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Rassegna alcol e guida del 29 dicembre 2010

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

LASCIATEMI INIZIARE LA RASSEGNA STAMPA CON QUESTA ESPRESSIONE DI GRATITUDINE ALLE FORZE DELL’ORDINE DA PARTE DI PAOLA CONTE, RESPONSABILE PER LA PROVINCIA DI TREVISO DELL’ASSOCIAZIONE FAMILIARI VITTIME DELLA STRADA

 Vorrei far pervenire al Brigadiere Florida della sez CC di Montebelluna e a tutte le Forze dell’Ordine la nostra gratitudine per l’immenso lavoro che quotidianamente svolgono E’ un lavoro spesso vanificato dalla nostra Ingiustizia italiana Ogni volta che sento di scarcerazioni per decorrenza dei termini, mi indigno e penso a chi ha messo in pericolo la propria vita inutilmente , sono schiaffi morali non indifferenti ! In prima linea ci dovrebbero andare alcuni Giudici ed alcuni Avvocati... Nel mio piccolo, anche quando incontro i ragazzi nelle Scuole, ricordo loro che le Forze dell’Ordine non sono nostri antagonisti, ma sono coloro che ci ricordano di rispettare la nostra vita e quella degli altri
Ancora grazie Auguro altre vittorie ma probabilmente di quelle più importanti non ne verranno mai a conoscenza : le vite umane che salveranno con il loro lavoro

paola conte resp aifvs per la prov di TV


A ROBERTO ARGENTA PIANGE IL CUORE NEL VEDERE LA SUA ASTI ARROCCATA IN DIFESA DEL VINO

LA STAMPA
Asti deve ridurre il consumo di alcolici
In una lettera a La Stampa la sig. Carla B. si interrogava in merito al posizionamento di Asti negli ultimi posti in classifica come ordine pubblico, in una situazione di apparente parità con altre città capoluogo come Trento, Bolzano e Trieste che invece risultano ai primi posti.

Senza voler fare eccessive semplificazioni, un dato diverso è forse possibile trovarlo. Le città che in questi anni hanno ottenuto i migliori risultati nella tutela dell’ordine pubblico, sono quelle che hanno tentato di porre dei limiti al consumo di alcolici. Tutti i dati, e anche il buon senso, concordano nell’attribuire al bere un ruolo importante come causa di disordini. La recente cronaca di Asti lo conferma.
Orbene Trento, Bolzano Trieste, pur appartenendo a culture “bagnate”, hanno emesso seri provvedimenti per scoraggiare l’uso (non solo l’abuso) di alcolici.
Trento ha vietato la vendita di alcolici ai minori di diciotto anni; Bolzano non patrocina più le manifestazioni con distribuzione di alcolici e incentiva economicamente i bar analcolici; a Trieste bere alcolici in strada costa una multa di 100 euro.
Asti da questo punto di vista è ancora arroccata a su posizioni retrograde: con una difesa miope e anacronistica del vino. Un esempio per tutti l’incapacità di contenere i disordini associati dalla Douja d’Or ponendo dei limiti al consumo di vino durante la manifestazione.
Roberto Argenta


ANCHE A ROMA, OLTRE A TRENTO, BOLZANO E TRIESTE, QUALCOSA STA CAMBIANDO

ANSA

INCIDENTI STRADALI: A ROMA IN CALO, MENO USO ALCOL E DROGA

(ANSA) - ROMA, 28 DIC - Sono confortanti i dati sugli incidenti stradali sul territorio della Capitale: in un anno sono diminuiti quasi del 16%. In sorprendente calo anche il numero di persone che si mettono alla guida in stato di ebrezza o sotto l’effetto di stupefacenti. Infatti, secondo le stime elaborate dalla Polizia Municipale di Roma e comunicate dal comandante Angelo Giuliani ’’se nel 2009 sono stati effettuati duemila alcol test in caso di incidente con 1084 positivi, nel 2010 i controlli sono stati effettuati a campione su 65 mila persone con 922 risultati positivi’’. Per quanto riguarda i controlli sull’uso di stupefacenti, su 480 controllati dal 7 agosto scorso, 51 sono risultati positivi. In merito al grado di incidentalita’ sulle strade romane controllate dalla Polizia municipale, nel 2010 gli incidenti con almeno un ferito sono stati 14.352 mentre nel 2009 erano stati 17.049, quindi il 15,82% in meno; quelli mortali sono scesi del 21,11%. In totale, le persone coinvolte sono state 18.672 tra il 31 dicembre 2009 e il 30 novembre del 2010 con 143 morti, il 23,53% in meno rispetto a quelli dell’anno precedente. All’incontro erano presenti anche i delegati del sindaco per la sicurezza stradale Roberto Cantiani e alla Sicurezza Giorgio Ciardi e l’assessore capitolino alla Mobilita’ e Trasporti Sergio MArchi che ha ricordato i ’’protocolli firmati con Aci per i corsi di guida sicura, con la fondazione Ania per i rifacimento degli attraversamenti pedonali, la dotazione di alcol test e la dotazione di palmari e con la fondazione Abertis per il monitoraggio dell’incidentalita’’’.(ANSA).


ANCHE IN TOSCANA CAMBIA QUALCOSA ED APRONO UNA DISCOTECA LIBERA DA SOSTANZE

 

IL TIRRENO

La prima discoteca “libera da sostanze”  

Niente alcol e droghe: iniziativa di Arci e Operatori polidipendenze  

Sarà a ingresso libero, ogni due domeniche, all’insegna del “ballo senza sballo” nei locali dell’ex Lizard a Nazzano  

MERCOLEDÌ, 29 DICEMBRE 2010  

CARRARA. A Nazzano, presso la Discoteca Passion, apre la prima discoteca “Alcol and drug free” del nostro territorio, dedicata ai giovani dai 14 anni in su, a ingresso libero. Il progetto è organizzato da Ogap (Associazione Operatori Gruppi Polidipendenze) con la collaborazione di Arci Carrara-Lunigiana. L’iniziativa si svolge grazie al finanziamento della Regione Toscana, Direzione generale diritti di cittadinanza e Coesione sociale, settore Risorse Umane, comunicazione e promozione della Salute, diretta dal dott. Arcangelo Alfano.

 Il progetto organizzato da Ogap si prefigge lo scopo di promuovere stili di vita e divertimento all’insegna della libertà dalle sostanze, legali ed illegali, e dare l’avvio a modalità di relazioni basate sulla spontaneità, la libera espressione delle emozioni senza il sostegno di sostanze più o meno pericolose, sia per la mente che per attività pratiche come la guida di auto e motoveicoli.

Gli eventi musicali e ludici si svolgono all’insegna del motto “free mind-dance free” (libera mente, ballo libero) la domenica pomeriggio a partire dal 9 gennaio dalle 15 alle 20 fino a fine maggio, ogni seconda e quarta domenica del mese, fino a maggio. Info: 328-8360389, 349-6759080, info@ogapms.org, www.ogapms.org.

Come si sottolinea nella locandina di presentazione del “Ballo senza sballo”, nella “Prima discoteca libera da sostanze” si esibiranno band e dj locali. Le finalità, si ribadiscono, sono: per divertirsi uscendo dall’omologazione dello sballo; un’occasione di inontro, aggregazione e divertimento; per trascorrere insieme un pomeriggio diverso e provare il piacere di stare in compagnia.


IN RUSSIA INVECE SIAMO ANCORA MOLTO LONTANI: 143.000.000 DI ABITANTI - 2.476.000.000 DI BOTTIGLIE in due settimane: PROSIT

 

VIRGILIO NOTIZIE

Russia/ Da champagne a medicinali: per le feste basta che sia alcol

Le stime delle ’bevute’ sino al capodanno ortodosso

Roma, 28 dic. (Apcom-Nuova Europa) - Circa 120 milioni di bottiglie di champagne, spumante e vini frizzanti, oltre un milione di bottiglie di vino fermo e sino a 270 milioni di bottiglie di vodka e liquori: tra Natale ’occidentale’ e quello ortodosso in Russia è festa sino al 10 gennaio e nelle due settimane di vacanza si scatena lo sport nazionale del bere. Si butterà giù di tutto, prevede il capo del Centro per le ricerche del mercato dell’alcol Vadim Dobriz, compresi "non meno di 100 milioni di bottiglie di liquidi alcolici tecnici (...) e 70 milioni di bottiglie di macerati e misture alcoliche di farmacia".

Crisi o non crisi, i numeri dell’alcol consumato a fine anno in Russia restano degni di nota. E se per il 2010 le cifre ufficiali sono previste in calo del 5-7% rispetto al 2009, "le vendite di prodotti alcolici legali saranno compensate da un innalzato interesse per diversi tipi di surrogati", prevede Dobriz. C’è poi da fare i conti con il divieto di vendita di bevande alcoliche nelle ore notturne, grande incentivo per il ’mercato parallelo’: "si potranno comprare vodka e altri tipi di bevande praticamente ad ogni angolo di strada", dice il massimo esperto del mercato dell’alcol in Russia.

Oltre alle etichette nazionali russe finiranno in brindisi 4-5 milioni di bottiglie di whiskey, tequila, assenzio e altre "produzioni esotiche". Ma il grande amore resta la vodka, anche fatta in casa (80 milioni di bottiglie), mentre in termini numerici a farla da padrona sarà la birra, con 1,5 fino a 2 miliardi di bottiglie e lattine. Perchè per i russi, spiega un modo di dire di sovietica memoria, "bere vodka senza birra è gettare soldi al vento".

 

QUALCHE IMPUTATO POTREBBE ESSERE IMPIEGATO NELLA RICERCA DEGLI ARTICOLI DA PUBBLICARE SU QUESTA RASSEGNA! C’E’ QUALCUNO CHE PUO’ AIUTARCI IN MERITO?


ASAPS

Alcol: boom di lavori sociali nel 2011?

Lavori utili al posto della galera: a fine 2010 crescono i casi di “pena alternativa”

Il nuovo Codice della strada, emanato ad agosto, prevede una norma molto particolare, rivolta a chi guida con oltre 1,5 grammi di alcol per litro di sangue: anziché essere assoggettato alle pene tradizionali, può essere ammesso a prestare un’attività gratuita per la collettività (il lavoro sociale), nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale, presso organismi pubblici o privati. E questa regola, proprio nei giorni scorsi, è stata applicata di frequente in diversi Comuni d’Italia. Non ci sono statistiche ufficiali, per ora, ma si segnalano casi di lavori sociali un po’ in tutto lo Stivale, in provincia di Ancona, Pordenone, Savona, Sondrio, Teramo, Udine, Vicenza. Ed è probabile che il 2011 segni il boom definitivo della regola.

OGNI GIORNO, 250 EURO

L’articolo 186 stabilisce che, se il guidatore non ha causato sinistri, la pena detentiva (la reclusione) e pecuniaria (la “multa” al posto del carcere) può essere sostituita, anche con il decreto penale di condanna, con quella del lavoro di pubblica utilità, se l’imputato è d’accordo. Mentre, chiaramente, la sanzione economica viene comunque versata. Si tratta di una prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività da svolgere nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale soprattutto presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni. Il lavoro di pubblica utilità ha una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata e della conversione della pena pecuniaria ponendo 250 euro a un giorno di lavoro sociale.

IL GIUDICE CONTROLLA

In caso di svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilità, il giudice fissa una nuova udienza e dichiara estinto il reato, dispone la riduzione alla metà della sanzione della sospensione della patente e revoca la confisca del veicolo sequestrato. Invece, in caso di violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, il giudice dispone la revoca della pena sostitutiva con ripristino di quella sostituita e della sospensione della patente e della confisca. Il lavoro di pubblica utilità può sostituire la pena per non più di una volta.

DA VERIFICARE

Ma è una norma efficace? Secondo Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, presidente della onlus Associazione vittime della strada, ci sarebbero delle modifiche da apportare all’articolo 186: “Chi è che guadagna 250 euro al giorno? Vogliamo capire meglio cosa significa. A queste condizioni chi non vorrebbe dedicarsi ai lavori di pubblica utilità?”. Perplessità anche da parte di Giordano Biserni, presidente dell’Asaps (Amici Polstrada): “I dubbi nascono sull’applicazione, sulle possibili vie di fuga. Forse bisognerebbe delegare il controllo del quando e del come all’Associazione vittime della strada”. da omniauto.it


IN PROCURA DIMINUISCE IL LAVORO

 

IL GIORNO

Alcol e guida, cambiano le regole. In arrivo centinaia di archiviazioni

L’applicazione dei nuovi parametri ha permesso di evadere un arretrato di oltre un anno di decreti penali e parallelamente di dichiarare la non procedibilità per un numero ugualmente significativo di indagati ancora in Procura

Como, 28 dicembre 2010 - Il loro tasso alcolimetrico era nettamente superiore allo 0,50, ma contenuto entro lo 0,80. Tecnicamente si parlava di «prima fascia», la contestazione più lieve per quanto riguarda la guida in stato di ebbrezza, ma comunque sanzionabile penalmente. Il pacchetto di sicurezza entrato in vigore ad agosto di quest’anno, ha però cambiato alcune condizioni nella procedura, così ora, chi viene sorpreso alla guida con un tasso compreso in quella fascia, va incontro al solo provvedimento amministrativo di sospensione della patente, subordinato al giudizio della Prefettura, ma non incorre nel processo penale.

Una sanzione che ora viene applicata retroattivamente a tutti coloro che hanno fascicoli aperti in Procura, che erano in attesa dell’emissione del decreto penale di condanna da parte dell’ufficio gip, o che a vario titolo non hanno ancora avuto una sentenza definitiva. Il codice penale prevede infatti che «se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le posteriori sono diverse, si applica quella le cui disposizioni sono più favorevoli al reo, salvo che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile».

Così, sono decine ogni settimana le archiviazioni per questa ipotesi di reato, che fino a un paio di mesi fa aveva intasato il lavoro degli uffici giudiziari, aumentando a livelli incontenibili i fascicoli che richiedevano un minimo di accertamento e la predisposizione ed emissione di un decreto penale. Provvedimento che poteva essere oblato, oppure impugnato, con la richiesta di andare a dibattimento non tanto per proclamare una condizione di non colpevolezza, ma piuttosto per dilazionare una sanzione che facilmente raggiungeva le migliaia di euro (la conversione raggiungeva infatti anche i 250 euro al giorno).

Solo per fare un esempio, nei giorni scorsi sono state archiviate molte delle violazioni penali contestate durante il servizio antistragi del 10 ottobre 2009, quando circa la metà dei conducenti fermati, aveva un tasso alcolimetrico già sanzionabile, ma non superiore al tasso di 0,80 grammi per litro.

Così, l’applicazione di questi nuovi parametri, nel giro di tre mesi ha permesso di evadere un arretrato di oltre un anno di decreti penali – fino a prima dell’estate l’emissione riguardava infatti fascicoli iscritti a ruolo nel 2008 – e parallelamente di dichiarare la non procedibilità per un numero ugualmente significativo di indagati ancora in Procura. Lo stesso snellimento si prospetta sul fronte dibattimentale, dove tutti gli imputati destinati a finire davanti a giudice monocratico per patteggiare o cercare di trovare profili di non colpevolezza in virtù dell’esiguità della violazione contestata, saranno automaticamente dichiarati non procedibili per estinzione del reato. di Pa. Pi.


INVECE IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE AUMENTA

 

IVG.IT

Polizia Stradale: meno incidenti ma più multe nel 2010. Alcol nemico numero 1

Savona. Un 2010 “alla guida” che fa registrare una diminuzione degli incidenti e un aumento nel numero delle contravvenzioni. Un effetto, questo, dell’intensificarsi dei controlli sulle strade e di regole più ferree per gli automobilisti.

A dirlo sono i dati relativi a questo ultimo anno e forniti dal comandante della Polizia Stradale di Savona, Gianfranco Crocco. Numeri che, paragonati a quelli del 2009, parlano di una diminuzione degli incidenti con soli danni (da 187 a 171), di quelli con feriti (da 359 a 342, mentre il numero delle persone ferite varia dai 490 dello scorso anno ai 450 del 2010), e di un dimezzarsi di quelli mortali (dagli 8 del 2009 ai 4 del 2010).

Son dolori, invece, per le tasche degli automobilisti poco attenti: il totale delle violazioni accertate passa da 20.084 a un più sostanzioso 20.300. Le contravvenzioni per eccesso di velocità aumentano da 12.066 (di cui circa 10.000 relativi al tutor) a 17.432 (di cui 15.000 dovute al meccanismo del tutor); quelle per l’uso scorretto del casco da 16 a 26, mentre i giovani in particolare si mostrano sempre più virtuosi per ciò che concerne l’uso delle cinture (si passa dalle 862 multe dello scorso anno alle 757 dell’anno che si sta concludendo).

L’uso del telefonino alla guida sembra invece un fenomeno più difficile da debellare (da 476 a 433), mentre a preoccupare è il numero, sempre crescente, di automobilisti ubriachi: si passa da 327 contravvenzioni per guida in stato d’ebbrezza alle 359 del 2010 (*) (i meno diligenti paiono essere gli uomini con un’età minore ai 30 anni e maggiore di 40 anni); nel caso di stato di alterazione alla guida dovuta a droghe, invece, si registra una diminuzione delle multe (da 40 a 27, sempre nei confronti di ragazzi che hanno meno di 30 anni).

I soccorsi per automobilisti in difficoltà passano da 2164 a 2307, le partenti ritirate per i più svariati motivi da 500 a 600 circa. “Le priorità per il 2011 rimangono quelle della lotta contro la guida in stato d’ebbrezza – dice il comandante Crocco – e dell’eccesso di velocità. Importantissima anche l’opera di prevenzione che già portiamo nelle scuole per educare i giovani neopatentati. Grande attenzione, inoltre, ai controlli sui mezzi pesanti”.

 

(*) Nota: aumentando i controlli, aumentano anche le contravvenzioni.


LA NUOVA SARDEGNA

In un anno ritirate più di seicento

28 dicembre 2010 — pagina 32 sezione: Nazionale

NUORO. Seicentodiciassette patenti ritirate in un anno, la maggior parte delle quali - sono 372, sospese perché il conducente di turno è stato beccato con una dose eccessiva di alcol in circolazione. Quello che si sta chiudendo in queste ore, insomma, è l’annus horribilis per gli automobilisti del Nuorese. I numeri della polizia stradale barbaricina raccontano, infatti, una provincia dove chi si mette al volante ha spesso alzato il gomito. Gli agenti della stradale da gennaio hanno ritirato, in media, poco più di una patente e mezza al giorno. Sono 372, dunque, quelle sospese per guida in stato di ebbrezza. Con luglio e agosto come mesi top: 129 patenti ritirate.

 I maschietti in questa poco invidiabile classifica, distanziano le donne: sono 113 quelli con la patente sospesa causa alcol, a fronte di 16 esponenti del gentil sesso. Le patenti ritirate dalla polizia stradale per eccesso di velocità, invece, nel corso del 2010 sono state 235. Mentre 10, invece, sono state sospese perché il loro possessore guidava sotto l’effetto di droga. (v.g.)


“L’ALCOL NON FINISCE PIU’ DI STUPIRCI”

 

ASAPS

Aosta, paura all’ingresso della Questura

Autista al quale la Stradale aveva tolto la patente per lo stato di ebbrezza si avvicina armato a due poliziotti e punta loro una calibro 9 carica, arrestato

AOSTA, 29 dicembre 2010 – Poteva davvero finire male, perché la pistola che i due poliziotti aostani si sono trovati puntati in faccia, era carica: colpo in canna e 14 colpi nel caricatore. Era la Beretta calibro 9 per 21 di Fiorenzo Porcu, 56 anni, originario della provincia di Cagliari ma residente a Ussel di Chatillon (Aosta). Il 22 dicembre, la Polizia Stradale della Vallée lo aveva sorpreso alla guida in stato di ebbrezza e gli aveva ritirato la patente, facendolo evidentemente arrabbiare. Così tanto da convincersi che la cosa più giusta da fare era quella di vendicarsi. Per questo motivo ha preso la sua pistola, l’ha caricata e si è portato con sé un secondo caricatore, anch’esso rifornito, e si è recato ad Aosta, cominciando ad aggirarsi attorno al centro polifunzionale della Polizia di Stato, dove ci sono tutti gli uffici, quelli della Questura e della Stradale, della Polizia di Frontiera e della Postale. Secondo i primi accertamenti le intenzioni non erano quelle di uccidere qualcuno, ma di colpire le auto di servizio. Dopo alcuni passaggi tra corso Battaglione e Via San Michele, l’uomo si è avvicinato a due uomini che erano appena usciti dall’ingresso principale, all’una e un quarto: si trattava dell’assistente capo Riccardo Leo e dell’agente scelto Sergio Frison, appena smontati dal turno con la volante. Porcu si avvicina e chiede “siete poliziotti? Sto per fare una sciocchezza, devo darvi questa”, e allunga la pistola carica ad altezza d’uomo. Soltanto il sangue freddo dei due poliziotti ha evitato che la situazione degenerasse. Porcu è stato disarmato e portato in questura, dove è stato perquisito e arrestato. A casa, poi, aveva un’altra pistola, parecchie cartucce e spade da collezione. Armi regolarmente denunciate, ma adesso confiscate: l’uomo aveva un porto d’armi sportivo che, però, gli era scaduto a fine agosto e che, dopo questo gesto, non gli verrà più rinnovato. In Tribunale Porcu è stato processato per direttissima ed ha patteggiato un anno di reclusione, poi, dopo la notte in Questura, è tornato in libertà. L’alcol non finisce più di stupirci…” (ASAPS)


NOTIZIE DI CRONACA GIUDIZIARIA

 

ASAPS

Assolto automobilista positivo all’alcol test per colpa dei medicinali contro l’asma

Dopo una lunga battaglia giudiziaria l’uomo ha dimostrato che l’etilometro è stato ingannato dall’etanolo contenuto nel farmaco

Milano, 29 dicembre 2010 – E’ riuscito a salvare la patente, ma soprattutto ad evitare la multa e una condanna penale "grazie" all’asma. Protagonista dell’avventura un automobilista incappato in un alcol test nel marzo del 2008 dopo un incidente stradale e che un mese fa, poco prima della sentenza di primo grado, è riuscito a dimostrare che la positività al controllo era legata solo all’uso dei farmaci a base di etanolo. Tutto ha avuto inizio in seguito ad un incidente stradale a causa di una mancata precedenza, sul posto interviene una pattuglia di Polizia Municipale che sottopone i due guidatori coinvolti nel sinistro al classico controllo del livello alcolico. E qui salta fuori l’inghippo. Un agente si accorge che uno dei due uomini "emanava dall’alito un lieve odore di alcol". Il successivo test dava ragione al “vigile”: "1,28 grammi per litro d’alcol", ben oltre quello 0,50 previsto dalla legge. Di qui la sospensione della patente e la successiva denuncia per "guida in stato di ebbrezza".

A distanza di quasi tre anni da quell’incidente, l’automobilista è riuscito ad avere giustizia. Il pm, al processo, aveva chiesto 3 mesi di condanna e 800 euro di multa. Il suo avvocato, è riuscito però a dimostrare che il valore alcolemico del suo cliente non era frutto di una serata di eccessi ma era stato provocato dall’etanolo contenuto nelle cure richieste dalla sua patologia. Da qui, la decisione del giudice di accogliere le tesi difensive e di assolvere l’imputato. (ASAPS)


ASAPS 29.12.10

Bere bene? Non conviene L’etilometro non perdona

L’etilometro vale anche da fermi : multa e patente sospesa sebbene l’uomo non stesse guidando

«Signor giudice, guardi che io ero fermo in sosta». Così si è difeso un cittadino di Pontassieve, il quale aveva subìto una maximulta e la sospensione per un anno della patente, dopo che gli agenti del Nucleo Volanti della polizia lo avevano sottoposto alla prova dell’etilometro. Ma il magistrato ha respinto il suo ricorso. La legittimità dell’adozione dell’atto impugnato, spiega la sentenza, si fonda sul rapporto stilato dalla polizia. Che rilevò il «comportamento penalmente rilevante di guida in stato di ebbrezza alcolica del ricorrente, accertato tramite le misurazioni del tasso alcolemico, risultate per ben due volte superiori al limite di legge (1,95 g/l-1,77 g/l nell’intervallo di 15’), e l’osservanza di dati sintomatici, desumibili dalle condizioni del soggetto (alito fortemente vinoso, occhi lucidi, frasi sconnesse, precaria deambulazione con difficoltà di equilibrio), a nulla rilevando che l’auto fosse ferma in sosta». Sul punto, dice il giudice, la Cassazione (37631/2007

) afferma che in materia di circolazione stradale, deve ritenersi che la “fermata” costituisca una fase della circolazione, «talché è del tutto irrilevante, ai fini della contestazione del reato di guida in stato di ebbrezza, se il veicolo condotto dall’imputato risultato positivo all’alcoltest fosse, al momento dell’effettuazione del controllo, fermo ovvero in moto». (DB 1303/2010) 

Ubriachezza: si può essere sanzionati anche in bici

Non c’è bisogno di guidare l’auto per fare danni: la guida in stato di ebbrezza è vietata e pesantemente sanzionata anche per i ciclisti. Lo sa bene un giovane marocchino (29 anni), al quale la malefatta è costata un processo e 516 euro. Fu sorpreso ubriaco a bordo di un mezzo a due ruote (per la legge si chiama ancora velocipede) sulla Statale Aurelia: è stato condannato dal Giudice di pace, in base all’articolo 186/2 del nuovo codice della strada. Il giovane era stato intercettato dalla polizia municipale mentre zigzagava con la bici: dovettero ricoverarlo all’ospedale per intossicazione alcolica acuta. (ES 2006) 

L’etilometro vince ancora: multa e patente sospesa a un uomo fermo in parcheggio

Hai bevuto un bicchierino di troppo? Non guidare. Anzi non metterti al volante, nemmeno per rimanere fermo. Non lascia dubbi una sentenza del giudice di pace. 

Il magistrato ha respinto il ricorso di un automobilista multato dalla Stradale in pieno centro, nella zona della “movida”. All’uomo era stata anche sospesa la patente. «A seguito di una prima constatazione de visu* - rileva il giudice - e poi del test alcolimetrico effettuato dai verbalizzanti, gli stessi hanno accertato lo stato di alterazione psicofisica derivante dall’influenza dell’alcool”. 

La pattuglia della polizia stradale riferiva nel suo verbale di aver notato l’uomo alla guida della propria autovettura, una Jeep Grand Cherokee, e constatato «lo stato di disarmonia psicofisica» dell’uomo. Che vanamente ha sottolineato al giudice «non stavo guidando: ero fermo in parcheggio». Perché secondo il giudice, «nel formulare l’articolo 186 del codice della strada, il legislatore ha inteso principalmente tutelare l’incolumità pubblica in ogni momento, prevedendo episodi dannosi dovuti a una guida condizionata allo stato di ebbrezza alcolica». (MTC 3833/2009). 

*= visivamente, ovvero di persona 

«Non bevo più»: restituita la patente. Il giudice di pace fa uno “sconto” di quattro mesi all’automobilista pentito

«E’ vero, quella volta avevo bevuto prima di guidare. Ma non l’ho fatto mai più, e l’automobile mi è necessaria per le esigenze lavorative e familiari». 

Con questa motivazione un quarantenne si è presentato davanti al giudice di pace per opporsi, o almeno ottenere uno “sconto” alla sospensione della patente decisa dal prefetto, in seguito a un controllo della Polizia municipale che lo aveva sorpreso alla guida in stato di ebbrezza. 

Il magistrato ha ritenuto legittima la misura cautelare disposta della prefettura (un anno di sospensione), ma ha voluto accertare che l’automobilista fosse in buona fede e gli ha chiesto di sottoporsi alle analisi del sangue «per accertare la situazione attuale dell’opponente nel suo rapporto con l’alcol ed anche per trarre elementi di giudizio in ordine alla di lui conclamata occasionalità dell’episodio». Le analisi hanno dato i risultati sperati (il sangue era “pulito”) e otto mesi di sospensione erano stati già scontati: gli ultimi quattro glieli ha cancellati il giudice. (CS 170/2009) di Antonio Scuglia da iltirreno.it 

 


L’ANGOLO DELLA SCIENZA

  

VA LETTO FINO IN FONDO

 

VITADAMAMMA.COM

Brindisi di capodanno incinta

Articolo del 28 Dec 2010 | 0 Commenti

Possiamo brindare al nuovo anno con un bicchierino di spumante anche se siamo in dolce attesa?

Personalmente non amo bere alcolici quindi durante le gestazioni non ho “sofferto” la mancanza del vino o di qualche liquore. E per me il divieto di bere alcol in gravidanza è stato tassativo, tuttavia il capodanno in cui ero incinta della mia secondogenita mi bagnai le labbra con una goccia di spumante! Molte mamme si chiedono se la coppa bene augurante di fine d’anno possa essere o meno bevuta.

In gravidanza meglio non fare uso di alcolici, rinunciare alla compagnia del vino non è un grosso sacrificio; questa è evidentemente una indicazione di buon senso.Ma ad onor del vero va sottolineato anche che non è dimostrato che un uso moderatissimo di alcolici leda al feto.

La nostra esperta linguista, la Dott.ssa Daniela Brancaccio, ci riporta le evidenze scientifiche pubblicate sul sito sciencedaily.com : http://www.sciencedaily.com/releases/2010/10/101015113512.htm

E’ scientificamente provato che un’assunzione elevata di alcool durante la gravidanza danneggi il feto e porti problemi al nascituro. Tuttavia molte recenti indagini si sono soffermate su quel che accade nel caso in cui la gestante assuma piccole quantità di alcool, evitando ovviamente i superalcolici, premettendo che anche fattori come l’educazione e l’estrazione sociale della madre abbiano un importante effetto sulla salute del feto.

Un primo studio statistico ha dimostrato che all’età di cinque anni i figli delle donne che bevevano occasionalmente ( non più di 1 o 2 alcolici a settimana), non mostravano nessun problema evidente sui test comportamentali e cognitivi.

Un secondo studio pubblicato in “Pediatrics” si è soffermato sull’associazione tra dose, campione e tempo di assunzione di alcool precedenti la nascita e problemi di sviluppo del neonato, raggiungendo le medesime conclusioni, che non vi era connessione tra bassa e occasionale assunzione di alcool e pericoli per il feto.

Ciò va analizzato con una certa attenzione, considerando che si definisce consumo di alcool basso un quantitativo che sia minore di 7 bevande alcoliche a settimana (ognuna di circa 10g) e che non superi le due bevande alcoliche (20g) al giorno. Le donne che consumano più di 70 g di alcool a settimana sono definite forti bevitrici e quelle che ne consumano 140g a settimana sono fortissime bevitrici. In tali casi i rischi per il nascituro ci sono e sono elevati man mano che aumentano la quantità e la frequenza di assunzione delle bevande.

In conclusione, gli attuali dati scientifici dimostrano che bere durante la gravidanza fa male al bambino e tale pratica non va assolutamente incentivata in quanto è associata con problemi gravi di sviluppo nel feto, ma nessuno studio afferma che un bicchiere occasionale, evitando i superalcolici, sia associato a danni permanenti o effettivi nel feto prima e nel bambino poi.

Dunque, mammine, bevete pure un goccino di spumante a capodanno, ma evitate l’alcol sempre durante la gravidanza. Secondo la mia opinione di Madre, malgrado piccole quantità di alcolici possano apparire innocue è sempre e comunque meglio non bere affatto. WHEN YOU DRINK ALCOHOL, YOUR UNBORN CHILD DRINKS IT TO, in pratica vuol dire che nel momento in cui tu mamma bevi degli alcolici anche il bambino che porti nella pancia beve insieme a te!


ATTENZIONE AI CONSIGLI DELL’ONCOLOGO!!!

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Salute: dall’oncologo decalogo per prendersi cura di se’ nel 2011

Roma, 28 dic. (Adnkronos Salute) - Un nuovo anno in arrivo, il momento di tracciare nuovi propositi per prendersi cura di se’ e trascorrerlo in buona salute. Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di Oncologia medica dell’Istituto nazionale tumori di Aviano, suggerisce il decalogo per stare bene, che ha messo a punto per il 2011.

1) Non fumare o, se si fuma, smettere immediatamente: non è mai troppo tardi, a tutte le età. Ricordare che anche il fumo passivo fa male. Tutte le droghe fanno male.

2) Non abusare dell’alcol. Qualche bicchiere di vino al giorno ai pasti può fare addirittura bene, ma non bere mai fuori dai pasti, se non in circostanze particolari (feste, eccetera). Attenzione all’alcol e ai superalcolici nei giovani e nei giovanissimi. Non bere quando ci si appresta a guidare.

3) Mantenere il giusto peso, controllando l’alimentazione (meno grassi e carne e più frutta e verdura di stagione) facendo ricorso all’attività fisica (se si è giovani facendo sport anche amatoriali e/o frequentando una palestra, altrimenti una camminata a passo veloce di mezz’ora a giorni alterni può essere sufficiente). Evitare lo stress eccessivo.

4) Al volante essere prudenti. Non aver bevuto in precedenza, moderare la velocità, non usare il telefonino, evitando anche se possibile vivavoce e auricolare, controllare le gomme e i freni, ed essere comunque cortesi con gli altri automobilisti e rispettosi di pedoni e ciclisti. Quando si esce in compagnia, adottare il sistema che chi guida non beve (a turno, ovviamente).

E ancora:

5) Cercare di lasciare il più possibile l’auto a casa e camminare o andare in bicicletta: si diminuisce così l’inquinamento (che è dovuto soprattutto ai gas di scarico), si fa contemporaneamente attività fisica e si diminuisce lo stress.

6) Non eccedere nell’esposizione al sole o a sistemi artificiali che predispongono ai tumori della pelle (anche potenzialmente mortali come il melanoma).

7) Se si riscontrano anomalie persistenti - quali tosse insistente, voce alterata, difficoltà a respirare, cuore che batte irregolarmente e frequentemente, febbricola, calo di peso inspiegato, noduli della pelle come nei che cambiano colore o che sanguinano o che fanno solo prurito, sanguinamento inspiegato a livello della bocca o delle vie genitali o del retto - andare dal proprio medico di fiducia.

8) A seconda dell’età, suggerisce ancora l’oncologo, procedere agli screening per la diagnosi precoce e la prevenzione dei tumori dell’utero, della mammella, del colon retto, della prostata. Se si hanno parenti stretti (genitori, figli, fratelli) che hanno sviluppato tumori della mammella, colon retto e prostata, sussiste un aumentato rischio di sviluppare questi tumori e potrebbe essere necessario adottare indagini di screening più precoci e più sofisticati.

9) Monitorare il rischio cardiovascolare, controllando pressione arteriosa e colesterolo tra gli altri.

10) Evitare l’acquisizione di malattie che si trasmettono sessualmente, che non sono assolutamente scomparse ma anzi in aumento, conclude Tirelli.


ECCO LA RISPOSTA DELLA SCIENZA ALL’ARTICOLO PRECEDENTE

 

DOCTORNEWS 33

Bandire l’alcol per prevenire il cancro

19.2.09 Anno 7, numero 30

Un solo bicchiere al giorno è in grado di far aumentare i rischi dal 9% al 168%, a seconda dell’organo colpito. La cattiva notizia per i sostenitori dei benefici delle piccole dosi arriva dalla Francia, dall’Istituto nazionale del cancro (Inca), che in una brochure - "Alimentazione e prevenzione del cancro. Dalle conoscenze scientifiche alle raccomandazioni - destinata agli operatori sanitari fa un bilancio degli studi più recenti sul legame tra cancro e nutrizione. Per quanto riguarda l’alcol gli esperti francesi, basandosi sulle evidenze scientifiche, precisano che l’aumento di rischio tumori è significativa a partire da un consumo medio di un bicchiere al giorno, circa 10 grammi di etanolo secondo la misura standard stabilita dai ricercatori. E non dipende dal tipo di bevanda scelta, ma solo dalla quantità di alcol: whisky (basta un quarto di bicchiere), vino (un bicchiere da rosso), birra (una pinta media). Anche con piccole dosi giornaliere, dunque, cresce del 168% il rischio di cancro della bocca, della faringe e della laringe . E aumenta del 28% quello dell’esofago, del 10% quello del seno e del 9% quello al colon.


ASPETTIAMO ANCHE I PRIMI INCIDENTI PROVOCATI DALLE PATENTI AD ORE...

 

LA NUOVA SARDEGNA

Patente a ore, comincia la caccia, record di richieste nel Nuorese

28.12.10

«Patente a ore»: è un minuscolo e sinora semi-sconosciuto articolo del nuovo codice della strada. Un articolo che in questi ultimi mesi del 2010 si è trasformato, a Nuoro e

Giovedì, 30 Dicembre 2010
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