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Rassegna alcol e guida del 27 aprile 2011

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

CORRIERE DELLA SERA – FORUM ITALIANS

Quando i giovani si «sfogano»
Caro Severgnini,
sono rimasto molto colpito dalla notizia sull’aggressione ai due carabinieri in Toscana. Mi chiedo, e ti chiedo: come sarebbe stata commentata la notizia se uno dei due carabinieri per difendere il collega avesse messo mano alla sua pistola d’ordinanza? Mando attraverso la tua rubrica un grandissimo augurio per la pronta guarigione dei due militari. Sono il padre di due ragazzi di 18 e 22 anni.
Ludovico Addis , %20laddis@libero.it

Caro Addis, anch’io sono padre di un diciottenne, e zio di una folla di nipoti neo-maggiorenni. Dico subito che non intendo rispondere alla domanda ipotetica («come sarebbe stata commentata la notizia se uno dei due carabinieri per difendere il collega avesse messo mano alla sua pistola d’ordinanza?»). Mi sembra che la tragedia sia già abbastanza grave così: per i due carabinieri e le loro famiglie, per i ragazzi e le loro famiglie, per il nostro povero Paese sbigottito. Non c’è bisogno di metterci il carico. Capisco anche che, nella sua lettera, non ci sia malizia, Ludovico. Ma sgomento: ed è anche il mio.
Credo che moltissimi dei guai dipendano da alcol e droghe, che alterano la percezione della realtà - quindi del male, del dolore, della pietà, del pericolo, delle responsabilità, delle conseguenze. I trentenni cocati che girano per Milano credendo d’essere Batman non sono meno terrificanti. Do atto al legislatore (eh sì!), a polizia e carabinieri di aver fatto molto, in questo ultimo periodo, per combattere il vizio tragico di bere-e-guidare. La «tolleranza zero» per i neo-patentati è un colpo di genio. I ragazzi si stanno abituando a questi due concetti: bevo/non guido, non bevo/guido. Una seppur minima soglia di alcol nel sangue - quella accettata per noi adulti - avrebbe aperto la strada all’interpretazione capziosa delle norma: una patologia italiana.
Tornando alla vicenda di Grosseto. I rave andrebbero proibiti per legge; sono l’anticamera del disastro, anche a se a qualche anima bella piace pensare che siano «momenti di aggreggazzione» (con quattro ’g’ e due ’z’). Bere due birre tra amici, a vent’anni, è bello; bere per perdere coscienza è un delitto contro di sé e contro gli altri. I genitori devono battersi come leoni contro questo, a costo di uscirne feriti.


LA NAZIONE

Aggressione a Sovana ai carabinieri Renzi: "I ragazzi devono pagare"
Renzi ha ribadito la solidarietà mia della città di Firenze all’Arma dei carabinieri
Firenze, 26 aprile 2011 - "Questi ragazzi devono pagare per quello che hanno fatto’’ e l’accusa di tentato omicidio con la quale sono stati fermati ’’mi sembra il minimo’’. Così il sindaco Matteo Renzi, ospite dell’emittente fiorentina Lady Radio, commenta l’episodio dell’aggressione subita ieri da due carabinieri in provincia di Grosseto da quattro giovani, tra i quali tre minorenni.
Il sindaco ha anche ribadito la solidarietà di tutta la città di Firenze all’Arma dei carabinieri e "la vicinanza profonda alle famiglie e ai due carabinieri". Per Renzi ’’il fatto che due servitori dello Stato, due carabinieri, siano presi a sprangate da quattro ragazzini, di cui uno maggiorenne, perché fermati per l’etilometro, sono cose che fanno e devono far riflettere".
"Dobbiamo pensarci anche a livello sociale - ha proseguito -: questi sono ragazzi che stanno in provincia di Firenze. Sarebbe doveroso ora fare una riflessione su che tipo di messaggio educativo abbiamo dato". (*)
L’AGGRESSIONE I carabinieri della compagnia di Pitigliano, vicino al Monte Amiata, sono stati aggrediti da quattro giovani fiorentini, di cui tre minorenni, che probabilmente facevano ritorno da un rave party nei dintorni, nel territorio di Sorano, che era stato promosso su Internet tramite siti specifici dedicati a questo genere di raduni ’no stop’.
L’unico maggiorenne che era alla guida dell’auto e che e’ risultato positivo all’alcoltest con un tasso dello 0,86 (0,5 e’ il limite di legge) si chiama Matteo Gorelli, ha 19 anni ed abita a Cerreto Guidi, in provincia di Firenze, è uno studente. Gli altri 3, tutti di 17 anni, abitano a Vinci, Lastra a Signa e Capraia e Limite. La ragazza e’ una studentessa mentre gli altri 2 sono un barista e un carrozziere. I carabinieri sostengono che tutti erano ’’molto alterati’.
L’INSEGUIMENTO Spari alle gomme: solo cosi’ una pattuglia dei carabinieri ha potuto fermare l’auto con I quattro giovani a bordo. Secondo una ricostruzione dell’Arma di Grosseto, la pattuglia, sopraggiunta sul luogo dell’aggressione, ha visto a terra i due colleghi feriti e, a breve distanza sulla stessa strada, una Renault Clio che si allontanava. E’ scattato l’inseguimento ma la Clio non si fermava, cosi’ la pattuglia ha sparato alle gomme. Bucati due pneumatici, la vettura con gli aggressori si e’ fermata. Chiarite le cose, i quattro occupanti sono stati arrestati.
IL RACCONTO DI UN VIGILE DI SORANO I due carabinieri si chiamano Antonio S., un appuntato di 43 anni, e Domenico M., un carabiniere scelto di 34. A terra, in un lago di sangue, sono stati trovati da una squadra di vigili urbani. A versare nelle condizioni più gravi risulta essere l’appuntato mentre il carabiniere scelto rischia di perdere un occhio.

(*) Nota: è sicuramente il caso di fare una riflessione a livello sociale. Qui di seguito è riportato un articolo di due anni fa, quando il sindaco di Firenze si scagliò contro l’entrata in vigore della legge comunitaria sui “danni da alcol”, invitando alla disobbedienza civile. Le aggressioni agli agenti sono aumentate con l’aumento dei controlli con l’etilometro. Gli alcolici sono direttamente responsabili dell’aggressività, ma anche una cultura che li considera come un diritto irrinunciabile può far vivere un semplice controllo con l’etilometro come una intrusione intollerabile.

Corriere della Sera del 24 luglio 2009

Renzi e il divieto di alcol ai chioschi: «Disobbedisco e continuo a bere»
Il «disubbidiente appuntamento» è stato fissato dal sindaco per la mattina di mercoledì prossimo a Firenze. Data fatidica per i trippai della città che, con l’entrata in vigore della legge comunitaria sui «danni da alcol», non potranno più vendere i loro panini accompagnati dal classico «gottino», un bicchiere di buon vino rosso, meglio se Chianti, annaffia frattaglie. Divieto assoluto anche per i venditori di « lampredotto», un particolare tipo di trippa, costretti anch’essi a porgere al cliente alieni bicchieri di coca cola, aranciata o acqua minerale. Un orrore per i fiorentini. Sindaco Matteo
Renzi in testa che, con tutta la giunta, ha annunciato il «disubbidiente appuntamen­to» ovvero un clamoroso atto di disobbedienza civile e subito dopo ha dato incarico ai suoi funzionari di studiare un’ordinanza che vieti il divieto e blocchi «d’indecente censura».
«La mattina di mercoledì andrò da un trippaio della città – promette il sindaco – farò colazione con un panino con il lampredotto e berrò un bicchiere di vino. Poi chiamerò a raccolta tutti i miei assessori e dirò loro: mangiate e bevete».
Ubbidiranno? «Certo che sì – risponde Renzi – perché non esiste fiorentino capace di sopportare il divieto a non deliziarsi, se lo vuole, con il lampredotto e il gottino. Questa legge è una vergogna è va assolutamente abolita. E se c’è qualche assessore che la penserà diversamente, beva pure la coca cola ed esca dalla giunta».
Renzi sorride. Ma dietro quell’ironia da toscanaccio irrefrenabile e da sindaco definito dal Time l’Obama italiano, si nasconde una determinazione quasi rabbiosa Racconta Renzi di aver passato parte della giornata a leggere e a rispondere a centinaia di messaggi su Facebook.
«Cittadini incavolati come bestie. Mi hanno scritto di fermare quei grulli che vogliono la coca cola al posto del vino, di non far deturpare una tradizione che è anche un pezzo di storia di questa città. E io ho detto loro che possono contarci, che pure io sono imbufalito e che non accadrà mai di poter azzannare la trippa a secco o ad acqua».
Non è solo una battaglia per il gusto e i piatti tipici. Secondo Renzi c’è anche un aspetto sociale. I chioschi dei trippai a Firenze sono un’istituzione sociale. La bancarella è un presidio, in alcuni quartieri, dove la gente si ritrova, come nei circoli Arci o nelle case del popolo. E non è un caso che in uno dei manifesti elettorali del sindaco, ci fosse la foto di uno dei trippai più famosi della città, quello di Sant’Ambrogio.
«Uno dei miei nonni, Adone, vendeva i maiali in Valdarno – continua Renzi – e conosceva tutti i chioschetti fiorentini. Mi ci portava spesso. E da allora non ho più smesso, di volta in volta, di mangiare trippa e gottino. Non sarà una stupida legge burocratica e senza senso a fare cambiare abitudini a me e ai miei concittadini».
Così da Palazzo Vecchio, novello Savonarola, il sindaco annuncia: «Io scendo in piazza e sfido la legge maldestra e con me la giunta. Però sono convinto che, quando mi guarderò alle spalle, non troverò multe e censori, ma tanti amici con il panino e il bicchiere di vino. Tutti a brindare e a gridare, viva Firenze, viva il vino, viva la trippa e il lampredotto».

AGI

NOTTE BIANCA A FIRENZE: VIETATA VENDITA BEVANDE IN VETRO
Firenze, 27 apr. - Divieto di vendita per asporto di bevande in contenitori di vetro e di alcolici di qualunque gradazione dalle ore 21 del 30 aprile alle ore 6 del primo maggio prossimi. Il divieto si applica in tutto il centro storico, delimitato dai viali di circonvallazione a destra e sinistra dell’Arno, e interessa gli esercizi commerciali fissi e ambulanti, nonche’ i distributori automatici, che si trovano all’interno di questa area e sugli stessi viali. Lo ha stabilito il prefetto Paolo Padoin in occasione della "notte bianca" di Firenze per la quale e’ prevista una grande affluenza di persone, provenienti anche da fuori provincia e regione. Il divieto e’ finalizzato al sereno svolgimento dell’evento e costituisce una misura per prevenire quei comportamenti che possono turbare l’ordine e la sicurezza pubblica, essere pericolosi per l’incolumita’ delle persone e causare danni al patrimonio artistico della citta’. Un provvedimento per evitare "una potenziale situazione di rischio - recita l’ordinanza - per le possibili conseguenze pregiudizievoli per l’ordine pubblico connesse all’abuso di bevande alcoliche, per la prevedibile dispersione di un numero elevato di bottiglie di vetro e per l’uso delle stesse come corpi contundenti o armi improprie per offendere e arrecare danno". (AGI) Sep

IL TIRRENO

Un business per gli spacciatori
Alcol e mix di droghe per feste sempre più clandestine In tre anni due ragazzi toscani stroncati dai cocktail micidiali
VECCHIE cave, discariche abbandonate, casolari semidiroccati, colline isolate. La migrazione dei rave party verso luoghi sempre più appartati e fuori da ogni controllo rappresenta l’ultima fase dell’involuzione di un fenomeno che negli anni Ottanta era nato come un movimento all’insegna del divertimento, della libertà, anche se sempre contrassegnato dal consumo di superalcolici e di droghe sintetiche.
Musica techno dal ritmo ossessivo sparata a tutto volume da mastodontici impianti di amplificazione, alcol di ogni tipo e genere e un vasto catalogo di droghe (lsd, ketamina, Mdma, ma anche eroina e cocaina): questo il mix di ingredienti dei rave party che da megafeste dello sballo, tollerate in quanto fenomeno di costume di un’epoca ormai tramontata, si sono trasformate con il tempo in un business per organizzatori e spacciatori. Anche per questo, con il passare degli anni, il tam-tam messo in piedi per organizzare questi raduni si è fatto sempre più sofisticato e clandestino visto che ormai la Toscana è vietata ai rave. Non più manifestini dall’iconografia singolare, bigliettini cosparsi nei punti strategici e annunci via internet; adesso gli inviti passano attraverso catene di mail tra gli irriducibili dello sballo per aggirare i controlli e mettere in piedi queste feste a sorpresa che sono diventate sempre più rischiose.
Non a caso, negli ultimi tre anni, due giovani toscani hanno perso la vita a causa dell’alcol e delle droghe ingerite. Eleonora, appena vent’anni, nel settembre del 2008 ebbe un malore fatale nella campagna di Sovicille, nel Senese, dove si era recata insieme alla sorella per partecipare a un rave. Stesso destino per Francesco, 17enne di Molazzana, stroncato, meno di un anno fa, da un cocktail fatale ingerito la notte di Halloween nel corso di un rave in un centro sociale di Milano.
Per qualche tempo, la linea delle forze dell’ordine toscane è stata quella di permettere i rave party anche per poter controllare la situazione, soprattutto dal punto di vista sanitario, in modo da poter garantire un intervento immediato. Ma con il tempo il fenomeno è diventato sempre più ingestibile e adesso tra polizia e carabinieri da una parte e organizzatori dei rave dall’altra si è scatenata una sorta di partita a scacchi, con i secondi che tentano di organizzare raduni a sorpresa in luoghi sempre più isolati e i primi impegnati in un’attività da «controspionaggio» per bloccare le feste clandestine. Negli ultimi due anni sono molti i rave party bloccati dalle forze dell’ordine in Toscana, con operazioni che quasi sempre si sono concluse con la denuncia degli organizzatori e l’arresto di diversi spacciatori colti in flagrante. Come a Vaglia, in Mugello, ad esempio, teatro di una delle prime operazioni in grande stile, con il controllo e l’identificazione di circa mille partecipanti a un raduno illegale. Sempre in Mugello, a Valnera, un altro rave è stato bloccato l’estate scorsa, mentre nell’aprile dell’anno scorso la questura di Firenze mise in allerta tutti i Comuni della Provincia, istituendo numerosi posti di blocco a scopo preventivo. Ma è la Toscana meridionale e costiera lo scenario scelto con sempre maggiore frequenza per i rave illegali: a Rosignano ne sono stati bloccati due, a Ginepraio e a Poggio Pelato, un altro a Massa Marittima, al Romitorio, e l’ultimo a Manciano, alla discarica del Tafone.
C.B.

ROMAGNA OGGI

Marina di Ravenna, ci risiamo: alcol, schiamazzi e immondizia dappertutto
RAVENNA - "Ci risiamo. La nuova stagione è iniziata nel peggiore dei modi. Sabato scorso Marina di Ravenna si è riempita di ragazzi e ragazze che hanno bevuto, urlato e lasciato immondizia in giro per la località. Ci riferiamo nello specifico ai 3/400 metri della zona Rivaverde". E’ quanto si legge in una nota del Comitato Rivaverde di Marina di Ravenna, che ancora una volta protesta per l’evidente stato di degrado in cui versa la zona di Marina e dintorni.
"Al di là dell’evidente stato di degrado in cui versavano gli stradelli (con ragazzi stesi e cartacce ovunque), la confusione si è riversata in questa zona, a poche centinaia di metri dal presidio delle Forze dell’ordine (che sostavano poco prima dell’edicola). Nonostante le telefonate al Comando (segnalazioni che, ci hanno assicurato, sarebbero state girate a chi già presidiava) non è venuto nessuno a verificare lo stato di questo quartiere. Una zona già di per sé problematica in quanto chiusa, facile "contenitore" del peggio che si concentra a Marina. La ztl non è stata rispettata, i cancelli sono stati bloccati. Per non parlare degli ubriachi che si sono aggirati tra gli appartamenti".
"Siamo quindi al solito punto degli anni scorsi? - si chiedono i cittadini - Vogliamo sperare proprio di no. E’ ormai chiaro che la zona Rivaverde debba essere presidiata, solo così si potrà dare una risposta ai residenti che sono costretti a sopportare l’altro lato, quello ovviamente meno patinato, della "medaglia" Marina. Una Marina in cui la gente sosta nei camper lungo viale delle Nazioni o dorme in macchina. E’ questo il tipo di turismo di cui abbiamo bisogno?"

ASAPS

Asti
Ubriaco imbocca la tangenziale contromano ma viene bloccato dalla Polstrada
L’intervento tempestivo di due agenti ha scongiurato il rischio di uno scontro frontale sulla Portacomaro-Asti
27 aprile 2011- La tempestiva azione di una pattuglia di agenti della Polizia Stradale di Asti ha impedito uno scontro frontale fra autoveicoli sulla superstrada Asti-Casale. Teatro del delicato intervento il tratto tra Portacomaro e Asti dove una "Fiat Uno" bianca, guidata da un 55enne, ha imboccato la tangenziale nel senso contrario di marcia. Immediate le segnalazioni di automobilisti allarmati ai centralini del 113 per segnalare la presenza della vettura in contromano. I due agenti della Stradale una volta giunti sul posto, hanno prima rallentato la circolazione e poi, con due auto poste di traverso, sono riusciti a bloccare l’utilitaria.
Il conducente alla guida della vettura è stato sottoposto all’etiltest che ha rivelato che l’uomo viaggiava con un tasso alcolico quattro volte superiore a quello consentito dalla legge. Per lui sono scattati il ritiro della patente di guida e la confisca del mezzo.

ASAPS

Faenza
Pirata ubriaco scappa dopo un incidente e sperona i Carabinieri che lo inseguono
Feriti 4 militari, l’uomo è stato arrestato
27 aprile 2011- Completamente ubriaco alla guida della sua auto ha prima tamponato un’altra vettura dandosi alla fuga poi ha speronato più volte le "gazzelle" dei Carabinieri che lo inseguivano ferendo 4 militari. Teatro del rocambolesco episodio, che ha avuto luogo nella notte tra venerdì e sabato, la città di Faenza dove un libero professionista di 25 anni, già noto alle Forze dell’Ordine, è finito in manette per resistenza, violenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato.
Il giovane stava percorrendo una via in pieno centro quando dopo aver urtato un’Audi station wagon, condotta da un quarantenne del luogo si è rapidamente dato alla fuga, venendo inseguito dal conducente. La vettura “pirata” è stata ben presto intercettata anche da una pattuglia dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile ma il conducente, invece di fermarsi, ha tentato di seminare i militari. Ne è scaturito un inseguimento durante il quale la "gazzella" degli uomini dell’Arma è stata più volte speronata. A dare manforte ai Carabinieri è intervenuta anche un’altra pattuglia, anch’essa urtata più volte dall’auto del fuggitivo.
La fuga del giovane faentino si è conclusa all’altezza del Commissariato di Polizia, dove il fuggiasco è finito contro un’aiuola. L’uomo è stato immediatamente bloccato e i Carabinieri hanno potuto appurare che guidava senza patente e in evidente stato di ubriachezza. Sottoposto al test dell’etilometro è risultato positivo con un tasso di alcol nel sangue pari a 1,42 grammi per litro. Nell’inseguimento sono rimasti feriti quattro Carabinieri: tre di loro sono stati giudicati guaribili in 10 giorni, il quarto ne avrà invece per 2 settimane.

VITERBO OGGI

Ubriaco si scaglia contro i carabinieri: arrestato
Aveva importunato i clienti di un ristorante
Una Pasquetta movimentata per gli uomini dell’Arma di Montalto che, dopo gli arresti per spaccio eseguiti nel pomeriggio, sono intervenuti in un noto ristorante della cittadina tirrenica per sedare i bollenti spiriti di un sardo esagitato.
L’uomo, in particolare, dopo essersi introdotto nel locale “La Torre” in preda ai fumi dell’alcool, aveva iniziato ad importunare i clienti e i titolari. Allertati da questi ultimi, i militari sono subito giunti sul posto, tentando di calmare l’uomo e invitandolo ad uscire dal ristorante. Lui, però, intimorito neanche un po’, ha dato in escandescenze scagliandosi contro di loro, tanto da ferire uno dei carabinieri operanti. Una volta bloccato, il sardo è stato quindi arrestato per resistenza, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale.

IL MATTINO

Camionista ubriaco preso dai carabinieri
Boscoreale, 27/04/2011 - Trovato alla guida della sua auto in stato di ebbrezza, ha provato ad eludere il controllo dei carabinieri prima fornendo false generalità e poi spintonando a più riprese i militari. Per questo motivo Salvatore Langella, camionista di Pompei, è stato arrestato per guida in stato di ebbrezza e resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo era stato notato in via Settetermini, nella vicina Boscoreale, dai carabinieri della compagnia di intervento operativo del battaglione Campania. In evidente stato di ubriachezza, mentre veniva controllato ha rifiutato di fornire le generalità cercando di fuggire spintonando i carabinieri. L’uomo è stato condotto a Poggioreale.

LA NAZIONE

Accoltella il cognato ubriaco dopo le minacce dell’uomo
Una ragazza romena di 27 anni ha accoltellato il cognato e lo ha ridotto in fin di vita. Per quanto accertato dai Carabinieri, la ragazza è stata sottoposta a fermo. Pare che l’uomo avesse bevuto 60 birre in tre giorni
San Piero a Sieve (Firenze), 26 aprile 2011 - Tutto sembra essere nato da un diverbio, la donna ha impugnato il coltello, con il quale aveva tagliato la pizza un attimo prima, e ha accoltellato il cognato. L’alterco è nato tra i fratelli, agevolato da una impressionante quantita’ di alcol assunta da un gruppo di amici e parenti per almeno due giorni.
L’uomo poi ferito, che sembra abbia bevuto in tre giorni piu’ di 60 birre, avrebbe aggredito con offese e minacce il fratello e la moglie di quest’ultimo. Poi si sarebbe diretto verso di lei in evidente stato di ubriachezza con fare minaccioso. La donna, che era intenta a riporre le posate, sentendo sopraggiungere alle spalle il cognato, si e’ voltata di scatto colpendolo all’addome. I sette romeni presenti si sono adoperati per prestare soccorso e chiamare aiuto. La stessa donna si sarebbe recata presso la Misericordia di San Piero a Sieve per prelevare il medico di guardia al quale avrebbe nell’immediatezza confessato quanto era accaduto.
L’uomo, privo di sensi, dopo i primi soccorsi del medico, e’ stato trasportato dal personale del 118 all’ospedale di Borgo San Lorenzo dove dopo essere stato operato d’urgenza si trova ricoverato in rianimazione ed in pericolo di vita con una prognosi riservata per ferita da taglio all’addome con perforazione del fegato, del pancreas e del duodeno. I carabinieri solo stamani verso le 5 hanno rintracciato la donna in un’abitazione di Scarperia mentre in compagnia di un’amica attendeva notizie dal marito. Per quanto accertato dai Carabinieri, la ragazza e’ stata sottoposta a fermo ed e’ stata condotta, in attesa dell’interrogatorio del magistrato, a Sollicciano.

ROMAGNA OGGI

Rimini, finisce in manette dopo una sbornia violenta al bar
RIMINI 27 aprile 2011 - Minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. Con queste accuse i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Rimini hanno arrestato nel tardo pomeriggio di martedì C.W., un operaio riminese di 42 anni, già noto alle forze dell’ordine. L’individuo, ubriaco fradicio, ha cominciato ad infastidire i clienti di un bar di via Popilia. All’arrivo degli uomini dell’Arma, il 42enne ha cominciato a minacciarli e spingerli per opporsi all’identificazione.L’individuo è stato trattenuto nella camera di sicurezza in attesa del rito direttissimo previsto mercoledì mattina davanti al giudice del tribunale di Rimini.

VIAEMILIANET

Controlli sulle strade, tre patenti ritirate
La polizia di Carpi ha denunciato ieri pomeriggio un carpigiano di 22 anni per guida in stato d’ebbrezza. Il giovane è stato fermato per un controllo nei pressi della tangenziale Losi e trovato con un tasso alcolemico di circa il doppio del consentito. Ritirata anche la patente. Sempre per eccesso di alcool due quarantenni sono stati sanzionati nella notte, sempre dagli uomini del commissariato, in via Colombo. I due sono stati poi denunciati per oltraggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Infine, un algerino di 52 anni è stato multato per stato di ebbrezza in seguito a una lite.

IL GAZZETTINO (Vicenza)

IN TRIBUNALE 3 mesi a romeno
Ubriaco con l’autogru contro vettura in sosta
BASSANO. Mercoledì 27 Aprile 2011 - Il 27 luglio 2009, a Nove, un autocarro munito di gru uscì di strada e il braccio meccanico danneggiò una vettura in sosta. Intervennero uomini della Polizia locale che si accorsero che l’autista, Danut Doru Matei, 33 anni, romeno, residente a Tombolo, non era lucido. Il test confermò che aveva bevuto, e parecchio: 300 mag./dl., sei volte il consentito. Per guida in stato di ebbrezza, con l’aggravante di aver provocato un incidente, il romeno, in Tribunale, è stato condannato a 3 mesi di arresto e a 2000 euro di ammenda, coi doppi benefici; patente sospesa per 2 anni.

COMUNICATO STAMPA AICAT

COMUNICATO PER LA RILEVAZIONE DATI DEL 30 APRILE 2011
Cari amici,
come ricorderete il 30 aprile prossimo, alla fine del mese di prevenzione alcologica, si conclude il 2° anno della Campagna Nazionale per le Scuole Alcogiche Territoriali “Un Club, una Scuola”.
Lo scorso anno i dati raccolti da 37 ACAT sul territorio nazionale, pari ad oltre 700 Club, hanno dimostrato una aumento delle nuove famiglie entrate nei programmi dove le SAT sono state fatte in base alle indicazioni della Campagna Nazionale. Questo ha portato ad un aumento, anche se contenuto, del numero dei Club in quelle ACAT, anche se ciò non dipende solo direttamente dal numero delle SAT. Il direttivo nazionale AICAT di Perugina nel giugno 2010 ha discusso quei dati e Camminando Insieme li ha pubblicati al completo e commentati.
Nel secondo anno della Campagna varie iniziative sono state condotte con alcuni corsi di formazione all’insegnamento (nella Macroarea Nord Est e Centro), alcune regioni si sono particolarmente impegnate nel diffondere le SAT (Veneto, Lombardia, Campania, Toscana, Sardegna, Friuli). Il terzo modulo è stato sviluppato soprattutto dal Progetto “Comunità che producono salute”. I due gruppi di lavoro del Progetto e della Campagna sono stati unificati per indicazione del Direttivo Nazionale AICAT.
Chiediamo, allora, a tutte le ACAT di riempire la scheda di rilevazione della Campagna Nazionale, che si può facilmente scaricare dal sito nazionale AICAT: essa, avendo i dati disponibili, si può riempire in 15 minuti e fa le somme per proprio conto; è un impegno modesto, ma può esserci di grande aiuto per programmare il futuro, in attesa che la Banca dati nazionale produca i dati in tempo utile. Poi va spedita all’indirizzo mail di Angelo Tedioli in calce alla scheda per l’elaborazione. Prego tutti coloro che ricevono questo comunicato di inviarlo a quante più ACAT conoscono.
Vi ringrazio in anticipo per la collaborazione.
Buon lavoro !!!
Il responsabile della Campagna “Un Club, una Scuola” Beppe Corlito
Grosseto, aprile 2011

ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’ – PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI – DIPARTIMENTO ANTIDROGA

Programma di formazione per l’Identificazione Precoce e per l’attuazione dell’Intervento Breve finalizzato alla prevenzione dell’abuso alcolico e del bere problematico
30-31 maggio 2011
organizzato da: ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’ - Osservatorio Nazionale Alcol CNESPS WHO Collaborating Centre for Research and Health Promotion on Alcohol and Alcohol Related Health Problems
In collaborazione con il Dipartimento delle Politiche Antidroga Presidenza del Consiglio dei Ministri

L’alcol è il terzo fattore di rischio di malattia e morte prematura nel mondo ed il secondo in Europa. Il settore dell’Assistenza Sanitaria Primaria ricopre una posizione decisiva per prevenire e ridurre l’insorgenza delle Patologie o Problematiche Alcol-Correlate (PPAC) mediante un adeguato intervento ed un idoneo supporto agli individui che non hanno ancora sviluppato una dipendenza da alcol. Infatti, una volta che la dipendenza si è instaurata, fermare il consumo di alcol è più difficile e può richiedere un trattamento specialistico.
Solitamente i medici coinvolti nell’Assistenza Sanitaria Primaria tendono a concentrarsi sulle PPAC più severe, mentre le attività di prevenzione sul consumo rischioso e dannoso di alcol che potrebbero trovare idonea collocazione in tale contesto non ricevono particolare attenzione. Numerose sono le barriere volte a garantire l’accertamento del rischio alcol-correlato da parte di molti operatori dell’assistenza sanitaria primaria e poche le evidenze di interventi integrati nella pratica sanitaria quotidiana rivolti a tutelare la salute dei pazienti a rischio. Tra le ragioni più spesso indicate ci sono la mancanza di tempo, la formazione professionale inadeguata, il timore di mettersi in contrasto con il paziente, la percezione di un’incompatibilità tra l’intervento breve sull’alcol e l’assistenza sanitaria primaria.
Il programma di formazione per l’Identificazione Precoce e per l’attuazione dell’Intervento Breve – IPIB - finalizzato alla prevenzione dell’abuso alcolico e del bere problematico, contribuisce a colmare il gap formativo esistente fornendo gli elementi utili per incrementare le abilità, le conoscenze, le attitudini e la motivazione degli operatori sanitari nella valutazione del rischio alcol-correlato degli individui che bevono in maniera rischiosa o dannosa e nell’attuazione dell’intervento breve qualora necessario.
L’evidenza scientifica dimostra che gli interventi brevi sul consumo alcolico rischioso o dannoso hanno un favorevole rapporto costi-benefici, e rappresentano un’opportunità per comunicare ai pazienti i rischi ed orientarli verso stili di consumo compatibili con uno stato di buona salute, contribuendo alla riduzione delle PPAC.
Il programma di formazione IPIB è il risultato di uno sforzo congiunto dei ricercatori dell’Osservatorio Nazionale Alcol del CNESPS, del Centro OMS per la Ricerca sull’Alcol dell’ISS e dei professionisti italiani ed internazionali che hanno partecipato al progetto europeo PHEPA (Primary Health care Project on Alcohol, www.phepa.net) ed è stato approvato e proposto anche dalla Consulta Nazionale Alcol (Legge 125/2001).

30 maggio 2011 - PRIMA GIORNATA

08.30 Registrazione partecipanti, consegna e compilazione pre-test

PRIMA SESSIONE - INTRODUZIONE E CONCETTI FONDAMENTALI
09.00 1. Presentazione dei formatori e del programma del corso di formazione Scafato
2. Impatto sociale e sanitario dell’alcol: epidemiologia, culture, modelli e costi del bere Emanuele Scafato
3. Alcol e Assistenza Sanitaria Primaria Emanuele Scafato
4. Discussione plenaria Emanuele Scafato
11.00 Intervallo
11.15 5. Bicchieri standard e modalità del consumo: consumo a rischio, consumo dannoso,
alcoldipendenza Emanuele Scafato
6. Livelli di rischio e criteri di intervento Emanuele Scafato

SECONDA SESSIONE - IDENTIFICAZIONE PRECOCE
12.00 1. Identificazione del consumo a rischio e dannoso di alcol: utilizzo e valutazione degli strumenti di screening Emanuele Scafato
2. Discussione plenaria e introduzione ai gruppi di lavoro Emanuele Scafato
13.00 Intervallo
14.00 3. Lavoro di gruppo sugli strumenti di identificazione Tiziana Codenotti, Claudia Gandin,
Ilaria Londi
15.15 4. Restituzione in plenaria del lavoro dei gruppi Tiziana Codenotti, Claudia Gandin, Ilaria Londi
15.45 Intervallo
16.00 5. Intervento breve – Evidenze scientifiche ed esperienze europee e nazionali in corso
Claudia Gandin

TERZA SESSIONE - INTERVENTO BREVE I
16.15 1. Modello degli stadi di cambiamento Claudia Gandin
2. Tipi di intervento Claudia Gandin
3. Stili comunicativi per la relazione di sostegno Claudia Gandin
4. Discussione in plenaria Claudia Gandin
17.30 Conclusione prima giornata

31 maggio 2011 - SECONDA GIORNATA

QUARTA SESSIONE - INTERVENTO BREVE II
09.00 1. Strategie di apertura e elementi essenziali degli Interventi Brevi: Stile e Contenuti
Tiziana Codenotti
09.30 2. Lavori di gruppo sulle modalità di intervento breve Tiziana Codenotti, Claudia Gandin,
Ilaria Londi
10.30 3. Restituzione e conclusioni della sessione Tiziana Codenotti
4. Prevenzione delle ricadute: aiutare il rientro nel ciclo di cambiamento Tiziana Codenotti
11.15 Intervallo

QUINTA SESSIONE – ALCOLDIPENDENZA
11.30 1. Criteri diagnostici: focus su ICD-10 dell’OMS Tiziana Codenotti

SESTA SESSIONE - IMPLEMENTAZIONE DEL PROGRAMMA IPIB SULL’ALCOL
11.45 1. Introduzione alla SESTA SESSIONE: Ruolo degli operatori sanitari per l’identificazione
Precoce dei bevitori a rischio Tiziana Codenotti
2. Discussione plenaria: livello di implementazione possibile nel proprio setting di assistenza primaria; principali ostacoli alla promozione dell’identificazione precoce e dell’intervento breve; livello di supporto necessario da parte dei servizi specialistici; proposte pratiche per l’avviamento immediato dell’attività di identificazione precoce e intervento breve - Emanuele Scafato, Tiziana Codenotti, Claudia Gandin, Ilaria Londi
13.00 Test finale di verifica apprendimento, questionario di valutazione e gradimento
13.30 Conclusione seconda giornata

Docenti e Formatori:
E. Scafato, Istituto Superiore di Sanità, Roma T. Codenotti, Eurocare European Alcohol Policy Alliance C. Gandin, Istituto Superiore di Sanità, Roma I. Londi, Centro Alcologico Regionale Toscana, Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi – Firenze
Direttore del corso
E. Scafato, Istituto Superiore di Sanità, Roma
Segreteria Scientifica
E. Scafato, Istituto Superiore di Sanità, Roma C. Gandin, Istituto Superiore di Sanità, Roma V. Patussi, Centro di Alcologia, Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi, Centro Alcologico Regionale Toscana, Firenze T. Cod enotti, Eurocare European Alcohol Policy Alliance
Segreteria Tecnico-Organizzativa
Sonia Martire – Lucilla di Pasquale, Istituto Superiore di Sanità, Roma Tel. 06/4990.4029-4191 fax 06/4990.4193, e-mail sonia.martire@iss.it – lucilla.dipasquale@iss.it
Informazioni Generali
Sede: Istituto Superiore di Sanità, Aula Rossi Ingresso: Via Giano della Bella 34, Roma
Destinatari e numero massimo partecipanti: Il corso è rivolto alle figure professionali (medici e psicologi) che operano nel Servizio Sanitario Nazionale, nei Servizi di Prevenzione e di Assistenza Primaria, nella Medicina del Lavoro, nei SERT, nei Servizi di Alcologia e in tutte le strutture sociosanitarie che attuano interventi di prevenzione e di identificazione precoce del rischio alcol-correlato. Saranno ammessi un massimo di 24 partecipanti.
La partecipazione è gratuita. Le spese di viaggio e soggiorno sono a carico del partecipante.
Modalità di iscrizione, selezione e ammissione La domanda di iscrizione (scaricabile dalla pagina web http://www.iss.it/form/cors/) dovrà essere debitamente compilata in tutte le sue parti, firmata, ed inviata alla Segreteria Tecnica al nr. fax 06/4990.4193 entro il giorno 30 aprile 2011. La selezione sarà svolta 30 giorni prima dell’inizio del corso e comunicata agli interessati (tramite fax o e-mail). Il partecipante dovrà inviare alla Segreteria Scientifica (tramite fax o e-mail) conferma o disdetta della propria partecipazione.
Attestati: Al termine del Corso, ai partecipanti che avranno frequentato regolarmente il corso (almeno tre quarti del programma) sarà rilasciato l’attestato di frequenza (che include il numero di ore di formazione) e, a procedure di accreditamento espletate, l’attestato con il numero dei crediti formativi ECM. La chiusura del corso e la consegna dei relativi attestati non verrà anticipata per nessun motivo ed i partecipanti sono pregati di prenotare il proprio rientro di conseguenza.
Accreditamento ECM: Previsto per Medici e Psicologi
Per ogni informazione attinente al Corso si prega di contattare la Segreteria Tecnico-Organizzativa

© asaps.it
Giovedì, 28 Aprile 2011
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