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Rassegna alcol e guida del 21 ottobre 2010

A cura di Alessandro Sbarbada, Guido della Giacoma e Roberto Argenta

IL GAZZETTINO (Padova)
Fiaccole accese, preghiere e lacrime per i due fidanzati
Ieri sera recita del rosario in chiesa, poi mesta sfilata di trecento persone fino alla casa della famiglia Pecin
(Fe.Be.) Trecento lumini, trecento volti, trecento pensieri sono giunti, alle 21 di ieri, davanti alla porta della villetta della famiglia Pecin, in via Donatori del sangue, a Corte. Di là i genitori di Elena, Maria Grazia e Gelsomino, chiusi in un dolore impenetrabile. Di qua decine e decine di compaesani, coetanei ed ex compagni di classe della figlia, rappresentanti delle istituzioni, parenti e colleghi di lavoro venuti dall’intera provincia, che hanno voluto dimostrare tutto il loro affetto e la loro vicinanza con una fiaccolata che si è conclusa proprio davanti alla porta della loro casa.
In testa al corteo don Antonio Brugnolo, parroco della frazione, che durante la veglia funebre, poco prima, aveva letto un tema scritto da Elena quando ancora frequentava le scuole medie. “Dio è…”, il titolo. E lei annotava. “Non lo so chi sia Dio ma mi ostinerò a cercarlo. E lo troverò”. Don Antonio ha aggiunto ancora. “C’è una spiegazione tecnica a quello che è successo, quello che manca è un senso perché queste disgrazie, passato il clamore mediatico, non lasciano alcun segno. E questa sera, finchè noi siamo qui, qualcun altro potrebbe essere in strada a correre ubriaco senza rispetto per nessuno”. Parole cui è seguito un applauso da parte della gente che gremiva la chiesa. Poi, a turno, ognuno ha infilato un biglietto con una frase per Elena in un cesto rosso al centro della navata. Tanti pensieri, che insieme a tanti volti e a tante fiammelle sono arrivate fino alla mamma e al papà della giovane.


IL GAZZETTINO (Padova)
«Io, una madre che prova lo stesso grande dolore»
(N.M.) Lorenza Menza non ha mai dimenticato. Serba in cuore, stretti stretti, i suoi ragazzi: la figlia Silvana e Antonio, il fidanzato, un ragazzo venuto dal Sud a fare il poliziotto, che lei aveva accolto in casa come un figlio. Quando ha visto la foto di Alex ed Elena sui giornali le è venuta una stretta al petto.
«Ho rivisto mia figlia e Antonio. Ho rivissuto lo stesso dolore, lacerante, muto, che ti strappa tutto. E per chi rimane è come essere in ostaggio di una sofferenza infinita che scandisce ogni tua giornata, senza lasciarti mai».
Avevano da poco comprato casa e si sarebbero sposati coronando un sogno che coltivavano sin da quando erano ragazzi. Proprio come Alex ed Elena. Un sogno spezzato, in un pomeriggio di luglio del 2002 sull’isola greca di Santorini dove si erano recati in vacanza. Silvana Fassina, di Camposampiero, 26 anni, e il fidanzato Antonio Caivano, 29 anni, agente di polizia in servizio alla Questura di Padova, originario di Picerno (Potenza), persero la vita in un incidente stradale causato dal sorpasso azzardato di un giovane ubriaco che aveva centrato in pieno lo scooter noleggiato dai due fidanzati per spostarsi sull’isola.
«Sto pregando per questi ragazzi che sognavano di sposarsi come mia figlia e Antonio. E sto pregando con tutto il cuore per i loro genitori. Sono molto vicina in queste ore, seguo la loro sorte. Da mamma dico a mamma Cristina e a papà Ennio di mettercela tutto, di riuscire a farcela. Per chi rimane e per chi verrà».


CORRIERE.IT – Forum nutrizione
http://forum.corriere.it/nutrizione/20-10-2010/dieta-mediterranealinee-guida-e-alcol-1638722.html
Scrive Max
Dieta Mediterranea/Linee guida e alcol
Dottore,
ho un paio di domande in merito alla Dieta Mediterranea e alle Linee guida.§
Le linee guida INRAN se non erro non "adottano" esplicitamente la Dieta Mediterranea (non è citata all’interno del testo, solo a p.58 come "tradizione mediterranea").
Qui però leggo che Lei la ritiene la migliore possibile (http://forum.corriere.it/nutrizione/17-08-2010/dieta-sana-ed-equilibrata-1598323.html ) e come lei anche altri nutrizionisti (tutti?).
Inoltre, Lei qui indica che la piramide della D.M. moderna prodotta da CIISCAM non può essere considerata ufficiale al pari delle linee guida (http://forum.corriere.it/nutrizione/27-05-2010/carne-o-pollame-3-1555585.html ).
Quello che non mi è chiaro è perché se la D.M. è la migliore possibile non sia proposta nelle linee guida, e come mai la relativa rappresentazione grafica sia prodotta da un altro ente.
Mi scuso se la domanda è stupida ma questa cosa mi crea confusione.
Dicotomia di fonti a parte, sia nella piramide che nelle linee guida è tollerato il consumo di vino, ancorché in modo moderato. Ma qui lei indica molto nettamente che: "un bicchiere di vino al giorno (o 10 grammi di alcol al giorno) non ha nessuna valenza benefica, ma aumenta solamente il rischio di cancro"
(http://forum.corriere.it/nutrizione/09-10-2010/vino-rosso-1631595.html ). Il discorso è ripreso qui: http://forum.corriere.it/nutrizione/04-05-2010/vino-veronesi-e-al-bano-contro-tutti-1539074.html
A questo punto non sarebbe corretto affermare che una dieta migliore di quella mediterranea, oggi considerata la migliore, sia la "Dieta Mediterranea senza consumo di vino"? L’alcool non dovrebbe essere rimosso dalle linee guida e dalla rappresentazione grafica della piramide?
grazie
M.


Risposta di Andrea Ghiselli
Non è che le linee guida non adottino la dieta mediterranea, ma le linee guida sono la dieta mediterranea.
E’ il solo modello alimentare che ha dimostrato di essere preventivo nei confronti della maggior parte delle malattie croniche e degenerative in tutte le età studiate, in tutte le popolazioni studiate, in tutte le etnie studiate, in tutti i paesi del mondo.
L’alcol non deve essere rimosso dal modello mediterraneo, ci mancherebbe, così come nessun alimento dovrebbe esserlo, ma non si può ignorare che sia un fattore di rischio per il cancro, per cui sicuramente, come dice lei, il migliore modello è la dieta mediterranea senza vino e bisogna dire alle persone che, senza essere proibizionisti, il consumo di bevande alcoliche non è esente da rischio anche in quantità ritenute moderate: un bicchiere al giorno.


L’ADIGE
Lettere
Bella notizia quella del trenta per cento dei trentini a rischio con il bere. Termini come preoccupazione, allarme non sono sufficienti a descrivere quel minimo di emozione che ti assale al solo pensiero che tra quei trenta su cento ci possa andare a finire un tuo famigliare. Oppure che pur appartenendo al settanta non si possa essere vittime dell’altra percentuale. In mille modi, compresa la strada. Ma nessuno ne ha parlato nei programmi elettorali di questa situazione. Nemmeno in occasione della campagna per le Comunità di Valle. Certo, meglio parlare di altro, meglio stare su argomenti che non vadano a toccare tasti pericolosi per molti interessi, compresi quelli del voto. Si sa che parlare di alcol e problemi ad esso legati costa fatica. Si rischia la gogna comunitaria e così la politica diventa zimbello di coltivatori, promotori e venditori della sostanza. Sostanza che vive proprio sull’accettazione collettiva, sull’accattivante richiamo delle varie etichette che forse dovrebbero portare impresso anche il marchio della Provincia Autonoma.
Però rischia di diventare pericoloso anche il continuo pretendere solo dalla politica e dagli altri l’impegno a fare qualcosa. I primi responsabili della salute siamo noi stessi con le nostre abitudini e i nostri stili di vita. Il paradosso della prevenzione ci insegna una cosa interessante. I danni dell’alcol non sono relazionati a coloro che hanno un problema con la sostanza bensì all’intera popolazione e ai suoi consumi. Quindi, diminuire il consumo di alcolici anche per coloro che ritengono di bere moderatamente significa far diminuire rischi e danni su tutta la popolazione. Ed è quanto sostiene l’Oms da parecchi anni. Dobbiamo sviluppare un deciso pensiero critico rispetto a quanto ci viene detto a proposito del binomio vino – cultura, un pensiero critico che vada oltre la difesa del nostro bere che assume spesso strane sembianze come quelle di vedere sempre negli altri il problema, nel credere che per noi il bere sia sotto stretto controllo o che sappiamo quando smettere. O che dobbiamo bere perché siamo in una zona vocata alla coltivazione della vite. L’impegno personale rispetto al consumo va nella direzione di un radicale cambiamento della cultura generale di supina accettazione del consumo di alcolici. Il miracolo potrebbe avvenire se tutti i consumatori di questa sostanza dimezzassero il loro bere quotidiano. Almeno proviamoci.
Franco Baldo


IL GIORNALE DI VICENZA
CONSUMI. L’allarme dei produttori alla settimana dedicata al distillato
«Legge antialcol affossa il mercato della grappa»
Albano Mazzaretto
Le distillerie Brunello, Dal Toso e LiDiA lamentano una flessione del prodotto a causa delle multe e del consumo di alcolici esteri

Quest’anno non si distilla per niente oppure in misura molto ridotta. Troppo prodotto ancora invenduto nei magazzini per cui, per la prossima stagione, si attingerà alle scorte. È questa la realtà emersa dalla Settimana della Grappa nell’Area Berica e condivisa dalle tre storiche distillerie artigiane “Brunello” di Montegalda, “Dal Toso” di Barbarano e “LiDiA” di Villaga.
C’è in atto una crisi dei consumi dovuta solo in parte alla generale congiuntura economica. Per questo calo, che di fatto costringe i distillatori a saltare un’annata di produzione, infatti, sul banco degli imputati salgono le norme antialcool. Norme che hanno messo in crisi anche l’unico settore agricolo che in questi anni aveva sempre avuto un andamento più che positivo. «Si tratta - dicono i titolari delle distillerie - di una legge che spara nel mucchio e non fa distinzioni. Repressiva ma per niente educativa che ha fatto solo del terrorismo tra i consumatori». «Per quanto riguarda la grappa e distillati, poi, si tratta di un prodotto elitario, destinato a dei consumatori già educati al bere consapevole; tanto è vero che il prodotto per il consumo privato non ha avuto grandi flessioni. A risentirne invece è il consumo pubblico».
Se la perdita dei punti o il ritiro della patente è il maggior deterrente al consumo dei distillati tipici di produzione italiana, c’è un altro paradosso. I nostri distillatori, infatti, devono stare alla finestra a guardare l’aumento del consumo di super alcolici di origine estera, prima fra tutti la vodka, usati per i cocktail che vanno per la maggiore soprattutto tra i giovani. Sottolineano i distillatori: «Con la campagna antialcool si voleva sensibilizzare soprattutto la fascia dei consumatori più giovani, sulla quale invece ha sortito scarsi effetti, mentre invece ha investito altre fasce di prodotti e di consumatori. Insomma, si è mancato l’obiettivo».
Il poco entusiasmo dei consumi lo si è notato anche con un calo di visitatori alle distillerie aperte. Nelle due domeniche si è registrata qualche presenza in meno «ma questo - fanno notare i distillatori - può essere legato anche alle numerose feste sparse nel territorio». Un buon successo, invece, è stato riscosso dalle “Sedute spiritiche”, una proposta a cura dell’Anag, l’associazione nazionale assaggiatori di grappa, per avvicinare e educare alla conoscenza dei prodotti distillati.
(*)(*) Nota: per ridurre le sofferenze alcol correlate bisogna ridurre i consumi di alcolici.

Per la comunità la riduzione dei consumi di un alcolico è sempre una buona notizia.


IL GAZZETTINO
Al volante ubriaco fece 3 morti: undici anni
CATANZARO - Undici anni e 4 mesi di reclusione: è la condanna inflitta dalla Corte d’appello di Catanzaro (in primo grado 10 anni con rito abbreviato) a un automobilista che, ubriaco e sotto l’effetto di stupefacenti, investì nel giugno 2009 sei persone uccidendone tre e ferendo le altre. L’incidente si verificò sulla statale 106, a Rossano, sulla fascia ionica cosentina. L’uomo, Natale Aloe, 51 anni, alla guida di una Bmw investì un gruppo di persone che erano ferme sul ciglio della strada dopo che le loro auto si erano scontrate. La Stradale accertò che l’uomo guidava con tasso alcolico nel sangue superiore di tre volte rispetto al consentito e sotto l’effetto di stupefacenti.


LA PROVINCIA DI VARESE
Multe anti alcol: accolti due ricorsi
Ma il Comune non si arrende
GALLARATE (ri.s.) L’ordinanza anti alcol è a rischio. Non uno, ma due giudici di pace del tribunale di Gallarate hanno infatti accolto il ricorso di altrettante persone multate per aver consumato alcolici lungo la pubblica via. Ma il Comune ha deciso di presentare ricorso.
La resistenza in giudizio, questo il termine tecnico, è stata votata lunedì dall’esecutivo di Palazzo Borghi. Questi i fatti. Due persone sorprese a bere alcolici dai vigili hanno deciso, come previsto dalla normativa, di presentare ricorso contro il provvedimento, che imponeva loro di pagare un’ammenda di 500 euro. Entrambi si sono visti accogliere la richiesta di annullamento della multa dai giudici di pace, che hanno dato alla decisione motivazioni diverse.
Nel primo caso, la sentenza dà ragione al ricorrente perché il Comune non avrebbe dato adeguata pubblicità al fatto che, dopo la sperimentazione ad agosto e settembre dello scorso anno, il provvedimento è stato rinnovato. «A me hanno insegnato che la legge non ammette ignoranza», commenta l’assessore alla Sicurezza Paolo Cazzola, «ricordo però che la notizia è stata diffusa sulla stampa locale e che abbiamo affisso manifesti in tutta la città». Ma, soprattutto, «fa fede l’albo pretorio».
Ovvero quella parete dove vengono affisse tutte le decisioni prese dall’amministrazione. «Capisco che normalmente non sia un elemento di attenzione da parte dei cittadini, ma sul piano del diritto ciò che conta è quello che viene pubblicato all’albo».

L’altra questione riguarda invece il fatto che l’ordinanza è, per usare la formula di rito, «contingibile e urgente». Si tratta di quei provvedimenti che il capo dell’esecutivo può assumere di fronte a situazioni gravi, ad esempio una calamità naturale.
Ecco, secondo il giudice di pace il consumo di alcol lungo le strade gallaratesi non aveva dimensioni e conseguenze tali da paragonarlo a un’abbondante nevicata o a un’alluvione. «Peccato che il decreto Maroni, in caso di degrado urbano, consenta ai sindaci di assumere delle ordinanze», spiega Cazzola, «che, testo della norma alla mano, sono di natura contingibile e urgente». Ed è per questo che Palazzo Borghi ha deciso di appellarsi contro la sentenza.
Battaglia in punta di diritto con conseguenze pratiche, però. In caso i due ricorsi dell’amministrazione non venissero accolti, di fatto l’ordinanza anti-alcol verrebbe svuotata di ogni efficacia. Senza contare che tutti coloro che sono stati multati e sono ancora in tempo per presentare ricorso, non perderanno tempo e contatteranno il loro avvocato


LEGGO PADOVA
Non sapeva di essere sul punto di finire i suoi giorni…
ABANO TERME - Non sapeva di essere sul punto di finire i suoi giorni. Credeva di andare a fare una visita medica, l’ennesima da quando era entrato nel tunnel dell’alcol, dopo la brutta malattia che lo aveva reso invalido al 100% e relegato a una vita da marginale. E’ morto così Paolo Varotto, 56 anni, ucciso con un cocktail di farmaci dalla moglie Loretta Santinello, 54enne inserviente nella casa di riposo per anziani di via Beato Pellegrino.
Si fa luce poco alla volta sulla vicenda del presunto (tentato) doppio suicidio di Abano dopo la confessione resa dalla donna (da poco scarcerata dal gip Sonia Bello) al pm Benedetto Roberti, che aveva dubitato fin dall’inizio di quella che gli era sembrata una messinscena. Due corpi, uno accanto all’altro, in un’auto in sosta. Un cavo di gomma collegato con l’abitacolo. Il motore acceso. Ma a morire era stato solo Varotto, mentre la moglie era ancora viva.
Ora Loretta racconta la sua verità: «Paolo non sapeva che doveva morire. L’ho convinto a salire in auto, dopo averlo imbottito di psicofarmaci. Anch’io volevo morire con il monossido di carbonio». Ma gli esami medici escludono tracce di intossicazione nel corpo dell’uomo. Occhi degli inquirenti puntati anche sul figlio Mauro, che avrebbe atteso troppo per avvisare i carabinieri della scomparsa dei suoi.(E.Tas.)


IL GAZZETTINO (Padova)
MONSELICE
Ubriaco negli uffici comunali
Arrivano le assistenti sociali
(Ca.B.) Caos a palazzo Tortorini, ieri mattina, poco dopo le 11. Un uomo di circa cinquant’anni, già seguito dai servizi sociali, si è presentato visibilmente ubriaco negli uffici. Tra urla e pianti ha chiesto l’aiuto delle assistenti sociali, vagando come un’anima in pena nei corridoi.
L’uomo, alcolista e protagonista in passato di simili episodi nella sede comunale, è stato accolto dalle assistenti sociali e dalla dirigente del settore, che hanno avvisato la polizia municipale e chiamato il 118. L’ultima visita a palazzo Tortorini risale a qualche mese fa, quando l’uomo è arrivato a denudarsi davanti alle dipendenti.
In pochi minuti, un’ambulanza ha raggiunto il Comune e l’uomo è stato trasportato in pronto soccorso, dove è stato sedato e tranquillizzato dal personale medico.


LEGGO BOLOGNA
Ubriaco ha iniziato a mimare un balletto…
Ubriaco ha iniziato a mimare un balletto per la gioia degli amici. Peccato, fosse sul tettuccio di due macchine parcheggiate nella zona universitaria. Alle tre di mattina di martedì, un gruppo di studenti italiani e spagnoli particolarmente alticci ha applaudito alle performance di danza di un 21enne spagnolo. Il ragazzo era saltato su una Panda e una Punto all’angolo tra via Petroni e via San Vitale: denunciato.


TGCOM
Chi ha paura del "gene brillo"?
Per colpa sua non reggiamo l’alcol
C’è chi può scolarsi svariati drink e rimanere sobrio, ma c’è anche chi va al tappeto dopo un solo bicchiere. Chi non regge l’alcol può probabilmente avere ereditato il "gene brillo", un particolare frammento di DNA che rende più sensibili agli effetti dell’alcol.
Il gene in questione si chiama CYP2E1 ed è stato individuato dai ricercatori statunitensi dell’ateneo della North Carolina, con uno studio pubblicato sulle pagine dell"Alcoholism: Clinical and Experimental Research Journal’. La scoperta apre nuove prospettive alla lotta all’alcolismo. Il gene in questione, secondo le stime dei ricercatori, è presente in una quota di popolazione che va dal 10% al 20% delle persone, e avrebbe il merito di fare da scudo alla dipendenza da alcol. Varie ricerche hanno infatti dimostrato che chi è più sensibile agli effetti dell’alcol corre meno rischi di diventarne dipendente.
Insomma, il "gene brillo" potrebbe condurre allo sviluppo di nuovi farmaci per combattere la dipendenza dall’alcol, e non ad aprire la strada a una serata allegra a suon di bicchierini (*). Gli studiosi guidati da Kirk Wilhelmsen spiegano: "Ovviamente siamo molto lontani dalla messa a punto di nuove terapie, ma il gene che abbiamo stanato ci dice molto su come l’alcol colpisce il cervello".
La maggior parte delle persone metabolizza i drink nel fegato, ma in alcuni soggetti questo processo ha luogo nel cervello attraverso un enzima a cui il gene CYP2E1 fornisce istruzioni codificate. Le persone che hanno la versione "brilla" di CYP2E1 risentono più facilmente degli effetti dell’alcol, molto più rapidamente dei compagni di bevuta forniti della versione "standard".
La ricerca "made in Usa" è stata condotta su oltre 200 coppie di fratelli con uno dei due genitori alcolista. A loro, tutti studenti, è stata somministrata una miscela di alcol di grano e soda, equivalente a tre bevande alcoliche medie. A intervalli regolari è stato chiesto agli studenti se si sentissero ubriachi, perfettamente sobri, assonnati o svegli. I risultati sono stati poi confrontati con quelli relativi ai test genetici. Dal raffronto è emerso che CYP2E1 sul cromosoma 10 è determinante nel "decidere" se una persona regge i drink meglio di altri.
(*) Nota: come ogni giorno, da anni, dimostra questa rassegna stampa, spesso le serate a suon di bicchierini non sono per nulla allegre.
Si vedano a proposito i prossimi articoli.


CORRIERE DI BOLOGNA
Lui la picchia lei chiede aiuto con un biglietto
Picchiata e minacciata dal fidanzato, una bangladese di 30 anni ha chiesto aiuto lanciando un biglietto dalla finestra di casa, alla periferia di Bologna, su cui c’era scritto ’Aiuto, chiama polizià. Un passante l’ha raccolto e ha chiamato la polizia che ha successivamente denunciato il fidanzato, un connazionale di 29 anni. È successo ieri mattina in via Triumvirato. Gli agenti sono intervenuti e nell’appartamento, individuato poco dopo, hanno trovato la coppia e un bambino, figlio della donna. Ai poliziotti la trentenne ha raccontato di aver passato la notte chiusa in bagno dopo che, la sera precedente, il compagno era rientrato ubriaco e l’aveva picchiata e minacciata con un coltello da cucina. Prima di addormentarsi, le aveva sottratto i cellulari per impedirle di chiedere aiuto. Per questo lei aveva lanciato il biglietto dalla finestra. L’uomo è stato denunciato per minacce gravi e percosse.

IL MESSAGGERO (Metropolitana)
Porta al pub il figlio di 4 anni, beve e malmena due clienti: denunciato
di KAREN LEONARDI
Va al pub insieme al figlio di appena quattro anni: si ubriaca, dà in esandescenze e aggredisce due clienti. C.F., 34 anni, di Albano è stato denunciato lunedì sera dagli agenti del commissariato di Marino intervenuti per sedare una violenta lite scoppiata per futili motivi nella birreria “Disco Pub” in via Capo D’acqua a Marino.
Dopo aver riportato la calma, la polizia, diretti da Maria Martino, ha identificato l’uomo che, nonostante la presenza del bambino, si sarebbe scagliato contro un cliente della birreria, colpendolo con calci e pugni. Un uomo di 28 anni, di Marino, ha riportato ferite alle mani, causate probabilmente da un bicchiere rotto. Accompagnato al pronto soccorso di Albano è stato medicato dai sanitari del nosocomio: la prognosi è di otto giorni.
L’aggressore è stato invece portato in commissariato e, dopo essere stato ascoltato, è stato denunciato a piede libero per percosse e lesioni. Il bambino è stato invece riaffidato alla madre.


MANTOVA.COM
Ubriaco e violento aggredisce CC: arrestato 42enne
Viadana. Ubriaco e violento. In queste condizioni, ieri notte è stato arrestato Thamir Ahmed, 42 anni, fermato per un controllo a bordo della sua Peugeot 206, che gli è stata sequestrata. L’uomo, che si era quindi allontanato a piedi, è stato identificato una seconda volta dai Carabinieri, alle 6 del mattino, in seguito all’intervento dei sanitari del 118 allertati per la segnalazione di un malore di un extracomunitario. Il marocchino, dopo aver rifiutato le cure, è risultato molto aggressivo, tanto che si è scagliato contro i militari, che ha riconosciuto come quelli che l’avevano fermato qualche ora prima, tirando calci e pugni e strappando letteralmente la divisa a uno di loro.
Arrestato per resistenza con violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento, è stato trattenuto in caserma in attesa dell’udienza direttissima prevista per questa mattina.


IL GAZZETTINO (Vicenza)
Ubriaco provocò un incidente
A 36enne patente sospesa per 4 anni
BASSANO - Dopo aver bevuto si mise al volante e provocò un incidente. La punizione è stata come una bottigliata: 1 anno di arresto, 10mila euro di ammenda e sospensione della patente per 4 anni. Questo ha ricevuto, lunedì, in Tribunale, per "abbreviato", Luca Zarpellon, 36 anni, di Romano d’Ezzelino. Il 23 novembre 2009, come detto, l’uomo uscì di strada con la propria Fiat "Punto", a Mussolente; intervennero i Cc di Romano che gli riscontrarono un tasso alcolemico superiore di 3 volte il consentito.

IL GAZZETTINO (Belluno)
Alla guida ubriaco centra le altre auto come birilli
Ha rischiato di travolgere delle persone, ma è riuscito perfettamente a centrare una macchina creando un pericoloso effetto domino su altre due. La corsa, senza una ruota, è finita a pochi centimetri dalla vetrata del ristorante Pavone di via Battisti. Un automobilista martedì sera, dopo le 23, a bordo della sua Alfa 147, molto probabilmente sotto gli effetti dell’alcol, ha creato il panico tra le persone che si trovavano a camminare sul marciapiede della via.
L’uomo è entrato in via Battisti da via XIV Agosto (monumento) a tutta velocità, ha perso il controllo della sua Alfa e si è schiantato contro una Renault berlina parcheggiata correttamente a lato strada staccandole la ruota posteriore destra e perdendo a sua volta la sua anteriore sinistra a causa del violento impatto. La corsa dell’Alfa però è continuata, pur senza una ruota - che nel frattempo rotolava a gran velocità e si è fermata solo grazie ad un passante non provocando altri danni. L’auto tamponata, intanto, è finita per reazione contro la vettura parcheggiata davanti e così questa contro quella avanti ancora, come delle tessere del domino. La fortuna ha voluto che nessuno fosse dentro le auto (per una manciata di secondi) e i passanti fossero sul lato opposto del marciapiede su cui l’Alfa ha concluso la corsa. Sul posto una pattuglia della Polizia stradale che ha sottoposto al alcoltest l’uomo cui è stata ritirata la patente.


IL GAZZETTINO (Treviso)
Disturbato dal pallone, prende a sassate i ragazzini
Terrore a San Lazzaro: la Polizia identifica l’uomo, un pregiudicato che vive da abusivo in una casa da ristrutturare
TREVISO - (P. Cal.) Ha preso di mira con sassi e urla un gruppo di ragazzini che stava semplicemente giocando col pallone sul sagrato della chiesa di San Lazzaro. La loro spensieratezza però si è scontrata con lo stato alterato di un cittadino rumeno di sessant’anni che, evidentemente disturbato, ha prima cercato di colpire con delle pietre i ragazzini, poi si è messo a inseguirli. I giovani, da quindici ai quattordici anni, hanno fatto appena in tempo a inforcare le loro biciclette (uno però non è stato così lesto e si è preso un calcio sulla ruota posteriore) e precipitarsi nella casa più vicina. Da qui hanno chiamato le volanti. Tutto è accaduto martedì pomeriggio verso le 16,30.
In pochi minuti sul posto sono arrivate due auto. Gli agenti ci hanno messo poco a identificare l’uomo, un pluripregiudicato che solo qualche giorno fa era stato sorpreso a scolarsi una bottiglia di rhum dentro un supermercato cittadino, mentre in passato i residenti lo hanno più volte visto aggirarsi con una mazza da baseball in mano. Anche martedì era piuttosto ubriaco. Gli agenti hanno anche scoperto che occupava abusivamente un caseggiato da ristrutturare situato a poca distanza dalla rotonda di San Lazzaro. All’interno hanno trovato cumuli di immondizia e condizioni igieniche spaventose. L’uomo è stato denunciato per ubriachezza molesta.


IL GAZZETTINO (Treviso)
GIOVANI E SBALLO Accordo fra i gestori dei locali pubblici. Nel progetto anche la Polizia locale
Spritz anti-alcol nei bicchieri marchiati
Scelte due ricette per il nuovo "Aperitivo Conegliano" a base di prosecco
Sarà lanciato e messo in vendita da metà novembre l’Aperitivo Conegliano a bassa gradazione alcolica, al di sotto della soglia a rischio (0,5 gr/lt). (*) Sarà proposto in due varianti: la prima avrà come ingredienti il classico Prosecco mixato con succhi di frutta fresca e la seconda sarà costituita da vino Rosè e soda. La scelta è stata concordata in un incontro di un gruppo di gestori di locali del centro cittadino che fanno parte dell’Associazione Conegliano il Cima. Un ulteriore particolare è che l’Aperitivo Conegliano sarà offerto in speciali bicchieri con una scritta che lo identifica. Il coordinamento è del Progetto Giovani del Comune, nell’ambito del Progetto Taste Life «Degusta la vita», avviato un anno fa, in materia di sicurezza stradale e di prevenzione all’abuso di alcol e di sostanze dannose per la salute.
Ci sono state numerose riunioni preparatorie del Progetto Giovani con le associazioni di categoria (dall’Ascom alla Confesercenti, alla Fipe), con la presenza costante dell’assessore alla Condizione giovanile Loris Balliana, del vicesindaco e assessore alla Sicurezza Paola Mirto, oltre che del comandante della Polizia locale Luca Zenobio. Sono pronte e tra qualche giorno partiranno le lettere indirizzate a tutti gli esercizi pubblici della città per invitarli alla presentazione della ricetta del nuovo Aperitivo Conegliano che è stata quindi definita, confidando che le adesioni siano numerose, anche se ormai si è formato uno zoccolo duro di locali del centro che lo hanno già fatto.L’aperitivo, da rituale positivo e fattore di aggregazione, di socializzazione e, soprattutto nella nostra zona, conservazione delle tradizioni locali, per molti giovani sta diventando un momento in cui il naturale divertimento perde il proprio significato originario, associandosi allo sballo, alla trasgressione e al superamento dei limiti del tasso alcolico nel sangue, e si è ritenuto di dover arginare questo fenomeno.
(*) Nota: è una frase senza senso.
Innanzitutto perché la soglia di rischio è 0,0 (per i giovani e neopatentati è anche il limite previsto dalla legge), in secondo luogo perché non è possibile stabilire una correlazione standard tra una bevanda alcolica e l’alcolemia conseguente (chi la beve? Quanta ne beve? Uomo? Donna? Stomaco pieno? Eccetera).
Chi si ricorda la “Drive Beer” ricorda come fu costretta a ritirare lo slogan “la birra in regola con il codice della strada”, oggi abbiamo “l’aperitivo al di sotto della soglia a rischio”?


IL GAZZETTINO (Treviso)
IL PROGETTO GIOVANI
«Dobbiamo promuovere il bere consapevole»
CONEGLIANO - (g.p.m.) «La strada seguita - spiega Serena Cesca, coordinatrice del Progetto Giovani del Comune di Conegliano che ha coinvolto i gestori dei locali pubblici del centro - non è quella del proibizionismo, che è stata adottata da più parti (ultime Vicenza e Padova, ndr), imponendo magari la chiusura anticipata dei locali alle nove di sera e inducendo i giovani a trovarsi alternative ancora più pericolose per il consumo di alcol, ma quella del diffondere una cultura del bere moderato e consapevole» (*).
(*) Nota: tanti auguri, ma non funziona


IL TIRRENO
Nuovi controlli dei carabinieri
Ubriachi alla guida Due patenti ritirate
PIOMBINO. Nuovi controlli dei carabinieri sulle strade e due persone denunciate per guida in stato di ebbrezza. Durante la tarda serata di martedì, in Colmata, un uomo di anni 55, è stato notato dalla pattuglia mentre col suo scooter procedeva a zig zag. Dalla prova fatta con l’etilometro, veniva trovato con un tasso alcolico di 2.27 grammi/litro (tasso superiore di quasi cinque volte il limite consentito). Per il conduttore del motorino è scattata la denuncia penale, con le relative sanzioni amministrative, il ritiro della patente di guida ed il sequestro del veicolo.
A seguire, nel centro città, gli uomini dell’arma controllavano il conducente di un Suv, 45enne piombinese, che presentava un tasso alcolico di 1.12 grammi/litro. Anche per lui si procedeva con la contestazione delle sanzioni previste.


L’ADIGE
BRENTONICO - I club delle famiglie con problemi alcol-correlati sono un’occasione d’incontro per tutta la comunità


IL RESTO DEL CARLINO (Bologna)
Studente spagnolo balla ubriaco sulle auto


CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
Arriva il Liverpool, un giorno senza alcol


LA REPUBBLICA
conducente ncc ubriaco travolge scooter e fugge - emilio orlando


IL RESTO DEL CARLINO (Imola)
PARTIRÀ ufficialmente lunedì Etilometro no grazie’, l’i...


LA NAZIONE (Umbria)
La fanno ubriacare e la stuprano Dura condanna per il «branco»


IL GIORNO (Lecco)
Troppi ubriachi al volante Inasprite le pene e i controlli sulle strade


IL RESTO DEL CARLINO (Cesena)
La serata per presentare la campagna contro l’assunzione precoce di alcol


L’UNIONE SARDA
Nuove tabelle alcolemiche nei locali
Ubriaco tampona i carabinieri per evitare tre asini


LA GAZZETTA DI MODENA
in discoteca torna "bob" contro l’abuso di alcol
san possidonio. ubriaco travolge un ciclomotore: patente ritirata e denuncia


IL MATTINO di Padova
a vigonza un amico per smettere di bere


LA SICILIA
Alcolismo in aumento e mancano i piani di recupero 32


LA STAMPA
Guida alcolica e resistenza un legale è condannato
Tir si rovescia in curva Nei guai autista ubriaco


LA PROVINCIA PAVESE
e’ il momento di puntare sull’enoturismo

© asaps.it
Venerdì, 22 Ottobre 2010
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