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Rassegna alcol e guida del 5 e 6 gennaio 2011

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

Rassegna stampa del 5 gennaio 2011

CORRIERE ADRIATICO

Alcol, allarme della diocesi

I minori ne abusano, don Ruggeri richiama genitori e parroci

Fano Un fenomeno allarmante quello dell’abuso di alcool tra preadolescenti e adolescenti, che preoccupa molto la Chiesa e le parrocchie. Lo evidenzia il direttore dell’ufficio Comunicazioni sociali della diocesi don Giacomo Ruggeri, che invita gli adulti, spesso spettatori passivi di questa pratica, “a non tacere e a far desistere da questi rituali”. (*)

“La domanda che viene spontanea porsi è: perché gli adolescenti sentono la necessità di bere così tanto e così precocemente? – si chiede don Giacomo Ruggeri -. L’ultima indagine dell’Eurispes (dicembre scorso) che fotografa l’adolescenza in Italia tra le diverse immagini pone in evidenza che gli adolescenti, nel 45,5% dei casi hanno con i genitori un dialogo assente (5,1%) o assai sporadico (41,4%), pochissimi parlano apertamente di paure (27%). Tra queste, la principale è non essere conforme alle aspettative degli altri: deludere i genitori per il 56,6%, gli amici per il 43%”.

Sulla base dei dati don Ruggeri auspica che “si ritorni a dialogare su tutto con i propri figli, ricordando che una presenza (anche se scomoda) lascia il segno e anche un’assenza lascia il segno. I genitori non rinuncino a dire la verità del loro pensiero, pareri e opinioni, consigli e indicazioni. Così i sacerdoti: per timore di perdere l’amicizia dei ragazzi non abbiano paura di parlare loro in modo chiaro”.

Le proposte per cambiare partono dagli ultimi, dal dolore e dalla sofferenza. “Passare del tempo in case famiglia con adolescenti, mensa dei poveri, case di riposo per anziani, istituti per disabili gravi, centri di recupero da malattie da disturbo alimentari è un buon modo per riacquistare il senso della realtà, della vita e dell’impegno quotidiano, del non buttarsi via pensando che tanto non succede nulla – osserva don Giacomo Ruggeri -. I genitori, le scuole e le parrocchie portino gli adolescenti che sballano per il piacere là dove il dolore e la sofferenza ha sballato la vita di giovani e adulti. Anche le parrocchie possono tanto, impostando la catechesi con maggiore attenzione alle problematiche odierne, incarnando il Vangelo e la fede cristiana con i ragazzi e gli adolescenti”.

(*) Nota: il bere sbagliato è sempre quello di qualcun altro, che si vorrebbe far cambiare (“far desistere”).

Un intervento efficace sarebbe piuttosto se genitori e parroci riflettessero sul proprio bere e sulla cultura che ci sta dietro: discutere sul bere altrui serve solo a mettersi la coscienza a posto, nella convinzione di avere fatto la prevenzione, senza di fatto che nulla possa davvero cambiare.

Se gli adulti non si vorranno mettere in discussione, suggerisco ai giovani di Fano di assumere un analogo atteggiamento, organizzando incontri pubblici per discutere, tra loro, del preoccupante problema del bere dei loro genitori e dei loro preti: non è affatto detto che sia meno problematico di quello dei ragazzi.

IL MATTINO

Si ubriacava e picchiava la moglie …

Caivano. Si ubriacava e picchiava la moglie. Ogni giorno. Fino a ieri sera, quando la moglie O.D., non ha bussato al citofono della tenenza dei carabinieri. Volto tumefatto e insanguinato per una profonda ferita alla testa, ha supplicato di militari di aiutarla: «Mio marito, Antonio Serra, si ubriaca ogni giorno e diventa violento. Questa sera mi ha picchiata con una cinghia. Mi ha spaccato la testa. Per favore aiutatemi». E mentre la donna è stata immediatamente accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale di Frattamaggiore, dove i sanitari le hanno applicato una decina di punti al cuoio capelluto, una pattuglia di carabinieri si è precipitata presso l’abitazione di Antonio Serra, padre di sette figli, tre dei quali in carcere. L’uomo, in evidente stato di alterazione alcolica, pur malfermo sulle gambe stava tentando di allontanarsi. Bloccato dai militari, ha farfugliato qualcosa senza senso, e sottoposto al test dell’alcol il risultato è praticamente uscito fuori scala. L’analisi ha confermato quanto denunciato dalla moglie sulla sua abitudine di bere senza freni, anche cinque litri di vino in un solo giorno. Serra, dopo una notte trascorsa in una camera di sicurezza è stato processato per direttissima. Il giudice ha confermato l’arresto, disponendo gli arresti domiciliari presso l’abitazione della mamma del detenuto, in attesa del proseguo delle indagini e di un processo ordinario per stalking e lesioni.

L’ARENA di Verona

INIZIATIVE. Servizi sociali e polizia municipale

Una nuova campagna anti-alcol al volante

Ha preso il via la seconda fase della campagna di sensibilizzazione alla guida responsabile «Chi guida ubriaco è un assassino, chi guida drogato è un assassino», dell’assessorato ai Servizi sociali del Comune in collaborazione con la polizia municipale. (*) Come per la prima fase, avviata agli inizi del 2010, la campagna di comunicazione sociale prevede, oltre ai manifesti affissi sul territorio comunale, la distribuzione di locandine negli uffici pubblici, negli ospedali, nelle farmacie, nelle autoscuole, nelle sedi delle associazioni, nelle scuole superiori della città e nelle diverse sedi universitarie. Inoltre, per tutto il 2011, la campagna di comunicazione a forte impatto emotivo sarà integrata da incontri, manifestazioni, momenti di confronto e discussione sul fenomeno dell’uso delle droghe, coinvolgendo in particolare i giovani e le loro famiglie.

«L’obiettivo dell’Amministrazione comunale», spiega l’assessore ai Servizi sociali Stefano Bertacco, «è di informare il maggior numero di cittadini, soprattutto giovani, sul grave fenomeno degli incidenti stradali causati dalla guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti: nessuno vuole impedire ai ragazzi di divertirsi e passare delle serate in allegria, soprattutto in questo periodo dell’anno, ma il numero di giovani che perdono la vita sulla strada è ancora troppo alto. È un messaggio di forte impatto visivo e volutamente aggressivo, per diffondere tra i giovani la percezione del pericolo e la consapevolezza delle proprie responsabilità nei confronti di se stessi e degli altri».

Il comandante della polizia municipale Luigi Altamura annuncia che dal quest’anno, durante i controlli sulle strade anche le sue pattuglie utilizzeranno i drogometri, al momento usati in fase sperimentale solo dalla polizia stradale, come previsto dalla recente legge di riforma del Codice della strada. I rilevamenti effettuati dalla polizia municipale confermano, nell’ultimo triennio, la mole di violazioni e incidenti stradali per quanto riguarda l’uso di alcol alla guida.

(*) Nota: comprendo la necessità di uno slogan d’impatto, che faccia colpo.

Ma poi va sempre ricordato che la maggior parte degli incidenti stradali legati al bere non sono conseguenti a ubriachezza, ma a bevute più modeste, che sono più frequenti e in grado comunque di compromettere le capacità di guida.

Non va discusso l’ubriacarsi prima di guidare, va discusso il consumare vino, birra o altri alcolici prima di guidare.

Si veda anche la nota al prossimo articolo.


WINENEWS.IT

“ASFALTO ROSSO”, LA GUIDA SICURA E L’ABUSO DI ALCOL FINISCONO SUL GRANDE SCHERMO: A MAGGIO ANTEPRIMA DEL NUOVO FILM DELLA COMPAGNA SOCIALE DEL COLOSSO BAYER. LA REGIA E’ DI ETTORE PASCULLI DELL’ASSOCIAZIONE NON PROFIT “NUOVA CIB”

Un pilota di Formula 1 che esagera con l’alcol nel festeggiare la vittoria, e tornando a casa con la sua auto e con la fidanzata, in un incidente perde l’uso delle gambe e il figlio che lei stava aspettando. Rifugiatosi nel paese dei suoi, che hanno una piccola tenuta vinicola, cerca di recuperarsi curando la produzione di vino, ma dei ragazzini, sbandati e alcolizzati, lo tormentano continuamente. (*)

Ecco “Asfalto Rosso”, il nuovo film della campagna sociale del colosso farmaceutico Bayer, sul tema “guida e abuso di alcol”. La regia è di Ettore Pasculli dell’associazione no-profit Nuova Cib, che realizzerà la pellicola in collaborazione con molte realtà sensibili al tema, tra cui la Comunità di San Patrignano di Andrea Muccioli e l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, e con la partecipazione gratutita di volti noti del mondo dello spettacolo e dell’enogastronomia, come il critico Edoardo Raspelli, Susanna Messaggio e dj Ringo. Il film debutterà in anteprima a Maggio a Milano, ma potrebbe essere distribuito anche in tv e sul web.



Info:
www.asfaltorosso.it
(*) Nota: nessuno beve “alcol”, la gente lo assume per il tramite delle bevande alcoliche.

Eppure si persevera a voler fare la “prevenzione” attaccando l’alcol e difendendo il vino, che è quanto di più sciocco, inutile ed ipocrita si possa fare.

Non per niente il “recupero” del protagonista di questo film avviene “curando la promozione di vino” (non c’era proprio altro da fargli produrre?), non per niente collaborano a questa campagna i famosi produttori di vino di San Patrignano e “volti noti dell’enogastronomia”.

Come se tabaccai e “amici del sigaro” facessero la prevenzione al tumore del polmone.

Di più, si attacca il cosiddetto “abuso” di alcol, quasi esistesse un consumo buono e corretto di una bevanda alcolica prima di guidare: un messaggio ambiguo non può essere efficace.

Facciamo un esperimento insieme.

Leggete bene le prime righe di questo articolo, fino all’asterisco.

Fatto? Bene

Ora provo a riscriverle, utilizzando la loro stessa tecnica, rovesciata.

Un pilota di Formula 1 che esagera con lo spumante nel festeggiare la vittoria, e tornando a casa con la sua auto e con la fidanzata, in un incidente perde l’uso delle gambe e il figlio che lei stava aspettando. Rifugiatosi nel paese dei suoi, che hanno una piccola tenuta vinicola, cerca di recuperarsi curando la produzione di alcol, ma dei ragazzini, sbandati e avvinazzati, lo tormentano continuamente.

Che ve ne pare? E’ uguale?


LA PROVINCIA DI LECCO

Claudia rivive nel ricordo degli amici

Foto, fiori e lumini sul muro distrutto

Anche un angioletto e un pupazzo di Hello Kitty. Tanti si sono fermati per una preghiera

MERATE Una maxifoto dove, nella notte di Capodanno, la 24enne romena Claudia Florentina Alexandrescu ha perso la vita.

A volerla ricordare in questo modo sono gli amici della comunità romena che, dopo aver trascorso ore davanti all’ingresso dell’oratorio di Merate, da ieri sui resti del muro distrutto dalla Bmw 320 sulla quale viaggiava Claudia hanno posizionato un ricordo dell’amica.

Sopra al cartello che indica il presepe hanno attaccato una bella foto dell’amica. Claudia, avvolta in un piumino, sorride con dolcezza. Attorno alla sua foto, alcune piante, qualche mazzo di fiori finti. Sotto, un angioletto rosso di legno e un pupazzetto di Hello Kitty. Poi, sparsi qui e là, decine di ceri che ardono e che testimoniano quanto ben voluta fosse la ragazza romena in Italia da sei anni, stabilmente impiegata come cassiera in un negozio di frutta di Erba.

Davanti a quel ricordo pieno di affetto posizionato a fianco del cancello dell’oratorio, ieri si sono fermati in tanti. Numerosi i romeni che hanno voluto pregare per qualche minuto guardando la foto di Claudia. Molti anche gli stranieri residenti in città, che conoscevano la 24enne con cui, in più occasioni, avevano scambiato quattro chiacchiere. Tra loro anche alcune ragazze moldave. Dopo pranzo si incamminano verso il lavoro e passano davanti all’oratorio. Uno sguardo alla foto e gli occhi diventano subito tristi. «La conoscevamo», racconta una di loro. «Era una brava ragazza». Poi cala il silenzio. La ragazza si fa il segno della croce e si raccoglie per qualche istante prima di andarsene.

«Da noi - racconta Rasvan Dumitru, testimone del tragico incidente - si usa fare così quando qualche ragazzo muore in strada. Avevamo pensato di collocare qui anche qualche altro segno per ricordare la tragedia. Magari una croce. Ne parleremo con il parroco».

Ieri intanto a Merate dalla città di Drobeta-Turnu Severin è arrivato Mircea, il fratello 21enne di Claudia. A lui è toccato il triste rito del riconoscimento della salma della sorella.

Sempre ieri, poco prima di mezzogiorno, il magistrato ha concesso il nulla osta per la sepoltura della romena. Sul cadavere, dopo l’esame esterno, essendo evidenti i motivi del decesso provocato da un forte e improvviso trauma alla testa, non è stato necessario procedere con l’autopsia.

Nei prossimi giorni la salma potrà essere trasferita in Romania, per essere seppellita nel paese natale così come richiesto dai parenti. In attesa di ottenere tutti i permessi, gli amici hanno raccolto quasi per intero i circa 3 mila euro necessari.

Resta ancora in ospedale, piantonato dai carabinieri della compagnia di Merate, Iulian Valeriu Nisulescu, il 27enne fidanzato di Claudia, che si trovava alla guida della Bmw al momento dello schianto. Arrestato all’alba di Capodanno per omicidio colposo aggravato, guida in stato di ebbrezza e guida senza patente poiché mai conseguita, sarà trasferito in carcere non appena si sarà rimesso.

Fabrizio Alfano


LA PROVINCIA DI COMO

Addio Claudia

Quelle ore spensierate prima della tragedia

la scheda

Il colleghi del frequentato negozio erbese «A tutta frutta» ricordano la cassiera morta nell’incidente di Capodanno

L’INCIDENTE

Il tragico incidente stradale, in cui ha perso la vita la ventiquattrenne Claudia Florentina Alexandrescu, si è verificato alle 4.30 di sabato mattina a Merate in provincia di Lecco, nella centralissima via Papa Giovanni XXIII. Alla guida della Bmw di Claudia, c’era il compagno Iulian Valeriu Nisulescu, arrestato perchè senza patente e perché giudicato in stato di ebbrezza. I due giovani avevano trascorso la notte dell’ultimo dell’anno nel loro appartamento meratese. Attorno alle 4,30 erano usciti, forse per acquistare delle sigarette o forse per farsi semplicemente un giro. La Bmw, in via Papa Giovanni XXIII, ha sbandato finendo infine contro un muro in cemento.

IL RICORDO

In Italia da più di cinque anni, Claudia «si era sempre data da fare - ricorda l’amica Paola Dumitru, una delle prime romene a trovare casa a Merate nel Lecchese dove abitava anche la vittima - Fin dal primo momento, aveva cercato di trovarsi un lavoro. Prima aveva lavorato come cameriera in una pizzeria di Lomagna, quindi aveva fatto altri piccoli lavori, anche più umili. Alla fine aveva trovato un posto come cassiera nel negozio "A tutta frutta" di Erba. Claudia aveva un grande sogno. Voleva essere una sposa. Parlava sempre del suo matrimonio. Si immaginava con indosso il vestito da sposa. Ora, purtroppo, non sarà più possibile».

LA PROVINCIA DI LECCO

incidenti stradali

Continua l’emorragia delle giovani vite

Cara Provincia,

sono il nonno di una ragazza che, come migliaia di giovani ogni anno, ha perso la vita in un incidente stradale di ritorno a notte fonda da una festa in compagnia.

Penso che capiate il mio stato d’animo e quello dei miei familiari, ma non di questo che voglio parlarvi.

Vorrei dire a tutti, e specialmente ai nostri deputati che siedono in Parlamento a Roma che sarebbe ora di occuparsi di questo fenomeno deleterio. Ci occupiamo del terzo mondo, di eutanasia, di aborti, della vivisezione degli animali, ecc. ma nessuno che porti avanti delle soluzioni per arginare questa emorragia di giovani vite stroncate sull’altare dei miti del nostro tempo: le macchine potenti, il divertimento notturno, calciatori e cantanti da imitare nello stile di vita, alcol e sostanze proibite da assumere per sfida al mondo.

Di contro le morti dei nostri ragazzi sembrano appartenere ad un altra dimensione che, oltre agli stretti familiari, non riguardi nessun altro.

Torno ai nostri deputati che abbiamo incaricato con il nostro voto di occuparsi di leggi e norme per migliorare la vita dei cittadini di questo Paese. Mi permetto quindi di dare loro qualche suggerimento.

Chiusura a mezzanotte per discoteche e ritrovi notturni.

Apposizione fuori dai locali notturni delle foto delle vittime dell’ultimo anno

Imposizione alle case automobilistiche di fare motori che non superano i 90 km.h le utilitarie e 120km.h tutte le altre. (In più si risparmierebbero milioni di benzina e si avrebbe una grossa riduzione dell’inquinamento).

Condanne pesanti ai colpevoli di incidenti stradali con morti, da scontare nell’assistenza delle persone rimaste invalide a causa della loro incoscienza.

Inoltre ritiro della patente a vita.

Ergastolo per i trafficanti di droga e pene di almeno 5 anni ai consumatori.

Se queste misure riusciranno a risparmiare anche una sola vita saranno le benvenute.

Stefano Rovagnati

Mariano Comense

TRENTINO
«Locali per i giovani fuori dal centro»

La proposta di Tiecher: un punto di aggregazione in zona industriale

Riapre l’Einstein ma ora si chiama «Zerodue».

Rivoluzione negli orari di apertura: adesso la chiusura scatta alle 22

PAOLO TRENTINI

ROVERETO. Un locale per i giovani roveretani. L’appello arriva da Luca Tiecher, che in questi giorni ha aperto nella galleria Chesani il nuovo bar “Zerodue”. Il locale ha preso il posto del bar “Einstein”, fino a poco tempo fa luogo di incontro per molti giovanissimi e posto maledetto per gli abitanti degli appartamenti vicini, esasperati dalle intemperanze dei giovani.

Tiecher è stato il titolare dell’Einstein per molto tempo, prima di chiudere l’esercizio. Una chiusura che è durata il tempo di tre mesi, poi ha deciso di rivoluzionare il locale anticipando la chiusura alle 22. Un compromesso necessario per non dover litigare costantemente con i residenti della zona, svegliati la notte dal rumore dei giovani che sostavano nei pressi del bar: «La situazione - ammette Tiecher - era ormai in gestibile. Ogni fine settimana, alla sera decine di giovani si accampavano nel cortile fino a tarda notte. Controllarli era pressoché impossibile, perché la maggior parte delle volte si portavano le bevande alcoliche da casa senza consumare al bancone. Gli ultimi mesi ho lavorato soltanto per pagare le spese derivate: tra multe e ricorsi in tribunale ho speso la bellezza di 15 mila euro. Quando mi è stato chiesto di riprendere in mano il locale, poco tempo fa ho accettato, ma ho pensato di rivoluzionare l’orario per risolvere ogni problema».

Ora il bar Zerodue (chiamato così perché Tiecher per la seconda volta riparte da zero) chiude le serrande alle 22. Il locale ha cambiato completamente volto e le entrate mancate del fine settimana saranno così compensate dai pasti veloci e dagli aperitivi. L’età media del bar si è alzata, ma resta un grande interrogativo riguardo ai molti giovani “sfrattati” dal locale: «E’ una domanda che mi mi sono posto - continua Tiecher - non senza nutrire un certo senso di preoccupazione. Nel cortile del locale con la bella stagione si radunavano decine di ragazzi. Ora, complice la chiusura anticipata e il freddo pungente, non si vede nessuno. Ma con la bella stagione la sera torneranno inevitabilmente all’aperto e allora che fine faranno? A Rovereto non ci sono molti locali aperti la sera dove i giovani possano trascorrere la serata».

Il problema non è nuovo, per ovviare al problema nei mesi scorsi gli assessori Filippi e Robol avevano ipotizzato l’apertura di un locale in zona industriale: «Rovereto - conclude Tiecher - ha un disperato bisogno di un locale di aggregazione per i giovani. Per esempio manca una discoteca. Il Charly-Sottosopra è stato chiuso e la stessa sorte è toccata ai locali di riva e Arco. Rimane soltanto il Fanum ma non è servito dai trasporti pubblici, grave pecca in tempi dove basta poco per vedersi la patente ritirata. Spero davvero che possa nascere un locale in zona industriale, magari con dei mezzi pubblici a disposizione per raggiungerlo».

LA PROVINCIA DI COMO

Il Capodanno gli costa caro: due anni

Aggredisce i poliziotti in piazza Cavour durante i festeggiamenti, subito processato e condannato

Dare i numeri a Capodanno può costare carissimo. Chiedere, per credere, al ventenne di origini tunisine che, pur abitando a Mazara del Vallo, ha deciso di salire fin quassù per brindare all’anno nuovo con un cugino residente a Como. Domenica mattina - con il tribunale aperto soltanto per lui - è stato processato con rito direttissimo rimediando una condanna a due anni di carcere, frutto di una notte davvero brava. La polizia lo ha fermato in piazza Cavour al culmine di uno show fuori programma inscenato verso le due e trenta, nel pieno di una ebbrezza alcolica che per qualche minuto ha rischiato di costargli ancora più cara. Tutto è iniziato con un litigio che il giovane ha inscenato assieme ad alcuni connazionali. Li ha insultati, li ha minacciati, li ha aggrediti, con il solo risultato di rimediare una manica di botte (tanto che quando è intervenuta la polizia, il giovane era decisamente imbrattato di sangue, anche se per nulla che placato). Dopo avere avuto la peggio con i suoi connazionali, si è rivolto contro un gruppo di giovani comaschi, tutti minorenni, che all’inizio hanno tentato di fronteggiarlo poi, però, hanno deciso di chiamare la polizia. Apriti cielo.

L’arrivo della volante ha innescato un’ulteriore reazione fuori misura. Appena ha visto le uniformi, il ventenne tunisino ha afferrato una sedia e l’ha scagliata contro l’auto, poi ha tentato di scappare impugnando alcuni sampietrini che, comunque, non ha lanciato. Gli agenti lo hanno inseguito e fermato poco oltre, ma appena uno dei poliziotti ha fatto per scendere dalla volante, lui si è buttato con tutto il peso del corpo contro la portiera di fatto impedendoglielo. È seguita altra fuga, sempre a piedi finché i poliziotti sono riusciti a immobilizzarlo definitivamente, e a portarlo al pronto soccorso. Stesso show anche da queste parti:testata contro il muro, urla insulti. Ovviamente, quando è stato possibile visitarlo, si è scoperto che era positivo all’alcol e a sostanze cannabinoidi. Lungo l’elenco delle accuse: resistenza, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale., false generalità e omessa esibizione documenti. Totale, due anni di carcere, sia pure sospesi con la condizionale. Anche due agenti hanno fatto ricorso alle cure del pronto soccorso, con traumi giudicati guaribili in pochi giorni.

CASERTA NEWS

Torna ubriaco a casa e picchia il padre, arrestato 30enne

S.Maria a Vico - I Carabinieri della Stazione di Santa Maria a Vico hanno tratto in arresto M.G., cl. 1980, con precedenti di polizia, disoccupato residente a Santa Maria a Vico, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati. Nella nottata di lunedì i Carabinieri, a seguito di una segnalazione per lite in famiglia, si erano recati presso l’abitazione di M.G., ove questi convive con la moglie, i figli in tenera età ed i genitori. Lì avevano trovato un’ambulanza del 118 che prestava soccorso al padre di M.G.. Dalle prime testimonianze i militari hanno appreso che il giovane, rientrando ubriaco a casa, aveva inveito contro la propria convivente e aggredito il padre, minacciandolo anche con un coltello da cucina. A quanto pare si trattava purtroppo solo dell’ultimo di una serie di episodi di liti, invettive, maltrattamenti e minacce, il tutto avvenuto spesso anche in presenza dei piccoli figli; pertanto i Carabinieri hanno sequestrato il coltello da cucina usato per le minacce ed hanno arrestato M.G., accompagnandolo nel corso della nottata presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere. Ora il giudice dovrà stabilire se l’arrestato debba essere tenuto lontano dalla propria famiglia oppure potrà fare rientro alla propria abitazione.

IL GAZZETTINO (Treviso)

BILANCIO DELLE FESTIVITÀ

«Cultura e turismo: risultati importanti»

La cultura come veicolo sul quale far viaggiare il turismo, gli eventi come divertimento per chi è già giunto in valle e come attrazione per nuovi ospiti. Cortina vive un periodo di grande intensità, in questi giorni, fra la fine del vecchio anno e l’inizio del 2011.

«Possiamo contare su grandi organizzazioni, che propongono rassegne importanti - conferma Giovanna Martinolli, assessore comunale alla cultura - e penso a Enrico e Iole Cisnetto, con i loro ospiti di Cortina InConTra, fra politica, attualità, cultura, spettacolo. Penso a Una montagna di libri, di Francesco Chiamulera. Ricordo la musica del Festival Dino Ciani, con il concerto del 3 gennaio, al Savoia. In questo caso, plaudo alla collaborazione con gli alberghi, che ospitano, oppure organizzano, diversi appuntamenti. Per la musica, abbiamo avuto complimenti unanimi per il concerto di Capodanno, davvero di qualità elevata».

Ci sono poi le mostre.

«Quest’anno ne abbiamo due, sostenute dal Comune: alla Ciasa de ra Regoles c’è "La grande discesa", sulla storia dello sci, questo sport che ha trasformato la società d’Ampezzo, e nel Comun Vecio c’è una mostra di fotografie, per ricordare il disastro del Vajont".

Dopo alcuni giorni, un commento più distaccato, sulla festa di capodanno dei giovani, finita male, fra ambulanze e carabinieri.

«Propongo una riflessione: i ragazzi non riescono più a divertirsi senza alcol. Su questo dobbiamo fermarci a ragionare, tutti: amministratori, genitori, noi adulti. Chiediamoci cosa c’è, che non funziona». (M.Dib.)

LASTAMPA.IT

LUTTO NELLO SPETTACOLO

Morto Gerry Rafferty, ucciso dall’alcol

Il suo sax in "Baker Street" accompagnò un’intera generazione negli Anni Ottanta

Aveva iniziato a suonare nella metro di Londra

Il cantautore aveva 63 anni

LONDRA

Forse alla fine, come lui stesso si era augurato nelle ultime strofe della sua celebre «Baker Street», era riuscito a «smettere con l’alcol e con le avventure di una notte», ma il fegato ha definitivamente ceduto. Il cantautore scozzese Gerry Rafferty è morto nella sua abitazione a Dorset, nel sud dell’Inghilterra, dopo una lunga malattia.

Il suo sassofono gridato di «Baker Street», composta nel 1978, ha accompagnato un’intera generazione, quella degli anni Ottanta, e insieme a «Stuck in the middle of you» ha fatto di Rafferty un cantautore amatissimo e al tempo stesso milionario. Le royalties di «Baker Street», replicata ancora oggi dai canali radiofonici e inserita anche nella colonna sonora del film «Genio ribelle», gli hanno fruttato circa 80.000 sterline l’anno, ma non l’hanno mai reso felice.

L’ultimo album, dopo la lunga carriera negli Stealers Wheel, risale al 2000. Ai fan preoccupati dalla sua assenza ne promise un altro nel 2009, dopo aver annunciato di essere in ottima salute. L’album non è mai arrivato, e di lui si era stancata anche la moglie Carla, che lo aveva a lungo assistito nel suo entrare e uscire dalla spirale dell’alcolismo. Accanto a lui, nel momento della morte, c’era la figlia Martha. Rafferty aveva 63 anni.

La Bbc online ricorda che il musicista era stato ricoverato in ospedale per insufficienza epatica dovuta ai gravi problemi di alcolismo. Nel Regno Unito era ancora un nome conosciuto agli amanti della musica, grazie anche a brani come "Stuck in The Middle With You". Aveva iniziato a cantare per passione, esibendosi nel labirinto di gallerie delle stazioni della metropolitana di Londra. Aveva poi suonato con gli "Humblebums" assieme a Billy Connoly e nel 1972 aveva fondato gli "Steelers Wheels" con l’amico Joe Egan. "Stuck in The Middle With You" era stata la colonna sonora di "Le Iene", il primo film di Quentin Tarantino uscito nel 1992.

REPUBBLICA.IT

GRAN BRETAGNA

Anche la birra vittima della crisi

E la "pinta" diventa più piccola

Storica decisione del governo Cameron, che autorizza i pub a diminuire la dimensione dei boccali regolata per legge fin dal 1698. Un modo per venire incontro alle tasche dei consumatori riducendo anche il consumo di alcol

dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

LONDRA - "Una pinta". Non c’è mai stato bisogno di aggiungere altro, nei pub inglesi, per ordinare da bere: era chiaro a che cosa ci si riferiva. Al massimo il barista dietro il bancone chiedeva di specificare il tipo di birra desiderato: chiara, scura, amara, schiumosa. Ma adesso le cose cambiano: il governo britannico ha deciso di mettere fine a 300 anni di storia e tradizione, autorizzando gli esercizi pubblici a ridurre le dimensioni dei boccali in cui viene servito il drink alcolico più amato, e più bevuto, dai sudditi di Sua Maestà.

Non più necessariamente una pinta, pari a 568 millilitri, lo standard introdotto da un atto nel parlamento nel lontano 1698 per la vendita di birra e sidro nei locali pubblici. I nuovi bicchieri, già popolari in Australia dove sono chiamati schooner, saranno da 400 millilitri: dunque nei pub in cui la birra sarà servita in questa nuova misura, non sarà più possibile ordinare semplicemente "a pint", una pinta, ma bisognerà dire qualcos’altro, forse uno schooner copiando gli australiani oppure occorrerà specificare, chiedere un bicchiere di birra "piccolo".

I locali che servono alcolici erano finora autorizzati a vendere birra soltanto in bicchieri da una pinta o in sottomultipli, come la "mezza pinta", che tuttavia viene ordinata da ben pochi, specie tra gli uomini, essendo considerata una quantità non molto virile, oltre che insufficiente a prendersi una rapida sbronza

(per la quale, s’intende, di pinte bisogna ingollarne ben più di una).

"Le dimensioni obbligatorie di bicchieri e boccali sono esattamente il tipo di regolamenti burocratici non necessari che il nostro governo vuole eliminare", spiega il sottosegretario David Willetts, membro dell’esecutivo guidato dal conservatore David Cameron, annunciando l’iniziativa. "Abbiamo sentito il parere di gestori e consumatori. I proprietari dei pub sono d’accordo a mantenere le vecchie misure standard, ma chiedono maggiore flessibilità". Ognuno, insomma, sarà libero di fare come gli pare: certi pub continueranno a servire soltanto pinte di birra, altri avranno sia le pinte sia i boccali più piccoli, altri ancora offriranno soltanto la misura ridotta. La riforma prevede novità anche per il vino, che sino ad ora poteva essere servito soltanto in calici dai 125 millilitri in su, mentre ora potrà esserlo anche in quelli da 75 millilitri.

A parte concedere maggiore libertà ai locali pubblici, il provvedimento rischia di avere conseguenze contraddittorie. Da un lato, mira a venire incontro ai consumatori in un momento di crisi o comunque difficoltà economica: è evidente che un bicchiere da 400 millilitri costerà meno di una 568. Dall’altro dovrebbe ridurre anche il consumo di alcolici, l’alcolismo, le malattie che ne derivano, come l’obesità, e i comportamenti antisociali legati all’ubriachezza: in Gran Bretagna il consumo di alcolici pro capite è aumentato del 40 per cento dagli anni Settanta ad oggi, mentre è diminuito in tutto il resto d’Europa. Ma il risultato potrebbe essere che, abbassando i prezzi e diversificando l’offerta, gli inglesi berranno ancora più birra e più alcolici di prima, continuando a pompare denaro in un business da 28 miliardi di sterline l’anno.

COMUNICATI-STAMPA.NET

Il torcolato cerca moglie: alla beato bartolomeo è di scena il ’matrimonio perfetto in cantina’

Domenica 16 gennaio 2011 in occasione della “Prima del Torcolato” il pubblico voterà il miglior abbinamento di pasticceria con il Torcolato.

TESTO PUBBLICATO DA

Ilaria Boscardin

di Studio Cru

05/01/11 - La “Prima del Torcolato”, in programma nella piazza di Breganze (Vicenza) domenica 16 gennaio 2011, si arricchisce quest’anno di un nuovo goloso appuntamento. Oltre alla consueta spremitura pubblica dell’uva vespaiola dopo l’appassimento autunnale, la Cantina Beato Bartolomeo chiama a raccolta i gourmet per eleggere il migliore abbinamento con il nettare breganzese.

Dalle ore 15 alle 18 presso il punto vendita aziendale (in via Roma 100 a Breganze) si terrà infatti il “Matrimonio Perfetto in Cantina”, una degustazione nella quale il Torcolato Classico Breganze DOC Beato Bartolomeo sarà abbinato a sei specialità dolciarie appositamente preparate dalla Pasticceria Vicentini di Maragnole. Sei proposte realizzate alla ricerca del migliore connubio con il tradizionale passito: Croccantina al sesamo, Nocciola caramellata al curry, Finanziera alle nocciole, Bruta ma bona, Sfoglia di cioccolato con confettura di ciliege di Marostica, Pan brioche alla cannella. Sarà quindi il pubblico presente a decretare, con il voto, la ricetta vincitrice, celebrando così il “matrimonio perfetto” con il Torcolato.

“Vogliamo soprattutto divertirci giocando con i gusti – spiega Giuseppe Sartori, coordinatore commerciale della Cantina Beato Bartolomeo – consci della straordinaria qualità del Torcolato. Un vino la cui origine si perde nella storia di questo territorio e nel quale ancora oggi si può incontrare tutto il sapore della nostra terra. Il suo essere dolce-non dolce lo rende compagno ideale del dessert, ma anche indicato con cibi salati, come formaggi erborinati o fegato grasso. (*) Un vino che sa essere sempre protagonista: sarà divertente trovargli moglie”.

(*) Nota: non c’è gara.

Questo vino – così come gli altri – si sposa perfettamente con il fegato grasso.

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Rassegna stampa del 6 gennaio 2011

NESSUNO BEVE ALCOL.

SAREBBE BENE INCOMINCIARE A SOSTITUIRE LA PAROLA ALCOL CON BEVANDE ALCOLICHE CHE COMPRENDONO IL VINO, LA BIRRA, GLI AMARI, GLI APERITIVI, I SUPERALCOLICI, LO SPUMANTE, …

DONNEMEDICOTREVISO.IT

“Problema alcol” sottovalutato

In Italia le morti attribuibili all’alcol sono fra le 21 e le 25 mila ogni anno, contro alcune centinaia di morti per droga. L’alcol è più dannoso alla salute di cocaina, cannabis o Ecstasy ed è lo stupefacente più nocivo di tutti in relazione al suo impatto negativo sulla società. Se le droghe fossero classificate per il danno che producono, gli alcolici dovrebbero rientrare nella categoria A con l’eroina e il crack.Lo afferma una ricerca condotta da David Nutt, l’ex consigliere del governo per la lotta alla droga, pubblicata sulla rivista Lancet (Lancet. 2010 Oct 29. [Epub ahead of print]). Lo studio riapre il dibattito sulla necessità di una campagna complessiva contro l’alcolismo. Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano conferma che «Sicuramente c’è una forte disattenzione [...] Deve essere fonte di forte preoccupazione il consumo di alcol da parte dei giovanissimi che ne fanno uso soprattutto durante il fine settimana, momento in cui i servizi di pronto-soccorso ricevono spesso ragazzi e ragazze ubriachi[...] L’alcol come le droghe devono essere vietati ai minorenni». È d’accordo anche Felice Nava, membro del Consiglio direttivo nazionale di FeDerSerD che aggiunge. «L’alcol come sostanza legalmente commercializzata rientra in logiche di lobby che rendono impossibile la regolamentazione del mercato e non si riuscirà mai ad ottenere l’apposizione di etichette che dicono "nuoce gravemente alla salute" come per le sigarette, come non è stato possibile vietare spot pubblicitari di alcolici fino alle 18». Queste analisi sono condivise da Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto Superiore di Sanità e Presidente della Sia, Società italiana alcologia, che definisce l’alcol una «droga ponte» verso altre sostanze. Da 10 anni, spiega Scafato, si è cominciato a parlare di "binge drinking": si assumono sei o più unità alcoliche in un’unica occasione, ma, a suo parere, non si è colto, nel corso degli anni, il reale pericolo dell’impatto culturale di un modello del bere che ha portato alla diffusione di questa pratica tra i giovani. I nuovi bevitori a rischio in Italia si differenziano dal resto della popolazione italiana che consuma alcol (56,7% del totale) perché sono giovani, uno su tre ha meno di 24 anni, sono soprattutto maschi e vivono nelle regioni del Nord. A disegnare questo identikit e’ il rapporto 2009 Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), dell’Istituto Superiore di Sanità.


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