modo si attenzionano immediatamente eventuali malviventi o malintenzionati in trasferta".

Quindi presenza della polizia come prevenzione e deterrente?
"Certo, ma ho anche intenzione di sottoporre all’amministrazione comunale, un piano che prevede l’ausilio di strumenti informatici per potenziare i controlli".

Giulia Martorana

LA SICILIA

L’estate si conferma stagione per eccellenza della birra
L’estate si conferma stagione per eccellenza della birra. Come prova anche una recente indagine Demoskopea, la birra con il 22% di preferenze, ancora prima del gelato (12%), dell’acqua (11%) e dei "soft drinks" (10%), e’ al primo posto tra le cose che non possono mancare nel frigorifero degli Italiani durante l’estate. Secondo quanto stimato da AssoBirra, Associazione degli industriali della birra e del malto, nei 120 giorni della stagione calda (da metà maggio a metà settembre) consumeremo 8 milioni di ettolitri di birra, quasi il 50% della produzione nazionale.
Ogni italiano, riferisce ancora AssoBirra, durante l’estate consumerà 13,5 litri di birra, ovvero una bottiglia da 0,33 l. ogni 3 giorni o, per chi preferisce la "spina", due "medie" a settimana. In armonia, quindi, con i limiti indicati dagli esperti e dal buon senso. (*) Ma quanto influisce il caldo sui consumi della birra? Secondo Piero Perron, presidente di AssoBirra, il caldo afoso e l’alto tasso di umidità degli ultimi giorni non favoriscono il consumo della bevanda al luppolo : "contrariamente a quello che si potrebbe immaginare, un’estate caldissima e afosa, segnata da picchi di temperature superiori ai 35 gradi, non è l’ideale per i consumi di birra. Se il caldo e l’umidità’ si fanno eccessivi, infatti, la bevanda regina diventa l’acqua minerale".
Molto meglio il caldo secco, allora, che induce ad un consumo maggiore. (**) «Con temperature comprese tra i 22 e i 30 gradi e in una situazione di costante tempo bello e fresco, i consumi di birra sono favoriti». A queste condizioni gli italiani preferirebbero ad altre bevande alcoliche «il gusto amaricato del luppolo e le bollicine delle birra che contribuiscono al senso di appagamento della sete e danno una sensazione di freschezza».
Attenzione però a consumarla in maniera corretta. Gli esperti ricordano che la birra è una bevanda a basso tenore alcolico, che deve essere consumata preferibilmente durante o dopo i pasti e in quantità moderata e mai gelata. Per consumarla durante il pranzo, è meglio sceglierne una leggera e di media alcolicità, riservando invece alla cena birre più strutturate e di corpo. «Una birra chiara piccola, ovvero da 250 ml, consumata ai pasti e’ un complemento alimentare - spiega ancora Perron - contiene meno di 85 calorie, meno calorie quindi rispetto alle bevande gassate ed ai nettari di frutta, e, oltre a fornire un contributo energetico, la stessa quantità può aiutare a stimolare la digestione».

(*) Nota: spesso chi beve birra beve anche vino e/o altri alcolici, in questi casi per verificare la quantità complessiva di alcol assunto bisogna fare la somma…
(**) Nota: un maggiore consumo di una bevanda alcolica comporta sempre un aumento di problemi e sofferenze alcolcorrelate in una comunità.

CORRIERE ADRIATICO

“Messaggi sbagliati”
Fano a 5 stelle critica l’immagine degli amministratori a Studio Aperto
Fano
Non è piaciuta a Marta Ruggeri, del movimento Fano a 5 stelle, l’immagine della città veicolata dal servizio di Studio Aperto sulla Fano dei Cesari.
“Un telegiornale nazionale ha mandato un servizio sull’ennesima manifestazione estiva organizzata dalla mia città. Dovrei esserne felice ed orgogliosa, invece ne sono profondamente offesa e turbata”.
Sotto accusa i politici cittadini ripresi nel servizio “tra toghe, pepli e vodka estiva” a cui Marta Ruggeri chiede il buon esempio, soprattutto alla luce di quanto successo alla Notte Bianca, caratterizzata da eccessi alcolici oltre che dal terribile episodio di violenza sessuale ai danni di una 15enne: “Il vostro ruolo politico è anche quello di educatori e formatori. In questo momento, però, state veicolando solo messaggi fuorvianti e la vostra responsabilità nei confronti delle nuove generazioni è molto incisiva”.
Il servizio, come racconta ironicamente l’esponente della lista civica, mostrava “il sindaco seduto in tribuna d’onore di fianco ad un’avvenente Messalina. Fino a qui nulla di male, a parte la scelta di una Messalina al posto, per esempio, di una Clelia (coraggiosa figura mitologica romana ndr). Un assessore che si gongola per il prestigio dell’evento. Anche qui niente di strano. Poi un consigliere comunale, palestrato e mezzo nudo (il riferimento è a Marco Cicerchia capogruppo del Pdl che ieri non ha voluto rispondere a tali critiche ndr), che balla in piazza circondato da ragazzine adoranti. Già qui qualcosa da ridire, almeno sul buon gusto, ci sarebbe. Dulcis in fundo, un noto organizzatore di eventi svela il segreto del nuovo cocktail a base di vodka inventato per l’occasione. A questo punto il disgusto ha preso il sopravvento. Dopo che la nostra città è stata scenario di un fatto di cronaca agghiacciante, ora da fanese dovrei sentirmi riscattata da un servizio che la mostra festosa in nome dell’alcol e della licenziosità dove anche i rappresentanti politici si rendono complici di messaggi sbagliati?”.

CORRIERE ADRIATICO

Blog: “Mutande e seni scoperti”
Fano
Il servizio della Fano dei Cesari, andato in onda su Italia 1, ha destato reazioni anche sul blog di Femminismi. In particolare la lettrice Alessandra nel commentare un intervento di condanna sulla colpevolizzazione della vittima dello stupro della Notte Bianca rileva come “Fano, evidentemente, dimentica in fretta, e dopo tre settimane, ci ripropone questo”, riferendosi appunto allo spettacolo offerto dalla Fano dei Cesari, ripreso dalle telecamere di Studio Aperto. “Uomini e donne in mutande, seni scoperti, musica (?), ancora alcol. Dicevamo no alla cultura dello sballo, ma evidentemente sì a quella della calzamaglia, al balletto sbronzo, alla tettina di traverso, una cultura al Martini. “No lustrini, no party”, ironizza la lettrice che ne ha anche per il portavoce del vescovo: “questa volta, non ha nulla da obiettare sulla gonna del sindaco?”, riferendosi all’intervento, molto discusso, che puntava il dito, all’indomani della Notte Bianca, contro “una sempre più accentuata esibizione del proprio corpo”, poi rettificato a favore ferma tutela della vittima dello stupro.

CORRIERE ADRIATICO

Tutta Italia finisce nel bicchiere
In occasione dei 150 anni dell’Unità l’evento proporrà l’enologia del Paese
Pergola
Mancano pochi giorni all’inizio della quarantunesima edizione della Festa del vino di Pergola, un appuntamento ormai tradizionale, che si svolgerà dal 29 al 31 luglio. Ogni edizione porta con sé delle novità e dei cambiamenti e quest’anno non poteva mancare un riferimento all’Unità d’Italia.
“Abbiamo cercato, come sempre negli ultimi anni, di migliorare e aggiungere novità alla Festa del vino, che è un appuntamento ormai consolidato - afferma Nazzareno Dallago, presidente Pro loco di Pergola - ma che oggi si trova in un panorama di eventi e manifestazioni molto più ricco nei dintorni rispetto al passato. Ci sono moltissimi appuntamenti e soprattutto è forte l’esigenza di migliorare l’evento e portarlo ad una vera occasione di promozione del territorio. Tutto ciò è molto difficile in assenza di fondi pubblici a disposizione, lavorando con pochissime risorse e tra mille difficoltà organizzative. Ma ci siamo rimboccati le maniche e, in occasione dell’Unità d’Italia, abbiamo pensato di far “percorrere” la nazione in un viaggio attraverso i suoi vini. Il titolo dell’evento sarà proprio “L’Italia nel bicchiere” e oltre ai vini di varie regioni proposti in ogni stand, saranno due gli spazi principali, gestiti direttamente dalla Pro loco, con esperti sommelier a guidarci attraverso vini delle Marche e di altre regioni. Il taglio che si vuole dare è sempre più quello di una iniziativa enogastronomica di qualità, occasione di promozione per il territorio e di piacevole soggiorno per i turisti. Non mancheranno musica per i più giovani e di tutti i generi, allegria e divertimento, ma all’insegna del “bere bene” e non del “bere tanto”. Degustazioni con sommelier e prodotti tipici con la presenza dei produttori anche nel locale in corso Matteotti 18 dove nell’antica bellissima cantina sotterranea risalente al 1300, si svolgerà la presentazione e l’apertura ufficiale della manifestazione venerdì 29 alle 18,30 con la presentazione de “I gioielli della Pergola” , piccola mostra che gioca sul nome del paese indiscutibilmente legato ai pergolati d’uva”.
Un’edizione tutta nuova, quella che animerà Pergola nell’ultimo weekend di luglio, che si svolge con il patrocinio della Provincia di Pesaro Urbino e della Regione Marche. “Siamo molto contenti di questo - dice Nazzareno Dallago -, sostenitori da sempre della tesi che per migliorare ed elevare la qualità dell’evento, l’unica via sia la collaborazione stretta e fattiva tra associazioni, enti locali, produttori, strutture ricettive. Soprattutto in periodi di crisi economica come questo, sarebbe importante unire le forze e le risorse per amplificare i risultati ed evitare di disperdere energie”.

CORRIERE ADRIATICO

Bere bene piuttosto che bere molto
Pergola
Il motto degli organizzatori della Festa del vino è che si debba bere bene e non per bere molto. “Ci teniamo a sottolinearlo - afferma il presidente della Pro loco, Nazzareno Dallago - perché negli ultimi anni abbiamo cercato di elevare sempre la qualità, non cercando più massa ma proponendo ogni anno nuove iniziative, particolari (dal teatro alla pittura con il vino, alla poesia) e legate al vino, per far sì che sia una vetrina e un’occasione di promozione per Pergola e il territorio”. Nei prossimi giorni sarà pubblicato il programma dettagliato dell’evento.

RIVIERA24.IT

ACCUSATA DI TENTATO OMICIDIO
Accoltella il marito ubriaco che la picchia, ferite non sono gravi: badante 24enne ai domiciliari
Il gip Maria Grazia Leopardi, di Sanremo, ha concesso, oggi, gli arresti domiciliari alla badante peruviana di 24 anni, Leslie Ciavez Ciunga, arrestata, domenica scorsa, dai carabinieri di Ospedaletti con l’accusa di tentato omicidio, per aver sferrato più coltellate nei confronti del marito, anch’egli badante: Espinoza Coronado Jesus Eriberto, di 36 anni.
Il giudice, nel rimuovere la custodia in carcere, ha tenuto conto delle risultanze di una perizia medica, disposta dall’accusa ed effettuata dal medico legale Francesco Traditi, secondo la quale le ferite riportate dall’uomo non sono così gravi da far ritenere il soggetto pericoloso.
L’aggressione si e’ consumata in un’abitazione, situata al civico 156, di Corso Regina Margherita. Sono stati alcuni vicini a dare l’allarme al 112, quando hanno sentito del trambusto dentro la casa della coppia peruviana regolarmente residente in Italia.
Stando ad una prima ricostruzione, al culmine dell’ennesimo litigio, la donna avrebbe afferrato un coltello da cucina di 30 cm scagliandosi contro il marito al quale ha inferto una decina di coltellate, per parare le quali è rimasto ferito alla spalla destra e sinistra e al braccio destro. Portato in ospedale è stato medicato e giudicato guaribile in 15 giorni. Nel giustificarsi con i Carabinieri, la giovane – difesa dall’avvocato Marco Vota - ha affermato di averlo accoltellato perché stufa del marito ubriaco che la picchiava.

IL RESTO DEL CARLINO (Reggio Emilia)

Ubriaco litiga con la figlia e le pianta una forchetta nella mano
Reggio Emilia, 21 luglio 2011 - Ubriaco fradicio litiga furiosamente con la figlia. Una lite che sfocia quasi subito in violenza. Prima la picchia, poi le conficca una forchetta in una mano. Protagonista dell’evento un sudamericano, in regola coi documenti ma disoccupato che vive in città con la famiglia. La giovane è finita all’ospedale, mentre lui è stato arrestato dalla polizia.
E’ accaduto ieri sera verso le 23.30 in via Fontanelli. In manette è finito Roberto Isaac Matos Peguero, 47enne dominicano. L’uomo, alla vista degli agenti si è scagliato anche contro di loro, ma è stato subito bloccato.

IL RESTO DEL CARLINO (Imola)

Weekend a tutta birra per i bimbi in cura della onlus Cosmohelp

IL GIORNO – LA NAZIONE

DECESSI Quelli dovuti ai tumori attribuibili al consumo di alcol in un solo anno (il 2008...

IL GIORNALE DI VICENZA

Deluso e ubriaco distrugge l’auto dell’ex fidanzata

LA NUOVA VENEZIA

dava alcol alle tre bar paga 6.500 euro

LA NAZIONE (Prato)

SI METTE alla guida ubriaco alle otto di mattina e tampona 4 auto. Il tamponamen...

IL RESTO DEL CARLINO (Ascoli)

Vendita di alcolici ma solo a chi ha più di 16 anni Confcommercio ricorda l’obbligo di accertare l’età

L’UNIONE SARDA

Mosca LA CROCIATA DI MOSCA CONTRO LA BIRRA ...

LA GAZZETTA DI MANTOVA

ubriaco aggredisce i carabinieri: arrestato

© asaps.it
Venerdì, 22 Luglio 2011
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