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Rassegna alcol e guida del 4 gennaio 2010

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

ASAPS
Gli effetti indotti sulla guida in stato di ebbrezza dall’aumento del numero di controlli dell’alcolemia dei conducenti
Giordano Biserni intervista Franco Taggi, direttore dell’Osservatorio Nazionale ‘Ambiente e Traumi’ (ONAT) dell’Istituto Superiore di Sanità
GB - Buongiorno, dottor Taggi. Come al solito, siamo qua con lei per parlare di ‘Alcol e Guida’.
FT – Non mi sorprende affatto: è uno dei punti cruciali della sicurezza stradale.
GB – Infatti. E proprio per questo cerchiamo di dare al tema ampio spazio, sia sul Centauro che sul portale dell’ASAPS. Desideriamo intervistarla perché abbiamo saputo che recentemente, insieme alla dott.ssa Macchia, lei ha pubblicato sulla rivista scientifica ‘Annali di Igiene’ un articolo in cui si dimostra che in corrispondenza dell’aumento del numero di controlli dell’alcolemia dei conducenti si è avuta una riduzione del numero di coloro che guidano in stato di ebbrezza(1). In base ai dati ufficiali, che ho con me in questa tabella (v. tab.1), a noi pare invece che questo numero sia aumentato: potrebbe spiegarci meglio come stanno le cose?
FT – Molto volentieri. Come vedrà, non c’è alcuna contraddizione: ha ragione lei a dire quello che dice, abbiamo ragione noi ad affermare che riduzione c’è stata. I dati ufficiali, riportati nella tabella che mi sta mostrando, mi sono stati anticipati a suo tempo dalle FF.OO., in quanto occorrevano per la stesura di un contributo da inserire nella relazione annuale al Parlamento sullo stato delle Tossicodipendenze in Italia, relativa all’anno 2007(2). Questi dati sono un consuntivo di attività svolta, in decisa crescita, peraltro. Come si osserva, il numero di controlli è aumentato da un anno all’altro ben del 226%. Il numero di soggetti trovati positivi alla prova alcolemica (con BAC>0.5 g/L, per intenderci) è anch’esso cresciuto, del 30%.
GB – Dunque, non c’è stata una riduzione di questi casi.
FT – Infatti. Tuttavia, l’aumento del numero dei casi positivi è da attendersi se aumenta il numero dei controlli. Supponiamo per un momento che la situazione tra 2006 e 2007 sia rimasta immutata: se nel 2006 su 100 controlli trovavamo 15 conducenti positivi, nel 2007, facendo 200 controlli, di positivi ne dovremmo trovare più o meno il doppio. In sostanza, a situazione immutata, a più controlli corrispondono più positivi. Tuttavia, il numero dei positivi individuati è un indice di efficienza dell’operatività delle FF.OO. in quanto più positivi vengono identificati dai controlli, più conducenti pericolosi saranno stati messi in condizione di non nuocere; ma tale numero non riflette l’intensità del fenomeno, ovvero la proporzione generale dei conducenti che guidano in stato di ebbrezza. A questo fine è necessario rapportare i casi positivi al numero di controlli effettuati. Come può vedere in quest’altra tabella, ripresa dal nostro lavoro (v. tab.2), abbiamo eseguito questo semplice calcolo ed abbiamo visto che tale proporzione è passata dal 15% del 2006 al 6% del 2007. C’è stata quindi una riduzione di positività pari a ben 9 punti percentuali. In termine di riduzione percentuale... di queste percentuali (scusi il bisticcio), la proporzione della guida in stato di ebbrezza tra i controllati si è ridotta da un anno all’altro ben del 60%!
GB – In effetti ora è tutto più chiaro. Ma, mi perdoni: era davvero necessario scrivere un articolo scientifico al proposito? Non sarebbe stato sufficiente comunicare semplicemente il valore della riduzione messa in luce?
FT – Avremmo potuto seguire questa via se i controlli fossero stati svolti in maniera casuale. Ma questo non avviene, perché sarebbe inefficiente effettuarli in tale modo. Nei fatti, la gran parte dei controlli viene svolta:
- in termini di fondato sospetto (ovvero, fermando di preferenza conducenti che guidano pericolosamente, o in modo anormale, cosa che suggerisce possano essere in stato di ebbrezza);
- in luoghi od orari (ad es. nei pressi di discoteche, in ore serali/notturne, ecc.) che rendono più probabile l’individuazione di conducenti con un’alcolemia superiore al limite legale.”Questi criteri sono ottimali ai fini del miglioramento della sicurezza stradale (ed ad essi sarà bene si attengano sempre le FF.OO.); ma, dal punto di vista statistico, introducono pesanti distorsioni nelle stime. Ad esempio, un aumento della percentuale dei positivi potrebbe dipendere dall’adozione di nuovi criteri di fondato sospetto, più raffinati ed efficaci, non già dal fatto che i conducenti siano diventati più cauti nell’assumere bevande alcoliche prima di guidare; come pure, una diminuzione di tale percentuale potrebbe essere determinata dall’essere stati i controlli meno mirati.”Con una serie di ragionamenti epidemiologici, siamo riusciti a dimostrare che la riduzione percentuale osservata è reale, e non dipende da possibili distorsioni. E in base a questo si può affidabilmente concludere che all’aumento del numero dei controlli è corrisposta effettivamente una riduzione della prevalenza della guida in stato di ebbrezza sulle nostre strade. Non siamo stati in grado di stimare con esattezza questa riduzione (ciò non è tecnicamente possibile sui dati in questione); ma siamo stati in grado di stabilire che essa c’è stata e, per di più, che è consistente.
GB – Potrebbe illustrarci in modo semplice i ragionamenti svolti nel lavoro?
FT – Temo che nel farlo annoieremmo i lettori. Sarebbe, infatti, un discorso molto tecnico e... lunghissimo. Chi volesse approfondire la cosa può comunque fare riferimento al lavoro. Tuttavia, un’idea di massima la si può dare. Vediamo, ad esempio, queste altre due tabelle che abbiamo elaborato, (*) dove i controlli sono divisi per fine settimana e per giorni feriali (v. tab.3 e tab.4). Come lei potrà osservare, le riduzioni delle percentuali non sono le stesse nei due casi: nel fine settimana abbiamo un calo di 4.2 punti percentuali; nei giorni feriali invece di ben 10.6 punti percentuali. In termini di riduzione percentuale delle percentuali, nel fine settimana questa risulta circa del 26%, nei giorni feriali del 75%. Un risultato di questo tipo porta a pensare che sia più facile per i conducenti limitarsi nel bere durante i giorni feriali che non nel fine settimana dove sussistono, per tipo di situazione, locali ed orari, condizioni che favoriscono in modo particolare l’assunzione di bevande alcoliche. D’altra parte, poiché la riduzione si presenta in entrambi i casi, sembra ragionevole pensare che l’aumento del numero dei controlli sia stato ben percepito da tutti i conducenti. Detto questo, resta il fatto che la riduzione nei giorni feriali risulta assai elevata. Come mai? Ora, come abbiamo mostrato nel nostro lavoro, l’aumento del numero dei controlli ha interessato principalmente proprio i giorni feriali. Complessivamente, si è passati dai 663 contr/die (controlli al giorno) del 2006 ai 2165 contr/die del 2007. Ma, mentre nel fine settimana i controlli erano già nel 2006 al livello di 1168 contr/die (e sono poi diventati 2290 contr/die, con un incremento del 96%), nei giorni feriali, dove si avevano soltanto 463 contr/die si è passati a ben 2123 contr/die (un incremento del 359%). In pratica, l’impegno delle FF.OO. non si è tradotto soltanto in un aumento del numero di controlli svolti, ma anche in una razionale allocazione degli stessi, a tal punto che oggi che il giorno sia feriale o meno, poco importa: il numero di controlli è quello. Sono queste, a mio parere, le strategie organizzative che servono a migliorare in senso profondo la sicurezza stradale del nostro paese.
GB – In effetti, si è molto parlato dell’aumento del numero di controlli, ma non di quest’ultimo aspetto da lei ora illustrato.
FT – Forse, lo si è ritenuto un dato troppo tecnico. Ma così non è, almeno a mio parere. Dietro questo cambiamento c’è una strategia di fondo, attuata con grande efficienza, finalizzata ad accrescere la percezione della possibilità di un controllo. Una sottile, quanto oculata, azione di prevenzione che, stando a quanto abbiamo messo in evidenza con la dott.ssa Macchia, è andata a buon fine.
GB – Quello che lei sta dicendo credo farà molto piacere alle FF.OO..
FT – Se così sarà, ne sarò lieto: hanno fatto, e stanno facendo, un grosso lavoro la cui difficoltà non mi sembra sia da tutti compresa. Quello che mi auguro è che accanto ai controlli delle FF.OO. ne venga affiancato un certo numero svolto con criteri completamente casuali. In questo modo potremmo quantificare rapidamente (e correttamente) l’andamento delle cose senza dover ricorrere a complessi ragionamenti statistico-epidemiologici, che a più di tanto non possono portare.
GB – In chiusura della nostra intervista, vorrei chiederle: sui controlli per le droghe si può dire qualcosa?
FT – Purtroppo, in questo caso ci sono grossi problemi. I metodi oggi disponibili per evidenziare l’assunzione di sostanze non sono così praticabili ed affidabili come nel caso dell’alcol. Per evidenziare con sicurezza lo stato dei conducenti sono necessarie analisi successive in laboratori specializzati, che possono confermare o meno le positività riscontrate su strada. Il problema è complesso, e speriamo si trovi presto una soluzione accettabile per tutti. Una cosa che ci sembra non sia ben chiara a molti è che l’alcol, l’etanolo intendo, è una sola sostanza; le droghe, invece, sono tante sostanze, spesso insieme combinate. E il loro elenco non solo è lungo, ma non è neppure definitivo: ogni tanto ne spunta fuori una nuova, magari sintetizzata in qualche laboratorio clandestino. Insomma, alla luce di tutto questo, d’accordo con la dott.ssa Macchia, abbiamo deciso di non estendere ai controlli delle droghe l’analisi epidemiologica svolta per l’alcol.
GB – Quanto ci ha riferito in merito all’alcol è comunque assai confortante: bisogna dunque insistere con i controlli?
FT – Certamente. Peraltro, come credo che i lettori del Centauro già sappiano, nel 2008 il loro numero è ancora aumentato: abbiamo raggiunto la soglia di 1500000 controlli/anno! Nel 2009, poi, nei soli fine settimana del primo semestre, Polizia Stradale e Carabinieri hanno già svolto quasi 150000 controlli. Tuttavia, se come cittadino sono assai soddisfatto di questi risultati, dell’altra desidero osservare che bisognerebbe non solo incrementarne ancora il numero, ma anche affiancare ai controlli stessi altre azioni, tese sia ad allontanare dalla strada a tempo indeterminato i conducenti più pericolosi, sia a far sì che essi possano poi, con l’aiuto di alcologi e altri medici specialisti, uscire dalla spirale dell’alcol e delle droghe. Ma questo è un altro discorso.
GB – Magari potremmo farne oggetto di una successiva intervista...
FT – Perché no? Allora, come suol dirsi... resto in attesa di un suo segnale al riguardo.
GB – Grazie dott. Taggi, a lei e alla dott.ssa Macchia. E un caro saluto a tutti i suoi collaboratori dell’ONAT.
FT – Grazie a lei, dott. Biserni. E a presto.

(*) Nota: le tabelle sono visibili sul portale Asaps -
https://www.asaps.it/?url=showpage.php?id=24793&categoria=Articoli&sottocategoria=&pubblicazione=04.01.2010,



WINENEWS
CORRIERE DELLA SERA
Paura o prudenza. Chi si mette al volante adesso beve di meno ...
Multe in calo. Ma resta l’allarme droga...
Solo l’8,72 per cento positivo all’etilometro... Forse stiamo diventando più prudenti, forse è solo la paura di essere beccati. In ogni caso diminuisce il numero degli italiani che si mettono al volante dopo aver bevuto troppo. Il bilancio 2009 di polizia stradale e carabinieri dice che è risultato positivo all’etilometro l’8,72 per cento dei guidatori controllati durante le notti dei fine settimana. Un miglioramento significativo rispetto al 2008, quando avevamo raggiunto il 9,38 per cento. La tendenza positiva non riguarda solo i week end ed i controlli mirati contro le stragi del sabato sera: allargando il confronto all’intero anno siamo scesi dal 3,41 per cento del 2008 al 2,95 per cento del 2009. Cosa è successo? “Senza dubbio - dice il direttore della polizia stradale Roberto Sgalla - ha avuto il suo peso l’aumento dei controlli e l’introduzione di misure più severe per chi guida in stato d’ebbrezza”. Nel 2009 gli automobilisti controllati hanno superato la soglia del milione e mezzo. Siamo arrivati a 1.587.581. Il 15 per cento in più rispetto all’anno precedente, addirittura il triplo se guardiamo al 2007. È vero, dunque, che le possibilità di essere pizzicati sono cresciute, anche se restiamo lontani dal livello di altri Paesi come la Francia, dove i test superano i 10 milioni l’anno. È anche vero che spaventa parecchio una sanzione pesante, scattata nel 2009 in 6.130 casi, come la confisca dell’auto per chi supera il livello di 1,5 grammi di alcol per litro di sangue contro lo 0,5 previsto dalla legge. Ma basta l’aumento dei controlli e delle sanzioni a spiegare tutto? “La speranza - dice ancora il capo della Stradale - è che gli italiani siano diventati anche più responsabili”. Quel che è certo è che le donne si confermano più prudenti degli uomini: positivo al test il 3,46 per cento delle guidatrici contro il 10,37 per cento dei loro colleghi maschi. La fascia oraria più a rischio va dalle 4 alle 6 del mattino, quando i limiti di legge vengono superati più di una volta su dieci. Mentre per l’età la zona rossa è dai 23 ai 27 anni, positivo l’8,5 per cento, a parte il 12 per cento degli over 32, categoria che però copre una fetta troppo ampia della popolazione per essere significativa...
Autore: Lorenzo Salvia


L’ARENA
Allarme, l’alcol dilaga tra gli adolescenti
Verona in testa nel Veneto per numero di quindicenni che bevono regolarmente alcolici, sono il 42,5%. Casi di coma etilico nella notte di Capodanno L’età minima di accesso al bere è scesa a 11 anni: in questa fascia d’età ci sono già consumatori abituali di vino, birra e drink vari
A Gli esperti lanciano l’allarme anche per le ragazze. È in aumento il numero delle giovanissime che si avvicina agli alcolici e che ne consuma in abbondanza nelle occasioni di festaL’allarme è scattato le notte di San Silvestro: decine di chiamate al 118 per soccorrere giovani e giovanissimi pesantemente ubriachi, qualcuno sbronzo al punto da sfiorare il coma etilico. Una situazione particolare, quella dell’ultimo dell’anno, ma emblematica di una realtà dove festa vuol dire trasgressione ed eccesso, fino al punto di rischiare la vita. Ed è una realtà sempre più diffusa e allarmante.
INDAGINE. Lo ha spiegato bene un’indagine pubblicata nei mesi scorsi, «I giovani in Veneto», un approfondimento dei risultati dell’indagine Health Behaviour in School-aged Children (Hbsc) 2006 dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Cierre edizioni, una sorta di fotografia dettagliata degli stili di vita dei giovani residenti in Veneto, a cura di Daniela Baldassari, Stefano Campostrini, Massimo Mirandola e Massimo Santinello. Un capitolo è dedicato al consumo di alcol nel quale, tra l’altro, si precisa che l’abuso di alcol resta uno dei principali fattori di rischio di malattie e di morte per i giovani: sono oltre 2500 quelli che ogni anno perdono la vita per incidenti stradali causati dal bere. L’alcol, dice ancora l’indagine, rappresenta una causa di decesso molto importante: il 46 per cento del totale per i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni.
INIZIAZIONE. Secondo una ricerca effettuata da Eurispes e Telefono Azzurro i giovani si avvicinano all’alcol in due momenti, a 11 e a 14 anni. Nel primo caso in occasione di feste ed eventi speciali, nel secondo in occasione di feste con amici. Secondo altri studi emerge che in Veneto il primo bicchiere di vino è stato bevuto da oltre un terzo degli studenti intorno agli 11-12 anni; la prima birra è stata assaggiata intorno ai 12-14 anni. Gli studenti che hanno iniziato a bere liquori intorno ai 14-15 anni risultano circa il 41 per cento mentre circa il 40 per cento degli studenti veneti si è ubriacato una o più volte nel corso della vita.
IL CASO VERONA. Dall’analisi della Regione Veneto risulta che confrontando le abitudini dei quindicenni veneti delle diverse province, Verona è quella dove risulta il consumo settimanale più alto di alcol (42,5%). Se si considera la tabella relativa a giovani di 11, 13 e 15 anni che consumano alcolici ogni giorno si scopre che l’1,8 per cento degli undicenni veronesi beve ogni giorno alcolici, così come il 2,4 per cento dei tredicenni e il 5,5 per cento dei quindicenni. Se si esaminano invece i consumi settimanali, a Verona risultano bere il 5,2 per cento degli undicenni, il 12,6 per cento dei tredicenni e il 42,5 per cento dei quindicenni, dato, quest’ultimo, particolarmente significativo e allarmante, che pone anche Verona in testa alla classifica regionale.
VINO, BIRRA E SUPERALCOLICI. Analizzando le tipologie di alcolici e le età si scoprono altri dati significativi: l’1,6 per cento degli undicenni veronesi dichiara di bere regolarmente birra, così come il 7,4 per cento dei tredicenni e il 28 per cento dei quindicenni; il 4,4 per cento degli undicenni dichiara di bere regolarmente vino, così come il 6,8 per cento dei tredicenni e il 19,7 per cento dei quindicenni (primi nel Veneto). Infine i superalcolici: ne beve regolarmente lo 0,3 per cento degli undicenni, il 3,5 per cento dei tredicenni e ben il 26 per cento dei quindicenni, confermando anche in questo settore un poco invidiabile primato regionale.
Elena Cardinali


LA REPUBBLICA/TRENTINO
SICUREZZA SUL LAVORO
Alcoltest in ufficio e in fabbrica Si parte in provincia di Trento
Recepito l’accordo Stato-Regioni in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro
di Jacopo Tomasi
TRENTO (04 gennaio 2010) - Alcol e droga non fanno rima solo con sballo. Purtroppo sono una piaga anche sul lavoro: secondo le statistiche più recenti, un infortunio sul lavoro su tre sarebbe causato dall’alcol. E, come conferma il Sert di Trento, c’è la sensazione che la cocaina, in ufficio o in cantiere, sia sempre più diffusa. Tanto che dal 15 gennaio inizieranno i test a sorpresa sul posto di lavoro.
 Su questo tema, tanto delicato, è intervenuto anche l’Ebat, l’Ente bilaterale artigianato trentino, che ha deciso di pubblicare dei volumetti su questi temi così delicati. Obiettivo principale è quello di informare per prevenire. Ma quella della sensibilizzazione non è l’unica strada da percorrere. Come detto dal 15 gennaio scatterà anche la fase del controllo e della repressione.
 La Provincia, infatti, il 17 luglio scorso ha recepito l’accordo Stato-Regioni del 30 ottobre 2007 con il quale si intendevano intensificare i controlli sull’uso di droga sui posti di lavoro. Così, dalla metà del mese, ci saranno test programmati a sorpresa e a tappeto in tutte le aziende con dipendenti con mansioni “a rischio”. Si tratta di chi lavora a contatto con gas tossici o fuochi d’artificio, chi conduce veicoli stradali con patente C, D, E o taxi, personale addetto alla circolazione di treni o navi, autisti di mezzi pubblici, controllori di volo, mulettisti. Il datore di lavoro dovrà comunicare al medico del lavoro competente quanti dipendenti di questo tipo ha in azienda e il medico calendarizzerà i controlli, che avverranno a sorpresa e si baseranno sull’esame delle urine.
Negli ultimi anni l’uso di sostanze stupefacenti sui posti di lavoro è aumentato sensibilmente. Soprattutto quello della cocaina, principalmente per mantenere ritmi di lavoro più elevati. I rischi, però, sono altissimi, e la situazione è «preoccupante», come afferma Roberta Ferrucci, vice direttrice del Sert di Trento. «Su 989 pazienti in cura nel 2008 - spiega - il 63% aveva un’occupazione stabile. Questo significa che l’utilizzo di sostanze stupefacenti è una realtà preoccupante anche in Trentino. La sensazione è che ci sia una diffusione significativa in lavori stressanti o con orari prolungati, come ad esempio gli autotrasporti».
 Anche per quanto riguarda l’alcol c’è il divieto dell’assunzione di sostanze alcoliche nelle lavorazioni considerate “a rischio” (autisti di mezzi; personale che lavora oltre i due metri di quota; operatori della sanità, ecc). In questo caso, però, non sono previsti controlli a sorpresa e a tappeto, ma possono venire effettuati in occasione della visita periodica. E comunque anche l’alcol resta una piaga. Secondo una statistica nazionale gli infortuni alcol-correlati sarebbero il 30% del totale. «Una percentuale plausibile anche in Trentino - spiega Roberto Pancheri del Servizio alcologia dell’Azienda sanitaria provinciale - visto che a livello di consumo pro-capite di alcolici siamo tra i primi in Italia. In ogni caso, è difficile valutare quando un infortunio è causato dall’alcol, perché non c’è l’alcoltest come nel caso degli incidenti stradali. Certo, l’incidenza è significativa, e purtroppo i controlli restano un punto dolente».


IL RESTO DEL CARLINO
Viterbo, una ragazza denuncia: "Stuprata al party di Capodanno"
La giovane, 24 anni, ha raccontato di essersi accorta della violenza solo dopo essere tornata a casa e aver notato tracce sulla sua biancheria intima. L’abuso sarebbe avvenuto mentre lei era semincosciente per l’alcol bevuto
Viterbo, 3 gennaio 2010 - Una giovane romana di 24 anni ha denunciato al commissariato Flaminio Nuovo di Roma di essere stata stuprata al termine della festa di Capodanno nel Castello di Roccalvecce, una frazione di Viterbo.
"Sono stata stuprata da uno o più uomini durante la festa di Capodanno nel castello Costaguti di Roccalvecce, vicino a Viterbo - ha riferito ai poliziotti -. Mi sono accorta di aver subito la violenza sessuale solo questa mattina, quando sono tornata a casa e ho notato delle macchie sulla mia biancheria intima ed ho avvertito dei disturbi. Lo stupro è avvenuto mentre ero semincosciente a causa del troppo alcol bevuto, in una stanza del castello in cui mi hanno condotto un gruppetto di giovani".
La giovane ha anche indicato i nomi dei componenti del gruppo che erano con lei alla festa, anche se ha precisato di non essere in grado di indicare chi e quanti di loro hanno partecipato allo stupro. Gli agenti hanno accompagnato la giovane nel vicino ospedale Sant’Andrea, dove è stata sottoposta a una visita ginecologica. L’esito degli accertamenti, così come i reperti prelevati sugli indumenti, sono stati allegati al fascicolo e immediatamente trasmessi alla procura della Repubblica di Roma che, già oggi, ha disposto l’invio degli atti a Viterbo per competenza territoriale.
Le indagini, mirate ad accertare se le tracce siano compatibili con una violenza sessuale e, in caso affermativo, a chi appartengano, saranno svolte dalle forze dell’ordine di Viterbo su delega dei magistrati incaricati dell’inchiesta. Per ora, in base alla denuncia presentata dalla ragazza, l’unico elemento certo è che lo stupro sarebbe avvenuto approfittando del suo stato di semincoscienza. Un aspetto, quest’ultimo, che avrebbe fatto sorgere altri sospetti negli investigatori, tanto che hanno chiesto alla giovane se ritenga possibile che le sia stata somministrata qualche sostanza in grado di stordirla. Ma lei ha dichiarato di non essere in grado di affermarlo.
Non è la prima volta che una festa si trasforma nella scena di una violenza ai danni di una donna. Il 31 dicembre 2008, durante la megafesta di Capodanno alla Fiera di Roma, una ragazza di 25 anni, residente a Genazzano, era stata stuprata durante da un giovane di 22 anni. Il ragazzo, arrestato il 23 gennaio successivo, confessò di aver agito sotto l’effetto di alcol e droga ed è stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione.
La notte tra il 14 e il 15 agosto 2009, una ragazzina di 17 anni è stata violentata nel ripostiglio di una casetta sulla spiaggia di Tor San Lorenzo, litorale sud di Roma. Con un gruppo di amici avevano organizzato un falò sulla sabbia. Sotto accusa sono finiti due gemelli di 20 anni e un ragazzo di 18, tutti di Roma. Le indagini sono ancora in corso.
Nell’aprile del 2007, a Montalto di Castro, nel Viterbese, una quindicenna di Tarquinia, fu violentata da otto minorenni al termine di una festa di compleanno. Il tribunale dei minori di Roma ha concesso agli imputati la sospensione del processo e la cosiddetta messa in prova per 28 mesi.


ROMAGNA OGGI
Ravenna: ubriaco al volante finisce fuoristrada, denunciato
RAVENNA, 4 gennaio 2010 - Con un tasso di alcol nel sangue oltre quattro volte superiore al limite consentito dal codice della strada, si è messo al volante di una "Seat Ibiza" ed è finito nel fosso. Protagonista dell’incidente, verificatosi nella mattinata del primo dell’anno in via Marabina a Ravenna, un kazako di 28 anni domiciliato nella città bizantina. Il conducente non ha riportato lesioni: il successivo accertamento al test dell’etilometro ha riscontrato il suo stato d’ebbrezza.
Il tasso è impennato fino a 2,04 grammi per litro. Nei confronti del ragazzo è quindi scattata la denuncia a piede libero per la guida in stato di ebbrezza. Il veicolo non è stato sottoposto a sequestro finalizzato alla confisca in quanto di proprietà di persona estranea al reato. Gli agenti della Polizia Municipale di Ravenna hanno proceduto al contestuale ritiro del titolo di guida rilasciato dall’autorità del Kazakhstan. in attesa del provvedimento di sospensione.
All’uomo sono stati inoltre contestati il comportamento di guida pericolosa per aver perso il controllo del veicolo e i danni alla segnaletica stradale. L’indagato è stato invitato formalmente a presentarsi in Questura per regolarizzare la propria posizione in Italia, in quanto ha mostrato agli agenti intervenuti un contratto di lavoro come badante, dichiarando di avere presentato domanda di regolarizzazione della propria posizione in qualità di cittadino extracomunitario.


ROMAGNA OGGI
Riccione: ubriaco picchia la moglie, denunciato 21enne lituano
RICCIONE, 04 gennaio 2010 - Ubriachi fradici, hanno cominciato a molestare i clienti di un bar di via Veneto a Riccione. Quindi si sono scagliati anche contro i Carabinieri, intervenuti per calmare gli animi. Così due quarantaduenni di Pordenone, ma residenti a Montescudo, sono stati arrestati sabato sera con l’accusa di resistenza, violenza e minacce a pubblico ufficiale. Nei guai anche un lituano di 21 anni che, con la mente annebbiata dall’alcol, ha mandato all’ospedale la giovane moglie.
La donna, accompagnata in ospedale, ha rimediato una prognosi di dieci giorni. Mentre il compagno è stato denunciato. Sono, invece, cinque gli automobilisti denunciati per guida in stato d’ebbrezza su cinquanta auto fermate: di questi una giovane donna è risultata positiva al test dell’etilometro con un tasso di alcol nel sangue pari a 1,81 grammi per litro, oltre tre volte la soglia fissata in 0,5. Alla conducente, oltre alla denuncia e il ritiro della patente, è scattato il sequestro della sua vettura ai fini della confisca.


CORRIERE ADRIATICO
Jesi/FabrianoTorna all’elenco
Picchia vigili urbani e carabinieri
Sassoferrato - Si scaglia ubriaco contro vigili urbani e carabinieri, per poi beccarsi una condanna di 8 mesi. E’ stato rimesso in libertà ieri R. M. un 48enne di Sassoferrato che due giorni prima era stato arrestato dai carabinieri con le accuse di violenza e resistenza a pubblico ufficiale e guida in stato di ebbrezza. Erano le 16 di giovedì, quando l’uomo è stato fermato dalla polizia municipale sentinate. Alla richiesta dei documenti si era scagliato contro gli agenti, che avevano chiesto l’ausilio dei carabinieri, ai quali il 48enne aveva riservato lo stesso trattamento. A quel punto, i militari lo avevano arrestato.


CORRIERE ADRIATICO
Scaglia bottiglie contro le auto
Senigallia Un cittadino di nazionalità marocchina è stato arrestato l’alba del giorno di Capodanno dai carabinieri, nei pressi della stazione ferroviaria. L’uomo, 28 anni, regolarmente domiciliato a Tavullia, nel Pesarese, in evidente stato di ubriachezza stava lanciando bottiglie contro i veicoli in transito lungo il tratto cittadino della statale Adriatica. Alcuni passanti hanno dato l’allarme ai carabinieri e sul posto è giunta una pattuglia di militari che ha cercato di bloccare l’uomo. Questi però ha aggredito gli uomini dell’Arma, che comunque sono riusciti a immobilizzarlo e a portarlo in caserma. Dopo gli accertamenti del caso è stato trasferito nel carcere di Montacuto e sabato mattina è comparso davanti al giudice del Tribunale per essere giudicato con rito direttissimo. A conclusione del processo il marocchino è stato riconosciuto colpevole di violenza, minacce e resistenza a pubblico ufficiale e condannato alla pena di sei mesi di reclusione, con i benefici della sospensione condizionale.


IL GAZZETTINO
RISSA IN QUESTURA
Palesano manda tre agenti in ospedale
Lunedì 4 Gennaio 2010 - Rissa in questura a Piacenza con due agenti in ospedale per dividere due ubriachi trattenuti negli uffici per smaltire la sbornia. La baruffa è avvenuta all’alba e ad innescarla è stato un quarantunenne imprenditore polesano fermato nella notte dalla polizia mentre scalciava la vetrata di un pub di via Trebbiola. Bloccato e condotto in questura, l’uomo, in evidente stato di alterazione, dopo essersela presa con i poliziotti ha trovato il modo anche di venire a contatto con un altro straniero condotto in questura qualche ora prima per motivi più o meno analoghi.


IL BIELLESE
Raffica di denunce per un ubriaco
È accaduto domenica notte nel locale Melting Pot
04 gennaio 2010 - Ubriaco infastidiva i clienti di un locale.  È accaduto domenica notte al Melting Pot di Biella.
A segnarlo alla Polizia lo stesso titolare. Il gestore ribadiva che l’uomo già da prima aveva un atteggiamento aggressivo e cercava di attaccare briga con gli avventori.
Considerato il persistente rifiuto di farsi identificare e la condotta oltraggiosa, lo sconosciuto veniva accompagnato in Questura. Giunto in Questura e sceso dalla Volante improvvisamente si scagliava contro l’agente più giovane minacciandolo. Bloccato alla fine si calmava e consegnava la carta d’identità.
Si tratta Gilberto G., 30 anni, di Biella con precedenti per stupefacenti nel 2000 e 2004, 1998 estorsione, 1999 furto, 2001 porto abusivo di armi, 2002 violenza privata, 2002 e 2004 guida sotto l’effetto di stupefacenti.
Questa volta è stato denunciato per resistenza, oltraggio, rifiuto di declinare le proprie generalità, disturbo delle occupazioni, minacce gravi e sanzionato amministrativamente per ubriachezza manifesta.


IL GAZZETTINO
POLSTRADA Ventinovenne trovata dagli agenti con un tasso alcolemico di 2,3
Ragazza batte il record dello sballo: auto sequestrata
Lunedì 4 Gennaio 2010 - (C. Arc.) Guidava con un tasso alcolemico di 2.31 g/lt. Alle soglie del coma etilico, quasi cinque volte in più del consentito. E’ una ventinovenne padovana e l’altra notte è stata sopresa dagli agenti della Polstrada mentre tornava da una serata in discoteca. Non si reggeva praticamente in piedi. Auto sequestrata. L’intervento della Polstrada ha scongiurato un potenziale incidente stradale con tutte le conseguenze del caso. Sono stati 214 i conducenti controllati con l’etilometro e con il “precursore”, strumento che individua la positività alle sostanze stupefacenti. Quindici automobilisti sono stati denunciati per guida in stato d’ebbrezza. Quattordici invece quelli accompagnati presso l’ospedale Sant’Antonio e visitati dai medici del Sert. Da accurate analisi è emerso che cinque erano drogati, positivi alla cocaina e ai cannabinoidi.
I controlli dell’altra notte rientrano in un progetto nazionale detto “Brindo con Prudenza” che a cavallo tra la fine del 2009 e l’inizio del nuovo anno ha visto lavorare in strada decine di agenti della polizia stradale del Compartimento Veneto.
Oltre a sanzionare e denunciare chi aveva bevuto in maniera smisurata e si era drogato, gli agenti nell’arco della nottata hanno sanzionato 20 conducenti sanzionati per eccesso di velocità, 7 dei quali si sono visti ritirare la patente in quanto eccedevano la velocità massima consentita di oltre 40 km/h. Il bilancio complessivo della serata parla di 260 punti della patente complessivi decurtati. Nell’ambito della campagna di prevenzione “Brindo con prudenza”, è stato previsto anche un premio: le pattuglie della polizia stradale hanno regalato ai 52 conducenti risultati completamente negativi alla prova dell’etilometro un ingresso gratuito in discoteca.
Altri controlli. Nell’arco della giornata di sabato le Volanti hanno identificato a Padova 144 persone, quasi tutti stranieri.


IL GAZETTINO (Padova)
Lo hanno recuperato i carabinieri attorno alle…
MIRANO. Lunedì 4 Gennaio 2010 - Lo hanno recuperato i carabinieri attorno alle due mezza di ieri notte. Complici i fumi dell’alcol un trentottenne di Mirano è finito con la sua Opel Meriva nel fosso che costeggia via Teglio Sinistro. Qualche contusione ma nulla più. L’uomo si è rifiutato di sottoporsi alla prova del palloncino: inevitabile il ritiro della patente e la telefonata ai familiari per essere accompagnato a casa.


RIVIERA24
INCIDENTE INTORNO ALLE 4.30
Festeggiano una copiosa vincita al Casino’ e si schiantano con l’auto contro un muro
Sanremo - 04/01/2010 - Due giovani di 36 anni, di Cuneo, S.M. e L.F., sono rimasti feriti (uno in maniera piu’ grave), intorno alle 4.30, in un incidente avvenuto sulla strada dei Tre Ponti, a Sanremo, dove si sono andati a schiantare con l’auto, una Ford Fiesta, contro il muro di cinta della carreggiata, danneggiando anche un’altra auto, una Fiat 600 posteggiata a margine della strada.
Stando ai primi accertamenti sembra che i due, entrambi ubriachi – il conducente pare che avesse un tasso alcolico superiore a 2 – avessero festeggiato una copiosa vincita al Casino’ e che fossero in procinto di tornarsene a casa, non prima, pero’, di aver visto per un’ultima volta il mare. (*)
Giunti sulla passeggiata dei Tre Ponti, tuttavia, complici la velocita’, l’alcol e la scarsa visibilita’ notturna, il conducente (L.F.) ha perso il controllo della guida schiantandosi contro il muro. Quest’ultimo e’ rimasto incastrato nelle lamiere e per tirarlo fuori hanno dovuto operare i vigili del fuoco, con i militi di Sanremo Soccorso e il personale sanitario di Alfa 2 del 118.
Presenti anche i carabinieri impegnati nel ricostruire la dinamica dell’incidente. Inizialmente, si pensava che il conducente avesse riportato la frattura della base cranica, ma la Tac ha dato esito negativo. Ha, invece, riportato un trauma cranico e altre ferite in corso di valutazione da parte dei medici.
di Fabrizio Tenerelli

(*) Nota: gli dei, quando vogliono punirci, esaudiscono i nostri desideri.


CORRIERE DELLA SERA del 3 gennaio 2010
Le bollicine come il vino rosso: fanno bene al cuore
Studio sul «British Journal of Nutrition». Due bicchieri di champagne o spumante al giorno aiutano la circolazione
Champagne come il vino rosso. Due bicchieri al giorno proteggono il cuore, aiutano la circolazione del sangue, ostacolano l’accumulo del colesterolo e tengono la pressione nella norma. Insomma un elisir di lunga vita già ampiamente pubblicizzato dalla Bibbia, che racconta di longevi produttori di vino. Noè, per esempio, appena sceso dall’Arca piantò le viti. E l’Italia è stata sempre la patria dell’uva (Enotria) seguita da Francia e Spagna. Già la scienza aveva individuato nel vino rosso il segreto del paradosso francese: dieta non proprio mediterranea (burro, uova, formaggi, foie gras) ma bassa mortalità per malattie cardiovascolari.
Adesso si scopre che lo champagne, derivato da uvaggi rossi e bianchi, c’entra. Anche lo spumante italiano, se preparato allo stesso modo. L’importante che i polifenoli, il vero segreto di questa potente nutriprevenzione, di buccia e dell’uva (anche i raspi ne sono ricchi) restino in fermentazione. Nella vinificazione in bianco, per esempio, il mosto viene lasciato fermentare senza le parti solide dell’uva, tolte prima. Ecco perchè è dieci volte più potente il rosso. E ora lo champagne. I polifenoli hanno proprietà antinfiammatorie, antiallergiche ed antivirali. Il farmaco in bottiglia. Dosaggio: due bicchieri al giorno. (*)
La conferma scientifica arriva da uno studio pubblicato dal British Journal of Nutrition. Ricercatori inglesi hanno scoperto che bere champagne aumenta la disponibilità di ossido nitrico, una molecola attiva a livello vascolare nel controllo della pressione sanguigna. «Le nostre ricerche — spiega Jeremy Spencer, del Dipartimento di scienze nutrizionali britannico — hanno mostrato come bere circa due bicchieri di champagne al giorno può avere benefici effetti sul funzionamento dei vasi sanguigni in modo analogo a quanto osservato con il vino rosso». I polifenoli entrano nel flusso sanguigno dove agiscono sul sistema vascolare. Contrastano i radicali liberi dell’ossigeno, prodotti di scarto del metabolismo cellulare che hanno un ruolo fondamentale nel processo di aterosclerosi e nell’invecchiamento. E rallentano l’eliminazione naturale dell’ossido nitrico. Suoi alti livelli nel sangue migliorano il flusso sanguigno, riducono la pressione e possibili addensamenti sanguigni (coaguli e trombi). Di conseguenza è vera prevenzione per cuore e vasi, tumori, invecchiamento.
Infine, un bicchiere di champagne o di rosso (grazie sempre all’ossido nitrico) aiuta le performance del sesso maschile.
Mario Pappagallo

(*) Nota: gli studi e ricerche che cercano di mettere in relazione diretta una singola sostanza o situazione a una condizione complessa come la salute, suonano sempre un po’ semplicistici e perfino ingenui. Il letto è uno dei posti più pericolosi al mondo. La maggior parte delle persone muore lì. (Mark Twain).     


LA GAZZETTA MARTESANA
Niente alcol in discoteca la domenica pomeriggio

IL GIORNALE DI VICENZA
Ubriaco al volante "salta" la rotonda

IL RESTO DEL CARLINO
Guida ubriaco e reagisce a vigili urbani e carabinieri: arrestato
POLIZIA Ubriaco e clandestino: arrestato moldavo di 28 anni

LA GAZZETTA DEL SUD
Discoteca anti-sballo: debutto con successo
Ubriaco fradicio, cade e si fa male



Martedì, 05 Gennaio 2010
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