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Notizie brevi 21/02/2008

Servì un ubriaco: barista a processo
Assolto: a versare la sambuca forse fu il cameriere

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Si rilassino gli esercenti lagarini e non solo: condannare chi dà da bere ad un ubriaco, è tutto tranne che facile. E saperlo può aiutare una categoria che, in questo periodo, su questo punto ha più d’un pensiero. Perché la norma che prevede la denuncia per gli esercenti che danno da bere ad un cliente ubriaco, era di quelle da preoccupare. È vero, la legge c’è sempre stata. Ma è l’applicazione ad essere stata, negli anni, un tantino discontinua. Ora però siamo in un periodo di tolleranza zero e il rischio per l’esercente distratto è notevole: oltre al procedimento penale - perché di reato si tratta, benché punito con un’ammenda - c’è la sanzione accessoria obbligatoria. La sospensione temporanea (e quanto temporanea lo decide il giudice) della licenza. Con i conseguenti danni economici. Ma una recente sentenza del giudice di Pace di Rovereto sembra aprire uno spiraglio a baristi e ristoratori. Tutto parte dalla vicenda di Paolo Nave, titolare del caffé Commercio di Ala, che qualche mese fa si è visto entrare i carabinieri nel bar. All’arrivo nel locale i due militari hanno visto due giovani appoggiati al bancone, entrambi intenti a bersi una sambuca. Solo che uno dei due era evidentemente ubriaco. Ed è scattato il verbale e di conseguenza il processo davanti al giudice di pace Adolfo Vergari. Ma l’accusa non ha retto. Perché - ha sottolineato l’avvocato della difesa Alessandro Olivi - mancavano un paio di presupposti. Il primo: a versare - o comunque a prendere l’ordinazione - doveva essere il titolare. E in questo caso è probabile fosse stato il cameriere che non è soggetto agli stessi obblighi dell’esercente. E poi nessuno era in grado di dire, e quindi di provare, se a ordinare fosse stato il giovane ubriaco o l’amico sobrio. Una tesi che il giudice ha accolto: ha assolto infatti l’imprenditore alense perché «non si è formulata la prova che sia stato lui a servire il superalcolico». E altrettanto non c’è alcuna prova per dire chi ha fatto l’ordinazione e - questo il punto interessante - c’è reato solo se ubriaco è chi ordina, non chi beve poi l’alcolico. Per gli esercenti, probabilmente, si apre un orizzonte nuovo.

di Chiara Zomer
da L’ADIGE

Nota della redazione Asaps: Capite ora perché diventa difficile incidere sulla piaga degli incidenti stradali?


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Giovedì, 21 Febbraio 2008
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