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Rassegna alcol e guida del 21-22 maggio 2011

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

IL GAZZETTINO (Padova)

CAMPOSAMPIERO
Intercettato insieme al cognato dopo l’incidente: era ubriaco
Picchia la moglie, si schianta in auto
(L.Lev.) Picchiata dal marito. Ma la verità viene fuori solo dopo un incidente stradale. Tutto inizia nella tarda serata di giovedì quando, al centralino del comando della polizia locale della Federazione del Camposampierese, arriva la richiesta di un supporto dai carabinieri del 112, a loro volta intervenuti in via Albarella per rilevare un incidente stradale. Una volta in strada per raggiungere il luogo del sinistro, la pattuglia con due agenti a bordo s’imbatte in due uomini, visibilmente ubriachi, barcollanti, che camminano a filo del ciglio della strada. La pattuglia si ferma, accorgendosi che qualche centinaio di metri più avanti s’è fermata un’autoambulanza con accanto l’auto dei carabinieri. A fatica gli agenti municipali riescono a convincere i due uomini, due fratelli di nazionalità serba, a salire in auto. I vigili raggiungono così il luogo dell’incidente e trovano un’Opel Astra finita fuori strada. Al loro arrivo, i carabinieri e i medici dell’ambulanza raccontano che in auto c’erano proprio i due uomini: uno di 47 anni, alla guida, e l’altro di 55 anni. Il conducente, in preda ai fumi dell’alcol, prima di allontanarsi a piedi, ha preso a spinte e strattonato il medico dell’ambulanza, rifilandogli anche qualche schiaffo. Gli agenti della Federazione, decidono così di accompagnare al pronto soccorso dell’ospedale di Camposampiero i due uomini per sottoporli all’esame dell’etilometro. Ma le sorprese non sono finite. Nella sala d’aspetto del Pietro Cosma, con il viso coperto di lividi, gli agenti trovano una donna accompagnata da un carabinieri. Insieme a lei anche il figlio di appena 12 anni. Alla vista dei due serbi, la donna spiega che uno è suo marito e l’altro il cognato. E si scopre così che prima di finire fuori strada con l’auto, il quarantasettenne aveva riempito la donna di botte e pugni e poi, insieme al fratello, se n’era andato a farsi un giro.
Si attendono gli esiti dell’alcoltest, ma l’uomo rischia la denuncia per guida in stato di ebbrezza e, intanto, i vigili hanno già proceduto al sequestro dell’auto e al ritiro della patente.


IL TIRRENO

Il paradiso del vino è al Madonnino
Da domani il secondo “Maremma Wine Shire”
Tutti i produttori del territorio in vetrina Affari e degustazioni
STEFANO FABBRONI
GROSSETO. «Questo evento fa parte di un ambizioso progetto centrato sull’agroalimentare, promosso dalla Camera di Commercio di Grosseto. Ma mi preoccupo quando vedo che un’area, non particolarmente vocata alla promozione vinicola qual è Arezzo, ospiti iniziative come la “Festa del Vino”, cosa ancora non accaduta in Maremma». Con un velo di polemica, Gianni Lamioni ha presentato la seconda edizione (se si esclude l’appuntamento di Milano dello scorso novembre) di Maremma Wine Shire, promossa da Camera di Commercio provinciale e Grosseto Fiere, che si terrà al Centro Fiere di Braccagni, da domani a lunedì 23 maggio, con orario di ingresso 10-18.30. Saranno 160 le aziende che esporranno (e venderanno) i loro prodotti, 18 buyers provenienti dall’estero, assieme ad operatori del settore, giornalisti esperti ed “opinion leaders”. «Ci saranno delle novità, a iniziare dai partecipanti. Molti dei buyers iscritti - ha detto il presidente dell’ente camerale, Gianni Lamioni - quest’anno provengono da Brasile, Cina, India, Giappone, Stati Uniti, Malesia e Hong Kong». Ci sarà anche la possibilità per le aziende maremmane di intavolare trattative commerciali, per due ore al giorno all’interno dell’apposito padiglione “B to B”, con produttori italiani e stranieri. «Questa sarà - ha aggiunto Lamioni - una vetrina prestigiosa e una grande opportunità professionale per le imprese locali. Inoltre pubblicizzeremo, sia nel nostro catalogo che nelle riviste specializzate, ben 63 ristoranti, “contro” la promessa degli esercenti di inserire almeno 10 etichette maremmane nelle rispettive carte dei vini». Sarà confermato anche l’assaggio, “wine-tasting”, dei vini di alcune aziende sorteggiate, curato dall’enologo professionista Luca Maroni. La seconda edizione di Maremma Wine Shire - che da alcuni giorni è documentata anche sul nuovo sito www.maremmawineshire.it  - è stata finanziata dalla Regione, attraverso Toscana Promozione. Con il sostegno, anche di Banca della Maremma. «La Regione dovrà continuare a sostenerci - ha precisato Riccardo Breda, presidente di Grosseto Fiere - assieme ai Comuni della provincia». Il costo del biglietto sarà di 7 euro (compreso un bicchiere per le degustazioni) e sarà possibile donare una somma a favore dell’associazione Onlus “Duchenne Parent Project”, per la lotta contro la distrofia muscolare.
IL GIORNALE

Stuprata e rapinata nel quartiere della movida
Una 30enne è stata aggredita a pochi passi da corso Como: arrestati un romeno e un bulgaro
Terminato all’alba un giro per discoteche, si è incamminata verso casa e per strada ha conosciuto due «rassicuranti» stranieri. Ha accettato di farsi accompagnare ma davanti alla porta i due hanno estratto un coltello, l’hanno costretta a farli salire, violentata e rapinata. Dopo una settimana di indagini e appostamenti, gli investigatori della mobile hanno individuato i due bruti. Entrambi pregiudicati, uno aveva ancora a casa il bottino e anche dimenticato dalla vittima le proprie chiavi di casa. Inevitabile l’arresto.
La donna, 30 anni, abita non distante dal modaiolo corso Como e giovedì 12 era uscita per un giro di discoteche. Una «serata» durata l’intera notte e solo verso le 5.30 la ragazza si è decisa a tornare. Si è incamminata verso casa, sembra anche un po’ «bevuta», e questo forse le ha un po’ abbassato le normali difese. Infatti quando ha incrociato due «simpatici e gentili» stranieri non ha avuto problemi a farsi accompagnare. Poco meno di un chilometro, poi davanti alla porta i due sono passati alle vie di fatto. Minacciata con un coltello, è stata costretta a farli salire a casa dove ha subito la violenza da entrambi. E prima di andarsene i due l’hanno anche derubata di scarpe, borse e occhiali.
La vittima, forse ancora mezza stordita dall’alcol si è poi addormentata e solo nel primo pomeriggio ha chiamato la polizia. Gli investigatori l’hanno invitata a formalizzare la denuncia, consigliandole anche di recarsi alla Mangiagalli. La donna è stata visitata nel pomeriggio dai medici del Centro Antiviolenza che, dato il tempo trascorso, non hanno potuto certificare lo stupro. Poi è passata in questura fornendo una descrizione dei due uomini e le strade attraversate insieme.
Indicazioni utili perché gli investigatori hanno potuto recuperare i filmati di diverse telecamere che immortalavano i tre insieme, riuscendo a isolare fotogrammi abbastanza nitidi dei violentatori. E hanno iniziato ad appostarsi nelle zone attorno a corso Como nella speranza di incontrarli.
Una settimana di paziente attesa poi l’altra sera i poliziotti li hanno riconosciuti nella folla. Si tratta di Marius A., romeno di 32 anni, e Marek K, 26, entrambi con precedenti per furti e ricettazione. Marius, ma non Marek, viene riconosciuto in foto dalla donna e inoltre nella sua abitazione viene ritrovata la maggior parte della refurtiva. Senza contare che ha anche dimenticato le chiavi in casa dalla vittima. Ammettono di aver incontrato la donna quella sera, ma non la violenza. Un particolare di cui dovranno dar conto al magistrato che li interrogherà nelle prossime ore per convalidare il fermo.
IL TIRRENO

Incontro per spiegare ai giovani i danni dell’abuso di alcol
PRATO. Stamani dalle 10 alle 13, al centro commerciale Omnia Center, giornata conclusiva del progetto “Alcol & Velocità” per informare i giovani sulle conseguenze dell’abuso di alcol. L’associazione Carlo Michelini, la Polizia municipale, i Carabinieri, l’Asl, la Federazione pubblici esercizi Confcommercio, sul tema dell’alcol e dei suoi abusi hanno incontrato, nel corso del progetto, centinaia di ragazzi delle scuole superiori. All’appuntamento conclusivo, presentato da Stefano Baragli, parteciperanno, tra gli altri, il presidente di Confcommercio Canio Molinari, l’assessore Aldo Milone, Giovanni Galli presidente dell’associazione “Niccolò Galli”, Carla Michelini presidente dell’associazione “Figli del vento”.
ASAPS.IT

Cagliari
Ubriaco e senza patente investe agente della Polizia Municipale e scappa
Uomo di 37 anni arrestato dai carabinieri a Cagliari
(ASAPS), 21 maggio 2011 - Ubriaco e senza patente non si è fermato all’alt della Polizia Municipale, investendo un vigile - finito all’ospedale con una gamba fratturata - ma è stato poi arrestato dai carabinieri al termine di un inseguimento nelle vie di Cagliari. Il fatto è accaduto alle 4 del mattino: Ignazio Angius, cagliaritano di 37 anni con precedenti, è finito al carcere di Buoncammino con l’accusa di tentato omicidio, guida senza patente e in stato di ebbrezza alcolica. Alla guida di una Nissan Micra non si era fermato ad un controllo dei vigili urbani in viale Trieste. Non è dato di conoscere se il conducente guidasse in stato di ebbrezza. (ASAPS)
L’ARENA di Verona

Dal 1929 si rinnova il rito
Soave per 3 giorni diventa il paradiso di Bacco
Degustazioni, mostre concerti, convegni, spettacoli
La Prima Fiera dell’Uva di Soave, fu organizzata nel settembre 1929, da Luigi Zannini, presidente della Cantina Sociale. Questa festa è caratterizzata da varie e pregevoli iniziative folkloristiche e culturali. Tra i momenti più suggestivi l’apertura della Fontana del vino da cui nasce l’ "eccellentissimo" vino di Soave. A conferire maggior fascino e magia è lo spettacolo pirotecnico finale che dona all’incantevole borgo medievale una veste ancor più fiabesca. Sarà la “Tola Granda” del venerdì sera ad aprire la tre giorni di eventi ed incontri. Una lunga tavolata di commensali dentro e fuori le mura medievali permetterà di degustare piatti della cucina locale associati ad ottimo Vino Soave. Nei giorni successivi, protagonisti della festa saranno incontri e convegni sul tema del vino,mostre di uva Garganega a cura dei Coltivatori diretti di Soave, stand enogastronomici, gruppi folkloristici, mostre fotografiche e di pittura e concerti di musica dal vivo.
IL TIRRENO

“Pit Stop” contro alcol e guida in stato di ebbrezza
Aulla, partono le tre giornate di sensibilizzazione organizzate da Sert e Società della Salute
AULLA. Tre giornate per parlare dei danni legati al consumo di alcool, in particolare per chi guida, con la proposta di un aperitivo analcolico nei bar. Infatti, il Ser.T. Lunigiana di Aulla, l’unità operativa di educazione e promozione della salute dell’Asl n. 1 di Massa Carrara e la Società della Salute, in collaborazione con gli assessorati al commercio, alla cultura e alla sanità del Comune di Aulla, danno appuntamento a oggi domani e lunedì, giornate in cui si svolgerà “Pit stop - Prevenzione, informazione, territorio”, iniziativa di prevenzione e sensibilizzazione sui danni legati al consumo di sostanze alcooliche e sui rischi dell’abuso di alcool associato alla guida.
“Pit Stop” si apre oggi dalle 18 alle 21, con la vendita di aperitivi analcolici nei bar aullesi aderenti all’iniziativa; proseguirà domani dalle 10 alle 13, con stand e incontri con la popolazione e si chiuderà lunedì, dalle 9 alle 14, con un convegno, uno spettacolo teatrale e una tavola rotonda nel cinema-teatro “Città di Aulla”.
«La scelta della tematica affrontata - precisa il presidente della SdS, Riccardo Varese - deriva dai dati allarmanti sul consumo di alcool tra i giovani e sugli incidenti stradali legati all’abuso di sostanze alcooliche e stupefacenti e dalla conseguente necessità di farsi carico, istituzionalmente, della promozione di azioni di sensibilizzazione e di prevenzione di comportamenti a rischio».
Infatti, gli incidenti stradali correlati all’alcool causano in Italia oltre 3mila morti l’anno, 125mila feriti e 10mila invalidi, per un costo sociale e sanitario di circa 15 miliardi di euro. Il 46% degli incidenti è correlato all’uso di alcool e la mortalità per incidente stradale è la prima causa di morte fra i giovani (fascia di età compresa fra 18 e 26 anni).
Altri dati ci informano del fatto che circa il 35% degli studenti toscani frequentanti le suole medie superiori, quindi di età compresa tra 14 e 19 anni, ha avuto almeno un incidente stradale e circa il 30% ha guidato “dopo aver bevuto troppo”.
Parteciperanno all’iniziativa le scuole del territorio, in particolare il liceo classico Leopardi e l’istituto comprensivo Alighieri che presenteranno elaborati sul tema, l’associazione genitori Alice e Flavio, il centro polivalente Icaro di Costamala di Licciana, l’Aci Massa Carrara, l’Ogap e l’Avis; inoltre porterà il suo contributo Eros Viel, il quale presenterà lo spettacolo teatrale “Quattro giorni di assoluto silenzio”, tratto dall’omonimo libro di cui è autore. Info: www.sdslunigiana.it .
G.U.
IL GAZZETTINO (Rovigo)

Sono ancora in corso…
ROVIGO - Sono ancora in corso gli accertamenti sulla morte della quarantunenne di Villadose precipitata dal settimo piano dell’ospedale, verso le 19.30 di giovedì. Il magistrato di turno, Stefano Longhi, ha disposto l’ispezione esterna del corpo, ma non ha ritenuta necessaria l’autopsia. Nonostante la quarantunenne non abbia lasciato alcun biglietto che manifestasse l’intenzione di farla finita, tutto fa pensare che si sia gettata nel vuoto. Vicino alla finestra da cui si è buttata sono state trovate le ciabatte, un indumento e la flebo. La donna deve essere salita in questa zona deserta, dove sono situati servizi fisioterapici, dal secondo piano del blocco B, dove era ricoverata in neurologia dalla notte precedente. In leggero stato confusionale, sembra avesse problemi di alcol, si era allontanata non vista dal reparto. Ad accorgersi della scomparsa gli infermieri che la cercavano per sottoporla a degli esami.
IL TEMPO

Notizie - Frosinone
Incidente a Cervaro sulla Casilina
Auto fuori strada Grave un trentenne
Lorenza Di Brango
CERVARO È stato portato prima al «Santa Scolastica» di Cassino e poi trasferito all’Umberto I di Roma uno dei tre ragazzi rimasti feriti ieri notte in un incidente avvenuto sulla Casilina, tra Cassino e San Vittore, nel territorio di Cervaro.
I tre viaggiavano verso San Vittore a bordo di una Grande Punto, quando, intorno all’una, il conducente, per cause ancora al vaglio, ha perso il controllo dell’auto che è finita fuori strada. L’incidente è avvenuto al chilometro 146.800 della Casilina, in località Sardana. Il ragazzo, ventitré anni del Cassinate, è risultato positivo al test dell’alcool ed è stato denunciato. Lui ha riportato delle ferite ritenute guaribili in trenta giorni: ferito anche un diciannovene, che però non è stato ricoverato in ospedale. Ha riportato alcune lesioni, ma dopo le cure del caso al pronto soccorso, è stato dimesso. Ad avere la peggio è stato il trentenne di Piedimonte San Germano trasferito a Roma: è stato prima portato a Cassino ma i medici, viste le gravi condizioni, hanno disposto un trasferimento nella capitale. Il ragazzo ha riportato un serio trauma cranico e nella notte, nel policlinico romano, è stato sottoposto a un intervento chirurgico durato diverse ore. Adesso è in coma farmacologico: secondo i medici sarà decisiva la giornata di oggi per capire le condizioni del ragazzo e sciogliere così la prognosi.
IL TEMPO

Prende a pugni i carabinieri Arrestato e condannato
VITERBO Condannato a un anno di arresti domiciliari per aver sferrato un pugno in pieno volto a un carabiniere intervenuto per calmarlo.
Questa la sentenza emessa, ieri mattina, per A.M., 40enne, campano, processato per direttissima per resistenza a pubblico ufficiale. È stato arrestato dai carabinieri di Bolsena giovedì perché, ubriaco, stava creando scompiglio all’interno di un bar e a seguito dell’intervento dei militari ha sferrato un pugno colpendone uno al volto.
P. P.
TRENTINO

«Basta liti, ci facciamo solo male»
Mellarini apre la Mostra del vino con un forte richiamo all’unità
«Il dualismo ha solo messo in cattiva luce l’enologia trentina»
UBALDO CORDELLINI
TRENTO. «No al dualismo. Il vino trentino rinasce solo con l’unità». L’assessore all’agricoltura Tiziano Mellarini usa toni appassionati, quasi accorati, aprendo la Mostra del vino trentino, nel cortile del Castello del Buonconsiglio. Davanti a una platea di appassionati in ghingheri, con le signore in abito da cocktail e gli uomini vestiti di scuro, Mellarini ha suonato la carica.
Le divisioni che hanno preceduto questa settantacinquesima edizione della Mostra ancora sono riecheggiate nei discorsi di inaugurazione. Davanti alla platea di invitati eleganti tutti, dal presidente del Consorzio Vini Elvio Fronza al presidente della Camera di Commercio Adriano Dalpez per finire con l’assessore Mellarini, hanno ricordato la defezione di alcuni vignaioli. Tutti, però, hanno ribadito la necessità di unione. Mellarini è stato duro: «In questi ultimi tempi è nato un dualismo che mette in cattiva luce il vino trentino che, invece, ha bisogno di unità. Le polemiche devono terminare. Noi abbiamo nominato quattro esperti per avviare un percorso di rinascita. Dobbiamo valorizzare la vocazione del territorio. Il Trentino ha tutte le qualità per emergere perché ha qualità». L’assessore è anche tornato sul tema a lui caro della promozione e del marketing: «Il vino trentino ha bisogno di un logo e di un brand forte».
Prima di lui avevano parlato Fronza, che aveva sottolineato il dispiacere per la mancanza di molti nomi noti dell’enologia trentina, Dalpez e il direttore dell’Istituto di san Michele all’Adige Alessandro Dini. Quest’ultimo ha portato la testimonianza di come i migliori enologi del mondo, in questi giorni in visita in Trentino, apprezzino i vini autoctoni: «Uno dei più famosi enologi specializzato in vini bianchi ha detto che il Nosiola è una vera perla, mentre qui da noi è un vino dimenticato». Questo, per ribadire un concetto molto caro a San Michele, ovvero che la rinascita dell’enologia trentina deve passare necessariamente dalla valorizzazione dei vini autoctoni, lasciando perdere un po’ i vitigni internazionali come il Chardonnay e il Pinot grigio che, da soli, rappresentano il 55 per cento della produzione d’uva della provincia.
Le grandi cantine, affezionate alle remunerazioni sicure dei vitigni internazionali, da quest’orecchio ci sentono poco. E questo sarà uno dei punti fondamentali attorno al quale dovranno lavorare i quattro saggi scelti da Mellarini. L’altro nodo da sciogliere sarà quello delle rese per ettaro. San Michele nel suo piano aveva indicato una riduzione del 30 per cento delle rese, ma anche questa proposta non piace alle cantine cooperative che sono strette dal dovere di distribuire remunerazioni dignitose ai soci.
Di questo e di molto altro si parlava nel cortile e sotto le volte del magnifico Castello del Buonconsiglio, tra un assaggio e l’altro di buon vino trentino. Le oltre quaranta aziende presenti ce l’hanno messa tutta per offrire il meglio ai visitatori e per non far notare le assenze. Il Castello, con la stupenda loggia del Romanino fa il resto.
TRENTINO

LaVis, liquidati 68 euro al quintale
L’assemblea ha approvato l’avvio dello scorporo delle mele della «5 Comuni»
Sì anche al piano per restituire in 4 rate i 25 euro di riserve
UBALDO CORDELLINI
TRENTO. Parte il percorso per lo scorporo delle mele dal vino, entrano soldi freschi dai soci sovventori come Promocoop e i soci dovranno restituire in quattro anni i 25 euro al quintale che hanno avuto in più sulla scorsa vendemmia. L’assemblea dei soci di LaVis ha approvato il piano di risanamento disegnato dal commissario Zanoni. Per la vendemmia 2010 liquidato a quota 68 euro.
 All’assemblea della cantina in difficoltà hanno partecipato oltre 400, su un totale di circa 1.500, soci. Rispetto all’assemblea di gennaio, che ha approvato il bilancio, la base sociale si è mostrata compatta. Le tre delibere presentate dal commissario Marco Zanoni sono state tutte approvate quasi all’unanimità. Solo un voto contrario su quella che prevede l’avvio di un percorso che porterà allo scorporo della 5 Comuni, ovvero il divorzio delle mele dal vino. Si tratta di un piano a medio periodo che dovrà essere approvato definitivamente da un’assemblea straordinaria. Ieri è stato deciso di iniziare a studiare l’ipotesi della separazione delle due divisioni.
La seconda delibera portata dal commissario e approvata pressoché all’unanimità è quella riguardante l’istituzione della figura del socio sovventore. Per ora c’è il fondo mutualistico della Cooperazione Promocoop che verserà un milione di euro nelle casse esangui di LaVis, soffocata da 85 milioni di euro di debiti. Per il futuro, si spera nell’intervento di altri benefattori che riceveranno indietro quanto versato nel giro di cinque anni.
La terza delibera approvata ieri riguarda la restituzione dei fondi a riserva dati ai soci l’anno scorso per assicurare loro una resa dignitosa. Sulla vendemmia 2009 vennero sono stati liquidati, in media, 50 euro al quintale. Di questi, 25 euro sono stati presi dalle riserve. La delibera proposta dal commissario Zanoni prevede che i soci fedeli alla cantina LaVis possano restituire questi 25 euro al quintale nel giro di 4 anni. Per quest’anno, dovranno restituire 6,15 euro. Soldi che saranno detratti dal liquidato di quest’anno che, quindi, ammonterà a 61,85 euro al quintale. Per i soci una bella boccata d’ossigeno rispetto ai tempi grami dell’anno scorso. I 132 soci che hanno abbandonato la cantina, invece, dovranno restituire tutto subito. Si tratta di circa 880 mila euro che entreranno nelle casse della cantina subito.
Zanoni ha anche annunciato che la cantina ha rinegoziato 20 milioni di debiti portando la scadenza al 2023. A fronte di una situazione debitoria importante, però, c’è il mercato che va molto bene. Le vendite, soprattutto in Germania, hanno ripreso ad andare. L’assessore Tiziano Mellarini ha salutato i buoni risultati: «La Vis con la linea ritratti rappresenta qualcosa di importante per la vitienologia trentina. Abbiamo la massima fiducia». Zanoni ha anche parlato della trattativa con l’Itea per la cessione del magazzino della 5 Comuni. Le amministrazioni municipali hanno già approvato il cambio di destinazione d’uso del terreno. Quindi l’affare si farà.
LA SICILIA

Non c’è crisi nel consumo di alcolici tra i giovani

LA PROVINCIA PAVESE

ubriaco aggredisce i poliziotti al bar

UNIONE SARDA

Quartucciu OGGI INCONTRO SULL’ALCOLISMO ...

LA GAZZETTA DI REGGIO

alcolici vietati nel locale per 10 giorni

GAZZETTA DELLO SPORT

L’amante: «Wanjiru era ubriaco» ATLETICA: IN KENYA

LA PROVINCIA DI BIELLA

Valle San Nicolao. Il circolo Arci-Brovato organizza nei giorni 2-3-4 giugno una manifestazione chiamata "Musica a tutta Birra", dedicata in particolare ai giovani, ...

IL GIORNALE DI VICENZA

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Rassegna alcol e guida del 22 maggio 2011

LA VOCE DEL NORDEST

Alcol e Giovani, situazione allarmante per Friuli e Veneto
Venezia - Sernagiotto: “Realizzato progetto intervento tra Veneto, Friuli E Carinzia; allarme specifico per ragazze venete, piu’ sono giovani e piu’ bevono” Inoltre, l’abuso giovanile di alcol si lega spesso ad altre dipendenze come internet o il gioco d’azzardo
22/05/2011 - L’alcol è la prima causa di morte in Europa per i giovani tra i 18 e i 25 anni. La situazione allarmante per quanto riguarda le regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia e il land austriaco della Carinzia che hanno assieme realizzato il progetto A.Dri.A (Alcohol Drinking Awareness), “Disagio giovanile e problemi alcool-correlati: conoscenza, innovazione e sperimentazione”, inserito nel programma transfrontaliero Interreg IV Italia-Austria, iniziato nel 2008 e terminato ora, presentato a Villa Manin di Passariano. Erano presenti ai lavori gli Assessori regionali ai servizi sociali del Veneto Remo Sernagiotto, del Friuli Vladimir Kosic e della Carinzia Christian Ragger.
I dati a disposizione testimoniano le dimensioni davvero preoccupanti della situazione: i giovani consumatori di alcol tra gli 11 e i 18 anni nel Veneto sono pari al 24,5%, contro una media nazionale del 22,4%; nella classe d’età tra i 19 e i 24 anni lo scostamento è ancora più rilevante: i giovani maschi a rischio in Veneto sono il 38,3% contro il 25,3% della media nazionale, le giovani donne sono il 18,6% in Veneto contro il 10,4 in Italia.
E’ stato sottolineato da parte degli operatori l’aspetto che riguarda specificamente le giovani venete: più sono giovani e più bevono, tanto che nella fascia 11-18 le ragazzine consumatrici di bevande alcoliche sono ben il 22,4% contro una media italiana del 13%.
Per quanto riguarda il Friuli, tra gli 11 e 18 anni i maschi bevono in una percentuale del 20,8% e le donne del 14,1% e in quella dei 19-24 anni i maschi bevono nel 37,4% e le femmine nel 22,5%. Il land austriaco della Carinzia: il 6% dei ragazzi/e tra gli 11 e i 15 anni, e nella fascia d’età tra i 14 e i 17 anni segnalano una generale diminuzione dei giovani bevitori ma l’aumento del consumo di alcol.
“Il progetto presentato dalle tre regioni – ha detto Sernagiotto -  è un lavoro importante e diventerà senza dubbio uno strumento efficace per scambiare le conoscenze, fare il punto sull’efficacia dei servizi erogati nei territori, dar vita ad azioni comuni di promozione e protezione della salute. Fare rete è la strada maestra per prevenire il fenomeno del consumo giovanile di alcol. Una delle caratteristiche più interessanti del progetto oltre alla messa a punto di un comune sistema di qualità delle pratiche di prevenzione, cura e assistenza, è l’ accoglimento e la realizzazione in ogni regione partner della metodologia della “Peer Education”, sono cioè i giovani stessi a svolgere un’azione educativa nei confronti dei loro coetanei.
Sernagiotto ha ricordato le azioni d’intervento che caratterizzano il Veneto in quest’area: dalla presenza delle unità mobili nei luoghi d’aggregazione giovanile, all’utilizzo della comunicazione multimediale tra cui l’uso sistematico dei social network, secondo gli stili comunicativi delle nuove generazioni, e in particolare la creazione di una WebTV (www.fuoritv.it), che occupandosi di tendenze giovanili nell’area dell’intrattenimento, del divertimento e del consumo, arrivi, creando una comunità virtuale, ai temi della prevenzione.
L’assessore ha concluso sostenendo che il problema dell’abuso nel consumo di alcol per i giovani e giovanissimi si lega purtroppo ad altre dipendenze, non ultima quella dal gioco d’azzardo e da internet “che devono essere prese in carico dalla famiglia – ha sostenuto -  perchè dove tiene la famiglia e la comunità è dimostrato che le dipendenze sono meno diffuse”.

CORRIERE DELL’UMBRIA

“Basta con l’alcol a i ragazzini”.
Sandro Federico affronta i temi della sicurezza legati alla droga e anche all’ubriachezza. I l questore: vie del centro come bar a cielo aperto, ma non molliamo.
PERUGIA, 22.05.2011 - La lotta alla droga e alla criminalità diffusa, il centro storico e Fontivegge stretti tra spaccio e abuso di alcol, principali fattori scatenanti delle risse. I temi caldi della sicurezza cittadina Sandro Federico li affronta con l’intensità di chi sente di rappresentare una forza “sempre al fianco delle persone oneste che desiderano restare sul territorio nazionale” e con il piglio “da vecchio poliziotto”, che incita se stesso e i suoi a “non mollare mai”. Ieri, giunto alla cerimonia per il 159° anniversario della fondazione del corpo insieme al prefetto Enrico Laudanna e al vice capo della polizia, prefetto Paola Basilone, in quella che definisce “la mia ultima festa della polizia come questore”, perché andrà in pensione a ottobre, ha sentito l’onore e l’onere di fare il punto in un momento in cui “è cresciuta l’attenzione dei cittadini verso i livelli di sicurezza che lo Stato è in grado di offrire”. Ciò implica da parte delle forze dell’ordine “l’impegno ad aggiornare le modalità di intervento e quello per aumentare il senso di sicurezza percepito”, sempre insidiato dall’uso “dilagante” di stupefacenti e alcol. Anche se, ha detto, “negli ultimi anni l’ordine pubblico è stato soddisfacente, anche grazie ai cittadini che, pur non rinunciando a rivendicare i loro diritti, hanno saputo mantenere alto il grado di civilità e del rispetto delle istituzioni”. Ma il questore è arrivato presto al punto: “Mi tolgo il pensiero e vengo al problema del centro storico, che è poi quello della cosiddetta movida”. “Un problema - ha aggiunto - che varia da stagione a stagione e che cerchiamo di fronteggiare anche attraverso il comitato per la sicurezza, al fine di tutelare sia i residenti sia i frequentatori di questa parte della città”. Cosa accade in centro? “La presenza di migliaia di persone specie nei prefestivi spesso impedisce la circolazione. E tanti si ubriacano”, ha detto. Quindi una constatazione che suona come uno sfogo: “Ci sono zone che sembrano bar a cielo aperto. Si vendono shottini a ‘bambini’ di sedici anni. Quattro o cinque bicchieri fanno perdere la ragione: così nascono le risse. Come in via Bartolo”. E ha continuato: “In questo momento stiamo facendo un enorme sforzo, così come fa il sindaco. Ma siamo in grado di migliorare. Dobbiamo contrastare certi fenomeni e lo faremo. Non molleremo di un centimetro nel nostro impegno, lavorando anche in sinergia con le altre forze dell’ordine”. Non è mancato un bilancio dell’attività di un anno, scandito dai ringraziamenti rivolti ai poliziotti di quartiere, alla sezione anti-rapina, a quanti profondono sforzi “con la pioggia o con il sole” nelle manifestazioni, ai 30 elementi della Digos che svolgono “il delicato compito di informazione e raccordo funzionale all’attività di prevenzione, un’attività che ha portato, tra l’altro, a decreti di espulsione del ministero per motivi di sicurezza nazionale”, agli uffici di gabinetto e all’ufficio immigrazione, alla Volante fatta di “ragazzi dal comportamento corretto”, alla squadra mobile, in prima linea nella lotta quotidiana per sottrarre il territorio alla criminalità e al traffico e spaccio di stupefacenti. Menzionate tutte le sezioni della Mobile, ricordando che “i ragazzi della seconda, criminalità diffusa, alle prese con spaccio e furti, spesso tornano feriti ma si rimettono subito al lavoro”. E ancora un grazie agli impiegati civili della questura, ai commissariati di Assisi, Foligno, Spoleto e Città di Castello (“neanche voi siete numerosi, ma non mollate”). Caloroso anche il saluto rivolto alla magistratura, “fondamentale punto di riferimento della nostra attività investigativa”
Alessandra Borghi

IL MESSAGGERO

Movida in spiaggia, giovane in coma
Multate due discoteche a Ostia Un ventiseienne del Nomentano soccorso sul lungomare Era in coma etilico, ricoverato d’urgenza in rianimazione
di Giulio Mancini
ROMA. Domenica 22 Maggio 2011 - Con l’ambulanza l’hanno raccolto sul lungomare privo di sensi. Aveva i parametri vitali quasi azzerati: era in coma etilico. È finito in rianimazione al Grassi di Ostia un giovane di 26 anni, che abita al quartiere Nomentano, dopo una notte brava sul lungomare. Nelle stesse ore, le forze dell’ordine erano impegnate in una fitta rete di presidi stradali e all’interno delle discoteche per garantire una movida sicura. In uno stabilimento balneare di lungomare Toscanelli il ventiseienne aveva preso parte a una festa di laurea di un’amica. Alla fine del party si era spostato con alcuni amici sulla spiaggia libera di piazza delle Sirene. Dove, intorno alle tre e mezza, ha perso i sensi. A ridurlo in fin di vita, l’eccesso di alcol forse unito anche a sostanze stupefacenti. Il drammatico incidente è avvenuto mentre era in funzione l’imponente dispositivo da polizia, carabinieri, guardia di finanza e vigili urbani. Oltre 700 persone sono state identificate, circa 300 veicoli sottoposti a controllo e numerosi locali ispezionati. Attraverso le verifiche della Polizia stradale, munita di etilometri, sono stati dieci gli automobilisti per i quali è scattata la denuncia per guida in stato di ebbrezza. In un caso, quello di una ragazza di trent’anni al volante di una Ford Focus, è stato riscontrato un tasso alcolemico superiore a 1.50 grammi per litro.
La giovane è stata accompagnata al pronto soccorso e qui è stata anche rilevata la presenza di stupefacenti nel sangue. Anche un altro automobilista è risultato positivo al test degli stupefacenti. Oltre 70 sono state, invece, le contravvenzioni contestate per violazioni al codice della strada: ben 11 le patenti ritirate. In una circostanza, i motociclisti della Polizia municipale hanno evitato un altro dramma: intorno all’una e venti il conducente di una Focus ha imboccato la Colombo contromano. Inseguito e raggiunto dagli agenti, si è visto decurtare venti punti dalla patente - che per questo gli è stata immediatamente ritirata - e fermare l’auto per mancata revisione. Un’altra auto è risultata rubata: il guidatore è stato denunciato per ricettazione. Complessivamente sono oltre 150 i punti sottratti dalle patenti degli automobilisti sottoposti a controllo. Una particolare attenzione è stata poi rivolta ai locali notturni anche se le discoteche funzionanti erano solo quattro. Altre sei, infatti, hanno aperto i battenti ieri sera. Le pattuglie della polizia amministrativa hanno rodato un rigido sistema di controlli soprattutto finalizzati ad assicurare il rispetto della disciplina in materia di somministrazione di bevande alcooliche. Controlli amministrativi sono stati effettuati nei confronti di numerosi locali e camion-bar: a carico di 8 gestori sono state comminate sanzioni per un totale di circa 8mila euro. Irregolarità sono state riscontrate in due discoteche. In una, al momento del controllo era in corso una serata danzante, sebbene il gestore non avesse le necessarie autorizzazioni. L’attività d’identificazione di clienti e avventori dei locali, svolta anche con riscontri nella banca dati, ha consentito di rintracciare soggetti socialmente pericolosi, a carico dei quali si sta vagliando la sussistenza di presupposti per l’adozione di misure di prevenzione. Prime prove anche del fonometro in uso ai vigili urbani del gruppo Roma 13. Lo strumento ha raggiunto punte di oltre 90 decibel, rumore dovuto soprattutto all’intenso traffico veicolare. Dopo la prima uscita i responsabili del piano di vigilanza notturna hanno concordato di articolare il dispositivo in più punti di presidio, non solo sul lungomare ma anche lungo le direttrici di collegamento tra Ostia e l’entroterra.
LA REPUBBLICA

Violenza su 13enne al parco arrestato studente universitario
Il giovane, insieme ad un amico, aveva fatto ubriacare la vittima che aveva marinato la scuola con una compagna.
L’abuso nei giardini pubblici. All’arrivo della madre, il ragazzo di 23 anni è fuggito

ENNA - Uno studente universitario nisseno è stato arrestato a Enna dagli uomini della Squadra mobile con l’accusa di avere violentato una ragazzina di 13 anni. La violenza è avvenuta ieri mattina alla villa comunale della Torre di Federico, a Enna. La ragazzina e un’amica avevano deciso di marinare la scuola e trascorrere la mattinata ai giardini pubblici. Avevano acquistato bevande alcoliche ed erano state raggiunte da due ventenni. Uno dei giovani si era allontanato quasi subito mentre F. B., 23 anni, di Caltanissetta, studente universitario a Enna, era rimasto con le ragazze, ormai evidentemente ubriache. La vittima era ormai in condizioni tali da non reggersi in piedi e il giovane, approfittando anche del fatto che all’ora di pranzo la villa era deserta, avrebbe cominciato un approccio sessuale abbastanza violento, al quale la tredicenne avrebbe reagito mentre l’amica guardava senza intervenire. Proprio a questo punto è arrivata la madre della vittima che, preoccupata per il ritardo della figlia, aveva contattato diverse compagne della ragazzina scoprendo che probabilmente era alla villa Torre Federico.
La donna ha trovato sua figlia stesa a terra, con il giovane che le aveva già abbassato i pantaloni e l’altra ragazza poco distante. F. B. vedendo sopraggiungere la donna è fuggito. La ragazza è stata portata all’ospedale Umberto I di Enna in ambulanza e qui è stato possibile ricostruire la vicenda. Gli uomini della Squadra mobile hanno rintracciato poco dopo lo studente che è stato portato in questura dove è stato riconosciuto dalla vittima e dalla madre di questa. Il giovane è stato rinchiuso nel carcere di Enna con l’accusa di violenza sessuale aggravata su minore di 14 anni.

LECCEPRIMA

Rifiuta l’alcol test e si scaglia contro i carabinieri
Arrestato per resistenza e violenza contro pubblico ufficiale 31enne di Lizzanello.
Il giovane è stato fermato ieri sera ad un posto di blocco per un controllo di routine, ma poi ha rifiutato i test.

LECCE (domenica 22 maggio 2011) Non ne ha voluto sapere di sottoporsi alla prova dell’etilometro e poi al test antidroga. Anzi, la sua reazione di fronte ai carabinieri che lo avevano fermato ieri sera per un controllo di routine alle porte di Lecce mentre era alla guida della sua auto, è stata tutt’altro che disponibile.
L’automobilista, un 31 di Lizzanello, G.L., per tutta risposta si sarebbe scagliato contro i militari, gesto che poi gli è costato l’arresto per resistenza e violenza nei confronti di pubblico ufficiale.
Quando il giovane ha visto il carabiniere che dal posto di blocco sollevava la paletta per ordinare di fermarsi, lui ha accostato ma quando è sceso dall’auto ai militari è subito apparso subito in stato di evidente alterazione. Così gli hanno chiesto di sottoporsi alla prova dell’etilometro e poi al narcotest. Cosa che ha rifiutato. Poi, da parte sua, la reazione improvvisa, violenta, contro i militari. Da qui, inevitabile l’arresto del 31enne.

LA STAMPA

È di Canelli
Ubriaco al bar prende a botte un carabiniere Arrestato
Un ubriaco ha preso a calci e pugni un carabiniere. Nella tarda serata di giovedì, un operaio di 25 anni di Canelli, Marco P. è stato arrestato dai militari di Santo Stefano Belbo per violenza, resistenza, minaccia, lesioni, oltraggio a pubblico ufficiale e ubriachezza molesta.
L’uomo, con precedenti penali per furto e altri reati, verso le 23 si è presentato al bar nel centro di Santo Stefano. Nel locale c’era anche un appuntato dei carabinieri in borghese perché fuori servizio, in compagnia di alcune persone. Improvvisamente l’ubriaco, senza alcun motivo se non il fatto di aver riconosciuto il carabiniere, l’ha insultato e poi preso a calci e pugni in faccia. Il militare non ha reagito alle provocazioni e ha chiesto l’intervento dei colleghi del “112”.
L’aggressore è stato accompagnato in caserma dove si è scagliato contro un altro militare, senza però procurargli lesioni. L’appuntato ferito è stato trasportato in ambulanza all’ospedale di Nizza Monferrato: i sanitari lo hanno medicato e dimesso con una prognosi di dieci giorni.
Intanto l’operaio è stato rinchiuso nel carcere di Alba, condannato a otto mesi di reclusione e rimesso in libertà con la condizionale.
(M.AR) 

 

 

Lunedì, 23 Maggio 2011
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