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Comunicati stampa 18/03/2011

Via la patente, finita la vita
Quando un incidente o un ritiro del documento di guida si trasformano in tragedia

Il report il Centauro – Asaps conta 29 episodi di suicidio (20 riusciti e 9 tentati) dal 1997 al 2011
 

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Il padre Pasquale Busetti accarezza la salma del figlio Daniel (Ansa)

Daniel non era un pirata della strada: dopo un incidente ha soccorso l’amico che viaggiava con lui e poi è sparito. E’ stato ritrovato morto.
Nell’oceano del cinismo e dell’indifferenza per gli eventi tragici e gravi che solcano le rotte della strada ci sono anche delle isole di ipersensibilità con persone, spesso giovani, che non riescono a superare l’impatto con le conseguenze di un incidente o del ritiro di una patente.
L’Asaps da tempo ha puntato l’attenzione su questo aspetto e ne è uscito uno spaccato abbastanza imbarazzante. Una ricerca degli episodi più recenti ha consentito all’associazione forlivese di creare un suo Osservatorio sui suicidi da trauma psicologico per ritiro patente o incidente stradale.
I casi non sono tanti ma la ricerca sugli archivi storici delle agenzie è comunque una scoperta. Ad accoppiare sui motori di ricerca le parole “patente” e “suicidio”, si scopre che perfino l’ispiratore del nostro osservatorio sulla pirateria stradale, l’albanese Bita Panajot che il 22 agosto 1999 travolse ed uccise il piccolo Alessandro Conti, alla periferia di Roma tentò il suicidio il 5 dicembre 2000, quando gli ritirarono la terza patente di guida, risultata falsa.
Sono 29, dal 1997 ad oggi (18 dal 2009), i casi italiani di suicidio o tentato suicidio di cui abbiamo trovato traccia e 20 sono purtroppo riusciti.
Una prima scomposizione ci ha permesso di accertare che 21 episodi (72%) sono riconducibili al ritiro della patente a seguito di una infrazione. La quasi totalità per alcol e droga. Infatti in 17 casi la conseguenza è stata la guida in stato di ebbrezza da alcol, in 3 episodi la guida sotto l’effetto di stupefacenti e in un caso un’altra infrazione.
Sono 2 i casi conseguenti a bocciatura all’esame per la patente di guida. Mentre sono 6 gli episodi conseguenti ad incidenti stradali. Due gli episodi indiretti, cioè del suicidio di un componente la famiglia e non del conducente.
In 3 casi è emerso un elemento di carattere psichiatrico e in 2 il rimorso, ma su questo ultimo elementi numerosi episodi saranno sfuggiti all’osservazione.
La maggior parte dei suicidi o dei tentativi ha visto come protagonisti ragazzi, in particolare sotto i 25 anni, con in 11 casi (38%). Nella classe d’età da 25 a 40 anni 6 episodi (21%), fra i 40 a 50 anni 4 gesti estremi (14%), da 50 a 60 anni 2 casi (7%), e altri 2 sopra i 60 anni (7%). Di alcuni episodi non è stato possibile risalire all’età.
Una inchiesta completa del’Asaps sui suicidi è stata pubblicata sulla rivista il Centauro del giugno 2010 ed è riproposta sul portale dell’associazione www.asaps.it .

 

Forlì, lì 2.3.2011

Giordano Biserni
Presidente Asaps


La prevenzione degli atti di autolesionismo conseguenti al ritiro della patente:
il counselling come strumento per la gestione del rischio

L’inchiesta dell’Asaps

I suicidi della strada. Qualche volta la tragedia è doppia.

L’abuso di alcolici e le relative conseguenze per la patente, con il percorso di verifica, sono la prima causa scatenante


Ma le cicogne portano davvero i bambini?

Via la patente, finita la vita
Ecco un report degli episodi finiti nella cronaca dell’ordinaria violenza stradale dal 1997 al 27.02.2011

 

 

 

Venerdì, 18 Marzo 2011
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