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Rassegna alcol e guida del 3 giugno 2011

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

LA CASTA DEL VINO
Vi ricordiamo che è stato appena pubblicato il nuovo libro di Alessandro Sbarbada ed Enrico Baraldi, dopo il successo del precedente "Vino e bufale".
Per istruzioni su come ordinare "La casta del vino", o per organizzare presentazioni sul vostro territorio, vi potete rivolgere direttamente agli autori ( enricobaraldi@virgilio.it, alessandro.sbarbada@fastwebnet.it,).



ASAPS
www.omicidiostradale.it: si parte!
Iniziata, dopo la conferenza stampa a Firenze, la raccolta di firme voluta dall’associazione Lorenzo Guarnirei Al progetto aderiscono Asaps, associazione Gabriele Borgogni, Università, forze di polizia e privati
FIRENZE - Firenze, Palazzo Vecchio, sala del Giglio, 1° giugno 2011: il sindaco Matteo Renzi spegne il brusio in sala e apre la conferenza stampa. Ad un anno esatto dall’omicidio di Lorenzo Guarnieri, ucciso da una persona che guidava sotto l’effetto di alcol e stupefacenti, la sua famiglia consegna al primo cittadino del capoluogo toscano il progetto D.A.V.I.D.: l’obiettivo è strappare alla morte 58 persone, nella sola Firenze, da qui ai prossimi dieci anni, e di risparmiare un migliaio di feriti, riducendo del 50% i decessi e le lesioni gravi causati da incidenti stradali. Non solo: tenendo fede alla parola data in occasione della nascita dell’associazione Lorenzo Guarnieri, Matteo Renzi ha lanciato la raccolta di firme per una legge popolare che preveda l’introduzione di una quarta forma di omicidio: l’omicidio stradale. Il sindaco gigliato sta lavorando, sul fronte politico, anche per trovare una corsia preferenziale bipartisan e favorire anche la strada della legge parlamentare. La definizione di “omicidio stradale” è stata coniata dall’Asaps, che ha aderito fin dal primo momento al progetto, al quale partecipano l’associazione Gabriele Borgogni, la Generazione Contatti, l’Università di Firenze, la multinazionale Eli Lilly, e poi Carabinieri, Polizia Stradale e Polizia Municipale: proprio ai Vigili Urbani di Firenze toccheranno i compiti di maggior peso in termini di controllo, prevenzione e repressione delle trasgressioni al volante. L’intero progetto è stato predisposto sotto l’attenta regia della McKinsey, una delle più importanti compagnie di consulenza al mondo. La legge che tutti noi vorremmo metterebbe chi guida in stato di alterazione e uccide o ferisce gravemente qualcuno innanzi a responsabilità più gravi: passare dagli attuali 3-10 anni (spesso meno di due con sconti e riduzioni) a 8-18, significherebbe infatti escludere questo reato dalla cerchia dei patteggiamenti e dei riti abbreviati. Ciò non significa solo inasprire, ma rendere più consapevoli le persone: dunque, prevenire. Tutti voi potete firmare: basta connettersi su www.omicidiostradale.it, o su www.occhioallastrada.it, leggere il testo della legge e sottoscrivere la proposta.


LA GAZZETTA DI PARMA
Reato di omicidio stradale, Fecci sostiene la raccolta firme
L’assessore alla Sicurezza Fabio Fecci interviene sulla raccolta firme per inserire nel codice penale il reato di omicidio stradale: “Come Assessore alla Sicurezza del Comune di Parma, da diversi anni sono impegnato nel sollecitare le autorità competenti a migliorare il nostro sistema normativo, garantendo la certezza e l’inflessibilità della pena, strumento fondamentale sia in chiave preventiva che repressiva per il contrasto dei fenomeni criminosi. Non posso quindi che appoggiare la campagna di comunicazione “David” dell’associazione Lorenzo Guarnieri, partita nei giorni scorsi con l’appoggio del Comune di Firenze, mirata alla raccolta di firme per inserire nel codice penale il reato di omicidio stradale e di ergastolo della patente, ovvero la revoca a vita, per chi provoca un incidente stradale mortale mentre si trova alla guida sotto gli effetti di droga e alcool. Per contrastare questi fenomeni diventa determinante incidere non soltanto sull’entità della pena e sulle misure che ne garantiscano l’immediata efficacia, ma soprattutto sul corretto inquadramento dell’approccio psicologico di chi, consapevole della pericolosità della propria condotta, ne accetta il rischio in totale dispregio delle pressoché inevitabili conseguenze della stessa. Già con la realizzazione da parte del Comune di Parma del progetto “Io mi controllo e tu”, nell’ambito del protocollo nazionale Drugs On Street del Dipartimento delle Politiche Antidroga del Consiglio dei Ministri, che abbiamo messo in campo con la Prefettura, le Forze dell’Ordine, l’Ausl e la Croce Rossa, abbiamo avviato, con ottimi risultati, una serie di misure volte, attraverso il potenziamento dei controlli, a prevenire gli episodi di guida sotto effetto di sostanze stupefacenti e alcoliche. Ma questo purtroppo, non basta: per questo motivo, nei prossimi giorni, chiederò aiuto e sostegno sia i presidenti dei quartieri che ai vari componenti della protezione civile a livello provinciale, che agli organi di stampa, affinché sensibilizzino i cittadini alla raccolta firme per la presentazione di questa proposta di legge.
Credo infatti sia fondamentale sostenere una iniziativa che parte dal basso, da cittadini che purtroppo sono rimasti toccati in prima persona da questi episodi. Auspico pertanto che, anche attraverso i nostri Parlamentari, ci sia un appoggio concreto a questa importante iniziativa. Per firmare l’appello vai sul sito www.occhioallastrada.it, ”.


IL TEMPO
"Libero troppo presto. Giustizia per Mattia"
Nettuno: oggi l’ultimo saluto al ragazzo travolto in bici. Romeno scarcerato dopo soli tre giorni. Amici e parenti furiosi: è uno schifo.
Delusione, rabbia e molta amarezza. Questi i sentimenti che animano i residenti di Nettuno e gli amici di Mattia Veschi, lo studente sedicenne investito da un pirata della strada ubriaco la notte tra domenica e lunedì. Incomprensibile, agli occhi delle persone più care a Mattia, la decisione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Velletri di scarcerare il pirata della strada, costringendolo al solo obbligo di dimora dalle 18 alle 8 del giorno seguente. E le reazioni sono state immediate, per strada, nei bar e sui social network come Facebook, dove nel gruppo «In ricordo di Mattia Veschi», amici, parenti e semplici conoscenti hanno detto la loro sul provvedimento del Tribunale. «Ho letto questa mattina della scarcerazione - spiega Maurizia - e anche io sono stata investita in bicicletta lo scorso 24 maggio, ma sono stata aiutata e soccorsa. Non è giusto, perché succedono queste cose? Era più giusto che si salvasse un ragazzo di 16 anni, un figlio. Sono mamma di un ragazzo della stessa età e non si riesce mai ad accettare la morte di un figlio. Mai».
«È una cosa assurda - racconta invece Mario - che un ragazzo buono e giovane sia destinato a morire per colpa di qualcuno che, non essendo cosciente, lo ha ucciso. E ora noi non lo vedremo mai più. Non ci credo, domani tutti al funerale, in onore del dolore degli amici e della famiglia». Più duro nei toni Claudio: «Che schifo - attacca - ho appena sentito che è stato scarcerato quel pezzo di m...ubriaco che ha ucciso il piccolo Mattia ed è scappato senza provare a soccorrerlo. Solo da noi può succedere uno schifo così». Ma i sentimenti sono più o meno gli stessi tra tutti gli amici di Mattia. «Sono sorpresa, amareggiata e quanto mai inc...- ammette Francesca - anche perché sono una mamma, e Mattia è figlio di tutti in questo momento. Sono indignata dalla giustizia italiana e proprio oggi che è la Festa della Repubblica mi vergogno più che mai di essere un italiana. Per l’ennesima volta una vittima e un assassino libero! Mattia il mio pensiero è per te riposa in pace». Troppa fretta nella scarcerazione. Questo il pensiero di Mara: «Quello che è successo è una cosa veramente ingiusta, ma purtroppo non è nemmeno la prima volta che si assiste a casi del genere. Le leggi dovrebbero essere più severe». Stesso pensiero di Silvia. «Poi non ci si deve stupire se uno ha voglia di farsi giustizia da solo. Pensa a quei poveri genitori, certo il figlio non glielo ridà nessuno ma almeno un po’ di giustizia, nel vedere l’assassino scontare la sua colpa, avrebbero potuto averla».
«È una cosa indecente - conferma Maria - perché non si può far uscire dal carcere, dopo nemmeno tre giorni, uno che ha ucciso un ragazzo di 16 anni. Se queste sono le leggi che abbiamo in Italia, c’è da vergognarsi». La delusione è troppa. E il momento scelto dalla magistratura per la scarcerazione ha destato più di qualche perplessità. Come spiega Mario: «Questa è la balorda legge italiana. Addirittura libero prima dei funerali. Ciao Mattia, che tu possa riposare in pace». Il dolore della famiglia del ragazzo invece, passa dalle parole di Giuseppe, che su Facebook esprime la sua solidarietà alla famiglia. «Sono un amico di Sergio, il papà di Mattia. Oggi - racconta - ho visto nei suoi occhi odio, rabbia e dolore. Un dolore atroce che non vorrei vedere neanche negli occhi del mio peggior nemico. Forza Sergio, noi siamo con te». E di certo il conforto degli amici sarà manifestato in tutto il suo calore già da oggi pomeriggio, quando nella chiesa di Santa Maria Goretti, a partire dalle 15,30, si terranno i funerali di Mattia. Una cerimonia solenne, l’occasione, per molti, di dare l’ultimo saluto a un ragazzo morto senza neanche sapere il perché. Colpevole solo di essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ora i suoi occhi e il suo sorriso, ricordati con affetto da tutte le persone a lui più care, continueranno a vivere nella mente e nei cuori dei suoi familiari, stretti in un dolore profondo. E speranzosi del fatto che chi ha sbagliato, in questa triste storia di inizio estate, possa pagare. Senza necessità di dare il via a una caccia all’uomo, della quale lo stesso Mattia, descritto da tutti come sorridente e disponibile verso il prossimo, non avrebbe voluto sentirsi responsabile.


SEGNALAZIONE DI ETTORE PUTORTI’
Festival Musicale Analcolico 2011
Sabato 16 e domenica 17 luglio in località "Boschetto", a Montanara di Curtatone (MN) si terrà il Festival Musicale Analcolico 2011.
La manifestazione è organizzata da Associazione Provinciale Club Alcologici Territoriali (Metodo Hudolin) di Mantova e da Associazione Europea Familiari e Vittime della Strada onlus.
Alla qualità della musica uniremo la bontà della nostra cucina, con i migliori piatti della tradizione mantovana, annaffiati da acqua e bevande analcoliche.
L’ingresso è gratuito, aiutateci a coprire i costi arrivando con una buona dose di appetito.
Di seguito i primi musicisti che hanno confermato la loro partecipazione.
sabato 16 luglio: Mariella Nava, Fabrizio Frabetti,
domenica 17 luglio: Pippo Pollina, Andrea Papetti, Luigi Mariano
http://www.facebook.com/home.php?sk=group_149492435123251&id=149582158447612,


CORRIERE DI COMO
SICUREZZA
“Non ti bere la patente” nei weekend
Venerdì 03 Giugno 2011 - Torna nel fine settimana, nell’ambito di “Non ti bere la patente”, progetto promosso per contrastare il fenomeno dell’assunzione di sostanze stupefacenti e alcol, l’appuntamento con la campagna di prevenzione rivolta a giovani, adulti, preadolescenti e adolescenti. Ai gazebo allestiti in piazza Volta sarà presente personale sanitario del dipartimento Dipendenze dell’Asl (che distribuirà etilotest monouso e materiale informativo) oltre alle forze dell’ordine. Appuntamento sabato 4 e domenica 5 giugno e sabato 11 e domenica 12 in piazza Volta dalle 14.30 alle 18.


CORRIERE DEL VENETO
Schianto in tangenziale, l’autista in contromano positivo ad alcol e droga
Nell’incidente era morto il 24enne Alex Di Stefano. Il 22enne elettricista padovano indagato per omicidio colposo aggravato
VICENZA - All’origine del terribile incidente accaduto nella notte tra mercoledì e giovedì lungo la tangenziale di Vicenza che collega il capoluogo berico al comune di Torri di Quartesolo, costato la vita al 24enne Alex Di Stefano, non ci sarebbe stata solo una fatale distrazione del 22enne Mirco Vendramin, che ha imboccato in contromano il tratto di tangenziale, ma anche l’abuso di alcol e sostanze stupefacenti. Il 22enne ancora ricoverato al San Bortolo infatti secondo i primi riscontri forniti già in mattinata alla procura sarebbe risultato positivo sia all’alcoltest che a quello sull’assunzione di droga, anche se su quest’ultimo dovranno essere eseguiti alcuni approfondimenti. Al momento il pubblico ministero Barbara De Munari ha aperto un fascicolo sul drammatico schianto indagando come atto dovuto il giovane elettricista, residente a Carmignano del Brenta, formulando l’ipotesi di omicidio colposo aggravato. Il frontale è accaduto alle 4 del mattino di giovedì. Secondo i rilevi della stradale la Mini Cooper condotta da Di Stefano ha centrato la Polo guidata da Vendramin che si è erroneamente immessa contro mano da uno svincolo. Nell’incidente è rimasta ferita gravemente anche Deborah Camazzola, 23 anni residente a Sandrigo, che si trovava nella Mini. La ragazza al momento è ancora ricoverata in prognosi riservata al San Bortolo.
Tommaso Quaggio


CORRIERE DEL VENETO
IL CASO
«Quando siamo ubriachi ci buttano in acqua dal ponte»
Quattro militari sotto indagine dopo la morte di Abderrahman Sahli, trovato cadavere nel Frassine: era stato fermato alla Festa del Prosciutto. I marocchini di Montagnana accusano i carabinieri indagati
MONTAGNANA - «Altro che bagno forzato per riprenderci dalla sbornia, i carabinieri ci buttano giù dal ponte e noi ci dobbiamo arrangiare». Abele Abdelilah è nato a Marrakesh 45 anni fa, da 20 vive a Montagnana, dove ha anche un figlio. Non ha un lavoro perchè invalido, e sì, ha problemi di alcol. Vicino a lui, nella piazzetta di San Francesco, dentro le mura, si riunisce un gruppetto di stranieri. Il fare è sospetto, un misto di paura e di rabbia. Ma il più infuriato di tutti è Rahali El Hassane, 46 anni, carta di identità italiana e residenza in via Mercato Giotto 5, a Montagnana. «Quattro volte mi hanno buttato sotto - dice in un italiano strascicato - mi sono salvato, e l’ho detto anche agli investigatori». Rahali, in arte «fragolino» (nota «passione» per il vino) sarà probabilmente il teste chiave della vicenda che ruota attorno ai quattro carabinieri di Montagnana indagati per la morte del 25enne Abderrahman Sahli, trovato cadavere sulle rive del Frassine il 24 maggio. Mercoledì due poliziotti sono andati a prendere Rahali e lo hanno portato in procura. Gli investigatori gli hanno mostrato le foto dei quattro militari sospettati, e lui li ha riconosciuti tutti. E ha raccontato la sua verità.
Ma ci sono altre testimonianze. Parla ancora Abele. «Ad Abderraham è successo quello che è capitato a me due volte: i carabinieri ci trovano ubriachi, ci fanno salire in macchina ammanettati, e senza passare dalla caserma ci portano su quel ponte, ci insultano, ci tolgono le manette e ci buttano giù con un calcio, noi ci salviamo perchè riusciamo ad arrampicarci sulle rive, altro che bagno». E poi c’è Jawad Lakhuil, ieri era il suo 31esimo compleanno, che mostra le ferite sul corpo. Dice che sono stati quei tuffi sul Frassine a provocargliele. Jawed viveva con la giovane vittima in una cascina diroccata vicino alle piscine. Un tugurio avvolto da erbacce e sterpaglia, con un allacciamento abusivo alla luce, senza alcun servizio. Il 31enne è stato lì con la vittima fino al 15 maggio. Da allora se ne sta da solo.
Ma ad avere il polso di quanto accade a Montagnana sembra essere Abele, che conosce inglese francese e italiano alla perfezione, che tiene buoni i compagni infastiditi anche dai cronisti. Abele capisce che c’è voglia di capire, di sentire anche la loro versione. Parla, racconta, si commuove. E lo fa in una Montagnana svuotata: è ora di pranzo, tutti sono a casa. Fa caldo, ci sono solo due tecnici che provano l’audio del concerto che si è tenuto in piazza ieri sera. «Ho fatto il soldato ho combattuto la "desert storm" nel ’91 in Iraq, so cosa vuol dire portare una divisa, sono uscito dai caschi blu dell’Onu con il grado di maggiore e un braccio distrutto, sono arrivato qui e non ho un lavoro. Bevo, sì, perchè la mia vita fa schifo ma non faccio del male a nessuno». Abele, Rhali e Jawad non hanno idea dell’eco che il caso del loro connazionale morto sta provocando in tutta la provincia e oltre.
«Qua funziona così: ti caricano in macchina, e ti buttano giù dal fiume. Mai vista una caserma, non ci denunciano nemmeno. E noi che dobbiamo fare?». La risposta sta nel silenzio, e in altro alcol. Ma con la morte di Abderrahaman si fa sempre più fragile il confine tra rassegnazione e rabbia esplosiva. Ad Abele non par vero che qualcuno gli chieda di mostrargli dov’è il ponte. E ti fa fare anche la stessa strada che farebbero i carabinieri quando di sera li prelevano dalle piazze in auto. Lì gli argini sono talmente ripidi che per risalire ci vogliono ore. «Soprattutto con una buona dose di alcol ancora addosso» dicono i due marocchini. Da quanto andrebbero avanti queste «punizioni »? «Da quando è arrivato un maresciallo con i capelli bianchi, prima non erano così ». Perchè non andarsene, allora? «Qui ho un figlio» risponde Abel. Intanto in fianco a lui «fragolino» si versa altro vino dal cartone. E quando gli si chiede perchè tutto quell’alcol gli vengono gli occhi lucidi: «Voglio morire», risponde.
Roberta Polese


METROPOLIS
Avellino, tenta di uccidere la moglie dopo l’ennesimo litigio
03/06/2011 - Al culmine dell’ennesimo litigio, ha imbracciato il fucile da caccia e fatto fuoco contro sua moglie colpendola fortunatamente soltanto di striscio. E’ accaduto a Pietrastornina, in provincia di Avellino, dove i carabinieri hanno tratto in arresto un 47enne del posto, S. M. le sue iniziali, che ai militari ha consegnato spontaneamente il fucile ammettendo di aver sparato un colpo all’indirizzo della donna. L’uomo, in evidente stato di ubriachezza, si è pero difeso asserendo che sua moglie lo stava minacciando con una mannaia.
Alla furibonda lite esplosa nell’abitazione di via Mabili hanno assistito i due figli della coppia, uno affetto da problemi psichici, che ai carabinieri hanno confermato lo svolgimento dei fatti. La donna, una 48enne del posto, è stata colpita di striscio da alcuni pallini alla scapola sinistra e ne avrà per alcuni giorni. Il marito è stato trasferito nel carcere avellinese di Bellizzi con l’accusa di tentato omicidio, aggravato dai futili motivi e dallo stato di ubriachezza.


CORRIERE DEL VENETO
IL CASO
Si ubriacano e rubano una gondola La polizia ferma due turisti stranieri
Una francese di 42 anni e un inglese di 20 sono stati bloccati dagli agenti mentre erano alla deriva sul Canal Grande. La donna è stata arrestata
VENEZIA – Rapiti dall’atmosfera “artistica” veneziana di questi giorni, non hanno resistito alla tentazione di lasciarsi cullare dalle acque del Canal Grande. Una coppia di stranieri, Lei francese di 42 anni, lui inglese di 20, ieri notte si sono impossessati di una gondola ormeggiata a Santa Maria del Giglio. Completamente ubriachi, i due hanno lasciato che l’imbarcazione finisse alla deriva verso il Canal Grande. Vedendo la gondola vagare senza guida alle 2 di notte, il personale dell’Hotel Gritti ha chiamato il 113. La 42enne francese, visibilmente irritata all’arrivo delle volanti, ha cominciato ad inveire contro i poliziotti, resistendo all’arresto a suon di calci, pugni e graffi. «Sono una giornalista, sono a Venezia per intervistare artisti e personaggi famosi», avrebbe urlato agli agenti. La donna è stata arrestata per resistenza e oltraggio a Pubblico ufficiale, furto in concorso, rifiuto di fornire le proprie generalità e trasferita in carcere alla Giudecca. Il 20enne britannico è stato denunciato in stato di libertà per furto in concorso.
D.Tam.


VERONA SERA
Rissa tra ubriachi al New Top Bar di Borgo Roma, due arresti
Intervento delle Volanti in via Merano su allarme di un testimone. Denunciato un 28enne e un 34enne
03 giu - Andrea Francato
Troppo alcol e qualche parola di troppo. Sarebbero queste le cause scatenanti di un litigio tra una decina di cittadini di origine marocchina al New Top Bar di via Merano, in Borgo Roma, ieri sera, verso le 23. Un semplice diverbio tra due di loro avrebbe scatenato una vera e propria rissa in cui sarebbero coinvolti rispettivi amici e conoscenti della coppia di litiganti.
Sul posto sarebbe così intervenuta una pattuglia della polizia, allertata da alcuni testimoni, che avrebbe poi condotto i due responsabili, un 28enne e un 34enne, in questura per gli accertamenti a seguito della denuncia per rissa aggravata. Restano ancora ignote le identità degli altri partecipanti alla rissa.


ASCA
SALUTE: RESVERATROLO CONTRO DANNI CEREBRALI, PARTE NUOVO STUDIO
Roma, 3 giu - Utilizzare il resveratrolo, potente antiossidante contenuto nell’uva e nel vino rosso, per contrastare i danni cerebrali associati ai traumi cui sono soggetti gli sportivi. E’ questo l’obiettivo dello studio REPAIR, ideato dai ricercatori del Medical Center dell’Universita’ del Texas (Stati Uniti). Lo studio coinvolgera’ pugili professionisti che assumeranno il resveratrolo una volta al giorno per sette giorni consecutivi, entro due ore dal combattimento. (*) I ricercatori effettueranno poi test neurocognitivi e risonanze magnetiche per analizzare parametri come attivita’ cerebrale e infiammazione. ’’Esistono diversi studi che provano la protezione del resveratrolo nei confronti del cervello, per questo pensiamo che sia il farmaco ideale’’, spiega Joshua Gatson, autore principale del progetto.
noe/cam/lv

(*) Nota: naturalmente in vino non c’entra nulla con questa ricerca. Anche se, a ricerca pubblicata, qualcuno verrà a raccontarci che il vino è una prevenzione per le botte in testa.


WINENEWS
Roma - 03 Giugno 2011
“UN’ASTA PER UN SORRISO”: L’8 GIUGNO, A ROMA, CON GRANDI NOMI DELLO SPETTACOLO, PRONTI A LOTTARE FRA LORO PER ACCAPARRARSI LE ETICHETTE MIGLIORI ... MA SOLO PER BENEFICENZA. LA CHICCA? BOTTIGLIA BISOL ’97, CREATA PER IL MONDIALE VINTO DALLA FERRARI
Quando si parla di beneficenza, il mondo dello spettacolo non si tira mai indietro. In questo caso nemmeno il mondo del vino. Sono tanti i nomi dell’enologia italiana infatti che hanno donato pregiate bottiglie per l’asta di beneficenza “un’asta per un sorriso” organizzata dalla Fondazione Operation Smile Italia Onlus. L’Asta di beneficenza di vini italiani di scena l’8 giugno, nella prestigiosa sede del Circolo Canottieri Aniene. Il ricavato sarà devoluto al finanziamento dei progetti medici che Operation Smile ha in programma nel 2011, in particolare alle missioni in Marocco, Giordania, Rwanda e Repubblica Democratica del Congo. Ed è anche grazie al ricavato dell’asta 2010, al Circolo Canottieri Aniene, che l’organizzazione ha potuto operare in diversi paesi del mondo, 16.113 bambini e cambiare loro la vita www.operationsmile.it, (*)
Il via all’asta, che verrà condotta come sempre dal famoso banditore Luciano Carnaroli, verrà dato dal presidente della Fondazione, Santo Versace, e dal presidente del Circolo Canottieri Aniene, Giovanni Malagò. Molte le personalità coinvolte in questa serata di beneficenza, che sarà presentata da Max Giusti. Fra gli invitati spiccano i nomi di Luca Maroni, che farà un’introduzione al vino, e tanti amici e sostenitori della Fondazione, tra cui Carlo Verdone, Luca Barbarossa, Neri Marcorè, Jimmy Ghione, Giorgio Pasotti e Nicoletta Romanoff, Michele Cucuzza, Michele Mirabella, Filippo La Mantia, Giuseppe Zeno e Barbara Palombelli, Nino Benvenuti, Salvatore Romano, Eleonora Brigliadori. Anche quest’anno l’evento sarà seguito da “Decanter”, trasmissione di Radio 2 Rai.

(*) Nota: molti bambini non sorridono proprio a causa degli alcolici e del vino in particolare.


WINENEWS
Roma - 03 Giugno 2011
CIAK SI GIRA! CON L’ENOTECA ITALIANA. VINO E GIOVANI LANCIA IL CONCORSO VIDEO “REASON WINE: IDEE PER BERE CON GUSTO!” PER TUTTI COLORO CHE AMANO, CON I VALORI DEL VINO, IL CINEMA E DESIDERANO SPERIMENTARSI COME AUTORI DI UN CORTOMETRAGGIO
Enoteca Italiana cerca giovani professionisti nel campo televisivo e cinematografico: Vino e Giovani lancia il concorso video Reason Wine: idee per bere con gusto! per tutti coloro che, anche solo per pura passione amano, con i valori del vino, il cinema e desiderino sperimentarsi come autori di un cortometraggio. E’ la novità 2011 della campagna di educazione alimentare e di comunicazione per le nuove generazioni, promossa dal Ministero delle Politiche Agricole, affidata per l’esecuzione all’Enoteca Italiana (info: www.vinoegiovani.it, ). (*)
“PerBacco”, concorso di idee sulla comunicazione del vino dei giovani per i giovani di Enoteca Italiana si trasforma e diventa un concorso video per raccontare, attraverso i linguaggi della fiction, della animazione e del mockumentary, il vino come il protagonista della realtà italiana e dello stile di vita del nostro Paese, come strumento di socializzazione e di diffusione della cultura del bere responsabile.
Il nuovo concorso, aperto a tutti i registi, i filmaker e i video maker, si avvale della preziosa collaborazione di 242 Movie Tv e Ibla Film e viene promosso con la professionalità del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (Sngci).
Partecipare a Reason Wine: idee per bere con gusto! è facile: basta registrarsi a 242MovieTv e, dopo aver letto attentamente il brief e firmato il bando, realizzare, entro e non oltre lunedì 11 luglio 2011, un cortometraggio ispirato al vino italiano, della durata compresa tra i 30 e i 120 secondi, con il quale comunicare, in maniera emozionale, accattivante, coinvolgente le caratteristiche del “buon bere”: socializzazione, cultura, gusto, piacere. La partecipazione al concorso è totalmente gratuita.

(*) Nota: da qualche anno molte iniziative governative per l’educazione alimentare vengono affidate ai produttori di vino. Strano che i produttori di sigarette non protestino per essere pressoché esclusi dalla prevenzione del tabagismo.


SETTEGIORNI (Magenta)
Guida lo scooter ubriaco e finisce nella roggia: condannato


 

Sabato, 04 Giugno 2011
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