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Rassegna alcol e guida del 24 febbraio 2011

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta
 

L’ANGOLO DELLA SCIENZA
 
TMNEWS

Scienza/ Sfatato mito, l’alcol peggiora il sonno
Effetti legati a metabolismo, maggiori sulle donne
Roma, 23 feb. (TMNews) - Disturba più le donne che gli uomini, e più la seconda parte della notte che la prima: uno studio condotto dai ricercatori dell’Università del Michigan (Usa) guidati da Todd Arnedt, e in corso di pubblicazione su Alcoholism: Clinical & Experimental Research, contraddice la credenza popolare che bere alcolici prima di andare a dormire aiuti a riposare meglio. Se quando si è alzato un po’ il gomito il sonno arriva più velocemente del solito, spiegano i ricercatori, e il riposo nella prima parte della notte sembra più profondo, il sonno in generale, invece, non ci guadagna né in termini di durata né in termini di efficienza (rapporto tra la durata effettiva del sonno e il tempo totale trascorso a letto). Se si beve un po’ troppo, poi, la frequenza con cui ci si sveglia durante la notte tende ad aumentare, disturbando ulteriormente il riposo notturno. Lo studio ha incluso 93 ventenni sani (59 donne e 34 uomini), divisi in gruppi: dopo aver fatto loro bere alcolici o placebo, sono stati monitorati durante le otto ore di sonno notturno. Ed è emerso che, a pari livello di alcol nel sangue, l’alcol disturba il sonno più nelle donne che negli uomini: rispetto alle ragazze che avevano bevuto placebo prima di andare a dormire, il tempo totale di sonno delle donne che avevano bevuto alcol è risultato ridotto di 19 minuti, l’efficienza del sonno diminuita del 4%, ed è risultato aumentato di 15 minuti il tempo trascorso sveglie durante la notte. "Queste differenze - conclude Arnedt - possono essere legate alle differenze nel metabolismo dell’alcol delle donne rispetto agli uomini".


FAI INFORMAZIONE

Smog provoca piu’; infarti che non alcool, caffe’, droghe, etc..
24/02/2011 - 17.16  L’inquinamento atmosferico provoca la stessa quantita’ di attacchi di cuore rispetto ad altri fattori di rischio come l’esercizio fisico, il consumo di alcol e di caffe’. Ma anche la rabbia, le emozioni positive, l’attivita’ sessuale, la cocaina o l’uso di marijuana e le infezioni respiratorie possono scatenare infarti in diversa misura. E’ quanto rivela uno studio che appare online su ‘The Lancet’ di questa settimana, a firma di esperti della Hasselt University di Diepenbeek e dell’Universita’ Cattolica di Lovanio, in Belgio.
ADNKRONOS SALUTE

Salute: droga e alcol bruciano la mente, 4% malati psicosi usa sostanze
Milano, 24 feb. - Psicosi e dipendenza da alcol e droghe: due facce delle stessa medaglia. Due problemi in uno per circa il 4% dei pazienti in cura nei Dipartimenti di salute mentale, che oltre a convivere con un disturbo psichico è anche schiavo di una sostanza stupefacente o comunque ne abusa. Il dato arriva da uno studio coordinato dall’università Bicocca di Milano e finanziato dal Dipartimento politiche antidroga, ed è stato riferito oggi nel capoluogo lombardo durante la prima tappa della campagna di sensibilizzazione itinerante ’In viaggio: al centro della mente’, organizzata da Clinical Forum sotto l’egida della Società italiana di psichiatria, con il supporto non condizionato di Janssen Italia.
La ricerca, condotta su scala nazionale e battezzata ’Psychiatric an Addictive Dual Disorders in Italy Study’, è coordinata da Massimo Clerici, professore associato di psichiatria alla Bicocca. L’obiettivo era conoscere l’entità del fenomeno della ’doppia diagnosi’ tra disturbi mentali e disturbi da uso di sostanze nei Dipartimenti di salute mentale italiani e nelle comunità terapeutiche. Ed è emerso appunto che su una popolazione di 82.064 pazienti, la prevalenza della comorbilità nei Dipartimenti di salute mentale è risultata del 3,9%. Dove il dato lombardo è strettamente in linea con quello emerso in sede nazionale, assicurano gli esperti.
"Le categorie diagnostiche più rappresentate - spiega Clerici - sono i disturbi della personalità (39%), le psicosi schizofreniche e gli stati paranoidi (28%). I soggetti che presentano doppia diagnosi per uso di sostanze sono prevalentemente maschi (75%), celibi e di età inferiore ai 40 anni. L’alcol è la sostanza più utilizzata, in termini sia di abuso che di dipendenza. Rispetto all’abuso l’alcol (25%) è seguito da cannabinoidi (11%) e cocaina (9%)", mentre "per quanto riguarda la dipendenza è seguito da oppioidi (10%) e cocaina (4,4%)".
LASCIO TRARRE A VOI LE CONCLUSIONI DOPO LA LETTURE DEI DUE PROSSIMI ARTICOLI PUBBLICATI DALLA STESSA RIVISTA ALLA DISTANZA DI NEMMENO UN ANNO.
 
SALUTE POUR FEMME

L’alcol aumenta il rischio di tumore al seno
Pubblicato da Cinzietta in Dieta, Prevenzione.
Giovedì, 11 Marzo 2010.
Secondo i ricercatori del Brigham and Women’s Hospital di Boston consumare dai 5 ai 15 grammi di alcool al giorno, alla lunga non farebbe ingrassare. Una ricerca da prendere con le pinze, onde evitare rischi correlati all’abuso di alcolici. Per questo abbiamo chiesto l’opinione degli esperti del settore. Il dott. Andrea Ghiselli ricercatore dell’Inran (Ist. Nazionale Ricerca Alimenti e Nutrizione) ci ha risposto drasticamente:” Anche fumare un pacchetto di sigarette al giorno si dice faccia dimagrire, ma si muore di cancro ai polmoni. Bisogna distinguere la salute dall’estetica. Il dimagrimento, il controllo del peso corporeo non deve essere il fine ultimo, ma solo il mezzo per vivere di più e meglio, in salute“.
Conosciamo i rischi dell’obesità e del soprappeso, come pure quelli dell’abuso di alcool, ma il dott. Ghiselli ci da un altro spunto di riflessione: “Il Food, Nutrition, Physical Activity and the Prevention of Cancer pubblicato nel 2007 dalla World Cancer Research Fund e dall’American Institut Cancer Research , afferma che il consumo regolare di 10 gr di alcol al giorno, ovvero meno di un bicchiere di vino o di birra, aumenterebbe il rischio di tumore al seno del 10%. I dati italiani dell’Istituto Mario Negri sono più confortanti, ma non di molto: il 5-6%.
Insomma si può morire anche magre, ma di cancro alla mammella?” Occorre sempre valutare con attenzione certe notizie. Per dimagrire, basta una sana dieta mediterranea, accompagnata da una minima e costante attività fisica nella maggior parte dei casi. Negli altri è opportuno l’ausilio di uno specialista.
 “Anche perché -conclude il ricercatore certe ricerche bisogna leggerle fino in fondo. In questo caso, almeno nell’ abstract che ho avuto modo di consultare, non si parla di effetti dimagranti veri e propri, ma solo di mancanza di accumulo di peso…che può essere dipeso da stili di vita diversi”.
Della stessa opinione è il Prof. Emanuele Scafato, Pres. della Società Italiana di Alcologia, nonché direttore dell’Osservatorio Nazionale sull’Alcool dell’ISS: “Concordo in pieno con Ghiselli, ma non mi meraviglio più di nulla. E’ evidente che dietro queste affermazioni salutistiche sull’alcool c’è un discorso di marketing.
L’importante però è conoscere, avere la consapevolezza dei rischi che si corrono. L’Oms ha avvisato già da tempo: questa sostanza è correlata a ben 60 diverse patologie Le donne hanno un rischio in più: il cancro della mammella“
SALUTE POUR FEMME

Alcol: aumenta il rischio di lesioni al seno
Pubblicato da Tiziana in Alimentazione, Malattie.
Mercoledì, 23 Febbraio 2011.
L’acol aumenta il rischio di lesioni al seno, soprattutto per le giovani donne. Le bevitrici più assidue di alcolici sarebbero così maggiormente esposte all’insorgenza di tumori al seno. A lanciare l’allarme è stata una ricerca a più mani della Washington University School of Medicine di St. Luis e della Harvard University, coordinata dal dottor Graham Colditz e pubblicata su “Pediatrics”. Infatti, l’abuso di alcol è in costante aumento soprattutto tra le ragazze, tra cui si è diffusa la pratica del binge drinking, ovvero, del bere a ripetizione con l’unico fine di ubriacarsi nel minor tempo possibile.
Recentemente, anche l’Oms ha puntato il dito contro l’uso sregolato dell’alcol, responsabile di numerose patologie, dal cancro alle malattie cardiovascolari.
Il team di ricercatori hanno analizzato i dati di circa 7.000 ragazze dai 9 ai 15 anni d’età, residenti negli USA e seguite dal 1996 sino al 2007. Ne è emerso come le ragazze abituate a bere alcol tutti i giorni, fossero maggiormente a rischio di lesioni benigne al seno 5,5 volte di più rispetto alle ragazze che si erano dichiarate astemie o che erano solite bere una volta a settimana.
Per le ragazze, invece, abituate a bere con moderazione, ovvero dalle 3 alle 5 volte a settimana, il rischio si riduceva di 3 volte.
Il dottor Colditz ha spiegato che:
Che l’alcol sia un fattore di rischio nelle donne adulte era già noto ma molte iniziano a bere già’ in adolescenza, proprio quando il tessuto del seno è in rapida formazione, quindi volevamo capire se l’alcol può essere un fattore di rischio anche a questa età, e i risultati l’hanno confermato.
Dunque, care amiche di Salute Pour Femme, non esagerate con l’alcol, questo sarà un ottimo insegnamento anche per i vostri figli.
ANCORA SU VINO E DIMAGRIMENTO
 
sul vino
Mercoledì, 23 Febbraio 2011
Domanda: Carlo - Modena
Gentile dottore, ho letto la sua risposta relativa al vino. Se si smette di bere 1 bicchiere a pasto in un anno si perdono 9 kg.
Personalmente ho smesso di bere vino a tavola ( 1 bicchiere a pasto)da ca tre mesi e devo ammettere di aver perso 3 kg. Continuando cosi’, devo aspettarmi di perdere altri kili ( ho ca 10 kg di troppo). La mia alimentazione da prima di smettere ad oggi non e’ cambiata.
Grazie per una sua cortese risposta. Buon Lavoro.
 
Risponde Andrea Ghiselli
E’ possibile. L’entità del dimagrimento dipende dal suo fabbisogno. Se il suo consumo attuale è uguale al suo fabbisogno per mantenere il suo peso attuale non calerà più di un grammo. Se il suo fabbisogno è inferiore al suo consumo attuale dimagrirà fino al raggiungimento del fabbisogno.
UN’INDAGINE NELLE SCUOLE BOLOGNESI
 
CORRIERE DI BOLOGNA

Alcol e tabacco, si comincia a 13 anni
La prima canna arriva a 14
23.2.11 Chi ha una paghetta sopra i 50 euro al mese ha il 67% di probabilità di usare sostanze
Con alcol e tabacco si inizia a 13 anni. Per la prima «canna», l’età media è 14. E chi ha una paghetta «ricca» è più portato all’uso di sostanze. I dati sono ufficiali: arrivano da uno studio dell’Osservatorio sulle dipendenze di Bologna condotto fra 1.300 ragazzi dai 13 ai 16 anni, presentato al convegno «Adolescenti e sostanze psicoattive».
Secondo l’indagine, chi dispone di più di 50 euro al mese ha il 67% di probabilità di usare sostanze, mentre per chi può contare su una paghetta mensile inferiore agli 11 euro la percentuale scende al 32%. «Il denaro
sembra giocare un ruolo nel consumo di sostanze - spiega il direttore dell’Osservatorio Raimondo Maria Pavarin - del resto oggi assistiamo a una mercificazione delle sostanze, che vengono considerate alla stregua di qualsiasi altra merce».
L’indagine dell’Osservatorio si concentra soprattutto sulle sostanze legali come alcol e tabacco, ovvero le più consumate dagli adolescenti. Fra i 1.300 intervistati il 31% (403 ragazzi) ha fumato sigarette almeno una volta nel corso dell’ultimo anno, il 26% (332) ha bevuto alcolici, mentre solo il 7% ha usato sostanze illecite: si tratta di 90 ragazzi, 85 dei quali hanno usato cannabis.
L’indagine spiega anche quando si comincia a bere o a fumare: è a 13 anni che si beve il primo bicchiere e si accende la prima sigaretta, mentre la cannabis si prova per la prima volta a 14 anni. «Tabacco e sostanze illegali però sono strettamente collegati- spiega Pavarin- chi ha usato sostanze illecite ha iniziato prima a fumare tabacco».
L’ANGOLO DELLA GIUSTIZIA
 
IL TIRRENO

ARRESTATA PER VECCHIA PENA
Al volante sotto effetto della droga
GIOVEDÌ, 24 FEBBRAIO 2011
MONTECATINI. I carabinieri hanno arrestato una 36enne in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Pistoia. La donna, che deve scontare un anno e due mesi per guida in stato di ebbrezza e sotto l’influenza di stupefacenti, è stata portata a Sollicciano.
ASAPS

Il tribunale ha condannato un uomo che si era opposto al controllo alcolemico con 6 mesi di arresto convertiti poi nella salata contravvenzione
Automobilista rifiuta l’alcoltest, multa di 22mila euro
Belluno   24 febbraio 2011 - Fermato alla guida da una pattuglia di Carabinieri rifiuta di sottoporsi all’alcoltest e viene condannato dal giudice a pagare 22mila euro di multa. Protagonista dell’episodio un automobilista di Arsiè, in provincia di Belluno, che lo scorso maggio a bordo della sua auto venne fermato da una pattuglia di Militari dell’Arma per un controllo ma si rifiutò di soffiare nell’etilometro nel momento in cui i Carabinieri vollero verificare il suo stato di lucidità. Opposto il rifiuto è partita la violazione del Codice della strada e l’uomo si è ritrovato in un’aula di tribunale dove il giudice gli ha comminato una pena (poi sospesa) di sei mesi di arresto convertiti in una sanzione pecuniaria di 22mila euro, più 2mila euro di ammenda, la confisca dell’auto e un anno di sospensione della patente.
IL GAZZETTINO

Guidava in stato di ebbrezza
e provocò un incidente: 4 mesi
Giovedì 24 Febbraio 2011,
(F.G.) Guidava in stato di ebbrezza e ha provocato un incidente. È stato condannato ieri a quattro mesi di arresto e a duemila euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali (pena sospesa), Mario Cartesan, 46 anni di Pernumia. Nel febbraio 2009 era stato fermato alla guida della sua auto con un tasso alcolico di 1,7. Il giudice ha inoltre disposto la confisca del veicolo sequestratogli, una Opel Meriva.
IL QUESTORE DI TRENTO CHIUDE UN LOCALE PUBBLICO
 
TRENTINO

«Alla base c’è sempre un abuso di alcol»
Iacobone: se eviteremo la violenza avremo raggiunto l’obiettivo
GIOVEDÌ, 24 FEBBRAIO 2011
TRENTO. «La pace sociale, la tutela dei diritti delle persone, è superiore all’interesse, per quanto legittimo, del titolare del locale». Così il questore Giorgio Iacobone spiega la decisione di chiudere per dieci giorni il Copacabana di Trento nord.
 Sono state di fatto le numerose risse a far scattare la chiusura del locale?
 Sì e quindi siamo ad arrivati a chiudere un locale anche se non c’è alcuna responsabilità da parte del gestore in quello che è successo visto che le risse sono avvenute all’esterno(*). Avevano riscontrato un’escalation. Nel 2010 solo le volanti hanno fatto una decina di interventi per episodi violenti al di fuori del Copacabana. Da quando è iniziato il 2011 non c’è stato un fine settimana senza un intervento in zona. Da qui la decisione di tutelare l’ordine pubblico e la sicurezza decidendo la chiusura del locale per dieci giorni.
Quali risultati pensa che possano essere raggiunti con la chiusura?
Se in questi dieci giorni di chiusura non ci saranno risse per noi sarà già un cambiamento importante.
Avete contestato ai gestori del locale illeciti amministrativi come la somministrazione di alcolici a persone già in stato di ubriachezza o il mancato rispetto degli orari di chiusura?
Al momento no ma sono in corso delle verifiche su questi aspetti. Aspetti che comunque seguono una strada diversa da quella che ha portato alla decisione della chiusura. Resta il fatto che l’alcol ha avuto un ruolo importante delle risse che si sono scatenate all’esterno del locale.
In che senso?
Molto spesso le persone che si sono trovate coinvolte negli episodi violenti erano in stato di alterazione da alcol. L’abuso di alcol è un problema serio anche perché, da un punto di vista operativo, per noi molto spesso è più difficile trattare con una persona ubriaca rispetto ad una con, ad esempio, problemi psichici.
Il Copacabana non è l’unico locale notturno della città. Perché la chiusura è stata decisa solo per questo?
Semplicemente perché è qui che abbiamo registrato una serie di episodi violenti che ci hanno spinto alla chiusura. In altri casi ci sono stati degli episodi ma sporadici, occasionali. Solo all’esterno di questo locale abbiamo avuto una frequenza di risse così importante. Lo ripeto: nelle ultime tre settimane non c’è stato un fine settimana senza l’intervento delle forze dell’ordine per mettere fine a delle risse o a delle aggressioni.
 
(*)Nota: secondo voi non c’è proprio nessuna responsabilità?
IN SICILIA DENUNCIATO UN BARISTA
 
GIORNALE NISSENO

Serviva birra a minorenni, denunciato barista di Niscemi
24 febbraio 2011
Denunciato a Niscemi il titolare di un bar che aveva venduto birra a due minorenni, sorpresi ieri sera dai poliziotti  seduti al tavolo del bar Planet di via Samperi. Da alcune settimane sono stati intensificati i controlli nei locali pubblici per arginare il fenomeno del consumo di alcolici tra i giovani, soprattutto tra i minorenni per prevenire incidenti stradali e risse. Avevano 14 e 15 anni i due studenti niscemesi che stavano sorseggiando una bionda al bar, ed è scattata così la segnalazione alla Procura di Caltagirone per il barista che – secondo le normativa inasprita recentemente – rischia l’arresto fino ad un anno e la sospensione della licenza commerciale da parte del Comune.
ALTRO BARISTA DENUNCIATO NEL TREVIGIANO
 
IL GAZZETTINO

Ubriachi di prima mattina:
nei guai anche la barista cinese
Giovedì 24 Febbraio 2011,
Buontemponi che se ne stanno al bar cantando allegramente. Non proprio. Erano ubriachi fradici, tanto da non riuscire a partire con il loro furgone. E sono stati guai anche per la titolare del locale che aveva continuato a somministrar loro bevande alcoliche.
Due persone carburate ad amari, birra e cognac di primo mattino sono effettivamente un fatto preoccupante per chi li ha tra le proprie mura come clienti. Ma i due moldavi, uno di ventisette e l’altro di ventitrè anni, non hanno desistito, sorbendo bevande alcoliche sotto gli occhi stupefatti degli avventori del bar Centrale di Canizzano. Hanno iniziato ad alzare sempre più i toni senza alcun ritegno.
La situazione è giunta ad un livello tale che in breve anche il vicinato è stato allarmato da quell’incontenibile euforia espressa a squarciagola dal duetto di beoni. Che ad un tratto è parso volersene finalmente andare. Sono usciti, hanno raggiunto il furgone che avevano parcheggiato lì appresso e vi sono saliti. Ma erano così su di giri che hanno avuto difficoltà perfino ad avviare il motore. È stata una fortuna che abbiano dovuto desistere. Quel mezzo in movimento avrebbe potuto seminare incidenti a catena. Nel frattempo qualcuno, infastidito dalla chiassosa esibizione di quegli sbronzi, ha ritenuto opportuno chiamare la polizia. È arrivata una Volante che ha iniziato i controlli e identificato subito i molesti protagonisti della performance mattutina. Naturalmente è stata sentita anche la titolare del "Centrale", una cinese caduta dalle nuvole alle domande dei poliziotti sulle quantità alcoliche incorporate dai clienti canori. Ma alla barista erano sfuggite altre cose. Le sono state contestate irregolarità nel documento di autorizzazione esposto al pubblico e sulle regole per la gestione del biliardo. Quanti ai due, sono stati denunciati per ubriachezza molesta. Il più anziano poi non aveva ottemperato ad un ordine di espulsione risalente al 2009. Ora dovrà andarsene. Bruno De Donà
CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI: DENUNCE, INCIDENTI, VIOLENZA, OMICIDI
 
CRONACAQUI

Napoli: il figlio gli chiede i soldi, 86enne tenta di ucciderlo a colpi di mannaia
24 Febbraio 2011 ore 16:18
Napoli: il figlio gli chiede i soldi, 86enne tenta di ucciderlo a colpi di mannaiaCi sarebbe un movente economico dietro al folle gesto di un 86enne che ha ridotto il figlio in fin di vita a colpi di mannaia. L’anziano, di Castellamare di Stabia (Napoli), avrebbe infatti tentato di uccidere il parente perchè era stufo delle continue richieste di denaro.
L’aggressione è avvenuta nell’abitazione dei due, che vivevano da soli. La madre, qualche tempo fa, era andata via pare a causa dei problemi di alcolismo del figlio. All’ennesima richiesta di denaro, l’86enne ha afferrato una mannaia e ha più volte colpito il figlio.
La vittima, che ha 56 anni, è stata trovata in una pozza di sangue. All’arrivo della polizia, l’anziano padre ha mostrato senza una parola la stanza dove il figlio agonizzava. Trasportato dal 118 all’ospedale San Leonardo, il 56enne è ora in prognosi riservata. L’86enne è stato arrestato: in considerazione della sua età e delle sue gravi patologie, è stato sottoposto su disposizione dell’autorità giudiziaria agli arresti domiciliari presso la sua abitazione.
IL TIRRENO

Guidava ubriaco a Pisa: ritirata la patente
24 FEBBRAIO 2011
VILLA BASILICA. Ha perso in una sola volta tutti i punti sulla patente e ora sarà costretto a rifare l’esame di guida. Una lezione meritata che ricorderà in futuro. È quanto è accaduto a un giovane originario di Villa Basilica che la notte scorsa è stato fermato dalla polizia stradale, nel centro abitato di Pisa, alla guida di un’utilitaria: l’automobilista, secondo quanto spiegato, era ubriaco e quindi incapace di poter condurre senza creare pericoli un’automobile.
Gli agenti hanno immediatamente constatato che il giovane era in condizioni di non proseguire la marcia: alito fortemente alcolico, linguaggio sconnesso, occhi lucidi, difficoltà di coordinamento dei movimenti hanno convinto i poliziotti a sottoporlo all’alcoltest. Subito per il giovane è scattato l’esame dell’etilometro che ha evidenziato che l’automobilista aveva superato di ben quattro volte il limito consentito dalla stessa legge in casi del genere.
 Per l’automobilista di Villa Basilica, oltre alla perdita di tutti i punti, all’obbligo di sostenere di nuovo l’esame di guida, e al ritiro della patente, è scattata anche una denuncia penale.
SAVONANEWS

Albenga: 31enne algerino denunciato per ubriachezza manifesta
L’uomo non aveva rispettato il decreto di espulsione emesso dal questore di Imperia lo scorso 7 febbraio
Il personale della Polizia Municipale di Albenga ha effettuato, nei giorni scorsi, un intervento per un individuo in stato di ebbrezza in Via Pontelungo intorno alle 20.50. K.M., 31enne di nazionalità algerina, in Italia senza fissa dimora, è stato denunciato per ubriachezza manifesta, nonché per non aver lasciato il territorio nazionale nonostante il decreto di espulsione emesso dal questore di Imperia lo scorso 7 febbraio.
ROMAGNANOI

Imola - Alcol e bici con tanto di incidente
Schianto tra due ciclisti in piazza Mirri. Confiscato il mezzo a un polacco di 41 anni; aveva un tasso alcolico quattro volte superiore al limite
Notizia del 23/02/2011 - 14:43
IMOLA - Ubriaco fradicio, non al volante, ma al manubrio. Forse pensava di poter bere tranquillamente spostandosi in bicicletta, evitando così sia i controlli stradali che i rischi per strada. Questo, prima di perdere il controllo del velocipede e scontrarsi violentemente contro un altro ciclista che proveniva dalla direzione opposta. La tipologia di mezzo scelto, non ha risparmiato i guai per un cittadino polacco di 41 anni, A.J.N., che dopo l’incidente sulle due ruote è stato sottoposto all’etilometro dalla polizia stradale. Lo hanno trovato con quasi 2 g/l nel sanque, portando inevitabilmente alla confisca della bicicletta, come previsto dal nuovo codice della strada.
L’insolito incidente si è verificato la scorsa sera in piazza Mirri. Ad avere la peggio il secondo ciclista, un 40enne di Castel Bolognese, (S.B. le iniziali) caduto a terra riportando alcune ferite, fortunatamente di lieve entità.
IL CORRIERE DELLE ALPI

Venezia: quattro giovani in auto tra le calli della città, denunciati
23 febbraio 2011
La bravata di quattro ragazzi (tre di Jesolo e uno di Trento) che di notte ubriachi hanno attraversato in auto il ponte di Calatrava facendo scattare l’allarme terrorismo nella città lagunare
di Carlo Mion
VENEZIA. Hanno passato la notte girando per locali a Venezia, poi uno dei quattro ha detto ’’vado a prendere l’auto e vengo a prendervi’’; peccato che abbia raggiunto gli amici con la vettura in campo San Geremia dopo aver attraversato il ponte di Calatrava sul Canal Grande ed essere transitato davanti alla stazione ferroviaria di Santa Lucia, "violando" con un mezzo a quattro ruote il centro storico della città, tra i cui canali, calli e campielli ci si sposta notoriamente solo in barca o a piedi.
E’ la "bravata" di quattro ragazzi _ uno dei quali trentino _, risultati un po’ alticci, che la scorsa notte a Venezia hanno fatto scattare l’allarme per un attentato terroristico. Quando infatti, attorno alle 4,30, la loro Polo grigia ha imboccato il ponte della Costituzione (disegnato dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava) da piazzale Roma nessuno sapeva quali erano le reali intenzioni di chi era a bordo della vettura.
Si tratta di quattro giovani, tre di Jesolo e un di Trento: quello al volante ha 23 anni, gli altri sono tutti ventenni. Per la loro "bravata" hanno immediatamente ricevuto il "foglio di via" da Venezia per 3 anni firmato dal questore Fulvio Della Rocca: non potranno più mettere piede nella città lagunare. Il guidatore dovrà inoltre rispondere di guida in stato d’ebrezza e danneggiamento aggravato.
I quattro sono stati portati in questura, dove sono stati chiamati anche i genitori. L’auto infatti è intestata al padre del giovane che guidava. Gli esami sul guidatore hanno rilevato un alto tasso alcolico nel sangue.
Per ubriachezza molesta sono stati denunciati invece altri due, un ragazzo e una ragazza, che facevano parte del gruppo, mentre un quarto componente, una ragazza, è risultata sobria e nei suoi confronti non sono stati presi provvedimenti.
LA NUOVA VENEZIA

Riviera, alticci al volante Sei patenti ritirate nel weekend
23 febbraio 2011 —   pagina 27   sezione: Provincia
DOLO. Patenti ritirate per eccesso di alcol alla guida nell’ultimo weekend da parte dei carabinieri di Dolo. Sei le persone sanzionate. Il primo ad essere beccato è stato V.E. 32 anni di Mira, alle 23 di sabato andava a zigzag su via Cairoli. Livello di alcol nel sangue? 1,34. Verso l’una sulla Brentana è stata la volta di G.G. 26 anni di Pianiga. La giovane aveva 0,7. Alle 3 della notte C.N. di 24 anni Padova su una Bmw è stato fermato in via Cazzaghetto con 1.5. Altri 3 giovani fermati nella notte fra domenica e lunedì. La prima E.S. di 34 anni a Fiesso sulla Brentana aveva nel sangue un livello pari a 1.1, poi è stata la volta di W.B. di 39 anni di Dolo fermato in via Roma a Pianiga aveva 0,65. Infin D.P., 37 anni di Mestre, fermato con 1.2. (a.ab.)
LA NUOVA VENEZIA

Ubriaco spacca un’auto con la mannaia
23 febbraio 2011 —   pagina 27   sezione: Provincia
CHIOGGIA. «Adesso vado fuori e spacco una macchina». Se la deve essere pensata così la sua bravata, Roberto Brentan, 50enne di Ca’ Pasqua che ha messo in atto il suo proposito lunedì, verso l’ora di pranzo, in preda ai fumi dell’alcol che aveva ingerito fin dal mattino.
E dopo essersela presa con l’automobile, si è accanito anche contro i carabinieri e gli agenti di polizia che erano intervenuti per fermarlo, guadagnandosi l’arresto e una sfilza di imputazioni lunga come mezzo codice penale. Non è chiaro se la macchina l’abbia scelta a caso o pensando che appartenesse a qualcuno che gli stava antipatico. Sta di fatto che ha compiuto un lavoro metodico: ha preso una mannaia di quelle per spaccare la legna e ha cominciato a colpire una Audi A3 parcheggiata lì vicino. Un colpo al lunotto posteriore, uno al cristallo anteriore, poi i vetri laterali, le fiancate, il cofano, il bagagliaio e uno solo (chissà mai perchè) dei fari anteriori. Il risultato, comunque, è stato una macchina con la carrozzeria distrutta, la cui riparazione costerà svariate migliaia di euro. Allo scempio ha assistito il proprietario, un elettricista che era lì per fare dei lavori in una casa in costruzione, il quale, giustamente, si è guardato bene dall’intervenire: il Brentan, infatti, è piuttosto robusto e vederlo in preda alla rabbia incontrollata, con quella mannaia che continuava a calare con forza sulle varie parti dell’automobile, non era affatto rassicurante. L’elettricista ha chiamato il 112, qualche altro testimone ha fatto il 113 e, in pochi minuti, carabinieri e polizia sono giunti sul posto. Nel frattempo Brentan doveva essere rimasto contento di come aveva ridotto la macchina, forse era anche un po’ affaticato e si è lasciato convincere facilmente dagli uomini in divisa, che gli parlavano in maniera rassicurante per non farlo arrabbiare di nuovo, a posare la mannaia a terra. L’attrezzo è stato subito tolto di mezzo e sequestrato ed è partita la consueta procedura di identificazione. Una calma apparente durata pochissimi minuti, dopo i quali Brentan è esploso di nuovo: spintoni e calci diretti verso agenti e militari con i quali è riuscito a causare lievi lesioni a un carabiniere e a un poliziotto, prima che, con l’aiuto delle manette riuscissero a metterlo in condizione di non nuocere. Ma non era ancora finita. Portato in caserma a Sottomarina, il 50enne ha continuato ad agitarsi, inveire e insultare, sia durante le procedure di rito che durante il trasferimento in carcere. Adesso dovrà rispondere di ubriachezza molesta, danneggiamento pluriaggravato, porto ingiustificato di oggetti atti a offendere, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. L’uomo è già noto alle forze dell’ordine per una serie di episodi di comportamento turbolento, ma non è in cura presso nessuna struttura psichiatrica e neppure seguito dai servizi sociali. - Diego Degan
GAZZETTA DI PARMA

Tampona due auto, scappa a piedi e prende a calci e pugni i vigili
24/02/2011 -  Parma - Prima ha tamponato due auto in sosta in via Brescia, poi è fuggito a piedi e infine, fermato dagli agenti della Polizia Municipale, ha cercato di colpirli con calci e pugni. E’ accaduto ieri sera nel quartiere San Leonardo: protagonista un 39enne con doppia cittadinanza rumena-moldava ubriaco. Fermato dagli agenti, ha rotto con un pugno la strumentazione elettronica per il rilievo del tasso alcolemico e ha cercato di fuggire colpendo gli uomini con calci e pugni. L’uomo è stato successivamente accompagnato in ospedale per accertamenti sanitari e, una volta rilasciato, accompagnato in via del Taglio. Per il rumeno, in regola con il permesso di soggiorno e senza precedenti penali a carico, è scattata la denuncia a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. Per i due agenti coinvolti nel fermo è stata stilata una prognosi di tre giorni.
SICUREZZA STRADALE
 
BELLUNOPRESS

Al Veneto la targa blu onoris causa” del Ce.S.I.S.S. Per la riduzione dei morti
feb 24th, 2011 | By redazione | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Renato Chisso
La Regione del Veneto ha avuto dal CE.S.I.S.S., Centro Studi Indipendente sulla Sicurezza Stradale, il premio internazionale “TARGA BLU 2010” per la sicurezza stradale, “Honoris causa”, assegnato sulla base dei dati statistici relativi alla riduzione delle vittime. La consegna dell’attestato, che rappresenta una sorta di certificazione di qualità riservata agli Enti proprietari di strade che abbiano dato prova di impegno e virtuosismo per garantire la sicurezza nella circolazione, è avvenuta nel corso di una cerimonia svoltasi ieri nella “Sala delle Conferenze” della Camera dei Deputati. “La vita ha un prezzo non quantificabile – ha sottolineato l’assessore regionale alle politiche della mobilità Renato Chisso – ed è sempre la perdita più grave in caso di incidente. Da anni come Regione siamo impegnati su tutti i fronti per accrescere la sicurezza della circolazione e degli utenti della strada; il riconoscimento del CE.S.I.S.S. ci conferma che la strada che abbiamo intrapreso per ridurre incidenti e mortalità è quella giusta, che porta a risultati positivi  misurabili, e che semmai è da perseguire con ancor più determinazione. Noi abbiamo operato su tutti i fronti – ha aggiunto Chisso – a partire dall’eliminazione delle situazioni di pericolosità delle infrastrutture (migliorando la viabilità e separando il traffico di transito da quello locale), ma lavorando anche per la crescita della consapevolezza dei rischi da parte dei guidatori, specialmente i più giovani, e per la prevenzione e il contrasto circa l’eccesso di alcol e l’impiego di sostanze stupefacenti. Andremo avanti così, perché non esistono i ‘morti per caso’ ed è responsabilità di tutti prevenire e impedire eventi che non possono essere considerati normali solo perché si ripetono con scandalosa frequenza”. Per quanto riguarda il Veneto, la Targa Blu “honoris causa” per la riduzione del numero dei morti è andata non solo alla Regione, ma anche alle Province di Belluno, Rovigo, Treviso e Vicenza, mentre una Targa Blu “al merito” è stata assegnata al Comune veronese di Oppeano.
ORDINANZE COMUNALI
 
ROMAGNA OGGI

Sballo, svolta a Faenza: multati gli under 16 che consumano alcolici
24 febbraio 2011 - 14.15 (Ultima Modifica: 24 febbraio 2011)
FAENZA - Entra in vigore nei prossimi giorni - da martedì 1 marzo - l’ordinanza che vieta su tutto il territorio comunale non solo la vendita e somministrazione, ma anche la detenzione e il consumo di alcol ai ragazzi di età inferiore ai 16 anni. L’ordinanza del Sindaco si affianca a quanto già previsto dall’articolo 689 del Codice penale, che vieta la somministrazione e la vendita di bevande alcoliche ai minori di 16 anni. Mentre la legge colpisce solo chi vende, l’ordinanza punirà anche i giovani consumatori.
Con questo provvedimento l’Amministrazione comunale cerca di contrastare un pericoloso fenomeno che è in costante crescita fra i giovanissimi in tutto il territorio nazionale e
anche a Faenza sulla base dei dati forniti dal Sert (Servizio tossicodipendenze dell’Asl).
L’ordinanza prevede inoltre il divieto per tutti di abbandonare per strada o all’aperto bottiglie e bicchieri di vetro, lattine e contenitori di bevande di ogni genere (carta, plastica e similari).
Per i trasgressori sono previste multe di 150 euro che, nel caso dei minori, saranno a carico dei genitori.
Per quanto riguarda i gestori di esercizi commerciali o pubblici esercizi, oltre alla contravvenzione è anche prevista, in caso di recidività, la chiusura dell’attività fino a un massimo di sette giorni.
Contestualmente alle misure repressive il fenomeno viene inoltre affrontato dal punto di vista educativo, con progetti rivolti agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori, in collaborazione con le scuole faentine e il Sert, finalizzati a diminuire il numero dei giovani consumatori di alcol.
INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE
 
IL TIRRENO

Troppi gli incidenti causati dall’alcol. La polizia nelle scuole
Oltre 1.200 gli studenti che saranno coinvolti nel progetto dell’Asl
GIOVEDÌ, 24 FEBBRAIO 2011
EMPOLI. È scattato nelle scuole del circondario il progetto “Incidenti stradali: alcol e altri ostacoli” promosso dall’Asl 11 con la partecipazione, da quest’anno, dalla polizia stradale di Empoli, guidata dal comandante Fabrizio Vignoli.
 Inoltre collaborano alla realizzazione del progetto Federazione motociclistica italiana, la polizia municipale di Empoli e le autoscuole del territorio. Sono partiti i primi incontri con le classi dell’istituto Calasanzio, dell’istituto professionale e dell’Itc Fermi di Empoli e l’Enriques di Castelfiorentino.
 Dal 2 marzo si uniranno anche il conservatorio Santissima Annunziata di Empoli e l’istituto Checchi di Fucecchio per un totale di 1200 studenti coinvolti. Il progetto, inizialmente rivolto alle classi quarte e quinte, è stato ampliato anche alle prime, seconde e terze, in modo da poter sensibilizzare a comportamenti corretti alla guida anche i più giovani. Dato che già dai 14 fino ai 25 anni l’incidente stradale costituisce la prima causa di morte, soprattutto nei maschi. Gli agenti della stradale, con gli operatori dell’educazione alla salute, in un incontro di due ore, si relazionano e affrontano con gli studenti il tema della sicurezza stradale con la visione e la discussione di filmati sull’argomento. L’obiettivo è promuovere la sicurezza alla guida, far conoscere le cause più frequenti di incidenti stradali e riflettere sui principali comportamenti che li determinano quali alcol, stanchezza, distrazione e velocità. “Alcol e altri ostacoli” fa parte di un’iniziativa ben più estesa che comprende anche gli altri gradi d’istruzione: dalla scuola materna alla scuola primaria e secondaria di primo grado fino ad arrivare alle scuole superiori. Le attività di educazione sono, quindi, graduate secondo l’età dei destinatari. Si affronteranno vari temi quali la conoscenza dei segnali stradali, il corretto comportamento di pedoni e ciclisti, la mobilità sostenibile, i rischi che possono provenire dalla strada, l’uso del simulatore di guida per i ragazzi che devono conseguire il patentino, la sicurezza e la guida responsabile per i più grandi.
IL CORRIERE DELLE ALPI

Contro alcol e droga piano di prevenzione nelle scuole superiori
23 febbraio 2011 —   pagina 21   sezione: Provincia
FELTRE. Torna nelle scuole e coinvolge sempre più studenti il progetto di prevenzione e sensibilizzazione chiamato “Quel bicchiere di troppo”, un’iniziativa contro l’abuso di alcol e droghe che Federico Di Giorgi, suo ideatore e coordinatore, sta portando nelle classi del feltrino. Lo scopo non è quello di fare proibizionismo,(*) ma di dare ai ragazzi nozioni precise e concrete sulle conseguenze, talvolta irrimediabili, dell’uso e dell’abuso di sostanze alcoliche o stupefacenti. Quattro gli istituti coinvolti.
Tra i promotori c’è Anna Attanasio, membro dell’associazione Giovani rinati nella luce e madre di un ragazzo morto in un incidente stradale. Al suo fianco ci sono Michele Paniz, infermiere del pronto soccorso, ed Ennio Zannin della polizia locale, per dare un quadro completo delle implicazioni psicologiche, fisiche e giuridiche. Non ci sono solo spiegazioni teoriche, ma anche prove pratiche di pronto soccorso e dell’etilometro, con proiezioni di video e immagini.
Sono quattro gli istituti superiori coinvolti con le classi terze: al liceo classico e scientifico Dal Piaz e al liceo psico-pedagogico e biologico Vittorino da Feltre che avevano aderito anche lo scorso anno, si sono aggiunti quest’anno l’istituto tecnico Negrelli e il geometri Forcellini.
Il progetto è partito lo scorso 15 febbraio proprio al Forcellini, coinvolgendo trentatre studenti. Il 21 è arrivato di fronte a 39 ragazzi dello scientifico e stamattina arriverà alle Canossiane, per concludersi a marzo al Negrelli e al geometri.
Dopo la fase nelle scuole, in ognuno dei tre comuni rappresentati dalla consulta “Diciamo la nostra” - capofila del progetto - Di Giorgi terrà incontri informativi con il coinvolgimento delle forze di polizia, che saranno presenti con stand espositivi di mezzi e strumenti usati nel controllo stradale.
La speranza è che anche quest’anno il progetto sia accolto dagli studenti con serietà, e che gli esiti si possano verificare non solo nel questionario finale di valutazione, ma anche nelle scelte di vita che questi ragazzi faranno fuori dalle loro classi.
 
(*)Nota: di proibizionismo parlano solo i produttori ed i rivenditori di bevande alcoliche!!!
IL GAZZETTINO

"Taste life-degusta la vita":
campagna contro l’abuso di alcol tra i giovanissimi
Giovedì 24 Febbraio 2011,
CONEGLIANO - Non poteva che partire dal cuore delle colline del prosecco, dove il biondo nettare di Bacco è Superiore, dove il rito dell’aperitivo ha radici molto più profonde di una vite di glera, la rivoluzione della spritz hour. Martedì 1. marzo ci sarà l’anteprima di «Aperitivo Conegliano», il nuovo aperitivo anti-sballo, che manterrà i piedi nella tradizione, ma aprirà gli occhi sul futuro nell’ottica del bere responsabile e del divertimento consapevole.
Dopo un anno di lavoro, Aperitivo Conegliano è il primo risultato del progetto «Taste Life - Degusta la vita» che il Progetto Giovani sta portando avanti con l’obiettivo di proporre e promuovere nuovi atteggiamenti in tema di divertimento, abuso di alcol e altre sostanze dannose per la salute e sicurezza stradale.
Il Gruppo Interfaccia, quindici ragazzi da 18 ai 26 anni, in collaborazione con l’Associazione Conegliano In Cima della quale fanno parte i 20 gestori di locali pubblici che hanno aderito all’iniziativa, ha provato ad approcciare il momento dell’aperitivo in modo innovativo, senza perdere la tradizione del rito dello spritz, ma provando a liberarlo da quel fardello che è l’eccesso, l’abuso appunto, di alcol di cui sempre di più sono vittime proprio i giovanissimi.
I barman dei locali del centro hanno elaborato alcune ricette che, partendo dallo spritz classico, hanno un dosaggio alcolico molto basso; stessa base dunque, ma più gusto e meno alcol. Considerato che per la parte legislativa e repressiva ci sono gli organismi competenti, l’obiettivo del progetto «Taste life» è quello di «proporre un cambiamento nei comportamenti - spiega Serena Cesca, responsabile del Progetto Giovani - e sono gli stessi ragazzi a chiederlo. Il gruppo dei diciottenni di quest’anno ad esempio, ha scelto proprio di affrontare il tema del divertimento; è un’esigenza dei ragazzi cominciare a confrontarsi su questi temi».
Elisa Giraud
IL FRIULI

Alcol tra i giovani
24.2.11 - Si terrà a Talmassons su iniziativa dell’assessore ai Servizi Sociali un incontro per affrontare la tematica.
Il consumo di bevande alcoliche tra i giovani è un fenomeno da tenere sotto continua osservazione.
Per questo motivo, su iniziativa di Beppino Turco, assessore ai Servizi Sociali del Comune di Talmassons, martedì 1 marzo, alle 18.30, si terrà un incontro dedicato al tema e intitolato “Alcolguida: informazioni sulle conseguenze derivanti dall’abuso(*) di alcool tra i giovani”.
L’appuntamento che si svolgerà all’interno dell’autoscuola “La Napoleonica”, sarà arricchito dagli interventi della dottoressa Giannina Brunello ed i rappresentanti dell’associazione “Cat” di Talmassons.
Il sindaco di Talmassons Piero Mauro Zanin ha dichiarato: “Registriamo un uso non corretto di alcol(**) da parte di giovani e giovanissimi nella nostra comunità. L’incontro sarà un primo passo per sensibilizzare operatori, famiglie, parrocchie, il mondo della scuola e amministratori su questo problema, per un recupero di valori fondamentali come la salute ed il rispetto di sé da parte dei giovani, che sono il futuro della nostra comunità”.
Il primo cittadino sottolinea l’attenzione verso i giovani: “Questa iniziativa va nel solco dell’attenzione che l’amministrazione comunale, fin dal suo insediamento, ha posto verso le nuove generazioni. Ricordo, ad esempio il rilancio del centro di aggregazione giovanile ed il progetto ’walking’, che vede impegnati come responsabili ragazzi di Talmassons e la consulta dei giovani”.
 
(*)Nota: forse sarebbe meglio parlare di consumo
(**)Nota: il consumo di una droga non è mai corretto
AGENFAX

Creativamente senza alcol
Scritto il 24 febbraio 2011.
Cresce e si consolida il progetto “Creativamente senza alcol”, di cui si svolge quest’anno la quinta edizione. L’iniziativa, di grande rilievo sia educativo che sociale, persegue lo scopo di prevenire l’abuso(*) di alcol tra i giovani in quanto rappresenta un grave rischio per la salute. Il traguardo del quinto anno di vita rappresenta un approdo significativo che testimonia della validità e dell’attualità di questa iniziativa promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e dai Lions Clubs dell’alessandrino. Anche quest’anno il progetto, avendo validità distrettuale, è stato esteso alle province di Genova e La Spezia. “Creativamente senza alcol” continua ad avvalersi delle competenze professionali degli operatori dell’Azienda Sanitaria Locale della provincia di Alessandria – Dipartimento Patologia delle Dipendenze – e della collaborazione dell’Ufficio Scolastico Territoriale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e Ricerca. Secondo uno schema ormai efficacemente collaudato, i destinatari dell’iniziativa sono gli studenti della seconda classe delle scuole medie inferiori delle province di Alessandria, Genova e La Spezia, che seguono un ciclo interattivo di due – tre ore di lezione per ogni singola classe, condotto da esperti, con l’intervento di un professionista del settore – di norma uno psicologo – facente capo al Dipartimento Patologia delle Dipendenze dell’ASL. Intorno a “Creativamente senza alcol” è cresciuto in modo significativo e incoraggiante anche il consenso delle parti sociali interessate: la partecipazione degli studenti, ad esempio, si è incrementata di anno in anno e l’ultima edizione, quella del 2010, ha fatto registrare l’adesione di 36 scuole – di cui 2 in Liguria – e 110 classi per un totale di circa 2.300 alunni, a conferma dell’importanza che l’argomento riveste anche tra i diretti interessati. L’edizione 2011 ha già al suo attivo l’adesione di 46 scuole e 121 classi in provincia di Alessandria ed è prevedibile un incremento di tali dati. L’impegno richiesto agli alunni consiste nella ideazione di slogan, disegni, audiovisivi incentrati sul tema dei pericoli connessi all’abuso di alcol tra i giovani. I materiali realizzati vengono esaminati da apposita giuria e i lavori ritenuti più significativi vengono premiati nel corso di una giornata conclusiva in programma ad Alessandria con la presenza della giornalista Benedetta Parodi, in qualità di madrina. “L’augurio – espresso da Pier Angelo Taverna, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e condiviso dai Presidenti dei Lions Clubs della provincia – è che anche quest’anno, insegnanti e studenti condividano l’importanza di questa campagna di sensibilizzazione e partecipino numerosi al progetto, nella consapevolezza che una proficua collaborazione tra soggetti pubblici e privati può contribuire a creare quelle sinergie necessarie ad affrontare in modo concreto ed approfondito le problematiche che riguardano il futuro delle giovani generazioni, sia dal punto di vista sanitario che sociale”. Le modalità per accedere al progetto sono contenute nell’apposito regolamento pubblicato sul sito della Fondazione www.fondazionecralessandria.it, alla voce STAMPA.
 
(*)Nota: consumo e non abuso!!!
IL CORRIERE ADRIATICO

Tavola rotonda sull’alcol
24.2.11 - Ascoli Si conclude oggi, alle 21, il ciclo di incontri rivolto ai giovani ed agli adulti - genitori, insegnanti ed educatori – sul tema dell’alcol dal titolo: “Alcoolismo: E tu cosa ne sai?. Conoscere per educare e prevenire” organizzato dall’associazione “La Corolla” in collaborazione con la parrocchia dei Ss. Simone e Giuda ed il circolo “Don Mauro”.
Nella sala della parrocchia è in programma la tavola rotonda “Alcol: focus sul Piceno”, con alcuni esperti per approfondire la problematica con riguardo alla realtà locale. Saranno presenti: Nello Giordani, sociologo del Comune di Ascoli; Giovanni Solito, direttore sanitario e primario presso la casa di cura S. Giuseppe; Maurizio Collina, dirigente della Polizia Stradale di Ascoli ed un rappresentante degli alcolisti anonimi, che porterà la sua testimonianza diretta. L’iniziativa ha avuto il patrocinio dell’Arengo, Dell’amministrazione provinciale e della casa di cura S. Giuseppe.
IL CORRIERE ADRIATICO

I problemi dei giovani, successo per il corso destinato ai genitori
 “E’ in crescita l’uso di alcol e cannabis”
24.2.11 - Corridonia “Il corso per genitori è già iniziato ed ha registrato un’altissima affluenza di genitori”, commenta soddisfatto Gaetano Angeletti, presidente dell’associazione La Rondinella. “Abbiamo moltissime prenotazioni anche per le quattro giornate sugli incontri di psicologia che inizieranno il 4 marzo. In quella stessa serata si svolgerà un incontro-dibattito sulle tematiche della famiglia con l’on. Luisa Santolini e Luca Marconi, assessori regionale per il sostegno alla famiglia. La Rondinella, oltre a seguire le famiglie con problematiche di alcol e droga, ultimamente vuole incidere di più sulla prevenzione. Purtroppo constatiamo una difficoltà crescente delle famiglie nel ristabilire un giusto rapporto genitori-figli. Stiamo constatando una recrudescenza nell’uso di cannabis e alcol e i genitori ancora minimizzano l’uso di queste sostanze. Il quadro di questa situazione sta peggiorando di anno in anno e non si fa abbastanza prevenzione. E’ per questo motivo che occorre far rete tra genitori, scuole e Parrocchie. L’invito a tutti i genitori è di aprire gli occhi, ascoltare i loro figli, vigilare sulle loro compagnie. Chiunque voglia contattarci anche solo per prevenire, può chiamarci allo. 0733.433705”.
I RISULTATI DI UN QUESTIONARIO SOTTOPOSTO A 4000 STUDENTI REGGIANI E …
 
LA GAZZETTA DI REGGIO

Giovani, «sballati» e consapevoli
23 febbraio 2011 —   pagina 17   sezione: Cronaca
Forse sono gli unici a non saperlo. O a non volerlo sapere. I genitori: sono loro forse gli unici che non sanno come si «divertono» i giovani nel weekend.
A squarciare questo velo fatto di paure e anche di un pizzico di assolutoria e forse rassicurante «ipocrisia», ci ha pensato il questionario (messo a punto dai volontari di «No Alcol on the road») a cui sono sottoposti circa 4.000 studenti reggiani nel 2010 sui comportamenti tenuti nel fine settimana.
I dati forniscono una risposta impietosa: nella maggior parte dei casi per i giovani e i giovanissimi, il divertimento coincide con lo sballo, nel bere alcolici e nel 25% dei casi farsi uno spinello.
Lo dice il 58% degli intervistati che dichiara di consumare bevande alcoliche (il 30% di solito e il 28% solo nei week end) e con il 25% che dice di aver fumato uno spinello e nell’85% di averlo fatto in compagnia.
I dati sono stati analizzati e commentati ieri mattina al Teatro Regiò con studenti dei dieci istituti superiori reggiani che aderiscono al progetto «No alcol on the road».
Dati che dicono come le rotte del divertimento giovanile seguano lo «sballo». Dati che sono usciti da una sorta di «lezione rap» - ritmata e punteggiata da videoclip, brani musicali e messaggi - tenuta dal dottor Polidori, direttore del Sert di Cesena, che ieri pomeriggio ha poi replicato analizzando i dati del questionario con i genitori. IL CAMPIONE. Un campione credibile quello che viene risposto all’interno del questionario, composto per il 52% da donne, con il 26% di ragazzi di 14-15 anni, per il 44% di ragazzi dai 16 ai 17 anni, il 27% dai 18 ai 19 anni e per il 3% oltre i venti. La loro provenienza era nel 40% dalla città e nel 48% dalla provincia.
LE RISPOSTE. Se al 97% degli intervistati piace uscire con gli amici, più ampio diventa lo spetto dei luoghi frequentati. Si va dal 25% che va al cinema, al 24% che sceglie la discoteca, il 18% nei pub, va al bar per il 12%, al parco per l’11% dei casi e il 6% si ritrova all’oratorio.
I giovani reggiani nel 75% dei casi escono più volte la settimana. Il 17% esce una volta sola, il 34% dalle due alle tre volte. Solamente l’8% lo fa tutte le sere e il 41% esce nel weekend. Solo nel 27% dei casi rientrano in famiglia prima di mezzanotte, mentre rientra entro le due il 40% e il 33% va a letto dopo le due e per spostarsi usano l’auto (dei genitori) nel 31% l’autobus nel 22% e per il 18% in motorino.
ALCOL E NON SOLO. Il 30% beve alcool e il 28% lo fa solo nel week end.
Per i 1.743 intervistati che hanno dichiarato di bere, nel 72% dei casi il motivo è per stare in compagnia, nel 13% perché rende la vita meno noiosa e sempre per il 13% per essere più disinibito.
Alla domanda se ha mai pensato di poter perdere la vita a causa di un incidente stradale causato dall’abuso di alcool, la risposta è stato nel 76% dei casi no.
Tra tutti gli intervistati, solo 1.045 (pari al 25%) ha dichiarato di aver fumato uno spinello e nel 43% dei casi di aver cominciato a 14-15 anni, nel 44% tra i 16 e i 17 e nell’ 11% tra i 18 e 19 anni. Di averlo fatto nell’85% con gli amici, l’8% a scuola e il 6% casi.
Infine alla domanda se continua a farne uso il 18% ha risposto si spesso e il 39% ogni tanto, anche se l’86% degli intervistati pensa che provochi danni alla salute. - Roberto Fontanili
…RELATIVO COMMENTO!
 
LA GAZZETTA DI REGGIO

«Non sottovalutare l’allarme sull’uso delle droghe»
23 febbraio 2011 —   pagina 17   sezione: Cronaca
E’ cauto, Giampietro Bevivino, portavoce dell’associazione di genitori «Un sasso nello stagno», da sempre in prima linea nell’opera di prevenzione dai rischi derivati dagli abusi di alcol e droghe tra i giovani.
«In qualunque indagine con questionari - dice in premessa - occorre sapere come questi quesiti sono stati posti e con quale riservatezza sono state raccolte le risposte. Si tratta comunque di dati confrontabili con quelli da noi raccolti nel 2008 su 720 ragazzi, anche se non eravamo andati così nel dettaglio».
«Nel caso del nostro questionario - aggiunge - c’era la prevalenza di ragazzi che facevano un uso frequente di alcol, mentre i loro genitori erano convinti del contrario. Dalle risposte emergeva che i ragazzi nel 60% dei casi bevevano ogni volta che uscivano con gli amici, mentre la stessa percentuale di genitori sosteneva che il figlio non beveva alcol».
La realtà invece è diversa: «I ragazzi bevono - dice - per sentirsi parte di un gruppo, per socializzare e si fa qualsiasi cosa sceglie il gruppo».
Poi, l’effetto secondario è quello di non essere inibito nel rapporto con i coetanei. «I ragazzi dicono - spiega Bevivino - mi sento più libero, con meno freni inibitori. Sto bene e a casa non mi dicono niente». Invece a volte ci sono ragazzi che si presentano a scuola ancora sotto effetto dell’alcol. «E il questionario ci dice anche che nel 73% dei casi ci sono ragazzi che dormono 3-4 ore per notte», conclude.
 Per Bevivino il dato più sorprendente è la consapevolezza nell’85% dei casi che lo spinello fa male. «Un dato che non risulta da nessun’altra parte» dice. E’ un fatto positivo, se si considera che invece la risposta dei giovani è spesso del tipo «non fa male e l’avete fatto anche voi». È quindi positivo, «ma se andiamo di questo passo - sottolinea - il sapere che fa male e il continuare a farlo, porta anche su altre droghe come cocaina e eroina. Credo che questo sia comunque un campo da approfondire».
A dare un’alternativa credibile allo «sballo», per Bevivino devono essere la società, la famiglia e la scuola. «L’alternativa viene sempre data da altri modelli in concorrenza, ma finché noi genitori e scuola non siamo in grado di proporre modelli diversi senza ricorrere a stimolanti, anfetamine, ma contando sulle potenzialità dei giovani, o prevarrà il nichilismo, il divertiamoci fin che possiamo. Servono società, scuola e una famiglia che sappia dare loro valori forti, che non sono quelli che riceviamo oggi dalle tv e dai media». (r.f.)

 

 

 

Venerdì, 25 Febbraio 2011
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