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Comunicati stampa 19/05/2011

Incidenti stradali 2009 - Vittime in calo, ma nella guerra della strada la fanteria è ancora perdente 667 pedoni morti +2,9% e 20.326 feriti -1,5%
Due punti in più sul totale delle vittime, da 13,7% nel 2008 al 15,7% nel 2009
Dal 1999 quasi 9.000 pedoni morti e oltre 200.000 i feriti

Record a Roma con 65 decessi e 2.139 feriti. Più del triplo di Milano che si ferma a 20 morti Napoli e Palermo metropoli più sicure con 14 e 13 pedoni morti. 9 a Bologna e solo 3 a Firenze
Bari e Verona città ideali con nessun pedone morto
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Foto Blaco – archivio Asaps

(ASAPS) Nel pur positivo quadro complessivo della sinistrosità del 2009 che ha visto un leggero calo degli incidenti e dei feriti, ma soprattutto delle vittime -10,3%, rimane ancora drammatica la cifra della mortalità e delle lesioni fra i pedoni. Questa sorta di “fanteria” nella guerra mai dichiarata che si combatte sulle strade, per gli utenti più deboli anche nel 2009 non c’è stata alcuna svolta positiva infatti, in netta controtendenza sul dato generale, le vittime fra i pedoni sono in aumento con 667 morti e un incremento che sfiora il 3% rispetto ai 648 del 2008. Anche il numero dei feriti ristagna con 20.326 pedoni che sono dovuti entrare negli ospedali nel 2009, appena l’1,5% in meno rispetto ai 20.640 del 2008.
In sostanza nel 2008 i pedoni rappresentavano il
13,7% delle 4.725 vittime. Nel 2009 siamo saliti al 15,7%, ben 2 punti in più rispetto al totale di 4.237 vittime.
Dal 1999 al 2009 sono
8.695 i pedoni morti (7.859 dal 2000) e 205.432 i feriti (189.046 dal 2000). Tutti finiti sotto un veicolo e circa un terzo stesi sulle strisce! Un esercito di fanti della strada decimato dalla frenesia della mobilità, dalla distrazione in servizio permanente effettivo, dalla velocità sottostimata, dall’alcol e dalla droga efficaci ausiliari della mortalità stradale.
I recenti dati Istat – Aci ci dicono che l’indice di gravità generale (il rapporto tra il numero dei morti e il numero totale dei morti e dei feriti, moltiplicato 100) è di
1,4, ma schizza a 3,2 per i pedoni. L’analisi dei dati conferma inconfutabilmente che questo dei pedoni rimane un anello debole, debolissimo della (in)sicurezza stradale. E’ calcolato che 35 pedoni ogni 100.000 abitanti ogni anno finiscono sotto le ruote di un veicolo. Tanti! E’ poi significativo il fatto che il 30-35% è investito sugli attraversamenti pedonali, compreso il 25% di quelli che sono stati uccisi. Chi sono? Soprattutto gli anziani. Ben 381 delle vittime, cioè il 57%, avevano più di 65 anni (184 maschi 48% e 197 femmine 52%). Oltre il 50% dei pedoni morti aveva più di 70 anni.
Sono stati stesi purtroppo anche
16 lenzuoli bianchi per i bambini. In questo caso sono state le bambine a prevalere con 9 decessi, rispetto ai 7 dei maschi. La fascia più colpita è quella cha va da 10 a 14 anni con 7 bambini morti. Anche fra i 20.326 pedoni feriti (-1,5%) prevalgono le femmine con 11.222 ospedalizzazioni, 55%, rispetto ai 9.104 feriti maschi 45%.
I mesi a rischio per i pedoni sono i soliti:
novembre con 81 vittime, dicembre con 70, ottobre con 67e febbraio con 55.
Nella graduatoria delle regioni che contano il maggior numero di vittime fra i pedoni il
Lazio balza in testa con 106 vittime e 2.795 feriti (65 morti 2.139 feriti nel solo comune di Roma, che da sola segna circa il 10% di tutti i pedoni morti sulla strada, le vittime erano state 52 nel 2008). Seguono nell’ordine la Lombardia con 99 vittime e 3.928 feriti (20 morti e 1.613 feriti nel comune di Milano, 27 le vittime nel 2008) , l’Emilia Romagna con 67 morti e 1.639 feriti (9 morti e 191 feriti nel comune di Bologna), Piemonte 55 morti e 1.599 feriti (20 morti e 648 feriti nel comune di Torino). La quasi sicurezza per i pedoni (ovviamente bisogna tenere conto dell’esiguo numero di abitanti) la troviamo nella piccola Valle d’Aosta con 2 morti e 37 feriti e il Molise con 3 decessi e 52 feriti. Nel comune di Napoli 14 morti e 210 feriti. A Palermo 13 morti e 278 feriti. Ottima Firenze con soli 3 morti e 482 feriti. Bari e Verona città ideali. A Bari zero morti e 236 feriti così come Verona con zero morti e 178 feriti (se i dati sono stati forniti esatti all’Istat).
Cosa fare per migliorare questi dati? Si dovrebbe iniziare dalla messa in protezione dei passaggi pedonali con una più attenta manutenzione della segnaletica orizzontale. Servono nuove strategie con innovativi sistemi di illuminazione e sistema led, con più frequenti passaggi a chiamata. Non è più rinviabile anche una campagna di sensibilizzazione sia verso i conducenti che verso i pedoni stessi, ricordando fino allo sfinimento che ci si deve rendere il più visibili possibile, specie di notte e col maltempo e che quando noi vediamo una macchina in arrivo, non è affatto detto che il conducente abbia visto noi. Servono poi sanzioni frequenti per chi viola le regole. Ben vengano le recenti modifiche all’art.191 del CdS che prevede ci si debba fermare e non solo rallentare quando il pedone è sulle strisce o accenna ad attraversare. Si tratta di far rispettare questa semplice regola.

Forlì, lì 30 novembre 2010

Giordano Biserni
Presidente Asaps


Incidenti ai pedoni ultimi 11 anni 1999-2009

Anni

Morti

Variazione %

Feriti

Variazione %

1999

836

6,8%

16.386

4,8%

2000

848

1,4%

16.124

-1,6%

2001

929

9,6%

18.049

11,9%

2002

1.188

27,9%

17.265

-4,3%

2003

781

-34,4%

17.776

2,9%

2004

710

-9,1%

18.285

2,9%

2005

703

-0,1%

18.994

3,9%

2006

758

7,8%

21.062

10,9%

2007

627

-17,3%

20.525

2,5%

2008

648

3,3%

20.640

0,6%

2009

667

2,9%

20.326

-1,5%

TOTALI

8.695

205.432


Elaborazione il Centauro – Asaps su dati Aci -Istat


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Giovedì, 19 Maggio 2011
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