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Rassegna alcol e guida del 16 gennaio 2010

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

TUTTOSCUOLA
Alcol e giovani, connubio rischioso
In un rapporto del Governo i dati aggiornati sul preoccupante fenomeno
Sempre più diffuso in Italia, l’uso e abuso di alcol coinvolge fasce crescenti di giovani e giovanissimi come emerge dalla lettura dei dati raccolti in un recente rapporto che il Governo ha pubblicato sul proprio sito.
Basato su dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità, messi a confronto con dati internazionali forniti dall’OMS e dall’OSSFAD, il rapporto contiene l’analisi delle criticità, delle cause e degli effetti, in rapporto all’età e al genere come emerge dagli esiti dell’indagine "Il Pilota" dell’Osservatorio Nazionale Alcol CNESPS e dai dati dello studio Multiscopo Istat.
L’ubriacatura negli ultimi dieci anni è assurta a modello sociale e di comportamento, spesso nascosta dietro i disvalori  espressi dalla pubblicità che esaltano il valore positivo dell’alcol e in qualche modo favorita da una poco attenta vigilanza da parte della famiglia.
Il 41,7% dei ragazzi ed il 20,8% delle ragazze al di sotto dei 18 anni beve sino ad ubriacarsi, seguiti dai 19-24enni (18,8% dei maschi e 9,4% delle femmine) e dai giovani oltre i 25 anni (7,5% dei maschi e 5,5% delle femmine) tra cui si registra la più elevata percentuale di sobri.
Si beve di più nel fine settimana: al venerdì la percentuale di ragazze che dichiara di aver bevuto è del 37,2%, mentre i ragazzi sono il 52%; al sabato la percentuale di ragazze sale all’86%, mentre quella dei ragazzi aumenta fino all’86,3%; la domenica sera si beve meno con le ragazze attestate al 20,9% e i ragazzi al 20,7%.
In media, si bevono più di tre unità di alcool, considerando come unità un bicchiere da 125 ml di vino o una lattina da 33,3 cl di birra; la percentuale di giovani al di sotto dei 18 anni che beve appare preoccupante: i maschi sono il 41,7% del totale, le femmine sono il 20,8%.
I ragazzi più grandi sembrano più moderati: tra i 19 e i 24 anni bevono il 18,8% dei maschi e il 9,4% delle femmine. I numeri tendono a diminuire ulteriormente con l’età: oltre i 25 anni beve il 7,5% dei maschi e il 5,5% delle femmine. Il senso di moderazione che pare crescere con l’età non esime tuttavia le istituzioni e le famiglie dall’intervenire per far conoscere e mettere in guardia i giovani dai rischi dell’alcol che, anche a livello internazionale, è solo al 5° posto fra le droghe più pericolose con una sottovalutazione dei danni correlati.



COMUNICATO STAMPA REGIONE VENETO N° 90 DEL 14/01/2010
LOTTA DIPENDENZE. PIANO REGIONALE 2009/2010. VALDEGAMBERI: “2,2 MLN € A ULLSS PER PIANI ANNUALI E 950 MILA EURO PER PROGETTI D’INTERESSE REGIONALE”
Venezia, 14 gennaio 2010
Per proseguire nei piani annuali d’intervento per la lotta alle dipendenze alle Aziende Ullss del Veneto la Giunta regionale, su proposta dell’Assessore regionale alle politiche sociali Stefano Valdegamberi, ha deliberato un contributo di 2,2 milioni di euro a cui si sono aggiunti 950 mila euro assegnati per progetti innovativi di interesse regionale per un finanziamento complessivo di 3.150.000 euro. “L’obiettivo – ricorda Valdegamberi – è di gestire al meglio le azioni regionali in questo settore. Il provvedimento è inserito nel “Progetto Dipendenze” con il quale la Regione ha definito le strategie per combattere l’abuso di alcool, tabacco, eroina, cocaina, ecstasy e altre sostanze psicoattive tra la popolazione, in particolare tra i giovani e giovanissimi. Gli aspetti qualificanti del provvedimento – sottolinea l’Assessore veneto – si basano sul consolidamento del modello integrato pubblico/privato, sulla razionalizzazione del sistema delle comunità terapeutiche, sulla riorganizzazione dei Ser.T, sulla sperimentazione di nuovi modelli organizzativi. I progetti dovranno puntare a una reale integrazione delle risorse sul territorio che coinvolga il sociale e il sanitario, il pubblico e il privato, con pari dignità. In particolare gli interventi riguardano la prevenzione selettiva, i trattamenti innovativi riferiti a vecchie e nuove dipendenze con attenzione alle fasce adolescenziali, il reinserimento socio lavorativo, l’attività di informazione e sensibilizzazione. Anche nel Veneto, la diffusione e l’uso di sostanze alcoliche, stupefacenti e psicotrope sono caratterizzate da una forte evoluzione le sostanze stimolanti, quali la cocaina e i vari tipi di anfetamine, con rituali sociali sempre più tollerati e “normalizzati” nei vari contesti dello sport, della scuola, del lavoro. La programmazione regionale - sostiene Valdegamberi - punta non solo alla cura, ma anche e soprattutto a dare messaggi di cultura, di responsabilità e di educazione ai giovani per cercare di invertire il trend di questo tragico fenomeno e, possibilmente, di prevenirlo”.


IL TIRRENO
SABATO, 16 GENNAIO 2010
Ecco il nuovo comandante della Polizia stradale 
È Salvatore Ripa: «Tolleranza zero contro chi fa abuso dell’alcol alla guida» 
CECINA. Prevenzione nelle scuole e un’attenzione particolare al fenomeno dell’alcol alla guida. Sono questi, al momento, i primi due obiettivi che si è posto Salvatore Ripa, nuovo comandante dalla Polizia stradale di Cecina. Ripa, 61 anni nato a Napoli, prende il posto di Arena in pensione dal mese di novembre.
 Ripa ha iniziato la sua carriera a Scalea, in provincia di Cosenza. Dopo avere lavorato in altre zone della Calabria, è stato trasferito nella sua città Natale, Napoli. Poi è arrivato l’incarico di vicedirigente alla Polizia stradale di Mantova. È dalla città virgiliana che Ripa è approdato alla caserma di Cecina, dove ne ha preso il comando da pochi giorni. «Credo che una delle funzioni della Polizia stradale - dice il nuovo comandante - sia anche quello di parlare con i giovani, di andare nelle scuole, anche materne, a spiegare le norme basilari della circolazione stradale». Particolare attenzione, poi, all’abuso di alcol per chi si mette alla guida. «Non conosco ancora bene questo territorio - dice Ripa - ma quello dell’alcol è un fenomeno che dobbiamo assolutamente combattere. Il 45% degli incidenti mortali è causato dall’alcol».
 A proposito di nomine, il comandante provinciale della Polstrada Alberto Tricoli andrà a guidare il commissariato di Piombino. A Livorno arriva il comandante della stradale di La Spezia, Paola Venezia.


CORRIERE DELLA SERA
Uno di loro due giorni dopo ha stuprato anche una donna con problemi psichici
Violentano a turno una 18enne. Arrestati
Tre rumeni finiti in manette nel Nisseno. La notte di Capodanno avevano abusato di una giovane barista
CALTANISSETTA - Con l’accusa di violenza sessuale di gruppo i carabinieri hanno arrestato a Mazzarino, in provincia di Caltanissetta, tre cittadini romeni. In manette sono finiti Robert Hurubus, 37 anni, manovale; Stefan Popa, 25 anni, disoccupato; e Silviu Roman, 30 anni, disoccupato. Secondo gli investigatori, i tre avrebbero abusato nella notte di Capodanno di una 18enne barista, loro connazionale. Lo stupro sarebbe avvenuto all’interno dell’abitazione della giovane donna. Uno dei tre arrestati, inoltre, deve rispondere anche di un’altra violenza sessuale commessa ai danni di una 39enne.
NOTTE DI VIOLENZA - La sera del 31 dicembre i tre connazionali, due dei quali abitano al piano di sopra nello stesso condominio della loro vittima, hanno invitato la giovane barista a festeggiare con loro il capodanno. La 18enne ha accettato, rassicurata dalla presenza nell’appartamento di un’altra ragazza, sempre romena, che però non conosceva. Prima della mezzanotte i quattro sono usciti di casa lasciando la vittima all’interno dell’appartamento, dove, durante la loro attesa, la 18enne si è addormentata. A casa, però, sono rientrati solo i tre uomini. A questo punto ubriachi e probabilmente sotto l’effetto di sostanze stupefacenti Hurubus, Popa e Roman hanno aggredito con pugni e schiaffi la giovane donna e dopo averla afferrata per il collo l’hanno trascinata in camera da letto. Qui, sotto la minaccia di coltellini, l’hanno violentata a turno, liberandola solo dopo averla minacciata di morte.
I REFERTI MEDICI - «Il racconto dettagliato della donna - spiegano gli investigatori - è rafforzato dai referti medici dell’ospedale Santo Stefano di Mazzarino, che le hanno diagnosticano ecchimosi in tutto il corpo». La decisione di denunciare la violenza è arrivata, però, solo quando la barista ha scoperto che due giorni dopo Claudius Popa, uno dei suoi violentatori, ha abusato anche di una donna di Mazzarino, che abitava nello stesso condominio, con problemi psichici, a cui lei saltuariamente aveva fatto da badante. In questo caso il romeno aveva approfittato dell’assenza del marito della donna, anche lui minorato psichico, per entrare in casa con la scusa di prendere un caffè, per poi violentarla. All’arrivo del marito la donna in lacrime ha chiesto di andare dai carabinieri. Ora i tre sono stati rinchiusi presso la casa circondariale di Caltagirone (Catania).


IL TIRRENO
SABATO, 16 GENNAIO 2010
Minacce e paura per madre e figlia davanti alla scuola 
Panico per la piccola, di appena cinque anni, Il sindaco interviene e fa “liberare” il parco 
FABRIZIO BRANCOLI 
 VIAREGGIO. Alle otto e mezzo in via Cairoli, quando una jeep verde si ferma e accosta sul lato sinistro della strada, arriva la goccia che fa traboccare il vaso.
 Monica, capelli lunghi, biondi e riccioluti, esce dalla macchina in compagnia della figlia, appena cinque anni. La sta portando alla scuola d’infanzia “Del Chiaro”, a due passi da via Burlamacchi, come ogni giorno. Davanti alla scuola c’è un giardinetto comunale, circondato da una siepe di piante e protetto da un cancello in metallo. L’insegna recita “Parco dei bambini 25 Aprile”, ma è una bugia. Quello spazio, da mesi e mesi, ai bambini è stato tolto. Se lo sono preso arbitrariamente alcuni uomini stranieri, prevalentemente dell’Est europeo; sbandati, mal ridotti, spesso ubriachi, si sono accampati in una tenda e bivaccano stabilmente tra i giochi all’aperto, usando i bagni o arrangiandosi sul prato, tra sporcizia, rifiuti e carta igienica usata. Una bottiglia di vodka da due soldi è lì, sul muretto, vuota.
 Due di loro si avvicinano a Monica e alla sua piccola. Sembrano ubriachi persi. Prima le parlano, poi la minacciano, picchiano pugni sulla carrozzeria dell’auto, si rotolano sul cofano, gridano. Non la colpiscono, non tentano di derubarla, forse sono solo nel pieno dell’alcol, nel loro naufragio personale. Ma accanto ha una bambina piccola. Che è terrorizzata e ne ha diritto.
 La piccola è in preda al panico, la mamma ha l’angoscia di coprire i pochi metri che la separano dalla scuola. Arriva un’altra mamma, si chiama Monica anche lei: prende la bambina con sé, insieme al figlio, e li porta di corsa nella scuola. Poi aiuta l’amica e la accompagna all’interno.
 Ognuno a suo modo, ognuno con il suo grado di tolleranza, ha dentro di sé un crinale: quello oltre il quale si dice «basta». Monica e altri genitori ieri hanno afferrato il telefono per dire «basta» ai pericoli, al degrado e alla paura che minaccia i bambini. E purtroppo non era la prima volta che lo facevano.
 Chiamano in Comune, la protesta in qualche modo arriva al sindaco. «E poco dopo sono arrivati tutti qui», diciamo ai genitori per strada, in via Cairoli, alle 11,30. «Beh, non esageriamo con il “poco dopo”... diciamo che sono servite tante telefonate». In ogni caso accade qualcosa di concreto. Davanti alla scuola e al giardinetto arriva il primo cittadino; e con lui tanta gente. Luca Lunardini dal marciapiede, dopo aver parlato con Monica e con gli altri, fa una serie di cose insieme con l’assessore al decoro Athos Pastechi. Fa ripulire l’area, fa intervenire vigili urbani e chiede l’aiuto dei carabinieri. Chiama gli operai del Comune e della Poseidon (che Pastechi ringrazia per la tempestività) che tolgono la siepe: «Ora, quando ci passeremo davanti, potremo vedere se c’è qualcuno accampato», dice. Annuncia un servizio di vigilanza all’ingresso e all’uscita da scuola, con la polizia municipale e co gli anziani di un’associazione di volontariato. È confortante vedere un sindaco sul posto e registrare questo attivismo, per una volta, mentre gli addetti del Comune tagliano le fronde e altri loro colleghi piazzano al cancello una catena con un gran lucchetto. «Le chiavi - dice il sindaco - le daremo ai responsabili della scuola, potranno aprire e chiudere quando desiderano, per far utilizzare il parco ai bambini».


AGI
UBRIACHI AL VOLANTE, 4 PATENTI RITIRATE NEL TIGULLIO
Sestri Levante (Genova), 16 gen. - Sequestro della macchina e quattro patenti ritirate ad altrettanti guidatori risultati ubriachi mentre guidavano l’auto. E’ il bilancio di una serie di controlli effettuati nella riviera del levante genovese, tra Lavagna e Sestri Levante, dagli uomini del nucleo operativo e radiomobile della compagnia sestrese. Oltre al ritiro della patente, e alle 4 denunce penali per guida in stato d’ebbrezza, i militari hanno effettuato un sequestro poiche’ uno degli automobilisti ha fatto segnare un tasso alcolemico di 1,93 grammi/litro pari a quasi 5 volte il massimo consentito dalla legge. I guidatori hanno tra i 35 e i 40 anni, fra questi c’e’ una donna.


IL TIRRENO
SABATO, 16 GENNAIO 2010
Alla guida in stato di ebbrezza 
Quattro automobilisti finiscono sotto processo 
GROSSETO. Hanno patteggiato in quattro. Quattro automobilisti colti al volante in stato di ebbrezza, in circostanze e date differenti sono stati processati dal giudice Michele Addimandi (pubblico ministero onorario Pamela Di Guglielmo).
 Pena di 1 mese, 20 giorni più 800 euro di ammenda (pena sospesa) per Sabrina Martin Mastrillo, 48 anni, abitante al Bivio di Gavorrano, che nella notte del 5 dicembre 2008 era stata fermata dalla polizia stradale mentre da via Manetti imboccava contromano via IV Novembre, alla guida di una Opel Zafira: ben 2,73 e 2,59 i grammi di alcol per litro di sangue rilevati dall’apparecchiatura intorno alle 4 del mattino. Il giudice gli ha sospeso la patente di guida per la durata di 1 anno. Difesa Riccardo Guerra.
Due 2 mesi e 1.000 euro la pena invece concordata da Antonio Macchiano, 40 anni, di Grosseto che nel settembre del 2008 venne sottoposto a controlli da parte della polizia stradale in città: 1,58 e 1,51 le attestazioni dell’etilometro. Era alla guida di una Peugeot 106. Il giudice Addimandi gli ha sospeso la pena e anche, sempre come sanzione accessoria, la patente di guida per 8 mesi. Difesa Riccardo Lottini.
 Ancora nel settembre 2008, per la precisione nel pomeriggio del 7, Mario Tarzia, 75 anni, di Roma, fu fermato mentre circolava in via Ximenes al volante di una Matiz: la polstrada riscontrò un valore di 1,65. L’uomo ha patteggiato 1 mese, 10 giorni e 667 euro di ammenda (pena sospesa). Patente sospesa per 8 mesi. Difesa Giovanni Di Meglio.
 Infine, era rimasto coinvolto in un incidente stradale sull’Aurelia nord, alla Rugginosa, Gionny Lucarelli, 37 anni, di Montemassi: guidava una Panda con 0,92 grammi di alcol nel sangue. Era il gennaio dell’anno scorso e l’incidente avvenne intorno alle 2,45 di notte. All’epoca intervennero i carabinieri della stazione di Gavorrano. Assistito dall’avvocato Annalinda Cavese, Lucarelli ha patteggiato una pena di 7 giorni, convertiti in 266 euro, più un’ammenda per 620 euro complessivi. Sospesa la patente (per un periodo di 4 mesi) come è sospesa anche la pena.


LECCEPRIMA
L’ALCOOL DEL VENERDÌ SERA, PARTONO DENUNCE A RAFFICA
Dodici patenti ritirate e in un caso un ragazzo è stato trovato alla guida ubriaco senza oltretutto aver mai conseguito il documentro di guida. Controlli della compagnia di Gallipoli anche sulle armi
GALLIPOLI 16/01/2010 - Pattuglie piazzate nei punti di maggior afflusso, etilometri a portata di mano, la prova del precursore per scartare i lucidi al volante e concentrarsi solo sui possibili ebbri, e la notte di venerdì è passata via fra controlli a tappeto in tutto il circondario di Gallipoli e Nardò, con la consueta raffica di denunce. Questa volta, la patente è stata ritirata a dodici automobilisti. Per tutti, la denuncia a piede libero all’autorità giudiziaria, e a questi se ne aggiunge un tredicesimo, che, oltre ad essere ubriaco, non aveva neanche la patente. Diversi i posti di controllo dislocati sul territorio. Tanto da fermare un numero impressionante di auto e sottoporre al test qualcosa come 323 persone. Prima, si diceva, la prova con l’apparecchio che controlla il tasso alcolemico, poi l’esame etilometrico vero e proprio, a seguito del quale sono partiti i deferimenti in stato di libertà.
Tredici gli automobilisti che, al momento del controllo, hanno manifestato un livello di alcool nel sangue superiore a quanto stabilito per legge, e fra questi anche un giovane alla guida senza averla mai conseguita. Per quest’ultimo, dunque, la somma di due denunce. Variabile la fascia di età delle persone denunciate, dai 23 sino ai 50 anni, con un tasso alcolemico tra 0,78 e 1,87 grammi litro. Sotto tiro, soprattutto le zone dove sorgono discoteche e locali notturni in genere, e non sono mancati, in una fetta di territorio che oltre Gallipoli e Nardò, comprende anche Galatone, Copertino, Galatina e Cutrofiano, i controlli antidroga. Diciotto i giovani, tra i 18 ed i 35 anni, segnalati al prefetto per uso non terapeutico di sostanze stupefacenti. Sequestrati 11,5 grammi di marijuana, 18 di hashish e 2,5 di cocaina.


IL FATTO
Genzano, torna a casa ubriaco e accoltella il padre: arrestato
GENZANO (ROMA). Sabato 16 Gennaio 2010- Torna a casa ubriaco e per una banale lite accoltella il padre. E’ accaduto a Genzano, in provincia di Roma. Il ferito, che nel tentativo di sfuggire alle numerose coltellate infertegli dal figlio, O.R. 40enne romano, era riverso a terra nel pianerottolo di casa, è stato subito soccorso dall’ambulanza e trasportato in codice rosso all’ospedale di Albano Laziale, dove dopo essere stato sottoposto ad intervento chirurgico d’urgenza, si trova attualmente ricoverato in prognosi riservata. O.R. con piccoli precedenti penali, tra cui una denuncia per guida in stato d’ebbrezza, è stato arrestato dagli Agenti del Commissariato di Genzano per tentato omicidio e condotto nel carcere di Regina Coeli.


VARESENEWS
Busto Arsizio
Perseguita l’ex compagna: denunciato per stalking un 63enne
La vittima, una cittadina ecuadoriana, tempestata di telefonate moleste e costretta a rapporti sessuali sotto minaccia
16/01/2010 - Divieto assoluto di avvicinarsi all’ex fidanzata e ai luoghi da lei frequentati per un 63enne italiano, denunciato per stalking.
La donna, una cittadina ecuadoriana di 46 anno, nel novembre scorso aveva denunciato al Commissariato di Polizia di Busto Arsizio di essere perseguitata da L.C.P., un italiano con cui aveva avuto una relazione da lei interrotta da alcuni mesi.
L’uomo aveva continuato a tempestare la donna di telefonate, raccontandole dettagliatamente tutte le sue abitudini e frequentazioni, e facendole così capire di essere pedinata di continuo.
La donna, pochi giorni prima di procedere alla querela, era anche stata costretta a cambiare il proprio recapito telefonico.
Da quanto emerso, inoltre, in numerose circostanze la donna era anche stata costretta, per evitare danni alla propria incolumità, a sottostare alle richieste sessuali avanzate dall’uomo, violento e spesso ubriaco.
Le indagini avviate dalla Polizia avevano fornito riscontri oggettivi su quanto denunciato dalla donna e pertanto il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Busto Arsizio ha emesso a carico del molestatore un’ordinanza di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla donna, con divieto anche di comunicare con qualsiasi mezzo con la stessa.


CORRIERE ADRIATICO
Maxi-scontro sull’Adriatica, cinque feriti
Loreto Invade l’altra corsia e innesca una carambola impressionante che coinvolge quattro auto e e provoca cinque feriti. Lo scenario che ieri i soccorritori si sono trovati ieri di fronte ai loro occhi sull’Adriatica sembrava venisse da un film: strada bloccata da vetture semidistrutte e con conducenti e passeggeri che lamentavano dolori in varie parti del proprio corpo. L’incidente è avvenuto attorno alle 11.40 sulla Statale, all’altezza della deviazione per il casello autostradale Loreto-Porto Recanati. Nel giro di una manciata di minuti sono arrivati sul posto diverse ambulanze del 118, la Stradale di Ancona e l’elisoccorso da Torrette.
Secondo una prima non facile ricostruzione ipotizzata dagli agenti di polizia (le auto coinvolte dallo scontro sono state ritrovate completamente fuori dal corretto senso di marcia) a causare il sinistro sarebbe stata una Fiat Punto. La vettura avrebbe urtato un’altra utilitaria dello stesso tipo proveniente dalla corsia opposta. Quest’ultima, a sua volta, sarebbe poi entrata in contatto con una Opel. Coinvolto anche un quarto mezzo che, per evitare l’impatto, sarebbe uscito di strada. Alla guida della Fiat Punto c’era un 34enne osimano (M. M. sono le sue generalità). Quando gli agenti l’hanno invitato a sottoporsi al controllo di alcol e droga questi si sarebbe opposto. La sua decisione non gli ha permesso per di evitare l’immediato ritiro di patente, comunque previsto dal codice della strada. Sul fronte medico, cinque persone hanno fatto ricorso alle cure del pronto soccorso: due sono finiti a Loreto e tre a Osimo. Nessuno di questi è grave: le prognosi erano solo di alcuni giorni.


VERONA SERA
Minaccia la cameriera ubriaco. Arrestato
Nogarole Rocca, l’uomo ha fronteggiato la donna al banco con dei cocci di vetro
Si è rifiutato di pagare il conto ed ha minacciato la cameriera al banco. Questo quanto è successo ieri pomeriggio, al bar “Sport” di Nogarole Rocca. Protagonista, Zyat Boubker, operaio marocchino di 39 anni con regolare permesso di soggiorno.
Dopo aver consumato alcuni bicchieri di vino e alcuni digestivi, l’uomo ha ordinato altri alcolici alla cameriera che, rendendosi conto dell’evidente stato di ebbrezza del cliente, ha richiesto il pagamento degli alcolici consumati in precedenza. Colto il rifiuto, Boubker ha cominciato ad inveire e a minacciare la donna che ha prontamente chiamato in aiuto il fidanzato, residente a pochi metri dal bar.
La situazione è degenerata quando, in preda ai fumi dell’alcol l’operaio ha rotto una bottiglia di birra e ha fronteggiato i due con i cocci di vetro. Sfruttando poi un momento di distrazione dell’aggressore il fidanzato è riuscito a fuggire e ha chiamato i carabinieri del pronto intervento di Villafranca che, giunti nel locale, hanno fermato il 39enne marocchino.
Condotto presso il comando di compagnia, è stato processato per direttissima e condannato a un anno e quattro mesi.


IL GAZETTINO (Treviso)
Dovrà restare in carcere, è pericoloso
In cella il marocchino che disturbava i clienti del Prix e ha aggredito i carabinieri
Sabato 16 Gennaio 2010 - Jabrane Mustapha, 49 anni, marocchino, operaio in mobilità di una fabbrica di plastica, ex abitante a Signoressa in via Contea e ora a Caonada in via Monte Sabatino 1, resta in carcere. Il giudice Marco Biagetti ha confermato l’arresto come proposto dal pubblico ministero Barbara Sabatini, e vista la pericolosità sociale dell’uomo, ha disposto che rimanga in cella in attesa del processo per direttissima che si terrà il 29 gennaio. Jabrane Mustapha non può rimanere in Italia: gli è stato negato il permesso di soggiorno; in aggiunta è recidivo. Ha detto al giudice che al momento dell’arresto era ubriaco e non si ricorda nulla di quanto successo. Si è svegliato in carcere con un piede che gli faceva male. Il pm Sabatini ha sottolineato i precedenti per rapina per cui diventata opportuna la custodia in carcere essendo in aggiunta violento e clandestino.
Jabrane Mustapha per diverse ore aveva importunato i clienti e aveva attivato l’apertura automatica del supermercato Prix di via Galileo Galilei di Montebelluna. Così sono arrivati sul posto i carabinieri di Volpago. Inizialmente ha tentato di fuggire, poi si è gettato sui carabinieri. Con una testata ha ferito uno dei due carabinieri della pattuglia e con un calcio ha ferito l’altro al braccio. Alla fine dopo una collutazione Mustapha Jadrane è stato bloccato. E portato in carcere a Santa Bona.


IL GAZETTINO (Belluno)
Quattro mesi per resistenza ai militari dell’Arma
Sabato 16 Gennaio 2010 - Era accusato di resistenza a pubblico ufficiale a seguito di un episodio verificatosi in via Safforze. Protagonista dell’accaduto, l’extracomunitario Abdellah Yafour, 34 anni, a carico del quale ieri mattina è stato celebrato un processo con rito abbreviato. L’uomo, in stato di ebbrezza, era stato al centro di un movimentato episodio all’uscita di un autobus. Intervenuti i carabinieri aveva reagito.
Al processo (pm Gasparini) era difeso dall’avvocato Margherita de Castello. Il giudice gli ha inflitto la condanna a 4 mesi e dieci giorni. 


GIORNALE DI SICILIA
“Test dell’alcol falsato”, automobilista di Partinico assolto
Sentenza favorevole per un giovane accusato di aver guidato in stato di ebbrezza. Gli avvocati hanno dimostrato che “l’etilometro non era a norma al momento del controllo sul ragazzo”
di GIUSEPPE LEONE
Palermo. L’etilometro che aveva constatato il suo stato di ebbrezza non era a norma e per questo è stato assolto dall’accusa di guida in stato di ebbrezza. Una sentenza che rappresenta un’autentica rarità per questo tipo di casi. Una sentenza che sembra far cadere il dogma dell’infallibilità del risultato dell’alcol test. Protagonista della storia è un giovane di Partinico, B.M., fermato la notte di sabato 3 giugno 2006, proprio a Partinico, da una pattuglia dei carabinieri, che effettuò sul ragazzo l’alcol test: 1,5 i grammi di alcol nel sangue del ragazzo. Questo, il risultato del test.
Per questo esito, è previsto il ritiro della patente e del veicolo, visto il superamento della soglia di 0,50 fissata dalla legge. Sentenza praticamente scontata, come tante altre in questi casi, «dato che i giudici si basano solo sul risultato dello scontrino dell’etilometro», ha spiegato l’avvocato Giuseppe Brancato, che con il collega Maximilian Molfettini ha difeso il ragazzo. Ieri, però, la sezione distaccata di Partinico del Tribunale di Palermo, presieduto dal giudice Giacomo Barbarino, ha assolto il giovane, perché il fatto non sussiste.
Gli avvocati di B.M. sono riusciti, infatti, a dimostrare l’inattendibilità del test svolto con l’etilometro. «Abbiamo ottenuto una copia del libretto dell’etilometro e abbiamo verificato che l’apparecchio non era a norma al momento del controllo sul ragazzo», ha affermato l’avvocato Brancato.  L’etilometro, infatti, non era stato controllato, e la legge prevede una revisione annuale per questi apparecchi. In questo caso, l’ultima verifica  sull’etilometro era stata effettuata ad aprile del 2004, più di due anni prima del controllo sul ragazzo di Partinico.


TIGULLIOVINO.IT
Metabolismo dell’alcool etilico: ad ognuno il suo polimorfismo
di Gianna Ferretti
Segnatevi questi termini perchè ne sentirete parlare spesso in futuro per le numerose implicazioni : Nutrigenetica e Nutrigenomica.
La Nutrigenomica è la scienza che studia come le molecole contenute negli alimenti e bevande siano in grado di intervenire sul nostro DNA, attivando alcuni geni o al contrario regolandoli negativamente: up- o down regulation rispettivamente chiamano i ricercatori questi effetti. Alcune delle interazioni tra alimentazione-nutrizione e genetica possono essere importanti e contribuire ai meccanismi molecolari alla base della insorgenza di alcune patologie.
Con il termine Nutrigenetica si intende l’individuazione di eventuali variazioni genetiche che si traducono in una risposta dell’organismo che è differente rispetto alla popolazione generale, dopo aver introdotto particolari molecole contenute negli alimenti o bevande. Tali informazioni possono essere impiegate per elaborare diete “personalizzate”. Quindi nutrigenetica e nutrigenomica permettono di indagare le relazioni complesse tra stili alimentari-alimenti-molecole-geni. Tra le relazioni che possono essere studiate ve ne sono alcune che riguardano le bevande alcoliche.
Sarà capitato a molti di riflettere sulla diversa sensibilità delle persone all’assunzione di alcool etilico. Quando ingeriamo una bevanda alcolica, l’alcol etilico viene assorbito e attraverso la circolazione sanguigna, si diffonde in tutto l’organismo, in particolar modo nel fegato e nel cervello. L’alcol nell’organismo viene degradato nel fegato ad acetaldeide dall’enzima alcol-deidrogenasi, poi ad acetato dall’altro enzima acetaldeide-deidrogenasi.
Ci sono persone che metabolizzano piu’ velocemente l’alcool. A cosa è dovuto?
Essenzialmente ai due enzimi detti sopra: alcol-deidrogenasi e acetaldeide-deidrogenasi che sono polimorfici: ovvero esistono più “alleli” (varianti) dello stesso gene. L’enzima alcool deidrogenasi tipo 1C, che è il principale enzima epatico responsabile del metabolismo dell’alcool etilico, si presenta infatti in forme diverse che si riflettono in una bassa o ad alta attività enzimatica. I soggetti che hanno l’attività catalitica piu’ efficiente metabolizzano l’alcool piu’ velocemente.
In passato si è cercata una relazione tra polimorfismo dell’alcool deidrogenasi, assunzione di alcool ed effetto protettivo delle bevande alcoliche contro le patologie cardiovascolari ma i dati ottenuti da gruppi di ricerca diversi non sono sempre in accordo. Sul web sono comunque comparsi numerosi siti che propongono test genetici e consulenze nutrizionali fino ad arrivare alla discussa DNA-diet. I test permettono di rilevare alcune variazioni nel patrimonio genetico (polimorfismo) che spiegano la diversità nell’assorbire o metabolizzare una determinata molecola e come dicevamo sopra ci sono anche test collegati al metabolismo dell’alcool etilico. Ho trovato per esempio il WineGEN™ test finalizzato proprio a evidenziare il polimorfismo degli enzimi che metabolizzano l’alcool etilico.
I test sono affidabili?
Si tratta di un campo di ricerca che al momento attuale richiede una grande cautela. Il problema è che sappiamo molto del genoma umano ma non abbastanza. Le interazioni tra nutrienti e geni possono essere molto piu’ complesse di quanto immaginiamo. Altrettanto le implicazioni sulla salute. Sareste curiosi di sapere quali mutazioni ai due enzimi chiave del metabolismo dell’alcool possedete?
Numerosi sono anche i risvolti sul piano etico,ecco perchè sul sito dell’ European-funded Network of Excellence:’The European Nutrigenomics Organisation (NUGO), sono state pubblicate le Linee guida di bioetica per la ricerca Nutrigenomica stilate al fine di sostenere gli scienziati e addetti ai lavori che conducono ricerche in materia di genomica nutrizionale sugli esseri umani.
Per saperne di piu’:
- Alcohol Metabolism DNA Testing: WineGEN™
- Nutrigenomics Patents and Commercialization: Old Wine in a New Bottle?
Timothy Caulfield, A Journal of Integrative Biology, 2009


CORRIERE DI SIENA
Cinque Terre Incontro con l’associazione Vino e salute.
MONTALCINO, 16.01.2010 - In un incontro che si terrà oggi alle 17 nello storico Palazzo Comunale di Montalcino, verrà presentata la collaborazione scientifica che avvieranno congiuntamente Parco Cinque Terre e Associazione Vino e Salute. Ricerche che avranno ad oggetto le produzioni tipiche e l’analisi delle loro proprietà benefiche sul corpo umano. Uno studio ad hoc sui salutari effetti del celebre Sciacchetrà, il passito emblema del territorio delle Cinque Terre. L’inserimento dell’Ente Parco nel Comitato Direttivo dell’associazione senese. L’organizzazione di un convegno centrato sul tema del rapporto tra vino, sport e giovani. (*) Sono queste alcune delle attività previste dalla convenzione di collaborazione scientifica che legherà, per i prossimi due anni, il Parco Nazionale delle Cinque Terre e l’Associazione Vino e Salute. Ne parleranno Maurizio Buffi, sindaco di Montalcino, Stefano Ciatti, presidente dell’Associazione Vino e Salute, Patrizio Cencioni, presidente del Consorzio del Brunello e Luca Natale, responsabile comunicazione Parco Cinque Terre
A.Cap.

(*) Nota: il diritto di parlare non include necessariamente quello di venire presi sul serio. (Hubert Humphrey). 


ASYLUM ITALIA
Inghilterra
Lei lo lascia e lui le uccide per dispetto i conigli
Quando la fidanzata ha deciso di lasciarlo, lui non ci ha più visto dalla rabbia e si è vendicato colpendo ciò a cui la ragazza teneva di più: i suoi conigli. Il 31enne li ha presi entrambi, e li ha strozzati, salvo poi colpirli con un sasso sulla testa. (*)
I protagonisti della storia sono Clifford Whitbread e Sarah Roberts, madre del loro figlio di 16 mesi. La relazione tra i due si chiude, dopo circa due anni e mezzo, lo scorso mese di settembre, per i problemi di alcol di cui soffriva il compagno. E perché lei doveva subire violenze fisiche, quando questi alzava troppo il gomito.
Inizialmente lui reagisce tentando di uccidersi. Tre giorni dopo averlo lasciato, Sarah si rende conto che, mentre lei stava dormendo, qualcuno aveva visitato il suo giardino, a Waterfoot, nel Lancashire. E là l’amara sorpresa: i conigli giacevano sul prato, completamente insanguinati. Una sua vicina di casa le ha riferito di aver visto un uomo entrare nella sua proprietà. Nel giardino, Sarah ha trovato anche la giacca dell’ex compagno, ancora sporca di sangue.
Il caso è approdato adesso ad una corte di tribunale, dove il marito ha ammesso le proprie responsabilità: "Il mio cliente - ha detto l’avvocato - si è reso conto di aver sbagliato, ed è disgustato dal suo comportamento". L’uomo è stato condannato a 18 mesi di libertà vigilata, e dovrà anche prendere parte ad un corso per alcolisti.

(*) Nota: quello che accade agli animali, prima o poi capita anche agli uomini. (Proverbio sioux).   
 

IL RESTO DEL CARLINO
Alcol e droga al volante Controlli e denunce

IL MESSAGGERO
Un automobilista ubriaco ha perso il controllo della sua auto ed è finito contro un semaforo

LA REPUBBLICA
ubriaco al volante contro semaforo il palo cade e ferisce un centauro



Domenica, 17 Gennaio 2010
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