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Rassegna alcol e guida del 26 gennaio 2011

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

TRENTINO

Condannati a lavorare per il Comune
Beccati fuori legge dall’etilometro hanno scelto il servizio «utile»
Sono due i nuovi «dipendenti» a tempo del Municipio Al posto del carcere aiutano gli anziani al centro diurno

MARA DEIMICHEI
ROVERETO. Condannati a lavorare per il Comune. Succede a Rovereto dove l’unico ente che si è convenzionato con il Tribunale per «ospitare» chi si fa sostituire la pena per la guida in stato di ebbrezza, con un lavoro di pubblica utilità, è il Municipio. Due i nuovi «lavoratori» impiegati al centro diurno di Santa Maria.
La novità che è stata introdotta dal rinnovato codice della strada prevede la commutazione della sanzione pecuniaria e della pena detentiva in lavori di pubblica utilità per, appunto i conducenti colti in stato d’ebbrezza. In questo modo si sconta la pena facendo «del bene» e si evita di dover mettere mano al portafoglio (spesso le cifre da pagare sono altissime). Inoltre il condannato non «brucia» la sospensione condizionale della pena.
Ad esempio un giovane è stato condannato all’inizio di dicembre a due mesi e 20 giorni di arresto e a mille euro di ammenda. La pena è stata sostituita con il lavoro di pubblica utilità per la durata di 2 mesi e 24 giorni. In questo modo è stata convertita anche la multa visto che ogni giorno di lavoro di pubblica utilità «vale» 250 euro. Come in questo caso alla fine è comunque il giudice che decide se concedere o meno questo beneficio, ma non è il solo ostacolo. L’avvocato, infatti, deve dimostrare che un ente accreditato è disponibile ad accogliere il condannato. E non è un problema secondario visto che al Tribunale di Rovereto l’unico ad aver chiesto - e ottenuto - l’accreditamento è il Comune.
«È proprio così - spiega il dirigente del personale Viesi - e abbiamo decisamente molte richieste da parte degli avvocati. I posti che abbiamo messo a disposizione sono 20 e quattro sono gli ambiti di attività in cui abbiamo previsto questi inserimenti. Si tratta in particolare dei servizi sociali, di quelli museali, del verde pubblico e della protezione civile.
Attualmente sono due le persone che lavorano per il Comune in seguito ad una condanna del tribunale di Rovereto, ed entrambi sono stati impiegati al centro diurno di Santa Maria. Un lavoro, quindi, a stretto contatto con gli anziani. La legge pone dei limiti molto stretti per cui non possono fare più di sei ore di servizio alla settimana e questo porta ad un prolungamento nel tempo del periodo di lavoro.
Al Tribunale di Trento sono una ventina gli enti convenzionati e le «opportunità» sono diverse: dall’assistenza agli anziani, alla manutenzione delle aree verdi e delle strade, passando per l’accompagnamento dei disabili e supporto all’attività della polizia municipale. Ma ci sono anche i casi curiosi come il giovane che ha partecipato ad un programma dell’associazione «Vivo positivo la mia città», incaricato di cercare gli automobilisti virtuosi stando sul campo, e quindi in strada.


IL GIORNALE DI VICENZA

IL CASO. In centro
Unione fra bar per far fronte a chi disturba la clientela
26/01/2011 - I bar fanno fronte comune contro i balordi che nelle serate del fine settimana infestano i locali e le strade del centro storico, spesso infastidendo avventori o passanti.
Nel fine settimana un paio di ragazzi del posto, M.C. e L.R. entrambi noti alle forze dell’ordine e con precedenti, hanno fatto un "tour" per alcuni bar scledensi annebbiati dall’alcol, infastidendo clienti e baristi e in un caso arrivando alla rissa.
Tra gli interessati "Leoncino" e "Due Mori" che, anche se da loro non si è giunti alle mani, si sono dichiarati stanchi di dover affrontare certe situazioni ed hanno deciso all’unisono di intensificare ulteriormente la collaborazione reciproca con le forze dell’ordine ed in particolare con i carabinieri. (*)
S.D.C.

(*) Nota: le risse e disordini causati dagli avventori dei bar hanno origine prevalentemente dal consumo degli alcolici che i bar stessi somministrano. Le iniziative degli esercenti hanno unicamente lo scopo di limitare il disagio provocato dallo stato alterato dei loro clienti, senza limitare la somministrazione di alcolici. Perpetuando, sostanzialmente, la causa del problema.

IL GAZZETTINO (Venezia)

Roberta Brunetti
14enne in coma, locale chiuso
Mercoledì 26 Gennaio 2011 - Una settimana fa il titolare del locale era stato denunciato dai carabinieri per aver somministrato bevande alcoliche a una minorenne. Ora quello stesso locale dovrà restare chiuso per tre giorni, su disposizione della Questura, perché al suo interno la polizia ha trovato più videogiochi - cinque anziché tre - di quelli autorizzati. Il locale in questione è il "Bar Bollicine", al 1409 di Cannaregio, in rio terà San Leonardo, gestito da un cittadino cinese, Q. C., di 33 anni. L’uomo era stato denunciato dai carabinieri, a cui si erano rivolti i genitori di una 14enne che era finita in ospedale dopo essersi presa una pesante sbronza nel locale di Cannaregio.
Ebbene, anche in seguito a questa vicenda, nei giorni scorsi la Questura aveva disposto un controllo amministrativo del locale, con agenti della Polizia amministrativa, delle Volanti, del commissariato di San Marco, nonché della Polizia municipale. Stavolta, non era stato trovato nessun minorenne a sbevazzare. Ma erano state notate quelle cinque macchinette, tra l’altro tutte occupate da clienti con la passione del gioco, due in più rispetto a quelle autorizzate. Altre piccole mancanze erano state rilevate anche dai vigili urbani: dalla mancata esposizione del listino prezzi, alla presenza di alcuni pannelli a terra non autorizzati. E ieri il questore Fulvio Della Rocca ha deciso i tre giorni di chiusura, ritenendo che «l’offerta di gioco elettronico installata nel locale, che supera i limiti normativi, costituisce di fatto un potenziale pericolo per la sicurezza pubblica».

LA SICILIA

Ubriaco e senza patente Ss. 417.
Italo-americano l’uomo coinvolto in un incidente
Catania. Mercoledì 26 Gennaio 2011 - In stato di ebbrezza e senza patente. Un italo-americano di 36 anni è stato denunciato dagli agenti della Polizia stradale del distaccamento di Caltagirone perché risultato positivo all’alcol-test (aveva in corpo sostanze etiliche pari a 1,44 grammi/litro, vale a dire un quantitativo di quasi tre volte superiore al limite fissato dalla legge) a cui è stato sottoposto dopo essere stato coinvolto in un incidente sulla strada statale n. 417 Catania - Gela.
L’uomo, secondo quanto accertato dagli agenti, aveva pure la patente sospesa per un precedente episodio, cioè un altro incidente stradale avvenuto a Palagonia, presumibilmente connesso sempre all’ebbrezza alcolica.
Per lui scatteranno sanzioni (riconducibili anche a una serie di violazioni al codice della strada che gli sono state contestate dagli agenti) per quasi tremila euro e inoltre la revoca della patente.
Il sinistro è avvenuto ieri mattina, alle 6,20 circa, al Km 64+400 e ha coinvolto pure un 53enne di Caltagirone. Entrambi se la sono cavata con contusioni giudicate guaribili in pochi giorni. Secondo la ricostruzione dei fatti compiuta dai poliziotti della Stradale, intervenuti sul posto per i rilievi del caso, l’uomo, che si trovava al volante di una Jeep Cherokee, si è fermato sul lato destro della carreggiata in direzione Gela (ha dichiarato di essersi sentito male).
Il 53enne calatino, alla guida di un’Audi A4 che procedeva nella stessa direzione di marcia, ha cercato di evitarlo spostandosi a sinistra, ma il sopraggiungere, sull’opposta corsia, di un camion che viaggiava verso il capoluogo etneo (alla guida un 61enne di Catania rimasto illeso), lo ha costretto a optare per il male minore, vale a dire il tamponamento - peraltro senza gravi conseguenze - della Jeep.
M.M.

IL GAZZETTINO (Venezia)

TERRAGLIO
Ubriaco al volante a zig e zag in mezzo al traffico
Mercoledì 26 Gennaio 2011, - Andava a zig zag lungo il Terraglio alle sette di sera, in orario di pieno traffico. Prima in direzione Venezia, poi ha preso un marciapiede e ha fatto una repentina inversione di marcia riprendendo a correre verso Treviso. Una Ford Fiesta impazzita, guidata da un ubriaco, che le volanti della polizia sono riuscite ad intercettare e fermare all’altezza di Mogliano Veneto.
Alla guida un 44enne originario di Vercelli ma residente a Treviso, già segnalato dalle Forze dell’Ordine. Al controllo dell’alcoltest, eseguito dagli agenti della Polizia Stradale, l’uomo è stato trovato con un tasso alcolemico pari a 2,36. Il 44enne è stato indagato ai sensi dell’articolo 186 del Codice della Strada, mentre la patente di guida gli è stata ritirata e trasmessa alla Prefettura di Treviso.

LA NAZIONE

PATTUGLIAMENTI PERUVIANO 28ENNE FERMATO IN PIAZZA PAOLO UCCELLO, QUARANTENNE SVIZZERO TROVATO ALTICCIO, ALTRI GIOVANI SEGNALATI
Auto a zig zag di notte, sorpresi dalla polizia ubriachi al volante: scatta la denuncia
INTENSIFICATI i controlli degli uomini delle Volanti, controlli finalizzati a contrastare i fenomeni derivanti dall’abuso dell’alcol. La scorsa notte poco dopo mezzanotte e mezzo in piazza Paolo Uccello gli agenti hanno controllato un automobilista notato mentre guidava con eccessiva ‘disinvoltura’. Il conducente è stato identificato per un 28enne peruviano e l’esame dell’etilometro cui è stato sottoposto subito, ha evidenziato un tasso alcolemico pari a 1,86 g/l, quasi 4 volte superiore al massimo consentito dalla legge.
Per lui è scattata la denuncia per guida in stato di ebbrezza e il fermo dell’autovettura. Stessa sorte per un 43enne originario della Svizzera controllato intorno alle cinque del mattino in via Santa Caterina da Siena. Anche per lui il sospetto era nato notando l’andatura troppo zigzagante. Così i poliziotti hanno deciso di bloccarla e di sottoporre il conducente all’esame dell’alcoltest che ha rivelato un tasso alcolemico pari a 2.30 g/l quasi cinque volte superiore al massimo consentito.
Per di più, controllando al terminale i documenti di guida, gli agenti delle volanti hanno scoperto che lo svizzero ubriaco stava guidando con una patente sospesa. Anche per lui sono scattate denuncia e sequestro della vettura.
Sempre nell’ambito dei controlli, ieri mattina in viale Petrarca alle ore 11,45 è stato denunciato un peruviano 32enne irregolare e con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio, trovato alla guida senza aver mai conseguito la patente.
Per lui è scattata la denuncia per guida senza patente ed è stata avviata la procedura finalizzata all’espulsione dal territorio nazionale.
Denunciato anche il passeggero connazionale di 26 anni, proprietario del veicolo. La macchina infatti è risultata essere ancora sotto sequestro preventivo dal 25 aprile dello scorso anno quando venne trovato anche lui alla guida in stato di ebbrezza.
Per il passeggero peruviano è scattata una denuncia per inosservanza dei doveri inerenti alla custodia di cose sottoposte a sequestro in quanto lo stesso era stato nominato custode del bene sotto provvedimento di fermo.

IL TIRRENO

MERCOLEDÌ, 26 GENNAIO 2011
ETILOMETRO
Troppo alcol alla guida, auto sotto sequestro
L’altra notte in via Fucini un 56enne piombinese alla guida di un’utilitaria è stato controllato dai carabinieri con l’etilometro: aveva un tasso alcolico di due grammi per litro. Oltre alla denuncia e al ritiro della patente gli è stata sequestrata l’auto in vista della confisca.

IL RIFORMISTA

Perugia: tenta furto e violenza sessuale, arrestato
Perugia, 26 gen. - (Adnkronos) - Un tunisino 26enne e’ stato arrestato dalla squadra volante della questura di Perugia con le accuse di tentato furto aggravato e violenza sessuale. L’uomo, e’ stato sorpreso dai poliziotti mentre cercava di abusare di una ragazza lungo il fiume Tevere nella zona di Ponte Felcino, Perugia. Poco prima aveva cercato di entrate in una tabaccheria, verosimilmente per compiere un furto. Le telecamere di sorveglianza lo hanno ripreso mentre prima lanciava un sasso, poi tentava di far cadere il vetro con una spallata. Non riuscendoci si e’ allontanato e ha braccato una ragazza che in quel momento si trovava vicino alla tabaccheria in attesa di un’amica. L’ha trascinata dietro un parcheggio nei pressi del Tevere. Ma un inquilino del palazzo in cui si trova l’esercizio commerciale ha avvisato la polizia che poi lo ha trovato, salvando la ragazza. L’uomo, un 26enne senza fissa dimora, risultato in stato di ebbrezza alcolica e’ stato portato nel carcere perugino di Capanne.

CORRIERE ADRIATICO

Picchia la moglie e prende i soldi del figlio artistico
Maltrattamenti in famiglia, in carcere
Forlì - Un uomo di 37 anni è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia. L’uomo avrebbe reso un inferno la vita della moglie e del figlioletto autistico, dilapidando i soldi ricevuti per il sostegno di quest’ultimo. Il marito, disoccupato e con problemi di alcolismo, costringeva la moglie a subire minacce, umiliazioni e percosse.

CORRIERE ADRIATICO

Aggredisce le vigilesse, condannata a dieci mesi
Senigallia Sono state risarcite con 4.000 euro ciascuna, le due vigilesse aggredite dalla madre di un automobilista ubriaco, condannata ieri a 10 mesi di reclusione. Una sentenza esemplare quella emessa dal giudice Antonella Passalacqua ieri mattina. Le due agenti della polizia municipale, nel corso di un servizio notturno, hanno fermato intorno alle 5 del mattino un ragazzo. L’episodio risale al 2006. Il giovane, sottoposto alla prova dell’etilometro, è risultato alla guida in stato d’ebbrezza. A quel punto, applicando le norme del Codice della strada, le vigilesse hanno spiegato che avrebbero dovuto ritirare la patente, oltre a sanzionarlo. Il ragazzo ha allora chiamato i genitori, subito intervenuti. La donna, C.D. senigalliese del 1961, anziché redarguire il figlio per essersi messo al volante ubriaco, se l’è presa con le agenti. Prima ha alzato i toni, convinta di far loro cambiare idea e magari chiudere un occhio sull’accaduto, poi, non riuscendo nell’intento, ha iniziato ad insultarle fino a mettere loro le mani addosso, strattonandole. Ha infine preso a pugni la macchina di servizio.
E’ stato solo grazie all’intervento di una pattuglia dei carabinieri che la situazione è tornata alla normalità. Prese le generalità della donna, è scattata la denuncia per ingiurie, resistenza e violenza a pubblico ufficiale.
Ieri mattina il processo si è concluso con una condanna. Accogliendo la richiesta del pubblico ministero Cinzia Servidei, il giudice ha condannato la donna a 10 mesi di reclusione. Soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Corrado Canafoglia, legale delle due vigilesse aggredite. Accade spesso infatti che la reazione peggiore, di fronte ad una patente ritirata, sia quella dei genitori che, a prescindere, sono portati a difendere i figli anche di fronte al responso insindacabile dell’etilometro. In questo caso però, come testimoniato in aula dai carabinieri, intervenuti per soccorrere le due colleghe della Municipale, il limite della tolleranza è stato abbondantemente superato, quando la madre in preda all’ira, dalle parole, già pesanti, è passata ai fatti.

TRENTINO

Alcol e automobili: in cinque nella rete dei carabinieri
TRENTO. Guidava a zig zag in via del Garda alle 20.30 di lunedì sera. La ragione della strana andatura è stata scoperta quando l’uomo, un cinquantenne, è stato sottoposto al controllo con l’etilometro dai carabinieri: l’alcolemia, infatti, era di 2.5 grammi di alcol per litro di sangue, cinque volte superiore al limite di legge. Per l’uomo immediata la denuncia e il sequestro dell’auto. Stessa sorte per un ventenne che è stato pizzicato, sempre dall’Amr a nella notte fra domenica e lunedì in pizza Rosmini. Il livello fatto registrare all’etilometro è stato di 1.8 e per lui - patentato da meno di 3 anni - tutte le conseguenze saranno raddoppiate. Denuncia e patente ritirata anche ad un quarantenne che fra venerdì e sabato è uscito di strada andando a cozzare contro il marciapiede: aveva 1.2 grammi di alcol per litri di sangue. Sanzioni amministrative per altri due automobilisti «alticci».

CORRIERE ADRIATICO

Con il ricavato verranno acquistati macchinari per l’ospedale
Un sorso di solidarietà per il Salesi con 1500 bottiglie di Rosso Conero
Ancona Domani all’enoteca Enopolis presentazione ufficiale della bottiglia magnum di Conero Docg e degustazione gratuita. Il ricavato sarà devoluto all’ospedale per l’acquisto di nuovi macchinari Un nome accattivante e ironico, che richiama il celebre slogan del presidente degli States Barack Obama: Yes we Conero è la prima associazione d’Italia formata da ben 14 produttori vitivinicoli (Starabba, Serenelli, Moroder, Mercante, Pieri, Lucesole, Polenta, Leopardi, Terni, Marchetti, Spinsanti, Strologo, Lanari e Mazzoni) con certificazione Docg del rosso più amato nell’Anconetano, che continua a incassare successi.
L’ultimo la bottiglia magnum da un litro e mezzo di Conero Docg, messo gratuitamente a disposizione dalle diverse cantine e il cui ricavato (il costo è di soli 50 euro) sarà devoluto interamente a favore dell’ospedale pediatrico Salesi per l’acquisto di nuovi macchinari. Partner del progetto di solidarietà l’associazione Patronesse del Salesi, da oltre un secolo attiva all’interno dell’ospedale per assistere i piccoli degenti e le loro famiglie.
La presentazione ufficiale avverrà domani a partire dalle 18 presso l’enoteca Enopolis di corso Mazzini, in presenza di alcune volontarie Patronesse e dei produttori di Conero, in collaborazione con l’associazione Marche di gusto: a tutti verrà offerta gratuitamente una degustazione del prodotto e di Rosso Conero 2007 delle 14 cantine protagoniste, in abbinamento a prodotti del territorio. “Un bell’esempio di integrazione -dichiara il presidente di Marche di Gusto, Patrizio Cianci -. Siamo contenti di ospitare questa iniziativa, che prevede anche una lezione sul vino e l’illustrazione del progetto associativo con i produttori”. In totale sono state messe in vendita 1500 bottiglie “solidali”, un blend tra diversi terroir che hanno dato vita a un ottimo prodotto a detta degli intenditori, in vendita presso l’enoteca Enopolis di corso Mazzini. Un primo assaggio del blend “Conero” era stato fornito un paio di mesi fa all’interno di negozi del centro città, che avevano ospitato produttori e Patronesse per le degustazioni abbinate allo shopping. Quella di unire le forze è considerata quindi la strategia vincente anche per battere la crisi. “Ben venga raggruppare i produttori locali - affermano i produttori di Conero -, l’importante è far pubblicità all’intero territorio, non ai singoli vini. Con la nostra Riviera riusciamo ad offrire tutto, dal mare alla cultura, dalla natura all’enogastronomia”.

QUOTIDIANO DEL NORD

L’elisir di lunga vita? La dieta mediterranea, baluardo contro Parkinson e Alzheimer
Roma - 26 gennaio 2011 - La dieta mediterranea che si fonda sul consumo abbondante di frutta e verdura, olio di oliva e di un buon bicchiere di vino si conferma come un elisir per combattere invecchiamento con gli italiani che hanno conquistato un record nella longevità con 84,3 anni per le donne e 79,1 anni per gli uomini.
E’ quanto afferma in una nota la Coldiretti nel commentare i dati Istat sulla speranza di vita degli italiani nel 2010, anno in cui la dieta mediterranea è stata riconosciuta come patrimonio immateriale dell’Unesco anche per l’impatto rilevante sulla salute.
In dieci anni - precisa la Coldiretti . la speranza di vita media in Italia è aumentata di 1,5 anni per gli uomini e di 2,1 anni per le donne, collocando il nostro paese ai vertici europei.
Secondo recenti studi pubblicati sul British Medical Journal analizzati dal team di Francesco Sofi, nutrizionista dell’Università di Firenze, la dieta mediterranea - sottolinea sempre la Coldiretti - riduce del 13 per cento l’incidenza del Parkinson e dell’Alzheimer, del 9 per cento quella per problemi cardiovascolari e del 6 per cento quella del cancro.
Dal riconoscimento dell’Unesco alla dieta mediterranea - conclude la Coldiretti - può venire dunque un importante impulso anche al recupero di sane abitudini alimentari soprattutto nelle giovani generazioni dove il problema del sovrappeso e dell’obesità riguarda un terzo dei bambini. (*)

(*) Nota: negli ultimi anni il calo del consumo di vino è andato di pari passo col crescere della popolarità della dieta mediterranea. Sapere che una sostanza fa bene o male influisce marginalmente sui suoi consumi. La convinzione che il vino faccia bene può essere addirittura un deterrente per chi beve perché gli piace.
In generale quando una cosa diventa utile, cessa di essere bella. (Théophile Gautier).

INTRAVINO

Un vignaiolo ministro della cultura è la soluzione finale. Parola di Philippe Daverio (*)
Francesca Ciancio
Lunedì 24 gennaio 2011 - Che Sandro Bondi, ex sindaco comunista di Fivizzano, abbia la faccia giusta per fare il ministro della cultura è una posizione politicamente difficile da sostenere. La settimana si apre con una sfiducia delle opposizioni che pende sulla sua testa e in attesa di un decreto che gli salvi il posto noi di Intravino ci portiamo avanti col lavoro. Philippe Daverio, il bravo critico d’arte televisivo, ha chiamato in causa proprio i nostri amici viticoltori per la sedia da ministro della cultura: fuori Bondi e dentro un vigneron sarebbe un’idea politica proprio niente male. A pensarci bene, qualche nome di vignaiolo adatto alla politica ci sarebbe: in Grecia abbiamo già un fior di enologo diventato sindaco e se son rose fioriranno. Chissà che qualche agitatore politico all’ascolto non prenda nota dei papabili. Forza e coraggio, le elezioni arriveranno, prima o poi.

(*) Nota: di “soluzione finale” ne era già stata proposta una da Hitler per gli ebrei e sappiamo come è finita. L’accostamento tra la soluzione finale di Hitler e quella che eventualmente proporrebbe un ministro della cultura vignaiolo non è eccessivo. La persecuzione degli ebrei ha provocato sei milioni di morti in una quindicina di anni, gli alcolici causano oltre due milioni di morti ogni anno. I numeri che rappresentano i problemi alcol correlati hanno cifre da olocausto.

RADIO SVEZIA

Libera traduzione di Roberto Argenta
Dubbi sulla validità dei dispositivi anti-alcol per automobilisti.
Molti falsi positivi segnalati. Le attrezzature scadenti sono state responsabili della perdita della patente di guida e, a volte, anche del posto di lavoro di molte persone.
La Svezia ha un programma secondo il quale le persone condannate per guida in stato di ebbrezza alcolica possono mantenere l’abilitazione alla guida se accettano di applicare un dispositivo di blocco automatico dell’accensione alla loro macchina per due anni.
Prima di mettersi alla guida, gli automobilisti sono devono soffiare nel dispositivo che, si suppone, dovrebbe misurare il loro livello di alcol nel sangue. Se il livello è oltre il limite legale per la guida, l’auto non parte. Con tre errori si è esclusi dal programma.
Il noleggio del dispositivo, che costa più di otto mila dollari, è a carico degli automobilisti.
Ma la organizzazione svedese MHF di tutela degli automobilisti sostiene che questa tecnologia non funziona e molte persone sono state ingiustamente escluse dal programma rimettendoci le loro patenti di guida. Situazione che in molti casi può portare a perdere il lavoro o l’indennità di disoccupazione.
La MHF sostiene che l’80 per cento degli apparecchi utilizzati hanno oltre 15 anni e possono essere stati danneggiati da condizioni estreme di freddo, calore o umidità. A differenza del etilometri utilizzati dalla polizia, quindi, possono avere dei margini di errore. Peggio ancora, possono interpretare la presenza di tabacco, cioccolato o anche caramelle come alcool, dando, dice l’organizzazione, risultati completamente fuorvianti.
Il quotidiano Dagens Nyheter riferisce di una donna che ha dovuto trainare più volte la sua macchina in quanto il dispositivo bloccava l’avviamento della sua macchina. Infine, è stata esclusa dal programma, perché il dispositivo era sensibile ai residui delle sigarette che aveva fumato. Questo nonostante che l’esame del sangue avesse dimostrato che non aveva assunto alcol.
Il Dagens Nyheter ha chiesto a un rappresentante del Ministero dei Trasporti svedese, che gestisce il programma, se questo fosse giusto. La risposta è stata che questo è il modo in cui funziona il programma e che la partecipazione allo stesso è considerata un privilegio.
L’amministratore delegato della società che mette a disposizione l’apparecchiatura, ha dichiarato al Dagens Nyheter che gli errori avvengono perché le persone utilizzano questi strumenti in modo improprio. L’estrema variabilità dei risultati, sostiene, sono legate alla variabilità individuale delle diverse persone stanno soffiano nello strumento.

MESSAGGERO VENETO

Maggior attenzione al volante funziona il contrasto all’alcol

LIBERTA’

Ubriaco in via dei Mille, 100 euro di multa Permesso scaduto, egiziano nei guai

© asaps.it
Giovedì, 27 Gennaio 2011
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