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Rassegna alcol e guida del 18 gennaio 2010

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

LA REPUBBLICA
"Fatevi due bicchieri", Zaia sta con Bof

Si è aperto un dibattito sulla proposta del sindaco di Tarzo Gianangelo Bof che vuole sponsorizzare con manifesti il consumo del vino. Contrario il primario di psichiatria Pier Paolo Urbani: "Scriviamo sulle bottiglie che l’alcol è pericoloso". Dalla parte del primo cittadino leghista, invece, il ministro Luca Zaia: "E’ mio discepolo" (*)
di Francesco Del Mas
TARZO, 18 gennaio 2010. «Il vino fa male. Scriviamolo sulle bottiglie, come abbiamo fatto per il fumo sui pacchetti di sigarette». Lo propone Pier Paolo Urbani, primario psichiatra, che definisce «pericolosa» la proposta del sindaco di Tarzo Gianangelo Bof, che incoraggia a bere 2 bicchieri. «Bevete pure 2 bicchieri di vino al giorno, perché fanno bene» è quanto il sindaco di Tarzo, Gianangelo Bof, titolare della «Mondaresca», scriverà nei manifesti che distribuirà nei locali del territorio comunale. Plaudono all’iniziativa i produttori di vino e chi apprezza un calice di prosecco. Preoccupati, invece, i medici.
«Con i due bicchieri siamo al limite - obietta Pier Paolo Urbani, che da primario dirige la psichiatria a Vittorio Veneto e nel Quartier del Piave - il messaggio che l’amico Bof intende dare non è affatto positivo. Non solo i medici, ma anche chi ha incarichi istituzionali dovrebbe invitare a bere con estrema moderazione». Di più. Urbani, essendo del parere che contro l’abuso o, comunque, l’eccesso di alcol dovrebbe essere condotta «una guerra con la stessa determinazione di quella dichiarata al fumo», propone che sulle bottiglie di vino compaiano etichette che avvertano della pericolosità del vino, quando è assunto in abbondanza. Così come accade per i pacchetti di sigarette.
Urbani, insomma, sostiene la necessità della «par condicio». Il ministro delle politiche agricole, Luca Zaia, difende invece Bof. «E’ mio discepolo - dice - sa, infatti, che due bicchieri di vino corrispondono al limite di 0,5 gradi di alcol nel sangue consentito per chi guida. Limite presente in quasi tutta l’Europa». In Polonia, per la verità, c’è lo 0,2.
«Ma gli incidenti d’auto provocati dall’alcol sono più numerosi che da noi» ribatte Zaia, il quale ricorda di aver partecipato ad una puntata di «Porta a porta» per sottoporsi ad un alcoltest da parte della Polstrada. «Avevo bevuto due bicchieri di Brunello e, ciò nonostante, mi trovarono nel pieno rispetto di quel limite». D’altra parte, gli incidenti stradali provocati dall’alcol sono 2 ogni cento (la percentuale è del 2,09). «Eppure - lamenta il Ministro dell’agricoltura - tutti criminalizzano il vino, mentre al volante si fanno più danni quando si fuma o si è imbottiti di psicofarmaci». 
Certo, anche Zaia consiglia di bere con moderazione e, soprattutto, di affidarsi alla qualità. Ma è contrario alle etichette sulle bottiglie, ricordando che il vino rappresenta un patrimonio, non solo economico, da difendere, anzi da promuovere. Il primario Urbani non teme i due bicchieri ma è preoccupato che passi da qui l’escalation verso maggiori quantità. E’ allarmato, per esempio, dei «troppi spritz che con troppa disponibilità» vengono assunti dai giovani, «fino ad essere divenuti una moda, quasi una cultura». L’alcol, insomma, come «disinibitore». Rischia, poi, di diventare «esplosiva» la contemporanea assunzione di alcol e psicofarmaci.

(*) Nota: ci sono almeno due buoni motivi per prendere l’iniziativa del sindaco di Tarzo con un po’ di ottimismo. Primo: i manifesti con l’invito a bere non faranno cambiare a nessuno il proprio rapporto con il vino. Al limite offriranno un alibi per chi è in cerca di conferme. Come dimostra questo commento sul blog: 
http://tribunatreviso.gelocal.it/dettaglio/fatevi-due-bicchieri-zaia-sta-con-bof/1831849#commentatutti, Sono d’accordo Concordo con il sindaco. Ero d’accordo anche un’ora fa. E anche stamattina. E adesso brindiamo al sindaco. Inviato da francopo il 18 gennaio 2010 alle 06:55. Altri commenti (per lo più negativi) si possono leggere.
Seconda ragione: di fronte all’iniziativa del sindaco di Tarzo ci sentiamo tutti un po’ più intelligenti e responsabili. 



LETTERA DI ENNIO PALMESINO
Al Sindaco di Tarzo sig. Gianangelo Bof
Da Ennio Palmesino, Genova
Membro del Forum Europeo su Alcol e Salute (EFAH) Chairman della Rete Europea dei Mutuo-Aiuto per i problemi Alcolcorrelati (EMNA) Presidente dell’Associazione Mondiale dei Club degli Alcolisti in Trattamento (WACAT)

Gentile Sindaco, leggo sulla stampa di una campagna da lei lanciata per invitare i cittadini a bere vino (con moderazione) perchè farebbe bene alla salute.
Lei dice che l’80% dei cittadini la pensa come lei ma non  ha il coraggio di dirlo. Sicuramente vero, visto che in tutt’Italia l’80% della popolazione maschile beve regolarmente vino, ma chi si occupa di Salute pubblica, come noi, le dirà che il problema è stabilire il rapporto tra i benefici che un bicchiere di rosso può fornire, e i suoi costi, in materia di danni sanitari, sociali ed economici. L’alcol è in primis un pericolo, di gran lunga prevalente sui tanto decantati (ma modesti) effetti benefici.
Lei ricorda inoltre che il vino è parte della nostra tradizione e del territorio. Ma nessuna tradizione può indurre un buon governo della Salute pubblica ad auspicare un ritorno dei consumi di vino ai 110 litri procapite degli anni ‘60 (oggi sono 48). Allora, il vino faceva diecine di migliaia di morti, e proprio nella civiltà contadina, quella delle osterie e del bere quotidiano. Solo che non se ne parlava. Se oggi i morti per bevande alcoliche in Italia sono scesi a circa 25.000 all’anno, è perché il consumo di vino si è dimezzato rispetto agli anni ’50-’60 e di questo dobbiamo essere felici, ma i morti sono ancora troppi e dobbiamo continuare nella direzione di una ulteriore riduzione degli attuali consumi, che sono ancora superiori alle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Non c’è altra strada.
Noto inoltre che il suo slogan, del bere consapevole, è preso tale e quale dalle attuali campagne dei produttori di vino. Temo quindi che lei si sia fatto influenzare dalla posizione dei produttori. Ma chi è che ha titoli per insegnare a bere con meno rischi? I produttori? Chi lavora nella ristorazione ? Sono categorie professionali che hanno una percentuale di persone con problemi alcolcorrelati superiore alla media. Con tutte le persone che hanno competenza in fatto di alcol, è meglio non affidare la prevenzione a chi ha interesse a vendere di più. Non saranno certo loro a consigliare di bere meno.  
Allora, gentile Sindaco, ricordi che le posizioni ufficiali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dicono di tenere la popolazione al riparo dalle pressioni al bere e dalla pubblicità delle bevande alcoliche, e raccomandano anche di tener fuori i produttori dalle campagne di prevenzione. Infatti, quando si coinvolgono i produttori nella prevenzione, succede come in Inghilterra, dove, in seguito all’accordo fra governo laburista e Gruppo Portman, i consumi di bevande alcoliche nella popolazione sono saliti, ed in particolare i casi di cirrosi epatica sono aumentati del 600% dal 2003 ad oggi.
Resto a disposizione, se necessario,  per fornirle i documenti ufficiali che si sono occupati di recente di questi problemi (O.M.S. - Carta Europea sull’Alcol 1995; O.M.S. -Framework for an Alcohol Policy 2005; Dichiarazione della Commissione Europea sui determinanti della salute 2006; Rapporto Alcol in Europa 2006; Bozza di Strategia Globale sull’alcol dell’O.M.S., da essere approvata alla prossima Assemblea 2010).
Cordialmente
Ennio Palmesino


ASCA
VINO: DE POLI (UDC) A ZAIA, INVITIAMO I NOSTRI RAGAZZI A NON BERE 
Padova, 18 gen - ’’La Lega svende la sicurezza dei nostri giovani per un voto’? Pur di fare campagna elettorale si arriva a dire che bere due bicchieri di vino fa bene.
Basta aprire le pagine dei giornali per leggere quello che accade sulle nostre strade. Incidenti stradali causati dall’alcol, giovani che bevono e arrivano in ospedale ubriachi’’. Cosi’ l’on. Antonio De Poli, candidato Udc alle Regionali del Veneto, commenta la dichiarazione del ministro dell’agricoltura, Luca Zaia, a favore dei due bicchieri di vino al giorno. ’’Non voglio criminalizzare il vino, ma sono pienamente convinto che le campagna di sensibilizzazione dovrebbero essere rivolte a non fare bere i nostri giovani, dovrebbero essere pubblicizzate tutte quelle iniziative che invitano a non mettersi alla guida dopo aver bevuto. Uno o due bicchieri fa poca differenza, non si puo’ fare un calcolo esatto. Ogni corpo reagisce in maniera diversa’’, conclude De Poli.
fdm/sam/alf


VIRGILIO NOTIZIE
VINO: ZAIA A DE POLI, SIAMO PER RISPETTO CODICE STRADA E PER BUON SENSO
Roma, 18 gen - ’’A me sembra, piuttosto, che sia De Poli a svendere qualcosa - la verita’ - pur di fare campagna elettorale. Usare l’argomento della sicurezza stradale, criminalizzando il vino, per ergersi a unico depositario del bene comune, in particolare di quello delle giovani generazioni, non puo’ che apparire come un modo, alquanto subdolo, per raccogliere qualche consenso in piu’’’. Cosi’ il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia risponde all’Onorevole Antonio De Poli (Udc) sul tema dell’alcol e la guida. ’’Noi siamo, com’e’ ovvio, per il rispetto della vita, e ci siamo sempre pronunciati per l’assoluto rispetto delle leggi. E la legge, cioe’ il Codice della strada, prevede oggi che il tasso alcolemico consentito alla guida sia di 0,5 grammi per litro. Un limite che certo non si raggiunge bevendo uno o due bicchieri di vino a tavola, come hanno piu’ volte detto gli esperti, che evidentemente De Poli ha deciso di ignorare. Le cause degli incidenti sono molteplici, come ho ripetuto piu’ volte, e vale la pena indagarle nella loro complessita’, invece di demonizzare il vino perche’ cosi’ fa comodo alla campagna del momento’’. ’’Abbiamo anche detto, con chiarezza, che vanno intensificati i controlli e usata tolleranza zero contro chi mette a rischio la propria vita e quella degli altri perche’ si mette ubriaco alla guida. Crediamo che i giovani vadano innanzitutto educati alla cultura del buon cibo e del buon bere, insegnando loro ad assaporare un bicchiere di vino, per evitare che si sballino, spesso in discoteca, e poi si mettano alla guida’’. ’’Evidentemente pero’, registro con rammarico, un discorso di puro buon senso e’ troppo complicato in un periodo di caccia ai voti’’.


GAZZETTA DI MANTOVA
Libro dell’anno, vince la Silvestrin
È Tiziana Silvestrin con “I Leoni d’Europa” la vincitrice dell’edizione 2009 del concorso “Il Libro dell’anno”, promosso dalla Libreria Di Pellegrini. La proclamazione è avvenuta sul filo di lana ieri sera, davanti ad un pubblico attento e curioso. Al secondo posto, staccato di sole 4 preferenze, si è classificato “Vino e Bufale” di Enrico Baraldi ed Alessandro Sbarbada.  Il romanzo “Eterno Ritorno” di Lorenza Pellegrini ha ottenuto un buon piazzamento, assicurandosi il terzo posto sul podio con 28 voti, contro gli 83 della prima posizione e i 79 della seconda.  Il successo dell’iniziativa ha superato le previsioni degli organizzatori, suscitando un elevato consenso da parte dei lettori, che hanno espresso il proprio voto attraverso Internet oppure direttamente il libreria, compilando un tagliando. Sono arrivate email da tutta Italia e anche da Svizzera, Grecia e Francia.  La titolare, nonché padrona di casa, Marina Di Pellegrini, ha ammesso che il concorso è nato quasi per gioco, chiacchierando con i clienti. «È portentoso quello che siamo riusciti a fare con Internet - ha affermato -. Con grande piacere i mantovani hanno premiato i loro concittadini (due dei tre classificati sono mantovani, ndr). Nel cuore dei lettori ci sono libri pubblicati da piccoli editori e supportati dalle piccole libreria, quali la nostra, l’unica rimasta indipendente. Solo così si possono salvare tanti autori in Italia».  Il testa a testa tra “I Leoni d’Europa” (che ha raccolto 28 voti in una sola email, tutti documentati) e “Vino e Bufale” è stato emozionante. Soltanto al termine del conteggio si è potuto sapere con certezza chi era il vincitore. «Ci speravo - ha commentato a caldo Tiziana Silvestrin -. Si tratta di un intrigo internazionale, ambientato nel 1500, che parte da Mantova, collegando fatti realmente vissuti». Un’opera che ha necessitato di ampia e minuziosa documentazione, ha riferito l’autrice.  Delusione tra i fan del saggio di Baraldi e Sbarbada, che mette in luce i pericoli del consumo delle bevande alcoliche.  Estratto tra i votanti il buono da 50 euro spendibile in libreria. La fortunata è Paola Selmini di Mantova che però non aveva votato per i primi 3 classificati. - Graziella Scavazza


CONTRIBUTO DI ROBERTO GARZARELLA  
Anno nuovo vita  nuova a Pescara?  Speriamo !
Cosa chiedo al  2010 ? Innanzitutto un pò,,, di salute, quindi in qualità di educatore e dirigente della Polispotiva Robur Pescara, una maggiore attenzione da parte delle pubbliche amministrazioni locali alle problematiche giovanili, incentivando lo sport. Vorrei innanzitutto che non aumentassero le spese per gli impianti sportivi, com’ è invece accaduto recentissimamente a Pescara, che ci fossero  meno licenze per bar, pub, enoteche ecc. che invece sono notevolmente aumentate, con il centro della città disseminato di tavolini  in corrispondenza dei vari "wine - bar",  "longue bar" , dove molti ragazzi celebrano il rito dell’ "happy - hours" posto in discussione addirittura anche in Costa Brava. Ed  i controlli sul divieto di vendita e di somministrazione di alcol ai minori di anni 16 ?  Pescara  è stata la terza città in Italia, in ordine cronologico dopo Monza e Milano, ad emettere la relativa ordinanza, ma da informazioni assunte personalmente sono state pochissime le sanzioni elevate dagli addetti al controllo in merito. La scarsa attenzione alle problematiche citate si possono evincere anche...dalla segnaletica pubblicitaria visibile a Pescara. Ad esempio, in pieno centro (Galleria River - Corso Vittorio Emanuele ),  campeggia da tempo una grande insegna che riproduce una foglia di marijuana con  l’ "ammiccante" denominazione di "Dirty Bloom ". Ma anche la cartellonistica pubblicitaria locale dimostra colpevole superficialità. È stata autorizzata l’ affissione della pubblicità di un vino novello di una nota casa vinicola, con un "ciuccio" per bambini con il terminale consistente in un tappo di sughero del vino in questione. Avrei fatto volentieri una denuncia all’ Autorità Garante competente, ma per motivi di tempo non m’ è stato possibile. E che dire delle migliaia di depliants che quest’ estate hanno inondato Pescara, dove si annunciava addirittura "un grandioso Moijto party" ? Ma gli organi di controllo cosa fanno ? Ed i genitori ? Bisogna responsabilizzare anche loro !


IL SECOLO XIX
Una bottiglia di vino omaggio per salvare vita e patente
Giovanni Vaccaio
Una bottiglia di vino di buona qualità in omaggio per convincere chi guida l’auto a rinunciare a bevande alcoliche. Una iniziativa che è partita nei giorni scorsi da Varazze e che sembra destinata ad avere successo in tutta la provincia
Una bottiglia di vino in omaggio per “salvare” la vita, o quantomeno la patente di guida. Parte da Varazze, ma si sta già diffondendo nel Savonese (e presto potrebbe oltrepassare i confini della Liguria), l’idea per convincere chi guida l’auto a rinunciare agli alcolici, in cambio di una bottiglia di vino di qualità. Sembra un paradosso, ma il “trucco” è in realtà molto semplice: i ristoratori e un’azienda vinicola hanno lanciato la campagna “Chi guida beve a casa...gratis”. In pratica, il conducente dell’auto che rinuncia a bere alcolici a tavola viene ricompensato dallo stesso ristoratore con una bottiglia di pinot nero, con tanto di logo dell’iniziativa, da portare a casa, rigorosamente tappata.
 Andare a cena fuori e non assaggiare il “nettare degli dei” è quasi un sacrilegio, eppure alcuni ristoratori si sono resi conto che la clientela si divide: da una parte chi ha paura di incappare in un controllo stradale e, per non vedersi ritirare la patente, rinuncia del tutto a bere, dall’altra chi cede alla tentazione e, fuori dal locale, provoca un incidente o vede la patente volar via. «L’estate scorsa - spiega Silvano Ferro, con la moglie Matilde Fazio gestore del ristorante “Baccere Baciccia” di Varazze, nella frazione di Alpicella - sono entrate in vigore le nuove norme del Codice della strada con l’inasprimento delle pene per chi guida in stato di ebbrezza. Ci siamo resi conto che i clienti hanno il timore di superare il limite, ma non sanno come misurarlo. Poi c’è il timore di incappare in un controllo e vedersi ritirare la patente, magari per un bicchiere in più. Alcuni rinunciano così alla cena fuori, altri a tavola ci chiedono solo un bicchiere, riducendo quindi il piacere di una buon menù con piatti tipici e vini ben abbinati. Così, parlando con il rappresentante della casa vinicola Conte Vistarino, dell’Oltrepo Pavese, abbiamo avuto l’idea».
«I ristoratori aguzzano l’ingegno - commenta Francesco Zino, presidente Confesercenti -, il mondo del commercio trova gli stratagemmi per reagire alle difficoltà, è un segno di vitalità. Noi abbiamo già evidenziato il problema del bere a cena, soprattutto di sera e alla fine della settimana, quando ci sono più controlli. Le restrizioni hanno provocato anche un calo della clientela e dei fatturati, perché il vino è una voce importante nel conto. Non siamo contro la sicurezza, però sarebbe meglio trovare una soluzione meno restrittiva e lasciar bere quei due bicchieri».
La campagna, appena lanciata, ha subito avuto un ottimo riscontro e si sta diffondendo. Ad Albisola, ad esempio, se ne è già interessato Christian Ghigo Gaspari, assessore al turismo ma anche titolare del ristorante La Meridiana: «È un’ottima idea, molto simpatica. A breve ne discuteremo con la neonata “Associazione ristoratori” e costituiremo un “filo diretto” per diffonderla tra tutti i locali albisolesi. È un’idea che porta solo vantaggi: prima di tutto si riducono i rischi sulla strada, poi si salvano le patenti e non si penalizza chi guida ed è costretto a rinunciare al vino».
La bottiglia, ovviamente, deve avere un certo pregio, per questo si è scelto un pinot nero doc. Inoltre viene offerta con custodia e etichetta dedicata con il logo della campagna. «L’azienda vinicola la mette a disposizione a prezzo simbolico - spiega Ferro -, il ristoratore quindi non ci rimette, perché in pratica sostituisce il classico limoncello che di solito si offre al cliente al momento del conto. Ma porta vantaggi per tutti». Per adesso la campagna ha incontrato il favore della clientela più matura, l’obiettivo è trovare un modo per raggiungere anche i giovanissimi: «Purtroppo l’idea di bere consapevolmente è meno radicata tra i più giovani - prosegue Ferro - ed è più difficile che aderiscano, finché non si vedono sospendere la patente. Ma tra gli adulti e i trentenni sta diventando di moda».


CORRIERE ADRIATICO
I controlli
Guidavano ubriachi Ritirate sei patenti
San Benedetto Due auto sequestrate e ben sei patenti ritirate sono il bilancio di un servizio antistragi messo in campo in questo fine settimana dal comando provinciale della polizia stradale. Tra sabato e domenica scorsa gli agenti della polizia stradale di San Benedetto hanno pattugliato tutta la costa, tra il Tronto e Pedaso.
Il risultato è ancora una volta serio se solo si pensa che gli agenti della stradale hanno sequestrato due auto dopo che i conducenti sono stati trovati positivi al test con un tasso alcolemico di gran lunga superiore all’1,5%, che resta il limite oltre il quale scatta la confisca del mezzo. Gli agenti della stradale hanno fermato e controllato decine di mezzi, per sei automobilisti il cui test è risultato positivo è scattato l’immediato ritiro della patente di guida. Dei sei automobilisti, due avevano superato l limite dell’1,5%, che prevede appunto il sequestro dell’auto.


VARESENEWS
Ubriaca e manesca al bar, arrestata dalla volante
Una donna brasiliana di 39 anni ha dato in escandescenze all’arrivo degli agenti, insultando e picchiando. Aveva con sè anche due coltelli di genere proibito. Smaltirà la sbornia al carcere di Monza
18/01/2010 - Ubriaca già all’ora di pranzo, ha dato in escandescenze alla vista dei poliziotti ed è finita in manette. D.S.L.M., brasiliana 39enne, dovrà rispondere di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Alle ore 13 circa di ieri, domenica 17 gennaio, si trovava in un bar del centro di Varese quando alla Polizia di Stato è arrivata la segnalazione del gestore che lamentava il suo atteggiamento molesto. Gli agenti della Volante giunti sul posto sono stati ricoperti di contumelie dalla donna, che si è rifiutata di dare loro i documenti d’identità. Non contenta, ha aggredito uno degli agenti procurandogli lesioni ad una mano guaribili in dieci giorni. All’atto della perquisizione personale le sono stati trovatia dosso due coltelli di genere proibito.
Arrestata, è in carcere a Monza. Dovrà rispondere dei reati sopra citati, ma per lei sono scattate denunce anche per oltraggio a pubblico ufficiale, porto di oggetti atti ad offendere e rifiuto di dichiarare le proprie generalità.


TRENTINO
VALSUGANA
Ubriaco con l’auto della moglie perde 29 punti dalla patente
Trentenne della Valsugana non si ferma all’alt dei carabinieri e viene multato per 578 euro
TRENTO. Ubriaco al volante dell’auto della moglie, colleziona un’infrazione dopo l’altra per cui viene denunciato e multato dai carabinieri: perde così 29 punti dalla patente. E’ successo ad un operaio trentenne di Borgo Valsugana. La scorsa notte, nella frazione di Olle di Borgo, i carabinieri hanno notato una Golf che stava procedendo in modo strano per cui hanno intimato l’alt. Il conducente però ha proseguito la sua corsa aumentando anzi la velocità e non rispettando gli stop e le precedenze agli incroci. Bloccato alla fine dalla pattuglia dei carabinieri,  l’automobilista è stato sottoposto all’alcoltest che è risultato positivo: aveva un tasso medio di 2,5 grammi per litro (oltre ad essere senza cintura di sicurezza). A questo punto sono scattate due denunce: una per guida in stato di ebbrezza e l’altra per inosservanza all’obbligo di fermarsi. Gli sono state poi contestate altre quattro contravvenzioni, per un totale di 578 euro, che gli costeranno la perdita di 29 punti dalla patente. L’operaio ha solo evitato il sequestro dell’auto perché è risultata intestata alla moglie. Anche un altro automobilista ubriaco della Valsugana, un pensionato di 62 anni, ha evitato il sequestro dell’auto solo perché è andata completamente distrutta dopo essere finita contro una fontana e poi addosso al muro di una casa, a Roncegno. Il pensionato, che viaggiava assieme alla moglie, aveva un tasso alcolemico di 2,84 g/l. Entrambi sono stati ricoverati in ospedale.


IL GAZZETTINO
Si spoglia e attacca i carabinieri Rumeno ubriaco finisce in cella
PORTOGRUARO. Lunedì 18 Gennaio 2010 - Ubriaco, si spoglia nel centro di Lugugnana di Portogruaro e inveisce contro i residenti, non contento ferisce anche un carabiniere. È finito in carcere a Venezia il sabato sera di C.C.C., 33 anni, rumeno residente a Lugugnana . Il giovane ha talmente alzato il gomito che nonostante le temperature avessero sfiorato lo zero è sceso lungo via Chiesa a torso nudo. Poi ha inveito contro i passanti, tanto che sono dovuti intervenire i carabinieri della stazione di Villanova di Lugugnana. Ma la presenza dei militari non ha portato il rumeno alla ragione. Anzi, l’uomo ha tentato di colpirli, ma la prontezza di riflessi dei militari ha evitato conseguenze peggiori ma un appuntato ha riportato uno strappo al polso destro. Così mentre l’ ubriaco è stato trasferito in caserma, il militare è stato medicato al Pronto soccorso. Quest’ultimo è stato dimesso con una lieve prognosi. Intanto il rumeno è stato arrestato: per lui l’ accusa è di resistenza e violenza a Pubblico ufficiale. (M.Cor.)


CRONACAQUI
L’uomo è stato arrestato
Ubriaco e ferito dopo un incidente aggredisce le guardie dell’ospedale
TORINO, 18/01/2010- E’ arrivato al pronto soccorso dell’ospedale Giovanni Bosco di Torino completamente ubriaco dopo un incidente stradale e quando i medici hanno fatto per medicarlo lui ha incominciato a minacciarli. I dottori hanno quindi deciso di richiedere l’intervento delle guardie giurate, e lui, Giulio A., 36 anni, quando ha visto le divise è uscito di senno. Si è scagliato contro una guardia, l’ha buttata a terra, ha cercato di sfilare la pistola che questa teneva nella fondina e l’ha minacciata di morte. Un altro vigilante, a questo punto, è riuscito a immobilizzarlo e a trattenerlo fino all’arrivo dei poliziotti che l’hanno arrestato.


IL GAZZETTINO (Padova)
Albanese ubriaco provoca un incidente
Lunedì 18 Gennaio 2010 - (Fe.Be.) Un giovane albanese in evidente stato di ebbrezza, che trasportava nella sua utilitaria altri amici connazionali, ha urtato un’auto che viaggiava nella sua stessa direzione, nel centro abitato di Polverara.
Lo scontro, fortunatamente senza feriti, è avvenuto intorno alle 23.30 di sabato. L’automobilista tamponato ha chiamato i carabinieri per i rilievi dell’incidente. Sul posto è intervenuta una pattuglia di militari di Legnaro. Alla prova dell’alcoltest, l’albanese sarebbe risultato positivo tanto da essere sottoposto a tutte le sanzioni del caso.


SARDEGNA OGGI
Investono amico per gioco: 4 giovani denunciati
Sono stati denunciati per lesioni personali aggravate e simulazione di reato tre giovani di Selargius protagonisti di uno stupido gioco con l’auto che ha fatto finire in ospedale in gravissime condizioni un loro amico: era stato travolto dall’auto con la quale veniva portato in giro sdraiato sul cofano, al termine di una nottata brava in discoteca.
SELARGIUS - Dopo una notte passata in discoteca, secondo la ricostruzione fornita dai Carabinieri della Stazione di Selargius e della Compagnia di Quartu Sant’Elena, i quattro protagonisti della vicenda, tutti di età compresa tra i 20 e i 25 anni, tra cui una ragazza, avrebbero organizzato il "gioco" all’alba di domenica, mentre aspettavano l’apertura di un bar dove fare colazione.
Uno di loro si è sdraiato sul cofano anteriore dell’auto, al volante della quale si è messo un amico al quale era stata sospesa per guida in stato di ebbrezza. Una frenata ha fatto cadere il giovane che è stato travolto.
Gli amici, a quel punto hanno chiesto l’intervento del 118, e al posto di polizia dell’ospedale hanno raccontato che il loro amico era stato travolto da una Fiat Panda il cui conducente si sarebbe allontanato senza prestare soccorso. Ma le troppe contraddizioni nel racconto hanno permesso ai Carabinieri di scoprire la verità. I quattro sono stati denunciati per simulazione di reato e per lesioni personali aggravate.


VIRGILIO NOTIZIE
Lombardia/ Milano, segrega e malmena la moglie: arrestato
Le impediva di lavorare e uscire, e le negava soldi per la spesa
Un 30enne di origine marocchina, disoccupato e pregiudicato, è stato arrestato dai carabinieri sabato scorso in un’abitazione in affitto della periferia di Arese (Milano) dove aveva rinchiuso e picchiava sistematicamente la moglie, una 37enne casalinga rhodense. I militari della Tenenza di Bollate, intervenuti su richiesta dei vicini di casa, hanno letteralmente salvato la donna che l’uomo, completamente ubriaco, stava massacrando a calci e pugni davanti al loro figlio di 6 mesi che piangeva disperato, perché la donna aveva "osato" chiedergli il denaro per comperare il latte per il bambino. Denaro, "frutto dell’attività di spaccio", che l’uomo invece preferiva spendere nei bar dell’hinterland milanese dove passava le sue giornate fino a notte inoltrata. Per le botte, la 37enne è stata ricoverata in ospedale dove, per le lesioni al volto, agli arti e all’addome, le sono state "refertati" venti giorni di prognosi. La donna ha raccontato in lacrime ai carabinieri che il marito (con il quale era sposata da circa due anni) la segregava in casa, impedendole di lavorare e uscire, e che era costretta ad elemosinare persino i pochi euro che le servivano per fare la spesa. Ora il marito aguzzino si trova ristretto nel carcere milanese di San Vittore con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.


ROMAGNA OGGI
Cesena: aizza cane contro poliziotti, arrestato
CESENA 18 gennaio 2010 - Ha aizzato un cane contro la Polizia per evitare un controllo. Un forlimpopolese di 29 anni, S.P., è stato arrestato nella nottata tra sabato e domenica con le accuse di lesioni personali, minacce e resistenza a pubblico ufficiale. Il giovane si era presentato nel cuore della notte al pronto soccorso dell’ospedale "Maurizio Bufalini" di Cesena ubriaco e con un dente in mano, spiegando di esser rimasto coinvolto in una rissa in una discoteca.
Quindi ha preteso ai medici che gli venisse subito trapiantato. I medici, constatato lo stato di alterazione del 29enne, hanno chiesto l’intervento della Polizia. Ma l’intervento si è rilevato inutile. A quel punto si è ritenuto opportuno il trasporto al Commissariato per gli accertamenti del caso. Ad accompagnarlo ci ha pensato un amico in auto. A bordo vi era anche un cane. All’arrivo al comando, è stato fatto scendere dalla vettura l’animale, che si è scagliato contro i poliziotti.
Né è nata una zuffa al termine della quale il 29enne è stato arrestato, mentre l’amico, un riminese di 32 anni, è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e guida in stato di ebbrezza. Sottoposto all’alcol-test, infatti, è risultato positivo con un tasso pari 0,70 grammi per litro, lievemente superiore al limite consentito dalla legge fissato in 0,50.


ASAPS
Francia, carro funebre a zigzag per Parigi
La polizia lo ferma e scopre che i due dipendenti dell’impresa erano ubriachi fradici Finiscono in cella e del caro estinto si prendono cura gli agenti
PARIGI, 18 gennaio 2010 – La notizia ricorda la scena di uno degli ultimi film di Carlo Verdone, “Grande Grosso e Verdone”, quando il carro funebre che conduceva la salma della madre di uno dei protagonisti delle tragicomiche storie, condotto da un cocainomane, finiva fuori strada, facendo vivere alla famiglia Nuvoloni una serie di avventure a dir poco surreali. Ad impedire lo scatenarsi di eventi di quel genere ci hanno pensato due agenti di polizia francesi, in servizio a Parigi, che hanno notato un carro funebre procedere in maniera piuttosto sospetta. Zigzag, brusche frenate, fermate improbabili e, infine, due semafori rossi bruciati in rapida successione in rue de Rivoli, proprio di fianco al Louvre: così è scattato il controllo, nella centralissima Place de la Concorde, che ha lasciato di stucco i poliziotti. A bordo del veicolo, che trasportava la bara di una signora, c’erano due dipendenti dell’impresa di pompe funebri, completamente ubriachi. Convincerli a scendere non è stato facile, ma fin qui è cronaca di un ordinario giorno di pattuglia. Il problema è stato, una volta accertato che il tasso alcolemico non era compatibile con la guida, decidere cosa fare del caro funebre e, soprattutto della salma. I due autisti, che avevano imbarcato il feretro nella Linguadoca-Rossiglione, nel sud del paese, per condurlo in un cimitero della capitale. Però, alle due di notte, il cimitero era chiuso. Così ai poliziotti è toccato il doppio turno: dopo aver rinchiuso i due strampalati incaricati dell’impresa in una cella del commissariato, hanno parcheggiato il carro all’istituto di medicina legale, in attesa dell’orario di apertura.

REDATTORE SOCIALE
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Martedì, 19 Gennaio 2010
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