Giovedì 29 Ottobre 2020
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Rassegna alcol e guida del 28 e 29 maggio 2011

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

IL TEMPO

Notizie – Roma
Giovani e alcol: primo incontro al Municipio XII
L’iniziativa. Si è inaugurato ieri mattina presso il Cinema Stardust Village di Decima il primo appuntamento di un percorso di prevenzione dall’abuso alcolico.
28/05/2011 - Si è inaugurato ieri mattina nel Municipio Roma XII, presso il Cinema Stardust Village di Decima, il primo di una serie di appuntamenti a carattere educativo, promossi nell’ambito di un percorso di prevenzione dall’abuso alcolico indirizzato ai giovani, che coinvolgerà i ragazzi delle scuole medie e superiori fortemente voluto dal presidente del XII Municpio, Pasquale Calzetta. Questo primo incontro si è aperto con la proiezione del film «Vorrei averti qui» di Angelo Antonucci, che, affrontando il tema dell’alcolismo giovanile, è stato occasione per un confronto sul fenomeno e sulle possibili strategie di contrasto. Al centro del dibattito, coordinato da Anna Di Lallo, responsabile dell’iniziativa, il ruolo cruciale di interventi educativi che si basano sull’apprendimento di gruppo (coopearative learning), capace di sollecitare fra tutti i soggetti coinvolti un rapporto di reciproca collaborazione nell’approccio al problema, contribuendo a sviluppare il senso di responsabilità.


ROMAGNA OGGI

Forlì, l’Asaps compie 20 anni: 400mila persone morte sulle strade in 60 anni
28 maggio 2011 - Dagli anni Cinquanta ad oggi sui 440 mila chilometri di strade italiane 400mila persone sono morte e 14 milioni sono rimaste ferite. "Praticamente in sessant’anni abbiamo perso una città come Firenze, mentre presunte emergenze come l’Aviaria e Mucca Pazza conquistavano l’attenzione dell’opinione pubblica". Cifre impressionanti che Giordano Biserni, presidente di ASAPS, ha snocciolato al convegno per i 20 anni di ASAPS che si è svolto sabato a Forlì.
Rivendicando però risultati altrettanto importanti: l’annus horribilis per le vittime della strada fu il 1972, con 12mila morti. All’inizio degli anni Novanta, quando nacque l’ASAPS, erano 8mila. Oggi sono la metà. "E l’obiettivo che ci diamo da qui al 2020 - ha detto Biserni - è quello di dimezzare ulteriormente questa cifra".
Anche perché la storia di ASAPS è una storia di scommesse vinte. Arrivare ai 20 anni, prima di tutto, "come se per noi il Cesena avesse vinto il campionato con 96 punti in classifica" e diventare un punto di riferimento nazionale per la sicurezza stradale. Ma anche la numerazione dei cavalcavia, "la nostra prima battaglia negli anni Novanta, quando tutti ci davano dei pazzi", la battaglia senza quartiere contro l’abuso di alcool e l’incentivazione degli etilometri, la strenua lotta contro l’innalzamento del limite ai 150 all’ora, che ci farebbero consumare e inquinare di più senza risparmiare tempo in modo significativo. E poi la patente a punti, la difesa del sistema di tutor autostradale, "e la precisa volontà di arrivare alla confisca della macchina in caso di abuso di alcool, portata a casa con grande convinzione e grande forza".
Biserni ha poi puntato il dito contro la distorsione della comunicazione che avviene quotidianamente sui media, dove vengono celebrate la positività dell’alcool e la potenza dei veicoli, "che vengono filmati mentre viaggiano sempre su strade meravigliose e libere, mai sull’E45 o sull’A3.Per rimediare a questa asimmetria, che è anche e soprattutto di mezzi economici, abbiamo deciso sin dall’inizio di puntare sulla comunicazione, sui nostri strumenti, gli osservatori e il rapporto con gli organi di informazione, grazie al quale abbiamo ottenuto grandi risultati".
I riconoscimenti alle vittime della strada
Il convegno è poi proseguito con la consegna dei riconoscimenti ai famigliari di alcune vittime della strada, come Antonella Savi, l’infermiera di Tivoli morta con coraggio mentre di notte e sotto la pioggia soccorreva gli occupanti di una vettura che aveva subito un incidente sulla A24 il 7 settembre del 2010. Riconoscimenti anche ai familiari di diversi caduti della Polizia Stradale come il Maresciallo Luigi D’Andrea, Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria, ucciso dalla banda Vallanzasca a Dalmine il 7 febbraio 1977, la vedova del Sovrintendente Pierluigi Giovagnoli, investito in servizio da un ubriaco il 24 maggio 2003 a Imola, e i genitori dell’agente Stefano Biondi, altra medaglia d’oro alla memoria, ucciso il 20 aprile 2004 da una banda di corrieri della droga sulla A1 a Reggio Emilia. Presente al convegno dell’Asaps anche la presidente dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, Pina Cassaniti Mastrojeni.

CORRIERE ADRIATICO

Troppi giovani vittime dell’alcol
Si conclude il progetto di Area Vasta sull’educazione stradale
Ascoli Lunedì mattina, all’auditorium Carisap di rua del Cassero, si terrà la giornata conclusiva del progetto “Peer education: alcol e guida sicura”. L’iniziativa, che ha visto sia nelle Medie che nelle Superiori la partecipazione di ragazzi volontari in grado di educare i loro coetanei circa le norme comportamentali non dannose alla salute, nasce dal fatto che è sempre maggiore l’assunzione di sostanze stupefacenti da parte dei giovani. Il progetto, promosso in Area Vasta, in collaborazione con gli Ambiti territoriali sociali di Ascoli e San Benedetto, ha coinvolto sei scuole medie e dieci scuole superiori, per un totale di oltre cento classi. Ieri, sono stati resi noti dati allarmanti relativi all’uso di alcol tra i ragazzi, il cui approccio arriva ad una età sempre più bassa. “I dati documentano che l’incontro con gli alcolici avviene ad 11 anni” ha rivelato Marco Quercia, responsabile del Sert, che ha avvertito anche un cambiamento progressivo nel bere, tradotta in quantitativi maggiori in tempi brevi, tra il sabato e la domenica.
“La nostra regione è una di quelle che produce più vino in Italia ed è normale per i giovani forse crescere con questa cultura” ha dichiarato il direttore generale della Zona 13 Fausto Mannucci, ricordando il terribile connubio tra gli incidenti automobilistici e chi si mette alla guida in stato di ebbrezza. “Funziona questa iniziativa, che vede alcuni ragazzi insegnare ai coetanei le regole del vivere sicuri hanno aggiunto l’assessore comunale Giovanna Cameli e la dottoressa Grazia Mercatili, ricordando che sono le ragazze le più a rischio poichè il loro organismo è meno dotato di enzimi epatici in grado di metabolizzare l’assunzione di alcolici. “Lunedì verrà indetta la giornata contro il fumo, che anticiperà quella del 7 giugno, quando i peer educator appena formati toccheranno Venarotta, Acquasanta Terme, Roccafluvione e Arquata del Tronto, per diffondere la necessità dei nuovi stili di vita ha concluso il dottore Raffaele Trevisonne della Lilt.
Intanto, si è svolta ieri la prima giornata del progetto “Sulla buona strada” alla presenza dell’assessore alla pubblica istruzione Cameli che ha ringraziato gli organizzatori che riescono ad unirsi per sensibilizzare studenti e adulti. Al centro commerciale Al Battente, carabinieri, polizia di Stato, Motorizzazione civile, Aci, polizia municipale e guardia di finanza si sono intrattenuti con i tanti visitatori rispondendo ad ogni loro quesito. Oggi, clou del progetto, nel pomeriggio, con l’esibizione degli artificieri e cinofili della polizia.
filippo ferretti

ROMAGNA OGGI

Il litigio in macchina da ubriachi finisce in incidente: donna ferita
Forlì, litigano in macchina e si schiantano: ferita una donna
FORLI’ 28 maggio 2011 - Singolare incidente dalla dinamica ancora non ben chiara quello che si è verificato nella notte tra venerdì e sabato su via Gordini, a Forlì, a pochi passi dal casello autostradale. Due coniugi bolognesi, a bordo di una Land Rover, di 34 e 36 anni, poi risultati ebbri al controllo con l’alcol-test, sono rimasti vittima di un improvviso testa coda della vettura, mentre stavano andando a prendere l’A-14. Forse un litigio tra i due all’origine del sinistro.
Il fatto si è verificato intorno alle 4 di notte. Nel corso del litigio la donna potrebbe aver tirato il volante del fuoristrada, causando l’improvvisa sterzata. La vettura è finita contro un cordolo. La donna è stata ritrovata fuori dalla vettura, sbalzata all’esterno attraverso il finestrino aperto e rovinata sull’asfalto. L’uomo, invece, ha raggiunto la vicina stazione della polizia stradale, quella del casello dell’A14, per chiedere aiuto. La donna è stata quindi portata all’ospedale dal 118 con ferite che non la mettono in pericolo di vita.
All’uomo, intanto, la polizia stradale del distaccamento di Rocca San Casciano ha provveduto a ritirare la patente per quindi in stato d’ebbrezza. Nel frattempo sono partiti gli accertamenti per capire la dinamica esatta dello schianto, ancora non chiara agli occhi della polizia stradale.

CORRIERE ADRIATICO

Tenta di violentare la baby sitter
Arrestato un cameriere romeno. Lui e la moglie avevano conosciuto la ragazza su Internet
Fano L’aveva attirata a Fano con l’inganno, promettendole un lavoro, ma in realtà i suoi fini erano ben altri. I carabinieri della stazione di Marotta hanno arrestato, con le accuse di tentata violenza sessuale, violenza privata e lesioni personali aggravate ai danni di una 25enne romena, un suo connazionale di 32 anni, con precedenti penali. L’altra mattina i militari sono intervenuti in un’abitazione alla periferia di Fano dopo la denuncia della giovane, che era riuscita a sfuggire al tentativo di violenza sessuale correndo fuori casa e chiedendo l’aiuto dei vicini. La 25enne, che era arrivata in Italia, nella zona di Pescara, circa un mese e mezzo fa, non riuscendo a trovare lavoro, tramite alcuni conoscenti comuni era venuta in contatto, via Internet, con il 32enne romeno, che le aveva promesso un impiego da baby sitter per i figli piccoli.
Una volta giunta a Fano però quelle promesse si sono dimostrate vane, in effetti i bambini vivevano in un’altra casa con l’ex moglie del romeno. Dopo circa una settimana di permanenza nell’appartamento dell’uomo, dove si era sistemato con una nuova compagna (entrambi fanno i camerieri), la giovane, l’altra sera, ha minacciato di andarsene se non avesse iniziato a lavorare. A quel punto il 32enne, complice anche l’abuso di alcol, ha tentato un primo approccio sessuale con la ragazza. Al rifiuto della donna è andato su tutte le furie e, dopo aver imposto alla compagna di chiudersi in camera, è tornato nuovamente all’attacco scagliando alcune bottiglie di vino contro la parete della cucina per spaventare la giovane. Poi le ha strappato gli indumenti di dosso cercando di trascinarla con forza nella camera da letto. Per fortuna la 25enne è riuscita a sottrarsi alla morsa del suo carnefice e a chiedere aiuto. La giovane, che è stata trasportata con un’autoambulanza del 118 all’ospedale di Fano, ha riportato contusioni multiple, tra cui la frattura della clavicola, ed escoriazioni in tutto il corpo, dovute ai colpi che le sono stati inferti con brutalità dall’uomo, nel tentativo di sopraffarla. I sanitari l’hanno giudicata guaribile in 30 giorni, ma con ogni probabilità la 25enne porterà con sé i segni di quella violenza per molto più tempo.
I militari, dopo aver raccolto la deposizione della donna, hanno poi proceduto a rintracciare il 32enne romeno, con precedenti penali per reati legati alla prostituzione. L’uomo è stato arrestato e rinchiuso nel carcere di Pesaro. Anche se non risultano denunce penali nei suoi confronti per simili atti di violenza, sembra che per il romeno non fosse la prima volta. A quanto ha raccontato la vittima dell’aggressione l’uomo le intimava di stare attenta, vantandosi di aver avuto precedenti approcci sessuali con altre donne. Gli inquirenti ritengono quindi che nell’attirare la ragazza a Fano, promettendole un lavoro, il romeno avesse un secondo fine. Forse l’idea era quella di corteggiarla, ma al rifiuto delle sue “attenzioni” il tutto sarebbe sfociato in violenza. Sembra che l’uomo avesse intenzione di costruirsi un piccolo ”harem”: separato dalla moglie, viveva con la nuova compagna, ma questo non lo ha fermato.
federica giovannini

NUOVO MOLISE

Provocò un incidente, indagato
L’incidente è avvenuto sulla strada che collega Montenero alla marina
MONTENERO DI BISACCIA 28 maggio 2011 – Risvolti importanti sull’incidente che ha tolto la vita a Leonardo Ciccarone; il 27enne che ha provocato l’incidente è risultato positivo sia al test alcoolemico che a quello sulle sostanze stupefacenti ed è ora indagato per omicidio colposo.
Questo è il risultato delle indagini portate avanti dai carabinieri della stazione di Montenero dopo l’incidente avvenuto il 10 maggio scorso che costò la vita all’imbianchino 47enne. Dagli esami effettuati sembra che il 27enne abbia assunto quantità di alcol superiore al consentito prima di mettersi alla guida della sua macchina e nella stessa serata abbia anche fatto uso di sostanze stupefacenti. Un motivo questo più che valido per i carabinieri che lo hanno immediatamente iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo nei confronti di Leonardo Ciccarone.

VIRGILIO NOTIZIE



 

 

Spagna/ Indignados puliscono Plaça Catalunya "come uno specchio"
Dopo sgombero aumenta simpatia della popolazione per i giovani
Roma, 28 mag. (TMNews) - Gli ’indignados’ sgomberati ieri dalla Plaça Catalunya di Barcellona dalla polizia col pretesto di ragioni di "igiene" e ordine pubblico in vista della finale di Coppa dei Campioni Barcellona-Manchester United, hanno pulito la piazza per dimostrare il loro senso civico. Secondo quanto riporta il quotidiano La Vanguardia, stamattina le operazioni di pulizia dei manifestanti, che dopo lo sgombero sono tornati nella piazza ancora più numerosi, l’hanno lasciata "pulita come uno specchio", nelle parole di uno di loro.
I manifestanti, che da una decina di giorni occupano pacificamente il cuore della capitale catalana, hanno sostenuto che quella della pulizia e dell’igiene è stata solo "una scusa per sgomberarci". Una scusa che ha provocato decine di feriti lievi e contusi (più di 120 in tutto), ed è apparsa alla maggior parte degli osservatori come una manifestazione di forza sproporzionata da parte delle forze dell’ordine.
Scope, stracci, acqua e sapone sono improvvisamente comparsi al posto dei cartelli di protesta e intorno alle tende degli ’acampados’, e decine di giovani, diretti a suon di megafono dai loro compagni, hanno pulito la piazza con tanta foga da lasciare un persistente odore di varechina.
Così, oltre alla piazza gli ’indignados’ hanno voluto lavare la loro immagine, e le accuse secondo cui sarebbero giovani semialcolizzati dediti al ’botellòn’ (feste alcoliche all’aperto, ndr). (*)
Lo sgombero e la successiva pulizia della piazza da parte dei manifestanti, comunque, sembra aver accresciuto la simpatia di buona parte della popolazione nei confronti del movimento: persone di mezza età e anziani hanno partecipato a dibattiti pubblici con i giovani proprio sullo sgombero di ieri. Un settantenne ha addirittura proposto di formare cordoni di ’scudi umani’ di persone anziane per proteggere i manifestanti da eventuali nuovi attacchi della polizia.

(*) Nota: nei giorni della manifestazione degli “Indignados” sono comparsi alcuni cartelloni e manifesti contro il Botellon.


Rassegna Alcol e guida del 29 maggio 2011

LA SICILIA

Rinnovata battaglia contro l’alcol Nicosia.
Una festa al campo sportivo e una partita di calcio hanno chiuso la campagna di sensibilizzazione
Enna  Domenica 29 Maggio 2011 - Si è conclusa con una festa al campo sportivo "Stefano La Motta", la quarta edizione del progetto di prevenzione della dipendenza da alcol, organizzato dal Comune in collaborazione con le scuole, le forze dell’ordine il servizio sanitario, e tutte le componenti della società civile nicosiana. Quest’anno come ha sottolineato l’assessore alle Politiche giovanili Nabor Potenza, scegliere una festa al campo sportivo con una partita di calcio, è stato un modo per rimarcare l’importanza dello sport per i giovani, come strumento di aggregazione e come strumento per prevenire i fenomeni di dipendenza da alcol e stupefacenti e, quindi il rischio di devianza che questi comportano.
"Quattro anni fa come amministrazione e come genitori abbiamo voluto dare un segnale di attenzione ai nostri giovani. La scelta di portare avanti una campagna di informazione sui rischi che derivano dal consumo di alcol - spiega Catania - è scaturita dalla constatazione che purtroppo nel nostro territorio l’alcolismo rappresenta un problema serio e diffuso. Abbiamo quindi deciso di informare i nostri ragazzi e le loro famiglie su quelli che sono i danni provocati dall’alcol. Questa iniziativa ha avuto tanto consenso proprio tra i nostri giovani, da spingerci a continuare il progetto". Era stato per prima cosa creato un osservatorio sulle dipendenze da alcol e stupefacenti, che ha riunito tutti gli operatori che si trovano per professione a fronteggiare il fenomeno. Forze dell’ordine, servizi sociali, servizio Sert dell’Asp, associazioni di volontariato e scuole che hanno costituito un organismo permanete del quale sono entrate poi a fare parte altre componenti della società civile, come i club service e le associazioni sportive, che ha dato il via a tantissime iniziative nelle scuole, dove si sono svolti gli incontri con medici, esperti, psicologi e persone che hanno vissuto il dramma dell’alcolismo e hanno portato la loro testimonianza diretta.
"Siamo riusciti a realizzare un progetto di grande respiro - aggiunge Potenza - che coinvolge tutte le associazioni del territorio e nel quale ha avuto rilevanza l’apporto dell’Arcat, l’associazione club alcolisti in trattamento. Abbiamo puntato all’informazione come strumento per far conoscere quanto sia facile cadere in una spirale che può devastare una vita e che ha ripercussioni gravissime anche sul contesto familiare, sociale e lavorativo di chi diventa dipendente dall’alcol". La manifestazione che ha chiuso la quarta edizione del progetto si è svolta sabato mattina alla presenza degli studenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado ed è stata battezzata "Dai un calcio all’alcol".
Giulia Martorana

CORRIERE DELL’UMBRIA

Vandali devastano il parco dell’Elce.
Area verde ancora senza illuminazione , un gruppo di ubriachi improvvisa un falò e distrugge tutto.
PERUGIA, 29.05.2011 - Ancor prima dell’inaugurazione, il parco dell’Elce è fatto segno di atti vandalici. L’area verde a valle della chiesa di San Donato e della scuola media Leonardo da Vinci è in via di completamento. Gli Elcini hanno addirittura attivato un confronto sul nome da attribuirgli. Quale che sarà la denominazione scelta dal comune di Perugia, occorre registrare le prime incursioni dei soliti vandali che non risparmiano beni pubblici né privati. Stavolta si sono accaniti contro la staccionata nuova di zecca, strappandone a calci degli elementi, sebbene robustamente fissati con le viti. Intanto ne hanno staccati quattro bastoni trasversali. Poi hanno preso dei cartoni da un contenitore della Tnt, ditta di spedizioni distante poche decine di metri. Legno e cartoni sono stati accatastati e incendiati in prossimità delle quattro panchine poste nella parte bassa del parco verso via Torelli. Come documento inequivocabile dello stato etilico in cui versavano i giovinastri, restano dei cocci di bottiglie di vino e di birra, pericolosamente posizionati sopra le panchine in legno. Su di esse si seggono abitualmente anziani o mamme che portano i bambini al parco. "Cominciamo proprio male", dichiara un residente in prossimità. "Il problema di fondo - aggiunge un altro - è costituito dalla totale mancanza d’illuminazione. È vero che il lavoro viene eseguito a stralci, perché si dice che gli stanziamenti non siano sufficienti, ma l’illuminazione è fondamentale, anche per esercitare una forma di controllo sociale sui fenomeni di devianza". Controllo sociale che, in qualche misura c’è stato. Se è vero che gli stupidotti che ballavano e bevevano intorno al fuoco, cantando e urlando a squarciagola, sono scappati per l’intervento, dalla finestra, di un condomino che ha minacciato di chiamare la polizia. "Innanzi tutto - aggiunge un’anziana - bisogna dare una sfalciata all’erba che è cresciuta troppo. La mancanza di manutenzione fornisce un’idea di abbandono e questo incoraggia i vandalismi, dato che si ha l’impressione che a nessuno interessi la conservazione del parco". Ora i resti di questo brutto episodio sono stati rimossi. Una cosa è certa: il livello d’inciviltà cresce inesorabilmente
Sandro Allegrini

IL TIRRENO

DOMENICA, 29 MAGGIO 2011
E per attrarre clienti ecco l’happy hour
Dal 13 giugno aperitivi a prezzo politico riservati agli universitari Probabilmente saranno rimodulate anche le tariffe dei pasti sulla base delle denunce dei redditi
G.C.
PISA. “Happy hour” alla pisana. Se nei pub inglesi l’espressione indica i sessanta minuti in cui i cocktail si pagano a metà e in Italia ormai è sinonimo di aperitivo, dal 13 giugno al 15 luglio avrà un nuovo significato nella mensa universitaria di via Cammeo: solo per gli studenti, al prezzo di tre euro, c’è la possibilità di sorseggiare una bevuta alcoolica e di mangiare gli stuzzichini preparati dai cuochi. I “clienti” possono entrare e uscire quante volte vogliono: viene loro applicato al polso uno speciale braccialetto, simile al tipo usato nelle discoteche, che permette l’identificazione e l’illimitata fruizione di pizzette, tartine e altri manicaretti.
Ma come: a gennaio è stato chiuso il turno serale della mensa di via Betti e ora aprono la struttura vicino alla Torre (che ha sempre fatto solo pranzi)? Sì, perché sempre a gennaio la tariffa del pasto completo è passata da 2,50 a 3 euro e l’affluenza generale si è abbassata. In attesa di un’altra possibile flessione, si prova la formula sperimentale dell’aperitivo per incentivare le presenze. (*)
Il potenziale crollo che preoccupa il Dsu Toscana, l’azienda regionale per il diritto allo studio che gestisce il servizio di ristorazione, sarebbe infatti conseguenza del progetto di rimodulare ancora il prezzo dei pasti. Forse già da settembre 2011, e comunque entro un anno, si passerà al ticket in base al reddito. Ora ci sono solo due tipologie di studenti: vincitori di borsa di studio, che mangiano gratis; e resto del mondo, che paga i famosi tre euro. Come avviene per altri grandi atenei, le fasce potrebbero allinearsi a quelle previste dall’Università di Pisa per il calcolo delle tasse: con aumenti per tutti o quasi.
Sono misure quasi obbligate per il Dsu, di cui è presidente Marco Moretti: i sacrifici già operati sono il risultato dei tagli milionari scelti dal governo nazionale, che si riproporranno in forma più pesante nel prossimo esercizio finanziario. Però ogni ritocco del listino si ripercuote sull’ampiezza della platea raggiunta dal servizio.
Una curiosità: la sola mensa che mantiene costante il numero di ingressi è l’unica affidata in appalto e non sotto il controllo del Dsu: quella in via Praticelli. La probabile spiegazione: la struttura è fuori città e integrata con l’omonimo pensionato studentesco; pertanto si rivolge soprattutto a chi non ha comode alternative. Non solo: i “praticelliani” sono tutti borsisti e quindi non pagano.
Restiamo sui cocktail di via Cammeo: un ritorno al passato o quasi. Qualche tempo fa, le spine delle mense erogavano tra le bevande anche una vituperata birra chiara: i ragazzi la chiamavano «sciacquatura di piatti», ma arrivava a qualche grado etilico e quindi le restava un certo appeal. Scomparsa dai radar all’improvviso, qualcuno sentenziò che il Dsu aveva eliminato la tentazione diabolica. Impossibile fare pronostici sulla qualità del venturo Negroni; ma ora sappiamo che dietro il “mistero della bionda” non c’erano crociate salutiste.

(*) Nota: l’università, per incentivare le presenze alla mensa, utilizza le stesse argomentazioni e le stesse iniziative dei baristi. Ai baristi, d’ora in poi, sembrerà che l’”Happy hour” sia una sorta di attività didattica. Noi invece ci stupiamo che una università non consideri l’aspetto diseducativo di questa iniziativa.

CORRIERE DELL’UMBRIA

Nuova rissa in piazza della Repubblica.
Venerdì in pieno giorno davanti alla sede del Pd, poi l’intervento della volante.
PERUGIA, 29.05.2011 - Si sono picchiati, forse sotto l’effetto dell’alcol, in pieno giorno, nel centro della città. Una rissa venerdì poco dopo mezzogiorno ha animato, si fa per dire, l’acropoli perugina. I fatti - come riporta Umbrialeft.it - si sarebbero svolti nei pressi di un bar a pochi metri dalla sede del Partito democratico. I fatti sono ancora al vaglio della polizia di Stato che è sopraggiunta intorno alle 14 con due volanti. Appare però certo, secondo alcune testimonianze, che la rissa sia andata avanti per diverse decine di minuti. Molti i passanti che hanno chiamato vigili urbani e polizia. Non è escluso che la lite sia scoppiata per motivi legati al traffico di stupefacenti. Circa un mese fa, pochi metri più il là, c’è stato l’accoltellamento con inseguimento che ha portato gli uomini della squadra mobile e ritrovare un magrebino colpito all’addome da una coltellata in corso Garibaldi. Anche in quel caso è stato poi appurato che si trattava di un regolamento di conti fra spacciatori che cercavano di contendersi la piazza principale dello spaccio cittadino, il centro storico, dopo che grazie ad una retata era stato ammanettato il capo dei pusher dell’acropoli. Pure in quell’occasione i fatti si sono verificati intorno alle 20, quando ancora c’era luce

IL TIRRENO

SABATO, 28 MAGGIO 2011
«Basta rave party a Sorano e dintorni»
A distanza di un mese dal pestaggio dei carabinieri si muove il Comune Il consiglio dà mandato al sindaco per trovare contromisure e impedire feste nella zona
SORANO. Stop «a raduni o feste come il rave di Pasqua sul territorio comunale di Sorano», dove il 25 aprile scorso due carabinieri furono aggrediti, e sono ancora oggi in gravi condizioni, da quattro giovani che si stavano dirigendo a Sovana, dov’era in corso un maxi ritrovo. Il consiglio comunale ha infatti approvato all’unanimità un documento in tal senso, dopo aver ascoltato la comunicazione del sindaco Pierandrea Vanni sull’aggressione del 25 Aprile.
Nel documento si esprime «piena solidarietà ai carabinieri feriti, alle loro famiglie e all’Arma» e si «condanna e rifiuta ogni atto di violenza e di intolleranza».
Condividendo le dichiarazioni del sindaco il Consiglio sottolinea che «feste e raduni clandestini e comunque non autorizzati o che non applichino le regole proprie di una convivenza civile, sono estranee alla cultura e alle tradizioni del nostro territorio e non hanno niente a che vedere con gli incontri di aggregazione musicale o di qualunque altro genere, che invece vanno favoriti, aperti ai giovani e non solo a loro». (*) Un messaggio che ha un valore simbolico ma anche di indirizzo. «Il Consiglio comunale - conclude il documento - invita il sindaco ad adottare con le autorità di pubblica sicurezza tutti i provvedimenti necessari per impedire che il territorio del Comune sia teatro di raduni o feste illegali, conferendogli mandato di attuare con i sindaci dei comuni limitrofi strategie condivise che vadano in questa direzione». Il timore è che feste come quella a cavallo di Pasqua si possano ripetere senza poter far niente per impedirle.

(*) Nota: non ci siamo proprio. Cosa rende pericolosi i “Rave” è la presenza di alcolici e altre droghe, non l’essere slegati dalla cultura del territorio. In molte occasioni feste e sagre alcoliche, legatissime alle tradizioni, sono finite con aggressioni.

CORRIERE DEL SUD

Cadavere carbonizzato nel Cagliaritano
Presunto omicida visto litigare con vittima, entrambi ubriachi
CAGLIARI, 29 MAG – E’ stato risolto nel giro di poche ore il giallo del cadavere carbonizzato trovato ieri, a tarda sera, in una discarica tra Elmas e Assemini, nel Cagliaritano. I carabinieri hanno arrestato Manuel Coppo, di 29 anni, con l’accusa di omicidio volontario e distruzione di cadavere. L’uomo e’ stato visto insieme alla vittima, Mauro Casti di 46 anni, in alcuni bar di Assemini e tutti e due apparivano abbastanza alticci. Qualcuno ha anche riferito di averli visti litigare e poi allontanarsi assieme.

TRENTINO

Trento, negano l’alcol ai clienti: baristi aggrediti
Due ubriachi sono entrati al «Posta». Bottiglia rotta usata come coltello
TRENTO. Rischiare la vita e subire un’operazione di oltre due ore per essersi rifiutati di dare da bere a due ubriachi. È successo venerdì sera in via Roccabruna e a pagarne le spese sono stati il titolare ma soprattutto il barista del Posta. Il primo ha visto la scheggia di vetro passare a pochi centimetri dall’aorta, il secondo ha rimediato un profondo taglio al braccio ed è in ospedale. «Mai vissuto una cosa simile» racconta Daniele Sega dal suo letto del reparto di ortopedia del Santa Chiara mentre il gestore del locale pubblico Paolo Molinari finisce di firmare le carte per la denuncia dai carabinieri. Tutto è successo in pochi minuti e non nel cuore delle notte, ma poco dopo le 22 di venerdì sera. «Nel locale c’era poca gente - spiega Molinari - anche a causa del temporale che ha spinto poche persone ad uscire. Ad un certo punto sono entrati due, entrambi alterati». Chiedono di avere altro alcol da bere, voglio proseguire la serata, ma il barista si rifiuta. «E non per chissà quale ragione - racconta ancora Molinari - ma perché è previsto che davanti ad una persona già alterata dall’alcol il barista debba rifiutare di servire altro da bere». La reazione dei due è repentina e inattesa. Uno allunga la mano e dal bancone prende una bottiglia di Campari e una di Aperol ed entrambi cercano di guadagnare l’uscita. «Io e Daniele - spiega ancora Molinari - li abbiamo seguiti. Sono riuscito a riprendere l’Aperol ma quando siamo arrivati all’esterno uno ha rotto l’altra bottiglia e l’ha usata contro di noi come un coltello». Daniele Sega è stato preso al braccio sinistro e la scheggia di vetro gli ha provocato un taglio profondo. Il collo di Molinari è invece stato lambito dal collo della bottiglia. «Sono stato molto fortunato - ripete più volte Paolo Molinari - peggio è andata al mio collaboratore che è stato operato nella notte». I due scappano ma intanto viene dato l’allarme e dopo un’ora i carabinieri fermano Youssef Fahdy, 30enne nato a Trento e residente a Flavon. Viene immediatamente arrestato con l’accusa di rapina e di lesioni mentre proseguono le ricerche dell’altra persona - anche questa di origine maghrebina - che è riuscito a scappare.

CORRIERE DI ROMAGNA

L’ALTRA NOTTE
Lite tra coniugi ubriachi in auto Lei vola fuori dall’abitacolo
FORLÌ. E’ volata fuori dall’auto, finendo sull’asfalto, dopo una lite con il coniuge. Ferita in modo grave. Ricoverata in prognosi riservata all’ospedale “Morgagni-Pierantoni”. Un incidente dalla dinamica ancora incerta.
E’ successo l’altra notte alle 4 in via Gordini. La coppia, originaria del Bolognese, era a bordo di un fuoristrada e si stava dirigendo verso il casello dell’autostrada A14. Sembra che tra i due, 36 anni lui e 34 anni lei, sia nata una discussione piuttosto accesa. Secondo quanto accertato dalla pattuglia della Polizia stradale di Rocca San Casciano intervenuta sul posto, anche dovuta all’eccesso di alcol. Entrambi con livelli oltre il limite del consentito. Rimane il fatto che la loro auto è uscita di strada, dopo un testa coda. Difficile ricostruire cosa sia successo in quei momenti. La donna potrebbe aver preso durante il litigio il volante, provocando un testacoda che ha fatto sobbalzare l’auto. Sarebbe in questo frangente che la moglie è finita fuori dall’abitacolo. Toccherà alla Polstrada di Rocca cercare di fare luce su un episodio che ancora presenta lati oscuri.
Rimane il fatto che dopo aver prestato i primi soccorsi alla consorte, il bolognese 36enne si è recato alla sottosezione dell’A14 della Polizia autostradale per chiedere aiuto. Qui la donna è stata soccorsa dalle ambulanze del 118 e portata in ospedale. Essendo l’incidente avvenuto fuori dall’autostrada, i rilievi sono stati affidati alla Polstrada di Rocca. Subito si è capito che le condizioni del guidatore non erano idonee a condurre la macchina e per questo l’uomo è stato sottoposto all’alcoltest che ha dato esito positivo. Troppo il livello di alcolici nel sangue, tanto che per l’automobilista è scattato il ritiro della patente per guida in stato di ebbrezza. Ha ricostruito le fasi dell’incidente, ma il suo racconto ha comunque lasciato spazio a dubbi su cosa sia realmente successo in via Gordini. Intanto al Pronto soccorso dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni” la 34enne bolognese è stata sottoposta alle cure del caso, ma le ferite riportate hanno fatto sì che i medici si riservassero la prognosi. Intanto proseguiranno le indagini per fare luce su quanto di oscuro sembra ancora esserci. Forse quando l’alcol avrà lasciato spazio alla lucidità tutto sarà stato più chiaro.

IL TIRRENO

SABATO, 28 MAGGIO 2011
Quasi illeso dopo un volo di 40 metri
Ubriaco alla guida sbanda e si ribalta
SAN DONATO. Era ubriaco e ha perso il controllo della guida. È andato dritto su una curva, l’auto è volata nel campo e si è fermata solo dopo essersi ribaltata più volte. Il conducente, un albanese di circa 30 anni, è stato sbalzato dall’abitacolo e ha fatto un volo, secondo il racconto di alcuni testimoni, di più di 40 metri. Quando è stato soccorso l’uomo aveva un taglio profondo sulla testa e un sospetto trauma cranico. Era molto agitato e questo ha reso ancora più difficile l’intervento del personale dell’emergenza sanitaria intervenuto a San Donato di Santa Maria a Monte, ieri pomeriggio prima delle 17. Sul posto è intervenuto anche Pegaso che ha trasportato il ferito al Deu dell’ospedale Santa Chiara di Pisa.
Intanto, restano ancora molto gravi le condizioni del ciclista di Calcinaia rimasto ferito in un incidente lungo la strada provinciale della Botte

IL TIRRENO

DOMENICA, 29 MAGGIO 2011
Carabinieri di nuovo al pronto soccorso
In una settimana due interventi, ricoverato anche un giovane ubriaco
CECINA. Sempre più dura per chi deve lavorare al pronto soccorso. In una settimana infatti gli operatori hanno dovuto ricorrere due volte ai carabinieri per riportare la calma.
L’ultimo episodio è avvenuto ieri notte quando è scoppiata una discussione in sala di attesa, dovuta ai tempi di attesa conseguenti ai codici di accesso con cui le persone giungono al pronto soccorso.
I carabinieri in questo caso hanno dovuto far fronte a un doppio lavoro, in quanto stavano accompagnando proprio lì un giovane che, ubriaco, aveva appena importunato i clienti di un locale a Marina. Arrivati all’ospedale, i militari hanno affidato il tipo alle cure dei medici e si sono preoccupati di ristabilire la calma in sala di attesa. Quindi hanno ripreso regolare servizio.
Poche sere prima, lunedì, era avvenuto un episodio analogo. Anche in quel caso erano dovuti intervenire i carabinieri perché un cinquantenne si era stufato di attendere e aveva cominciato a protestare, molestando medici e infermieri ma anche gli stessi pazienti che si trovavano lì in attesa come lui.
Qualcuno poi aveva telefonato al 112 e, all’arrivo della pattuglia, era tornata la calma.

ROMAGNA OGGI

Riccione, ubriachi aggrediscono turista e carabinieri: arrestati
RICCIONE 29 maggio 2011 - I Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Riccione hanno arrestato sabato mattina due campeggiatori irlandesi di 30 e 20 anni per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Gli uomini dell’Arma sono intervenuti in viale Dante, dove erano stati segnalati alcuni stranieri che, in evidente stato di ebbrezza alcolica, avevano poco prima aggredito senza alcun motivo un turista palermitano di 41 anni. I militari hanno subito raggiunto i due irlandesi.
Quest’ultimi hanno reagito aggredendo i militari che, nonostante i calci e pugni subiti, sono riusciti a bloccarli ed arrestarli grazie al tempestivo intervento di una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile, inviata in supporto. In caserma hanno apostrofato con frasi oltraggiose ed offensive gli uomini dell’Arma, pertanto sono stati anche deferiti in stato di libertà per oltraggio a pubblico ufficiale.
Il villeggiante aggredito ha riportato "policontusioni" giudicate guaribili in 4 giorni., mentre i militari hanno riportato lievi lesioni agli arti superiori. Lunedì i due irlandesi saranno processati per direttissima.

CORRIERE ADRIATICO

Arrestato
Evade per andare al mare
Livorno E’ evaso dai domiciliari per andare al mare. Peccato che, con l’abbondanza di spiagge e scogliere nelle vicinanze di Livorno, un marocchino di 26 anni abbia scelto proprio lo stabilimento balneare della polizia di stato di Calambrone. Il giovane è stato arrestato dalla polizia di Livorno dopo aver parlato a lungo con un agente della penitenziaria e un collega che gestisce lo stabilimento. Il giovane si era sdraiato a prendere il sole sulla battigia, ha comprato alcune birre al bar dello stabilimento, ha chiesto al poliziotto che gestisce il bagno dove poter comprare da mangiare. Quando è stato il momento di andarsene, però, il giovane a bordo di una Smart è stato notato da un poliziotto. La guida insicura del giovane, dovuta all’alcol, ha spinto l’agente a pedinarlo, invitandolo anche ad accostare, invano. L’inseguimento è terminato a casa del marocchino.

IL TIRRENO

DOMENICA, 29 MAGGIO 2011
Controllati 600 conducenti sulla tangenziale: multe salate e punti decurtati
Troppo alcol, ritirate 7 patenti
PRATO. Un maxi-controllo per prevenire la guida in stato di ebbrezza: è quello compiuto venerdì notte dalla polizia municipale sul viale Allende all’altezza dell’Omnia center. Complessivamente sono stati controllati 600 conducenti di auto e moto, che sono stati sottoposti al precursore che rileva l’alito alcolico. Solo in 9 hanno poi fatto la prova dell’etilometro e di questi, sette si sono visti ritirare la patente per aver superato il limite di alcol nel sangue consentito dalla legge. Multe salatissime, da 500 a 3.200 euro, per i trasgressori. Tutti vedranno decurtarsi 10 punti dalla patente dopo la sospensione. Altri due controlli simili, con centinaia di automobilisti fermati, erano stati effettuati nelle scorse settimane, sempre di venerdì in via Ferrucci e in viale Galilei. Quella del venerdì sta diventando una serata da evitare per chi esagera con l’alcol.

IL SOLE 24 ORE

La mafia russa gestisce un gigantesco mercato della vodka contraffatta
di Vladimir Sapozhnikov  
28 maggio 2011 - La Russia è il Paese della vodka. Ora si può dire che la Russia è il Paese della vodka contraffatta. Il mercato nero che si suddivide due parti, tra i superalcolici distillati e venduti clandestinamente e in quello della vodka prodotta ma non registrata ufficialmente dalle distillerie, ha raggiunto delle proporzioni enormi.
Secondo un recente sondaggio condotto dal centro studi di Mosca Drinktime, soltanto il 34,5% della vodka venduta in Russia nel 2010 è stato distillato "in bianco". Tutto il resto è stato l’alcol prodotto dall’economia sommersa, che secondo le stime degli esperti indipendenti supera il 30% del Pil russo (il 17% secondo le statistiche governative).
Stando ai dati riportati da Drinktime nel 2010 in Russia sono stati consumati 280 milioni di decalitri di vodka, di cui 70 milioni di decalitri è stata la vodka prodotta off-record dalle distillerie legali, che tramite un giro di contatti criminali riescono a venderla tramite la rete legale di negozi di alcol ai prezzi leggermente più bassi a quelli "standard": i consumatori finali non sanno neanche che acquistano e consumano i superalcolici non registrati, con bolli falsificati, rifornendo così di denaro l’economia sommersa e la criminalità organizzata.
Altri 80 milioni di decalitri è stato l’alcol imbottigliato presso le produzioni clandestini e artigianali, sparse a migliaia in tutta la Russia. Come di solito questa bevanda alcolica – venduta presso i mercati abusivi a un prezzo pari al 5-10% di quello "normale" per una bottiglia di vodka - rappresenta un mix di sostanze estremamente nocive per la salute umana, non di rado velenose, come alcol metilico, che ogni anno costa la vita a molte decine di migliaia di persone. Il numero di decessi, provocati direttamente dagli abusi di alcol e da consumo di bevande alcoliche contraffatte superano 40mila persone all’anno, mentre il numero di morti causate da malattie connesse all’alcolismo raggiunge 550mila all’anno e non 80mila come si era pensato prima. L’alcolismo ha messo la Russia sull’orlo di una catastrofe demografica: negli otto anni passati la popolazione della Russia è diminuita di 2,2 milioni di persone, mentre la speranza di vita media è di 62 anni per gli uomini e di 74 anni per le donne (in Italia è rispettivamente di 78,4 e 84 anni "Il Sole 24 Ore", 10.12.2010).
Per combattere l’alcolismo lo Stato aumenta di anno in anno le accise sull’alcol e introducendo il concetto del cosiddetto "prezzo minimo consentito": attualmente nel commercio al minuto una bottiglia di vodka da 0,5 litri non può costare meno di 98 rubli (2,45 euro). In realtà le misure del Governo non fanno altro che gonfiare i flussi finanziari clandestini del mercato nero e dell’economia sommersa: nei primi quattro mesi del 2011 la fuga di capitali dalla Russia ha superato 30 miliardi di dollari.
Molti esperti sono d’accordo sul fatto secondo cui l’istruzione della popolazione russa nelle migliori tradizioni di consumo del buon vino potrebbe aiutare a risolvere il problema di alcolismo a base di vodka. In questo contesto dal punto di vista delle autorità russe "meritano ogni lode" le iniziative dell’Italia, che regolarmente organizza in Russia fiere e degustazioni di migliori vini italiani. (*)
Nei prossimi giorni a Mosca e a San Pietroburgo l’Ice e la Iem (International Exhibition Managerment) di Verona organizzano un grande evento intitolato "Solo grandi vini italiani", nel corso del quale nella prestigiosa cornice storica del Piccolo Maneggio, a due passi dal Cremlino, saranno presenti i più prestigiosi vini di Toscana, Piemonte, Friuli, Veneto e di altre regioni. All’inaugurazione della fiera parteciperanno l’Ambasciatore d’Italia a Mosca, Antonio Zanardi Landi, il direttore dell’ufficio Ice di Mosca, Roberto Pelo, rappresentanti delle aziende italiane e russe.

(*) Nota: si è partiti col dire che in Russia, oltre al problema causati dagli alcolici prodotti legalmente, ci sono quelli causati dagli altri alcolici immessi sul mercato, e alla fine, come soluzione si propone di immettere sul mercato russo un altro alcolico. Perché allora non proporre di importare anche i sigari toscani? Così, già che ci siamo, affrontiamo anche il problema del tabagismo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Lunedì, 30 Maggio 2011
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