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Rassegna alcol e guida del 28 gennaio 2011

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta
IL GIORNALE
Ubriachi al volante, salta lo sconto di pena
di Luca Fazzo
Automobilisti dal bicchiere facile, attenzione: a Milano mancano i posti necessari per farvi «perdonare» dalla giustizia. É vero che il codice della strada prevede la possibilità, per chi viene sorpreso alticcio alla guida della propria vettura, di ottenere uno sconto di pena se si impegna in lavori di pubblica utilità. Ma - secondo un allarme lanciato ieri dai vertici del tribunale - a Milano nessuno (né istituzioni pubbliche, né onlus, né altri enti) ha chiesto di poter usufruire dei servigi degli sbevazzoni pentiti. E così il benefit previsto dalla legge è rimasto, almeno finora, solo sulla carta.
La possibilità di mitigare le conseguenze, per chi viene sorpreso con un tasso alcolico superiore alla norma, con una condanna ai lavori socialmente utili è stata introdotta dalla modifica del codice della strada varata nel luglio dello scorso anno. I vantaggi sono cospicui: estinzione del reato, dimezzamento della sospensione della patente, restituzione dell’automobile confiscata. In cambio, il guidatore indisciplinato deve garantire un massimo di sei ore alla settimana di lavoro, o meglio di «attività non retribuita a favore della collettività da svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, o presso i centri specializzati di lotta alle dipendenze». (*)
Secondo i vertici del tribunale di Milano, questa possibilità «va incentivata e diffusa in quanto dimostra come il responsabile del reato non solo venga effettivamente punito ma in modo utile e vantaggioso per la società». Ma per dare ai reprobi la possibilità di lavorare, serve ovviamente che qualcuno faccia richiesta dei loro servigi, chiedendo al tribunale di stipulare l’apposita convenzione. E qui casca l’asino, perché a Milano, non si è fatto avanti nessuno: «allo stato il tribunale ha una sola convenzione con i City Angels scarsamente utilizzata, relativa ad attività di sorveglianza ed assistenza».
Di fatto, quindi, cosa accade? Dopo essere stati «pizzicati», gli automobilisti si vedono notificare il decreto penale di condanna (più o meno grave in base al livello di alcool). A quel punto possono fare ricorso chiedendo di venire avviati ai lavori socialmente utili. Ma di fatto la loro richiesta viene «congelata», perché non si sa come impiegarli. Da qui scaturisce l’appello lanciato da Livia Pomodoro, presidente del tribunale, e dal capo dei giudici preliminari, Claudio Castelli: gli enti senza fini di lucro che hanno bisogno di personale da impiegare in attività di rilievo sociale si facciano vivi. Ma avvertono: tra gli obblighi che gli enti dovranno assumersi c’è anche quello dei controlli, per evitare che il lavoro di pubblica utilità non diventi semplicemente un trucco per schivare le conseguenze della guida ad alta gradazione.

(*) Nota: sarebbe utile che nell’offerta di lavori socialmente utili in alternativa alle sanzioni per guida in stato di ebbrezza, le associazione che si occupano di problemi alcol correlati avessero un posto di rilievo. Le attività proposte sarebbero in attinenza con il reato commesso, avrebbero una valenza educativa e non solo di sostituzione alla pena, ci sarebbero maggiori garanzie che il tutto non si trasformi in un espediente per evitare sanzioni peggiori. 

ASCA
SALUTE: NAS CARABINIERI SEQUESTRANO 20MILA BEVANDE ’ANTI SBORNIA’  (*)
Roma, 28 gen - I Carabinieri del Nas di tutta Italia, nell’ambito di attivita’ finalizzata alla ricerca di prodotti potenzialmente pericolosi per la salute, di concerto con il Ministero, hanno sequestrato circa 20.000 confezioni di una bevanda ’’anti sbornia’’ non conforme per l’utilizzo di nuovi ingredienti non notificati al Dicastero.
Il prodotto ’’anti sbornia’’, spiega una nota dei carabinieri, era presentato come disintossicante e digestivo istantaneo con la presunta peculiarita’ di eliminare gli effetti del ’’sabato sera’’ inducendo in errore i giovani che ritenevano, pertanto, di poter eludere i controlli degli etilometri anche se nei siti che pubblicizzano il prodotto si afferma che la sua consumazione non permette la guida in stato di ebbrezza.
Il drink conterrebbe acqua osmotizzata che faciliterebbe il processo digestivo e polvere a base di estratti di piante e frutti, da miscelare all’atto dell’assunzione.
Le verifiche eseguite dai nas hanno consentito di accertare che tale prodotto, venduto anche via Internet, e’ stato importato dalla Francia e dalla Svizzera da ditte operanti in Catanzaro e Torino.  
res-rus/sam/alf

(*) Nota: i prodotti “antisbornia” meritano di essere tolti dal commercio. Non fosse altro perché non mantengono ciò che promettono. Per quanto riguarda la loro tossicità, probabilmente, non è superiore a quella degli alcolici. Alcolici che nessuno pensa bene di sequestrare.  

YAHOO NOTIZIE
Salute: Esperto, No Prove Efficacia Bevande Anti-Sbornia
ROMA, 28 GEN - Solo un ’’mito da sfatare’’: Non esiste infatti ’’alcuna evidenza scientifica circa l’efficacia delle cosiddette bevande anti-sbornia’’. A mettere in guardia, dopo il sequestro da parte dei carabinieri dei Nas di circa 20.000 confezioni di una bevanda ’anti sbornia’ importata dalla Francia e dalla Svizzera da ditte operanti in Catanzaro e Torino, e’ il presidente della Societa’ italiana di alcologia e direttore dell’Osservatorio nazionale alcol, Emanuele Scafato. ’’Dal punto di vista scientifico - ha spiegato l’esperto - non esistono bevande con effetto anti-sbornia, poiche’ non ci sono sostanze in grado di accelerare il fenomeno di smaltimento dell’alcol nel sangue ponendo cosi’ le condizioni per una guida sicura; nella letteratura scientifica non e’ cioe’ presente alcuno studio sperimentale che provi l’efficacia di tali prodotti’’. 
Si tratta dunque, ha affermato Scafato, di ’’miti da sfatare’’: ’’Queste bevande, a base di miscugli di erbe ed acqua - ha rilevato - vengono spesso vendute in discoteca, oppure sono commercializzate come integratori alimentari, ed il loro uso si sta diffondendo tra i giovani sempre di piu’’’. Ma il loro utilizzo rischia di essere molto pericoloso poiche’, ingenerando ’’l’illusione’’ di poter abbattere di colpo gli effetti dell’alcol, puo’ indurre i ragazzi a mettersi alla guida anche dopo aver bevuto. Da qui il monito dell’esperto: ’’I ragazzi che pensano cosi’ di riuscire ad abbattere fino al livello zero, come prevede la legge per i minori di 21 anni, il tasso di alcolemia nel sangue dopo aver consumato bevande alcoliche, sono in grande errore; l’invito dunque, anche se si sono assunte queste cosiddette bevande, resta assolutamente quello di non mettersi alla guida’’. 

ASCA
POLIZIA STRADALE: IN 7 GIORNI SORPRESI 348 CONDUCENTI STATO DI EBBREZZA 
Roma, 28 gen - Sorpresi in Italia 348 conducenti in stato di ebbrezza e denunciate 61 persone per guida sotto uso di sostanze stupefacenti. Sono i risultati dell’operazione ’’Alcohol and Drug’’ condotta dal Network delle Polizie Europee, Tispol, dal 13 al 19 dicembre 2010.
Si tratta, spiega una nota della Polizia di Stato, di una campagna di controlli sistematici, realizzata in 27 paesi europei, sull’abuso delle sostanze stupefacenti ed alcool.
Nei 7 giorni dedicati alla campagna le polizie dei paesi aderenti hanno proceduto al controllo di 796.812 conducenti per verificare lo stato al momento della guida.
Sono state registrate 12.030 infrazioni per guida in stato di ebbrezza alcolica e 1.266 infrazioni per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Le forti nevicate in molto paesi europei hanno ridotto l’attivita’ di controllo, in alcuni casi, e’ stata necessaria la cancellazione di controlli programmati. Cio’ nonostante, in Italia interessata il giorno 17 dicembre da una intensa nevicata nella zona centrale e settentrionale, massimo e’ stato l’impegno della Polstrada ad effettuare controlli con precursori ed etilometri portatili. Cio’ in considerazione proprio della particolare importanza che il controllo delle condizioni psico - fisiche dei conducenti e il controllo della guida in stato di ebbrezza rappresenta per la sicurezza stradale.
res/rus/ss

ASAPS
Riccione, ubriaco al volante Evitata strage di pedoni
RICCIONE - Sfiorata a Riccione una strage di pedoni. E’ successo nel cuore della nottata tra mercoledì e giovedì, intorno all’una, in viale d’Annunzio. I pedoni stavano attraversando la carreggiata sulle strisce pedonali quando dal senso opposto di marcia, a forte velocità, è sopraggiunta una ’Volvo’. Fortunatamente i passanti sono riusciti a tornare indietro, evitando così di esser travolti. All’inseguimento dell’auto si è portata una pattuglia della Polizia Stradale. Al volante si trovava C.M., un 33enne di San Severo di Foggia residente a Misano Adriatico.
Sottoposto al test dell’etilometro, è risultato positivo alla prima prova con un tasso di 1,63 grammi per litro e di 1,61 alla seconda. Alla richiesta della patente di guida è emerso che lo stesso circolava con il documento sospeso per una precedente guida in stato d’ebbrezza alcoolica. L’automobilista ha cominciato a dare in escandescenza, avventandosi contro la pattuglia. Quindi è salito nuovamente sulla ’Volvo’, tamponando la vettura della Polizia.
Dopodichè si è datto alla fuga, schiantandosi dopo appena un chilometro contro le colonne in cemento di un edificio di viale D’annunzio. Nel frattempo sono intervenute due pattuglie dei Carabinieri di Riccione. Il 33enne è stato così arrestato con le accuse di violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.


CORRIERE ADRIATICO
Catturato l’assassino della clochard
Decisivo il Dna estratto da un lembo di pelle sulla borsa di Maria. Il 19enne ha ucciso dopo una lite
Ancona Un minuscolo brandello di pelle ha incastrato l’omicida di Maria Lacatus, la clochard uccisa a colpi di pietra in faccia nella notte tra il 7 e l’8 gennaio scorsi sotto il viadotto dell’asse, a Vallemiano. C’era un frammento quasi invisibile di tessuto epiteliale sui lembi del borsello dove Maria teneva il tesoretto delle elemosine: era la firma del killer. Lo hanno trovato pescando il jolly in quel pantano di tracce nell’albergo dei disperati gli esperti del laboratorio di anatomopatologia forense guidati dal medico legale Loredana Buscemi. Il resto lo hanno fatto gli agenti della Squadra mobile che hanno dato un nome e un volto a quel profilo genetico, e il tremolio della coscienza del romeno di 20 anni non ancora compiuti che è crollato.
Sembrava un rebus irrisolvibile l’omicidio del ponte, nell’ultima frontiera del mondo in mezzo a un quartiere cittadino. Un puzzle con le tessere scompaginate da una congerie di orme, impronte, resti, reperti che inquinavano il luogo del delitto confondendo i possibili indizi tra sterpaglie e vestigia di umanità disperata. Proprio da una infinitesimale traccia epidermica sul marsupio di Maria è arrivato il guizzo decisivo alle indagini, dirottate verso il 19enne romeno, che era stato sentito nel gruppone di stranieri, barboni e sbandati rastrellati nei vari angoli della città e della periferia occupati dagli emarginati. Non era indiziato, non è un accattone.
Veste decorosamente, era un insospettabile. Vive con la mamma nell’appartamento di via Colleverde dove gli uomini della Squadra mobile diretta dal dottor Giorgio Di Munno hanno fatto irruzione dopo essersi stati messi sulla pista giusta dalla svolta del Dna. Lo hanno comparato con quelli catalogati nella lunga serie di identificazioni, e sono andati dritti in via Colleverde. Durante la perquisizione i poliziotti hanno fatto sequestri, rilevato tracce di sangue, riconosciuto vestiti descritti dai racconti dei testimoni. Poi il romeno è stato portato in Questura e messo alle strette non ce l’ha fatta più a tenersi dentro quel peso soffocante, e ha confessato.
Lui non dormiva all’addiaccio ma frequentava i giacigli a cielo aperto di Vallemiano, a due passi da casa, e frequentati dai connazionali. Quel maledetto venerdì va tra i piloni del ponte per chiarire una questione con qualcuno. La sua mente è annebbiata dall’alcol, non trova chi cerca. Chiede a Maria, distesa sul suo materasso mezza addormentata.
Lei non lo accontenta e lo affronta a brutto muso. Scoppia un litigio. Accecato dall’ira e dal troppo bere afferra un grosso sasso e glielo fracassa sul volto. Poi si accorge che la vittima nasconde qualcosa sotto i vestiti. Palpa, sente un borsello, le cala i pantaloni e scopre un grande marsupio a forma quadrata che Maria portava a tracolla sotto i vestiti, dentro c’è il portafogli. Lui tira ma non riesce a strapparglielo di dosso. Ha fretta, taglia i due lembi della tracolla, fruga e afferra il portamonete, e butta la borsetta accanto al cadavere, con attaccate le cellule della pelle che segneranno il suo destino. Scappa, prende gli 800 euro dal portafogli, che contiene pure la carta d’identità della Lacatus, poi lo getta nel percorso di fuga. Non era mai stato trovato, dopo le dichiarazioni del ragazzo i poliziotti sono tornati sul posto ed era lì.
Il giovane ha anche detto che nei giorni successivi all’omicidio con quei soldi ha comprato un computer portatile, che aveva in casa con uno scontrino sul quale c’erano riscontri sulla somma spesa e la data dell’acquisto. L’indiziato è stato sentito anche dal sostituto procuratore Andrea Larino, poi è stato messo in stato di fermo.
Le indagini proseguono, per capire se manca qualche tassello alla confessione del killer. E verificare il sospetto che il delitto possa essere collegato al racket delle mance e che sotto il viadotto il ladro di elemosine si sia trasformato in assassino.


SALERNO NOTIZIE
Salerno; ubriaco infastidisce titolare agenzia di scommesse, denunciato
In serata di ieri, Agenti della Sezione Volanti sono intervenuti presso una Agenzia di giochi e scommesse, in Via Gariponto a Salerno, dove era stata segnalata, dalla titolare dell’esercizio pubblico, la presenza molesta e pericolosa di un uomo ubriaco. I Poliziotti hanno bloccato l’uomo che, nonostante il suo tentativo di sottrarsi al controllo, è stato identificato per R. M., di anni 52. Gli Agenti hanno accertato che quest’ultimo impediva fisicamente la chiusura del locale dopo aver danneggiato un monitor di una slot machine. R.M. è stato pertanto deferito all’Autorità giudiziaria per danneggiamento e resistenza a Pubblico Ufficiale.


VIRGILIO NOTIZIE
Barletta, ubriaco aggredisce madre a colpi di mannaia: arrestato
Tenta di strozzarla, poi di colpirla ma l’83enne si divincola
Schiavo dell’alcool ha tentato di colpire l’anziana madre a colpi di mannaia ed è finito in carcere. È accaduto nel pomeriggio di ieri a Barletta, dove i carabinieri hanno arrestato un 41enne del posto, A.C., già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e porto abusivo di armi. I militari, attivati da una richiesta telefonica giunta al 112, si sono precipitati presso l’abitazione della donna. Qui l’anziana, 83 anni, ha consegnato loro una mannaia ed alcuni coltelli da cucina, con i quali il figlio aveva poco prima tentato di colpirla, senza però riuscirci. Gli accertamenti eseguiti hanno appurato che l’uomo, trovato in casa e visibilmente ubriaco, senza alcun motivo aveva afferrato la madre per il collo nel tentativo di strozzarla e subito dopo aveva tentato di colpirla al capo con una mannaia. L’anziana era però riuscita a fuggire e a trovare riparo in casa di alcuni vicini, da dove aveva chiesto aiuto al 112. Arrestato, il 41enne è stato portato nel carcere di Trani, mentre l’anziana madre, soccorsa in ospedale, ha riportato cinque giorni di prognosi.


L’OPINIONE
Violentato e picchiato da tre ragazzi
TRENTO - Tentato omicidio e violenza sessuale di gruppo. E’ questa l’accusa per cui tre ventenni della Val di Fassa risultano indagati dalla Procura di Trento. I giovani avrebbero pestato un cuoco inglese, presunto gay, e lo avrebbero brutalizzato utilizzando alcuni bastoni. L’episodio, avvenuto a Canazei, risale all’aprile del 2010.
Secondo le indagini della Procura, il cuoco era stato in un primo tempo aggredito e picchiato durante notte fuori da un pub da un giovane che riteneva di avere subito da lui avance sessuali. Secondo l’accusa il giovane trentino, insieme con due amici, poco dopo avrebbe incrociato per strada l’inglese, completamente ubriaco.
A questo punto i tre giovani si sarebbe scagliati contro lo straniero picchiandolo con calci e pugni e con assi di legno divelti da una staccionata. Poi, dopo avergli strappato i vestiti, lo avrebbero sodomizzato con dei bastoni lasciandolo quindi incosciente sulla neve. L’inglese, trovato alcune ore dopo da un passante sanguinante e in stato di ipotermia, rimase in ospedale per due settimane.
Per il primo aggressore furono disposti gli arresti domiciliari; adesso, a conclusione delle indagini preliminari, la Procura di Trento ha indagato anche i due presunti complici della tremenda aggressione.
Silvio Senoner


IL GAZZETTINO (Treviso)
Treviso. Invalido abbandonato: la badante era ubriaca, in borsa i gioielli di famiglia
Arrestata una 40enne romena: trovata riversa su cocci e chiazze di vino. Licenziata, si è barricata in una stanza
di Bruno De Donà
TREVISO - Non erano tracce di sangue, ma di vino. Cade sul nascere l’angosciante ipotesi di un raccapricciante episodio di cronaca, ridotto alla misera storia delle intemperanze di una badante romena alcolizzata, rivelatasi pure ladra.
Ma l’allarme, mercoledì mattina, c’è comunque stato e la faccenda ha dato filo da torcere ai carabinieri della stazione di Spresiano. Lo scenario, infatti, lasciava intravedere qualche cosa di truce.
I familiari del settantenne, invalido, erano stufi della badante, la quarantenne A.G., che poco e male si occupava dell’anziano affidato alle sue poco attente cure. E la sorpresa in cui si sono imbattuti è stata davvero il colmo. Nell’abitazione dell’anziano giacevano entrambi riversi. L’attenzione si è rivolta subito su di lei. Giaceva tra macchie rossastre e un mare di cocci. Poteva sembrare la scena di una rapina o di un’aggressione. Nulla di tutto questo fortunatamente.
Da un esame più attento è risultato che la donna era completamente ubriaca. Le tracce non erano di sangue, bensì di vino che proveniva da una bottiglia da due litri che la badante si era poco prima scolata. La storia ha avuto un seguito nel pomeriggio. C’erano state resistenze ad andarsene da parte della romena licenziata in tronco per il suo comportamento. Tanto che i familiari dell’accudito, avevano ritenuto necessario chiamare i carabinieri della locale stazione. All’arrivo dei militari lei, agitatissima, si era chiusa nel bagno. Un carabiniere ha addirittura riportato lo schiacciamento di due dita nei battenti della porta tenacemente tenuta chiusa sbarrata.
Gioielli nascosti in borsa. Nella borsa la romena, già a quel punto nei guai per l’ostinata resistenza opposta, aveva nascosto qualche cosa che subito saltato fuori. Si trattava dei gioielli - collane, orecchini e bracciali - della defunta consorte dell’anziano cui doveva prestare assistenza. Un malloppo del valore di un migliaio di euro che si stava per portar via. L’assedio al bagno si è risolto con una resa finale. Seguita dal consistente conto a carico della signora. Le hanno contestato la resistenza a pubblico ufficiale, il furto aggravato e l’abbandono di persona incapace. Quanto bastava a far scattare le manette.


VARESENEWS
Il nuovo barman? serve pomodori e finocchi
A poche ore dall’inizio dell’ennesimo corso barman di successo, intervista a Pierluigi Cucchi, re dei formatori in questa professione. Che si evolve grazie anche alle diete e al codice della strada
E’ la star del corso più gettonato di Ascom, la cui ennesima edizione comincerà lunedì mattina 31 gennaio 2011: Pierluigi Cucchi, 57 anni, quasi 40 dei quali passati a servire e inventare cocktail e insegnarne i segreti agli studenti (tiene corsi in più di 35 province italiane, non si contano le edizioni del suo corso alla sede varesina di Confcommercio) è la persona ideale per sapere quali sono le evoluzioni di una professione straordinariamente affascinante e allo stesso tempo fuori dalle righe. quella del barman.
Come sta cambiando il mestiere del barman?
«I cambiamenti nella nostra professione sono legati al progredire della cultura dell’alimentazione. Per intenderci: c’è una attenzione più alta a ciò che noi mangiamo e beviamo, sia dal punto di vista dietetico sia per le nuovi prescrizioni del codice della strada, e questo ci spinge a esplorare sapori nuovi come la frutta e la verdura. E c’è anche purtroppo una attenzione agli alcoolici di parte di giovani e giovanissimi: che ha inserito, tra le nostre funzioni, anche quella di educarli ad un bere responsabile».
Cosa si chiede ad un barman oggi?
«Competenza e conoscenza, innanzitutto. E’ questa la parte più importante: per adattare le esigenze dei tempi e dei clienti alla propria professione è necessario conoscere e saper fare, sennò si è solo dei versatori».
Apparentemente sembra un controsenso: ma ve li chiedono cocktail dietetici?
«Come no. In questi casi si unisce alla bevanda alcolica anche frutta o verdura per abbassare il tasso alcolico, tenendo alto il tasso di piacevolezza. E’ sempre più richiesta la possibilità di ricavare del cocktail una sensazione di benessere senza troppi danni. E del resto sono d’accordo anch’io: sono per il bere moderato, nel bar non si entra non solo per bere: è un luogo di incontro e socializzazione».
Però il cocktail che va più per la maggiore è il mojito, non esattamente una cosa da educande...
«Lei mi fa un esempio perfettamente calzante. Perchè a Cuba il mojito nasce proprio come bevanda dissetante, senza grande tasso alcoolico: la ricetta cubana prevede solo 10 grammi di rum, allungato con l’acqua gasata. Quindi, fa pienamente parte delle bevande di cui parlavo. Così, proposito di cultura specifica, questa è una conoscenza che vale la pena di sapere, perchè sennò si tende a strafare. A volte basta poco per avere certi gusti molto apprezzati. Non è necessario far bere roba forte: tante volte può essere più importante l’aspetto estetico dell’alcol. Proprio partendo da qui vorrei che i nostri corsisti imparassero che lavorare al banco non è solo versare, ma anche operare scelte».
Lei ha moltissimi anni d’attività, sarà nato professionalmente servendo cocktail tradizionali. Esistono ancora?
«C’è un percorso classico da cui non si può prescindere: Negroni, Martini, Manhattan, Americano, Cocktail Champagne sono bevande che in tutto il mondo vengono richieste e che sono presupposti obbligatori per ogni barman anche oggi. Da cui però ci si può evolvere con cambiamenti e aggiornamenti»
Cosa pensa dei barman acrobatici?
«Il freestyling è una tecnica, perciò un valore aggiunto per i barman: su un percorso di studi classici si innesca una velocizzazione “artistica” dei movimenti per realizzare i cocktail che diventa show. una forma di intrattenimento interessante, che rientra perfettamente in quella forma di cultura della professione che va oltre il semplice versare. Ma che, ovviamente, però, non deve essere a sé stante: senza la capacità di fare effettivamente dei buoni cocktail, non vale niente».
Quali sono gli ingredienti trendy dell’anno?
«Complici una nuova cultura alimentare e i nuovi divieti del codice della strada, l’imperativo è dare benessere diminuendo l’alcol. Così gli ingredienti più moderni sono i frutti frullati, a cui si è aggiunta da un po’ di tempo anche la verdura. Pomodori, carote, sedano e finocchi, ovviamente frullati fanno sempre più parte degli ingredienti per cocktail gradevoli».
Sono finiti i tempi dell’angostura, quell’impossibile ingrediente che si trovava nei cocktail di una volta?
«No no, esiste ancora. Per chi non lo conoscesse, l’angostura e’ un liquore fortemente amaricato che però si usa gocce, nasce come medicamento nel 1820 ed è stato persino utilizzato dall’esercito di Simon Bolivar. Proprio per il fatto che si usa a gocce per esaltare l’amaro, l’angostura è ancora utilizzata ma, come alcune cose che si bevevano nel passato, si è evoluta nel suo utilizzo: si tratta solo di usarla con fantasia. Anche per questo lo strumento importante per ogni barman è la tecnica e la conoscenza:  in fondo, siamo un po’ come dei sarti del buon bere». 
Sabato, 29 Gennaio 2011
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