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Rassegna alcol e guida del 22 gennaio 2010

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

IL TIRRENO del 21 gennaio 2010

Dovrà rispondere di omicidio colposo   

Morta dopo due giorni Il conducente dell’auto era ubriaco al volante   

Annamaria Zini era stata investita in via Cavour a Prato 

MONTEMURLO. Dovrà rispondere dell’accusa di omicidio colposo, aggravata dallo stato di ebbrezza, il conducente della Toyota Yaris, un uomo di 45 anni residente a Carmignano, che sabato pomeriggio ha investito Annamaria Zini, la donna di 62 anni residente in via Riva a Bagnolo, mentre attraversava la strada davanti all’ospedale di Prato. La polizia municipale, infatti, ha accertato che il conducente della Yaris aveva bevuto più del consentito. A un primo controllo sarebbe risultato positivo all’alcol-test oltre il limite massimo di 1,50 (la legge fissa un limite a 0,50), mentre al secondo controllo è risultato poco sotto 1,50. Sul fatto che avesse alzato troppo il gomito, comunque, non paiono esserci incertezze. La Procura ha disposto l’autopsia sulla salma della donna, morta lunedì pomeriggio dopo un paio di giorni di agonia all’ospedale di Prato. La scena dell’incidente si è svolta sotto gli occhi del figlio della vittima.

IL TIRRENO del 21 gennaio 2010

Condannata a 6 mesi, il piccolo salvato da un operaio che si era arrampicato fino al terzo piano 

Mamma distratta nei guai 

Era ubriaca a letto, il figlio di 2 anni sul terrazzo 

PIETRO BARGHIGIANI 

 MONTECATINI

L’incoscienza di una madre, stordita dall’alcol, aveva esposto un bimbo di 2 anni al rischio di cadere dal terzo piano. Lo slancio di un operaio romeno, soprannominato Spiderman dalla stampa del suo paese d’origine, evitò la cronaca di una possibile tragedia. Lui, Jurcan Dorut, 43 anni, da tempo è tornato in Romania.

Non sa del processo a cui è stata sottoposta la mamma del piccolo. E non saprà nemmeno della condanna a 6 mesi e 10 giorni di reclusione inflitta in tribunale a Monsummano a Y.I., 30 anni, russa, all’epoca dei fatti senza permesso di soggiorno. Il giudice Laura Bonelli ha disposto la sospensione della pena per la donna accusata di abbandono di minori.

Teatro del salvataggio da film un condominio di via Donizetti.

Sono le 18 del 28 aprile 2008. Dorut sente un bimbo piangere senza sosta. Esce dall’appartamento e lo vede aggrappato al balcone del terzo piano. Corre verso la porta dell’abitazione che corrisponde al balcone e inizia a bussare. Nessun gli risponde. Allora si precipita di nuovo fuori dallo stabile e, dopo aver avvertito vigili del fuoco e polizia, decide di mettere in salvo il piccolo arrampicandosi fino al terrazzo da cui il bimbo stava attaccato con la possibilità di crollare in un attimo.

«Mi sono arrampicato su fino al terrazzo in cui si trovava il bambino - raccontò al Tirreno l’uomo - sperando che riuscisse a resistere abbastanza a lungo. Ho approfittato degli appigli offerti da questa parete (e indica una specie di griglia frangivento in mattoni che sale lungo tutto il palazzo ndr) e sono salito sino al terrazzo al terzo piano. Qui ho preso il bambino e sono rientrato nell’appartamento, dove la madre stava dormendo».

Salvato il bambino e ricevuti i complimenti anche dei vigili del fuoco per l’abilità dimostrata nell’azione di Dorut si occupò anche la stampa del suo paese soprannominandolo Spiderman come l’eroe dei fumetti. Poi il silenzio, anche delle istituzioni, Comune in testa, che non avvertirono la necessità di dargli un riconoscimento per una volta che uno straniero si era reso protagonista di un bel gesto. Dopo essersi trasferito a Monsummnano l’eroe per caso è tornato in Romania.

La madre, invece, denunciata per abbandono di minori, venne trovata positiva all’alcoltest e all’assunzione di sostanze stupefacenti. Stesa sul letto a vaneggiare nel suo mondo mentre il figlio di 2 anni stava precipitando dal terzo piano. Ma “l’uomo ragno” è uscito dai fumetti e con le sembianze di un operaio romeno ha rimediato agli sbagli degli altri.

ASCA.IT

TUMORI: FAZIO, VIA A NUOVO PIANO ONCOLOGICO. LISTE D’ATTESA NEL MIRINO 

(ASCA) - Roma, 22 gen - Standard diagnostici e terapeutici sempre piu’ all’avanguardia, riducendo gli sprechi, ma anche rottamando i vecchi macchinari per far spazio alle nuove tecnologie. Riduzione del tasso di mortalita’ e il divario fra regioni evitando la ’’migrazione sanitaria’’; incrementare la copertura del territorio da parte dei Registri dei Tumori, facilitando anche la creazione di reti telematiche oncologiche per lo sviluppo e l’applicazione di nuove metodologie diagnostiche e terapeutiche’. E poi grande spazio alla prevenzione. Ma anche e soprattutto suddivisione delle liste d’attesa in base all’urgenza della prestazione e realizzazione di un nuovo Cup nazionale per razionalizzare e coordinare le prenotazioni su base regionale.

Sono questi i cardini e gli intenti del Piano Oncologico Nazionale presentato oggi dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, che ha sottolineato come l’oncologia ’’costituisca una delle priorita’ del Ministero’’, ricordando ’’gli oltre 250mila nuovi casi ogni anno e la previsione di oltre 2 milioni di casi in Italia nel 2010’’.

Solo nel 2006 si sono contati 168mila decessi in Italia per tumori, pari al 30% di tutti i decessi. Il tumore e’ la seconda causa di morte in Italia, prima nel caso degli adulti.

Sempre nel 2006 oltre 761mila i ricoveri, il 9,3% del numero totale di ricoveri.

Di cancro ci si ammala soprattutto al nord, un triste primato che conta in queste regioni il 48% dei casi registrati, contro il 26% del centro e il 15% delle isole.

’’Gli obiettivi piu’ rilevanti del Piano - ha spiegato il ministro - consistono dunque, da una parte nella possibilita’ di offrire standard diagnostici e terapeutici sempre piu’ elevati a tutti i cittadini italiani, riducendo il ’gap’ esistente fra le diverse aree del Paese e dall’altra nel contenimento della spesa sanitaria grazie ad una sempre maggiore razionalizzazione delle risorse.

Di qui ’’l’ampio risvolto dato sia alla prevenzione (universale,secondaria e terziaria) che alla continuita’ di cura in fase diagnostica e terapeutica cosi’ come all’assistenza domiciliare e alle cure palliative’’, anche se ’’tale processo non puo’ evidentemente prescindere da un rinnovo tecnologico che andra’ discusso e concordato con le Regioni’’.

Fra le ’’battaglie’’ previste dal Piano in termini di prevenzione, alcuni capisaldi: ’’Combattere il fumo; promuovere alimentazione salubre e attivita’ fisica, combattere l’uso dell’alcol (*); combattere gli agenti infettivi oncogeni, cosi’ come l’esposizione ad oncogeni negli ambienti di vita e di lavoro; sviluppo tecnologico’’. Ma anche campagne e interventi di sanita’ pubblica per programmi organizzati di screening.

Ma oltre all’aspetto assistenziale, il Piano punta molto sulla ricerca clinica in oncologia. ’’L’Italia e’ un paese altamente competitivo a livello internazionale - ha detto Fazio -. Per rimanere competitivi e’ pero’ indispensabile lo sviluppo di nuove tecnologie sia in campo diagnostico che terapeutico. Questo obiettivo si puo’ raggiungere indirizzando i fondi per la ricerca clinica verso settori innovativi, quali la ricerca traslazionale e lo sviluppo di nuovi farmaci. Ma per ottenere questo, e soprattutto per rendere il Paese interessante per gli investitori stranieri, e’ indispensabile semplificare la burocrazia mediante uno snellimento delle procedure di approvazione dei progetti di ricerca; e tale aspetto e’ di particolare rilevanza per le fasi iniziali della ricerca sui nuovi farmaci (Fasi1 e 2).

’’Personalmente - ha assicurato il ministro - sono estremamente fiducioso che la condivisione e l’applicazione di tale Piano oncologico con le Regioni ci consentira’ di ottenere risultati ancora migliori sia dal punto di vista assistenziale che scientifico’

(*) Nota: nel nostro paese ancora oggi il maggior veicolo di trasmissione al corpo umano della sostanza alcol – seconda causa evitabile di cancro - si chiama vino.

Pertanto dire che si intende combattere l’uso dell’alcol – laddove non ci si riferisca alle pulizie domestiche ma all’ingestione orale – significa necessariamente perseguire la riduzione dei consumi di vino.

E’ un concetto elementare, anche se molti fingono di non capirlo.

Una delle strategie sicuramente efficaci per ridurre i consumi è innalzare la tassazione, secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.  Si veda quindi il prossimo articolo…

IL TEMPO

peccati di gola

Ma perchè la sinistra ha tanta paura del vino?

Qualcuno dell’opposizione ha proposto di innalzare le tasse su vino e birra. I primi attacchi al vino li ha fatti la Bindi, tre lustri fa. Ma cosa c’è dietro questa rabbia?

di Paolo Massobrio

Questa me l’ha raccontata il titolare di un agriturismo che lavora nel Monferrato. Lui produce vino e durante i momenti liberi dal lavoro nella vigna va a fare le consegne e talvolta si intrattiene a cena coi clienti. Una di queste volte ha bevuto una bottiglia di Grignolino del Monferrato Casalese (siamo sui 12,5 gradi) divisa in due e poi un grappino a fine cena. Poi ha fumato, ha chiacchierato e infine dopo circa 70 minuti si è messo in viaggio. Dopo due ore è stato fermato da una pattuglia e quindi sottoposto all’etilometro. E il risultato è stato zero. In un altro ristorante, di quelli stellati, ogni tanto arriva un signore dalla Svizzera, già avanti con gli anni, con la sua compagna. Mangia e beve ciò che desidera, e poi si mette in auto per tornare a casa.

Ma prima di far questo fa una passeggiata, più o meno lunga a seconda di quanto ha bevuto, qualsiasi sia l’ora. Poi si rimette in auto, anche senza un buon caffè. Il fatto che ritorni sistematicamente in quel locale significa che non lo hanno mai bloccato in flagranza di ubriachezza. Ora, entrambi i casi hanno sicuramente dei fondamenti scientifici, ma svelano anche un mare di non conoscenza che circonda la paura dell’etilometro. Il risultato è che si vive nel timore, si rinuncia a consumare vino senza conoscere o sapere come conoscere il proprio corpo. E siccome il vino è comunque il male di ogni cosa, pare che qualcuno dell’opposizione abbia proposto di innalzare le tasse su vino e birra, per aumentare le entrate dello stato. (*)

Ora non so se nel Pd o nella Sinistra in genere ci sia un rapporto controverso con il vino (eppure è rosso). La prima ad attaccarlo fu Rosi Bindi quando ormai tre lustri fa, da ministro per la Salute propose di mettere in etichetta che nuoceva alla salute. Poi Ferrero di Rifondazione arrivò a equiparare il vino alla droga e adesso, proprio nel momento più difficile per il settore, la proposta di un altro aggravio. Ma cosa c’è dietro questa rabbia verso il vino? (**) Berlusconi non è un produttore, anche se un pensiero lo aveva fatto in quel di Montalcino. Lo è D’Alema, invece. Dunque? Che tutti i viticoltori votino centrodestra? Non ci risulta neanche quello. E allora? (***) La verità è che siamo alla politica del non realismo. Si mette l’etilometro ma non si fa una diffusa informazione di quale sia il rapporto del corpo con l’alcol e le sue reazioni. Ma chi si comporta in questo modo non mostra un gran senso di responsabilità.

(*) Nota: richiamo la nota all’articolo precedente: innalzare le tasse su vino, birra e altri alcolici è una precisa indicazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che la considera azione sicuramente efficace per migliorare la salute delle persone e ridurre le sofferenze conseguenti al consumo delle bevande alcoliche.

(**) Nota: le avvertenze sui rischi per la salute sulle etichette delle bottiglie di vino ci sono già in molti paesi, e una legge che lo impone è in vigore anche in Italia (D.L. 206 del 6/9/2005 e successive modificazioni, “codice del consumo”, capo 2 - articolo 6), solo nessuno la fa rispettare.

Che l’alcol contenuto nel vino sia una droga non lo dice solo l’ex ministro Ferrero, è una evidenza scientifica.

(***) Nota: lo abbiamo ampiamente dimostrato nel libro “Vino e bufale”  (http://www.tecalibri.info/B/BARALDI-E_vino.htm  ): così come il fronte dei numerosi politici che sostengono il vino è trasversale a tutti i partiti, lo stesso vale per quei pochissimi parlamentari sensibili alle conseguenze negative del bere e attivi nel proporre azioni preventive.

LA TRIBUNA DI TREVISO del 21 gennaio 2010

«Chi mi critica difende lo spritz»

  TARZO. «Si criminalizza un bicchiere di vino al pasto, perché non si parla invece dello spritz con l’amaro che raggiunge i 20 gradi alcolici a fronte dei 10 o 11 del vino?». Lo chiede il sindaco Gianangelo Bof, dopo le polemiche di questi giorni.  Dopo l’invito a bere due bicchieri di vino al giorno, che ha suscitato critiche, ma anche appoggio da parte dei cittadini, il sindaco leghista Bof sta mettendo a punto il testo del manifesto che verrà affisso tra qualche giorno nei bar di Tarzo, in Municipio e postato nel sito internet del Comune. «I miei detrattori possono stare tranquilli - dice Bof - I manifesti che farò affiggere specificheranno che l’invito a bere un bicchiere di vino a pasto non è ovviamente rivolto ai minorenni, bensì ai maggiorenni e che l’uso del vino è sconsigliato a chi soffre di patologie. Così come accanto ai manifesti farò mettere in modo ben visibile alcuni fogli dove sono citati studi scientifici sull’uso moderato del vino. Credo che il proibizionismo non abbia mai portato risultati positivi, importante è invece educare le persone. E comunque voglio seguire l’esempio del mio bisnonno Giovanni che riguardo al vino diceva: «Se mi bevi di rispetto sono un medico perfetto, se mi bevi di strapazzo o ti copo o ti ammazzo». Bof non ci sta ad essere accusato di incitare al bere.  «Quello che ho detto sull’uso del bere consapevole un bicchiere di vino, preferibilmente a pasto, non è uno spot - continua il sindaco -. La giunta infatti per la primavera sta organizzando una serie di conferenze a Tarzo, aperte alla popolazione, non solo sull’uso del bere, ma anche sulla corretta alimentazione. Credo che il modo di mangiare italiano sia il migliore, non vedo perché non tornare a vecchie abitudini alimentari. A questo riguardo invito il primario del Sert Capuano, che mi ha criticato, ad essere relatore alla prossime conferenze». Il sindaco è anche titolare del ristorante La Mondaresca ad Arfanta e non disdegna, quando può, di fare il cuoco per i suoi clienti. «Al sindaco di Cison Cristina Pin chiedo come mai contesti la mia iniziativa sul bere, se nel suo Comune in estate dalla fontana della Crosera sgorga vino al posto dell’acqua per un giorno?». Gianangelo Bof in questi giorni, dopo la sua presa di posizione sull’uso del vino è stato sommerso da centinaia di mail. «Mi ha scritto anche un assessore del Comune di Massanzago (Padova) chiedendo informazioni sulla mia iniziativa - conclude Bof - non escludendo di metterne in atto una simile. Certo, ho ricevuto critiche ma anche molta solidarietà». E il sindaco Bof ha anche incassato il parere favorevole dei lettori della tribuna che sul sito internet si sono espressi, per la maggior parte, in maniera favorevole ai due bicchieri di vino al giorno e alla loro pubblica promozione. - (Stefania Rotella)

LA TRIBUNA DI TREVISO del 21 gennaio 2010

«Facciamo guerra all’aperitivo»

  VITTORIO VENETO. «Invito i sindaci del territorio a promuovere una campagna di sensibilizzazione contro lo spritz, che fa certamente più danni di due bicchieri di vino». La sollecitazione è dell’europarlamentare Giancarlo Scottà, che da Strasburgo dove si trova per una seduta del parlamento europeo, informa che solleciterà le autorità di competenza a prendere provvedimenti sullo spritz che «mina la salute dei nostri giovani». Secondo Scottà, i sindaci dovrebbero promuovere maggiori controlli negli ambienti «dove i ragazzi consumano non uno, ma due, anche tre e quattro spritz a giro». Il sondaggio de La Tribuna sull’iniziativa del sindaco Bof, intanto, certifica che, su centinaia di votanti, il 62% di chi clicca è a suo favore, il 37% contro. (f.d.m.)

LECCEPRIMA.IT

IL FIGLIO CON LA COCAINA, IL PADRE UBRIACO ALLA GUIDA

Nei guai entrambi. Il ragazzo fermato alla guida di uno scooter senza assicurazione, aveva con sé anche alcuni grammi di droga. Chiamato il padre per aprire casa e perquisirla, è giunto però alticcio

LECCE – Prima il figlio, poi il padre. A finire nei guai sono finiti entrambi. Il primo, perché andava a spasso su uno scooter senza contrassegno assicurativo, non facendosi però mancare, a Dio piacendo, qualcos’altro. Hashish, ma soprattutto cocaina. Il secondo perché, rientrato a casa proprio dopo che il suo ragazzo di 20 anni era stato fermato, s’è fatto trovare in auto ubriaco. E la giornata s’è conclusa per entrambi con distinte denunce a piede libero. I fatti sono avvenuti nei giorni scorsi, a Lecce, ma la notizia s’è appresa soltanto ora. Tutto è nato quando gli agenti della sezione volanti, durante un normale pattugliamento in strada, hanno notato e poi bloccato un giovane che percorreva via Agrigento a bordo di un ciclomotore Aprilia privo, come già detto, di contrassegno assicurativo.

Il giovane, notata la presenza dei poliziotti, avrebbe tentato la fuga, allontanandosi verso piazzale Siena, abbandonando lo scooter nei pressi di un condominio e lasciando per terra il casco. Bloccato dai poliziotti, il ragazzo, peraltro già noto, è stato sottoposto ad una perquisizione personale. E dalla tasca destra dei pantaloni è sbucato un pezzo di hashish di 2,4 grammi. Il controllo è stato così esteso anche al mezzo di trasporto, da cui è spuntato fuori anche un involucro in cellophane, contenente questa volta cocaina, per un peso di 4,9 grammi.

Si è così deciso di estendere la perquisizione all’abitazione del giovane (che sarebbe però risultata negativa), provvedendo a contattare il padre, che non era in casa e aveva con sé le chiavi per aprire la porta. Giunto nei pressi dell’abitazione a bordo di una Fiat Mondeo, è però cominciata la seconda parte della disavventura. Pare che l’uomo, infatti, abbia mostrato chiari ed evidenti segni di ubriachezza, usando toni alterati e minacciosi nei confronti degli agenti. E’ così scattato l’accertamento del tasso alcolemico, che ha dato un risultato positivo. Ed è partita la denuncia per guida in stato di ebbrezza, con ritiro della patente. Il figlio, invece, è stato deferito per detenzione illecita di sostanza stupefacente e sanzionato per aver condotto un ciclomotore privo di copertura assicurativa. Che è finito sotto sequestro amministrativo ed affidato in custodia giudiziale.

L’ARENA di Verona

LEGNAGO

«ASSIEME DAVVERO» PER COMBATTERE L’ABUSO DI ALCOL

La Giunta ha aderito al progetto «Assieme davvero» che coinvolge 24 centri della Bassa nell’aiutare i giovani a combattere l’abuso di sostanze alcoliche. Il Comune ha stanziato 1.440 euro come quota parte necessaria ad integrare il contributo di 40mila euro erogato dalla Regione. (*)

S.N

 

(*) Nota: sarebbe più efficace, in termine di prevenzione, se gli adulti, invece di cercare di cambiare il bere dei giovani che considerano sbagliato, si preoccupassero di riflettere una buona volta sul loro stesso bere, che considerano giusto e sacrosanto.

IL GAZZETTINO (Treviso)

IL NUOVO BRONX

Notti di risse e alcol

piazza Giustiniani insorge

Nella zona ormai quasi solo phone center e negozi etnici

I residenti esasperati dalla concentrazione di immigrati

La settimana scorsa un uomo di colore, palesemente ubriaco, ha seguito una ragazza fino al portone del condominio dove abita e si è prodotto in gesti osceni. Erano da poco passate le dieci di sera. La giovane ha chiesto aiuto, è sceso il padre, ne è nata una mezza rissa. Una delle tante che, da un paio di mesi a questa parte, scoppiano in piazza Giustiniani, pieno centro storico, a due passi dalla stazione e da via Roma, un tempo considerata una zona residenziale e ora in preda a una trasformazione che qualche strascico lo lascia.

      Da metà novembre su lato della piazza che fa angolo con via Tomaso da Modena ha aperto un bazar gestito da una famiglia marocchina. Un negozio grande, con vetrine sia lungo la via, sia direttamente sulla piazza. Fino a ottobre al suo posto c’era un punto vendita della Tim che ora si è spostato sotto il porticato proprio di via Tomaso da Modena. All’interno del bazar si vende un po’ di tutto: vestiti, ombrelli, scarpe. Ma anche prodotti alimentari. Negozio molto frequentato soprattutto da cittadini stranieri, già presenti molto numerosi per via dell’Internet point e del servizio di cambio West Union, del kebab lungo via Roma, della piccola rivendita di specialità sudamericane per non parlare della pasticceria rilevata da tempo da una famiglia di cinesi.

      Ma a creare problemi è il bazar. Da quando ha aperto i fragili equilibri della convivenza sono saltati. Durante il giorno la situazione è sopportabile, di sera invece tutto cambia. “Lì dentro – dice un residente – chiudono le saracinesche e si mettono a fare baldoria. Sembra quasi che ci sia una sorta di bar dove la gente, spesso e volentieri, si ubriaca. Abbiamo segnalato la cosa ai vigili e ai carabinieri di quartiere, alla polizia. Ma non è successo niente”.

      La confusione nelle ore serali aumenta e le risse sono sempre più frequenti. Residenti e negozianti hanno quindi deciso di reagire. Nei prossimi giorni arriverà in Comune, al comando dei carabinieri e in questura, una lettera seguita dalle firme di tutti. Poche righe per denunciare quello che accade ogni giorno: gli ubriachi, le risse, le minacce. Ma non solo. In molti si lamentano dell’arredo urbano, soprattutto l’illuminazione giudicata carente.

      La piazza è sempre più centro di traffici poco chiari. Da sempre via Roma è una zona dove lo spaccio di droga la fa da padrone. I controlli degli ultimi mesi però hanno spinto verso la piazza sia chi vuole vendere la “roba” con più sicurezza, sia chi vuole comprarla. Ora si aggiungono le risse tra ubriachi. La sopportazione è giunta al limite: molte attività stanno pensando di chiudere, qualcuno addirittura di vendere la casa e trasferirsi da un’altra parte, più tranquilla.

      Paolo Calia

IL GAZZETTINO (Treviso)

LA NOVITÀ

9.5 Cold Wine: lo spumante che piace all’alcoltest

Dalla patria del prosecco e dello spritz arriva la via dei mastri vinai contro eccessi dovuti all’alcool. La consapevolezza dei consumatori si riflette anche nella filosofia delle aziende vinicole che cercano infatti nuove vie per andare incontro alle cambiate esigenze del cliente: sfruttare lo sviluppo tecnologico applicato alle tecniche di vinificazione per creare un vino che a parità di caratteristiche organolettiche abbia una gradazione alcolica minore.

      È la strada adottata da Astoria Vini, che lancia «9.5 Cold Wine», uno spumante brut a base di Prosecco Chardonnay che, come dice il nome stesso, offre il piacere di un buon spumante italiano con un grado alcolico di soli 9.5 gradi, grazie a una vendemmia anticipata e all’utilizzo di lieviti speciali che fermentano a una temperatura più bassa della norma.

      «Abbiamo cercato una nostra strada alternativa attraverso l’innovazione del prodotto e del packaging - sostengono i titolari di Astoria Vini Paolo e Giorgio Polegato -. Non ci limitiamo a raccomandare un consumo consapevole del vino: possiamo sfruttare i passi da gigante fatti dalle tecniche di vinificazione per creare vini di grande spessore e ricchezza organolettica pur con una limitata gradazione alcolica. In questo modo chi vorrà godersi un buon bicchiere di prosecco potrà farlo con maggiore serenità».

IL GAZZETTINO (Udine)

Dopo gli incontri sulla sicurezza in pista…

di Tiziana Gualtieri

Dopo gli incontri sulla sicurezza in pista tenuti la passata stagione e nati dalla cooperazione tra il Centro di Addestramento Alpino di Moena della Polizia di Stato e l’AMSI, continuano le iniziative organizzate dalla Questura di Udine in collaborazione con la Scuola Italiana sci di Tarvisio. Nella riunione di ieri i maestri di sci della zona sono stati sensibilizzati su effetti e problematiche legate a una pratica che sta prendendo sempre più piede: scendere lungo le piste da sci dopo aver alzato troppo il gomito. A farlo sono stati il medico della Polizia Peter Mazzurana, della Questura di Bolzano, e l’Ispettore Capo del Centro addestramento di Moena, Paolo Cristante, che hanno spiegato come, nonostante la legge quadro 363/2003 non preveda una norma specifica per contrastare l’abuso di alcol sulle piste da sci, non si debba abbassare la guardia e un importante aiuto possa giungere proprio dai maestri di sci. Nella passata stagione, infatti, su tutto l’arco alpino sono stati circa un centinaio i verbali contestati - di cui tre anche nel Tarvisiano - per quello che viene parificato all’ubriachezza in luogo pubblico e che prevede una sanzione amministrativa da 51 a 309 euro.

      Niente alcoltest sulle piste, dunque, ma gli Agenti possono procedere attraverso l’accertamento sintomatico: possono bastare riflessi rallentati o disturbi motori, fino a una limitazione del campo visivo con impossibilità di percepire il pericolo, gli ostacoli o gli altri sciatori. «Non vogliamo fare repressione, ma solo informazione - ha spiegato Mazzurana - anche perché chi ha gli sci ai piedi deve capire che il rischio è lo stesso di chi si mette al volante, ma senza poter contare sulla stessa protezione».

 

IL GAZZETTINO (Udine)

In Italia non esiste…

In Italia non esiste uno strumento specifico per individuare lo sciatore "alticcio", ma la nascita del polo transfrontaliero di Sella Nevea-Bovec ha spostato l’attenzione alla vicina Slovenia. Qui, invece, c’è la possibilità di imbattersi in agenti che facciano soffiare in quello che può essere tranquillamente chiamato etilometro. In questo caso, lo sciatore è considerato sotto l’effetto di alcol quando ha più di 0,24 milligrammi di alcol in un litro d’aria espirata. E chi viene "pizzicato" brillo rischia davvero grosso: si va dal ritiro immediato dello skipass fino alla sanzione amministrativa che può oscillare dai 200 ai 600 euro.

      T.G.

WINENEWS

BOLLICINE & BARBERA PER LA COPPA DEL MONDO DI SCI 2010

Se le bianche vette del Sestriere faranno da sfondo ad uno degli eventi più attesi dagli appassionati degli sport sulla neve e non solo, per brindare alla Coppa del Mondo di Sci Alpino 2010 (fino al 23 gennaio), non potevano certo mancare due fiori all’occhiello della produzione enologica piemontese: il Barbera d’Asti Docg La Ribelle 2008 e le Bollicine Roseus 2008, firmati dalla cantina Montalbera, una delle realtà vitivinicole emergenti e più interessanti di Langa e Monferrato, di scena questa sera nel gala della premiazione della Coppa del Mondo di Sci per Disabili.

Info: www.montalbera.it

CORRIERE ADRIATICO

Sui Sibillini escursionismo in allegria

Sci ed enogastronomia ora vanno a braccetto

Amandola

Sci escursionistico e tanta buona enogastronomia con un pizzico di goliardia che sprizza già dallo stesso nome: la Fienga. Si terrà da domani a domenica sui Sibillini. Si parte domani con Sci-escursioni di diversi livelli (zona Castelluccio), corsi in pista e fuoripista a Monte Prata. Nel Dopofienga sarà la volta di esercizi gastronomici con “pecorini & pecorino” (apres-ski a base di formaggi e vino Pecorino), cena tipica a Norcia, festone di benvenuto con inaugurazione del birrodotto. Sabato Sci-escursioni di diversi livelli (zona Monte Bove), corsi in pista e fuoripista a Frontignano. Il Dopofienga è sempre più appetitoso con “ciavusculu e vi’ruscio”. Cena tipica a Norcia, festone di chiusura con clinic Varnelli. Chiusura domenica on Sci-escursioni di diversi livelli (zona Monte Vettore) e corsi in pista e fuoripista a Frontignano. Di diverso tipo i pacchetti individuati con un linguaggio particolarmente originale. C’è il Modulo Ramengo che comprende gadget, partecipazione a li festò e ai Dopofienga (con buoni free-drink e free-food), skitest, possibilità di noleggio attrezzatura, partecipazione alle sci-escursioni guidate da istruttori del Cai, convenzione albergo e ristorante, convenzione skipass, esercitazione campo Arva e trasporto. Poi c’è il Modulo Mezzu-Mezzu (per indicare il livello medio) e quello Pritu (ovvero intero).


IL MESSAGGERO VENETO

allarme alcool tra i giovani anche sulle piste di sci

IL MATTINO di Padova

la discoteca analcolica riapre e la regione la premia con 40 mila e. - (felice paduano)

IL SECOLO XIX

Montalcino e le 5 terre collaborano Su vino e salute Il sindaco Ricciardi: piano di lavori per Rizzola

LA STAMPA

Consorzio Asti, "punto e a capo"

Un viaggio fra le regioni del vino

LA TRIBUNA DI TREVISO

No alcol per chi guida De Poli vuole una legge

 

Sabato, 23 Gennaio 2010
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