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Rassegna alcol e guida del 17 gennaio 2010

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

INIZIAMO LA RASSEGNA CON UN ARTICOLO SCOPPIETTANTE!

INVITIAMO TUTTI GLI ABBONATI ALLA RASSEGNA STAMPA A SCRIVERE A LUI, AL GIORNALE E A NOI DELLA RASSEGNA PER CONOSCENZA:

sindaco@comune.tarzo.tv.it

http://www.comune.tarzo.tv.it/FiloDiretto.html

lettere@tribunatreviso.it

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Sindaco di Tarzo bevete vino

By admin

Tarzo, manifesti del sindaco nei bar “Cittadini, bevete due bicchieri. Fa bene” “Basta con l’ipocrisia”. I manifesti Incoraggiano a bere vino. Locandine nei bar, nella bacheca del municipio e sul sito: “Cittadini, due bicchieri al giorno non fanno male”. “E poi sono stufo di sentire accostare i veneti all’alcol”. “Il mio invito è rivolto naturalmente ai maggiorenni”

17.1.10 TARZO. La decisione è presa. L’appello del sindaco Gianangelo Bof verrà affisso nei bar del paese, nella bacheca del municipio e postato sul sito internet del Comune: «Cittadini di Tarzo, bevete due bicchieri di vino al giorno, che non fa male».

Una proposta insolita, che non mancherà di far discutere, quella del primo cittadino di Tarzo, il leghista Gianangelo Bof, non nuovo a iniziative curiose, come quella di rimuovere, per protesta, la bandiera dell’Unione Europea dal Municipio. «Mi sono documentato sulle proprietà del vino consultando pareri di medici, professori universitari, studi scientifici – spiega Bof -. In quanto responsabile della salute pubblica invito dunque i miei concittadini a bere: con moderazione, ben s’intende.

Uno o due bicchieri di vino al giorno, preferibilmente ai pasti, come dicono da anni i medici. Un’abitudine che non fa male, anzi, può aiutare a digerire cibi grassi e a prevenire alcune malattie. Nei prossimi giorni verranno affissi nei bar del mio paese e in municipio manifesti in cui viene spiegata la mia iniziativa. Proposta che verrà divulgata anche attraverso il nostro sito internet del Comune. L’80 per cento delle persone con le quali parlo la pensa come me. Ma nessuno ha il coraggio di dirlo.

Il mio invito naturalmente è rivolto ai maggiorenni e non è un’i ncitazione al bere in maniera sconsiderata. Il vino viene prodotto nei nostri territori – dice ancora il sindaco – fa parte della nostra cultura e credo che non ne vada demonizzato l’uso, come si sta facendo da diverso tempo. Non a caso diversi centenari quando gli si chiede la ricetta di lunga vita affermano di bere uno o due bicchieri di buon vino a pasto».

Bof si spinge oltre, e respinge l’accostamento «veneti-ubriaconi». «Certo, ci può essere chi eccede – dice Bof – come con il cibo, ma mi sono stufato di sentir dire che noi veneti alziamo spesso il gomito. Anzi, il mio appello al bere consapevole rivolto ai cittadini, mette nelle condizioni di interrogarsi sul problema della dipendenza da alcol. Si mette sempre sotto accusa chi guida in stato di ebbrezza e chi lo fa va certamente punito; ma ci siamo mai chiesti quanti sono coloro che guidano imbottiti di psicofarmaci, che ormai vengono prescritti per una minima sciocchezza?».

Tra qualche giorno a Tarzo compariranno dunque gli insoliti avvisi del sindaco.

di Stefania Rotella da la tribunaditreviso.it


SENZA PAROLE

LA TRIBUNA DI TREVISO

Il vicesindaco di Tarzo positivo all’alcoltest

(16 dicembre 2008)

Dopo una curva a sinistra, la vettura di Ennio Casagrande, 58 anni, residente a Tarzo in località Corona, ha centrato il cordolo dell’aiuola spartitraffico posta a Conegliano a protezione delle strisce pedonali in corrispondenza delle piscine comunali.

Una pattuglia dei carabinieri di Conegliano, in normale servizio di perlustrazione, è intervenuta intorno alle 2.35.

E qui c’è la prima discordanza.

Secondo i carabinieri l’aiuola è correttamente segnalata, così come il limite di 30 km all’ora.

Secondo Casagrande, invece, l’incidente è avvenuto proprio perché l’aiuola non si vede, tanto più che sulla zona gravava un po’ di nebbia. E sta pensando pure di denunciare il Comune di Conegliano per segnaletica inadeguata.

Ma il giallo più fitto riguarda l’alcoltest a cui è stato sottoposto il vicesindaco.

Nel primo controllo, alle 2,37, il tasso alcolico è risultato di 2,04 gr/l. Fuori limite anche il secondo controllo, alle 2.45, con 1,76 gr/l.

«L’incidente è successo intorno a mezzanotte e quaranta - ribatte Casagrande - sono scoppiati gli airbag, ero rintronato, infreddolito e impaurito. Sono arrivati mia moglie e alcuni amici. Per darmi un po’ di coraggio mi hanno dato da bere due mignon di cordiale. Ma ero sobrio quando ho avuto l’incidente. I carabinieri sono arrivati due ore dopo».

Casagrande avrebbe detto di essere capitano dei carabinieri, vantando conoscenze nell’Arma. Ma ha esibito la tessera dell’Associazione nazionale Carabinieri in congedo.

Poi si sarebbe qualificato come sindaco. In auto aveva pure la fascia tricolore.

Casagrande è stato davvero sindaco di Tarzo, ma dal 1980 al 92.

Quindi ha dichiarato che aveva appena lasciato il ministro Luca Zaia con il quale aveva partecipato a un’inaugurazione a cui era intervenuto il capitano Carraro, comandante della Compagnia Carabinieri di Vittorio Veneto.

Incuranti delle giustificazioni del vicesindaco, senza battere ciglio, i carabinieri gli hanno revocato la patente e sequestrato per tre mesi l’automobile, che ormai è da buttare.

Per questo Casagrande è sbottato con i carabinieri dicendo di voler acquisire quanto prima la cittadinanza albanese in quanto, a suo dire, gli albanesi verrebbero trattati con maggior riguardo, tanto da vergognarsi di essere italiano.

La vicenda è costata cara a Casagrande anche in politica. Preceduta da una serie di contrasti, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: il sindaco Giangelo Bof ha annunciato di volergli revocare le deleghe, estromettendolo dalla giunta.

A freddo, l’ormai ex vicesindaco ha annunciato controffensive legali e sta preparando la sua memoria difensiva.

Secondo il suo avvocato Stefano Zanchetta, oltrettutto, «quella notte l’incidente è avvenuto per l’interferenza di un’altra auto. Quella zona non è sicura quando c’è la nebbia».

Deciderà la prefettura e, semmai, il tribunale.


TEMPI DURI PER I LOCALI PUBBLICI

IL MESSAGGERO

Armati di bottiglie aggrediscono clienti

e devastano pub di Tarquinia

VITERBO (16 gennaio) – Armati di bottiglie hanno preso a calci e pugni i clienti di un pub di Tarquinia. Poi sono entrati e hanno messo tutto a soqquadro, lanciando tavoli e sedie e poi sono fuggiti. La banda di aggressori era composta da quattro giovani, sembra di Civitavecchia, che già in passato avrebbe fatto spedizioni simili. Gli agenti del commissariato di polizia di Tarquinia ritengono che si sia trattato di una spedizione punitiva ma non si conoscono i motivi dell’aggressione. Gli stessi testimoni hanno sostenuto che i quattro giovani erano in evidente stato di alterazione psichica, probabilmente causato dall’alcol e dalla droga. Il più grave dei clintia aggrediti ha una ferita alla testa provocata da una bottigliata. Gli altri, colpiti con pugni e calci, hanno solo delle contusioni.


L’ARENA

Bar si tramuta in disco Ma lo sgomberano

Nel seminterrato 130 clienti con il dj: tutto senza permesso. Uscita di sicurezza verso una botola

Una discoteca abusiva in pieno centro storico. Il Cafè Blanco di vicolo Guasto era diventato uno dei ritrovi preferiti dei giovani veronesi proprio anche per il fatto che oltre alla somministrazione di bevande nella parte di seminterrato era diventato una discoteca. E il fatto era stato pubblicizzato con volantini, ma anche con i canali di comunicazione che usano i giovanissimi.

L’altra sera il locale è stato sgomberato anche grazie alla grande collaborazione del gestore e segnalato all’autorità giudiziaria. A seguito dei controlli della polizia municipale sono state riscontrate irregolarità tali da poter mettere a rischio l’incolumità degli avventori.

Al momento del controllo erano presenti 150 persone al piano terra, risultato regolare, e altre 130 in un piano interrato dove era stata ricavata e la “mini-discoteca” abusiva provvista di banco bar, console con dj, guardaroba, luci e musica, ma senza il rispetto delle norme di sicurezza e antincendio. E senza alcuna autorizzazione.

L’uscita di sicurezza era stata infatti ricavata da una bocca di lupo chiusa da una botola che sbucava al piano di sopra. E sopra la botola erano stati piazzati i tavoli quindi nessuno sarebbe riuscito a scappare se al piano interrato si fossero sprigionate le fiamme o se la sala si fosse saturata di fumo. La classica fine del topo.

Sul caso sono ora in corso altri accertamenti da parte della squadra di polizia amministrativa della polizia municipale.

In serata gli agenti hanno controllato in totale 13 locali ( 12 tra bar e pub e un circolo privato ) riscontrando altre due violazioni: un bar che non aveva rimosso un ombrellone dal plateatico, come previsto dal codice che regolamenta il commercio e un pub che utilizzava la musica oltre le 24, pur non essendo autorizzato. Aspetti che hanno determinato sanzioni di 175 euro nel primo caso e di 516 euro nel secondo.

Come ha sottolineato il comandante della polizia locale Luigi Altamura i bar del centro verranno attenzionati poichè ce ne sono molti che stanno utilizzando lo spazio in concessione in modi diversi da quelli denunciati. Nella fattispecie, l’ultimo sanzionato era stato più volte segnalato per il rumore, infatti la parte adibita a discoteca non era insonorizzata e i «bassi» davano effetti di rimbombo considerevoli. Durante la nottata la polizia municipale ha anche ritirato alcune patenti per guida in stato d’ebrezza.


LA COLPA ANCHE DELLE LEGGI ANTI ALCOL

(ANSA)

Francia: bistrot verso estinzione

Duemila hanno chiuso solo nel 2009. Fra le cause, divieto fumo

PARIGI, 16 GEN - I ’cafe’’ rischiano di sparire. Soltanto nel 2009 sono 2.000 quelli che hanno chiuso per sempre la saracinesca nella regione di Parigi. Un’inchiesta del Journal du Dimanche getta un’ombra sul futuro di questa istituzione francese. I cafe’ e i bistrot sono sempre piu’ rari. I ragazzi non ci vanno. Sono rimasti, effettivamente, luoghi bui e un po’ tristi, molti non hanno saputo aggiornare il servizio e le bevande. Il divieto di fumo e i controlli anti-alcol sulle strade hanno fatto il resto.


METTO A CONFRONTO I DUE PROSSIMI ARTICOLI PER FAR VEDERE CHE NON OCCORRE CONSUMARE BEVANDE ALCOLICHE PER “SBALLARE” E DIVERTIRSI

NEL PRIMO ARTICOLO VEDIAMO CHE I RICERCATORI SI OSTINANO A CERCARE QUALCHE SOSTANZA PER SBALLARE MA E’ PROPRIO NECESSARIO?

NEL SECONDO ARTICOLO VEDIAMO INVECE CHE I GIOVANI SI DIVERTONO ANCHE SENZA SBALLARE CON LE BEVANDE ALCOLICHE!


ARTE E SALUTE

Il nuovo alcol sintetico "sballa" senza sbornia, ma … ci vuole l’antidoto!

Dà le stesse sensazioni di vino, liquore e birra ma non è alcolico.

La nuova "bevanda", se così si può chiamare visto che non esce né da una cantina né da un’azienda di bibite, ma da un laboratorio, è stata realizzata dall’esperto di sostanze stupefacenti ed ex consulente del governo britannico su droga e affini, David Nutt, e dai colleghi dell’Imperial College di Londra che l’hanno sviluppata mischiando opportunamente acqua e sostanze chimiche tra cui alcune già note per i loro effetti sedativi.

In questo modo il consumo dell’ ’alcol analcolico’ provoca il classico "ronzio" da bevuta senza, però, che si arrivi alla sbornia e ai tipici postumi. Inoltre, la sua azione non si estende al sistema motorio ed i suoi effetti non generano pericolosa dipendenza.

Per il momento l’alcol sintetico è ancora un liquido incolore e insapore a cui la fantasia degli esperti di marketing dovrà provvedere, se riuscirà a superare la sperimentazione e uscire dal laboratorio, ma Nutt è fiducioso dopo i primi test condotti su un gruppo di volontari che l’hanno assaggiato.

Se vi sembra la scoperta del secolo per potersi divertire senza più il rischio di incappare nei noiosi e antipatici controlli del tasso alcolemico della polizia, probabilmente siete tra quelli convinti che sia questa la cosa peggiore che può capitarvi guidando ubriachi.

In questo caso ho una brutta sorpresa per voi.

Niente vi salverà dallo schiantarvi contro un muro o contro una altro ignaro automobilista. Nemmeno il nuovo alcol-non alcol. E per capirlo basta andare a guardare quale è l’altro importante filone di ricerca a cui gli studiosi di Londra stanno lavorando.

Negli stessi laboratori, Nutt e il suo team sono, infatti, già alla caccia della pillola post-bevuta in grado di interrompere gli effetti dell’alcol sintetico sui recettori cerebrali, cosa che consentirebbe di interrompere lo "sballo" a comando e quindi anche di mettersi alla guida senza il pericolo di ammazzarsi o ammazzare qualcuno. Ma trovarla non dovrebbe essere poi così difficile visto che la nuova sostanza ha una buona capacità di essere rapidamente rimosso dall’organismo.

Nell’eventualità che entrambe le ricerche diano i frutti sperati, mi auguro che la bevanda miracolosa e il suo "antidoto" vengano almeno immesse sul mercato nello stesso momento e vendute insieme, ma mi viene da chiedermi cosa obbligherà i consumatori a interrompere lo "sballo", ammesso che siano in grado di farlo.

Comunque non temete: se anche fosse necessaria una seconda pillola per incentivarli a rimettere i piedi per terra, Nutt e colleghi la troveranno di certo.

Nutt ha una vera ossessione per l’alcol che è arrivato a definire "più dannoso insieme al tabacco di cannabis ed ecstasy", scatenando un putiferio che lo ha portato anche al licenziamento dalle cariche precedenti.

Va detto però che, e sarà pure per questi motivi, i produttori di alcolici non sembrano molto interessati alle ricerche di Nutt il quale, spera invece ancora nel sostegno e nella sponsorizzazione da parte di qualche associazione per la lotta all’alcolismi e ai suoi effetti o di qualche Governo. Fonte: Telegraph


IL MATTINO DI PADOVA

La disco analcolica dell’Arcella diventa un modello veneto

18 marzo 2009 pagina 21 sezione: CRONACA

ARCELLA. L’apertura della prima discoteca analcolica in Italia, la «Zero» (come zero gradi) di via Bernina all’Arcella, ha suscitato ampio eco nei media. Il più soddisfatto, naturalmente, è l’ideatore e promotore dell’iniziativa: «Anzitutto devo ringraziare i ragazzi che mi hanno dato una mano a tradurre in realtà il progetto, a cominciare da mia figlia Martina e dai suoi amici Nicolò, Jacopo, Agostino e Luca», commenta Norino Romito, presidente dell’associazione Mappaluna «il successo riscontrato domenica ha dimostrato che i teenagers possono divertirsi benissimo sulla pista da ballo anche senza una goccia d’alcol. Insomma non è vero che il ballo debba essere sempre abbinato allo sballo. Tre giorni fa, dalle 15.30 alle 19.30, circa 150 ragazzi, dai quindici ai diciotto anni, si sono divertiti un mondo bevendo esclusivamente bicchieroni di bibite alla frutta e ballando a tutto ritmo la musica più amata dai giovani miscelata dal popolarissimo dj Ricky Leroy. Secondo me questa potrebbe essere davvero la strada vincente per far capire ai ragazzi i gravissimi danni, spesso irreversibili, che l’abuso dell’alcol arreca alla preadolescenza e all’adolescenza». Non è tutto; oggi stesso Romito incontrerà i rappresentanti di settore del Comune, della Provincia, della Regione e dell’Usl 16 per mettere in piedi un gruppo di lavoro che possa lavorare a fianco dei giovanissimi, promotori del progetto, per divulgarlo ancora di più nelle scuole medie superiori di primo e secondo grado. (f.pad.)


INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E PREVENZIONE

IL GAZZETTINO

Due serate a tema

Domenica 17 Gennaio 2010,

POVE - (FC) Organizzate dal comitato biblioteca in collaborazione con l’assessorato alla cultura del comune di Pove del Grappa, ritornano due serate a tema mercoledì 20 e venerdì 29 gennaio alle 20,30 nella sala polivalente di piazza Europa. La prima serata è su “Alcol e altre sostanze da abuso, analisi di un preoccupante fenomeno giovanile nella cultura veneta”. Relatori il prof. Giorgio Rizzato, medico chirurgo psicopatologo forense e Elena Donazzan, assessore regionale.

L’altra serata è su “Tutte le bufale sul vino”, relatori il prof. Enrico Baraldi, psichiatra e giornalista e Alessandro Sbarbada


I PROVVEDIMENTI ECONOMICI DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE PER LE DIPENDENZE

http://www.regione.veneto.it/Notizie/Comunicati+Stampa/Gennaio+2010/90.htm

LOTTA DIPENDENZE. PIANO REGIONALE 2009/2010. VALDEGAMBERI: “2,2 MLN € A ULLSS PER PIANI ANNUALI E 950 MILA EURO PER PROGETTI D’INTERESSE REGIONALE”

COMUNICATO STAMPA N° 90 DEL 14/01/2010

(AVN), Venezia, 14 gennaio 2010

Per proseguire nei piani annuali d’intervento per la lotta alle dipendenze alle Aziende Ullss del Veneto la Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale alle politiche sociali Stefano Valdegamberi, ha deliberato un contributo di 2,2 milioni di euro a cui si sono aggiunti 950 mila euro assegnati per progetti innovativi di interesse regionale per un finanziamento complessivo di 3.150.000 euro. “L’obiettivo – ricorda Valdegamberi – è di gestire al meglio le azioni regionali in questo settore. Il provvedimento è inserito nel “Progetto Dipendenze” con il quale la Regione ha definito le strategie per combattere l’abuso di alcool, tabacco, eroina, cocaina, ecstasy e altre sostanze psicoattive tra la popolazione, in particolare tra i giovani e giovanissimi. Gli aspetti qualificanti del provvedimento – sottolinea l’Assessore veneto – si basano sul consolidamento del modello integrato pubblico/privato, sulla razionalizzazione del sistema delle comunità terapeutiche, sulla riorganizzazione dei Ser.T, sulla sperimentazione di nuovi modelli organizzativi. I progetti dovranno puntare a una reale integrazione delle risorse sul territorio che coinvolga il sociale e il sanitario, il pubblico e il privato, con pari dignità. In particolare gli interventi riguardano la prevenzione selettiva, i trattamenti innovativi riferiti a vecchie e nuove dipendenze con attenzione alle fasce adolescenziali, il reinserimento socio lavorativo, l’attività di informazione e sensibilizzazione. Anche nel Veneto, la diffusione e l’uso di sostanze alcoliche, stupefacenti e psicotrope sono caratterizzate da una forte evoluzione le sostanze stimolanti, quali la cocaina e i vari tipi di anfetamine, con rituali sociali sempre più tollerati e “normalizzati” nei vari contesti dello sport, della scuola, del lavoro. La programmazione regionale - sostiene Valdegamberi - punta non solo alla cura, ma anche e soprattutto a dare messaggi di cultura, di responsabilità e di educazione ai giovani per cercare di invertire il trend di questo tragico fenomeno e, possibilmente, di prevenirlo”.


INVECE QUALCHE ALTRO AMMINISTRATORE INCITA A CONSUMARE BEVANDE CHE TI PORTANO ALLA DIPENDENZA!

VIRGILIONOTIZIE

Veneto/ Manifesti pro-vino del sindaco di Tarzo: bevetene 2 bicchieri

In Comune, bar e su sito: con moderazione e solo se maggiorenni

"Cittadini di Tarzo, bevete due bicchieri di vino al giorno, che non fa male". E’ questo l’appello del sindaco leghista del paese del Trevigiano, Gianangelo Bof, che verrà affisso nei bar del paese, in municipio e sul sito internet del Comune. La proposta, come rileva il quotidiano ’La tribuna di Treviso’ farà discutere. Il primo cittadino precisa di volersi rivolgere con il suo invito ai maggiorenni e di aver consultato esperti e medici prima di lanciare questa iniziativa che tra qualche giorno prenderà il via. Bere un po’ di vino "con moderazione" aiuta, spiega Bof, a digerire i grassi e a prevenire alcune malattie. "L’80% dei cittadini - afferma - la pensa come me". Il sindaco di Tarzo vuole anche respingere un luogo comune molto diffuso: l’accostamento veneti-ubriaconi. "Il vino - sostiene - fa parte della nostra cultura e credo che non ne vada demonizzato l’uso, come si sta facendo da diverso tempo".


IN ALTO ADIGE OFFRONO DORMITORIO CON PERCORSO DI REINSERIMENTO

ALTO ADIGE

Anche disoccupati tra i 60 senzatetto ospiti del dormitorio

15 gennaio 2010 pagina 21 sezione: PROVINCIA

MERANO. Sono una sessantina i senzatetto che ogni notte trovano un giaciglio al caldo e una colazione nelle tre strutture di accoglienza dalla Caritas. Si tratta per l’80% di ultracinquantenni sudtirolesi. Poi c’è una decina di “irriducibili” che dorme per strada. Le tre strutture allestite negli ultimi sette anni dalla Caritas disegnano un percorso nel difficile mondo del disagio. Il primo scalino è rappresentato dal centro accoglienza di bassa soglia: otto, dieci posti letto spartani in via Cantiere per persone che presentano prima di tutto problemi di gestione e sicurezza. Poi ci sono i 25 posti letto al dormitorio Archè riservati a persone che presentano problemi di integrazione, come ad esempio i clochard e infine il Marienherberg, la struttura che offre dei mini appartamenti per 21 persone che sono senza casa. «Siamo partiti anche con un nuovo progetto - spiega Elfi Kirmaier, ancora per qualche settimana direttrice di Archè, ma in attesa di diventare responsabile del progetto Lichtenberg a Nalles - che prevede un cosidetto training abitativo in un appartamento comunale dato in gestione autonoma». Lo scorso anno la Caritas con queste tre strutture di accoglienza ha fatto registrare oltre 21 mila pernottamenti e, assieme ai servizi sociali di Comune e Burgraviato ha creato una rete di contatti che circonda e accompagna le persone in difficoltà. Ciò nonostante restano casi di persone che per scelta preferiscono dormire su una panchina in strada, nonostante le temperature invernali. «Sono scelte personali - sostiene Kirmaier - che è difficile far cambiare. Il nostro è un invito, non una costrizione. E avendo anche delle piccole regole da rispettare non tutti sono disposti a seguirci. Chi viene da noi non ha solo un tetto sotto il quale dormire ma accetta di seguire un percorso di reinserimento. Certe persone della vita di strada hanno fatto la loro filosofia dove la dipendenza dall’alcol, dalle medicine o dalla droga ha un ruolo fondamentale»(*). L’ospite tipico del dormitorio Archè è un uomo di età compresa tra i 50 e i 60 anni, quasi sempre persone che sono state licenziate e che non riescono a reintegrarsi. Quasi l’80% dei frequentatori è sudtirolese. - (rog)

(*) Nota: interessante gestione del dormitorio: se vuoi puoi dormire e cambiare vita! Peccato che i Club in Alto Adige fanno fatica ad ingranare.


ECCO COSA COMBINANO IL VINO, LA BIRRA E LE ALTRE BEVANDE ALCOLICHE

INCIDENTI STRADALI

TOSCANA

IL TIRRENO

Ebbra alla guida si schianta contro un muro

DOMENICA, 17 GENNAIO 2010

AULLA. Ebbra alla guida dell’auto, si schianta contro un muro mentre percorre il raccordo autostradale da Spezia a Santo Stefano.

La 32enne aullese C.F. è rimasta ferita in maniera non grave dall’urto avvenuto alle 4 della notte tra venerdì e sabato scorsi all’altezza dell’autogrill di Melara poco prima della galleria Fresonara: trasportata all’ospedale della Spezia, le è stato riscontrato un tasso alcolico molto elevato. Per lei, dunque, ritiro della patente e sequestro dell’auto, una Smart.


IL TIRRENO

Ubriaco al volante provoca incidente

DOMENICA, 17 GENNAIO 2010

MONTEMURLO. Aveva bevuto più del consentito ed ha provocato un incidente: vigili urbani lo hanno denunciato e gli hanno ritirato la patente. Venerdì sera in via Pascoli, i vigili urbani e i carabinieri sono intervenuti in via Pascoli per uno scontro fra due auto, senza danni alle persone, ma hanno subito capito che qualcosa non andava nel montemurlese alla guida di una delle auto coinvolte. Dopo il test “precursore” risultato positivo, così come quello del’etilometro, gli è stata ritirata la patente di guida ed è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza.


VENETO

IL GAZZETTINO

Annebbiata dall’alcol va a sbattere contro un semaforo: appiedata

Domenica 17 Gennaio 2010,

(S.Z.) Nella rete dei poliziotti del pronto intervento 113 della Questura, impegnati nei controlli notturni antirapine, sono caduti vari ubriachi. Uno dei casi più singolari è accaduto lungo la circonvallazione di Treviso, all’incrocio tra via Nino Bixio e via Piave, dove una giovane donna, con la mente annebbiata dall’alcol, ha perso il controllo dell’auto sulla quale viaggiava, andando a sbattere. Al centro della vicenda una ventiduenne trevigiana, ubriaca al volante, che ha fatto parecchi danni. Intorno alle 5, mentre si trovava al volante di una Mercedes tipo A, è andata a schiantarsi, abbattendolo, contro il semaforo che regola la circolazione fra viale Nino Bixio e via Piave. La giovane donna ha distrutto la la parte anteriore della propria auto, ma non ha riportato alcuna ferita.

Immediato l’intervento dei poliziotti delle Volanti che, seguendo le direttive del comandante Elio Scarpa, hanno deciso di sottoporre la donna all’alcoltest, avendo notato che era confusa. È così emerso che aveva valori pari a 1,20 gr./litro, quasi due volte e mezzo superiori ai limiti massimi consentiti dalla legge. Ai poliziotti non è rimasto che ritirarle la patente, con contestuale denuncia per guida in stato d’ebbrezza.


VIOLENZA

VENETO

IL GAZZETTINO

Ubriaco si “rivolta” e finisce in manette

Domenica 17 Gennaio 2010,

(c.fo.) Era ubriaco e non voleva sottoporsi al controllo dei carabinieri. In realtà Mostafa Saaidi, maghrebino già noto alle forze dell’ordine, voleva solo bere ancora. Era stato proprio questo suo “desiderio” smodato che aveva spinto il titolare del bar Peschiera, ad Adria, dove l’extracomunitario era arrivato verso le 23.30 di venerdì, a evitare di accontentarlo. L’ubriaco, infatti, infastidiva i clienti e lo stesso barista. A un certo punto, pur invitato ad andarsene, aveva avuto un alterco col titolare che aveva chiamato il 112. La pattuglia del radiomobile è arrivata in pochi minuti e a loro volta, i militari hanno cercato di convincere Saaidi. Poi erano passati ai sistemi formali: identificazione e multa per ubriachezza molesta. Saaidi non ha voluto saperne, o non era più in grado per il troppo alcool bevuto, di collaborare: non ha fornito i documenti, né le generalità e si è opposto con violenza al controllo, minacciando i carabinieri in servizio. A questo punto, inevitabilmente, è stato arrestato.


LIGURIA

SANREMONEW

Imperia: ubriachi distruggono pensilina, scatta la denuncia

17.1.10 Intervento della Polizia nella serata, alle 22 circa, ad Imperia in via Matteotti per frenare gli animi troppo irruenti di due fratelli di origine albanese di 17 e 19 anni. I due erano stati segnalati in quanto visti mentre avevano iniziato a distruggere una pensilina della fermata per l’autobus. Sul posto è intervenuta una pattuglia della squadra Volante della Questura del capoluogo. Gli agenti hanno poi accertato che i due fratelli erano in preda ai fumi dell’alcool mentre infrangevano i pannelli del gabbiotto osservati da altri conoscenti che divertiti assistevano all’accaduto. I due giovani sono stati denunciati a piede libero. Stefano Michero


I CONTROLLI DELLE FORZE DELL’ORDINE

PIEMONTE

TARGATOCN

Albese: 4 patenti ritirate per droga ed abuso di alcool

Quella appena trascorsa è stata una nottata di intensi controlli per i Carabinieri della Compagnia di Alba impegnati sulle principali arterie stradali della zona nel contrasto dei fenomeni più diffusi nel fine settimana dell’uso di sostanze stupefacenti od abuso di bevande alcoliche prima di porsi alla guida di autoveicoli.

L’operazione, conclusasi nelle prime ore di questa mattina, ha comportato il ritiro delle patenti di guida per 4 automobilisti, tutti relativamente giovani di età compresa tra i 20 ed i 26 anni, denunciati anche alla Procura della Repubblica di Alba:

2 di loro, entrambi studenti universitari albesi, per il reato di guida in stato di ebbrezza alcolica con l’applicazione anche del sequestro immediato delle autovetture in quanto avevano abbondantemente superato l’1,5% di tasso alcolemico riscontrato dall’etilometro;

i restanti 2, un operaio di Savigliano ed un disoccupato di Bra, sono stati invece denunciati per guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti, con il conseguente sequestro dei mezzi e ritiro delle patenti; il primo è risultato positivo al metadone (sostanza simile all’eroina) mentre il secondo ad hascish e cocaina.


VENETO

IL GAZZETTINO

Ubriaco in fuga: finisce in manette

Domenica 17 Gennaio 2010,

È costato caro a 37enne di Carbonera l’aver alzato troppo il gomito. Stava procedendo sul Put quando è incappato in posto di blocco della Polizia all’altezza di via Nino Bixio, provenendo da Viale Cairoli. Spaventato, ha sbandato in curva. Intuito che l’uomo era ebbro i poliziotti gli hanno intimato l’alt, ma l’automobilista, annebbiato dall’alcol, ha accelerato dandosi alla fuga. Ha però perso il controllo dell’Opel Astra, sbandando e mettendo a repentaglio la vita dei poliziotti e la propria. Inseguito, è stato bloccato all’incrocio tra viale Felissent e via Vecellio. Immediato l’alcoltest che ha evidenziato un tasso di 2,11 gr/l. È così scattato il sequestro dell’auto, non assicurata, ma anche il ritiro della patente, la denuncia per guida in stato di ebbrezza e la resistenza a pubblico ufficiale. Il 37enne, dopo aver negato di possedere la patente (che teneva occultata nel portaoggetti) ha esibito il passaporto e cercato di attraversare ripetutamente la strada rischiando di essere travolto dalle auto in transito. Si è dovuti ricorrere alle manette per accompagnarlo in questura in attesa che smaltisse la sbornia. Appiedato, infine, un 27enne, fermato alla guida di una Opel Astra poco dopo le 4 lungo via Cairoli con un tasso di 1,26 gr/l.


VENETO

IL GAZZETTINO

Controllati 60 mezzi e oltre 120 persone in ventiquattro ore

Domenica 17 Gennaio 2010,

(L.L.) Un’operazione di ventiquattro ore, più di sessanta Carabinieri coinvolti, centoventidue persone controllate, sette locali pubblici tenuti sotto osservazione, sessanta automezzi ispezionati: sono queste le cifre del venerdì di fuoco messo in atto dalla compagnia di Bassano dei Carabinieri capeggiata dal capitano Danilo Lacerenza, un servizio che ha richiesto l’impiego di diverso personale proveniente dalle varie stazioni nonché di militari in abiti civili. Anche la radiomobile ha partecipato attivamente alla giornata dedicata alla prevenzione e alla repressione dello spaccio di stupefacente, battendo con serrati controlli la rete viaria, i luoghi pubblici e tante discoteche e locali di aggregazione frequentate dai più giovani. Iniziato con le prime ore dell’alba il venerdì per la prevenzione ha portato a due arresti nel mercato dell’eroina e dell’hashish. Tra la quindicina di violazioni al codice della strada riscontrate , alcune per patenti scadute, mancata revisione o comportamento scorretto al volante, non è emersa nessuna guida in stato di ebbrezza o sotto stupefacenti, un dato che ha sorpreso positivamente gli agenti. Nel corso della giornata è stato denunciato per l’articolo 10 bis anche un cittadino marocchino di 36 anni, clandestino e trovato in via Maria Prosdocimo a Bassano. Non sono mancate neppure le sanzioni amministrative: un italiano e tre marocchini sono stati sanzionati per “ubriachezza molesta”. In pieno centro città venerdì sera i tre, in una fascia di età compresa tra i 35 e i 40 anni, molestavano i passanti. Portati in caserma sono stati affidati ai rispettivi parenti.


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Mercoledì, 20 Gennaio 2010

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