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Articoli 13/10/2005

da Il Centauro n.98 - Settembre 2005 - Alcol e guida Intervista all’esperto Franco Taggi dell’Istituto superiore di Sanità

da Il Centauro n.98 - Settembre 2005

Alcol e guida
Intervista  all’esperto Franco Taggi
dell’Istituto superiore di Sanità

In relazione ai risultati dell’analisi statistica qui riportata, abbiamo voluto intervistare Franco Taggi, direttore del reparto "Ambiente e Traumi" dell’Istituto Superiore di Sanità. Il dott. Taggi è stato uno dei primi ricercatori ad occuparsi in Italia del problema "Alcol e Guida", è stato esperto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità su questo problema ed ha contribuito a livello tecnico alla preparazione degli articoli di legge sul limite legale e sugli strumenti e le procedure per la rilevazione su strada dell’alcolemia dei conducenti.
 
Dott. Taggi, cosa pensa in merito all’analisi statistica che il Centauro ha svolto sui dati dei controlli delle alcolemie dei conducenti, presentati dalla Polizia Stradale?
La trovo molto interessante, anche se credo che i risultati vadano interpretati ulteriormente.
 
Cosa intende dire con questo?
Intendo dire che i dati delle forze di polizia riflettono in parte lo stato reale delle cose, in quanto non si tratta di controlli casuali, bensì di controlli mirati. In altre parole, le forze dell’ordine. non espletano i controlli per conoscere in maniera "neutralmente statistica" quanti guidano sotto l’influenza dell’alcol e quanto sia consistente tale influenza. Il loro compito è ancora più importante, ed è quello di garantire a tutti una maggiore sicurezza, cercando di individuare con efficacia coloro che stanno guidando in stato di ebbrezza e mettendoli in condizioni di non nuocere. E’ chiaro, quindi, che nel valutare la proporzione di positivi tra i conducenti controllati è necessario tenere conto anche di questo: un controllo mirato aumenta la probabilità che il soggetto non sia sobrio e che il suo tasso alcolemico sia superiore al limite di legge.
Detto ciò, tuttavia, non posso non condividere la preoccupazione che un esame più approfondito dei dati in questione ha suscitato, in particolare per la quota rilevata di alcolemie di livello davvero eccessivo. Cercherò di spiegarmi meglio.
Gli studi epidemiologici svolti sul fenomeno "Alcol & Guida" hanno dimostrato in tutto il mondo che il rischio di provocare un incidente grave o mortale aumenta molto rapidamente all’aumentare dell’alcolemia del conducente.
Fatto pari a uno il rischio che corre un conducente sobrio (che ha quindi alcolemia pari a zero), a livelli intorno ad 1 g/l il rischio cresce di 10-15 volte e a 1.5 g/l di oltre trenta volte! Non parliamo poi di alcolemie ancor più elevate, dove il rischio si incrementa ancor più velocemente.
Diciamo che se l’alcolemia è molto elevata, non è strano che un conducente provochi un incidente grave: è strano che non lo provochi. Tutto questo è dovuto al rapido scadimento della performance di guida con l’aumentare dell’alcolemia del conducente.        Per dirla in termini semplici, ma molto chiari, più alcol c’è nel sangue, più alcol va al cervello; e più alcol arriva al cervello, più il cervello si "impalla". E siccome la guida di un veicolo è complessa e chiede al conducente molte prestazioni rapide, il cui regista è il cervello stesso, le conclusioni sono ovvie.     Come abbiamo ricordato durante le "Giornate della Sicurezza Stradale" gli effetti che si osservano negli studi e in prove su simulatore sono in sintesi i seguenti:
•alcolemia= 0.5 g/l à il 25-30% dei soggetti è incapace di guidare correttamente.
•alcolemia= 0.8 g/l à diminuisce la capacità di adattamento all’oscurità.
•alcolemia= 1.0 g/l à ulteriore peggioramento dei tempi di reazione e del rendimento nella guida. Lo stato del soggetto è diagnosticabile anche dal profano.
•alcolemia= 1.5 g/l à  ubriachezza evidente, incapacità di valutare le distanze, gravi disturbi dell’equilibrio, eccitazione e comportamento rumoroso.
Dagli studi svolti a livello campionario in diversi Paesi, generalmente dalle 22.00 alle 4 del mattino, la proporzione di conducenti con alcolemie superiori a 1 g/l è intorno al 5%.       
Ora, se noi confrontiamo i risultati di alcuni di questi studi con i dati in questione (considerando ai fini di un confronto più diretto solo quelli della fascia 0.00 – 4.00) abbiamo:  


Si osservi come la percentuale dei soggetti con alcolemie uguali o maggiori a 1 g/l in Italia sia più elevata di quella dei Paesi considerati.
Questo lo si può vedere meglio percentualizzando il tutto ai soli conducenti risultati positivi al controllo:


Questa maggiore presenza in Italia di soggetti con alcolemie molto elevate è certamente da addebitarsi in parte al fatto che si tratta di controlli mirati: ma questo significa anche – ed è bene sottolinearlo - che la Polizia Stradale e le forze dell’ordine in genere, svolgono con competenza il loro lavoro e individuano con efficacia i conducenti più ad alto rischio.
 
Ma allora, non dobbiamo preoccuparci?
Tutt’altro. Se andiamo a fare i conti, tra le 0.00 e le 6.00 la percentuale di coloro che presentavano alcolemie superiori a 1.5 g/l risulta pari al 5.3%. E questo corrisponde circa ad un conducente su 18! Ora, anche se mirati, i controlli della Stradale, risentono sostanzialmente della situazione presente sulle strade in quelle fascie orarie.  Il che, in parole povere, vuol dire che quando viaggiamo di notte e incrociamo 20 auto, una di queste è guidata da una persona completamente ubricaca. E venti macchine si fa presto ad incontrarle sul proprio tragitto. Non è una situazione certo rassicurante.
 
Che ne pensa dell’aumento delle positività con l’età?  
Era un fatto da attendersi, un fatto che mostra ancora una volta che il problema della guida in stato di ebbrezza riguarda tutti, giovani e meno giovani, e cresce col crescere dell’età.     D’altra parte viviamo in un Paese che conta circa un milione di alcolisti e 3-4 milioni di bevitori eccessivi.
E chi beve, non beve perché poi deve guidare: beve perché beve, perché bere gli piace, perché è arrivato al punto che se non beve si sente male; e poi, magari, si trova anche a guidare. Se questo è vero (ed è vero) allora risulta anche chiaro che per chi beve in modo problematico non esiste solo il rischio del week-end: tutti i giorni sono uguali, perché si beve, in modo sbagliato, tutti i giorni. E tutti i giorni si guida. Questo è un fatto importante: la lotta al fenomeno "Alcol & Guida" parte dalla lotta all’Alcol.
E i controlli delle alcolemie dei conducenti rappresentano, in questa visione globale, un momento essenziale nella lotta all’alcol in quanto permettono di identificare facilmente bevitori eccessivi o alcolisti che, in altro modo, resterebbero sconosciuti. Con una intelligente applicazione di quanto previsto nell’art. 186 del Nuovo Codice della Strada (in particolare il comma 9 relativo a conducenti con alcolemia superiore a 1.5 g/l), facendo leva sul fatto che ad ognuno interessa fortemente riottenere la patente di guida, credo che molti alcolisti o bevitori eccessivi potrebbero concretamente essere aiutati a risolvere i loro problemi, problemi che sono poi dell’intera società dati gli effetti devastanti dell’alcol sui diversi aspetti della vita sociale (lavoro, famiglia, amici, violenza, guida, ecc.).
 
Per fortuna nei giovani il fenomeno è più limitato.       
I giovani presentano apparentemente una situazione meno preoccupante dei meno giovani: in realtà, vanno considerati tre aspetti:
- il primo è che per diventare bevitori eccessivi o alcolisti, ci vuole del tempo: la gran parte dei giovani a rischio non ha ancora maturato questo tempo, e beve ancora in modo limitato;
- il secondo è che i giovani hanno in più un loro specifico problema, dato dalla guida sotto l’influenza di sostanze psicotrope (che spesso, molto spesso, associano all’alcol);        - il terzo è che a parità di alcolemia, il rischio di provocare un incidente grave o mortale aumenta rapidamente al diminuire dell’età del conducente.
Tanto per dare un’idea di questo, con un’alcolemia di 1 g/l, un giovane di 20 anni ha un rischio doppio di un uomo di 50 anni. In questo senso, una particolare attenzione verso i giovani non deve sembrare persecutoria: è opportuna, sensata e necessaria, basata su dati di fatto, non su opinioni.      
 
In conclusione, che indicazioni possiamo trarre da tutto questo?
Diverse. Ne segnalo solo alcune che mi sembrano di particolare importanza. Il problema "Alcol & Guida" in Italia è un problema aperto, da contrastare sempre più con decisione, inquadrandolo nelle azioni di contrasto all’uso problematico di alcol. Le forze di polizia dovrebbero essere incoraggiate e opportunamente sostenute – con fondi e personale – per l’effettuazione dei controlli (e questo anche in relazione al problema "Sostanze & Guida"). I conducenti che presentano alcolemie molto elevate (superiori a 1.5 g/l) dovrebbero riottenere la patente soltanto dopo aver effettivamente risolto i loro rapporti problematici con l’alcol (fatto che può essere obiettivamente accertato, dopo opportuno percorso, da un medico alcologo, o medico esperto di dipendenze). 
Per comprendere poi meglio la situazione ed il suo evolversi, dovrebbero essere anche promossi un certo numero di controlli casuali, opportunamente ripartiti nelle diverse regioni del Paese, onde quantificare in termini statistici corretti il fenomeno.


Giovedì, 13 Ottobre 2005
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