Sabato 31 Ottobre 2020
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Rassegna alcol e guida del 26 maggio 2011

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

ASSOCIAZIONE ITALIANA FAMILIARI E VITTIME DELLA STRADA ONLUS

COMUNICATO STAMPA
http://www.vittimestrada.org/news.php?lng=it&pg=15746
Sicurezza stradale: Aifvs si dissocia da campagna San Patrignano ma sostiene il film “Asfalto Rosso”
25/05/2011
Oggi l’anteprima del film “Asfalto Rosso”, sulle stragi del sabato sera legate all’assunzione di alcol e stupefacenti con la regia di Ettore Pasculli e girato in parte nella comunita’ di San Patrignano. La proiezione a Milano presso UCI Bicocca.
L’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada (AIFVS) ha offerto il proprio sostegno al lungometraggio, insieme alla Fondazione Veronesi, a Virgin Radio e ad UCI Cinema. Il patrocinio, invece, è della Regione Lombardia.
L’Aifvs si dissocia nel modo piu’ assoluto dalle dichiarazioni rilasciate da Andrea Muccioli, responsabile della comunita’ di San Patrignano, che ha sostenuto come l’obiettivo della pellicola “Asfalto Rosso” ben si sposa con la campagna lanciata dalla comunita’ “Il vino ama la vita”.
Quello che più stupisce e’ come sia lo stesso Muccioli a riconoscere che “per moltissimi, alcolici e vino sono la strada piu’ semplice ed economica per stordirsi e alterare la percezione di sé”.
L’Aifvs si dissocia nel modo piu’ netto ed intransigente da qualunque iniziativa che abbini alle campagne per la sicurezza stradale, soprattutto se rivolte ai giovani,  ad azioni atte a promuovere la cultura del bere, anche se consapevole.
 Il vino al volante e’ nemico assoluto della vita, non solo di chi ne fa un uso smodato ma anche di coloro che occasionalmente bevono e poi si mettono al volante uccidendo se stessi, i passeggeri che viaggiano con loro e tanti innocenti che inconsapevolmente si trovano sulla loro strada. (*)
 
(*) Nota: quando si parla di un tema così delicato il messaggio deve essere chiaro, inequivocabile, scevro da compromessi. La posizione di san Patrignano è ambivalente, per non dire imbarazzante.
Questo comunicato dell’AIFVS è importante, e merita la più ampia diffusione.


IL MATTINO di Padova

Botellon in Prato, festa per 10 mila. Nessun incidente, pochi sequestri
Solo un ragazzo portato in ospedale a smaltire l’ubriacatura e pochi giovani curati sul posto. Bilancio positivo per la grande festa autoconvocata.
In Prato della Valle arriva anche in sindaco Zanonato: "I giovani mi hanno impressionato"
di Paolo Baron
PADOVA. Per una sera Padova è una città europea, in cui i giovani si incontrano a migliaia senza farsi male e senza danneggiare nulla. Il Botellon Veneto smentisce i timori della vigilia e si rivela un successo. Il maxi-raduno autoorganizzato via Facebook ha richiamato in Prato della Valle circa 10 mila giovani in una serata calda e tranquilla. Anche il primo cittadino Flavio Zanonato, sempre attraverso il social network, dà un giudizio positivo della festa: "Un numero davvero impressionante di giovani, l’Isola Memmia è zeppa di gente".
Nel pomeriggio erano state prese tutte le misure "preventive" necessarie a far sì che la festa non degenerasse. L’ordinanza del sindaco aveva fissato in un litro a testa il quantitativo massimo di alcol che si poteva introdurre in Prato. Qualche sequestro da parte delle forze dell’ordine, ma niente di più. "Era un modo per evitare il commercio abusivo di alcolici" ha spiegato Zanonato.
Attorno all’1 di notte il primo bilancio degli operatori del Suem 118, sul posto che garantire il presidio sanitario: un ragazzo portato in ospedale e pochi altri curati sul posto. Tutti ovviamente perché avevano esagerato con l’alcol.
Come detto, anche il sindaco Zanonato è arrivato in Prato attorno alle 23 ed ha fatto subito un giro nell’Isola Memmia, ricevendo qualche insulto ma fermandosi anche a parlare con diversi gruppi di giovani. Poi il primo cittadino è salito in Loggia Amulea per osservare la situazione dall’alto. Alla fine il pollice è rimasto alzato: una bella festa per fortuna senza incidenti.
Dall’alba di oggi gli operatori di AcegasAps sono in Prato per la pulizia della piazza.

CORRIERE DEL VENETO (Padova)

A migliaia nel Prato blindato Sequestrati fiumi di alcol
Filtro delle forze dell’ordine nei punti d’ingresso
Sfida alla diffida del questore e alle ordinanze del sindaco
PADOVA -I giovani hanno iniziato ad invadere il Prato della Valle dopo le dieci di sera. A centinaia al colpo. Alle 22 e 30 erano già almeno cinquemila. Facile che nella notte la soglia delle diecimila adesioni contate su Facebook per questo «Botellòn Veneto» siano state quanto meno sfiorate. In migliaia poi hanno bevuto e festeggiato fino a tarda notte tra le statue dell’Isola Memmia. Ma al loro arrivo hanno trovato qualcuno ad attenderli. L’annunciata operazione di filtraggio si è vista eccome: casse di birra, bottiglioni di vino e superalcolici sono stati sequestrati a decine e decine di litri alla volta da parte di Carabinieri, polizia municipale, agenti della questura e militari della Guardia di Finanza, mobilitati in massa a controllare tutte le vie di accesso alla piazza. L’ordinanza firmata dal sindaco Flavio Zanonato che limitava ad uno i litri a testa di alcol insomma ha funzionato. Anche se qualcuno ovviamente ce l’ha fatta: «Ho portato dentro 15 litri» spiega fiera una ragazza di fronte alle telecamere. «Siamo qua alla faccia delle ordinanze e delle diffide» , urla un ragazzo. Sequestri che comunque non hanno ridimensionato la festa e il successo, indiscutibile, della formula di questo raduno alcolico «spontaneo» importato dalla Spagna. E il tutto nonostante (o forse anche grazie a) le ordinanze del sindaco, la «diffida» del questore a non partecipare, lo schieramento massiccio di forze dell’ordine (più di un centinaio quelle in campo ieri sera), il gran parlare che ha preceduto l’evento padovano. Potenzialità di Facebook e di internet. O determinazione dei giovani, pronti a tutti pur di non rinunciare ad una «festa alcolica» in piazza. L’ordinanza del sindaco che limitava «l’armamento alcolico» non ha impedito a molti di prendersi una sonora sbronza. I trenta bagni chimici allestiti dal Comune hanno fatto quel che potevano. I cento e più agenti delle forze dell’ordine nulla hanno potuto di fronte al chiasso e al vociare di migliaia di persone che sicuramente hanno reso difficile la notte ai residenti dell’area. Presa d’assalto da decine di giovani anche la fontana dell’isola Memmia che per precauzione era stata spenta e svuotata. Imponente anche l’apparato di volontari schierato per «limitare i danni» : oltre alle forze dell’ordine, Vigili del Fuoco con i canotti nella canaletta dell’Isola Memmia, Croce Rossa per soccorrere i ragazzi colpiti da malore per il mix di caldo e alcol e Protezione civile armata di bottigliette d’acqua. Sul posto a vigilare la situazione, «tutto sommato sotto controllo» almeno fino alle 23, anche l’assessore alla sicurezza Marco Carrai. Quest’anno quindi Botellòn in una versione apparentemente più «responsabile» e controllata rispetto a quella dell’anno scorso. Almeno nelle intenzioni. Tanto che anche gli organizzatori (nessuno sa chi siano realmente) hanno diffuso attraverso internet un comunicato in cui invitavano tutti i partecipanti al rispetto di alcune regole fondamentali. Il risultato, seppure all’interno di un Prato della Valle blindato, è stata una festa ininterrotta fino all’alba.
Riccardo Bastianello

CORRIERE DEL VENETO (Padova)

Bitonci: «Zanonato ha istigato le sbornie»
PADOVA - Un’ordinanza che legittima, se non istiga, i giovani ad una sbornia collettiva. Secondo Massimo Bitonci, sindaco di Cittadella e parlamentare della Lega Nord, il modo in cui sindaco Flavio Zanonato ha gestito la questione «Botellon» rischia di rivelarsi controproducente. L’ordinanza firmata dal sindaco limita infatti l’alcol che ogni ragazzo poteva portare in piazza ad un litro. Il che secondo Bitonci si traduce in un messaggio simile a: «Bevete pure un litro di alcol a testa, e poco importa se si tratta di vino o di un superalcolico, sbronzatevi per bene purchè le forze dell’ordine non vi trovino in possesso di più di una bottiglia da litro».

IL GAZZETTINO (Padova)

Alle 23 erano almeno in ottomila…
Alle 23 erano almeno in ottomila all’interno dell’Isola Memmia i ragazzi richiamati dal tam-tam su Facebook per il Botellòn, atteso da uno spiegamento di forze. Il flusso dei giovani in arrivo soprattutto dalla zona delle piazze è stato continuo. A verificare l’accesso all’isola Memmia gli agenti della polizia municipale e gli agenti della Digos, che controllavano zaini e borse perchè contenessero non più del litro di bevande alcoliche stabilito dall’ordinanza del sindaco. «Abbiamo provveduto a sequestrare diverse bottiglie in eccesso rispetto a quanto stabilito», ha detto il comandante della polizia municipale Aldo Zanetti. A verificare l’afflusso e il regolare svolgimento della serata in Prato della Valle c’era anche l’assessore alla polizia municipale, Marco Carrai. È arrivato sul posto anche il sindaco Flavio Zanonato.
L’Isola Memmia tra musica sparata a tutto volume, urla e suoni insistenti dei bonghi era una vera bolgia. Centinaia di persone sdraiate sull’erba, altre ad occupare il resto dell’area e diversi tuffi nella fontana. A presidiare Prato della Valle gli uomoni della Protezione civile, quaranta agenti municipali, il Secondo Reparto Mobile, quaranta carabinieri del Battaglione San Marco, i vigili del fuoco con tanto di canotto per eventuali salvataggi dentro la canaletta. Nel corso della serata sono state distribuite migliaia di bottigliette d’acqua contro il caldo, pagate dall’amministrazione comunale e stoccate all’interno della Loggia Amulea. Diversi i malori e gli interventi di soccorso. Il Botellòn, contrariamente a quanto annunciato, non ha bloccato il tram.
Attorno a Prato della Valle molti i posti di blocco per controllare il tasso alcolico dei partecipanti al termine del maxi raduno, che si è concluso all’alba.
Tra la folla di giovani, decine di spacciatori arrivati per l’occasione. E non sono mancati neppure i vu’ cumprà.
Lo straordinario afflusso è stato anche facilitato dal mercoledì sera universitario, tanto che Prato della Valle per una notte si è trasformato in una gigantesca succursale di piazza delle Erbe con migliaia di biciclette a circondarlo.
La prima "edizione" del Botillòn, l’anno scorso, aveva lasciato la grande piazza monumentale in uno stato pietoso. Solo oggi si potrà trarre un bilancio definitivo della nuova edizione.

IL GAZZETTINO (Padova)

L’è peso el tacon del buso…
«L’è peso el tacon del buso. (*) Consiglierei al sindaco di ritirare un’ordinanza altamente "alcolemica", oserei dire da "ombre rosse"... il messaggio è che il Comune tollera fino ad un litro di whisky a testa, tutto quello in più sarà sequestrato. Come dire: ragazzi ubriacatevi finchè potete, se riuscirete a rovinarvi la vita e il fegato con un litro di alcol, non ci sarà bisogno dei vigili per sequestrare un’eventuale aggiunta di alcol a 8000 persone, ma del 118 con un esercito di autoambulanze». Il dottor Giampiero Avruscio, direttore della Medicina specialistica dell’Ulss 16, vicepresidente del Consiglio comunale, ricorda i «numeri del bere»: con 0,2 grammi/litro ovvero una lattina da 330 ml di birra (4,5 gradi), oppure un bicchiere da 125 ml di vino (11.5 gradi), o un bicchierino da 40 ml di superalcolico (40 gradi) i riflessi sono disturbati leggermente, aumenta la tendenza ad agire in modo imprudente in virtù di una riduzione della percezione del rischio.
«Con 0,4 gr/l: rallentano le capacità di vigilanza ed elaborazione mentale; le percezioni e i movimenti o le manovre vengono eseguiti bruscamente con difficoltà di coordinazione. Con 0,5 gr/l - sottolinea Avruscio - c’è il limite legale. Il campo visivo si riduce a causa della riduzione della visione laterale (più difficile perciò controllare lo specchietto retrovisore o controllare le manovre di sorpasso); contemporaneamente si verifica la riduzione del 30-40% della capacità di percezione degli stimoli sonori, luminosi e uditivi e della conseguente capacità di reazione».
«Con 0,6 gr/l: i movimenti e gli ostacoli vengono percepiti con notevole ritardo e la facoltà visiva laterale è fortemente limitata. Con 0,7 gr/l: i tempi di reazione sono ulteriormente compromessi; l’esecuzione dei normali movimenti attuati alla guida è priva di coordinamento, confusa e conduce sempre a gravi conseguenze. Con 0,9 gr/l: sono estremamente ridotti: l’adattamento all’oscurità ,la capacità di valutazione delle distanze, degli ingombri, delle traiettorie dei veicoli e delle percezioni visive simultanee (per esempio di due autoveicoli se ne percepisce solo uno). Ad 1 gr/l è ebbrezza: «a questo punto - ricorda lo specialista - la capacità visiva è minima, i tempi di reazione sono assolutamente inadeguati, vi è una maggior tendenza alla distrazione. Le luci degli abbaglianti, le percezioni luminose intense, possono essere la causa determinante della perdita completa di un controllo già precario, provocando un accertamento transitorio a cui segue un recupero molto lento della visione. Le percezioni sonore, quali quelle del clacson, vengono avvertite con un ritardo accentuato e comunque in maniera inefficace».
«Con oltre 1 gr/l si presenta uno stato di confusione mentale e di totale perdita della lucidità con conseguente sopore e sonnolenza molto intensa». D’altro canto da anni il Comune si sgola proponendo ai ragazzi uno stile di vita attento: è il caso delle campagne informative «Alza la testa, non il gomito» e «Voglio una vita responsabile» nate a dimostrazione di come sia possibile conciliare divertimento e sicurezza.
 
(*) Nota: traduzione: “è peggio la toppa del buco”.

IL GAZZETTINO (Pordenone)

Alcol e dipendenza
i genitori a scuola di prevenzione
FONTANAFREDDA - (rs) «L’alcol, una droga, perché come ogni sostanza psico-attiva, modifica il funzionamento del nostro cervello e perciò la nostra percezione della realtà». È stato questo il leitmotiv dell’incontro, "Liberi di non bere" (*) ultimo degli incontri organizzato dal Comitato genitori in collaborazione con l’associazione Erika Forever, nell’ambito della formazione permanente per genitori promossa e organizzata con Comune e Istituto comprensivo.
«Un’iniziativa lodevole - ha commentato la dirigente Lucia Cibin - il Comitato genitori di si è sicuramente distinto per la validità delle proposte che hanno visto un alto numero di partecipanti».
Molta la partecipazione anche all’ultimo incontro, anche questo particolarmente forte e pregrante grazie alla presenza non solo di Mara Pasin, presidente di Erika Forever che ha fatto da moderatrice, e di Sandra Polesse, servitrice insegnante all’interno dell’Acat, ma dei presidenti dell’Acat del Livenza e di Pordenone Nord, Fiorenzo Cian e Renato De Santi, e di tre testimoni, una mamma e un giovane padre ex alcolisti, mentre la terza testimonianza è arrivata da una giovane figlia di un’ex alcolista. I loro racconti sono stati un modo molto forte di affrontare un tema sempre più scottante soprattutto tra i giovani e le loro abitudini di drink e aperitivi. «A diventare alcolisti si sta poco - hanno detto - Si comincia con poco, ma alla fine si diventa dipendenti. Per uscire ci è voluta forza, la vicinanza degli amici dell’Acat e della famiglia che ha un ruolo di primo piano in tutto questo».
 
(*) Nota: “Liberi di non bere” era uno slogan e un progetto di Andrea Mattei, tra i primi in Italia ad impegnarsi per una corretta informazione su vino, birra e altri alcolici.
Colgo volentieri l’occasione per ricordarlo qui.
Senza il lavoro certosino e le lungimiranti intuizioni di Andrea, questa rassegna stampa non esisterebbe, né io ed Enrico Baraldi avremmo mai scritto “Vino e bufale” e “La casta del vino”.

MODENAQUI

Lavori socialmente utili per chi è ubriaco alla guida
Firmata l’intesa: il provvedimento vale per Modena e provincia
Lavori socialmente utili per chi viene trovato alla guida in stato d’ebbrezza.
E’ l’idea, permessa da una recente legge, che è stata adottata dal sistema di giustizia modenese grazie ad una convenzione con Ausl, Aci e Comune di Modena: in pratica, chi incorre nella violazione del codice della strada può decidere di espiare la pena svolgendo alcune ore di lavoro socialmente utile (ovviamente non retribuito), al servizio di svariati settori e ambiti.
Il progetto prevede un percorso di recupero dei soggetti ‘pizzicati’ alla guida con un tasso alcolemico superiore alla norma, alternativo alla punizione.
Il protocollo d’intesa, siglato ieri, è esteso a tutta la provincia: una volta che la sentenza di condanna diviene definitiva, può avere inizio il percorso di recupero, che verrà valutato una volta terminato in sede di camera di consiglio.
I vantaggi per chi si avvarrà del progetto sono molteplici: anzitutto il veicolo, sottoposto a sequestro amministrativo come prevede la legge, verrà restituito al legittimo proprietario una volta terminato il periodo di lavoro sostitutivo.
Al programma potrà accedere solo chi viene pescato per la prima volta ubriaco alla guida.
Niente da fare quindi per i recidivi, che verranno puniti a norma di legge.
Sono già circa 120 gli imputati che hanno richiesto di entrare a far parte del progetto: in media ogni condannato svolgerà circa 2 mesi di lavoro sostitutivo.
Prima ancora del processo, l’indagato potrà scegliere l’ente e il settore in cui prestare servizio: si va dal ramo sociale dell’Amministrazione comunale al campo della sicurezza e dell’educazione stradale.
Un progetto coraggioso, che farà senz’altro discutere chi pensa che sia tutto tempo sprecato e chi invece crede nella riabilitazione del soggetto attraverso il recupero sociale e non mediante una mera punizione.
Tutt’altro discorso è capire se questo programma avrà effetto sulle cattive abitudini dei ragazzi, principalmente, nel fine settimana.
Daniele Franda

MODENAQUI

Piacentini: «Bastano otto ore di lavoro per azzerare la pena»
A Franco Piacentini, responsabile dell’Associazione Familiari Vittime della Strada di Modena, l’idea di lavori socialmente utili per chi guida in stato di ebrezza non fa affatto impazzire.
«Non possiamo certamente escludere che il lavoro socialmente utile possa esser vissuto come momento di riparazione sociale e di riflessione e quindi abbia un significato educativo, ma non è facile accettare la proposta dei lavori socialmente utili così come prevede la norma», afferma.
Il problema, spiega Piacentini non è tanto la questione in sé, quanto le modalità in cui si è scelto di attuare questa previsione di legge.
«C’è una notevole discrepanza, spiega, tra l’entità delle pene, delle consistenti sanzioni pecuniarie ed amministrative previste dal nuovo codice della strada, che arrivano anche alla confisca del veicolo per un livello di alcolemia superiore ad 1,5 ed il lavoro di pubblica utilità inteso come sanzione sostitutiva».
Un giorno un giorno di lavoro di pubblica utilità infatti consiste nella prestazione, anche non continuativa, di due ore di lavoro.
Una pena che nel 2000 ai sensi dell’art. 54 del Decreto Legislativo 28 agosto 2000, n. 274 un giorno di lavoro equivaleva a 25.000 lire e che oggi viene valutata 250,00 euro.
«C’è qualcosa che stona - afferma il responsabile dell’associazione Familiari Vittime della strada - una sanzione di 1000 euro la si azzera in quattro giorni ossia in 8 ore e visto che le si posson fare in un solo giorno».
Insomma, si accalora Piacentini, «in un sol giorno di lavoro si risparmiano 1000 euro, venendo così esonerati dal contribuire con la pena pecuniaria ad incrementare il fondo per la sicurezza».
Ma non basta, con altre 160 ore di lavoro (pari a una settimana), il colpevole di guida in stato di ebrezza può godere di una serie di sconti aggiuntivi, come quello di mantenere la fedina pulita (conservando lo status di incensurato), evitare la confisca del veicolo e dimezzare la sospensione della patente.
«Ciò crea discriminazioni nei confronti di chi compie infrazioni non essendo ubriaco o drogato, in quanto non potendo accedere a detti lavori deve pagare necessariamente tutta la sanzione pecuniaria», aggiunge Piacentini.
A cui, «il lavoro sostitutivo sembra, piu che altro, un accorgimento astuto per evitare le sanzioni».

IL GAZZETTINO (Treviso)

GORGO
Va ai lavori socialmente utili in sostituzione dell’ammenda
Ubriaca paga 15mila euro
GORGO AL MONTICANO - (r.o.) È slittato di alcune settimane il processo nel quale la 63enne Rosa Marchese, di Gorgo al Monticano, è chiamata a rispondere dell’ipotesi d’accusa di guida in stato d’ebbrezza.
Il motivo? Permettere all’avvocato difensore Cristiana Polesel di completare la documentazione, presentando la delibera di giunta, con la quale la cliente viene affidata ai servizi socialmente utili di un Comune, come previsto dalle nuove norme del Codice della strada.
L’imputata è finita davanti al giudice dopo l’opposizione al decreto penale di condanna con la quale, per guida annebbiata dall’assunzione di sostanze alcoliche, le erano stati inflitti mille euro di ammenda e un mese e 25 giorni di arresto, sostituiti da tredicimila 750 euro di ammenda.
Poco più di un anno fa, il 19 maggio 2010, in un parcheggio di Oderzo, la sessantatrenne di Gorgo venne controllata da una pattuglia dei carabinieri che, vedendola insicura sulle gambe e incerta nel rispondere alle domande, la sottoposero all’esame dell’alcoltest.
La donna risultò avere una percentuale di alcol nel sangue elevata, oltre quattro volte il limite massimo consentito dalla legge: 2,32 grammi per litro che, dopo i dieci minuti canonici per il secondo rilevamento, scese soltanto a 2,25 g/l.
Inevitabili scattarono la denuncia il stato di libertà e il ritiro della patente, con sequestro del mezzo. Grazie alla nuova legge potrà espiare l’errore con lavori socialmente utili, ottenendo la restituzione della patente e dell’auto.

AVVENIRE

CRONACA DI MILANO 26-05-2011
«Altro che colluttorio all’alcol»
«Signor giudice, quella sera avevo usato un colluttorio all’alcol». La scusa, utilizzata da un giovane di 24 anni fermato ubriaco alla guida mentre rientrava da una festa di paese, non ha retto davanti al giudice, che lo ha condannato nonostante il legale del ragazzo avesse presentato nel processo anche un certificato medico del dentista.
«La dichiarazione resa dall’imputato in sede di giudizio non appare francamente credibile», scrive il gup di Milano, Enrico Manzi, nelle motivazioni della sentenza con cui ha condannato il giovane, con rito abbreviato, a 11 mila euro di ammenda, sospendendogli la patente per due anni. «Appare davvero insolito - spiega il gup - che dopo aver partecipato alla festa del paese» il ragazzo «abbia effettuato gli sciacqui prescritti».
E per il giudice è anche «improbabile» che il giovane «portasse con sè (in modo un pò goffo per un ragazzo della sua età) il colluttorio che gli era stato prescritto». Il giovane era stato fermato ad Inzago il 12 ottobre del 2009 con un tasso di alcol nel sangue di 1,5 (il limite è 0,5). Lui stesso aveva ammesso di aver bevuto vino alla festa paesana, ma aveva anche aggiunto che« in previsione di un intervento chirurgico» gli «era stato prescritto di procedere a sciacqui orali con colluttorio contenente alcol».Tuttavia, secondo il gup, «la dichiarazione del medico» non «è idonea» come prova. Inoltre, dopo essersi documentato su internet, il giudice fa notare che «la listerina, pur se contiene alcol in quantità minima, avrebbe lasciato tale sostanza nella bocca dell’imputato per pochissimi secondi». Qualche mese fa, in Tribunale a Milano, era stata presa una decisione diversa: assolto un rugbista, astemio, che aveva bevuto sciroppo e si era sciacquato i denti con un pò di colluttorio alcolico.

AVVENIRE

Alcolismo tra i giovani Allarme a Lodi
DA LODI
GIACINTO BOSONI
Sempre più «under 16» «sballano » con birra e superalcolici.
E nella città di Lodi l’allarme trova conferma direttamente nelle segnalazioni dei cittadini e delle forze dell’ordine. L’intervento ripetuto del «118» per soccorrere i giovanissimi con problemi di alcol è stato il punto di partenza della denuncia fatta dal questore di Lodi, Paolo Pifarotti, in occasione di un incontro pubblico. Pifarotti ha parlato della necessità di prestare «elevata attenzione ai giovani e alle varie fenomenologie che li coinvolgono, tra cui alcolismo, droga, bullismo e pornografia ».
Le parole del questore di Lodi, di fatto, confermano l’allarme della diffusione dell’alcol tra i giovani e giovanissimi. Un fenomeno che si allarga su vasta scala: non a caso pochi giorni fa l’assessore regionale a sport e giovani, Monica Rizzi, ha parlato di «una situazione grave e preoccupante, che non può e non deve lasciare indifferenti».
Sul fronte lodigiano, il primario del pronto soccorso dell’ospedale Maggiore, Pierdante Piccioni, ha confermato la diffusione dell’alcol tra i giovani, anche se ha precisato che «non è tale da mandare un numero elevato di ragazzi in pronto soccorso a Lodi ». E per l’ultimo episodio che è stato più grave, «si tratta di un caso isolato ma occorre essere vigili, soprattutto in chiave educativa e di prevenzione ». Barbara Dadda, responsabile dell’unità operativa «famiglia e territorio» del Consorzio lodigiano per i servizi alla persona, ha invece spiegato che «su 495 ragazzi seguiti nel 2010 dalla ’tutela minori’ ci sono anche casi che hanno evidenziato problemi di alcol, con diversi ricoveri in ospedale». Diverso è invece il discorso delle famiglie lodigiane poste sotto tutela: «L’11 per cento di queste – ha affermato la Dadda – hanno al loro interno problemi di dipendenza da alcol e droga».
La denuncia viene lanciata dal questore di fronte all’emergere di nuovi casi.

CORRIERE DEL VENETO (Padova)

Cantante si schianta dopo una serata con gli amici
PADOVA — La sua grande passione era la musica. E proprio a questa aveva dedicato il suo fine settimana, quando si era esibito come cantante del suo gruppo rock in un locale della frazione di Carturo. Martedì sera era tornato lì per recuperare gli strumenti lasciati dopo l’esibizione. Poi una birra tra amici, qualche chiacchiera. E infine l’imprevedibile. Gianluca Marzaro, soli 28 anni di età, sale a bordo della sua Ford Focus diretto a San Giorgio delle Pertiche, dove abita. Poche centinaia di metri dopo la partenza però qualcosa non va per il verso giusto. Forse una distrazione, forse la stanchezza, forse qualche birra di troppo. L’auto, all’altezza di una curva, in pieno centro abitato, non sterza e va a schiantarsi frontalmente contro un muretto in cemento. La velocità evidentemente era molto elevata. A tal punto che nemmeno lo schianto contro il muretto la arresta. L’auto rimbalza e trenta metri più avanti finisce contro un altro muretto, quello di un ponticello di accesso ad un fondo agricolo. Per il 28enne non c’è alcuna possibilità. Quando i carabinieri del Radiomobile di Cittadella arrivano sul posto, avvisati da alcuni passanti sono le cinque della mattina. Per l’auto, un ammasso di lamiere, è necessario anche l’intervento dei vigili del fuoco. Purtroppo i medici del Suem confermano la più tragica delle ipotesi: per Gianluca non c’era più nulla da fare. I lavori per la rimozione dell’auto dalla sede stradale e per i rilievi necessari sono proseguiti fino a mattina inoltrata. Il giovane viveva in via Macchivelli 2, a San Giorgio delle Pertiche, e lavorava come operaio alla ditta «Betto», poco distante da casa. I colleghi lo ricordano come un ragazzo alla mano, disponibile, simpatico, estroverso. Tutti ricordano la sua grande passione per la musica rock. I funerali saranno fissati nei prossimi giorni.
Riccardo Bastianello

IL GAZZETTINO (Treviso)

VITTORIO
È uscita di strada in centro abbattendo un cartello
Barista ubriaca al volante
All’alcoltest è risultata positiva con un tasso 7 volte oltre i limiti
VITTORIO VENETO - Guidava in condizioni fisiche molto prossime al coma etilico. È uscita di strada combinando un fracasso, ma deve comunque ritenersi fortunata perchè in quello stato (alcol 7 volte oltre i limiti) poteva causare un vero disastro.
È accaduto martedì sera a M. Z., trentenne barista vittoriese che era alla guida della sua utilitaria. In prossimità di una rotonda, in pieno centro, ha allargato sulla destra, provocando lo sbandamento dell’auto che è uscita dalla carreggiata, finendo sopra un’aiuola e abbattendo un cartello stradale. Non si è fatta gran che. Gli unici danni li ha subiti l’auto, che non era sua.
Quando i carabinieri sono arrivati si sono visti davanti la donna barcollante, la quale a fatica è riuscita a spiegare quel che era accaduto. Una scena cui i militari della Compagnia di Vittorio Veneto hanno assistito stupefatti. Che fosse ubriaca era evidente, ma il risultato del tasso alcolemico è apparso sorprendente al di là di ogni previsione. Le è stato rilevato un tasso alcolemico pari a 3.2 g/l.: uno sproposito se si pensa che il limite legale consentito è di 0,5 grammi per litro di sangue. Risponderà di guida in stato di ebbrezza.
Questo non è stato che il più eclatante dei casi rilevati dai carabinieri che nella stessa serata hanno controllato 30 veicoli e 43 persone, ritirando due patenti, elevando 4 contravvenzioni e deferendo quattro persone all’autorità giudiziaria.
Altro caso significativo è quello che ha riguardato il pensionato 68enne E.C. di Miane. Fermato a Cison, è risultato positivo all’alcoltest con un tasso di 2.57 g/l. Gli è stata sequestrata l’auto ed è stato pure lui denunciato. L’elenco continua con due persone segnalate alla Prefettura per essere state trovate al volante dopo aver assunto sostanze stupefacenti e con la denuncia di altre due trovate in possesso di sostanza stupefacente. Si tratta, rispettivamente dell’operaio 25enne M.B. di Cordignano, trovato in possesso di 3 grammi di marijuana, e del 21enne G.C. di Sarmede, anch’egli operaio, che aveva invece 2 grammi della medesima sostanza.
F. Fi.

L’ARENA di Verona

GIOVANI E DISAGIO. Il questore potrebbe disporre la sospensione dell’attività per quindici giorni.
I militari di Caprino hanno avvisato le famiglie dei minorenni

Vende vodka ai ragazzini, barista nei guai
Denunciato dai carabinieri che hanno sorpreso tre adolescenti a consumare i superalcolici
Ora rischia la chiusura del locale

Stavano bevendo un bicchiere di vodka al bar Florida di Caprino sei giorni fa intorno alle 21.30. E sarebbe stato tutto assolutamente regolare se i protagonisti di questa «bevuta» dai valori decisamente forti non avessero avuto 14, 15 e 16 anni. A trovarli con il bicchiere di super alcolici in mano, sono stati i carabinieri di Caprino, in un’operazione con controlli dei locali del paese ai piedi dei Lessini. E così il titolare di quel bar è finito nei guai. È stato segnalato al giudice di pace per violazione della legge sulla distribuzione di bevande alcoliche ai minori e il verbale dell’intervento è stato inviato anche in questura per conoscenza. Un’altra segnalazione è stata inviata dagli uomini dell’Arma anche al sindaco di Caprino. In realtà, il titolare del bar si è difeso subito davanti ai carabinieri, sostenendo che sarebbe stato un unico caso in cui avrebbe somministrato super alcolici a minorenni.
Ora, però, il fascicolo è nelle mani della magistratura e toccherà al giudice diradare la nebbia su questo episodio.
Dopo aver sorpreso i tre giovani con il bicchiere di vodka in mano, i carabinieri di Caprino hanno chiamato i loro genitori tutti appartenenti a famiglie perbene. Tutti si sono mostrati sorpresi del consumo di bevande super alcoliche dei loro figli. Nessuno ha detto di sapere che i figli bevessero con l’obiettivo di sballare. Ironia della sorte, i carabinieri hanno trovato nel locale di Caprino anche il cartello che vietava il consumo di alcolici dei minorenni.
Quella sera i controlli dei carabinieri hanno riguardato altri quattro locali sui 23 esistenti a Caprino. In un altro bar, i militari hanno constatato come il titolare una volta richiesto da due giovanissimi di consumare super alcolici, ha chiesto loro i documenti d’identità.
I due clienti sono così risultati minorenni e il titolare si è rifiutato di mettere il bicchiere sul bancone, lasciando che i due giovanissimi lasciassero il bar di fronte ai militari in borghese, presenti nel locale.
I carabinieri di Caprino fanno sapere che i controlli continueranno anche nei prossimi giorni e interesserà locali anche sul lago di Garda. L’obiettivo è quello di prevenire il fenomeno del consumo di superalcolici da parte dei minorenni che si sta allargando a macchia d’olio. In questo senso, dicono ancora i militari, occorre anche la collaborazione dei gestori dei bar .
G.CH.

VARESENEWS

"Lo fece bere e poi lo violentò": a processo il volontario della parrocchia
Il gup Marzagalli ha rinviato a giudizio un uomo accusato di aver abusato di un ragazzo conosciuto in oratorio, dopo averlo fatto ubriacare
Un quarantenne di Induno Olona è stato rinviato a giudizio dal gup di Varese Cristina Marzagalli con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di un ragazzo minorenne. L’episodio risale al dicembre del 2007. L’imputato era un volontario della parrocchia e aveva conosciuto il ragazzo, all’epoca 16enne, all’oratorio, diventandone amico e guadagnandosi la sua fiducia. Secondo le accuse, nel dicembre di quell’anno il volontario parrocchiale ha invitato nella propria abitazione l’adolescente e, dopo avergli fatto bere degli alcolici, ne ha abusato sessualmente. Un solo episodio che tuttavia fu scoperto perché gli insegnanti della scuola che frequentava il giovane, si erano insospettiti per le tante assenze. L’adolescente si era infine confidato con i professori che avevano fatto partire una segnalazione alla procura della repubblica di Varese.
Durante l’indagine, è stata ricostruita l’amicizia tra i due soggetti ed è stata anche effettuata una perquisizione a casa dell’indagato. Gli inquirenti hanno trovato dei filmati a carattere pornografico, da cui è scaturito un secondo filone di indagine, volto a chiarire se vi fossero minorenni nelle immagini: questa seconda tranche è stata però archiviata poiché non è emersa – o non è stato possibile provare - la presenza di minori. Gli investigatori, durante l’inchiesta, hanno anche ascoltato i sacerdoti, i quali hanno riferito di non avere mai avuto sospetti nei confronti dell’uomo.
Il processo inizierà l’otto novembre prossimo davanti al tribunale di Varese in composizione collegiale. Il pm è Massimo Baraldo, l’avvocato della difesa Fulvio Dagnoni, la parte civile è rappresentata dall’avvocato Miriam Rossi. L’accusa è violenza sessuale con l’aggravante di abuso di sostanze alcoliche.

AGI NEWS

ALCOL: PER FEGATO MEGLIO UN BICCHIERE OGNI TANTO CHE ESSERE ASTEMI
(AGI) - Londra, 26 mag. - Andare al pub un paio di volte a settimana puo’ fare bene alla salute, a condizione pero’ che ci si limiti a bere due pinte di birra o due bicchieri di vino.
Mentre l’alcol resta una delle principali cause di malattia epatica, secondo il rapporto dell’International Scientific Forum on Alcohol Research, e’ sbagliato pensare che non berne affatto faccia bene. Secondo gli esperti, il consumo frequente ma moderato di alcol puo’ infatti diminuire fino al 60 per cento il rischio di sviluppare il fegato grasso, causa di molte malattie. La ricerca, condotta in Giappone, ha registrato le abitudini di consumo di 9.885 uomini. Tra i bevitori moderati e’ stata riscontrata la piu’ bassa prevalenza di steatosi epatica, ma ulteriori verifiche hanno dimostrato che c’e’ una vera e propria associazione rispetto a quanto spesso si beve.
Coloro che hanno bevuto 3-4 bevande alcoliche in una finestra temporale di 21 giorni in un mese sono risultati avere il piu’ basso rischio. (*) "Le osservazioni - si legge nel rapporto - suggeriscono che il consumo di alcol svolge un ruolo protettivo contro il fegato grasso negli uomini, e che puo’ contribuire notevolmente a questo effetto favorevole". Cio’ non toglie pero’ che bisogna stare attenti a non esagerare: "L’abuso di alcol - ha riferito il report - e’ una delle principali cause di cirrosi e di altre gravi forme di malattie epatiche.
Dall’altra parte pero’ il fegato grasso e’ associato principalmente all’obesita’". Il consumo moderato di alcol, quindi, non solo non aumenta il rischio ma puo’ realmente ridurlo. (AGI)
 
(*) Nota: non capisco se intende dire 3-4 unità alcoliche 21 volte al mese (una quantità che certamente incrementa alla grande il rischio di patologie epatiche), oppure 3-4 unità alcoliche ogni periodo compreso tra 21 giorni e un mese.
Nel secondo caso la “dose ottimale” sarebbe di meno di un bicchiere a settimana, equivalente a meno di un quattordicesimo di bicchiere di vino al pasto. A questo punto forse sarebbe meglio utilizzare la goccia come unità di misura.
Appare plausibile che sia stato commesso il solito errore di molte ricerche epidemiologiche, ovvero reclutare tra gli “astemi” presi in esame persone che hanno smesso di bere per motivi di salute (spesso legati a problemi epatici).
E’ logico che se equiparo una persona che non sta bevendo perché malata a una che consuma in media meno di un quattordicesimo di bicchiere di vino a pasto, il fegato del secondo stia meglio.
Chissà se ci sono studi che equiparano la capacità respiratoria di non fumatori asmatici a quella di persone sane che fumano una sigaretta alla settimana…

DIRE.IT

Tumori faringo-laringei in aumento: "Si continua a morire ma manca la soluzione"
UDINE - I tumori faringo-laringei rappresentano il 10% circa di tutte le neoplasie maligne negli uomini e il 4% nelle donne. Solo in Italia ogni anno si contano circa 5.000 nuovi casi di carcinoma laringeo tra gli uomini e 500 tra le donne. E purtroppo, nonostante gli sforzi della ricerca, la soluzione definitiva non è stata ancora trovata. In Europa però la mortalità è in calo, mentre le cifre che arrivano dagli Stati Uniti sono in assoluta controtendenza. Un controsenso che ha una spiegazione per alcuni tratti molto semplice, ma che la dice lunga sull’importanza di giungere alla formulazione di linee guida universali: la diversità di trattamento, uno degli argomenti caldi trattati nel corso del 98^ congresso nazionale Sio, Società italiana di otorinolaringologia e chirurgia cervico-facciale, a Udine fino a sabato.
"Negli Stati Uniti- spiega il professor Giuseppe Rizzotto, direttore del dipartimento di ORL dell’Ospedale Civile di Vittorio Veneto- da qualche anno a questa parte nel trattamento di questo tipo di cancro si privilegia l’utilizzo di chemioteria e radioterapia. E mentre per quanto riguarda i tumori in generale abbiamo una casistica in miglioramento sostanziale in quasi tutti i campi, con statistiche di sopravvivenza in continuo aumento, ci troviamo invece a dover affrontare questa discrasia: di carcinoma laringeo si muore tanto e, soprattutto, nel 2010 si muore più che nel 2000".
I tumori della laringe originano, nella maggior parte dei casi, dalla mucosa (epitelio) che riveste l’interno del canale: il più comune è il carcinoma a cellule squamose.
I principali fattori di rischio sono il fumo di sigaretta, il consumo di alcol, il 90 per cento circa dei pazienti con queste neoplasie fuma e beve. (*) Proprio per questo il tumore della laringe è più frequente in Veneto e in Friuli Venezia Giulia (18 casi l’anno ogni 100 mila abitanti), rispetto a Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Toscana (10 casi l’anno ogni 100 mila abitanti) e al Meridione (7,3 casi l’anno ogni 100 mila abitanti).
Nel vecchio continente prevale ancora l’approccio chirurgico, certamente più invasivo, ma con percentuali di risoluzione assolutamente migliori rispetto all’approccio americano. "Bisogna riflettere su questo tipo di dati- continua Rizzotto- è ormai acclarato che in questo momento, la terapia d’elezione è assolutamente quella chirurgica, che risolve (anche se non in maniera definitiva) il 90% dei casi. Ciò non toglie che il futuro sia rivolto evidentemente a cure meno invasive. Ma pare ormai chiaro che la ricerca nel campo della chemio e della radioterapia non abbia ancora prodotto risultati soddisfacenti, risultando inefficace. Possiamo ben dire che l’Europa, con un sapiente uso della chirurgia conservativa, è in questo campo ancora un passo avanti".
 
(*) Nota: si parla di “consumo” perché il rischio di cancro della laringe sale in maniera significativa già con un “buon” bicchier di vino consumato al pasto.

IL MATTINO

Un brindisi di solidarietà per curare i bambini africani malati di Aids…
Un brindisi di solidarietà per curare i bambini africani malati di Aids. È quello che propongono Planeta for life 2011 e la Comunità di S. Egidio a partire dalle 18,30 di oggi in alcuni locali napoletani. Un aperitivo solidale del costo di 3 euro perché con 100 bicchieri di vino si ha la possibilità di offrire a un piccolo paziente un anno di terapia. (*) L’iniziativa è a sostegno del Programma Dream in Africa che realizza un progetto di cura contro l’Aids in tutta l’Africa Sub-sahariana. I locali: Vinarium in via Capella Vecchia, L’Ebbrezza di Noè in via Vetriera, il Sessantasei in vico Vasto a Chiaia, Chandelier in vico Belledonne.
 
(*) Nota: la diffusione in Africa dell’AIDS è fortemente collegata al consumo delle bevande alcoliche.
Promuovere alcol per la solidarietà a chi è vittima di problemi (direttamente o indirettamente) alcolcorrelati appare paradossale e poco rispettoso per la sofferenza di questi bambini.
LEGGO (Torino)

Torna sabato pomeriggio la Va bin parade…
Torna sabato pomeriggio la Va bin parade, ed è di nuovo polemica. Una sfilata per le vie del centro che per gli organizzatori è «un divertimento consapevole e rispettoso», ma che il consigliere comunale di minoranza Maurizio Marrone (Pdl) cataloga come rave party, alla luce delle proteste che suscitò l’edizione dell’anno scorso. «Ancora una volta - dice - in pieno orario di apertura dei negozi, le famiglie torinesi dovranno farsi largo tra cocci di bottiglie rotte, rifiuti di vario genere e giovani svenuti in preda all’alcol e alle droghe sintetiche». Rincara la dose il leghista Mario Carossa, che lo definisce «un caravanserraglio dello sballo».
I due si dicono scandalizzati che il Comune abbia dato il patrocinio a un evento che aveva suscitato così tante polemiche. Ma gli organizzatori hanno già aggiustato il tiro, almeno nei propositi: «Quest’anno - scrivono - l’intenzione è sviluppare maggiormente temi sociali (energie rinnovabili, infanzia, acqua, diritti umani, cultura e integrazione sociale). L’evento prevede una parata musicale di carri allegorici allestiti seguendo i temi elencati, che si snoderà per le vie della città offrendo un punto di confronto e di incontro non convenzionale ai cittadini».
(P.Ita.)
CITTAOGGIWEB.IT

Arrivati i carabinieri si è scagliato anche contro di loro ed è stato arrestato
Giovane ubriaco minaccia i clienti di una gelateria, tra di loro anche il Sindaco
Busto Garolfo
Un ragazzo 20enne, A.F., è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale nella serata di ieri a Busto Garolfo.
Il giovane stava creando problemi alla gelateria “Marcuzzo”, in via Manzoni, dove, in evidente stato di alterazione psicofisica da alcool, importunava i clienti minacciandoli, tra cui anche il Sindaco, Angelo Pirazzini, verso il quale proferiva minacce ed ingiurie.
Immediato l’intervento della pattuglia, contro la quale il giovane si è scagliato, tirando calci e provando a colpirli. A quel punto sono scattate le manette.
SAVONANEWS

Aggredisce la ex moglie, interviene la Volante
E’ accaduto ieri alle 23 a Savona, identificato un quarantenne alterato dall’alcol
Erano da poco passate le 23 quando la sala operativa ha inviato la Volante in una piazza del centro di Savona, in seguito alla segnalazione dell’aggressione di una donna.
I poliziotti, giunti sul posto, hanno identificato un quarantenne savonese, in evidente stato di ebbrezza alcolica, che poco prima aveva aggredito la ex moglie. La donna è stata trasportata al pronto soccorso del San Paolo per le cure del caso, mentre all’uomo, positivo all’alcoltest, è stato contestato lo stato di ubriachezza.
LA SICILIA

Palazzo filippini
Convegno sull’uso dell’alcol nel mondo dei giovani
Domani alle 9.30, nelle sale dell’ex collegio dei Filippini, avrà luogo il convegno intitolato "Alcool e dintorni".
Un appuntamento per affrontare una tematica delicata, che si pone come una riflessione sull’uso dell’alcol nel mondo giovanile. L’evento è organizzato dall’associazione Culturale Cometa, in collaborazione con il Comune di Agrigento, con l’associazione Culturale Acuarinto e con il Liceo scientifico "Majorana" di Agrigento. I relatori del convegno saranno il dott. Calogero la Porta dirigente della polizia stradale di Agrigento e la dott. Gabriella Schembri, psicologa dell’ufficio educazione alla Salute dell’Asp di Agrigento.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto "Giovani città" promosso dalla Regione Siciliana Assessorato della famiglia e delle politiche sociali, per quanto concerne l’accordo di programma quadro "Giovani protagonisti di sé e del territorio". Oltre ai responsabili dell’iniziativa, interverrà il prof. Domenico Gagliano del centro studi Aurora di Bagheria che illustrerà le attività del progetto nel suo complesso.
Il prof Gagliano è inoltre soggetto capofila del raggruppamento di enti ed associazioni attuatori del progetto che è attualmente in fase di svolgimento nei territori delle province di Agrigento , Trapani e Palermo.
Chiara Mirotta
CORRIERE ALTO ADIGE

GIOVANI E ABUSO DI ALCOL LA POLITICA NEL MIRINO
Il caso
di Toni Visentini
Se la felicità consiste nel consumare alcolici non siamo riusciti a seminare alcunché di buono. Non siamo riusciti a fare discernere ciò che è bene e ciò che è male ai nostri ragazzi. Non si può rimanere alla finestra e stare a guardare quando poi dall’alcol si passa agli stupefacenti, alle più svariate droghe. Quando la vita e il futuro dei giovani vengono compromessi. Perché non si legifera in merito? Perché viene negata ai genitori la possibilità di aiutare i propri figli? Chi fa il bello e il cattivo tempo non solo Giove pluvio: sono le nuvole, quelle cantate da Fabrizio De Andrè, non quelle gonfie di pioggia ma quelle piene di guai. Sono i personaggi che detengono il potere con tutta la loro arroganza e i loro cattivi esempi, ci spiega il cantante-poeta-predicatore: «Vanno, vengono, ogni tanto si fermano, sono nere come il corvo, sembra che ti guardino con malocchio… Vanno, vengono, ritornano e magari si fermano tanti giorni che non vedi più il sole e le stelle e ti sembra di non conoscere più il posto dove stai» (*). Siamo a Sodoma e Gomorra? Una realtà senza più valori che va alla deriva? Viene il dubbio. Dedico queste righe a tutti coloro che vivono nella sofferenza, che sono in balia di chi fa il bello e il cattivo tempo, dei tanti politici corrotti che disgregano perché vedono solo e sempre il guadagno (il Dio soldo), che promuovono gli «happy hour» e «la libera circolazione della droga» . Le dedico soprattutto ai pochi che combattono per l’altro: a loro la possibilità di aprire varchi di cammino e speranza, erigere dighe di solidarietà, creare la nuova classe politica per la nuova umanità.
Salvatore Peri
 
Caro Peri,
le sue preoccupazioni sono comprensibili, ma mi pare lei abbia una visione un po’ troppo nera e pessimistica della realtà. Insomma, non siamo certo a Sodoma e Gomorra, seppure sia innegabile un certo livello di decadimento dei costumi, amplificato e purtroppo spesso anche esaltato da alcuni media. Con i giovani, peraltro, certi problemi di inquietudine se non di devianza sono comuni dai tempi dei tempi. Per quanto riguarda i politici, infine, mi pare lei faccia di ogni erba un fascio, anche se mi rendo conto che non sempre è possibile evitare le generalizzazioni. Dai politici, in realtà, ci si dovrebbe aspettare — come dice la nostra Costituzione — il buon esempio: troppo spesso non è così. Il buon esempio, del resto, è pure quello che va offerto ai giovani: i fatti contano spesso molto più delle parole.
Toni Visentini
 
(*) Nota: ho la sensazione che Fabrizio De André si irriterebbe non poco a sentirsi definire “predicatore”.
Vero è che – particolarmente in Alto Adige – abbiamo descritto decine di volte politiche (a dir poco) scriteriate, a proposito delle bevande alcoliche.
IL TIRRENO

L’alcol, il male dei giovani
Ma in cura al Sert arrivano soprattutto 45enni uomini
257 i pazienti in terapia nella nostra zona appartengono a tutti gli strati sociali
ANGELA FEO
CECINA. «Spesso per rendersi conto e accettare che si è vittime di una dipendenza da alcol si possono impiegare addirittura 15 anni. Anche per questo i giovani non mettono piedi nei Sert. Nonostante l’alcolismo sia un problema molto diffuso anche tra i ragazzi sotto i vent’anni». Il dottor Silvano Gagliardi è il responsabile del Sert della Bassa val di Cecina, dove sono in cura 257 persone: 195 di loro sono tossicodipendenti, 62 hanno problemi di alcolismo.
 Non solo quarantenni. Nessun giovane al sotto dei 19 anni è in terapia nel Sert per problemi di alcolismo. Solo 3 pazienti hanno un’età tra i 20 e i 29 anni, in 16 hanno tra i 30 e i 39 anni. La fascia d’età più presente è quella che va dai 40 ai 49 anni, con 23 soggetti. I pazienti sono per la maggior parte uomini (46 contro 16 donne) e hanno un’età media di 45 anni. «Questo non significa che i giovani della nostra zona non abbiano problemi di alcolismo - spiega il dottor Gagliardi - Purtroppo mi capita di osservare ragazzi delle scuole medie, di 13 e 14 anni, che passano i loro pomeriggi nei bar. Fanno un gran consumo di birra e alcolici. Bere diventa una pratica di gruppo, un modo per stare insieme e per combattere la noia».
Spesso, come racconta Gagliardi, dietro ai ragazzi ci sono famiglie e adulti fragili, «attanagliati da mille preoccupazioni, che non hanno la capacità di dare una corretta impostazione ai loro figli. Il modello che danno ai giovani è quello del consumo sfrenato».
I dati del Sert della Bassa val di Cecina dicono anche che è il vino la bevanda di cui si abusa di più. Seguono i superalcolici, gli aperitivi, infine la birra.
Ancora, Gagliardi racconta che sebbene tra i pazienti del Sert ci sia una prevalenza di persone con un livello di istruzione basso, i dati evidenziano che il problema della dipendenza da alcol sia trasversale a tutti gli strati sociali.
Chiedere aiuto. L’alcolismo è una malattia cronica recidivante. I numeri, anche a livello nazionale, evidenziano come solo una minima parte delle persone che ne sono affette sia in grado di riconoscere il proprio problema e di chiedere aiuto. In Italia riguarda 1,5 milioni di persone, ma fra queste appena 100mila sono in trattamento terapeutico. Ma l’alcol, lo ripete anche Gagliardi è una malattia «che si può e si deve curare», e ricorda che i dipendenti da alcol «guariscono» in numero maggiore rispetto ai tossicodipendenti. (*)
La terapia. Da qualche settimana è arrivato in Italia un nuovo farmaco contro la dipendenza da alcol. Si chiama “Acamprosato” e agisce per bloccare il desiderio di bere. Sarà provato anche su un numero mirato di pazienti del Sert di Cecina. «Potrà essere sicuramente utile - dice Gagliardi - ma non so se sarà rivoluzionario. La somministrazione delle medicine è fondamentale, ma deve sempre essere associata da un supporto psicosociale e psicoterapeutico». E infatti, a supportare il lavoro di Gagliardi e del dottor Vincenzo Bonini, in forza al Sert di Cecina si sono anche due infermieri una psicologa, un’assistente sociale e un’educatrice.
Il Sert collabora con i Comuni e con diverse associazioni di volontariato, tra cui Acat (Club Alcolisti in Trattamento) e Alcolisti anonimi, dove si mettono in pratica metodi di autoaiuto che coinvolgono l’intero nucleo familiare: insomma, si lavora sul paziente e, quando è possibile, sulla famiglia.
Gagliardi ricorda come il Sert fornisca consulenze anonime anche al telefono, al numero 0586-680601. Inoltre rivolgersi al centro è gratuito. «Qui non ci sono ticket né liste d’attesa», dice il responsabile.
 
(*) Nota: ai miei occhi pare incredibile leggere nel 2011 un articolo come questo.
Mi pare di tornare alla preistoria del contrasto alle sofferenze alcol correlate.
IL TIRRENO

IN STRADA
Oltre 2700 prove con l’etilometro
CECINA. Nella Bassa val di Cecina nel 2010 si è svolto il progetto “Voci di strada”, promosso dalla Società della Salute Bassa Val di Cecina e che ha coinvolto la Cooperativa Sociale “il Ponte” di Pontedera.
Il progetto rientra nella tipologia di attività educativa di strada. Le attività svolte hanno previsto interventi svolti da due équipe (totale 4 operatori) in luoghi o presso gruppi di persone individuate sul territorio. Ha previsto anche interventi nelle serate estive nelle discoteche e nei luoghi di ritrovo della zona, dove sono stati effettuati test con l’etilomentro ed attività di prevenzione.
Nei periodi gennaio-maggio e settembre-dicembre 2010 nella zona di Donoratico l’équipe composta da due operatori ha effettuato 72 uscite in cui sono stati contattati e coinvolti nell’attività di sensibilizzazione e prevenzione 60 ragazzi e 40 adulti. Negli stessi periodi nella zona di Rosignano Solvay l’équipe composta da due operatori ha effettuato 72 uscite totali in cui sono stati contattati e coinvolti 40 ragazzi e 8 adulti.
Nell’ambito degli interventi nelle serate estive nel periodo giugno-agosto 2010 l’équipe composta da due operatori ha effettuato 33 uscite visitando locali di ritrovo (in maggior parte a Cecina) e partecipando a eventi nei vari comuni effettuando 2.716 prove con etilometro e coinvolgendo i giovani nell’attività di sensibilizzazione e prevenzione.
IL TIRRENO

Grosseto
PATTEGGIA
Positivo all’alcol dopo l’incidente
CASTIGLIONE. Era risultato positivo ai controlli alcolemici dopo un incidente avvenuto la sera del Ferragosto 2008 al Bozzone, sulla provinciale 43. Giulio Rispoli, 54 anni, di Napoli, è stato processato per guida in stato di ebbrezza: 2,6 grammi per litro di sangue. Assistito dall’avvocato Paolo Serra, ha patteggiato con il giudice Muscogiuri 2 mesi e 4 giorni, che sconterà in un periodo di lavori socialmente utili in una struttura per la lotta alle dipendenze da alcol. Per i rilievi di quell’incidente erano intervenuti i carabinieri del Norm.
IL TIRRENO

IN PIAZZA DUOMO
Ventenne pratese ubriaco aggredisce i militari
Un ventenne pratese è stato denunciato martedì sera per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale e ubriachezza molesta. Fermato dalla pattuglia interforze in piazza Duomo per il suo evidente stato di alterazione, il giovane ha rifiutato di fornire le generalità e si è poi rivolto con offese e minacce ai militari e li ha aggrediti.
LA REPUBBLICA

assi della raf ubriachi fradici cacciati dalla base di gioia del colle

IL GIORNO (Lecco)

Rubò alcolici per necessità L’anziano ritorna in cella

IL RESTO DEL CARLINO (Reggio Emilia)

«Botte tra ubriachi, auto danneggiate In via Cusna siamo stati abbandonati»

IL RESTO DEL CARLINO (Ancona)

L’estate sarà più sicura e vigilata Lotta all’abusivismo e all’alcool

LA NAZIONE (Umbria)

Ubriachi imperversano in auto lungo le vie della città: fermati dagli agenti

 

 

 

Venerdì, 27 Maggio 2011
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