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Articoli 23/08/2010

I pirati più delinquenti e cattivi: sono tra noi più di quanto si possa immaginare
I risultati dello speciale Osservatorio Asaps “Pirateria ad alto impatto”
74 eventi nel 2009, con 18 vittime e 99 feriti: drogati, ubriachi, recidivi e delinquenti ordinari in fuga

A Teramo un Vigile del Fuoco preso a calci da un ubriaco che lo aveva investito: gli gridava “alzati!”
 

 Il Vigile del Fuoco Darwin Lupinetti

 

 

(ASAPS) FORLÌ, 23 agosto 2010 –  L’episodio del contromano mortale di Padova, nel quale Marina Badiello è stata uccisa da un’auto in fuga, costituisce un episodio a lungo studiato dall’Asaps nell’ambito di un osservatorio molto particolare. Lo abbiamo chiamato “pirateria ad alto impatto” e rappresenta, secondo noi, l’effettivo trait d’union che, sulla strada, unisce la criminalità ordinaria a quella, appunto, stradale. L’osservatorio, insieme agli altri, è operativo dal 2008, ed è giunto al suo terzo anno di vita.
Siamo oltre la soglia della semplice pirateria (che ha un Osservatorio e numeri complessivi a parte e distinti), spettro della criminalità stradale che riunisce tanti insospettabili vicini della porta accanto: qui annotiamo invece storie di criminali ordinari, alcuni dei quali recidivi specifici (alcolisti o tossicodipendenti, trasgressori abituali, ecc.)  altri invece inseguiti dalle forze di polizia, al volante di auto rubate, con documenti falsi, in fuga dagli arresti domiciliari. Tutta gente che non vuole farsi né controllare né prendere. Pur di riuscire nel proprio intento, lo abbiamo già scritto più volte, sono disposti a tutto, anche ad uccidere, come ci ricorda la tragica fine di Marina Badiello.
Nel corso di quest’anno, gli episodi monitorati sono già tanti: 46, in tutto, con 4 vittime e 68 feriti. Ve ne citiamo qualcuno, a cominciare dai più gravi.
A Teramo, lo scorso 21 aprile, un Vigile del Fuoco, Darwin Lupinetti, 35 anni,  viene investito e ferito gravemente da una Mercedes Classe A. L’investitore, che risulterà avere un tasso alcolemico di 1,26, infierisce su Darwin, ormai agonizzante, prendendolo a pugni e gridandogli di alzarsi. L’autopsia, secondo le informazioni filtrate sulla stampa nell’ambito dell’inchiesta, avrebbe escluso che la violenza possa aver aggravato le condizioni della vittima. Certo, da un punto di vista strettamente legale, quei calci potrebbero integrare solo una circostanza aggravante, ma scommettiamo che lo stato di ebbrezza finirà col mitigare quel disprezzo. Possiamo solo fare un tentativo nell’immaginare cosa abbia provato Darwin, un soccorritore pluridecorato, mentre moriva. A dargli un barlume di giustizia, dovranno pensarci i giudici. Vedremo.
Il 20 gennaio, a Castel Volturno (Caserta), un 21enne investe e uccide un tunisino che stava camminando a piedi. Poi scende dall’auto, riempie di botte un amico che viaggiava con lui e scappa, minacciando i testimoni con una pistola. I carabinieri lo hanno poi arrestato il 19 maggio a Civitanova Marche, dove si era rifugiato.
Hanno addirittura fatto il giro del mondo le immagini riprese a Frattamaggiore (Napoli) da una telecamera di sorveglianza: si vedono due persone in sella a uno scooter, senza casco (e assicurazione), che investono un carabiniere dopo aver forzato un posto di controllo.  Il militare viene proiettato in aria, per ricadere a sei metri di distanza, battendo la testa sull’asfalto e restando esanime. I due autori di questo gesto sono poi fuggiti, ma sono stati arrestati poco dopo grazie alla preziosa testimonianza di un agente della Guardia di Finanza che, libero dal servizio aveva annotato il numero di targa: si tratta di due fratelli, Pasqualino e Francesco Fenicia, di 24 e 31 anni, entrambi pregiudicati. Il carabiniere è stato dimesso alcuni giorni dopo.
Un 44enne di Milano, Giovanni Chirico, ha invece colto sul fatto due ladri che gli avevano appena rubato l’auto: si è parato loro davanti, ma il delinquente alla guida lo ha travolto, ferendolo gravemente. È accaduto a Milano il 13 gennaio: la vittima è stata posta in coma farmacologico all’ospedale Humanitas di Rozzano (Milano).
Crudeltà senza limiti anche a Ciampino (Roma), dove il 21 marzo un ubriaco di 36 anni, all’uscita da una discoteca, ha investito una giovane coppia di fidanzati, di 19 e 18 anni. Il pirata, che aveva un tasso alcolico di 1,60, era a sua volta uscito dal locale, mentre le due vittime  stavano camminando sul ciglio della strada. Il ragazzo, un marocchino, ha fatto un volo ed è andato a finire dietro l’autovettura. A quel punto l’automobilista ha fatto retromarcia e lo ha investito una seconda volta. I carabinieri hanno però visto la scena e lo hanno bloccato e arrestato.
Non mancano i recidivi: ad Albenga (Savona), l’11 giugno scorso, un marocchino di 24 anni, ha investito uno scooterista, finito all’ospedale. È stato identificato e denunciato dalla polizia municipale, che ha scoperto la sua attitudine,  se così possiamo chiamarla, alla pirateria stradale: nel novembre 2009 aveva commesso un crimine del tutto analogo.
I dati del 2009
Nel 2009 gli atti di questo tipo sono stati ben 74, con 18 vittime registrate in 10 eventi mortali, e 99 feriti. Il 44,6% di questi episodi (33) hanno avuto come motore l’uso di alcol e droga, mentre, in un numero analogo di eventi, sono stati utilizzati veicoli rubati. I recidivi degli articoli 186 e 187 del CdS (uso di alcol e droga alla guida) sono stati in tutto 10 (13,5%), mentre gli stranieri identificati risultano essere 24 (32,4%). Anche in questo caso la gran parte dei pirati viene identificata: solo 8 di questi criminali è riuscita a farla franca, pari al 10,8%. 66 di loro sono stati invece arrestati, cioè quasi il 90%. (ASAPS)


Di Lorenzo Borselli
 

Lunedì, 23 Agosto 2010
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