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Notizie brevi 26/11/2010

Verona - Automobilista coinvolto in un incidente mortale assolto dal gup
Riconosciuta la pericolosità dell’incrocio dove avvenne il sinistro

L’incrocio dove avvenne l’incidente – foto da l’Arena

(ASAPS), 26 novembre 2010 – Quasi un anno fa il terribile incidente in cui perse la vita un uomo di 49 anni, oggi l’assoluzione, durante l’udienza preliminare, del conducente accusato di omicidio colposo. Ad essere “messo sotto accusa”, invece, è la pericolosità dell’incrocio dove avvenne il sinistro. All’epoca il conducente era fermo allo stop, per riuscire a vedere se la strada era libera, l’uomo aveva dovuto oltrepassare di un paio di metri la linea bianca, questo perché la segnaletica è arretrata rispetto al reale punto di intersezione delle due strade. Una manovra che portò uno scooterista a sbandare, per poi cadere sull’asfalto e sbattere rovinosamente contro la recinzione di un’abitazione. L’auto non toccò nemmeno la moto, ma il conducente venne ugualmente indagato per omicidio colposo perché “si era fermato oltre la striscia bianca dello stop così inducendo il Rossi a frenare repentinamente così sbandando e cadendo al suolo”. Un’accusa dalla quale l’automobilista è stato prosciolto al termine dell’udienza preliminare celebrata davanti al gup Guido Taramelli. La pericolosità di quell’incrocio era stata più volte segnalata al Comune a causa della segnaletica arretrata rispetto al reale limite e della siepe di un’abitazione che impedisce la visuale. Un proscioglimento che se solleva da responsabilità il conducente, dall’altra le attribuisce alla conformazione di quell’incrocio. La pericolosità dell’intersezione è ribadita anche all’interno di una perizia presentata in aula nella quale “si escluse qualsiasi colpa del conducente dell’auto, debitamente fermo ma costretto ad avanzare di qualche metro per avere visibilità, sostenendo invece che il proprietario dell’area che si trova in angolo e l’ente proprietario della strada avevano violato l’articolo 18 del codice della strada rispettivamente impiantando una siepe senza tenere conto della fascia di rispetto. L’amministrazione comunale avrebbe dovuto individuare il pericolo presente ed esigere l’abbattimento delle siepi per ripristinare il campo visivo necessario a salvaguardare la sicurezza della circolazione”. (ASAPS)

 

Venerdì, 26 Novembre 2010
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