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Articoli 18/02/2005

da "Il Centauro n. 93" - Slovenia e la Polizia Slovena Cooperazione con colleghi italiani

 

Slovenia e la Polizia Slovena
Cooperazione con colleghi italiani

La Slovenia è uno dei più piccoli paesi ed anche uno dei più giovani nell’Europa Centrale. Misura 20.251 chilometri quadrati, con un po’ meno di 2 milioni di ab

itanti, dei quali il 91% è Sloveni. In Slovenia vivono anche gli appartenenti di due minoranze etniche, gli Ungheresi e gli Italiani. Al nord la Sloveno confina con l’Austria, al nordest con l’Ungheria, all’est e sud con la Croazia e ad ovest con l’Italia. Le frontiere slovene terrestri sono lunghe 1.207 km e la frontiera marittima sull’Adriatico 60 km. La Slovenia e uno dei nuovi paesi membri dell’EU. Con i risultati economici esistenti non abbiamo paura del futuro (tra l’altro, i risultati sono perfino migliori di quelli del Portogallo e della Grecia). Il nostro Paese si trova in questo momento nella fase di costruzione della croce autostradale, che collegherà ed avvicinerà tutte le sue parti, e nello stesso momento migliorerà anche la situazione della sicurezza stradale. Nel 2003 hanno perso la vita sulle strade slovene 242 persone, in altre parole 121 su un milione d’abitanti, che rappresenta un po’ più della media dell’Europa Unita. Circa 5.200 persone sono state ferite. La causa principale degli incidenti stradale è la velocità eccessiva. Il numero dei morti sulle strade slovene sta calando progressivamente. La Polizia slovena, che conta circa 4.500 poliziotti in divisa, si occupa intensamente di problematiche della sicurezza stradale. Negli ultimi tre anni abbiamo condotto parecchi nuovi progetti, di cui facciamo cenno qui della metodologia "PROMIL", che rappresenta un nuovo approccio alla prevenzione di guida sotto l’influenza dell’alcol; della metodologia "VERIGA" (Catena) per il controllo della velocità; un nuovo sistema per accertare la distanza di sicurezza, spesso molto ridotta; siamo una delle poche polizie europee che ha preparato il sistema e la procedura per riconoscere i sintomi delle droghe negli autisti nel traffico, stiamo introducendo il sistema stazionario per misurare la velocità, etc.
Naturalmente, cercando nuove soluzioni, ci rivolgiamo spesso anche ai paesi esteri per verificare, come hanno risolto loro questi e simili problemi collegati alla sicurezza stradale. Uno dei paesi, nei quali abbiamo trovato una risposta positiva, è senza dubbio l’Italia.
Come è cominciato tutto questo?
Come capo del gruppo di lavoro per lo sviluppo dell’uso di motocicli nella Polizia slovena, sono anche uno degli organizzatori dell’annuale campionato nazionale di poliziotti stradali nella guida di destrezza con motocicli di servizio. Siccome quest’evento non è un’abitudine con altre forze di polizia, abbiamo invitato alla manifestatzione anche nostri amici italiani. Come primi abbiamo invitato i colleghi della Sezione di Polizia Stradale di Gorizia. Sotto la guida di loro comandante, dott. D’Agnese Gennaro, hanno risposto immediatamente all’invito.
Dopo la prima stretta di mano con lui non potevo neanche pensare, che questo potesse diventare l’inizio di una lunga, fruttuosa e sincera amicizia. I primi colloqui erano ufficialmente amichevoli, ma durante i momenti liberi si sono sviluppati in un discorso libero, sincero ed aperto.
Dopo la prima visita i contatti tra me e Gennaro non si sono conclusi, degni di una vera amicizia si sono solo approfonditi. Gennaro e suoi poliziotti sono ogni anno ospiti al nostro evento e sono stati invitati anche agli altri eventi, come fu, per esempio l’incontro Europeo di Polizie Stradali, che abbiamo organizzato nel giugno 2003. Durante queste visite ho avuto la possibilità d’incontrare anche suoi poliziotti ed anche quelli delle altre Sezioni di Polizia Stradale. Devo dire, e vale per tutti, che si può diventare amici con loro facilmente e che sono sempre pronti ad aiutare, dare i consigli ma anche ascoltare. Un sentimento davvero piacevole sapere, che hai buoni amici all’altra parte del confine di stato. Naturalmente continuiamo con attiva cooperazione. Sulla base d’accordi tra i due capi di polizie abbiamo cooperato insieme in due controlli congiunti delle polizie stradali. Durante il primo servizio abbiamo controllato i trasporti di bambini con autobus, nel secondo abbiamo compiuto il controllo dettagliato della guida sotto l’influenza d’alcol e delle droghe nelle zone costiere d’ambo le due parti del confine.
Ogni anno sulle strade europee muoiono circa 43.000 persone, una cifra terribile. Il fatto diventa ancora più terribile se specifichiamo, che l’Europa perde ogni 12 - 13 minuti un suo cittadino e che i costi causati da incidenti stradali superano 160 miliardi d’Euro l’anno. Per questo è molto importante il mutuo collegamento delle polizie stradali per un approccio conformato e coordinato per trovare le soluzioni per questi problemi, per una maggiore efficacia della funzione di controllo di polizia e per lo scambio delle esperienze. Qui possiamo imparare molto gli uni dagli altri.


Sono orgoglioso del fatto che sono diventato nel settembre 2004 il membro della gran famiglia italiana di poliziotti stradali, ASAPS, anche con l’aiuto di Gennaro. Probabilmente nell’associazione non ci sono molti poliziotti stranieri e per questo sono ancora più orgoglioso d’essere suo membro. Credo che, è ovvio, il lavoro non ci mancherà. Ci sono ancora tante iniziative ed idee e spero che saremo in grado di attuarle – anche con l’aiuto di poliziotti stradali italiani. Il lavoro può essere anche un gran piacere, se cooperi con piacevoli collaboratori, nonostante il fatto che parlano un’altra lingua, che lavorano all’altra parte del confine e vestono una divisa diversa da nostra. Gia qualche da tempo ho concordato con Gennaro di non chiamarci più "collega", bensì solo "amico". Ed è giusto così. Noi due stiamo coltivando questo già da molti anni e siamo convinti, che possano contribuire a una parte del nostro successo professionale anche le autentiche relazioni amichevoli.
Vorrei approfittare dell’occasione di salutare tutti i poliziotti stradali italiani che, come noi, si prendono cura ogni giorno di garantire un traffico sicuro e fluido sulle strade di nostri due Stati.


Robert Susanj
Vice Comandante della Polizia Stradale
Repubblica della Slovenia

Gent.mo Presidente
Volevo profittare dell’ospitalità della Sua rivista, per salutare e ringraziare il collega e amico Robert SUSANJ, per le graditissime parole di elogio che ha speso per la mia persona e per l’Ufficio che ho l’onore di dirigere. Naturalmente la gran parte di merito per i risultati conseguiti, sono del personale della Sezione Polizia Stradale di Gorizia, che mi ha supportato con entusiasmo, del Referente provinciale A.S.A.P.S che si è attivato per consentire la sua iscrizione all’Associazione da Lei diretta, nonché del Signor Dirigente il Compartimento Polizia Stradale “Friuli Venezia Giulia” che ha sempre incoraggiato ed agevolato questa forma di collaborazione e cooperazione.

Dr. Gennaro D’Agnese
Dirigente della Sezione
Polizia Stradale di Gorizia

 
Venerdì, 18 Febbraio 2005
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