Giovedì 26 Novembre 2020
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Rassegna alcol e guida del 21 dicembre 2010

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta
 

RISPOSTE AI COMMMENTI SUL LIBRO “VINO E BUFALE” DEL SITO ACINOPARLANTE

Gentile sign.  Pasquali,
leggo con particolare interesse il Suo prezioso articolo.
Vorrei, se mi permette, condividere con Lei alcuni flash che mi sono venuti in mente nel leggere la Sua lettera.
A - Quando i nostri vecchi nel ’18 sono rientrati come profughi nel nostro paese, hanno trovato quasi tutte le case distrutte, alcune osterie funzionanti e ben rifornite, nessun dottore e nemmeno una macelleria. Il vino perciò fa parte della nostra cultura.
B - Le nostre associazioni, sempre molto attive per la comunità, in queste fredde giornate, alle feste per bambini in piazza, propongono, per riscaldarsi, vin brulè accanto al buon Babbo Natale.
C - La nostra Cantina Sociale offre lavoro (reddito) ai molti contadini/soci che ogni anno conferiscono l’uva per fare vino di alta qualità.
D - Nella nostra borgata molte famiglie non sono serene a causa di questa bevanda. Ci sono ragazzi che si sono picchiati perchè un po’ alticci, altri riescono a relazionarsi solo davanti ad un bicchiere di vino o birra. C’è chi è stato arrestato perchè, dopo aver bevuto, non si è comportato troppo bene con gli agenti, chi si incontra solo perchè è presente il vino o la birra, chi fra le mura domestiche vive in uno stato di disagio a causa di questa bevanda, chi mette il vino prima di sentimenti e relazioni e anche qualche morto. Di quest’ultimi rimane un bel ricordo... naturalmente solo un ricordo perchè sono deceduti.
A differenza di Lei, che colgo molto preparato sull’argomento, non conosco le conseguenze che provoca l’alcool presente nel vino, nella birra o nella grappa, sull’organismo dei bambini, di giovani,  degli adulti o degli anziani ma so per certo che chi beve bevande alcoliche, anche se in piccola quantità, diviene alterato. Il cervello non è più dell’uomo ma del vino.  Si diventa più sciolti, interessanti, vulnerabili e alcune volte purtroppo anche aggressivi.
Trovo molto interessante, in una società che tramite messaggi che inducono a non pensare o a fare delle valutazioni per gli interessi degli altri (esempio la pubblicità e la distorsione di notizie) che anche il vino, in molte persone, abbia un ruolo determinante per falsare la personalità.
Nel ringraziarLa per avermi dato l’opportunità di fare alcune valutazioni personali, che molto probabilmente altrimenti non avrei realizzato, vorrei concludere chiedendoLe, se possibile, un aiuto: per il pranzo di Natale vorrei acquistare una bevanda NON alcolica, buona, gustosa e interessante. Cosa mi consiglia?
La saluto, in attesa di un Suo consiglio.
Gigi Torboli  Mori Trento  gigi@torbol.it  

Eg. sig. Pasquali,
su Acino Parlante ho letto i suoi commenti al libretto "VINO e BUFALE".
Lei si ribella perchè qualcuno cerca di dire la verità sul vostro vino ma è ora che anche voi vi rendiate conto che "il Re è nudo".
Il vino, come lei sa, contiene dal 10% al 16% di alcol etilico e l’alcol etilico è considerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, una droga a tutti gli effetti in quanto ha potere psicoattivo, dà assuefazione, dà dipendenza psichica, dà dipendenza fisica ed implica pericolosità individuale, sociale e familiare.
Inoltre sulla rivista Lancet è uscito un nuovo studio condotto da David Nutt, ex consigliere britannico per la lotta alla droga, che afferma che per la salute e per il suo impatto negativo generale sulla società, l’alcol rappresenta una minaccia più dannosa di cocaina, cannabis o ecstasy. Insomma l’alcol viene identificato come lo stupefacente più negativo e pericoloso.
Brutte notizie anche sul versante salute arrivano dalla Francia, dall’Istituto nazionale del cancro (Inca). Gli esperti francesi, basandosi su evidenze scientifiche, precisano che l’aumento di rischio tumori è significativo a partire da un consumo medio di un bicchiere al giorno, circa 10 grammi di etanolo secondo la misura standard stabilita dai ricercatori. E non dipende dal tipo di bevanda scelta, ma solo dalla quantità di alcol: whisky (basta un quarto di bicchiere), vino (un bicchiere da rosso), birra (una pinta media). Anche a piccole dosi giornaliere, dunque, cresce del 168% il rischio di cancro alla bocca, della faringe e della laringe. E aumenta del 28% quello dell’esofago, del 10% quello del seno e del 9% quello del colon. Come se non bastasse, un recentissimo studio pubblicato sull’American Journal of Cardiology afferma che bere alcol aumenta il rischio di sviluppare patologie coronariche, sebbene l’alcol sia considerato da diversi studi protettivo contro le malattie coronariche.
Queste ricerche hanno una caratteristica in comune molto importante: non sono state finanziate da produttori o rivenditori di bevande alcoliche. In poche parole possono tranquillamente dire la verità perchè non hanno nessun legame che le vincoli al mondo dei produttori.
Lei è libero di accettare o meno quello che afferma la scienza libera.
Certamente le fa più comodo sbandierare i risultati delle ricerche che affermano che il vino fa bene alla salute e si ribella quando qualcuno cerca di farle aprire gli occhi e mostrarle il Re nudo.
Purtroppo il vino contiene alcol ed è l’alcol a minacciare la sicurezza stradale, la salute delle persone, la pace delle famiglie.
Prosit.
Guido Dellagiacoma


CORRIERE DI RIETI

Prevenzione contro alcol e tabacco tra i banchi di scuola.
Diversi gli istituti superiori della città che hanno aderito al progetto “Unplugged” promosso dalla Asl e finanziato dall’Ue.
RIETI, 21.12.2010 - Prosegue, anche nel nuovo anno scolastico, l’attività formativa prevista dal progetto “Unplugged”, promosso dall’Azienda sanitaria locale e finanziato dalla Comunità Europea, con l’obiettivo di prevenire l’uso di alcol, tabacco ed altre sostanze psicoattive tra gli adolescenti. Frutto della collaborazione tra il servizio dipendenze e patologie d’abuso, il servizio materno infantile e il dipartimento di prevenzione dell’Azienda, il progetto si realizza grazie al coinvolgimento degli studenti degli istituti superiori di Rieti che hanno aderito all’iniziativa: Istituto tecnico commerciale, Istituto professionale per l’agricoltura e l’ambiente, Istituto tecnico per geometri, il liceo socio-psico-pedagogico, Istituto professionale per i servizi commerciali e turistici. Da registrare, inoltre, per il primo anno, l’adesione della scuola media A. Maria Ricci. L’uso di tabacco, alcol ed altre sostanze psicoattive rappresenta attualmente uno dei problemi di salute pubblica più diffusi tra i giovani dei paesi sviluppati. È a loro che il progetto Unplugged si rivolge per educare ed informare attraverso lezioni mirate, tenute in classe direttamente dagli insegnanti, adeguatamente formati e supportati dal coordinatore aziendale del progetto, dottor Stefano Marci, e dai componenti del gruppo di lavoro, i dottori Adelaide Bonifazi, Rosella Pacifico, Felicetta Camilli e Gianluca Fovi. Prevenire la sperimentazione di tali sostanze nei soggetti che non ne hanno mai fatto uso e impedire che l’uso diventi abuso nei soggetti che hanno già provato. Queste le finalità specifiche del progetto "Unplugged", che nasce con l’obiettivo più ampio di migliorare il benessere e la salute psico-sociale dei giovani attraverso il riconoscimento delle abilità personali utili alla gestione dell’emotività e delle relazioni sociali e il potenziamento dei fattori di protezione necessari a contrastare i comportamenti a rischio.

WINENEWS

Roma - 21 Dicembre 2010
IL VINO DEVE TORNARE AD ESSERE UN ALIMENTO “VIVO” IN TAVOLA ED I GENITORI A TRASMETTERE LA SUA CULTURA AI FIGLI: PAROLA DI BEPPE FIORELLO, TESTIMONIAL DELLA CAMPAGNA “VINO E GIOVANI” DI ENOTECA ITALIANA. 
“Io vengo da una famiglia di quattro fratelli, ma ho sempre sospettato che mio padre avesse un quinto figlio: il vino. Non per ubriachezza, ma nei momenti di aggregazione della nostra famiglia, dove non c’era racconto senza un bicchiere di vino davanti. Quando i miei figli hanno sentito per la prima volta il profumo del vino si sono emozionati. La mia generazione spiega poco cos’è il vino.
Si beve, punto. Senza spiegare cosa c’è dietro, mentre invece il vino deve tornare ad essere un alimento “vivo” nelle nostre tavole”. Parola dell’attore Beppe Fiorello, testimonial oggi a Roma di “Vino e Giovani”, la campagna di educazione alimentare e comunicazione ad hoc per le nuove generazioni di Enoteca Italiana e Ministero delle Politiche Agricole, alla Facoltà di Economia dell’Università degli Studi “Tor Vergata”, dove si è parlato non solo di vino in quanto voce fondamentale dell’economia italiana, ma soprattutto come elemento del “gusto di vivere” tipicamente italiano, capace di influenzare la società, e di cui i giovani rappresentano la nuova leva competitiva del futuro perché a loro è affidato il ruolo di esportarne la cultura nel mondo. (*)
E per raggiungere i giovani e trasmettere loro prima di tutto l’importanza del consumo consapevole e moderato di vino “il modo migliore è affidarsi alla cultura - spiega il presidente di Enoteca Italiana Claudio Galletti - e in questo senso è più facile parlare con loro, perché il vino acquisisce così anche il valore di senso di appartenenza come simbolo di un territorio e delle sue tradizioni, non può essere una trasgressione, ma è un moderno veicolo della qualità della vita”.
“Il vino non è solo una delle principali voci dell’economia italiana - sottolinea Adriano Rasi Caldogno, capo Dipartimento Politiche Competitive del Mondo Rurale e della Qualità del Ministero delle Politiche Agricole - e nemmeno solo una bevanda alcolica tout court, ma un alimento che porta con sè una cultura, che fa parte della nostra tradizione mediterranea. Bere con moderazione, con attenzione, nei momenti di convivialità e cultura, appunto, è un elemento del nostro “gusto” e piacere di vivere, che è poi il nostro modo di rapportarsi con il cibo”.
E ad indicare quale può essere il ruolo dei giovani per il futuro del mondo del vino è Paola Paniccia, direttore Master Economia e Management delle Attività Turistiche e Culturali della Facoltà di Economia dell’Università “Tor Vergata”: “quello del vino è un tema che può essere letto da diverse angolazioni. Ma anche in una visione di insieme, trasversale e globale - sottolinea - non è una realtà isolata nello sviluppo dei fenomeni economici e sociali, perché capace di influenzare il nostro stile di vita. Le nostre produzioni fanno il made in Italy e per chi studia management questo è un concetto fondamentale”. Per Paniccia, “allo stesso tempo il vino è ambasciatore della cultura di un territorio e del popolo che vi abita. La crisi economica ci ha dimostrato che oggi servono sempre più “ricette” alternative per valorizzare territori e prodotti. Questo è il ruolo dei giovani e questo rappresenta la nuova leva competitiva del futuro. Il ruolo dei giovani - conclude - è fondamentale per esportare la cultura del vino nel mondo. Il valore economico è importante, ma lo sono anche e soprattutto quello delle persone e dei progetti”.

(*) Nota: è una promozione del vino mascherata da prevenzione. Tant’è vero che chi l’organizza appartiene ai mondi agricolo ed economico. Non c’è però molto da preoccuparsi: la massiccia campagna pubblicitaria del vino in questi ultimi anni ha avuto come risultato un calo del trenta per cento dei consumi. Medici e psicologi non avrebbero saputo fare meglio.

IL CORRIERE DI COMO

Alcolici agli “under 16”, denunciato barista     
In via Diaz a Como Si tratta del terzo caso da quando è attivo il pool anti-movida
Martedì 21 Dicembre 2010 - Il clima rigido non invoglia certo alla “movida”, ma i locali di Como continuano ad essere sotto la lente della polizia locale.
Lo scorso autunno erano stati tre i pubblici esercizi segnalati dal pool anti-movida, attivo da alcuni mesi in città, dopo il protocollo d’intesa messo a punto tra Comune di Como, Procura e forze dell’ordine. Il pool aveva portato a termine a fine ottobre un primo blitz che aveva costretto ad abbassare le saracinesche il “Mangu” di via Milano, un discopub aperto da poche settimane. Altri due locali erano stati costantemente monitorati. Ieri il settore Commercio di Palazzo Cernezzi ha invece comunicato una nuova denuncia per vendita di alcolici ai minori sotto i 16 anni. «Si tratta di un esercizio di via Diaz sul quale sono in corso ulteriori accertamenti da parte degli inquirenti» spiega il Comune in una nota.
La denuncia è stata presentata in Tribunale dalla polizia locale che ha effettuato oltre un controllo contestando l’articolo 689 del Codice penale al titolare del locale e a chi stava servendo al banco. Ora sarà il giudice a stabilire la fondatezza del reato contestato. «In caso positivo - prosegue la nota di Palazzo Cernezzi - il titolare rischia pesanti ammende e anche la sospensione della licenza. La denuncia effettuata segue le verifiche promosse nei locali cittadini dall’amministrazione in collaborazione con la Procura di Como, la polizia locale e il settore Attività produttive del Comune». Il locale di via Milano, intanto, è ancora chiuso. Una cinquantina di residenti nella via aveva presentato un dettagliato esposto in Procura. «Nelle scorse settimane - conclude il Comune - sono state riscontrate anche irregolarità in una discoteca, dove l’attività dopo una sospensione di alcuni giorni, è già ripresa. Le contestazioni riguardavano la sicurezza degli avventori e il disturbo della quiete pubblica». 

ADNKRONOS

Savona, ucciso senza tetto romeno: arrestato moldavo
Secondo quanto riferito da un testimone, intorno alle 23, tra i due uomini, ubriachi, sarebbe scoppiato un litigio per futili motivi e il moldavo avrebbe colpito il romeno prima con la spranga e poi con il coltello
Genova, 21 dic. - (Adnkronos) - Un senza tetto romeno di 53 anni e’ stato ucciso a colpi di spranga e di coltello questa notte a Savona negli ex cantieri Solimano. Per il suo omicidio i carabinieri hanno arrestato un altro straniero senza fissa dimora, un quarantenne moldavo. Secondo quanto riferito da un testimone, intorno alle 23, tra i due uomini, ubriachi, sarebbe scoppiato un litigio per futili motivi e il moldavo avrebbe colpito il romeno prima con la spranga e poi con il coltello.

IL SECOLO XIX

Ubriaco irrompe in Comune: riunione sospesa
Sarzana 20 dicembre 2010 - Ubriaco, irrompe a Palazzo Civico, disturba un incontro pubblico ma si dilegua al suono delle sirene delle Forze dell’ordine . E’ accaduto ieri pomeriggio poco prima delle ore 17 nella sala consigliare di palazzo civico a Sarzana, curiosamente durante il convegno dal titolo “Sei proprio sicuro di stare al sicuro”, organizzato dalla cooperativa Coopselios anziani, dedicato alla prevenzione contro tutti i tipi di imprevisti per le persone di una certa età. A un certo punto è entrato un uomo che ha dato evidenti segni di squilibrio, barcollando e alzando la voce, tanto che è scattata la telefonata alla Polizia Municipale, che non è riuscita a rintracciarlo, anche perché nessuno è stato in grado di fornirne una descrizione dettagliata. Sconcerto tra le decisine di cittadini presenti alla riunione alla quale hanno preso il sindaco Massimo Caleo, l’assessore ai servizi sociali Rosanna Pittiglio, il vicequestore Corrado Mattana e il dirigente dei vigili del fuoco Leonardo Bruni.

LA SICILIA

Entra nella notte in palazzo di via Stramondo ubriaco vola dalla tromba delle scale: è grave
Catania. Martedì 21 Dicembre 2010 - Un romeno del quale non si conoscono le generalità si trova ricoverato in prognosi riservata, dalla scorsa notte, all’ospedale «Vittorio Emanuele», per un episodio dai contorni ancora non del tutto chiari e di cui lo stesso straniero si sarebbe reso comunque protagonista.
Il romeno (si suppone che sia tale dalla fisionomia e da alcuni oggetti che portava addosso), di età compresa fra i venti e i trent’anni, si sarebbe preso, infatti, una brutta sbornia nella tarda serata di domenica e, girando per la zona di San Berillo, suonando qualche campanello a casaccio, sarebbe riuscito a farsi aprire e ad introdursi in uno stabile di via Stramondo, l’ultima traversa a destra di via Ventimiglia, nel tratto compreso fra la via De Curtis e la via Antonino di San Giuliano.
Salite più rampe non si sa bene come, viste le sue condizioni (all’uomo è stato riscontrato successivamente uno stato di coma etilico), lo sconosciuto ha raggiunto l’ultimo piano dello stabile. Poi, molto probabilmente perché si è sporto un po’ troppo, si è lasciato andare giù, precipitando dalla tromba delle scale.
E’ stato il rumore dell’impatto del corpo inanimato del romeno contro il suolo a fare scattare l’allarme: al numero di pronto intervento dei carabinieri, il 112, sono arrivate diverse segnalazioni, cosicché, in breve, una «gazzella» del nucleo radiomobile è arrivata in via Stramondo ed ha fatto scattare i soccorsi.
Il poveretto è stato condotto all’ospedale «Vittorio Emanuele», dove è giunto in condizioni davvero difficili sia a causa della sbronza, sia per le ferite riportate. Inevitabile che i medici si riservassero la prognosi.
c.m.

TRENTINO

Aveva un tasso alcolemico di 1,9. I controlli di carabinieri saranno intensificati durante le festività di fine anno
Esce dal Fanum ubriaco e gli sequestrano l’auto
ROVERETO. Una notte di controlli con l’alcotest sia in città che sulle strade di collegamento. E i risultati non sono mancati. Infatti i carabinieri del Nucleo radiomobile di Rovereto hanno beccato due automobilisti che avevano particolarmente esagerato con l’alcol. Nella notte tra sabato e domenica (i controlli sono iniziati alle 22 per concludersi alle 5 del mattino) sulla statale della Gardesana è stata fermata una Opel Corsa guidata da un cinquantenne che all’esame dell’etilometro è risultato positivo con un tasso di 1,9 (limite 0,5). Risultato: patente ritirata e auto sequestrata ai fini della confisca. L’uomo era da poco uscito dalla discoteca Fanum di Loppio dopo un’allegra serata e stava tornando a casa in direzione di Rovereto.
 Per un soffio non ci ha rimesso la macchina un altro cinquantenne fermanto in via Benacense con un tasso di 1,4. E i controlli saranno particolarmente intensificati in concomitanza con le festività di Natale e di fine anno.

IL CITTADINO

Triuggio, incappa in un controllo ma è ubriaco: picchia i carabinieri
21 dicembre 2010CronacaCommenta Triuggio – Completamente ubriaco ha aggredito i carabinieri che volevano sottoporlo a controllo, uno di loro è pure finito in ospedale. Lui, un pugliese di 47 anni residente in paese, è invece finito in manette. E’ accaduto la scorsa notte: Giuseppe R., incappato in un controllo dei carabinieri, ha dapprima minacciato e insultato, quindi spintonato i militari, colpiti ripetutamente con calci. Il carabinieri ferito ne avrà per tre giorni.

IL CORRIERE DI COMO

Disabile ubriaco riottiene l’auto    
Per l’avvocato «può guidarla solo lui»
Martedì 21 Dicembre 2010  «Il mio assistito ha una tale disabilità che gli consente di guidare soltanto la sua auto. Quindi se non sospende il provvedimento di sequestro del mezzo, è come se non gli avesse nemmeno restituito la patente». Con questa tesi, che è andata incontro a un vuoto normativo all’interno del Codice della Strada e riferito alle auto per disabili, l’avvocato Pier Paolo Livio ha ottenuto il parere favorevole del giudice di pace che ha così ridato il mezzo al cliente del legale. Auto che - viste le modifiche necessarie per renderla guidabile - era utilizzabile unicamente dal proprietario stesso e che dunque non avrebbe nemmeno potuto andare all’asta. Il tutto trae origine da un fatto del 25 ottobre, quando un 28enne con una disabilità del 100%, viene trovato al volante ubriaco, con un tasso di alcol nel sangue tre volte oltre il consentito: inevitabile la sospensione della patente (per un anno) e la confisca dell’auto. Il mezzo tuttavia era stato costruito appositamente per consentire la guida alla persona fermata. Da qui le mosse dell’avvocato che, una volta riottenuta la patente - per «gravi motivi», in quanto necessaria per andare al lavoro - ha poi avuto dal giudice anche l’auto confiscata. Il 28enne patteggerà la pena sostituendola con lavori di pubblica utilità.
Mauro Peverelli 

CORRIERE DI VITERBO

Condannato il pirata della strada.
Estone di 48 anni, risultato positivo al controllo dell’etilometro, non si era neanche fermato.
Aveva travolto e ucciso con il tir un anziano: pena di due anni e due mesi.

VITERBO, 21.12.2010 - Travolge con il suo tir un ultraottantenne, non si ferma a soccorrere l’anziano e viene trovato con un tasso alcol emico cinque volte superiore al limite consentito: condannato a due anni e due mesi. Per il 48enne estone che il 15 dicembre, con il suo autoarticolato falciò Sigismondo Polidori mentre stava passeggiando per le vie del suo paese, è stata emesso un verdetto di colpevolezza dal tribunale di Viterbo. L’anziano 81enne era stato investito all’altezza di una curva, nel pieno centro abitato di Gradoli e secondo la ricostruzione operata dai carabinieri, sarebbe stato urtato e poi travolto dal rimorchio del mezzo pesante. Tuttavia l’estone ha sostenuto di non essersi accorto di nulla e solo per questo motivo avrebbe continuato la sua corsa per qualche metro, fino a che non è stato fermato da alcuni passanti che avevano osservato quello che era successo. Per l’anziano 81enne a quel punto, però, non c’era stato più niente da fare. Al momento dell’arrivo dei soccorsi il personale medico e paramedico del 118 non aveva pèotuto far altro che constatarne il decesso. L’impatto con il tir era infatti stato così violento da procurare ferite letali all’uomo, rende peraltro irriconoscibile il poveretto. L’estone alla guida del mezzo pesante, una volta fermatosi, era stato arrestato dalle forze dell’ordine e accusato di omissione di soccorso, omicidio colposo e anche di guida in stato di ebbrezza. Secondo gli accertamenti svolti dalle autorità competenti subito dopo l’accaduto, infatti, l’uomo aveva fatto registrare un tasso alcolemico pari a 2,2 per cento. Quantità cinque volte superiore al limite consentito per un guidatore di mezzi pesanti (0,5 per cento). L’imputato è stato processato ieri con il rito abbreviato. A lui, come detto, è stata inflitta condanna di due anni e due mesi di reclusione. Un giudizio, però, meno severo, rispetto all’istanza presentata dal pm Franco Pacifici, che aveva chiesto di condannare il 48enne a tre anni e tre mesi di reclusione. I figli del pensionato, che si sono costituiti parte civile e rappresentati dall’avvocato Luigi Sini, si erano allineati alle richieste del pubblico ministero
Antonella Pace

CORRIERE DI SIENA

Tassista ubriaco blocca spazzaneve.
Arrestato a Firenze.
FIRENZE, 21.12.2010 - Un automobilista ubriaco è stato arrestato a Firenze per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e per aver picchiato un vigile urbano che lo sollecitava a spostare la sua auto privata mentre stava ostruendo un mezzo spalaneve impegnato nell’emergenza maltempo, che da tre giorni attanaglia il capoluogo toscano. L’episodio è accaduto domenica sera in viale dei Mille, vicino allo stadio. L’arrestato è un fiorentino, di professione tassista, che non stava lavorando ed era libero dal servizio. L’uomo aveva posizionato il suo mezzo, un Land Rover, in modo tale che stava ostacolando le operazioni di pulizia dell’asfalto da ghiaccio e neve. Quando l’operatore dello spazzaneve lo ha avvisato con clacson, richiami e cenni, non si è spostato. A bordo del mezzo speciale c’era anche un vigile urbano il quale è sceso per ordinargli di portare via il Land Rover. Il tassista lo ha invece insultato e aggredito con calci, pugni e schiaffi; è stato immobilizzato solo per l’intervento dell’operatore dello spalaneve e di altre persone. La polizia municipale lo ha poi arrestato in flagranza. Dal test alcolico il tassista è risultato ubriaco con tasso di 2 e 2,2 nelle due prove fatte

PEDIATRIC SUPERSITE

Consumo di alcol e aumento del rischio di SIDS (Sudden Infant Death Sindrome)
Libera traduzione di Roberto Argenta 
Phillips DP. Tossicodipendenze.
Secondo i ricercatori dell’Università di California, San Diego il consumo di alcol da parte dei genitori sembra essere un fattore rischio per la sindrome della morte improvvisa infantile (SIDS). Tuttavia non è chiaro se si tratta di un fattore di rischio indipendente o un fattore di rischio che agisce in combinazione con altri fattori noti.
"In generale, l’alcol è conosciuto per alterare la capacità di discernimento e per peggiorare le cure pediatriche", hanno scritto i ricercatori.
"All’interno di una ampia letteratura, gli studi incentrati sulla SIDS forniscono un insieme di evidenze sugli effetti del consumo di alcol".
I dati sulla mortalità infantile sono stati estratti da tre fonti: i certificati di morte informatizzati degli Stati Uniti, le nascite e i dati relativi alle circostanze delle morti infantili e la Fatality Analysis Reporting System (Fars).
Lo studio ha incluso tutti i casi di SIDS e di altri morti infantili verificatisi del 1973-2006.
Sono stati misurati il numero di decessi atteso e quello osservato il primo giorno dell’anno, la media del numero di decessi osservati nei fine settimana e il tasso di mortalità per SIDS in figli di madri che consumano alcol, messo a confronto quello delle madri che non consumavano alcol.  
I ricercatori hanno scoperto che c’è stato un picco del 33% di SIDS nel primo giorno dell’anno, molto più del normale incremento che si verifica in tutto il periodo invernale.  
Questo picco è stato rilevato in tutti  i singoli anni oltre che nell’insieme degli anni valutati.  
Inoltre, è stato rilevato anche un aumento del 14% della SIDS il giorno dopo il 4 luglio e il 20 aprile, quando si celebra una giornata di controcultura per la cannabis.
I ricercatori hanno quindi il sospetto che il picco di SIDS nei fine settimana e la più alta probabilità di morire di SIDS sia associato alle madri che consumano alcol.
I ricercatori sostengono che "Il nostro è il primo studio degli Stati Uniti a fornire prove su larga scala che identificano l’alcol come un possibile fattore di rischio per SIDS,".

 

 

 

Mercoledì, 22 Dicembre 2010
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