Mercoledì 20 Ottobre 2021
area riservata
ASAPS.it su

Rassegna alcol e guida del 6 giugno 2011

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

COMUNICATO STAMPA – 6 giugno 2011

Gli autori de “La casta del vino” contro Umberto Veronesi: vino, birra e alcolici sono cancerogeni
Nel nostro nuovo libro-denuncia “La casta del vino” documentiamo come l’alcol etilico contenuto nelle bevande alcoliche sia un potente cancerogeno, da tempo riconosciuto come tale dalla comunità scientifica internazionale.
Il professor Umberto Veronesi, tra le altre sue cariche presidente onorario dell’Osservatorio permanente sui giovani e l’alcol, che ha tra i suoi soci Assobirra, la Confederazione Italiana della Vite e del Vino e l’Unione Italiana Vini, continua a sottostimare questo pericolo.
In altri paesi del mondo, nella giornata dedicata alla prevenzione dei tumori, viene affermato con convinzione di non fumare e di non bere alcolici per ridurre il rischio. In Italia si comunica di non fumare e di bere “moderatamente” - in tal senso si è più volte pubblicamente espresso Umberto Veronesi - , concetto del tutto fumoso e assolutamente non scientifico.
L’alcol ha un ruolo diretto e dimostrato in almeno una dozzina di tumori.
l’Istituto Nazionale sul Cancro francese denuncia come un solo bicchiere di vino al giorno aumenta il rischio di cancro della bocca e della gola del 168 %.
Il National Cancer Institute di Bethesda ha analizzato le abitudini alimentari di circa 200.000 donne per un periodo di otto anni, rilevando che anche consumare 1-2 bicchieri al giorno di una qualunque bevanda alcolica aumenta del 32% la probabilità di sviluppare un cancro al seno , percentuale che sale al 51% se i bicchieri sono più di tre. Il tipo di tumore indagato è il più diffuso fra i tumori al seno e colpisce soprattutto le donne in menopausa .
Ma già nelle ragazzine le bevande alcoliche espongono a una maggiore vulnerabilità riguardo alle lesioni benigne della ghiandola mammaria, le quali spesso hanno significato di lesione precancerosa. Questa la tesi di una ricerca della Washington University School of Medicine di St. Louis e della HarvardUniversity, diretta dal dottor Graham Colditz e pubblicata su“Pediatrics”.
D’altra parte   bere anche solo tre bicchieri di vino a settimana aumenta del 30 per cento il rischio di recidiva del cancro al seno, mentre le donne astemie hanno meno probabilità   di ricaduta. Questo è quanto emerso da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del Kaiser Permanent Division of Research di Oakland (in California) presentato negli Usa in occasione del Simposio Santo Antonio sul cancro al seno.
Il professor Umberto Veronesi nel suo forum “L’oggi e il domani della ricerca” sulle pagine di Corriere.it, in data 20 Maggio 2011, risponde a una donna operata di carcinoma duttale infiltrante, prossima a un trattamento radioterapico, che chiede il suo autorevole parere rispetto al suo stile di vita alimentare (che comprende “un bicchiere di vino buono a pasto e a cena”, cioè 14 bicchieri alla settimana) incoraggiandola a seguire le sue abitudini “che le permettono di proteggere la sua salute in generale” ( http://forum.corriere.it/loggi_e_il_domani_della_ricerca/20-05-2011/tumore-al-seno-1793195.html ).
Stiamo valutando insieme al nostro editore Marcello Baraghini di esporre questa grave questione di cattiva informazione davanti agli organi competenti.
Enrico Baraldi e Alessandro Sbarbada - autori de “ La casta del vino ” – Stampa Alternativa


BLOGOSFERE

Guida in stato di ebbrezza: le sanzioni potrebbero diventare ancora più severe
Francesco Turini
Lunedì 6 Giugno 2011 - Apparentemente sembra giusto inasprire le sanzioni per gli incidenti stradali causati da automobilisti ubriachi. Tutto è lecito, per cercare di diminuire le vittime sulle strade. Si è parlato di istituire il reato di "omicidio stradale". Va bene, un dubbio mi sorge solamente dal fatto che parte con la "benedizione" di Matteo Renzi sindaco di Firenze.
Si parte con una raccolta firme che trova la giusta visibilità su www.omicidiostradale.it, o www.occhioallastrada.it,  L’obiettivo è quello di rendere ancora più severe le pene per chi guida in stato di alterazione alcolica e uccide o ferisce gravemente qualcuno.
La legge attualmente prevede sanzioni da 3 a10 anni e con questa raccolta firme si vuole arrivare a pene da 8 a 18 anni. Niente più patteggiamenti e riti abbreviati per chi guida oltre i limiti dell’alcol test.
Se anche mai dovesse entrare in vigore l’omicidio volontario, non credo che eviterà l’utilizzo delle auto anche agli automobilisti che hanno bevuto. Poi tentar non nuoce, ma sembra più che altro l’ennesimo tentativo di ottenere visibilità. (*)

(*) Nota: nel discutere di problemi complessi come quelli alcol correlati è facile cadere nel “benaltrismo”; criticare cioè singole iniziative, ritenendo che la soluzione stia in altre proposte. La valenza preventiva di questa proposta può essere valutata anche per l’opportunità che offre di far discutere del problema. Ad esempio il sindaco di Firenze, primo firmatario della proposta di legge e promotore di WineTown Firenze 2010 - durante la quale l’intera città ha ospitato con gran sfarzo eventi di degustazione - avrà la possibilità, non solo di avere visibilità, ma anche di riflettere di problemi alcol correlati con persone competenti e non solo con dei produttori.  

ASAPS

Omicidio a mente armata (di alcol) e suicidio a mente fredda per amore
Si toglie la vita una mamma di Vicenza dopo la morte del figlio ucciso da un 22enne ubriaco La tragedia ci stimola nella nostra campagna per al raccolta delle firme a favore dell’ipotesi Omicidio stradale
A volte ci assale il dubbio che le sanzioni in vigore per chi ubriaco o drogato guida un veicolo e sia sorpreso dalla polizia, siano molto severe, con l’ipotesi che si può arrivare alla confisca della vettura per quei conducenti che superano il valore alcolemico di 1,5 o sono drogati.
A chi come noi ha contribuito fermamente per rendere più severe le sanzioni, a volte salgono alla mente molte domande. Poi quando apprendi che una povera mamma di 48 anni in Veneto si è tolta la vita dopo che un ubriaco 22enne (e forse drogato) aveva imboccato una strada contromano e aveva ucciso a mente armata (di alcol) suo figlio di  24 anni, colpevole solo di essersi trovato in quel punto in quel momento, tutti i dubbi evaporano e ci convinciamo ancora di più che si deve andare fino in fondo anche con la raccolta delle firme per la proposta dell’Omicidio Stradale (vedi www.omicidiostradale.it, ).
amore per il figlio, ci racconta e ci spiega come sa essere crudele la strada. Ne abbiamo a decine di episodi  negli archivi dell’Asaps di assoluta crudeltà consumati sull’asfalto. Questo ennesimo incidente con due morti, uno incolpevole per incidente causato da un ubriaco e uno incolpevole per Sì la strada sa essere veramente cattiva, ma sempre per la colpa e l’incoscienza di soggetti superficiali e viziati a cui degli altri non frega proprio niente.
Ben venga allora una legge che preveda una condanna da 8 a 18 anni per Omicidio stradale e l’ergastolo della patente. Chi guida ubriaco e ammazza in questo modo deve stare in galera per un giusto periodo e la patente non deve rivederla più!! 

ASAPS

Vicenza: morta suicida la mamma di Alex Di Stefano, ucciso da un coetaneo ubriaco e drogato che aveva imboccato contromano la tangenziale
Diamo tutti i numeri della nostra impotenza (i contromano e i suicidi)
di Lorenzo Borselli
FORLÌ, 6 giugno 2011 – Ci sono giorni in cui vorremmo non aver mai avuto ragione: ci riferiamo al contromano letale di Vicenza, in cui ha perso la vita Alex Di Stefano, 24 anni, e al suicidio della madre della vittima, Carla Tessari, di 48.
Entrambi morti per le conseguenze di una condotta criminale: chi ha imboccato contromano la tangenziale di Venezia, un giovane di 22 anni che si trovava in compagnia di una ragazza più o meno coetanea, aveva alcol e droga nel sangue.
Torniamo alla retorica, poi daremo i numeri.
Ci sono giorni in cui, proprio, non vorremmo dover aprire il giornale o aggiornare i report dei nostri osservatori, specialmente quando, come nel caso della tremenda sequenza di notizie giunte in redazione da Torri di Quartesolo (Vicenza), un solo evento ci costringe a riempire quasi tutte le caselle di rilevazione.
Ci sono giorni in cui vorremmo spaccare il computer e andarcene lontani dalle strade, dagli asfalti, dal rumore dei propulsori e da molti sgarrupati (tanto per usare un aggettivo in forma flessa di chiara derivazione napoletana) che sanno solo spingere su quei pedali per andare da un punto A ad un punto B.
Magari bevuti, drogati, stanchi o anche solo incazzati.
Proprio ora che la nostra incondizionata adesione alla proposta di legge popolare sull’introduzione di una quarta forma di omicidio, quello stradale, voluta dall’associazione Lorenzo Guarnieri di Firenze, sembra aver ottenuto un grande successo partecipativo.
Migliaia di adesioni in pochi giorni vorranno dire qualcosa no?
Ok.
È evidente che nonostante la crescente attenzione, sulle strade è consentita troppa libertà. Non di movimento o di circolazione; non dell’accezione del sostantivo che si oppone a schiavitù o prigionia. Intendiamoci bene: parliamo di “libertà” come affrancamento da ogni regola. Libertà di fare tutto ciò che è lesivo della vita altrui.
Bere fino a riempirsi il naso di vino, birra o superalcolici potrebbe anche essere un fatto personale. Così anche drogarsi che, più o meno (se si eccettua il fatto che la droga è illegale) è la stessa cosa.
Chi accetterebbe, dopo aver ottenuto il divieto di fumo nei locali pubblici, di sedere a tavola accanto a una persona che si accende sigaretta, sigaro o pipa?
Dunque: perché dobbiamo tollerare che sulla strada qualcuno “fumi” vino, birra, superalcolici, hascisc, acidi, cocaina, eroina e tutte le sostanze psicoattive note o non note, e che questo poi incroci la nostra rotta e ponga fine alla nostra vita?
Diamo i numeri, allora. Numeri veri, quelli degli osservatori Asaps.
Vogliamo parlare di contromano?
Mentre l’Europa trema per i cetrioli killer, in Italia, dal 1° gennaio al 5 giugno, si sono registrati 110 veicoli lanciati in direzione contraria, 64 dei quali (58,2%) in strade a doppia carreggiata. Si tratta di un fenomeno che quest’anno ha già fatto segnare tre vittime in più di tutto il 2010, a causa di alcuni eventi plurimortali: abbiamo infatti 23 persone uccise (18 gli eventi mortali, pari al 16,4%) e 92 ferite (in 31 incidenti con lesioni, il 28,2% del totale). Nel 2010 contammo 20 morti e 166 feriti.
Se si tiene conto che 51 veicoli contromano sui 110 rilevati (46,4%) sono stati bloccati dalle forze di polizia e che altri 8 sono veicoli che hanno percorso considerevoli tratti di strada riuscendo poi autonomamente ad uscire indenni da tali situazioni (7,3%), è evidente che quando gli eventi sono caratterizzati da collisione, dunque 51 (mentre 59 sono quelli risolti o con il fermo del veicolo o con il suo autonomo disimpegno) ci scappa sempre il morto o il ferito.
In 28 casi è stata accertata l’ebbrezza del conducente (25,4%), mentre in altri 5 (4,5%) Polizia Stradale e Carabinieri hanno verificato la presenza di droghe. Il 14,5% degli episodi, 16 in tutto, è stato invece innescato da conducenti anziani, over 70, mentre il 10,9% (12 eventi) ha visto protagonisti cittadini stranieri.
Ma certi numeri non sempre finiscono qui. (*)
La strada, quando uccide, non falcia solo le vite di chi la percorre. Arriva lontano, subdolamente. Strazia il cuore di chi resta, distrugge la vita dei superstiti, spesso segnati per sempre dalle ferite, rende insopportabile, perché inaccettabile, il modo in cui tutto avviene.
Nell’osservatorio che Asaps ha istituito per monitorare il fenomeno dei suicidi successivi ad eventi occorsi sulla strada, è finito anche il contromano letale di Vicenza. Dal 1997 ad oggi i casi italiani di suicidio o tentato suicidio di cui abbiamo trovato traccia sono 33, 23 dei quali sono purtroppo riusciti (21 dal 2009).
Una prima scomposizione ci ha permesso di accertare che 20 episodi (61%) sono riconducibili al ritiro della patente a seguito di un’infrazione legata all’uso di alcol e droga. Infatti in 17 casi la conseguenza è stata la guida in stato di ebbrezza da alcol, in 3 episodi la guida sotto l’effetto di stupefacenti. Solo in due casi era stata accertata un’infrazione ordinaria.
Sono 2 i casi conseguenti a bocciatura all’esame per la patente di guida. Mentre sono 9 gli episodi conseguenti ad incidenti stradali. 4 gli episodi indiretti, cioè del suicidio di un componente la famiglia e non del conducente, come nel caso di Carla Tessari.
In 4 casi è emerso un elemento di carattere psichiatrico e in 3 il rimorso, ma su questo ultimo elementi numerosi episodi saranno sfuggiti all’osservazione.
La maggior parte dei suicidi o dei tentativi ha visto come protagonisti ragazzi, in particolare sotto i 25 anni, con 12 casi (36,4%). Nella classe d’età da 25 a 40 anni 6 episodi (18,2%), fra i 40 a 50 anni 6  gesti estremi (18,2%), da 50 a 60 anni 2 casi (6,1%), e altri 4 sopra i 60 anni (12,1%). Di alcuni episodi non è stato possibile risalire all’età.
Una inchiesta completa del’Asaps sui suicidi è stata pubblicata sulla rivista il Centauro del giugno 2010 ed è riproposta sul portale dell’associazione www.asaps.it .

(*) Nota: quante saranno realmente le vittime dell’alcol? Questo suicidio non rientrerà sicuramente nelle statisticche delle morti alcol correlate, siamo però autorizzati a credere che un mondo senza alcolici abbia senso proprio per evitare anche tragedie come questa. Per “mondo senza alcolici” si intende un mondo senza alcolici. Non quello del buon bere, di un bicchiere per la donna e due per gli uomini, quello del buon senso che ci fa capire i limiti, quello del bere secondo le tradizioni ecc..  Non si può immaginare un mondo senza guerre considerando sacrosante le nostre guerre e intelligenti le nostre armi. Non si può immaginare un mondo senza alcolici e illudersi che il proprio bere non sia in relazione ai problemi alcol correlati.  

MARKETPRESS

IL BERE COMPULSIVO HA UN EFFETTO NEGATIVO SULLA MEMORIA
Bruxelles, 6 giugno 2011- Il consumo di alcol influisce sulla nostra capacità di apprendere informazioni verbali? Una nuova ricerca ha scoperto una connessione tra il bere compulsivo e la diminuzione della memoria dichiarativa verbale, una forma di memoria a lungo termine. Lo studio, presentato nella rivista Alcoholism: Clinical & Experimental Research, mostra come il nostro ippocampo è particolarmente sensibile alla neurotossicità dell’alcol durante il suo sviluppo. Gli esperti dicono che l’ippocampo è fondamentale per lo sviluppo dell’apprendimento e della memoria. Indagando sul bere compulsivo degli studenti universitari, ricercatori provenienti dalla Spagna e dagli Stati Uniti dicono che il bere compulsivo compromette la memoria dichiarativa verbale di una persona. "Nei paesi dell´Europa settentrionale vi è una forte tradizione di bere in modo sporadico e con lo scopo di ubriacarsi", dice il dottor María Parada della Universidade de Santiago de Compostela, in Spagna, l’autore principale dello studio. "Al contrario, i paesi sulla costa mediterranea, come la Spagna, sono tradizionalmente caratterizzati da un consumo più regolare di piccole dosi di alcol. Negli ultimi anni il modello del bere compulsivo è sempre più diffuso tra i giovani in tutta Europa, da qui il crescente interesse per questo problema." La dottoressa Marina Rodríguez Álvarez, anche lei dall´Universidade de Santiago de Compostela, mette in evidenza l’importanza di studiare gli effetti dell’alcol sul ippocampo; negli studi sugli animali, questa regione sembra essere sensibile agli effetti neurotossici dell’alcol. In ultima analisi, vi è una forte connessione tra questa struttura e la memoria e l’apprendimento. "In altre parole, il bere compulsivo potrebbe influenzare la memoria dei giovani adulti, influenzando la loro vita di tutti i giorni", dice la dott.ssa Álvarez. La dottoressa Parada continua dicendo: "Il nostro interesse a studiare gli effetti dei modelli del bere compulsivo sulla memoria dichiarativa deriva dal ruolo ben definito dell’ippocampo - una piccola struttura del cervello a forma di cavalluccio marino situata nelle regioni mediali degli emisferi cerebrali - in questa funzione cognitiva. Sia gli studi sugli animali e che alcuni studi di neuroimaging sull’uomo hanno dimostrato che l’ippocampo è particolarmente vulnerabile agli effetti dell’alcol, pertanto ci siamo chiesti se l’apprendimento e la memoria ippocampo-dipendente potrebbero essere compromessi dal bere pesante ed episodico." I ricercatori hanno valutato 122 studenti universitari in Spagna, di età compresa tra 18 e 20 anni, suddivisi in 2 gruppi: bevitori compulsivi e non bevitori compulsivi. "La nostra scoperta principale è stata una chiara associazione tra il bere compulsivo e una capacità inferiore di apprendere nuove informazioni verbali in studenti universitari sani, anche dopo aver controllato le altre possibili variabili, quali il livello intellettivo, una storia di disturbi neurologici o psicopatologici, l’uso di droghe o una storia familiare di alcolismo", ha detto Parada. "Attualmente stiamo conducendo uno studio longitudinale di questi giovani e stiamo raccogliendo informazioni sui loro risultati accademici, quindi speriamo di essere in grado di rispondere a questa domanda in maniera più esaustiva nel prossimo futuro." Conclude la dott.ssa Álvarez: "Questi risultati dovrebbero essere presi in considerazione da genitori, medici, amministratori di università e anche dai governi, perché è fondamentale affrontare tutto quello che circonda lo sviluppo del cervello nei nostri adolescenti e giovani adulti." Per maggiori informazioni, visitare: Universidade de Santiago de Compostela: http://www.Usc.es/,  Alcoholism: Clinical & Experimental Research: http://www.Wiley.com/bw/journal.asp?ref=0145-6008,

IL MATTINO

Ennesima tragedia sulle strade provocate dall’alcol
Pozzuoli, 06/06/2011 - Ennesima tragedia sulle strade provocate dall’alcol: questa volta a rimetterci la vita è un anziano di 79 che si trovava alla guida di un motocarro Piaggio. È stato travolto da un’auto guidata da un giovane che aveva bevuto troppo e che lo ha scaraventato contro il guardrail facendolo ribaltare più volte per centinaia di metri. È accaduto a Pozzuoli, ieri mattina. Al centralino dell’Arma arriva una chiamata di pronto intervento: i carabinieri del locale nucleo radiomobile intervengono sulla Statale 7 quater, all’altezza del chilometro 50+400 in direzione Napoli, dove si è verificato un sinistro stradale tra la Peugeot 207 guidata da un 29enne del luogo e un motocarro Piaggio condotto da Anastasio Marrone Anastasio, 79enne del luogo. Dai primi accertamenti eseguiti dai carabinieri il motocarro è stato violentemente tamponato dall’auto che lo seguiva, nella stessa corsia di marcia, spingendolo contro il guardrail per poi ribaltarsi più volte per circa duecento. Per l’anziano non c’è stato nulla da fare: è morto sul colpo per le gravi lesioni ricevute. Successivamente il 29enne, rimasto illeso, è stato sottoposto a esame alcolimetro, risultando con un tasso alcolico superiore a quello consentito dalla legge. Il giovane è stato denunciato in stato di libertà per guida in stato di ebbrezza e la patente ritirata. I veicoli sono stati sequestrati. La salma è stata trasportata nella camera mortuaria del II policlinico di Napoli in attesa dell’esame autoptico. L’incidente, ancora una volta, ripropone la sicurezza sulle strade. Sotto i riflettori, in particolare quei conducenti che guidano in stato di ebrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Nel caso dell’anziano 79enne travolto e ucciso a Pozzuoli si è trattato di un tamponamento avvenuto nella stessa corsia di marcia: un particolare che fa pensare agli inquirenti che stanno effettuando ancora i rilievi che oltre allo stato di ebrezza del giovane conducente della Peugeot anche alla possibilità che quest’ultimo viaggiasse a velocità molto sostenuta.

CORRIERE ADRIATICO

Controlli lungo la Statale, ritirate 12 patenti
Porto San Giorgio - Nella notte compresa tra sabato e domenica, in occasione del primo fine settimana del mese di giugno, tre pattuglie della polizia stradale di Fermo hanno effettuato il quinto servizio dell’anno contro gli incidenti del sabato sera. Servizio volto in particolare alla prevenzione e repressione della guida in stato di ebbrezza o sotto l’influsso della droga. Le pattuglie sono entrate in azione in particolare lungo la costa nel tratto compreso tra Porto Sant’Elpidio e Porto San Giorgio. Nel mirino anche la riviera che ricade sotto Fermo.
Una notte di traffico intenso anche per la Notte Blu organizzata a Porto Sant’Elpidio che ha richiamato sulla città della costa numerosi giovani provenienti dai paesi vicini. I veicoli controllati sono stati in tutto 91, e, complessivamente, tra conducenti e passeggeri, 104 le persone. Le sanzioni previste per la guida in stato di ebbrezza sono state 12, con il ritiro di altrettanti patenti di guida. In totale le sanzioni per il mancato rispetto del codice della strada sono state 18. I tassi vanno da 0,7 grammi di alcol per litro di sangue a 1,70, con tre persone di sesso femminile fra le 12 pizzicate al volante dopo aver alzato troppo il gomito. Sono stati effettuati due fermi amministrativi a veicoli, di cui uno a un automobilista straniero, e ritirato tre carte di circolazione. Quando i grammi di alcol per litro di sangue superano quota 0,5 viene ritirata la patente, ma quando il tasso è di tre volte superiore al massimo consentito scatta anche il sequestro della vettura, sempre che questa sia di proprietà dell’ubriaco al volante. Considerando la percentuale di positivi all’etilometro, rimarcano i vertici della polstrada, i controlli notturni verranno ancor di più intensificati, in particolar modo nel periodo estivo.

ROMAGNA OGGI

Ravenna, servizio etilometro "movimentato": ben quattro inseguimenti e tre denunce
RAVENNA 06 giugno 2011 - Notte tra sabato e domenica piuttosto movimentata per gli agenti della Polizia Municipale di Ravenna, impegnati in ben quattro inseguimenti. Una volta fermati, sono scattate nei confronti dei conducenti le sanzioni di legge. Due di loro, entrambi ravennati, rispettivamente di 39 e 34 anni, sono stati indagati a piede libero per guida in stato di ebbrezza con contestuale confisca, in un caso, dell’auto di proprietà. Incredibile il tasso alcolemico del primo.
Sottoposto al test dell’etilometro, è risultato positivo con un valore di oltre 6 volte il limite fissato dalla legge in 0,50 grammi per litro, mentre il secondo ha fatto registrare un valore "solo" 3 volte superiore. Per gli altri due "fuggiaschi", di 28 e 21 anni, sono scattate le relative sanzioni per guida con patente scaduta e inottemperanza all’invito di fermarsi. Quest’ultima violazione prevede una segnalazione al Prefetto, per i provvedimenti di competenza.
In totale, nel corso del servizio, effettuato lungo le vie Trieste e Canale Molinetto, sono state 32 le persone identificate. Spettatori d’eccezione, 8 studenti degli Istituti Superiori "Callegari" ed "Olivetti", nell’ambito del Progetto di educazione stradale, positivamente avviato dalla Polizia Municipale, alcuni anni fa, per sensibilizzare i giovani sugli effetti dell’alcol alla guida.
Già nella prima serata di venerdì, un 50enne, ravennate, era stato denunciato per guida in stato di ebbrezza, a seguito di controlli di polizia stradale effettuati nei pressi di via Lametta. All’esibizione dei documenti, infatti, gli agenti hanno notato, da parte dell’uomo, tipici sintomi dovuti all’assunzione di sostanze alcoliche (alito vinoso, occhi lucidi), per cui hanno deciso di sottoporlo alla prova etilometro. Risultato: il suo tasso alcolemico era quasi tre volte il consentito. Per il conducente quindi è scattato il ritiro della patente e le sanzioni di legge.

IL TIRRENO

Al volante in stato di ebbrezza, due patenti ritirate 
Con l’arrivo dell’estate si intensificano i controlli dei carabinieri: è stato un weekend di infrazioni 
MASSA. Visto che l’estate sta entrando nel vivo e il traffico di auto e persone si intensifica le forze dell’ordine hanno già intensificato i controlli: soprattutto quelli sulla sicurezza stradale. Pattuglie dei carabinieri venerdì notte erano in viale Roma e hanno fermato una ventina di automobili.
Al volante di due delle vetture che sono state fermate dalla pattuglia c’erano due uomini in evidente stato d’ebbrezza: soprattutto uno all’etilometro ha fatto registrare un tasso alcolico particolarmente alto, tre volte la soglia minima consentita. Entrambi gli uomini, un ventenne e un trentenne, sono stati denunciati per guida in stato di ebbrezza. E si sono visti ritirare la patente.
Ma come detto le vetture fermate sono state una ventina e i rilievi fatti dai militari sono stati diversi: dal mancato allacciamento delle cinture, alla manovra non consentita. Fermate anche un paio di auto intente in sorpassi azzardati. Per questi ultimi automobilisti è scattata la sanzione, a chi era senza cinture invece ci si è limitati a segnalare che dovevano essere allacciate.
I controlli sulla sicurezza dei carabinieri continueranno per tutta l’estate. Per ora soltanto nei fine settimana - da venerdì sera all’alba di domenica -, ad agosto invece i posti di blocco saranno effettuati quotidianamente.

RIVIERA24

Non lo fanno entrare al Kursaal, 35enne albanese ubriaco aggredisce carabiniere e finisce in manette
Bordighera - Giunta sul posto la pattuglia dei Carabinieri, l’albanese ha cominciato ad aggredire con calci e pugni un appuntato. Portato al Pronto Soccorso del "Saint Charles" di Bordighera, il carabiniere è stato medicato e giudicato guaribile nell’arco di 15 giorni
Un operaio albanese di 35 anni, Renato Mone, residente in provincia di Bergamo, è stato arrestato dai Carabinieri di Bordighera con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Nella notte tra sabato e domenica alla discoteca Kursaal ha aggredito un appuntato dei Carabinieri intervenuto per calmarlo dopo che con insistenza, malgrado fosse ubriaco, il 35enne cercava di entrare in discoteca. E’ stato il personale del locale da ballo, visto che la situazione stava degenerando, a chiamare il 112. Giunta sul posto la pattuglia dei Carabinieri, l’albanese ha cominciato ad aggredire con calci e pugni il militare. Portato al Pronto Soccorso del "Saint Charles" di Bordighera, è stato medicato e giudicato guaribile nell’arco di 15 giorni. Oggi a Ventimiglia l’albanese sarà processato per direttissima.
di Fabrizio Tenerelli e Mario Guglielmi

CORRIERE DELLA SERA (Ed. Roma)

Spaccio di droga, risse e alcol: decine di arresti durante la movida

 

 

 

 

Martedì, 07 Giugno 2011
stampa
Condividi


Area Riservata


Attenzione!
Stai per cancellarti dalla newsletter. Vuoi proseguire?

Iscriviti alla Newsletter
SOCIAL NETWORK