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Rassegna alcol e guida del 27 ottobre 2010

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

IL GAZZETTINO (Pordenone)
ALCOL E GIOVANI
Vino e bufale, bugie nate per vendere
PORDENONE - "Vino e bufale - Tutto quello che vi hanno sempre dato da bere a proposito delle bevande alcoliche" è il titolo di un libro, realizzato da Enrico Baraldi e Alessandro Sbarbada, che verrà presentato sabato, alle 16, nella saletta incontri del convento di San Francesco, in piazza della Motta, nell’ambito delle iniziative organizzate dall’associazione Nuovo paradigma Onlus. Modera l’incontro il giornalista de "Il Gazzettino", Loris Del Frate, presentazione di Flavia Chiaradia, presidente delle Acat pordenonesi e Paolo Cimarosti, responsabile Alcologia dell’Ass 6.


IL GAZZETTINO (Pordenone)
A scuola di vino
Una serata di studio
PORDENONE - È in programma per domani, giovedì, alle 18.30 nella sala degustazione “I Vini di Piera” a San Quirino il primo degli appuntamenti di “A Scuola di Vino”, iniziativa che punta a far conoscere i vini del territorio. Un percorso istruttivo e piacevole aperto a tutti gli appassionati e curiosi, che verranno guidati da un esperto alla scoperta dei vini selezionati tra i valenti produttori del Friuli Venezia Giulia. L’incontro sarà interamente dedicato ai Merlot. «Il vino è una risorsa culturale ed economica – spiega Piera Martellozzo, promotrice del ciclo di incontri – e tutti dovrebbero poter sapere come si fa il vino, come lo si sceglie e come si degusta. I pordenonesi, in particolare, dovrebbero sapere di avere in casa una risorsa che, in buona parte, va ancora valorizzata».


IL GAZZETTINO (Pordenone)
MANIAGO I ragazzi confermano che spesso non si bada dall’età del cliente
Alcolici a minori, bar multati
Linea dura della Polizia municipale verso alcuni locali del centro
Multe ai pubblici esercenti che somministrano alcolici e superalcolici ai minori di 16 anni, è tolleranza zero a Maniago contro quei locali che non applicano correttamente quanto stabilito dalla legge. E ci sono già le prime sanzioni da parte degli agenti della Polizia municipale cittadina, sono tre i locali pubblici del centro e di alcune vie contermini ad aver ricevuto le ammende.
La conferma è arrivata da fonti vicinissime all’amministrazione a dimostrazione del fatto che, quella attivata dalla maggioranza Belgrado assieme all’intero consiglio comunale, sarà una battaglia senza quartiere. Massima attenzione dunque verso la corretta applicazione della legge che stabilisce di vietare la somministrazione e la vendita di bevande alcoliche ai minori di 16 anni sul territorio comunale, ma già si sta riflettendo sull’eventualità di elevare tale limite a 18 anni.
Interpellati in merito alle prime contravvenzioni che hanno sanzionato i locali del centro, alcuni giovani maniaghesi che preferiscono mantenere l’anonimato hanno confermato di aver visto persone di età inferiore ai 16 anni bere alcolici. Pur considerando la buona fede dell’esercente, può capitare che in determinate situazioni non sia così semplice riconoscere un quindicenne da un diciassettenne, va però detto che in taluni casi è capitato, e da qui le sanzioni comminate ad almeno tre locali del centro, che il barista abbia consapevolmente venduto alcolici a ragazzi facilmente identificabili come minori di 16 anni.
Quello che manca, evidenziano gli stessi giovani, è una regola comune e chiara che stabilisca che i documenti vanno chiesti ogniqualvolta vi sia il dubbio sull’età dell’avventore. Anche se in questo caso dovrebbe valere la regola del buonsenso. Ma soprattutto, sottolineano i ragazzi, manca qualcuno che la faccia rispettare, senza sconti per nessuno.
Al di là del richiamo alla cultura dello sballo, in base alla quale i giovani d’oggi - e i maniaghesi non farebbero eccezione - non saprebbero divertirsi se non andando fuori di testa con alcol e/o altre sostanze, il problema riguarda anche la perdita di quel ruolo educativo e formativo un tempo assunto dalla famiglia, aspetto su cui sta lavorando proprio la competente commissione consiliare di Maniago. Resta il fatto che il ruolo non l’hanno perso soltanto i genitori ma anche, ad esempio, la scuola, che forse meriterebbe di essere coinvolta, stante il fatto che vi sono segnalazioni di ragazzi più che minorenni che giungono in classe sotto l’effetto di alcolici, e Maniago non sarebbe esente.


IL GAZZETTINO
Lettere
Anche i funerali del nomade sono una realtà da raccontare
Caro direttore, voglio farvi i "complimenti” per aver dato tanto risalto (un paginone intero) ai funerali del nomade che, ubriaco in Bmw a 190 Km/h, ha distrutto una famiglia, per la quale si è forse sprecata qualche riga, giusto per far sapere chi sono. E complimenti alle amministrazioni che permettono un funerale con tanto di rombo di motore e stereo a tutto volume. Forse, già che ci siamo, dovremmo anche chiedere scusa alla comunità nomade per non avere permesso i pubblici funerali.
Marco Faccin
Padova  
Caro lettore, i suoi ironici "complimenti" mi sembrano del tutto fuori luogo e ingiusti. Abbiamo ampiamente raccontato i funerali, strazianti ma composti, dei due poveri ragazzi vittime senza colpa alcuna e lo stesso abbiamo fatto per quelli del nomade-killer della strada che ha distrutto le loro giovani vite. Nei giorni precedenti avevamo denunciato l’assurda e ignobile richiesta di trasformare le esequie in una specie di show, con tanto di elicottero, fiori lanciati da cielo e cavalli bianchi a trainare la bara. Sarebbe stata un’offesa intollerabile per le famiglie dei ragazzi morti e non solo per loro. Bene hanno fatto le autorità dunque a impedirlo. Ma per tutte queste ragioni raccontare "anche" quel funerale, con le sue eventuali note stonate e i suoi eccessi, era giusto e doveroso. Non per celebrare qualcuno, nè per cercare scoop a buon mercato o intingere la penna nel dolore, ma perchè "anche" quella è una realtà, per quanto dura e dolorosa e persino odiosa ci possa apparire. Quanto alle scuse, credo non sia proprio il caso di fare battute. Se qualcuno deve scusarsi, questi, ovviamente, sono solo i parenti del giovane nomade. Un ragazzo di 22 anni, che, con tutto il rispetto che si deve a una giovane vita che se ne va e al dolore dei suoi familiari, ci riesce difficile definire una vittima del destino. Oriana Fallaci scriveva che "la morte è una ladra che non si presenta mai di sorpresa". In questo caso è andata proprio così: nessuna fatalità, nessuna sorpresa. Chi sfreccia a quasi 190 chilometri all’ora di notte, senza patente e con parecchio alcol in corpo, va all’appuntamento con la morte. E’ quanto è accaduto a Paolo Caldaras. Che con sè ha portato però anche due ragazzi quasi suoi coetanei. Incolpevoli e ignari. Che chiedevano solo di poter continuare a vivere. Un diritto che è stato loro negato.


 

IL GAZZETTINO (Padova)
S. ANGELO Aperta un’inchiesta sulla denuncia arrivata in procura dopo la morte del giovane          
«Ritardi nelle indagini sul nomade»
Paolo Caldaras era stato fermato dai carabinieri il 24 giugno scorso: ubriaco e senza patente

Quattro mesi per far arrivare una denuncia dalla stazione dei Carabinieri al tavolo della procura. Normale "lentezza burocratica", se non fosse che nel frattempo tre vite sono state letteralmente spazzate via. E’ infatti il 24 giugno scorso quando i carabinieri della stazione di Piove di Sacco fermano un ragazzo a bordo di un’Alfa Romeo 147 nera che sbanda in un forsennato testa-coda in via Perin a Legnaro. Il giovane alla guida appare visibilmente alterato dall’alcol e dice di aver dimenticato la patente. La verità è che il documento gli è stato ritirato un anno e mezzo prima. Partono due denunce, per guida senza patente e in stato di ebbrezza.
Il nome su quei fascicoli è di Paolo Caldaras. È lo stesso 22enne sinti piombato con la sua auto contro quella in cui viaggiavano Elena Pecin e Alex Biasin, morti sul colpo. Nello schianto perde la vita lo stesso Caldaras. E’ il 17 ottobre. Ironia della sorte, le denunce di giugno arrivano in procura tre giorni dopo il tragico incidente, il 20 ottobre. Troppo tardi. E ora la procura intende vederci chiaro: il pm Sergio Dini ha aperto un fascicolo per valutare eventuali responsabilità di questo ritardo
Forse la lentezza burocratica in questo caso non avrebbe cambiato il terribile epilogo. Forse l’errore sta nelle falle di un sistema che consente ad un giovane senza patente di continuare a guidare indisturbato. Certo è che quattro mesi per comunicare una notizia di reato all’autorità giudiziaria sono troppi. Sarà il magistrato a valutare tempistica e motivo dei ritardi. Perchè una denuncia, quella per guida senza patente, viene redatta a fine giugno? Perchè l’altra, quella per guida in stato di ebbrezza, viene scritta a fine agosto? L’auto con cui il giovane era stato fermato il 24 giugno non era sua, ma intestata a Gioia Nadour, un’amica ventenne residente a Legnaro.
Per questo motivo non si è potuto procedere al sequestro preventivo del mezzo. Nella comunicazione delle notizie di reato, redatta a fine settembre, non compare inoltre il verbale dell’alcoltest. Su quale base si è quindi proceduto alla denuncia per ebbrezza? I giorni si accumulano e ancora i documenti non arrivano in procura. Il 17 ottobre tre ragazzi muoiono. Probabilmente la burocrazia non li avrebbe salvati. O forse sì.


AGI

ICTUS: ALCOOL E INFEZIONI FATTORI DI RISCHIO

(AGI) New York, 27 ott. - Un recente studio rivela che bere un po’ di piu’ o contrarre un’infezione come l’influenza sono fattori che nel breve termine determinano un maggior rischio di ictus. E’ quanto si legge in un articolo pubblicato sulla rivista ’Stroke’ secondo cui i risultati della ricerca non provano ancora in maniera inconfutabile il nesso tra ictus e alcool o infezioni, ma forniscono importanti dati a sostegno di questa tesi.


IL GAZZETTINO (Treviso)
Otto anni al padre violentatore

Finito alla sbarra con la pesante accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti della figlia non ancora 14enne, è stato condannato a 8 anni di reclusione e al pagamento di 50 mila euro come risarcimento alla vittima. Lui, un operaio 42enne residente nel vittoriese e difeso in aula dall’avvocato Aloma Piazza, si era sempre proclamato innocente, aveva respinto tutte le accuse e sosteneva che la figlia si fosse inventata tutto. Una versione che sembrava essere avvalorata anche dal responso dei medici i quali, al termine di una visita ginecologica alla quale era stata sottoposta la giovane, non avrebbero riscontrato segni di penetrazione, a differenza di quanto la ragazza aveva denunciato di aver subito in più occasioni. Il collegio dei giudici del tribunale di Treviso ha dato ragione però alla vittima, pronunciando una sentenza di condanna nei confronti del padre. «Sono delusa dall’esito del processo - ha affermato il legale dell’uomo, l’avvocato Aloma Piazza - Sinceramente mi aspettavo un’assoluzione quantomeno con formula dubitativa. Aspetteremo di vedere tra 90 giorni le motivazioni dei giudici». Gli episodi contestati vennero alla luce nell’agosto del 2007 quando la giovane confidò alla madre le molestie subite nei mesi precedenti. Due i casi più gravi, secondo quanto la vittima raccontò ai carabinieri di Vittorio Veneto, che si sarebbero verificati nel febbraio e nel luglio dello stesso anno. Da quel momento partirono le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Giuseppe Salvo, il quale in un primo tempo aveva optato per l’archiviazione del fascicolo non considerando plausibile il racconto della ragazza. Il gip non chiuse però il caso e mandò a processo l’uomo con imputazione coatta. La prima udienza si tenne nel maggio scorso e nell’aula di Corte d’Assise del Tribunale di Treviso vennero ascoltate le testimonianze della madre della giovane e del cognato dell’imputato. La donna descrisse l’ormai ex marito come una persona violenta, spesso ubriaca, che più volte l’aveva picchiata in passato ma che per amore dei figli non aveva mai avuto intenzione di lasciare. Stessa descrizione venne fornita dal cognato dell’imputato che lo dipinse anche come una persona di cui aver paura. La madre della ragazza ripercorse poi gli attimi precedenti alla confessione della figlia, avvenuta dopo l’ennesima lite familiare tra i suoi genitori. Ieri la discussione: l’accusa aveva chiesto che l’uomo venisse condannato a dieci anni di carcere mentre la difesa, contando sul responso dei medici che avevano escluso la violenza denunciata dalla giovane, aveva chiesto l’assoluzione dell’imputato. L’operaio, che ha sempre negato ogni addebito, è stato giudicato colpevole.


LA STAMPA
Costume
Un laser contro l’alcol al volante
DAL SITO DI LE MONDE - Una nuova tecnologia russa consente di captare i vapori a distanza, pure a 120 km l’ora e dopo un solo bicchierino.

Chi, qualche volta, beve un bicchiere di troppo prima di mettersi al volante, stia attento.
E’ in arrivo l’alcol-laser, una specie di autovelox applicato all’alcol: se ne potrà misurare la concentrazione nel sangue a distanza.
L’ultima diavoleria tecnologica in tema di sicurezza stradale arriva dalla Russia e ne dà notizia questa mattina il sito del quotidiano Le Monde. Il primo "Alcolaser" è stato presentato martedì a Mosca, a un’esposizione internazionale dedicata agli apparati di sicurezza.
Sviluppato dalla Laser Systems di San Pietroburgo, l’apparecchio è dotato di un laser capace di captare i vapori di alcol a distanza. Pare che l’aggeggio sia sensibilissimo: se puntato sull’abitacolo di chi viaggia anche a 120 chilometri l’ora, il laser è in grado di smascherare chi abbia bevuto anche un solo bicchierino di vodka. Il laser, garantiscono i fabbricanti, non è pericoloso né per chi lo utilizza né per chi guida. Per mettere a punto gli ultimi dettagli tecnici ci vorrà ancora un anno: i primi apparecchi potrebbero essere forniti alla polizia stradale russa dal 2012. 


CORRIERE DELLA SERA (Milano)
Autista ubriaco alla guida del bus
Un autista ubriaco ha gettato nel panico i passeggeri di un autobus di Ferrovie Nord sulla linea Como-Varese. Il conducente, apparso visibilmente alterato, ha effettuato una serie di manovre azzardate, al punto che gli utenti hanno chiesto di poter scendere. Così l’autista, con il mezzo ormai vuoto, è tornato al deposito, dove anche i colleghi si sono accorti che era ubriaco. Sono intervenuti i carabinieri. Il tasso alcolico è risultato cinque volte superiore al limite consentito. All’uomo è stata sospesa la patente di guida per due anni.


IL GAZZETTINO (Rovigo)
Abuso di alcol, conoscerne cause e conseguenze
Venerdì alle 21 presso la sala consiliare del municipio di Calto, l’assessorato ai servizi sociali, il Gruppo volontari di Calto e il Comitato antidroghe di Castelmassa, organizzano un incontro dedicato alla conoscenza dei problemi connessi con l’abuso dell’alcol, l’uso della droga e la pratica del doping.
Relatori della serata saranno Eliseo Bertani, educatore professionale responsabile dei «percorsi Giovani» del Ce.I.S di Reggio Emilia; il Dr. Roberto Naldini, responsabile provinciale antidoping; Giovanna Cairoli, Assessore ai servizi sociali e delle politiche giovanili di Calto.
Moderatore dell’incontro di dopodomani sarà Alessandro Sovrani, responsabile dei servizi sportivi di Telestense. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
Giorgio Fioravanti 


CORRIERE DEL VENETO (Venezia)
Trovato morto a letto a casa degli amici
MESTRE— Muore nel letto degli amici. M.S., veneziano di 44 anni, è stato trovato senza vita lunedì sera in un appartamento di vicolo della Pineta a Mestre. L’hanno trovato i conoscenti che lo stavano ospitando. L’uomo, che soffriva di cirrosi epatica a causa dell’abuso di alcol, l’altra sera non si sentiva molto bene. Il medico intervenuto assieme agli agenti della Questura ha trovato delle tracce ematiche sul petto, risultato di una possibile emorragia interna.


CORRIERE DEL VENETO (Venezia)
Ubriaco investe due russi sulle strisce Veneziano denunciato
VENEZIA— Un cuoco, veneziano di 32 anni, è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza dopo aver investito una coppia di turisti russi. Il trentaduenne si trovava a Montesilvano, in provincia di Pescara, e guidava ubriaco sul lungomare quando ha centrato in pieno i due cittadini russi che stavano attraversando la strada sulle strisce pedonali. La prognosi dei medici, per i due feriti, è stata fortunatamente solo di quindici giorni. Il cuoco veneziano, dopo l’incidente, si è fermato e non ha tentato la fuga. E’ stato denunciato invece dai carabinieri per guida in stato di ebbrezza, perché quando lo hanno fatto soffiare nell’etilometro il tasso di alcol nel sangue è arrivato a 1,5 grammi per litro, il triplo del limite massimo per legge. Al trentaduenne è stata ritirata la patente e l’auto, una Golf, gli è stata confiscata amministrativamente.


IL TIRRENO
Pena di 3 anni e 10 mesi. Su un’auto rubata aveva travolto un motociclista 
Botte a un vigile urbano: patteggia 

MONTECATINI. Prima travolse un motociclista. Poi fuggì in pieno centro a tutta velocità su un’auto rubata. Quindi stese un vigile urbano che gli chiedeva i documenti. Infine, venne arrestato dai carabinieri.
La parabola da gradasso di un albanese di 29 anni si è conclusa in tribunale a Monsummano dove Tudor Popa, domiciliato a Montecatini, ha patteggiato 3 anni e 10 mesi di reclusione.
Era accusato di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, ricettazione, guida in stato di ebbrezza e senza patente.
L’inseguimento dell’auto in fuga tra via Toti e via Mameli avvenne il 19 settembre scorso. Erano circa le 17 quando la Bmw condotta da Tudor, rubata a Chiesina, mise sotto in via Toti un centauro di 43 anni, residente a Montecatini. Incurante delle condizioni della persona finita a terra, il romeno proseguì la sua corsa e venne fermato da carabinieri e polizia municipale in via Mameli. Quando l’agente, un 28enne residente a Buggiano, gli chiese i documenti, Tudor reagì in modo violento scaraventandolo sull’asfalto e procurandogli lesioni giudicate guaribili in 10 giorni. E a quel punto venne arrestato e sottoposto all’etilometro da cui risultò un valore di 2,66 g/l. Solo che la patente non gliela poterono ritirare perché non l’aveva mai conseguita. Per concludere la domenica in bellezza i carabinieri scoprirono, attraverso le impronte digitali, che il fermato inizialmente aveva esibito un documento falso: invece di essere un cittadino romeno era un albanese, clandestino, in Italia senza fissa dimora. Non solo. Una volta accertata l’identità saltò fuori anche un’ordinanza di carcerazione per scontare una pena di quattro anni e due mesi di reclusione per ricettazione, furto, lesioni ed evasione.

P.B.


IL TIRRENO
In moto, ubriaco già alle dieci 
Fermato mentre guida a zig-zag nel traffico: confiscato il veicolo 

LORENZANA. Era in preda all’alcol già di prima mattina e guidava una moto. Alle dieci. Seminava il panico lungo via Lavoria ed è finito per essere denunciato.
Gli è stata anche ritirata la patente e sequestrato il mezzo di guida. Che, successivamente, verrà confiscato.
Di tutto questo se ne sono accorti gli automobilisti che percorrevano via Lavoria, l’altro giorno. Lui, un signore disoccupato di Lorenzana, 44 anni, era alla guida di un motociclo, un Kymco Yup 250 di cilindrata. Viaggiava diretto verso casa e proveniva da Cascina.
Percorreva la strada con grandi zig-zag: dal ciglio della strada al centro della carreggiata, creando un bel po’ di scompiglio tra i veicoli che lo seguivano. Nessuno aveva il coraggio di sorpassarlo.
E, alle sue spalle, s’era creata una lunga coda che procedeva a lenta velocità. Tra gli automobilisti in fila c’era anche un carabiniere fuori servizio che ha immediatamente informato i suoi colleghi di quel che stava accadendo, chiedendo l’intervento di una pattuglia.
Sul posto è arrivata una pattuglia dalla stazione di Casciana Terme che ha provveduto a fermare l’uomo e, immediatamente, a sottoporlo ad esame etilico, con l’etilometro in dotazione.

Forte è stato lo stupore dei militari quando hanno potuto verificare il grado di alcol segnalato dallo strumento: oltre 3 grammi/litro, una quantità assai elevata, anche in considerazione del fatto che erano appena le dieci del mattino.
Per l’uomo è scattata subito una denuncia, in stato di libertà. Gli è stato tolto il documento di guida che ora passerà al vaglio del Prefetto.
Rischia fino a due anni di sospensione. Gli è stato sequestrato anche il motociclo.
Che, successivamente, sarà anche confiscato, nel senso che lo perderà definitivamente.


AGI.IT
VINO: FEDERDOC, PROSSIMI 3-4 ANNI I PIU’ DELICATI PER SETTORE
(AGI) - Roma, 27 ott. - Federdoc, l’organismo che rappresenta le Denominazioni di Origine del Vino italiano, lancia l’allarme sulle conseguenze negative che potrebbero causare le nuove regole comunitarie al settore vitivinicolo, chiamato a confrontarsi con un mercato globale sempre piu’ spietato. Il momento dell’applicazione delle nuove regole non e’ immediato, ma le decisioni gia’ prese in materia di liberalizzazione degli impianti e quelle che verranno per la nuova PAC (*) richiedono attenzione, impegno, interventi pertinenti e soprattutto nei tempi giusti: presto potrebbero disegnarsi scenari futuri ancora piu’ difficili e complicati per il comparto.
Il disimpegno della Comunita’ europea verso problemi di assoluta priorita’ e delicatezza, come quello del controllo e della gestione delle produzioni vitivinicole, cosi’ come previsto dalla nuova OCM, potrebbe "sconvolgere l’attuale assetto economico, sociale e qualitativo del comparto vitivinicolo italiano,spiega una nota, che e’ il piu’ importante al mondo. Per Federdoc si tratta di una prospettiva pericolosa che intende contrastare decisamente. La liberalizzazione degli impianti senza alcuno strumento di gestione della produzione rischia di destabilizzare l’economia di molte regioni viticole in Europa, in particolare nelle zone di produzione a Denominazione di Origine piu’ importanti. La nuova misura avrebbe conseguenze drammatiche per il vino a DO, che sarebbe improvvisamente investito da fenomeni destabilizzanti come sovrapproduzioni, cadute dei prezzi, speculazioni, perdita dei valori patrimoniali dei vigneti.
Verrebbero messi in discussione gli sforzi qualitativi portati avanti fino ad oggi dai produttori, senza considerare l’improvviso disequilibrio quantitativo, rispetto al mercato, che la proliferazione dei vigneti e delle produzioni porterebbe in molte zone viticole. La superficie vitata della Cotes-du-Rhone, ad esempio, potrebbe salire da 61.00 a 120.000 ettari, quella del Chianti da 17.000 a 35.000 ettari, quella della Rioja da 60.000 a 200.000".
Attualmente il settore vitivinicolo si avvale ancora di uno strumento efficace per gestire le produzioni: i diritti di impianto. Il principio-base e’ che nuovi vigneti possano essere impiantati solo se supportati da diritti di impianto in mano al viticoltore, o se particolari esigenze di mercato possano richiedere nuovi impianti, attingendo alle riserve regionali.
Si tratta di un modo indiretto di controllare la produzione attraverso la gestione del vigneto con l’obiettivo di stabilizzare i prezzi e contrastare le crisi di sovrapproduzione. L’OCM prevede la soppressione al 31 dicembre 2015 di questo regime.
Attualmente, le aree in cui e’ possibile produrre vini a denominazione di origine sono strettamente delimitate sulla base di criteri storici, agronomici, e climatici. Le zone delimitate sono molto piu’ ampie delle superfici coltivate, il divario tra le zone delimitate e le superfici coltivate e’ oggi piu’ di 1 milione di ettari (i vigneti europei sono coltivati su una superficie di 3,4 milioni di ha). "Sulla questione siamo fortemente impegnati a livello comunitario, oltre che nazionale" - ha sottolineato Ricci Curbastro, Presidente di Federdoc ma anche di EFOW, Federazione europea dei vini a IG. "Siamo convinti che pur in prospettiva di un regime di liberalizzazione degli impianti possano esserci le possibilita’ di controllare e gestire le produzioni dei vini europei, anche di quelli non IG, solo che i Paesi produttori lo vogliano e decidano di gestire la situazione singolarmente al proprio interno, naturalmente nell’ambito di nuove norme eventualmente ottenibili anche dalla nuova PAC".A favore del mantenimento dei diritti di impianto si e’ pronunciato il governo tedesco, mentre in Francia il rapporto Vautrin appena presentato al Parlamento francese (18 ottobre) ha sostenuto ugualmente questa tesi.
"Auspichiamo che anche gli altri maggiori Paesi produttori tra cui quello italiano possano presto sostenere questa posizione", ha concluso Ricci Curbastro.
Relativamente alla nuova PAC, Federdoc guarda con particolare attenzione affinche’ vengano salvaguardati importanti principi di attenzione alle specificita’ del settore, naturalmente con i dovuti mezzi finanziari necessari. "Il comparto vitivinicolo ha tutta una serie di specifiche disposizioni normative e di bilancio che nel tempo hanno dimostrato di dare stabilita’ al comparto - spiega Ricci Curbastro - e queste devono essere preservate. Il vino e’ il prodotto agricolo piu’ regolamentato. La sua legislazione copre l’etichettatura, le pratiche enologiche, marketing, promozione e molti altri settori e ogni Stato membro ha uno sviluppo nazionale definito dall’OCM. Cio’ consente uno sviluppo equilibrato del settore"."L’Unione eurpoea e’ il maggior produttore, consumatore ed esportatore di vini nel mondo - prosegue il presidente di Federdoc - e i vini a denominazione d’origine costituiscono una parte significativa della bilancia commerciale di molti Stati membri. Il nostro modello soddisfa pienamente le aspettative della societa’ e dei consumatori: qualita’ e tracciabilita’, la conservazione della biodiversita’ e lo sviluppo delle economie locali".
(*) Nota: PAC significa Politica Agricola Comune.
Per una curiosa coincidenza significa anche Problemi Alcol Correlati.
CORRIERE ADRIATICO
Alcol test nei bar della Riviera

LA SICILIA
Charlie Sheen ricoverato a new york per ubriachezza Washington


IL GAZZETTINO (Treviso)
Marocchino ubriaco fradicio blocca la corsa del bus Actv


CORRIERE DEL TRENTINO
Ubriaca, insulta conoscente Poi aggredisce i carabinieri


LA NAZIONE (Prato)
Giovane in preda all’alcol molesta i clienti di un bar
Ubriaco dà in escandescenze e minaccia carabinieri con un coltello


IL MESSAGGERO VENETO
stop agli "sballi" con gin e vodka progetto per sensibilizzare i giovani
vietato il consumo di alcolici nel parco
guida "alcolica": lavorando il reato si estingue


IL CENTRO
due pedoni travolti da un ubriaco - flavia buccilli


L’UNIONE SARDA
In un libro le storie degli ex alcolisti


LA NAZIONE (Pisa)
Già ubriaco di mattina semina il panico con la moto a zig-zag: 44enne denunciato


BRESCIA OGGI
Ubriaco si schianta sull’auto rubata


LA PROVINCIA DI SONDRIO
Ha colpito Ubriaco e violento, arrestato un peruviano


LA STAMPA
"Guido sicuro" senza bere Un consiglio firmato Nicolò Rosso
Ubriaco prende a pugni la macchina della polizia

 

Giovedì, 28 Ottobre 2010
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