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Rassegna alcol e guida del 29 e 30 gennaio 2011

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta
 

Ci vuole una bella faccia
 
LA PROVINCIA DI COMO

Seminude in discoteca a 14 anni
È vietato ma ci vanno lo stesso
A una festa di universitari aggirati i controlli. «Capita tutti i sabati»
I minorenni bevono. Insegnanti, psicologi, presidi, giornalisti, forze dell’ordine ripetono ogni giorno la stessa solfa: i minorenni bevono. Anche se non hanno il permesso, anche se la legge non lo consente, anche se è vietato servire alcolici a chi ha meno di 16 anni e fare entrare nei locali i 14-15enni. Nell’immaginario dei genitori, però, questi minorenni devono sempre essere figli altrui se quando, scoprendo che c’erano anche i propri ragazzi, gridano allo scandalo e se la prendono con chi non ha chiesto i documenti. I minorenni mentono anche sulla loro età oppure dimostrano più dei loro anni. E i minorenni sono anche capaci di farti fesso e metterti nei guai. Non solo quelli del Rubygate. È andata proprio così, domenica sera alla discoteca Black and Gold di Grandate festa per universitari si sono infiltrati ragazzi e ragazze di 14 e 15 anni. Confusi con i più grandi, si sono messi in posa. E il giorno dopo è successo il finimondo. Ma il problema, non è legato a un sabato. I minorenni non possono andare nei locali e bere alcolici. Il problema è che lo fanno, o almeno tentano di farlo, tutti i sabati in qualunque locale anche di Como città. È questo che si scopre sentendo chi lavora o frequenta i bar della movida. In teoria bisognerebbe chiedere il documento a tutti, ma spesso ci si fida della vista e se le ragazze vogliono sembrare più grandi, sanno quanto calcare la mano con mascara e matita. Ignazio Sciarrabba è il titolare del «Black and Gold». È padre pure lui e dice che prima di tutto spettava ai genitori controllare dove fossero i ragazzi. «A parte che io preferirei che mio figlio stesse in una discoteca, controllato, piuttosto che in qualche piazza o al parco con gli alcolici comperati al supermercato e magari anche con le sigarette e gli spinelli. Ma comunque, se li hanno fatti uscire di notte dove pensavano che andassero? Detto questo, noi chiediamo sempre i documenti quando facciamo gli Open bar perchè sono serate in cui, con 20 euro, puoi bere tutto quello che vuoi (*). Nelle altre serate chi può bere ha il braccialetto, ma in queste serate chi sta al bar non può controllare i braccialetti. Quindi entra solo chi ha più di 16 anni e se non hai il documento, torni indietro. Io non rischio la chiusura del locale per 50 euro. Per la festa di sabato, invece, era un altro discorso. Erano coinvolti i ragazzi dell’università, probabilmente hanno coinvolto anche i ragazzi delle scuole. Erano in maschera, anche quello ha aiutato a confondere le acque. Noi abbiamo chiesto i documenti a chi ci sembrava minorenne, ma ci sono ragazze che dimostrano più della loro età e quindi è possibile che siano riuscite a scappare dentro. Però non mi risulta che i genitori si siano lamentati perché sono arrivati a casa ubriachi. Quindi vuol dire che è andato tutto bene, nessuno è stato male». Nel prezzo d’ingresso della festa era compreso un mojto. Se i 14 e 15enni che erano alla festa l’abbiamo bevuto o l’abbiano lasciato ai compagni più grandi lo sanno solo loro. Ma sta di fatto che non dovevano essere lì. Ma questo dipendeva anche dai genitori che hanno finito per lamentarsi. A Como era stato fatto chiudere un locale in via Milano che non aveva i permessi e per di più somministrava alcol ai minorenni, come da filmati dei vigili infiltrati. In generale invece sono i minorenni che tentano di infiltrarsi dappertutto.
Anna Savini
 
(*) Nota: il gestore di questo locale, “padre pure lui”, fa tanto l’anima candida e poi organizza gli “open bar”, dove “con 20 euro puoi bere tutto quello che vuoi”.
Sarebbe sufficiente mandare forze dell’ordine in borghese ogni qualvolta un locale organizza un “open bar” per avere la quasi certezza di constatare la violazione egli articoli 690 e 691 del codice penale (divieto di cagionare l’ubriachezza altrui e di servire da bere a persone già ubriache).
La formula degli “open bar” sfrutta l’insufficienza di controlli, perché se ce ne fossero  di più i locali che li organizzano probabilmente verrebbero fatti chiudere ogni volta dall’autorità giudiziaria.


LA PROVINCIA DI COMO

L’intervista
Mick Verga organizzatore eventi «Io ora ho vent’anni ma bere a quindici è diventato normale»
(An. Sav.) Mick Verga compie 20 anni tra un mese. Era uno dei quattro organizzatori del Sexy Hospital party.
«Io dovevo portare i ragazzi, alla festa, tutto qui. Non toccava a me controllare l’età, ma la verità è che i quattordicenni ormai vanno dappertutto. Ma questo è un problema dei loro genitori. Io a 14 anni in discoteca non potevo andare. Adesso i tempi sono cambiati. Però non mi vengano a dire che non si ubriacavano vent’anni fa, si ubriacavano eccome, e 40 anni fa lo stesso.
Quindi è normale vedere i 14enni nei locali.
Io tutti i sabati vado al Como fashion cafè. Chiedono la carta d’identità a tutti. Se hai meno di 16 anni non entri. Se non hai la carta d’identità non entri. Però li vedi quelli del primo o del secondo anno che tentano di imbrogliare e di entrare lo stesso.
Ma quelli che erano a Grandate avranno bevuto Coca Cola?
Senti, è una favola che i minorenni non bevono. Se vanno a un festa così bevono. È inutile fare gli ipocriti. Siamo in questa società e prendiamo quel che offre.
Quindi cosa offre la società, ubriacarsi al sabato sera?
Ci sta anche quello. Ma non è che tutti escono per star male. Poi li vedi i 14enni e i 15enni che bevono. Sono esaltati vogliono mettersi in mostra, ma poi si capisce al volo che non reggono l’alcol e dopo mezz’ora sono già fuori.
E per forza, sono poco più che bambini.
Appunto li vedi lì che pesano 30 chili, ma non è quello il punto. È che non bisogna scandalizzarsi. Una volta forse a 14 anni non si beveva ma i ragazzi adesso crescono prima e se i genitori li fanno uscire sanno a cosa vanno incontro.
E quindi?
E quindi è inutile scandalizzarsi dopo. Però bere fa parte del gioco. Mia mamma non mi dice di non bere, mi dice di non esagerare. Ho vent’anni, se non mi diverto adesso quando mi diverto? (*) Alla festa c’erano i ragazzi delle scuole, Gallio, Giovio. Non è un segreto, lo sanno tutti che va così. E anche i loro padri e le loro madri da giovani hanno fatto lo stesso.
 
(*) Nota: desolante.

SENZACOLONNE.IT

Ubriaco aggredisce madre con ascia, arrestato
Un 41enne di Barletta e’ stato arrestato dai carabinieri perche’ ha cercato di colpire con un ascia l’anziana madre. L’uomo, dedito all’alcol e gia’ noto alle forze dell’ordine, e’ stato rinchiuso nel carcere di Trani con le accuse di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e porto abusivo di armi. I militari sono intervenuti dopo una segnalazione al 112, e la donna, di 83 anni, impaurita ed in preda ad una crisi di pianto, ha consegnato loro una mannaia ed alcuni coltelli da cucina, con i quali il figlio aveva poco prima tentato di colpirla. L’uomo, trovato in casa e visibilmente ubriaco, senza alcun motivo aveva afferrato la madre per il collo nel tentativo di strozzarla e subito dopo, prelevata la mannaia da un cassetto della cucina, aveva tentato di colpirla al capo.

CORRIERE ADRIATICO

L’assassino ubriaco dopo una festa
Aveva bevuto celebrando il Natale ortodosso.
“Sono confuso, non ricordo”. C’è il suo Dna sulla borsa
Lorenzo Sconocchini
Ancona
Ballava e beveva Alex, per la festa di San Giovanni, ultima ricorrenza del Natale ortodosso. La sera del 7 gennaio, prima di incrociare la povera clochard Maria Lacatus, s’era preso una sbronza con altri connazionali emigrati ad Ancona celebrando a suo modo la chiusura del calendario religioso romeno. “Ero ubriaco, non ricordo niente”, ha farfugliato dopo il crollo emotivo accusato mentre i poliziotti della Squadra mobile, giovedì mattina, gli frugavano nell’appartamento di via Colleverde dove il ragazzo abita da un paio d’anni con la madre badante e un fratello. Alexander Bongiu, 19 anni e mezzo, dalla finestra di casa scorge il viadotto sull’asse Nord-sud che faceva da tetto alla barbona di 71 anni uccisa e poi saccheggiata del suo tesoretto accumulato chiedendo l’elemosina, 800 euro che fanno gola a molti nella terra degli sbandati. Una somma che l’assassino - secondo gli investigatori - avrebbe subito speso per comprarsi un computer, probabilmente per tenersi in contatto con la Romania e coltivare amicizie sui social network. Dall’altra sera Bongiu, senza un’occupazione stabile né precedenti penali, è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria come indiziato di delitto dagli investigatori della Mobile diretti dal dottor Giorgio Di Munno.
Omicidio volontario e rapina
Il pubblico ministero Andrea Laurino, che ha coordinato l’indagine e firmato il provvedimento, lo accusa di omicidio volontario e rapina aggravata. I gravi indizi su cui si basa il fermo riguardano sia testimonianze raccolte nell’ambiente dei senza tetto, sia riscontri tra il codice genetico di Alex e le tracce di Dna trovate in uno spezzone della tracolla della borsa scippata alla clochard. Maria la teneva legata attorno all’addome e l’assassino l’ha tagliata con una lama, ma afferrando la cinghia ha lasciato la sua impronta genetica, isolata poi dai consulenti medico legali della Procura. Il pericolo di fuga, necessario per portare in carcere l’indiziato, viene motivato del Pm con le particolari condizioni di uno straniero non ancora ventenne: Alexander Bongiu è senza un posto di lavoro, non ha contratti d’affitto, in qualsiasi momento potrebbe raggiungere il capolinea di via Marconi della Atlassib dove ogni giorno partono i pullman per la Romania. Quando in questura sono arrivati i suoi legali, gli avvocati Andrea Speciale e Daniele Sandroni, la scelta di Alex è stata quella di avvalersi della facoltà di non rispondere, almeno in attesa dell’udienza di convalida del fermo, che dovrebbe tenersi lunedì mattina nel carcere di Montacuto. “Il nostro cliente non ha assolutamente confessato, è ancora molto confuso, sta cercando di riordinare i ricordi di quella sera”, si limita a dire l’avvocato Daniele Sandroni, che ieri lo ha visitato in carcere. “Mi ha solo detto - riferisce il legale - che alcune cose riportate dai giornali non erano vere, ha confermato che quella sera era ubriaco, ma fatica a ricordare, non è un delinquente, non appartiene al mondo dei senza tetto, anche i suoi familiari sono persone integrate ad Ancona”.
La carta d’identità ritrovata
Formalmente muto davanti al Pm, Alex però s’era mostrato collaborativo con gli investigatori che l’altra mattina erano andati a svegliarlo in casa per una perquisizione. Tanto da indicare loro dove fosse la carta d’identità della Lacatus, in un rovo poco distante dal viadotto. Gli investigatori avevano già recuperato in quell’accampamento di fortuna, sotto il ponte di Vallemiano, la borsa di Maria, con la tracolla tagliata. Su quel prezioso reperto gli esperti del Laboratorio di genetica forense deli Ospedali Riuniti di Ancona e dell’Università Politecnica (il medico legale Loredana Buscemi e il biologo molecolare Valerio Onofri) hanno repertato ed esaminato frammenti di tessuto epiteliale, recuperati anche grazie al lavoro della Polizia Scientifica. Il Dna è risultato assolutamente compatibile con quello del giovane fermato. Alexander Bongiu era già stato sentito dai detective della Mobile, che lavorando sodo al caso hanno macinato 76 interrogatori tra ospiti abituali dell’accampamento e frequentatori sporadici. Alex aveva consegnato volontariamente agli investigatori un campione di saliva per il test del Dna.
Non è un senza tetto
Ma arrivare proprio al diciannovenne originario del villaggio romeno di Tirgu non era stato certo facile. Non è un senzatetto, abita con madre e fratello, in passato aveva lavorato per qualche mese come manutentore di pannelli fotovoltaici. Non aveva precedenti penali di alcun tipo, non figurava fra i sospettati e neanche nella black list compilata a ottobre dai vigili urbani, durante uno sgombero dell’accampamento. Nonostante l’età, Bongiu era solito frequentare i clochard di Vallemiano. Qualcuno dell’ambiente l’aveva raccontato ai poliziotti, così già nei giorni scorsi Alex era stato convocato per un interrogatorio. Poi è arrivato il riscontro del Dna.
La lite degenerata
Secondo la ricostruzione che ha portato al suo fermo, la sera del 7 gennaio, verso le 22, Alex dopo aver festeggiato era andato sotto il ponte sull’asse dove i barboni dormono su materassi e giacigli di fortuna. Cercava qualcuno, con cui pare avesse un conto in sospeso. A quell’ora però c’era soltanto la povera Maria. L’ha svegliata, per chiederle notizie, forse lei l’ha rimproverato per quei modi bruschi e hanno litigato. Alex, rabbioso per l’alcol, in un raptus avrebbe impugnato una grossa pietra colpendola più volte in faccia. Poi ha preso la borsa, lasciando la sua impronta genetica.

LA PROVINCIA DI VARESE

Ordinanza no-alcol: sanzione annullata
Ma il Comune presenta ricorso
GALLARATE (ri.s.) Ordinanza no-alcol, nuovo annullamento. E nuovo ricorso presentato dall’amministrazione comunale, decisa a ribaltare il verdetto espresso dal giudice di pace di Gallarate.
Nei giorni scorsi la giunta ha autorizzato la resistenza in giudizio, dando mandato ai legali di appellarsi alla decisione con cui è stata annullata la multa comminata ad un cittadino sorpreso a bere alcol, nella pubblica via, tra le 19 e le 8 del mattino. Circostanze vietate dall’ordinanza firmata ormai un paio d’anni fa dall’allora sindaco Nicola Mucci e punite con una multa da 500 euro.
Sarà forse l’entità della sanzione a spingere i multati al ricorso. Fatto sta che non è la prima volta che queste sanzioni vengono annullate. Era già successo lo scorso anno in almeno un paio di occasioni e sempre l’amministrazione comunale aveva deciso di proseguire la battaglia legale, decisa a dimostrare di essere nel giusto. «Ciascuno è libero di arrivare fino in Cassazione», commenta l’assessore alla Sicurezza e ispiratore dell’ordinanza Paolo Cazzola, «sarà la magistratura a decidere se il nostro provvedimento è abnorme, introducendo peraltro un principio dubbio che giustificherebbe l’ignoranza di una norma, seppur solo a valenza comunale».
Alla base dell’annullamento del ricorso, infatti, c’è il fatto che, secondo il giudice di pace, «all’ordinanza non è stata data grande pubblicità, sia prima che dopo la sua entrata in vigore». In realtà, puntualizza Cazzola, «ricordo le campagne a mezzo stampa, le affissioni di manifesti tradotti in sei lingue diverse, il fatto che, per i primi 15 giorni, l’ordinanza non è stata applicata». Insomma, l’informazione è stata data. E, comunque, la legge non ammette ignoranza.
Su questi argomenti si basa il ricorso che il Comune ha intenzione di presentare. Sarebbe uno smacco, infatti, se si arrivasse all’annullamento delle multe, non soltanto in termini politici, ma anche sul piano economico. Nel solo 2010, infatti, sono state 50 le persone multate perché giravano con un bicchiere in mano, per un totale di 25 mila euro. Senza contare il fatto che «sono tutti pronti a protestare per un divieto di sosta quando si viene multati o per l’ordinanza no-alcol quando la si viola», conclude Cazzola, «quando magari si è i primi ad unirsi al coro di ’no’ alla sosta selvaggia, piuttosto che alle lamentele nei confronti di extracomunitari che si ritrovano, su un marciapiede, con una bottiglia in mano».

IL GAZZETTINO (Rovigo)

Alcol e giovani, lezione con aperitivo
LENDINARA - (I.B.) Alcool e guida, un connubio pericoloso e da evitare: di questo si parlerà oggi nell’incontro «Alcool & auto, loro convivenza...o nostra esistenza?» rivolto ai ragazzi e organizzato dal Forum giovani per le 15,30 nel locale «Antica brasserie». L’iniziativa, patrocinata dal Comune, ha lo scopo di responsabilizzare i giovani. Ad affrontare i diversi aspetti saranno il dottor Marcello Mazzo, direttore del Servizio tossicodipendenze dell’Ulss 18, la responsabile del Sert di Lendinara dottoressa Alessandra Marsilio, e il comandante della Polizia locale Natale Dallagà. Durante il pomeriggio ai presenti saranno donati degli alcooltest monouso, inoltre sarà offerto un aperitivo analcolico con musica e stuzzichini.

IL GAZZETTINO (Treviso)

A processo:
Non fa il nome dell’amico sposato
MOGLIANO - L’amico le offre da bere in un locale di Preganziol e lei si ubriaca. I due, legati affettivamente, escono e lui si mette al volante della Mercedes della donna dirigendosi verso Mogliano-Casier. Durante il tragitto la lite. Lui si arrabbia, telefona a un amico, blocca l’auto in mezzo alla strada e se ne va. Lei, annebbiata dall’alcol, si piazza in una piazzola di sosta e telefona e a un’amica perché venga a prelevarla. Intanto una pattuglia della Finanza, notata la sosta troppo lunga della Mercedes, si avvicina, le chiede i documenti e la sottopone ad alcoltest: risulta un tasso di alcol nel sangue (2,50 g/l) 5 volte superiore al limite massimo previsto dalla legge. Inevitabili la denuncia, il ritiro della patente e il sequestro per la confisca della Mercedes della donna. Poi il decreto penale di condanna a 16.675 euro di ammenda (15mila euro in sostituzione di 60 giorni d’arresto), con ritiro della patente per 15 mesi. A quel punto la donna, ritenendosi innocente non avendo guidato l’auto, si è rivolta all’avvocato Fabio Capraro, che si è opposto al decreto penale. Ieri, dopo la testimonianza della donna e del titolare del ristorante di Spresiano: «Alla guida dell’auto c’era un uomo», il giudice Angelo Mascolo ha chiesto all’imputata Paula Andrea Ramirez Ocampo, commerciante, il nome dell’amico. «Non posso farlo - ha detto la donna - perché è un uomo sposato e non voglio metterlo nei guai». Poi il rinvio per valutare come chiudere il processo. I lavori socialmente utili potrebbero attendere la donna.
L’ARENA di Verona

SCUOLA. Lunedì
«Uso e abuso dell’alcol» al Copernico
Il liceo Copernico nell’ambito delle iniziative di formazione rivolte a genitori, insegnanti e studenti delle scuole del territorio organizza per lunedì 31 gennaio alle 20.45 nell’aula magna dell’istituto in via Anti 5 a San Michele, una serata di approfondimento sul tema «Uso e abuso dell’alcool, adolescenza e ruolo genitoriale nei percorsi di crescita nella cultura dell’eccesso».
L’approfondimento nasce dal bisogno dei genitori di capire come comportarsi di fronte allo scenario odierno dove media, pubblicità, servizi commerciali propongono stili di vita che esaltano il consumo di bevande alcoliche o energizzanti, mettendo in difficoltà chi deve fare educazione all’uso equilibrato di queste sostanze. (*) Interverrà il dott. Ilario Ceschi psicologo del Sert dell’Ulss 22 di Bussolengo.
 
(*) Nota: partendo da un approccio così, è molto dura fare un intervento di prevenzione credibile ed efficace.
L’ARENA di Verona

BARDOLINO. La singolare ricerca di «strafalcioni» potrebbe divenire un’iniziativa per famiglie
Bambini a caccia degli errori
Il salmone nel lago di Garda? Certo che no. Cosi come l’Unità d’Italia non è stata nel 1811 e la celebre storia di Giulietta e Romeo non è stata scritta da Manzoni. Sono alcuni degli strafalcioni emersi nel corso di un’articolata e riuscita caccia al tesoro per bambini da sei a dodici anni promossa dalla Fondazione «Bardolino Top».
Un appuntamento che ha coinvolto sei squadre composte ciascuna da una decina di piccoli e giovanissimi che si sono cimentati in dodici prove suddivise in sei tappe e svolte in altrettanti luoghi diversi del centro storico. Prove di cultura generale intervallate da test pratici, come la corsa con i sacchi o la staffetta con in bocca un cucchiaio appoggiato al quale si trovava una pallina da ping-pong. Il tutto da portare a termine in un tempo determinato.
Ma ciò che ha creato più scompiglio è stata la ricerca di epigrafi o riconoscere piccoli particolari che compongono un monumento, una chiesa, un campanile presente sul territorio comunale. Nella speciale classifica è risultata poco conosciuta la facciata della parrocchiale di Cisano mentre non esistono dubbi in merito al nome della chiesa di Bardolino. Cosi come tutte le squadre hanno azzeccato la composizione di uve del vino Bardolino (Corvina e Rondinella) o il numero di residenti del Comune (6mila765). Qualche «confusione» non è mancata, comunque: alla fine per i giovanissimi «cacciatori» il dollaro è risultato moneta ufficiale della Gran Bretagna.
La caccia al tesoro ha riscosso consenso tra la sessantina d’iscritti che hanno chiesto di riproporla in estate, allargata anche ai genitori. Chissà che allora il salmone si trasformi in una comune trota d’acqua dolce.
L’ADIGE

marica viganò L’obiettivo è zero alcol, non solo per i neopatentati

LA PROVINCIA PAVESE

schianto mortale, patteggia 3 anni e mezzo - maria fiore
pena irrisoria per chi ha distrutto una famiglia
ordinanza anti-alcol per i minori

LA GAZZETTA DI MODENA

leghista nei guai per l’alcoltest pdl: si dimetta

LIBERTA’

Ubriachi al volante, corsa ai lavori socialmente utili

LA TRIBUNA DI TREVISO

ubriaco in auto: insegnerò inglese ai bimbi - federico de wolanski
ubriaco semina il panico e ferisce i carabinieri marocchino in manette - francesca gallo

IL GIORNALE DI VICENZA

Ubriachezza rumori molesti, alcolici a minori Da ora non verrà risparmiato nulla

IL GIORNO (Milano)

La prima sbornia? Tra gli 11 e i 15 anni

LA NAZIONE (Pisa)

Alcol, guida auto di società disabili: patente ritirata

IL RESTO DEL CARLINO (Ascoli)

Ubriaco, causò un incidente: arrestato

Rassegna alcol e guida del 30 gennaio 2011

IL GAZZETTINO

Sobrietà come stile di vita.
Per rispettare se stessi e il creato ma anche per risparmiare fino a 2 mila euro all’anno.
Domenica 30 Gennaio 2011 - La sfida anticrisi è stata lanciata ieri pomeriggio a Treviso da un gruppo di associazioni e di famiglie riunite all’istituto Ipsia Giorgi per ascoltare i consigli di padre Adriano Sella, ex missionario in Amazzonia, ora coordinatore della rete interdiocesana «Nuovi stili di vita». Uno strumento con cui la Chiesa Cattolica intende diffondere mentalità utili a superare l’attuale crisi economica e valoriale. «Tra i promotori dell’incontro vi sono famiglie che già applicano la sobrietà nella vita quotidiana: l’associazione Famiglie 2000 e i focolarini dell’Azione famiglie nuove così come le associazioni »I care" di Gianni Rasera, la Decrescita sostenibile fondata dal «pioniere» Silvano Meneghel o la Banca Etica a cui si sono aggiunti i rappresentanti immigrati di Cittadinanza Attiva e cooperativa Hilal insieme all’Unione cristiana imprenditori, Coop, Centro di servizio per il volontariato.
Sono decine ormai le persone della Marca trevigiana che hanno scelto di sottrarre cose per aggiungere relazioni, migliorando la qualità della vita. Senza trascurare i considerevoli risparmi. Qualche esempio: rinunciando all’acqua in bottiglia e utilizzando quella ottima del rubinetto si risparmiano circa 10 euro la settimana, 40 al mese, 480 all’anno. (*) Utilizzando la bici quale messo di trasporto si fa meno benzina e si migliora la condizione fisica. E poi ci sono i segreti della Banca Etica per difendersi dai crolli di borsa e dai titoli-truffa, le lampadine a basso consumo e tutte le soluzioni di risparmio energetico. Anche in cucina si può spendere di meno associandosi ai Gas, gruppi di acquisto solidale che prediligono il biologico, le cooperative, la spesa di frutta e verdura a chilometri zero. Tutte le informazioni su: www.sobrietas.org.
«La rivoluzione sta nei dettagli che fanno la differenza»: così ha detto padre Sella convinto che azioni come questa contribuiscano alla salvezza nel nostro pianeta dallo sfruttamento sfrenato e dai bisogni indotti. Le statistiche dicono che noi possediamo circa 10 mila oggetti nelle nostre case (spesso dimenticati nei cassetti). Eppure tutto ciò che ci serve potrebbe entrare in una valigia. Ciò ci permetterebbe di concentrarci su ciò che conta davvero.
Laura Simeoni

(*) Nota: se questo ragionamento vale per l’acqua in bottiglia, ancora di più vale per il vino, la birra e altri alcolici. Senza contare poi che se parliamo di sobrietà come stile di vita, gli alcolici dovrebbero essere esclusi per definizione.   

LA NAZIONE

Bibite anti sbornia, inutili e dannose
Ritirate dai Nas 20mila confezioni. L’esperto: “Non eliminano gli effetti dell’alcol”
ROMA- VENTIMILA confezioni di cosiddette bevande anti-sbornia sequestrate in tutta Italia. L’operazione è stata portata a termine dai carabinieri dei Nas e segnala un fenomeno preoccupante: sta aumentando tra i giovani, l’utilizzo di questi prodotti, in circolazione da alcuni anni e ritenuti una sorta di “antidoto” agli eccessi del sabato sera. E questo nonostante i ricercatori non lascino dubbi circa l’inefficacia di tali pozioni anti-alcol. Vendute in  discoteca o via internet, queste bevande, avvertono i tossicologi, rischiano di indurre i giovani a mettersi alla guida, magari dopo una serata di eccessi, nella convinzione di riuscire ad azzerare il tasso alcolemico nel sangue semplicemente aumentando uno di questi cocktail. Niente di più errato, afferma il presidente della Società italiana di alcologia Emanuele Scafato, parlando di un “mito da sfatare”.
LE BEVANDE sequestrate risultano “non conformi” perché contenenti “ingredienti non notificati al dicastero della Salute”. Il prodotto, presentato come disintossicante e digestivo istantaneo con la presunta peculiarità di eliminare gli effetti della sbornia è importato dalla Francia e dalla Svizzera da ditte operanti a Catanzaro e Torino. Non esiste “alcuna evidenza scientifica circa l’efficacia delle cosiddette bevande anti-sbornia”, ha ribadito Emanuele Scafato. Dal punto di vista scientifico, ha spiegato, “non esistono bevande con effetto anti-sbornia, poiché non ci sono sostanze in grado di accelerare il fenomeno di smaltimento dell’alcol nel sangue ponendo così le condizioni per una guida sicura; nella letteratura scientifica non è presente alcuno studio sperimentale che provi l’efficacia di tali prodotti”.
DA QUI il monito dell’esperto: “I ragazzi che pensano di riuscire ad abbattere fino al livello zero, come prevede la legge per i minori di 21 anni, il tasso di alcolemia dopo aver consumato bevande alcoliche, sono in grande errore; l’invito dunque, anche se si sono assunte queste bevande, resta assolutamente quello di non mettersi alla guida”.
EPPURE, già nel 2006 l’antitrust aveva comminato ad una ditta di “bevande anti-sbornia” una multa di 47 mila e 500 euro per le frasi ingannevoli utilizzate per pubblicizzare il prodotto e che promettevano, appunto, di accelerare lo smaltimento dell’alcol. Ma tra i giovani della movida notturna il mito delle “pozioni magiche” sembra essere davvero duro a morire.

CORRIERE DELLA SERA – FORUM NUTRIZIONE

Info
Gentile Dottore,
sto uscendo con molta fatica dall’alcolismo, la leggo da tanto e credo che anche lei abbia contribuito, la goccia scava la roccia.
Contemporaneamente ho approfittato per migliorare la mia alimentazione, dieta con molte proteine e verdura, pochi carboidrati, pochissima frutta perchè non mi piace e ancor meno zuccheri semplici.
Mi sento però molto debole, soprattutto alla sera, e ho molto sonno.
La cosa credo si spieghi con l’abbattimento delle calorie che introduco, rispetto a prima. Però vorrei una sua conferma e sapere in quanto tempo, spannometricamente s’intende, il mio organismo si potrà abituare a trarre l’energia dagli altri alimenti.
La quantità di alcol che consumavo quotidianamente fino a due settimane fa e da molti anni è spaventosa, non meno di diecimila calorie a settimana, ma credo anche di più.
Vorrei anche sapere come il nuovo regime alimentare influirà sul mio peso (sono in sovrappeso)e in quanto tempo.
La ringrazio molto e mi tiri pure le orecchie, me lo merito.
Lilli

Risponde Andrea Ghiselli
Lilli, intanto complimenti per la forza di dirlo e per quella che usa e userà per uscirne, spero accompagnata da un sostegno. Non sarà certamente per il mio contributo che sta vincendo la sua battaglia, ma mi fa piacere pensarlo. Dal punto di vista alimentare la situazione non può che migliorare se il suo corpo riceverà calorie "buone", rispetto a quelle vuote di nutrienti delle bevande alcoliche e da subito si abituerà, non si preoccupi. Il suo peso quindi con molta probabilità, magari lentamente, scenderà. La sua debolezza serale non è certamente dovuta all’abbattimento delle calorie, a patto ovviamente che si alimenti in maniera adeguata, ma probabilmente alla mancanza dell’effetto euforizzante dell’alcol

CORRIERE DELLA SERA – FORUM NUTRIZIONE

Alcol e bocca
Buongiorno,
vorrei sapere se il consumo di superalcolici può danneggiare il cavo orale, oltre naturalmente al fegato, la pelle e tutto il resto..
Se mi lavo i denti dopo aver bevuto dei cocktail le gengive mi sanguinano molto. Non ho problemi di irritazione alle gengive in genere.
Alcuni collutori contengo però proprio alcol. Come si spiega?
grazie
Marco

Risponde Andrea Ghiselli 
Il consumo di bevande alcoliche, più che "può danneggiare", danneggia sul serio (senza può) il cavo orale, al punto che è uno dei maggiori fattori di rischio per il cancro del cavo orale.
Nei colluttori c’è dell’alcol è vero anche se non in tutti, ma nella quantità che raggiunge dopo la diluizione d’uso comune non ha influenza sulla mucosa orale...non è certamente una grappa o un cognac o una vodka che insultano le sue mucose con un quantitativo di alcol pari a più di 30 grammi per 100

LA NAZIONE

Fumo, alcolici e niente scontrino
Club sotto sequestro. La polizia ha agito dopo numerose segnalazioni pervenute dai cittadini. Nel club gli agenti hanno accertato varie irregolarità
Firenze, 29 gennaio 2011 - Un club in via de’ Bardi è stato sottoposto a sequestro dalla divisione di polizia amministrativa della questura di Firenze ’’per apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo e intrattenimento’’. La polizia ha agito dopo numerose segnalazioni pervenute dai cittadini. Nel club gli agenti hanno accertato varie irregolarità sia nelle procedure di accesso, sia per la somministrazione di alcolici fino alle 6 di mattina e senza emissione di scontrino fiscale, sia la presenza di fumatori.
All’arrivo degli agenti era in corso uno spettacolo danzante, ma il locale, sottolinea la questura, non era stato esaminato dalla commissione provinciale di vigilanza sui pubblici spettacoli.
L’intervento nel locale di via de’ Bardi non è stato l’unico fatto dalla polizia la notte scorsa; nell’ambito di una serie di controlli, in totale sono stati verificati quattro locali notturni.

LA NAZIONE

ALLA GUIDA UBRIACHI CONTROLLI A TAPPETO
ROMA - SONO stati un milione e 650mila, nel 2010, i controlli per accertare se i conducenti avessero assunto alcol o droghe. Solo dal 13 al 19 dicembre quelli trovati a guidare ubriachi sono stati 348, 61 sono stati denunciati perché sotto effetto di droga.

CORRIERE DELLA SERA

La donna È stata ricoverata in psichiatria, i bambini affidati a una comunità
Ubriaca, abbandona i figli per strada
È successo sabato sera in viale Ungheria, a Milano. L’intervento di un automobilista ha impedito il peggio
MILANO - Una storia di degrado e di alcolismo, con un risvolto drammatico: a Milano una donna, madre di una bambino di quattro anni e di uno di un anno e mezzo, è stramazzata a terra ubriaca fradicia, in un vialone dove sfrecciavano le auto mentre era insieme ai figli. Solo l’intervento di un automobilista ha impedito una tragedia. Lei è stata ricoverata in ospedale, i minori affidati a una comunità di assistenza.
I SOCCORSI - È successo alle 22: un uomo che stava passando in auto in viale Ungheria, arteria a scorrimento veloce della città, ha notato la bambina che attraversava spaesata la corsia. Ha subito chiamato il 118. A terra c’era la mamma, Roberta di 41 anni; sul marciapiede una carrozzina con il figlio più piccolo. Sanitari e polizia hanno provveduto ai soccorsi: la donna, nota per maltrattamenti in famiglia e lesioni a minorenni (in questo caso non i figli), probabilmente alcolizzata, è stata portata al Policlinico, nel reparto psichiatrico. I bambini sono stati temporaneamente affidati, nella notte, al pronto soccorso della clinica pediatrica De Marchi. Quindi è stato trovato per loro posto in una comunità di Monza. Non è stato ancora rintracciato il padre: non è sposato e non sarebbe convivente della madre.

IRPINIA NEWS

Dj in console, lascia il locale e si schianta con l’auto
Ariano, domenica 30 gennaio 2011 - Dopo una serata trascorsa a lavoro come disc jockey in un noto locale di Ariano Irpino, si stava ritirando presso l’abitazione di un parente in un vicino comune dell’arianese, quando l’autovettura su cui viaggiava è fuoriuscita dalla carreggiata finendo la propria corsa contro il muro perimetrale dell’abitazione di un operaio di Ariano Irpino. L’incidente è avvenuto alla località  scarnecchia del comune di Ariano Irpino e precisamente all’altezza del km.17+400 della strada statale 90 “delle Puglie”. Così alla ore 06.30 di questa mattina C.M. 36enne toscano ha finito il proprio viaggio di ritorno, dopo una serata di divertimento. Sul posto si sono portati i Carabinieri della Radiomobile della Compagnia di Ariano Irpino che dopo essersi sincerati che l’uomo stesse bene, hanno provveduto a effettuare i rilievi stradali, a chiamare il carro soccorso per recuperare l’autovettura che ha riportato ingenti danni e ad accompagnare il malcapitato con l’ambulanza presso l’ospedale civile di Ariano Irpino. Qui i medici, dopo aver prestato le cure del caso, senza diagnosticare alcuna prognosi, su richiesta dei Carabinieri hanno sottoposto l’uomo al controllo del tasso alcolemico e allo screening tossicologico urinario, trovando quantità  di alcol di oltre due volte la soglia massima consentita per legge, nonchè tracce di cannabis. Proprio il cocktail alcol-droga potrebbe essere stato decisivo per l’incidente che fortunatamente non ha avuto più gravi conseguenze. I Carabinieri hanno provveduto a ricostruire la dinamica dell’incidente, inviando copia degli atti redatti alla Procura della Repubblica di Ariano Irpino e deferendo il 36enne per guida sotto l’influenza di alcol e sostanze stupefacenti.

IL TIRRENO

DOMENICA, 30 GENNAIO 2011
Insulta poliziotti denunciato ubriaco
LIVORNO. Già ubriaco, vuole entrare al circolo ex Aurora in viale Ippolito Nievo, quando sono già quasi le 4. Ma al locale gli sbarrano la porta. Lui è così convinto di stare nel giusto che chiama in suo aiuto la polizia.
Gli agenti si accorgono subito che lui ha bevuto troppo e cercano di allontanarlo. Ma lui a quel punto reagisce con violenza verbale e riempie i poliziotti di insulti e minacce.
Il 52enne, già conosciuto alle forze dell’ordine e residente in zona stazione, è stato denunciato per minacce a pubblico ufficiale e sanzionato di 103 euro per ubriachezza molesta.

L’ARENA

IL PERSONAGGIO.
Charlie Sheen va ko per droga e alcol e ora accetta le cure
 Stella che ha brillato poco. Ricovero volontario per l’attore che dopo «Platoon» è decaduto
30/01/2011 - Charlie Sheen, ormai noto al pubblico più per gli eccessi nell’uso di alcol e droghe che come attore, è entrato volontariamente in una struttura di recupero per tossicodipendenti.
Una decisione sofferta ma necessaria: giovedì l’attore era stato ricoverato d’urgenza in un ospedale di Los Angeles a seguito di forti dolori addominali. Un falso allarme, dovuto, secondo le parole del suo agente, a un’ernia. Tutti i giornali scandalistici d’America hanno riportato la notizia lasciando intendere che si trattasse di una scusa per nascondere un tracollo dovuto ai vizi dell’attore.
Gennaio era cominciato con un weekend di sesso e droga alla Fantasy Tower del Palms Casino Resort di Las Vegas, dove l’attore si sarebbe chiuso per tre giorni consumando cocaina di fronte agli ospiti e pagando 26mila dollari per la compagnia di tre escort. Prima di tornare col suo jet privato a L.A. aveva ricevuto anche la visita di due star del cinema erotico.
I produttori della sitcom Due uomini e mezzo, che va in onda con successo da otto anni, avevano espresso grave preoccupazione per il suo stile di vita. «Charlie è grato a tutti quelli che si sono preoccupati per lui. Ora desidera che, in questo momento così delicato, la sua privacy venga rispettata» si legge nel comunicato ufficiale della CBS. La riprese della serie tv sono sospese a tempo indeterminato. Sheen, 45 anni, figlio dell’attore Martin e fratello di Emilio Estevez, aveva raggiunto la fama nel 1986 con il capolavoro Platoon, di Oliver Stone. Un fuoco di paglia: dopo Wall Street, del 1987 (sempre di Stone), non ha più confezionato veri successi. A salvarlo ci ha pensato il piccolo schermo.
A.D.

 

 

 

Lunedì, 31 Gennaio 2011
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