Giovedì 24 Settembre 2020
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Rassegna alcol e guida del 27 gennaio 2011

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta
 

Ci vuole una bella faccia

AGENFAX


E’ nato il Centro Studi Vini del Piemonte
Nonostante il Piemonte sia una Regione virtuosa sotto il profilo della produzione vitivinicola avendo negli anni privilegiato la qualità delle uve e dei vini e non la quantità come avvenuto in  altra parte del Paese, i problemi del calo dei consumi hanno colpito anche questa regione. La causa va sicuramente ricercata sulla incidenza della crisi economica globale, sugli eccessivi ricarichi praticati dai componenti della filiera su ogni bottiglia di vino, ma soprattutto sulla legge che ha istituito l’etilometro. (*) Una disposizione che ha generato panico tra i consumatori poiché, secondo il  presidente regionale di Coldiretti Paolo Rovellotti, non distingue la capacità di reazione delle persone rispetto all’assunzione di bevande alcoliche. Ma tutto questo ha generato un terrorismo psicologico per cui è in atto tra i consumatori una demonizzazione del prodotto vino che, come ben si sa, appartiene alla storia della nostra regione, generando anche economia e turismo. (**) Dunque la legge va modificata tenendo conto della ricerca scientifica e dei dati che si riescono a mettere insieme nell’ottica della strategia di Coldiretti della Filiera Agricola tutta Italiana. Di qui la nascita del Centro Studi Vini del Piemonte, inaugurato mercoledì 26 gennaio a San Damiano d’Asti; strumento che si affianca all’osservatorio regionale mercati di Coldiretti Piemonte quale supporto tecnico-economico nella consulenza alle imprese.  Entra in funzione un moderno laboratorio per l’analisi dei vini, per poter offrire ai vignaioli un servizio di consulenza enologica secondo le esigenze del mercato. Dalle analisi e dalla banca dati il Centro Studi suggerirà le strategie di mercato per una migliore valorizzazione delle DOC piemontesi. L’obiettivo di Coldiretti è far leva su un campione significativo della produzione enologica piemontese al fine di acquisire dati ed informazioni che consentano l’elaborazione di una strategia che porti alla modifica, su basi scientifiche, della legge sull’etilometro. (***) Il Centro Studi Vini del Piemonte si avvarrà anche di un laboratorio di analisi funzionante da almeno 15 anni a Cuneo. Qui la specializzazione è legata alla diagnostica fogliare ed alle analisi dei suoli. Proprio da questo laboratorio sono partite molte indicazioni per l’elaborazione della carta dei suoli recentemente approvata dalla Regione. Tra gli intervenuti il Presidente di Coldiretti Asti, con delega regionale al settore vitivinicolo, Maurizio Soave, il quale ha insistito sulla necessità di accorciare la filiera e di istruire al consumo, quello dei tecnici Secondo Rabbione e Aldo Brustolon, responsabili dei due laboratori, i quali hanno evidenziato la necessità di avere a disposizione dati concreti per pensare alle modifiche legislative da richiedere ai politici, quello del Presidente del CAP Nord Ovest, Angelo Giordano, che ha ricordato il ruolo determinante della rete dei Consorzi Agrari per la realizzazione della Filiera Agricola tutta Italiana anche in settori diversi da quelli del vino. Le conclusioni affidate all’Assessore regionale all’Agricoltura, Claudio Sacchetto, hanno messo in evidenza l’attenzione della Regione per far uscire il settore dall’attuale situazione di incertezza. In questo senso, la promozione dei vini e del territorio, la semplificazione di alcune misure contenute nel piano di sviluppo rurale e l’individuazione di snelle linee di credito per facilitare gli investimenti nel settore primario, sono gli impegni assunti dal responsabile dell’istituzione regionale.

(*) Nota: la legge che ha istituito l’etilometro, ovvero il divieto di guidare in stato di ebbrezza, è vecchissima.
Le cose sono finalmente cominciate a cambiare quando si è deciso di cominciare ad applicarla, aumentando le rilevazioni sulle strade italiane.
(**) Nota: l’economia del vino è drammaticamente perdente. Per ogni euro legato al giro d’affari se ne spendono almeno 2 per i costi dei problemi vinocorrelati.
(***) Nota: ebbene sì, avete letto bene. A suon di parole come “panico”, “terrorismo psicologico” e “demonizzazione” questi signori hanno istituito un “Centro Studi Vini” con il dichiarato obiettivo di far cambiare il codice della strada per quanto concerne la guida in stato di ebbrezza.


ROMAGNA OGGI

 


Riccione, ubriaco al volante. Evitata strage di pedoni
RICCIONE - Sfiorata a Riccione una strage di pedoni. E’ successo nel cuore della nottata tra mercoledì e giovedì, intorno all’una, in viale d’Annunzio. I pedoni stavano attraversando la carreggiata sulle strisce pedonali quando dal senso opposto di marcia, a forte velocità, è sopraggiunta una ’Volvo’. Fortunatamente i passanti sono riusciti a tornare indietro, evitando così di esser travolti. All’inseguimento dell’auto si è portata una pattuglia della Polizia Stradale.
Al volante si trovava C.M., un 33enne di San Severo di Foggia residente a Misano Adriatico.
Sottoposto al test dell’etilometro, è risultato positivo alla prima prova con un tasso di 1,63 grammi per litro e di 1,61 alla seconda. Alla richiesta della patente di guida è emerso che lo stesso circolava con il documento sospeso per una precedente guida in stato d’ebbrezza alcoolica. L’automobilista ha cominciato a dare in escandescenza, avventandosi contro la pattuglia. Quindi è salito nuovamente sulla ’Volvo’, tamponando la vettura della Polizia.


IL GAZZETTINO (Treviso)

Il diabete falsa l’esito dell’alcoltest: assolto un automobilista trevigiano
TREVISO -(ro.r) «Il diabete falsa l’esito dell’alcoltest», la perizia tecnica e la successiva testimonianza di Maria Sambataro, specialista di endocrinologia e responsabile dell’Unità di diabetologia dell’ospedale Ca’ Foncello, ha permesso all’avvocato Fabio Capraro di smontare l’impianto accusatoria e di far assolvere, con formula piena, il cliente, un 50enne di Roncade, dall’accusa di guida in stato di ebbrezza. Il giudice Andrea Battistuzzi ha accolto le tesi dell’avvocato Capraro, bocciando la richiesta della Procura che aveva proposto la condanna del conducente trevigiano a sei mesi di reclusione con confisca del mezzo sul quale viaggiava.
Il 18 agosto 2009, a Quarto D’Altino, il 50enne di Roncade venne fermato e sottoposto ad alcoltest dai carabinieri di Meolo. Inevitabili il ritiro della patente, la denuncia per guida d’ebbrezza, con sequestro dell’auto.
La posizione del 50enne automobilista sembrava irrimediabilmente compromessa, nonostante l’uomo continuasse a professare la propria innocenza. A quel punto l’avvocato Capraro ha intuito che l’anomalia registrata dal cliente avrebbe potuto essere una conseguenza della patologia della quale soffre. Ha così chiesto lumi al medico Maria Sambataro che ha confermato come tale intuizione fosse corretta. A quel punto il legale ha cercato e trovato una consolidata giurisprudenza e si è presentato in aula, smontando il castello accusatorio e facendo assolvere il cliente con formula piena. (*)

(*) Nota: proposta di legge (inventata da me in questo momento): “chi intende contestare il risultato dell’etilometro ha il diritto ad un prelievo di sangue da effettuare entro il tempo massimo di tre ore presso una struttura sanitaria pubblica. Per ogni ora trascorsa tra la prova etilometro e il prelievo andrà aggiunto al risultato del prelievo ematico un valore di 0,2 g/l, e quest’ultimo risultato sarà considerato insindacabile. Così come insindacabile sarà il risultato dell’etilometro in mancanza di contestazione immediata”.

RICEVIAMO DA ENNIO PALMESINO

Una riflessione
L’articolo de “Il giornale di Vicenza” a titolo “Unione fra bar per far fronte a chi disturba la clientela” - ieri in rassegna stampa - mi ricorda situazioni anche più gravi che ho visto, ad esempio, a Lignano Sabbiadoro. Lì i bar della passeggiata centrale sono così preoccupati delle intemperanze degli avventori ubriachi (che seduti ai tavolini osservano il passeggio e spesso aprostrofano o insultano i passanti) che hanno deciso di ingaggiare dei buttafuori (vigilantes armati).
Questa tendenza, in chiara progressione, induce ad una riflessione. Nel momento in cui il costo dei vigilantes, delle altre misure di sicurezza e dei danni subiti dal locale, supererà il ricavo determinato dai bicchieri "extra" dei bevitori più accaniti, sarà interesse del gestore non servire più le dosi "extra" ma cercare di servire solo gli avventori che si contengono.
Qualcosa del genere si è già visto in Inghilterra, insieme ad un’altra tendenza interessante. In alcune città inglesi la polizia non ce la fa più a contenere le risse notturne causate dagli ubriachi, ed ha minacciato di gettare la spugna, se non arrivano risorse e rinforzi. I Municipi stanno quindi pensando di alzare le tasse comunali per dare maggiori risorse alla polizia, ma a questo punto saranno i cittadini ad insorgere, e si determinerà un conflitto fra cittadinanza e bevitori accaniti. I problemi sociali dovuti alle bevande alcoliche, in diverse realtà, stanno per esplodere.

Ennio Palmesino

L’ADIGE

Lettere
Prendo spunto da alcune considerazioni lette a proposito delle morti causate da guida in stato di ebbrezza. Un dato è sicuro oltre le alcolemie e cioè che a morire sono quasi sempre ragazze trasportate. Allora viene da chiedersi se l’emancipazione femminile e le ragazze toste siano sparite dalla circolazione. Possibile che chi accetta un passaggio non si renda conto dello stato in cui versa il guidatore? A questo punto non rimane che considerare l’assunto che anche loro siano “bevute”. E questo è pur possibile. Anche a sedici anni? E in Trentino, anche a diciotto meno un mese o due? ( nella nostra provincia è vietato vendere e somministrare alcolici ai minori di 18 anni ). Forse i trasportati/e dovrebbero interrogarsi prima di salire con personaggi “bevuti” magari pretendendo di vedere la patente di guida. Credo che per il conducente, sentirsi dire “se hai bevuto non salgo, prima fai l’alcoltest” sarebbe davvero  uno smacco che lo farebbe pensare un pochino  al valore intrinseco del proprio bere. E detto da una ragazza farebbe ancora più effetto. E allora, fatevi valere ragazze, fatevi attente e responsabili.  Se poi anche i trasportati hanno bevuto, beh ci rimane sempre la solita battuta ai funerali: “pensare che erano brave/i ragazzi” Senza dubbio! Mica perché bevono sono delinquenti, ci mancherebbe.  A proposito, i genitori di questi ragazzi che escono di casa il sabato sera berranno o no? Credo di sì ma potrei sbagliarmi.

Franco Baldo Mori

IL GAZZETTINO (Belluno)

IL CASO
Denunciati gli organizzatori del Capodanno nella sala Apollonio
Festa del 31, due nei guai
Ragazzi ubriachi, le accuse: apertura di locale pubblico e alcol ai minori
L’apertura abusiva di un locale di pubblico intrattenimento, nel quale venne consentito l’accesso di un numero eccessivo di clienti, e la somministrazione di bevande alcoliche a minorenni, sono i capi di accusa a carico di due persone, un ragazzo cortinese di 20 anni e un uomo padovano di 50 anni di Abano Terme. Quest’ultimo, titolare di una agenzia che organizza eventi, si era accordato con il ragazzo di Cortina, che aveva preso in affitto la sala, concessa dal Comune. I due organizzatori, oltre a rispondere penalmente, dovranno pagare seimila euro di sanzioni amministrative. Tra l’altro, avevano pagato la Siae, ma per un numero di persone nettamente inferiore ai reali partecipanti, ed avevano inoltre dichiarato che si trattava di una festa privata, aprendo in realtà un locale di pubblico intrattenimento. La denuncia è scattata a seguito di una lunga indagine, condotta dai carabinieri di Cortina. L’episodio si verificò la notte di Capodanno, nella sala al primo piano del tennis Apollonio.
Lo spazio era stato affittato dalla società comunale Gestione impianti sportivi, per consentire la festa privata. Ma l’evento era stato pubblicizzato, pure su facebook, ed i ragazzi pagavano, per entrare, un importo di circa 50 euro. I carabinieri furono fatti intervenire dagli operatori sanitari del 118, chiamati per soccorrere tre giovani, intossicati dall’alcol e colti da malore. Gli stessi ragazzi, però, si rifiutavano di farsi assistere, per cui gli infermieri chiamarono il 112. I militari trovarono il locale affollato, ben oltre i cinquanta posti consentiti dalla convenzione con Gis. Molti ragazzi erano in stato di alterazione alcolica, oltre ai tre portati al pronto soccorso del Codivilla, trattenuti in osservazione fino al mattino. Dopo aver fatto un uso smodato di alcolici, si riversavano sulla strada, mettendo in pericolo la propria e l’altrui incolumità. Molti di loro sono stati interrogati, in queste settimane, dai carabinieri, che hanno pure raccolto, come prova, le liste degli ingressi alla festa.

LA SICILIA

Per un episodio avvenuto a troina 12 anni fa
Violenza sessuale, si quantificano i danni subìti da una minorenne
Troina. giu.mar.) Si è aperto dinanzi al giudice civile del tribunale di Nicosia, il procedimento per la quantificazione e la liquidazione dei danni subiti da una ragazza a seguito di una violenza sessuale. I fatti risalgono a ben 12 anni fa e all’epoca la vittima era minorenne. Il procedimento civile è stato avviato dopo che la Corte di Cassazione ha confermato la condanna del violentatore che all’epoca dei fatti era appena maggiorenne. Il ragazzo era stato riconosciuto colpevole di avere fatto ubriacare una coetanea e di averne poi abusato. Divenuta definitiva la condanna ad un anno e mezzo inflitta dalla Corte d’appello di Caltanissetta che aveva concesso all’imputato numerose attenuanti, la vittima ha avviato il procedimento civile per ottenere il risarcimento.
Secondo le accuse i due giovani si trovavano in compagnia di numerosi coetanei quando qualcuno del gruppetto avrebbe tirato fuori una bottiglia di limoncello che avrebbe cominciato a "girare" tra i ragazzi. A un certo punto il diciottenne si era appartato con la ragazza, che maggiorenne sarebbe diventata di lì a pochi mesi e l’avrebbe indotta ad un rapporto sessuale approfittando dell’ebbrezza della giovane, non abituata ad assumere alcolici. Il giudice civile ha disposto un accertamento sulla vittima per accertare il danno subito ed ha nominato due consulenti tecnici che hanno incontrato la ragazza per valutare l’impatto della vicenda sulla sua psiche. Si attende adesso il deposito della consulenza, quindi il giudice dovrà dare una valutazione economica al danno.

TRENTINO

L’11 aprile dello scorso anno a Canazei il cuoco inglese John Harris venne ridotto in fin di vita e brutalizzato
Massacrarono un gay, indagati in tre
Altri due ragazzi accusati di tentato omicidio e violenza sessuale di gruppo
TRENTO. Avevano picchiato a sangue un cuoco inglese, seviziandolo con dei bastoni e lasciandolo nudo e incosciente sulla neve in piena notte. Qualche giorno fa, i sostituti procuratori di Trento Licia Scagliarini e Davide Ognibene hanno chiuso le indagini preliminari su quel terribile episodio avvenuto a Canazei nella notte dell’11 aprile 2010. Tre - e questa è la novità - gli indagati a cui è stato inviato l’avviso e che dovranno rispondere dei pesantissimi reati di tentato omicidio in concorso e violenza sessuale di gruppo. Subito dopo il brutale pestaggio ai danni del cuoco inglese John Harris, “colpevole” d’aver fatto delle avances, era stato arrestato il diciannovenne di Alba di Canazei Gianluca Costantino, che aveva ammesso le proprie responsabilità e che si trova tuttora agli arresti domiciliari. Gli inquirenti erano certi, però, che Costantino non avesse fatto tutto da solo e ora ci sono i nomi dei due amici che lo avrebbero aiutato a portare a termine la spedizione punitiva. Si tratta di Stefano Merighi, ventunenne di Pozza di Fassa, e di Diego Fosco, diciannove anni di Canazei che quella notte, secondo gli inquirenti, avrebbero aggredito Harris all’esterno del locale Speckeller con calci e pugni, colpendolo con delle assi di legno prese da una vicina staccionata, denudandolo e brutalizzandolo con bastoni acuminati. Harris, che poco prima aveva tentato un approccio all’interno del locale nei confronti di Costantino, era completamente ubriaco e fu abbandonato a terra per ore, privo di sensi e gravemente ferito. Solo alle 6 e 45 del mattino, oltre un paio d’ore dopo il brutale pestaggio, Harris fu ritrovato casualmente da un passante. Trasportato con l’elicottero al Santa Chiara, il cuoco inglese fu ricoverato in grave ipotermia e in condizioni considerate molto gravi. I pm hanno ravvisato nel comportamento dei tre ragazzi la volontà di uccidere e, per questo, nei mesi scorsi avevano chiesto delle misure cautelari anche per Fosco e Merighi. Innescando così, un braccio di ferro tra Procura e Gip. Il giudice per le indagini preliminari, infatti, ha rigettato la richiesta della Procura, che si è subito rivolta al tribunale del riesame ottenendo ragione. Provvedimento che è stato subito impugnato dai difensori dei due ragazzi e su cui ora la Cassazione è chiamata a pronunciarsi. (p.t.)

TRENTINO

Scivola nell’Adige, salvata dai carabinieri
Una turista tedesca camminava sull’argine vicino al ponte di Grumo
SAN MICHELE. Un piede in fallo o forse la voglia di farla finita. Resta ancora da chiarire episodio accaduto ieri pomeriggio a San Michele all’Adige. Protagonista una donna austriaca residente in Germania, da quattro giorni ospite presso un agritur della zona. La turista deve la vita ad un passante, che quando l’ha vista cadere nel fiume dall’argine vicino al ponte di Grumo ha subito chiamato il 112, e a due carabinieri che non hanno esitato ad affrontare la corrente e le gelide acque dell’Adige per salvarla. Dopo l’arrivo della segnalazione, infatti, i militari di una pattuglia della stazione di San Michele sono arrivati sul posto nel giro di qualche minuto. Uno dei militari s’è inoltrato nel fiume e, trattenuto dal collega, è riuscito ad afferrare la poveretta, trascinandola a riva. La donna, che ha circa 50 anni e ieri era in evidente stato di ebbrezza, è stata ricoverata al Santa Chiara di Trento in stato di ipotermia. Fortunatamente le sue condizioni non sono considerate gravi. La cinquantenne è giunta in Trentino lo scorso week end da sola e sembra che il suo matrimonio stia vivendo un momento difficile. (m.w.)

ILGIORNALE.IT

Alcol e eccessi sulle Alpi, sciatori inglesi nel mirino
di Redazione
Dalla finzione del «Varsity Trip’s Valley Rally» degli studenti delle Università di Oxford e di Cambridge in Alta Savoia alla realtà di sciatori che solcano le piste in stato di ebbrezza. E il governo britannico tappezza aeroporti e ristoranti con poster sui rischi di sciare ubriachi
Ubriachi sulla neve, per gioco o per davvero. Giovani nudi ricoperti di cioccolata o sugo, pose erotiche, palle di neve innaffiate di urina e ingurgitate. «Animal House» nelle scorse settimane si è trasferito in val Thorens, nella Savoia francese, a pochi chilometri dal confine con l’Italia, destando grande scalpore anche tra chi è abituato agli «eccessi» delle settimane bianche.
Questa volta i protagonisti non sono gruppi-vacanza del sottoproletariato britannico o associazioni goliardiche scozzesi che - sempre in numero minore per la crisi - arrivano sulle Alpi per poche centinaia di sterline, ma gli studenti delle Università di Oxford e di Cambridge, tradizionale culla della «ruling class», ovvero la classe dirigente d’oltremanica. Durante il tradizionale «Varsity Trip’s Valley Rally», raduno che si tiene ogni anno dal 1922, gli studenti dei due prestigiosi atenei - come raccontano gli abitanti di Val Thorens - hanno avuto modo di sbizzarrirsi: nella giornata finale hanno interpretato a loro modo un concorso (con in palio una settimana bianca in Austria) che prevedeva varie prove tra cui mangiare palle di neve, rompere uova o posare per fotografie avventurose. La loro versione del gioco non è però passata inosservata. Troppo persino per lo sponsor del raduno, che ha già annunciato di non volere rinnovare l’accordo.
Ma non è l’unico caso di eccessi - spesso dovuti all’alcool - che avvengono in questo periodo sulle Alpi e che hanno come protagonisti sciatori del Nord Europa. Eccessi che a volte finiscono in tragedia, tanto che lo stesso Governo inglese è sceso in campo attraverso il ministero degli Esteri tappezzando aeroporti, uffici turistici, bar e ristoranti di poster in cui si evidenziano i rischi di sciare in stato di ubriachezza.
Episodi divertenti e aneddoti, da una parte e dall’altra del Monte Bianco, abbondano. Soprattutto nel rito dell’apres-ski quando gli sciatori si ritrovano nelle baite prima di rientrare a valle. Per esempio l’anno scorso alcuni inglesi rubarono un astice vivo dall’acquario di un ristorante e lo portarono a spasso sulle piste prima di abbandonarlo in mezzo alla neve. Non mancano poi le cadute dalle seggiovie, i fuoripista in zone a rischio valanghe, le discese in mezzo ai boschi, che spesso si concludono con l’intervento del Soccorso alpino. Solo nel 2010 in 262 sono finiti al pronto soccorso di Aosta (79 ricoverati), la maggior parte con traumi accidentali (64%).
Dopodichè si è datto alla fuga, schiantandosi dopo appena un chilometro contro le colonne in cemento di un edificio di viale D’annunzio. Nel frattempo sono intervenute due pattuglie dei Carabinieri di Riccione. Il 33enne è stato così arrestato con le accuse di violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.

IL MATTINO

I ragazzi del Mandamento alzano il gomito…
Mugnano del Cardinale.
I ragazzi del Mandamento alzano il gomito. La conferma arriva dalle operazioni del Nucleo operativo radiomobile di Baiano, che ha effettuato molteplici controlli contro l’abuso di alcol. L’attività dei militari, coordinata dal tenente Alessandro Manneschi, comandante del Norm, e da quello della Compagnia baianese, il capitano Raffaele Iacuzio, ha portato al ritiro di otto patenti di guida nella sola serata di sabato. In strada sono scese cinque pattuglie dell’aliquota radiomobile, che si sono posizionate all’esterno dei locali più in voga del Baianese, quelli pieni di comitive di giovanissimi soprattutto nel fine settimana. Le aree controllate sono state Mugnano del Cardinale, Baiano ed Avella. I carabinieri hanno utilizzato l’etilometro. Oltre cinquanta i giovani che hanno dovuto passare le «forche caudine» dell’alcol test, attraverso il quale, mediante due verifiche nel giro di dieci minuti, si valuta la presenza di alcolici nel sangue. In tutto sono stati otto i ragazzi, di età compresa tra i 20 ed i 25 anni, che hanno dovuto cedere la patente di guida alle forze dell’ordine: due le sanzioni amministrative elevate, ben sei quelle penali, che sono scattate in quanto la presenza di alcol nel sangue superava la soglia limite. Tutti gli incauti automobilisti erano maschi, le ragazze fermate hanno infatti superato in scioltezza la prova etilometro. Qualcuno ha cercato di sfuggire al posto di controllo invertendo il senso di marcia o parcheggiando, escamotage che non sono serviti. La scusa utilizzata per ammorbidire gli irremovibili carabinieri: «Ho bevuto solo due birre». Nei prossimi fine settimana le pattuglie del Norm saranno di nuovo in strada per nuovi controlli con l’etilometro. In tutti i locali che servono bevande alcoliche sono esposte, per legge, le tabelle di corrispondenza tra quantità di bevanda e tasso alcolemico. In ogni caso, la raccomandazione resta sempre la stessa: evitare di mettersi al volante in condizioni non ottimali.

SANIHELP.IT

Un’indagine rassicura: il vino italiano è di buona qualità
Sanihelp.it - L’Unione Nazionale Consumatori ha eseguito analisi di laboratorio su 64 tipi di vino, italiani e stranieri, nell’ambito del progetto C’è vino e vino, realizzato con il contributo del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, per rilevare eventuali anomalie e potenziare l’attività di informazione ed educazione dei consumatori.
Dall’indagine è emerso un quadro rassicurante sulla qualità del vino disponibile sul mercato in Italia: a eccezione di casi marginali e di scarsa significatività, i campioni analizzati non hanno infatti evidenziato irregolarità.
Nel dettaglio, sui 64 campioni analizzati, in due casi la presenza di pesticidi (e in particolare del fungicida fenomidone) è risultata in violazione dei limiti previsti dalla legge; in 60 è stata rinvenuta la presenza, ma sempre nei limiti, di ocratossina (una micotossina la cui presenza oltre certe soglie è considerata dannosa). Nessuna irregolarità è stata poi evidenziata dalle analisi di istamina, metalli e solfiti.
Bisogna però sottolineare la presenza in 22 campioni di procimidone, un pesticida il cui impiego nei vigneti è stato bandito a partire dal giugno 2010. Si tratta di un aspetto molto importante, in quanto, seppur non costituisce un’irregolarità nei vini analizzati, quelli che sono stati ottenuti nella recente vendemmia non dovranno più contenere residui di questo pesticida.
Sarebbe necessario, secondo l’Associazione, condurre in futuro una nuova indagine con criteri di campionamento mirati, sui vini di produzione nazionale e di importazione, in funzione delle nuove norme che prevedono il divieto di impiego di alcune sostanze nella coltivazione della vite.

IL RESTO DEL CARLINO (Reggio Emilia)

Sotto i 25 anni un giovane su due è un bevitore a rischio
Circa un guidatore su sei è classificabile con comportamento a rischio per l’alcol. E
«Niente più alcol ai minori Maggiori controlli nei locali»
«Chi è ebbro è un pericolo per sé e per gli altri»

ALTO ADIGE

alcol e guida a rischio: basta tolleranza

IL CITTADINO

Sempre più donne ubriache al volante: nel Sudmilano boom di patenti ritirate

 

 

 

Venerdì, 28 Gennaio 2011
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